Pubblicato nella 'Lavoro interno' Categoria

Il ritorno al passato è stato cancellato

Domanda: Una volta lei ha detto che è vietato ricordare gli stati precedenti, qualsiasi fossero e guardare indietro….

Risposta: E non guardiamo indietro. Vogliamo tornare al punto di unità nel nostro nuovo stato egoista. Questo non è più un ritorno al passato. Non vogliamo essere nel passato!

Oggi vogliamo tornare allo stato che abbiamo lasciato, nel nostro egoismo accresciuto, e quando vi torniamo con il nostro egoismo reale, è uno stato nuovo, più forte, più chiaro.

In caso contrario non c’è nulla. Tutta la differenza tra i passaggi spirituali si trova solo nell’egoismo aggiunto.
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(Dalla lezione virtuale dell’ 11.12.2011)

Ci manca solo lo schermo

Domanda: Che cosa raccomandi di fare durante la lettura dello Zohar a coloro che sono di lingua inglese: di seguire il testo stampato o soltanto di ascoltare? Lo si dovrebbe fare in ebraico o in inglese?

Risposta: La cosa migliore si ha quando un uomo ascolta semplicemente il suono del testo che stiamo leggendo e si sforza interiormente di rivelare il testo dentro la qualità della dazione, desiderando che questa qualità si riveli in lui.

Diciamo che io ascolto soltanto il suono delle parole, ma non ne conosco il significato. Per comprendere le parole ho bisogno di un certo traduttore interiore, che le tradurrà per me. Il traduttore, che sarà in grado di tradurre le parole dello Zohar per me, è solamente la qualità della dazione. Se questa qualità venisse rivelata in me, capirei immediatamente di cosa parla lo Zohar. Vedrei il quadro generale attraverso i miei sensi, entrerei in questo quadro e prenderebbe vita dentro di me.

Non ho bisogno di altro se non della qualità della dazione. Allora rivelerò immediatamente all’interno di questa qualità tutto ciò di cui parla la Kabbalah. E’ come se ci fosse un programma alla televisione, ma noi non siamo in grado di accendere lo schermo. Possiamo farlo non appena lo abbiamo acceso. E nel frattempo? E nel frattempo qualcosa rimane nascosto dietro lo schermo, qualcosa viene trasmesso dal canale, ma non siamo in grado di accendere la tv.
Ci manca solo lo schermo…
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Lo Zohar)

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Tra il Creatore e l’umanità

Domanda: Si può stabilire un’analogia tra la fase di sviluppo attuale del mondo e lo sviluppo spirituale?

Risposta: Naturalmente. Procediamo insieme a tutta l’umanità come Galgalta ve Eynaim con AHP. Noi siamo l’1%, ed il resto è il 99%. Se non fosse per i bisogni dell’umanità, non saremmo stati risvegliati dal sogno del corpo. Proprio come nelle passate generazioni, il mondo di oggi avrebbe avuto solamente qualche Kabbalista.

Quindi perché oggi ce ne sono centinaia di migliaia, e milioni, di noi? Perché il mondo ne ha bisogno. Tutti coloro che studiano e divulgano la Kabbalah diventeranno degli insegnanti a tempo pieno. Sono sicuro che entro pochi anni, il mondo avrà bisogno di persone così negli apparati educativi e nelle aree della politica e della cultura, ovunque. Tutti avranno bisogno dell’approccio speciale e completo che solo noi abbiamo. Diventerà necessario per tutte le aree della vita, per non parlare dello sviluppo interiore.

Il nostro cammino e quello del genere umano sono interconnessi in modo naturale. Oggi il bisogno della correzione sta già maturando in un numero vastissimo di uomini. Naturalmente il processo è graduale perché il mondo è fatto di molte parti e di molti strati. Le differenze sono enormi. Cina, America, Europa, e Africa sono diverse nelle loro mentalità, grandezza, e natura del loro egoismo. Complessivamente, tutti gli uomini rappresentano la piramide dell’umanità.

Senza dubbio, in un modo o nell’altro, abbiamo ricevuto il diritto di avanzare nella direzione della libertà e abbiamo ricevuto la rivelazione della forza superiore soltanto per un solo scopo: dovremo trasmettere agli altri quello che riceveremo, però lo dovremo trasmettere in una forma adeguata.

