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Un cerchio fatto da innumerevoli linee rette

Baal HaSulam, Lo studio delle dieci sefirot, parte 1, “Tabella di domande e risposte per argomenti”: Domanda 102: Che cosa sono i Sefirot di Igulim? Quando non esiste una diversificazione tra alto e basso tra le quattro Behinot (fasi) nel Ratzon (desiderio) sono considerate come quattro Igulim (sfere, cerchi) una dentro l’altra, come pelle di cipolla.

All’inizio di tutto, nella Luce dell’Infinito, non esisteva differenza tra sopra e sotto, dovuto all’assoluta autorità della forza superiore che governava sul desiderio di ricevere in maniera equivalente. Ma avendo fatto la restrizione e lo schermo e avendo attraversato nell’espansione dei mondi dall’alto verso il basso e il ritorno delle anime dal basso verso l’alto, il desiderio arriva allo stato in cui ha diverse proprietà, differenze e peculiarità, tutte quante racchiuse in un sistema integrale. E quindi, non rimane nessuna differenza tra di loro.

Questo significa che all’inizio di tutto, nel mondo dell’infinito nella fase 1, il desiderio era “tondo” (Igulim) com’è alla fine, nella fase 3. Ma all’inizio, il desiderio non aveva distinzioni poiché erano invisibili e tutto si vedeva nella stessa maniera.

Alla fine di tutto (Gmar Tikkun) non ci sono delle differenze. Avendo rivelato in questo desiderio un’enorme quantità di proprietà, varietà e dettagli, li leghiamo insieme in un sistema integrale, dove ogni elemento è vitale quanto l’intero sistema. E quindi, non ci sono delle differenze tra di loro!

Questo è un altro tipo di “cerchi” (Igulim) che contiene una grande quantità di lacci “diritti” (Yosher). Ma queste connessioni diritte arrivano a uno stato nel quale si racchiudono in un cerchio.

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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.07.2011, Talmud Esser Sefirot)

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Giusto è chi giustifica il Creatore

Mentre l’umanità progredisce, la nostra vita materiale diventa sempre più confortevole, mentre “l’umano” dentro di noi si sente sempre più insoddisfatto. Come risultato, ci vediamo come “peccatori” perché quando soffriamo incolpiamo il Creatore per questo. Solamente giustifichiamo il Creatore quando sentiamo che ci da piacere. I saggi dicevano: “Giusto è chi giustifica il Creatore e dice che Lui da soltanto del bene al mondo”.

In altre parole, dobbiamo correggere noi stessi fino al punto di sentire che la Forza di Governo Superiore ci porta del bene e non il male che sperimentiamo adesso. La nostra vita consta di due parti: la vita del corpo animato e quella dell’essere umano come parte della società che ci circonda. E possiamo correggere noi stessi fino al punto di poter sperimentare una vita perfetta in tutti i suoi aspetti.

Una persona che ha corretto la propria percezione è considerata giusta dato che giustificherà il Creatore, vedendo il suo governo generoso. Questo governo è stato buono e giusto fin dall’inizio. Tuttavia, siamo stati creati come egoisti e percepiamo tutto quanto come negativo, con un segno di “meno” (senza considerare il fatto che siamo circondati dal campo positivo di dazione, il Creatore) perché siamo opposti a Lui. Il nostro lavoro è quello di correggere noi stessi e perciò fare la nostra percezione positiva. Lavorando in questa maniera noi espandiamo il nostro piccolo “più” a uno maggiore finché diventa un “più” infinito, proprio come il Creatore Stesso.

Questi gradi nel mio avvicinamento a Lui nella sensazione del buon governo del mondo (in base alla loro qualità, quantità, volume e forza) sono i passi dell’ascesa, i gradi della giustizia. Baal HaSulam scrive nella sua Lettera 59: “Un giusto sente piacere ininterrotto, lodando il Creatore per aver creato per lui un mondo cosi buono e gioioso”.
In altre parole, non è possibile sentirsi male e giustificare il Creatore allo stesso tempo! La Kabbalah non ci chiama per le restrizioni. Tutto è definito soltanto dalle sensazioni fatte in profondità del cuore della persona. Se lui soffre, automaticamente condanna il Creatore, e se è felice, Lo benedice.

Perciò, noi dobbiamo correggere noi stessi per sentire la Sua bontà e dazione, come risultato diventeremo giusti senza dubbio. Un giusto non è chi soffre in silenzio volontariamente, ma chi corregge se stesso per poter sentire la verità!

