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Verificare la connessione con il Gruppo

Noi dobbiamo capire che ci sono solo due stati nella nostra vita, nella nostra realtà: uno stato di oscurità, un’ombra, o uno stato di Luce, di connessione, la rivelazione del buono e benefattore. Non c’è niente nel mezzo. Se ascoltando questo una persona cerca costantemente di chiarire gli stati che attraversa, che sia un’ombra oppure la rivelazione del Creatore, avanzerà lungo la linea di mezzo.

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 8: “Qual è la differenza tra l’Ombra della Kedusha e lo Stato di Sitra Achra”: “Invece, tutti i cambiamenti sono nei riceventi. Noi dobbiamo osservare due discernimenti in questa ombra …”.

Il primo è quando una persona può ancora unirsi con gli amici superando i pensieri sulla separazione e “l’offuscamento” dei sensi. Può ancora superare l’oscurità e l’occultamento e capisce anche che ha perso lo scopo, la via del Creatore.

Ma nel complesso, nessuno conduce un vero auto criticismo, “Perché mi sento in questo modo? Da dove proviene questo sentimento?”. Non sono il mio stesso psicologo, mi sento semplicemente bene o male, come un bambino. Io non calcolo chi mi manda questi pensieri e questi sentimenti. Mi “lascio cuocere” in essi e sprofondo nel mio corpo come un bambino piccolo.

Inoltre una persona deve conoscersi ed esaminarsi: “Cosa ha convocato i miei sentimenti ed i miei pensieri? Come posso ascendere al di sopra di me stesso, al di sopra dell’attuale stato? Come posso uscire da questo pantano tirandomi fuori per i capelli?”. Una persona si guarda sempre dall’esterno, “Si, sono immerso nel mio desiderio egoistico. Si, esso mi controlla. È vero, non mi permette di connettermi, non mi fa alzare per la lezione, mi forza a disconnettermi, fa in modo che la vita quotidiana, con tutti le sue relazioni, sembri più importante. Ma vedo che sono in questo stato e che è opposto allo scopo”.

Come posso capire e riconoscere questo? Quando sono anche connesso a qualcosa di esterno, al gruppo. Qui arriva il momento della verità; posso verificare se ero davvero connesso al gruppo oppure no. Se non ero connesso, sento solo me stesso: mi sento male, non voglio niente, ecc … Inoltre, non cerco nemmeno di rendermi conto di questo e scorro semplicemente via senza speciali pensieri o desideri.

Ma se ero connesso al gruppo, se avevo un’alleanza con gli amici, in base alla quale devono aiutarmi persino se cado e prendo un’altra direzione, le connessioni interiori sono mantenute, farò attenzione a come mi vedono, e non mi dimenticherei del tutto del mio impegno. Loro mi supporterebbero ed io potrei vedermi dall’esterno e chiarire i miei sentimenti.

Per questo io sarò diviso in due: il mio io e la mia attitudine verso il gruppo. Solo allora, restando aggrappato alla connessione con gli amici, sarò capace di chiarire e verificarmi, ed attraverso questo, cominciare l’ascesa che segue la discesa. In altro modo, non ho possibilità: semplicemente cado e lascio. In questo modo una persona può superare il primo tipo di ombra, giustificando l’attuale stato e capendo che gli è stato mandato dal Creatore. Allora può chiamare il Creatore per l’aiuto.

Perché mi rivolgo a Lui? Non per sentirmi meglio, perché allora chiederei di annullare la mia inclinazione al male, che Lui ha creato, aggiungendo la Torà come una spezia. Così io dovrei chiedere la spezia, in modo tale che il potere dell’amore e della dazione, il potere della connessione, venga dall’Alto e mi renda capace di avanzare verso l’altra linea.

“Quando qualcuno ha ancora l’abilità di superare l’oscurità e l’occultamento che sente, di giustificare il Creatore e pregare il Creatore che gli apra gli occhi per vedere che tutti gli occultamenti che si sentono derivano dal Creatore”.