A questo proposito siamo come Binà. A grandi linee possiamo dire che la sua parte superiore faccia parte di Hochma e sia in contatto con il Creatore, la Luce superiore. La parte di sotto è come l’utero di una mamma per il Partzuf inferiore perché garantisce la nascita, il mantenimento e la crescita. In questo modo, la nostra parte superiore aspira continuamente al Creatore, mentre la parte inferiore continua ad esistere tra le creature.

Noi, Bnei Baruch, siamo a metà strada, come la parte di mezzo di Tifferet, tra il Creatore ed il mondo. Solamente noi abbiamo il desiderio di essere in alto con il Creatore e in basso con l’umanità. In mezzo si trova la nostra libertà si scegliere e, in questo modo, diventiamo uguali al Creatore.

Infatti il Creatore è l’autore; Egli produce, costruisce e soddisfa come una mamma. Noi chiamiamo la natura “madre” perché genera, nutre e ci protegge. Dobbiamo svolgere lo stesso ruolo con il mondo, e dandoci da fare al massimo in questo modo con la dazione, diventiamo come il Creatore.

Il Partzuf comune è diviso in cinque livelli di Aviut (bassezza). Il secondo livello è il più importante, imita Keter, segue l’esempio del livello zero e lo riproduce verso il basso. Questo è il nostro obbiettivo, in questo modo, ci uniamo al Creatore.

La seconda restrizione è collegata a questo. Mentre ci eleviamo verso Binà, Malchut ci aiuta ad iniziare a guardare il mondo dal nuovo livello.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2011 “La Libertà”)


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L’ego è sempre con te

Domanda: Il momento dell’unione sperimentato al congresso mi ha dato la sensazione di una fortissima beatitudine, libertà ed ottimismo completamente aliena al nostro mondo consueto. Mi è parso letteralmente come un nuovo mondo separato verso cui il mio ego è corso felice. Ma nonostante questo tu ci hai detto che l’ego dovrebbe resistere a queste cose?

Risposta: Non preoccuparti del tuo ego. Arriverà e ti trascinerà lontano da questo stato “tirandoti per un’orecchio”, così dovrai ambire a raggiungerlo di nuovo ancora ed ancora. E’ proprio il tuo ego che inizia a distanziarti dal punto di unione che dovrai rendere presente continuamente e ricostruirti all’interno.

Questa ricostruzione è necessaria non perché sia divertente da fare, ma perché ne dipendono tutti i tuoi amici. Devi portare gradualmente motivazioni sempre nuove per quello che fai in modo da essere d’aiuto anche ai tuoi amici. Tieni conto che senza di te i tuoi amici non saranno in grado di trovare questo punto di unione.
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(Tratto dalle lezioni virtuali della domenica dell’11.12.2011)

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Un biglietto aereo per il futuro

Domanda: Qual è il potere dello Zohar se al momento non ne capiamo nulla?

Risposta: Il potere del libro de Il Libro dello Zohar non dipende da quanto noi lo comprendiamo, deriva direttamente dal suo autore, dal livello da cui l’ha scritto, dalla forza della sua tale intenzione per cui leggere questo libro irradia su di noi una Luce speciale e da quanto possiamo usarla. Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la comprensione del libro, non dovete comprendere nulla.

Se devo recarmi in un certo posto, scelgo il mezzo più conveniente e migliore che mi ci porti. Potrebbe essere un treno, un aereo, una macchina, un cammello…Che differenza fa? La cosa più importante è che mi senta bene ed a mio agio.

Il Libro dello Zohar è il migliore, più conveniente, più efficace e più forte mezzo per coloro che desiderano evolversi. Mi viene detto come funziona, del resto non so come funzionano i motori di un aeroplano, mi limito a comprare un biglietto e a volare.

In questo caso avviene la stessa cosa, quando raggiungo la mia destinazione, anche durante il percorso, comincio a capire quello che sta succedendo, ma non prima. Per esempio se volo a New York per la prima volta, so forse com’è? Oppure dov’è? Nulla! Ne ho solo sentito parlare, ma in realtà non so nulla. Uso qualche mezzo di trasporto per recarmici. Credo alle persone che sanno, che ci sono già state, che hanno scoperto ed ottenuto questa possibilità. Io vi entro, raggiungo la mia destinazione e poi capisco: “ Ah ora comprendo…!”