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.08.2010, Shamati n.34)

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Infiammare la scintilla di luce

Baal HaSulam, “Matan Torà (Il Dono della Torà) ” Qui davanti a noi c’è una chiara legge, che in tutti i 612 Mitzvot (comandamenti) e in tutti lì scritti della Torà non esiste uno che sia preferibile al comandamento : “Ama il tuo prossimo come a te stesso”.

Questo è cosi perché questi hanno il solo scopo di interpretare e permetterci di portare avanti il comandamento di amare gli altri correttamente, giacché lui dice specificamente “il resto è il suo commentario; vai e studia”. Questo significa che il resto della Torà è l’interpretazione di quel singolo comandamento, che il comandamento di ama il tuo prossimo come te stesso non sarebbe completo se non fosse per gli altri.

La Torà è la Luce che corregge i nostri desideri. Dobbiamo correggere tutti i 613 desideri e farli diventare dazione. Può essere dazione con il fine di dazione (non fare agli altri ciò che tu odi), nello stato di Hafetz Hesed, quando non nuociamo gli altri. In aggiunta, possiamo amare gli altri come noi stessi, il che significa ricevere con il fine di dazione. In questa maniera dobbiamo avanzare.

Esiste solamente l’uomo in questo mondo, e se vuole correggere la sua relazione con un’altro essere umano allora lui rivela in se 613 tipi di questa relazione, che rappresentano 613 desideri corrotti. Allora lui inizia a correggerli attraverso la Luce che Riforma studiando il sistema corretto. La Torà parla unicamente sugli stati corretti, sull’adempimento dei “comandamenti”, che riguarda le correzioni che dobbiamo attraversare.

L’introduzione al libro dello Zohar” spiega che la Torà è divisa in 613 consigli e 613 ordini. È su 613 Luci che correggono in noi 613 desideri egoisti diretti verso un altro.

Non stiamo parlando su di noi e neppure su questo mondo, ma sulla relazione con gli altri. Cercando di avvicinarlo, di raggiungerlo, io rivelo 613 desideri corrotti: Questa è la rivelazione del male. Allora, io voglio correggerli e come risposta a ogni desiderio arriva la Luce corrispondente e compie la correzione. Come fa esattamente, io non lo so, e non mi riguarda. Io voglio solamente rivelare il male e trasformarlo in bene, ma lascio i “dettagli tecnici” alla Luce.

Come risultato, i miei desideri diventano corretti (ottengo l’intenzione di dazione al posto dell’iniziale intenzione di ricevere) e sono riempito da quest’intenzione altruista. Questo significa che la Luce è presente in loro.

In realtà, da cosa può essere riempito il desiderio corretto? Può essere riempito soltanto da questo: io voglio e, di fatto, posso donare all’altro. Questo è il riempimento che chiamiamo NRNHY. Inizialmente, dal lato del Creatore che ha creato il desiderio di ricevere, solamente alla piccola Luce di Nefesh fu data una scintilla, una luce sottile che agisce in realtà.

Ci sono solamente la scintilla e il punto del desiderio chiamato “esistenza dall’assenza”. Tutto il resto, senza eccezione, viene soltanto dalla relazione tra il Creatore e la creatura, che vuole infiammare la fiamma d’amore tra di loro. In base alla legge dell’amore, è sufficiente donare per lo meno una piccola frazione a chi mi ama, e allora la mia attitudine legata a questo dono la rende infinita.

Dovremmo comprendere che identificando i 613 desideri che sono rivelati in relazione all’altro e correggendoli da ricezione a dazione, otteniamo un grande vaso di dazione. Ed è basato proprio sul punto di “esistenza dall’assenza “ che sente solo il desiderio di piacere. Noi abbiamo questo punto, e su di esso, noi costruiamo un grande vaso che è l’attitudine, dazione e amore.

La sua essenza é il punto. Espandendosi, essendo impregnato di sensazioni, il desiderio resta lo stesso. Tutto quello che ha è la sensazione di cosa, come e da chi riceve. In altre parole, è la percezione dell’attitudine del Creatore verso di essa.