Quando una persona è lasciata indifesa e non vede via d’uscita, quando maledice il Creatore, gli amici e la vita, sta anche guardando se stessa dall’esterno ed all’improvviso vede la possibilità di una svolta, può domandare che il Creatore la salvi. Perché? Perché non accetta lo stato in cui la provvidenza del Creatore sembra cattiva e non può giustificarlo. Una persona si sente male perché pensa male del buono che fa il bene, essendo opposta a Lui. Se la vita sembra cattiva, è un segno che sono opposto al Creatore.

Noi dobbiamo costruire un Masach (schermo) e la Luce che Riforma al di sopra di tutte le situazioni. Anche nelle peggiori situazioni devo vedere il Creatore come la loro fonte, come la Luce che è piena di tutta l’abbondanza infinita, ma che è frammentata dentro di me e si trasforma in un sentimento cattivo, in un’ombra, nell’oscurità, siccome i miei attributi sono opposti al buono e benefattore, opposti all’attributo della dazione e dell’amore.

Perciò noi avanziamo ogni volta che chiariamo le cose correttamente. La cosa principale è scoprire costantemente questo punto, “Cosa sento? Chi mi sta mandando questi sentimenti? Perché sto sperimentando questo sentimento?”. Questo è l’intero principio del nostro lavoro ed è questo che divide l’umanità nell’1% e nel 99%.
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(Dalla lezione dal Brasile del 3.05.2012, Shamati 8)

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Fino a che l’ombra non scomparirà

Shamati #8: ”Qual è la differenza tra l’ombra di Kedusha e l’ombra di Sitra Achra”: E’ scritto (Cantico dei Cantici, 2), “Fino a che il giorno respiri, e le ombre fuggano via.” Noi dobbiamo comprendere cosa sono le ombre nel lavoro. Il fatto è che quando uno non sente La Sua Provvidenza, che Lui dirige il mondo essendo “Buono e benefattore”…

Il governo del Creatore è assolutamente buono. Questo è il raggiungimento che dobbiamo raggiungere. Il Creatore è immutabile e noi non stiamo aspettando per Lui in ogni caso. E’ scritto,”Io non cambio Me Stesso”. Uno che è eternamente buono e agisce benevolmente non può diventare differente. Lui è assoluto e la Sua dazione è costante. La Luce Superiore è in assoluto riposo e riempie il tutto.

In ogni caso, noi riveliamo che l’Uno è buono e compie il bene cambiando le nostre percezioni, così noi andiamo da un infinito negativo, da una realtà che appare peggiore della morte, ad un infinito positivo, il bene più grande, e quindi, nonostante le difficoltà delle nostre sensazioni, al di sopra di loro, per sentire che tutto è bene. Queste sono le caratteristiche dello schermo (Massach) e la percezione che dobbiamo raggiungere.

Nel desiderio egoistico noi sentiremo i peggiori stati possibili, che non potremmo nemmeno immaginare, e ancora, al di sopra dei nostri desideri, noi correggeremo noi stessi per capire e sentire che questa è la miglior cosa possibile. Questo è il tipo di differenza che deve aprirsi tra le nostre sensazioni all’interno del desiderio e quello che riveliamo consciamente.

Il creatore non cambia. Lui ci manda costantemente stati che diventano più difficili e spiacevoli, sia per il corpo animato sia per l’anima, quindi al di sopra di essi noi formeremo la percezione opposta, permeata di dazione e amore. Attraverso l’attuazione della dazione, precisamente al di sopra di tutte le pesantezze rivelo la volontà benevola del Creatore e arrivo ad identificare me stesso con Lui.

Così, una persona rivela la vita spirituale solo attraverso l’esperienza nelle difficoltà e cattive circostanze. In alternativa, non potrebbe separarsi dal nostro mondo ed entrare nella spiritualità.

Oggi questo processo sta prendendo dimensioni globali. Questo perché finora abbiamo sviluppato l’egoismo comune, prima in forma lineare, e poi negli ultimi 200 anni, esponenzialmente. Comunque, l’egoismo non ci connette ancora l’uno all’altro in un tutto globale ed integrale. Ma oggi l’intero mondo è un gruppo che è disconnesso, rotto e presenta la necessità della correzione.