Il principio è lo stesso, non c’è differenza. Anche nel nostro mondo ci comportiamo nello stesso modo quando si tratta di cose corporee e che sono completamente rivelate e che possono essere sentite. Così, perché dovresti aspettarti di trovare nella spiritualità quello che non esiste nemmeno in questo mondo?
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011, Lo Zohar)

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Dona amore

Rabash, lettera 8: E appena ottengo la qualità della dazione, iniziano subito a brillare in me scintille d’amore.

All’inizio otteniamo il potere di dazione, la Luce di Hassadim (Misericordia), e dopo la Luce di amore, la Luce di Hochma (Saggezza) vi si veste.

Il cuore inizia ad anelare ad unirsi agli amici, e mi sembra che i miei occhi vedano i miei amici, le mie orecchie sentano le loro voci, la mia bocca gli parli, le mani abbraccino e i piedi danzino in un cerchio di amore e gioia insieme a loro, ed io trascendo i miei limiti corporali. Mi dimentico la grande distanza tra me e i miei amici e la distesa di migliaia di miglia di terra non ci saranno più tra di noi.

È come se i miei amici fossero davanti nel mio cuore, ed io vedo tutto quello che accade lì, e mi vergogno per le mie azioni contro i miei amici. E allora esco semplicemente dai vasi corporali e mi sembra che non ci sia un’altra realtà nel mondo oltre a me e i miei amici. Dopo questo, anche l’“io” viene cancellato ed è immerso, mescolato con i miei amici, finché mi fermo e dichiaro che non c’è realtà nel mondo, soltanto gli amici.

Rabash scrive questo da un raggiungimento spirituale. È esattamente così che otteniamo la realtà spirituale: non vi è niente che provenga dalla nostra attuale percezione, soltanto gli amici. Inoltre questo non fa riferimento ai visi che vediamo oggi davanti ai nostri occhi, ma ad una forza interiore trovata negli amici, un’unica scintilla che ognuno di loro ha ricevuto dall’Alto. Queste scintille sono amiche delle mie scintille e noi le uniamo in un gruppo.

Rabash, lettera 40: E quando l’uomo inizia a sentire l’amore dell’amico, immediatamente iniziano a svegliarsi in lui la gioia e il piacere…L’amore del suo amico per lui è una cosa nuova…

L’uomo lo scopre all’improvviso, prima non lo sapeva, non ci credeva, non era pronto per accettarlo. Il nostro amore non è tanto amare l’amico, ma sentire il suo amore. Ci resistiamo anche a quest’amore poiché ci impone certi obblighi. Tuttavia, quando scopro un nuovo sentimento che un amico ha per me, non posso più ignorarlo. In questa maniera l’amico inizia a “comprarmi”, ad unirmi a se.

…aveva sempre saputo di essere l’unico a curarsi del proprio benessere. Ma nel momento in cui scopre che l’amico s’interessa a lui, gli evoca una gioia incommensurabile, e non può più preoccuparsi di se stesso…

Non può continuare a preoccuparsi dei propri bisogni come prima. È scritto nell’articolo “L’Arvut (Garanzia mutua)”, che quando io sono sicuro, quando sento che altri mi amano, io smetto di concentrarmi su di me, senza riserve.

Non è solamente un’aggiunta di forza, che mi permette di fare un nuovo calcolo e smettere di pensare a me stesso. Nel momento in cui sento quanto mi amano i miei amici io rifiuto completamente l’amore per me stesso. Sembra che io dimentichi me stesso, smetto di percepire me stesso. L’amore viene dall’esterno, dagli amici, mi prende e mi porta fuori dai miei limiti, verso di loro.

…e non può più preoccuparsi di se poiché l’uomo può faticare unicamente quando sente piacere. E dato che inizia a sentire piacere preoccupandosi degli amici, naturalmente non può pensare a se.

È invitabile: Se io voglio aiutare il mio amico a non preoccuparsi per se, devo dimostrargli che m’interesso dei suoi bisogni. In questo caso lui rifiuta se stesso “per definizione”. In questa maniera lo porto fuori dal suo egoismo.

L’istruzione e l’educazione tradizionali non aiuteranno a farlo. L’uomo deve ricevere amore: questo lo scollegherà assolutamente dai propri bisogni.