Nelle quattro fasi della Luce Diretta, c’è solo il desiderio e La Luce della prima fase. Tutto il resto viene dalla reazione, la risposta della creatura nel percepire il Donante più che dall’essere riempito. Nella prima fase (il punto del desiderio con la piccola scintilla della Luce di Nefesh), inizia a sentire se stesso almeno un poco, e inizia a svilupparsi immediatamente in relazione al Donante.

Quindi, dobbiamo comprendere che l’intero vaso spirituale, l’intero mondo spirituale, si basa nell’interrelazione tra la creatura e il Creatore. Annullando questa relazione, sia per colpa nostra o no, rimaniamo nel nostro piccolo scuro desiderio, che è la nostra realtà.

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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2011 “Matan Torà (Il Dono della Torà)”)

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Tutto quello di cui abbiamo bisogno è unirci

Domanda: Si suppone che dobbiamo cominciare la nostra correzione con il livello animato, vale a dire ridurre il nostro consumo solo al livello del bisogno?

Risposta: No, non lo dovremmo fare. Non si tratta solo di ridurre unicamente lo sfruttamento della natura, per di più, non sappiamo davvero in che modo limitarci.

Ciò deve avvenire in maniera naturale, per contro proprio. Se la mia testa è “nelle nuvole”, nell’ispirazione spirituale, istintivamente consumo solo quello di cui ho bisogno per il sostentamento. È assolutamente superfluo mettere in circolazione una tessera di razionamento ed un materasso gonfiabile per tutti. Questo non è quello di cui stiamo parlando.

Lavoriamo in maniera reciproca nell’interconnessione tra noi con il fine di costruire un sistema integrale simile alla natura in tutti i suoi livelli. Il livello parlante ci viene dato affinché organizziamo questo sistema per noi e se lo costruiamo, sicuramente avremo l’attitudine corretta nei confronti di tutta la ricchezza naturale, usando le nostre risorse come questa elevata necessità impone.

Né l’austerità, né “il movimento verde” o uno stile di vita vegetariano ci porteranno al successo. Al contrario, dobbiamo pensare solamente alla nostra struttura interna, alla connessione corretta tra di noi nel grado umano ed allora tutto il resto delle nostre relazioni con i livelli, inanimato, vegetale ed animato, saranno in equilibrio.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.05.2011, “La Pace nel mondo”)

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Un nuovo coefficiente è il catalizzatore dell’avanzamento

Incominciamo a svilupparci correttamente quando abbiamo finlamente capito che dobbiamo avere un nuovo desiderio di svilupparci. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di un gruppo per studiare. Il gruppo ci risveglia e ci dona il desiderio e, attraverso lo studio, attiriamo la Luce che Riforma.

La Luce trasforma il desiderio avuto dal gruppo, dall’ambiente, in dazione. Dunque, incominciamo a crescere spiritualmente. Da questo momento in poi, le redini che giudano il nostro sviluppo sono nelle nostre mani, e noi dobbiamo incominciare a cavarcela con l’aiuto dell’ambiente e della Luce Circostante.

L’uomo che ha ricevuto l’invito ad elevarsi deve capire che questo desiderio viene rinnovato continuamente. Ci viene dato il tipico desiderio iniziale, “la sostanza”, ma noi stessi abbiamo bisogno di aggiungere l’aspirazione spirituale che stabilisce la forma attraverso la quale vogliamo usare il nostro desiderio iniziale: per la ricezione o per la dazione.

Perciò, dobbiamo sempre aspirare ad essere in ascesa, in uno stato di ricerca e di richiesta di aiuto dal gruppo e dalla Luce Circostante. Se un uomo sente di non avere alcun desiderio e necessità della Luce, ciò significa che non ha ricevuto il desiderio in più dal gruppo e non sente il bisogno di chiedere questa correzione.

Non soltanto gli uomini che stanno attivamente cercando la correzione e che studiano la Kabbalah, ma oggi tutta l’umanità è ad un punto di svolta, e questo punto si chiama crisi. Si tratta di una crisi vera perché dobbiamo riconsiderare tutto il nostro atteggiamente verso la vita.

Fino ad ora, siamo avanzati compulsivamente ed involontariamente, guidati dal nostro egoismo crescente. La Luce ha lavorato sul desiderio di godere e lo ha sviluppato linearmente e progressivamente. Tuttavia, all’improvviso, un nuovo coefficiente, “il catalizzatore dell’avanzamento”, è stato aggiunto a questo modo di operare.