Questo gruppo si divide in due parti:

– Il “99 percento,” che diventa sempre più interconnesso, e interdipendente con il passare dei giorni, e più ristretto nella vita. Questo viene espresso differentemente dappertutto, e la tendenza stessa emerge solo di recente, ora si sta sviluppando a grande velocità.

– Il gruppo all’interno di questa società, è “l’uno percento.” Il gruppo intero è differenziato dai suoi desideri per raggiungere il segreto dello sviluppo: perché questo succede e a quale scopo? Cosa ci succederà? Qual è la ragione del processo attuale? Come possiamo controllarlo, o almeno andare avanti con lui?

Così è dove arriviamo alla nozione di un’ “ombra”, fa si che la vita di una persona sia difficile e scagli al di sopra di lui un carico che diventa sempre più pesante, deprivandolo di interesse nei piaceri consuetudinari. Alla stessa maniera, una persona che desideri avanzare spiritualmente sente pesantezza nella sua comprensione e coscienza e presenta un periodo difficile ricordando l’importanza del cammino e dello scopo. Tutto questo avviene per poter capire che dobbiamo prendere le redini nelle nostre stesse mani, e tutte le difficoltà sono invocate dall’inclinazione maligna, originata dal Creatore. La Luce Superiore costantemente ci porta nuovi problemi e via via più pesanti, così noi possiamo vedere l’”ombra” in questo e ascendere sopra di esso.

Il fatto è che quanto uno non sente la Sua Provvidenza, che Lui governa il mondo in un modo “Buono e benefattore”, è considerata come un’ombra che oscura il sole. In altre parole, così come l’ombra corporale che oscura il sole non muta in ogni caso il sole, e il sole brilla alla sua massima potenza, alla stessa maniera colui che non sente l’esistenza della Sua Provvidenza non induce nessun cambio in Alto.

L’attitudine del Creatore verso di noi rimane la stessa, assolutamente benevola, ed è solo la nostra sensazione che induce un cambiamento affinché possano venir fuori dubbi e domande, continuando ad accettare il governo del Creatore buono al 100%. Quando completiamo un’ascesa, ci viene mandata un’ombra maggiore, quindi maggior pesantezza, confusione, dubbi, e spine attorno agli amici. Comunque non importa cosa arrangia il Creatore tra di noi, noi dobbiamo unirci e comprendere che tutto viene da Lui. Non c’è niente dietro di Lui. E in ogni caso, in ogni momento dobbiamo realizzare la Sua Bontà.

Se noi non completiamo il momento attuale con la sensazione di Colui che è buono e produce il bene, noi non avanzeremo fino a che non superiamo il gradino corrente. Di conseguenza, in qualsiasi stato noi faremo esperienza di cattive sensazioni, confusione, e mancanza di energia per andare a lezione, mancanza d’interesse nel cammino e all’unificazione con il gruppo. Questo avviene costantemente, e se noi non ci concentriamo in ogni momento, lo scopo immediatamente scompare. Questo perché il nostro desiderio egoistico lavora senza fermarsi, come un contatore con le ruote sempre in movimento. Questo “addensa” il nostro desiderio così sprofondiamo nella vita del nostro mondo.

Come risultato, se noi non aiutiamo la connessione, se non ci aiutiamo l’un l’altro, se non ci “aggrappiamo con le unghie”, allora ci disperderemo in ogni direzione. I gruppi cadono a pezzi e improvvisamente non possiamo trovare niente dalle fondamenta. Questa è la definizione di “ombra” – libertà dagli obblighi del passato, mancanza di sensibilità, che improvvisamente filtra attraverso di noi come una nebbia spessa, che sommerge tutto nell’oscurità. Questa oscurità ci nasconde l’obiettivo, l’importanza dell’unione e il cammino spirituale.