Ma può l’amore risvegliare nell’uomo il desiderio di rifiutare la propria realtà? È scritto: “L’amore rompe l’abitudine”. L’amore non ubbidisce alla mente. E solamente quando c’è questo tipo di amore dagli amici, allora tutti vivono in un mondo dove tutto è bene, senza riguardo per se stessi. L’uomo sente come acquisisce la qualità di dazione, e allora, in base alla legge di equivalenza della forma,  si unisce per sempre al superiore, con il perfetto Donatore…

Questo fa riferimento alla forza più potente nella natura, lavorare con l’amore in due direzioni. È possibile controllare la nostra vita da due parti e obbligare l’uomo ad amare manifestando amore verso di lui in una certa maniera, anche senza una forza oppositrice di pressione o soppressione.

L’amore ci arriva dal Creatore nella stessa maniera, ma è come se Lui ci guidasse in basso nel sentiero spirituale con due “briglie”: sofferenza e piacere. Entrambi vengono dall’amore. Perciò se desidero aiutare qualcuno, è possibile farlo solo moltiplicando il mio amore. In questo modo obbligo l’uomo verso tutto quello che è richiesto.

Per questo motivo è scritto: “Comprati un amico”, dice “comprati”, cioè dagli sempre amore e vedrai come si unirà a te. Tu lo “acquisti” e vi saldate insieme e generi la stessa risposta in lui. Alla fine, ognuno di noi è incluso negli altri.

E quando tutti gli amici sono inclusi negli altri, ognuno riceve un vaso intero d’infinito, un’anima completa. In questo modo non otteniamo soltanto la nostra radice spirituale, ma anche l’intero Malchut del mondo dell’infinito con tutte le Luci di NRNHY, la forza più potente nell’intera realtà.
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(Dall’8° lezione della Congresso Arvut, 8.12.2011)

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Il sentiero lungo il campo delle meraviglie

Lo scopo della creazione è di aggiungere indipendenza, consapevolezza, e percezione al desiderio che è stato creato “dal niente”. E anche se è stato creato “dal niente” e non ha “nulla” di suo, questo desiderio può acquisire le qualità che lo aiuteranno a diventare come il Creatore: indipendente, consapevole, autonomo e autore delle proprie decisioni.

Questa è la differenza tra il desiderio iniziale creato in Malchut del mondo dell’Infinito e ciò che diventa dopo aver fatto la restrizione e completato tutto il viaggio: dall’Alto giù fino a questo mondo e da questo mondo indietro verso l’Alto, con tutte le cadute ed i processi di sviluppo attraverso i quali ritorna allo stato precedente.

Tutti questi processi avvengono dentro la creatura per darle l’opportunità di allargare il suo vaso di ricezione. Lo sviluppo è necessario per comprendere la propria parte negativa, cioè il proprio egoismo, e per migliorare la propria percezione di questa parte. Il male è tutto ciò che si oppone al Creatore.

Servono delle speciali condizioni per acquisire queste qualità. La prima condizione essenziale è che la creatura non deve sentire come se agisse spinta da una forza, sotto il potere del Creatore, ma deve sentirsi libera. E questa è la ragione per cui il Creatore deve nasconderSi.

Noi riceviamo solamente la partenza, il punto zero e, cominciando da qui, dobbiamo raggiungere lo scopo della creazione, il punto finale creato “dal nulla” che si è allargato grazie all’intenzione di donare, aggiunta al di sopra del desiderio di godere. Ma in che modo possiamo avanzare se il Creatore è nascosto e non vediamo il traguardo, se ci manca un esempio, un sistema di conto alla rovescia, una base, dei punti di riferimento lungo la strada, che potremmo utilizzare per stabilire il nostro cammino e capire a che punto siamo?

Ci riferisce all’ uomo che riceve questo desiderio, ma che ancora non sa come metterlo in pratica, come a “colui che vaga nel campo”. Un intero campo di opportunità, “benedette dal Creatore”, sono veramente davanti ad un uomo che si trova in questa situazione. Il Creatore gli dà tutti i mezzi e le opportunità per avanzare, per usarle correttamente.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011, Gli scritti del Rabash)

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Nessun anello della catena è inutile

Domanda: Devo continuamente preoccuparmi dell’avanzamento spirituale del mondo o devo mantenere la concentrazione sul gruppo?

Risposta: Questo è l’ordine:

  1. Lavoro con gli amici;
    2. Con l’amore degli amici organizzo il gruppo;
    3. Con il gruppo faccio divulgazione;
    4. Attraverso la divulgazione, che aiuta le masse ad avvicinarsi al Creatore, io Gli faccio piacere.