Grazie a questo coefficiente, stiamo cambiando il nostro sviluppo sia qualitativamente che quantitativamente. D’ora in poi, non ci svilupperemo seguendo una linea pacifica e tranquilla – ma ci eleveremo qualitativamente verso il Creatore. Dunque, incominceremo a crescere come uomini chiamati Adamo, l’uomo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, Shamati 21)

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L’afflizione deve diventare gioia

Scritti del Baal HaSulam, lettera 19: Una persona non è pronta per tutta l’adesione con il Creatore in un solo colpo, ma gradualmente, come è scritto, “La bontà e la pietà devono seguirmi”. È per questo che Lui ha creato i desideri, i quali sono l’inizio dell’adesione, come è scritto: “un giusto che soffre”. Egli soffre perché il Creatore non desidera l’adesione con lui. È per questo che la persona sente desiderio ed afflizione senza amore, il che è necessario per l’adesione. La persona sente la sofferenza, la quale diventa la gioia dell’adesione.

Domanda: Come possiamo aspirare alla connessione con il Creatore dagli stati di sofferenza che Lui ci invia?

Risposta: Il Creatore non ci invia la sofferenza. Da Lui proviene solo la bontà, ma nel mio egoismo io sento la Sua attitudine buona nella maniera opposta, il che vuol dire che io sperimento la sofferenza; ma questo è esattamente “il risveglio” di cui ho bisogno per raggiungere la meta, per cambiare il mio egoismo verso la dazione. Quindi la sofferenza diventa piacere.

Non cambia niente, solo la mia attitudine verso il mondo, come è scritto: “Mangerai ciò che è vecchio”. Hai cambiato te stesso ed hai cambiato la tua attitudine verso ciò che succede. Sei asceso al di sopra del tuo desiderio di provare piacere e per questo, invece della sofferenza, sperimenti il piacere.

Aspiravi solitamente a delle fonti immaginarie di riempimento, ma adesso, la tua aspirazione per il Creatore, la tua afflizione e la sofferenza sono diventati riempimento, perché non vuoi nient’altro che questo. Vuoi solo desiderarlo e questo è sufficiente per riempirti.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, Scritti del Rabash)

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Ascolta la Sua voce

Il Creatore viene a noi ogni volta che gliene diamo l’opportunità. Questo è il segreto del successo. Se diamo al Creatore queste opportunità, ci risveglieremo più rapidamente, in una frequenza più alta e saremo capaci di arrivare prima ad un desiderio più grande, fino ad un certo grado di nostalgia ed anelo, considerato come “mondo, anno, anima” (Olam, Shanà, Nefesh). Cioè, arriveremo all’adesione con la “Luce” nello stesso luogo, nello stesso tempo, con la stessa donna”, come è descritta l’unione dell’uomo con il Creatore.

Dopotutto, per arrivare all’adesione (Zivug) dobbiamo realizzare diverse condizioni; prima di tutto, abbiamo bisogno del desiderio corretto, cioè non di un desiderio corporeo, ma di una necessità di arrivare alla somiglianza con il Creatore, il primo grado spirituale, la prima connessione con Lui. Per riuscirci, si suppone che io fornisca il desiderio nella quantità, qualità, intensità e forma appropriate.

A parte questo, non si suppone che desideri nient’altro in questa maniera, che diventi il mio solo desiderio, la ricompensa e la soddisfazione. Non è richiesto nient’altro, solo il desiderio. Dopotutto, il resto è la ricompensa per la quale sto lavorando. Tutto il mio appassionato desiderio, l’anelo, la tensione e l’aspirazione a mantenere la connessione con il Creatore, ad assoggettarmi a questo punto a prescindere dalla difficoltà, è di fatto la ricompensa.

Se uno arriva a questo stato, si eleva al di sopra del suo desiderio egoista e desidera passare tutto il suo anelo al Creatore, per dimostrare il suo desiderio per Lui e non cerca nient’altro a parte questo, allora merita l’adesione elevata.

Qui si può trovare l’aiuto nell’ambiente che sosterrà, risveglierà, ricorderà ed organizzerà tutte le condizioni necessarie per questa adesione con Lui; le chiarirà ed eleverà la loro importanza. Dopotutto, il Creatore arriva ad una persona ogni volta che questa gliene offre l’opportunità. Questo è il punto più importante per noi.