Alla fine, tutte le ombre – esterne ed interne, private e generali, arrivano nell’ordine di farci impegnare, di farci lavorare nonostante le loro azioni e al di sopra di essi per rivelare il coinvolgimento, l’unificazione, la connessione, ed eventualmente – il Creatore, Colui che è buono e fa il bene. Anche se non vediamo chiaramente il Creatore e il Suo governo, tuttavia, attraverso un’analisi con i nostri sentimenti e la nostra mente, arriviamo a questa sensazione. Questa è la conclusione del livello attuale nel quale correggiamo l’inclinazione al male che il Creatore ci ha dato.

L’inclinazione maligna emerge solamente tra le persone che vogliono unirsi, che hanno l’intenzione di correggere la rottura. Non si rivela alla massa, al “99 percento”. Loro non possiedono l’inclinazione maligna. Loro non vogliono unirsi gli uni agli altri per correggere la rottura spirituale. Solo noi possiamo passare attraverso questa correzione, annettendoci agli altri.
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(Dalla lezione in Brasile del 3.05.2012, Shamati #8)

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Non essere imbarazzato. Cresci!

Domanda: Durante il workshop, sento costantemente vergogna del fatto che sediamo e giochiamo come bambini. Dopotutto tutti noi siamo adulti. Cosa posso fare a riguardo?

Risposta: Questo gioco è il componente della natura più importante e maturo. Chiunque gioca in esso cresce; e quello che non gioca, è ancora considerato come morto perché la sua crescita si è fermata.

Sai cosa simboleggia il gioco? Il gioco è quando io immagino il prossimo livello del mio avanzamento e lo desidero. In realtà è un segno di crescita.

Esattamente lo stesso gioco viene trovato nel vegetale e nelle condizioni dello sviluppo dell’animato. In essi esiste lo stesso elemento.

Mentre lavoravo sul mio dottorato in filosofia, ricevetti una domanda sulla teoria dei giochi.

Per crescere, la pianta necessita di creare in sé le condizioni adatte a farlo, per sviluppare in sé le forze della crescita. In questo modo cresce.

Lo stesso unico principio del gioco opera anche nella spiritualità ed anche nel nostro mondo, ad ogni livello dei mondi. Tutti! Quindi il gioco è la componente più stimata della natura.

Non è il gioco del calcio, ma un gioco del prossimo livello, un gioco di crescita.

Questo è il più onorevole impegno di una persona, poiché in questo modo essa cresce.

Tu passi attraverso una varietà molto ampia di stati, di sentimenti. Hai bisogno di accumulare tutto questo dentro di te per sentire la Luce Superiore. Essa ci circonda, ma noi non possiamo “afferrarla”. Noi abbiamo bisogno di tutti questi sentimenti, che devono accumularsi in noi sempre di più. Si accumulerà gradualmente in te, si assemblerà in un sensore, un rivelatore, un senso e poi lo scoprirai.

Questo è in verità il compito della creazione dell’anima. L’anima è come un sensore per sentire la Luce. Questo è tutto. Da un lato, sotto l’influenza dei tuoi desideri, viene creato in te l’attributo della dazione e dell’amore e dall’altro lato, in accordo ai tuoi desideri, la Luce Superiore opera, ti dà e ti promuove.

Quindi non c’è niente di cui essere imbarazzato. Cresci!
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(Dal Congresso di Vilnius del 23.03.2012, Workshop 1)

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La funzione della mente

Domanda: Non capisco la funzione della mente. Come la si cancella e cosa si può fare con la mente?

Risposta: Abbiamo bisogno della mente solamente per esprimere nel modo giusto i sentimenti, le diverse relazioni, trarre le conclusioni, e poi ancora una volta attivare i sentimenti. La mente funziona in mezzo alle sensazioni: sensazioni – mente, sensazioni – mente. La mente esprime quello che sento, le conclusioni che dovrei trarre da queste sensazioni e come connettermi a nuove sensazioni. L’alternanza della mente e delle percezioni avviene nello stesso modo in cui si ha l’alternanza tra ascese e discese. Possiamo controllarla, e arriveremo a farne l’abitudine.

Domanda: Sappiamo che la mente è al servizio delle sensazioni. Come facciamo a sapere se le nostre parole arrivano dalla mente o dai sentimenti? Qual è la differenza?