Il gruppo in se stesso non Gli dona piacere, ma Glielo dona la divulgazione alle masse, che apre ad ogni uomo la strada verso di Lui. Non è importante che gli uomini siano distanti e non capiscano ancora dove questa strada li stia conducendo, se le masse si avvicinano al Creatore almeno un pochino, questo Gli arreca felicità. E questo è il punto principale.

Se portiamo una piccola parte del Suo messaggio in Indonesia o in Polinesia, questo Gli dona piacere. E’ lo stesso modo in cui un ospite fa piacere al Padrone di casa prendendo parte al banchetto che è stato preparato per lui.

Quindi, mettiamo in ordine le cose:

Primo: il nostro scopo consiste nel raggiungere l’adesione,  cioè l’equivalenza della forma, la mia dazione, proprio come la dazione che giunge dal Creatore. Io devo raggiungere la dazione, e allora raggiungerò l’adesione con il Creatore. Dazione significa rendere felice il Creatore.

Secondo: Egli è felice quando, grazie a me, il gigantesco desiderio di ricevere che Egli ha creato si avvicina all’adesione. La mia dazione al mondo deve avvicinare di più tutto il mondo al Creatore. Come? Attraverso la divulgazione.

Terzo: per riuscire a farlo devo prima di tutto unirmi ad un gruppo, in modo di avere gli strumenti, una specie di “commando”. Quando sono in un gruppo, allora posso fare divulgazione. Quindi ne consegue che, entrando in un gruppo e con il suo aiuto, dono al mondo, faccio divulgazione, aiuto gli uomini ad avvicinarsi al Creatore, e dunque Gli dono piacere. Nessun anello della catena è inutile.

In passato, la divulgazione non faceva parte della catena. Gli uomini si sedevano in un gruppo di Kabbalisti e conseguivano il Creatore direttamente. Ma oggi questo è impossibile, perché il mondo intero ha bisogno di raggiungere il Creatore. In passato, nelle generazioni precedenti, i Kabbalisti si preparavano solamente ad essere dei mezzi per far avanzare il mondo, e ora tutti gli sforzi sono diretti ad aiutare il mondo. Non c’è altra scelta, e Baal HaSulam lo dice in molti punti: alla fine del testo “Introduzione al Libro dello Zohar“, l’articolo “il Richiamo del Messia”, e altri.

Domanda: La preoccupazione per il mondo è la naturale conseguenza del nostro lavoro nel gruppo? O dobbiamo far crescere l’importanza di ciò che facciamo per l’umanità?

Risposta: Io, il mondo, il Creatore. Noi siamo collegati, e non posso distinguere l’uno dall’altro. L’adesione significa che siamo tutti collegati, non importa in quale misura. La cosa principale è di essere insieme, e non riesco a distinguere tra il gruppo, il mondo e me stesso. Non posso proprio perché se potessi, non lo percepirei, non raggiungerei la rivelazione e non conquisterei il traguardo. Gli anelli di questa catena non esistono separatamente, anche se oggi, a livello inconscio, ci sembrano separati.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011 Gli scritti del Rabash)

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Conserva ciò che è stato raggiunto

Iniziando da ora dobbiamo tenere stretto quello che abbiamo raggiunto: dobbiamo aumentare l’unità che è nata tra di noi durante il congresso. Questo punto deve moltiplicarsi, e anche se all’inizio del viaggio appare opprimente e senza fine, non è cosi. Gli stati spirituali sono molto più corti del primo stato preliminare.

Quando ci solleviamo da Malchut e ci congiungiamo con Zeir Anpin, il potere spirituale s’intensifica sessanta volte, e quando Zeir Anpin si eleva a YESHSUT, crea un’intensità seicento volte più forte. Ogni nuovo livello include le dieci Serfirot e aggiunge una posizione, incrementa il potere per dieci: seicento, seimila, ecc.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il mondo intero ha bisogno di un’ascesa. Dobbiamo trasmettere il metodo di correzione all’umanità, il metodo dell’unità universale. Dobbiamo correggere la crisi in questo mondo, che continuerà a espandersi, cogliendo tutti senza eccezioni, fino al villaggio più remoto, fino all’ultimo angolo del mondo. Si manifesterà in ogni famiglia e in ogni persona. Questa multi-crisi toccherà ogni area dell’attività umana.