Ciò significa che lo scopo è di dare al Creatore più opportunità di risvegliarci con qualsiasi mezzo, non importa come. Può essere che il più delle volte sia attraverso sensazioni poco piacevoli, però i problemi, le paure e i desideri non ci spaventano, poiché non li vediamo come stati cattivi.

Ciò che è male per noi è solo quando ci disconnettiamo dal pensiero e dalla relazione con il Creatore, dal desiderio e dall’anelo. Noi consideriamo importanti tutti i nostri desideri per Lui, non importa se ci piaccia o ci disgusti sperimentarli.

Prima di tutto, diamo più valore alla verità piuttosto che al sentirci bene o male, al dolce o all’amaro. Così, gradualmente e correttamente, ci prepariamo alla prima adesione ed alla fine ci arriviamo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.05. 2011, Baal HaSulam, Lettera 19)

Portare a termine il lavoro di Abramo

Oggigiorno stiamo portando a termine quello che iniziò Abramo quando insegnava ai figli delle sue concubine diverse pratiche spirituali che precedono lo stato spirituale attuale con il fine di dazione. Lui le ha conficcate nelle fondamenta di sistemi di credenze e le ha portato all’esterno, in terre occidentali. Più tardi, lo stesso lavoro di Abramo si è materializzato nelle persone d’Israele, le quali dopo la distruzione del Tempio sono cadute dal livello spirituale causando la nascita di diverse religioni.

Quindi, le credenze che ebbero inizio ai tempi di Abramo, e le religioni, che sono sorte ai tempi della distruzione del Tempio, rappresentano essenzialmente le tappe dell’inclusione del metodo d’Israele alle nazioni del nostro mondo. Il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam, tra gli altri hanno fatto avanzare l’umanità verso la comprensione della devozione. Le persone sarebbero rimaste dei barbari senza di esse.

Ai nostri giorni, dopo migliaia di anni di sviluppo, è impossibile per noi concepire una persona che non consideri queste cose e i mondi futuri, il Creatore, o il bene e il male. Se non ci fossero le religioni, non avremmo avuto una cultura, un’educazione e la società umana nella sua moderna comprensione.

Semplicemente non siamo consci del ruolo che hanno avuto le religioni nel far progredire l’umanità. Le università sono sorte grazie alle religioni. Dovuto al desiderio di espandere le religioni, le persone hanno scoperto continenti, si sono stabiliti in nuovi posti, e hanno iniziato ad aspettarsi qualcosa dal futuro.

In questa maniera, il messaggio spirituale è diventato parte dell’egoismo del mondo e raggiunto persone che non avevano connessione con il Creatore e nemmeno un desiderio di Lui dovuto alla mancanza del punto nel cuore. Tuttavia, adesso hanno un nuovo impulso, appartenenza e paura del mondo futuro, un possibile castigo, e qualcosa sopra questa vita.

Hanno il sentimento di qualche cosa di più grande e si aspettano di vedere certe cose. E anche se nella loro immaginazione appaiono delle cose corporali, anche se questo è idolatria, comunque, qualcosa di umano inizia a crescere da “l’animale superiore”. Pensano già a cose alle quali gli animali non s’interessano.

Anteriormente, le persone non pensavano oltre un cerchio chiuso di rendita, alimenti, riproduzione e morte. Semplicemente non ci rendiamo conto del contributo che le religioni hanno avuto nella cultura umana e nell’arte.

Tuttavia, adesso il nostro sviluppo sta arrivando alla fine, e la crisi globale facendo presa su tutta l’umanità, ne è la prova. La religione non è il problema: Semplicemente non possiamo continuare a sostenere una società egoista che vive in base alla legge dell’amor proprio.

Il nostro egoismo ci ha portati al suo componente spirituale. I soldi sono diventati un “valore spirituale” per le persone, forzandole a soffiare incredibili bolle d’aria nell’economia nel vendersi l’aria l’uno all’altro nella forma di affari virtuali.

Questo ci ha condotto al bisogno di un cambiamento. Siamo di fronte a un vero lavoro spirituale a fine di dazione.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, “L’articolo sulla saggezza” di Ramchal)

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Due discernimenti per essere identificati

Shamati (Ho Udito) N°166, “Due discernimenti per essere identificati”: Esistono due discernimenti: 1) La discesa dai mondi dall’Alto verso il basso a modo di caduta; 2) Dal basso verso l’Alto.