Risposta: Se abbiamo bisogno di esprimere i sentimenti dopo averli provati, lo facciamo con la mente, li generalizziamo, li differenziamo, dopo di che soltanto esprimeremo il pensiero adatto.
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(Dal Congresso di Vilnius del 25.03.2012, Workshop 4)

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Lotta e troverai

Domanda: La transizione al prossimo livello deve essere coscienziosa. Di che cosa abbiamo bisogno esattamente perchè le azioni siano coscienziose?

Risposta: Non c’è niente di specifico che possiamo fare perché le nostre azioni di transizione e il nostro viaggio siano coscienziosi. Dobbiamo unicamente attendere i cambiamenti che accadranno dentro di noi sotto l’influenza della Luce superiore. I miei sforzi evocano unicamente la Luce superiore, l’energia superiore, che mi influenza.

Anche adesso non so quello che mi accadrà nel momento successivo, perfino nella mia vita quotidiana. Tutto questo arriva dall’esterno ed è rivelato dall’Alto ogni momento della mia vita.

È la stessa cosa nel lavoro spirituale. Io dirigo me stesso verso la qualità di dazione, ma deve venire da me e influenzarmi, e allora io inizierò a comprendere quello che mi sta accadendo. Io posso solamente contribuire con l’aspirazione, ma sono incapace di comprendere.

Qui dobbiamo stare molto attenti al fatto che il nostro cammino in alto, in avanti, sia sempre accompagnato da una richiesta, un desiderio perché in effetti accada. La Luce superiore viene dall’Alto e fornisce una risposta. Essa ci da’ la risposta poiché non può venire niente da noi. Io aspetto solamente che la Luce si manifesti tra di noi.

Dato che non ho ancora un grande quesito, desiderio di andare ancora avanti, Ohr Makif (Luce Circostante) non si manifesta ancora in maniera sufficiente. Il quesito è uguale alla porzione di Luce che abbiamo ricevuto nella stessa intensità di desiderio che è apparso in noi? Questo è ciò che conta.

Raggiungere questo livello significa che stiamo arrivando alla soglia di valore della nostra domanda, della nostra aspirazione, del nostro desiderio. E allora troviamo la risposta al momento. La Luce opera sempre in maniera discreta, come dentro un atomo. Quando l’elettrone cade da un’orbita all’altra, rilascia un quarto di luce.

Per poter sollevarlo verso un’altra orbita, deve essere caricato con un quarto di luce. Allora si solleva e ancora una volta cade e rilascia un quarto di luce, e così via, in base al principio del laser. La natura è la stessa dappertutto. È per questo che lo stesso principio opera qui.

Dobbiamo sollevarci al livello limite.

Adesso siamo in un livello e continuiamo a saltare per raggiungere il secondo livello, ma ancora non ci stiamo arrivando. Scivoliamo costantemente in basso, perdendo questo livello, cercando di sollevarci ancora, e ancora una volta lo perdiamo. Come possiamo saltare per raggiungere il prossimo livello? Una volta raggiunto, non scenderemo più, né cadremo da esso.

Diciamo che state cercando di saltare sul tavolo. Saltate a metà, a tre quarti del punto, o a un quarto dal punto. Ogni volta cadete per terra. Una volta che riuscirete a raggiungere il tavolo, continuerete a stare lì.

Questo è quello che abbiamo bisogno di fare. Non vogliamo accettare niente che sia inferiore a  questo.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Assimilare i contenuti del Congresso

Domanda: Lei ha detto che nei prossimi giorni, invece di impegnarsi nella divulgazione è più auspicabile per noi scrutare il punto interiore per rafforzare l’unione…

Risposta: Io credo che voi dobbiate costantemente, in tutto il tempo libero, passare in rassegna tutti i materiali sulla garanzia mutua, sull’unione, sulla reciprocità e integralità. Potrebbe essere più utile il materiale elaborato, piuttosto della versione originale, poiché quella originale è scritta in un linguaggio particolare e può distrarvi dallo sperimentare questi contenuti in modo diretto. Forse dovreste semplicemente guardare il congresso un’altra volta.