Per questo motivo tutti noi dobbiamo lavorare nel ruolo di mentori, divulgatori di questo metodo. Questa crisi non finirà finché il mondo intero non entrerà in un’interconnessione reciproca, finché tutti non diventeranno come siamo noi adesso. Pensiamo che questo sia impossibile, mentre in realtà sarà molto più facile per il mondo che per noi. I desideri e le idee sono molto più facili da divulgare alle grandi masse, attraverso i fili dell’interconnessione interiore. L’anima collettiva non andrà da nessuna parte: siamo separati unicamente nelle nostre sensazioni. Le persone ci capiranno velocemente, verranno vicino, e si connetteranno a noi.

La cosa principale adesso è di fortificare il sentimento di unità che è apparso al congresso, perché queste sono le attuali porte spirituali. Ci sono delle persone nuove tra di noi che hanno semplicemente goduto dell’essere stati tra gli amici. Ci sono delle persone che sentono cose più grandi, persone che già manifestano questo sentimento di una rivelazione spirituale, un primo raggiungimento e non solamente unione. E ci sono altri che sono andati oltre. Rappresentiamo uno spettro pieno e sono molto contento di queste varianti nel vaso collettivo, perché questo significa che vive e si sviluppa.

Adesso dovete unicamente stringerlo e vedrete che sarà relativamente facile. Dobbiamo proteggere la nostra unità almeno un po’, malgrado i disturbi, ritorneremo a casa e la cosa più importante sarà conservare ciò che è stato raggiunto.

Io mi mantengo unito ai miei amici nonostante la distanza, e vedo il mondo dal di fuori. Mi siedo in aereo o in treno, e il mondo interiore si trova fuori dalla mia finestra. Tutto fluisce fuori di me, ma ciò che importa è quanto accade all’interno. La fiamma interna è molto più importante di ogni altra cosa, più importante della vita. Io metto le cose a posto, le distribuisco in base alla scala dei valori, e poi la chiave è di rimanere in cima, nella punta della piramide, nel sentimento che ho raggiunto, sono pronto anche a morire poiché l’eternità è vi celata al suo interno.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 09.12.2011, “Seicentomila anime”)

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Il lavoro interiore si focalizza nell’unificazione tra di noi e la fusione con la forza superiore che ci da forma. Come faccio ad unire effettivamente questi tre fattori: io, il gruppo, e il Creatore in modo corretto e veloce? Per ottenere questo, abbiamo i libri che i Kabbalisti hanno scritto per noi, i quali sono intesi per loro, per poter condividere le loro impressioni e unirsi tra di loro.

Quando leggo un libro scritto da un Kabbalista, mi rivela quanto ha scoperto, naturalmente non scrive del mondo materiale, ma del suo raggiungimento spirituale, su diversi stati spirituali, e anch’io li sperimento mentre li leggo.

Nel nostro mondo, leggendo i romanzi, m’immagino come l’eroe che vive la situazione descritta. Tuttavia, mentre si legge un libro di Kabbalah, il Kabbalista non fantastica ma sperimenta lo stato spirituale appropriato, sentendo quello che ha sentito l’autore. A suo tempo l’autore aveva rivelato una determinata realtà, e adesso io vi entro, descrivendola dentro di me per mezzo delle forze spirituali.

I Kabbalisti possono limitarsi ad usare il linguaggio tecnico dei simboli, come i programmatori che scrivono i codici del “linguaggio dei computer”. Alcune volte vedo questi “geroglifici” nello schermo e non riesco a capirli, infatti non c’è bisogno di altro. Dopo tutto ho bisogno solo di sapere come combinare i miei desideri: in quale forma di dazione, riguardo a chi e a che cosa, e per questo descrivo uno stato particolare. Percepisco un disegno della realtà dentro di me, nei miei desideri e pensieri, e può essere descritto in maniera semplice.

Il Libro dello Zohar è diverso. È scritto in un linguaggio poetico e indirizzato ai nostri sentimenti, usando i concetti del nostro mondo e la sua psicologia. Non dobbiamo dimenticare che parliamo del mondo spirituale, della nostra realtà interiore, di come siamo uniti tra di noi. Qualsiasi stato descritto nel Libro dello Zohar mi mostra come io, il gruppo e il Creatore ci uniamo di nuovo. Questa è l’unica cosa che si dovrebbe pensare mentre si legge il Libro dello Zohar, e allora il libro ci aiuterà definitivamente a rivelare le relazioni ai livelli superiori.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 11.12.2011, Lo Zohar)

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