Il primo discernimento: “che Dio ha creato e realizzato”. Questo vuol dire che il Creatore ci ha preparato un luogo per il lavoro. Il secondo discernimento: quando cominciamo ad impegnarci e ci vestiamo dal basso verso l’alto. Però, prima di raggiungere il grado completo, non possiamo sapere niente con piena certezza. Questo si chiama “imparare prima, capire dopo”.

Un piccolo, che comincia a mangiare il pane, ancora non possiede la conoscenza, ma lo mangia soltanto. Quando comincia a crescere, comincia a capire che c’è una ragione per il pane, che è la causa della forma dello stesso …

Se continua a riflettere su questo, arriva allo stato in cui si prende il grano e si pianta nella terra. Fino ad allora, può solo ricevere il pane, cioè, ridurre il pane che esiste in questo mondo. Dopo però, sa già come aggiungerlo.

Se io prendo semplicemente un pezzo di pane e comincio a mangiarlo, sentirò solo il piacere che si veste nel desiderio e nient’altro. Poi, comincio a pensare di cosa è fatto il pane. Questo è il suo stato precedente. Per raggiungere questo stato precedente, devo affondare in esso, elevarmi ad esso e raggiungerlo.

Era lo stato che ha preceduto il pane, ad esempio, la pasta. Devo avanzare ed imparare sulla sua esistenza. Mi elevo un passo al di sopra di me, dal pane alla pasta e realizzo quello che è successo durante l’espansione dall’Alto verso il basso, dalla pasta al pane.

Poi ascendo più in alto, dalla pasta alla farina ed all’acqua, per sapere che la pasta ne è composta. Quindi, avanzo ancora di più e capisco da quale fonte si prende l’acqua e che la farina viene fatta dal grano. Da dove proviene il grano?

Pertanto, mi muovo sempre di più fino ad arrivare alla fonte. Dalla mia prospettiva, sono andato verso la radice, ma capisco i livelli nella caduta dalla radice verso il basso, fino a me, fin quando hanno realizzato “il pane”.

“Pane” significa piacere. Esamino sempre il mio desiderio: vale a dire il piacere o la mancanza, la ragione per la quale non ho il piacere e come arrivare ad esso. Non ho nient’altro per indagare. Tutta la nostra vita e le sue sensazioni girano intorno a questo.

Attraverso le azioni, raggiungo la radice dalla quale viene tutta l’attitudine verso di me, me stesso e tutto questo cammino dall’Alto verso il basso, che contiene anche dentro di sé il mio ritorno dal basso verso l’Alto. Se raggiungo la radice, raggiungo il vero stato. Tutti gli stati precedenti che sono stati rivelati da me fino a questo momento (che si sono formati durante la discesa dall’Alto verso il basso e nella mia ascesa verso l’alto, alla radice) sono stati necessari solo affinché io rivelassi questo unico stato esistente.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, Shamati 166).

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L’espansione è nella dazione

Domanda: Mi dirigo al Creatore affinché mi aiuti nella dazione verso un essere umano. Potrebbe descrivere questo in un linguaggio più scientifico, giacché in essenza, il Creatore è la legge della natura?

Risposta: Come sappiamo, Malchut dovrebbe cancellarsi davanti a Zeir Anpin (ZA). Quindi ZA accetta il suo desiderio ed i loro desideri si elevano insieme alla madre, Binà. In risposta, Binà deve dare a Zeir Anpin uno stato adulto (in maniera che ZA cresca), come la Luce di Malchut.

Questo è ciò che il datore realizza. Se qualche volta desideri davvero dare al tuo amico, riceverai il doppio. Quello che gli dai creerà uno stato adulto in te, così produci un grado più alto nel tuo amico e glielo dai.

Per lui, sarai spiritualmente grande, sarai il datore. In questo ruolo, riceverai nuovi desideri da lui, e dall’alto, ottieni il riempimento. Pertanto, ti espandi “costantemente” ricevendo i desideri degli altri e la Luce dall’alto.

Questo è ciò che significa essere il datore. Tuttavia, ti “espandi” nei vasi di dazione. Qui si nasconde una trasformazione psicologica. Come puoi crescere di più nella dazione? Dov’è il beneficio? Come posso riempirmi? Cosa mi riempie?

Il nostro problema è che non sentiamo molto guadagno nei vasi di dazione, ma questo è evidente dal grafico.
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[Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, “Matan Torà (La Dazione della Torà)]

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