Si dovrebbe vivere per questo e ripassarlo ancora e ancora per poter formare il Reshimo più forte, ovvero i ricordi, i sentimenti e lavorare con queste sensazioni. Scoprirete improvvisamente che abbiamo parlato di cose che forse sono sfuggite alla vostra attenzione là, o che forse avete sentito in un contesto diverso, in una prospettiva diversa. Dovete superare quello che è successo là e farlo diverse volte.

Ho constatato molte volte che le persone ascoltano in modo selettivo. Dio ti aiuta a prendere qualcosa dall’informazione che io ho messo lì, non segretamente, ma chiaramente, verbalmente. In realtà, la gente non cattura più del 10 – 15% di quello che ascolta. Personalmente, ripasso almeno due volte al giorno una qualsiasi lezione di Rabash (qualsiasi lezione! Non parlo nemmeno dei nostri congressi), a parte il fatto che vi ho partecipato.

Ho fatto anche un progetto: perché egli spiega in quella maniera particolare, dov’è l’inizio e dov’è la fine, come comincia una domanda, come la conclude, come procede dall’inizio alla fine, come sviluppa un tema, introduce domande aggiuntive, o come prepara un qualche compito non chiaro in mezzo. Provo ad “entrare”nella sua testa, a penetrare il suo approccio. Il risultato ottenuto da questo lavoro meccanico è che incomincio a sentirlo, inizio a percepire meglio.

E’ dunque necessario. Questo è quello che intendevo quando ho detto che non dovreste fare nient’altro. Siete voi quelli che avete sperimentato il congresso e che eravate all’interno, e ora dovete assimilarlo bene.
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(Da Kab.TV “Le Fondamenta della Società Integrale”, 26.02.2012)

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Lo scopo dei pensieri

Domanda: Durante il workshop, l’eliminazione del mio “ego” avviene a livello dei sentimenti? Ho sentito che i pensieri che si sono presentati nel processo di elevazione emozionale mi hanno ostacolato.

Risposta: Tutto avviene solo nei sentimenti. Se i disturbi si presentano nei pensieri, non c’è abbastanza sentimento. Questo significa che tu hai ancora bisogno di avanzare, approfondendo e relazionandoti ai pensieri su come correggere i disturbi, cioè la correzione del tuo desiderio.

Ma tu non potrai avanzare attraverso i pensieri. Essi esistono solo per modificare lievemente i desideri, focalizzando, rilassando e rimuovendo. Ma tutto ha luogo solo nei desideri perché i desideri sono l’argomento. Quindi i pensieri sono solo intesi per lavorare con i desideri.
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(Dal Congresso di Vilnius del 2.03. 2012, Workshop 2)

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Una ragnatela di connessioni

Domanda: Ci dev’essere sempre una connessione tra un uomo e una donna. Quando è tra figlio e madre, questa connessione è dell’amore del figlio verso la madre e della madre verso il figlio. Quando è tra marito e moglie, è dell’amore della moglie verso il marito e dell’amore del marito verso la moglie. Quando è degli amici che compartono un’aspirazione e un traguardo, ci dev’essere simpatia e amicizia tra di loro. Che tipo di connessione dovremmo avere noi?

Risposta: Nel nostro mondo, la connessione tra madre e figlio, o tra uomo e donna e cosi via, viene dal nostro essere nello stesso livello egoistico e cerchiamo di ottenere qualche cosa da questo. Ci sono solamente due di noi che esistono: un marito e una moglie o una madre e un figlio.

Ma nel nostro caso siamo in tre: uomini, donne, e la forza superiore –il Creatore. In Lui, tutti e tre si riuniscono insieme in amore reciproco. Non è mai due di noi che si connettono! Questo non è amore animale ne dipendenza fisica. Ci lega insieme unicamente perché abbiamo uno scopo, e in esso, noi ci connettiamo insieme in un singolo tutto. È per questo che è un sentimento completamente diverso, che non ha niente in comune con l’attrazione animale di uno verso l’altro.

Scusate se sto dicendo questo riguardo al sentimento di una madre verso il figlio, per esempio, ma basicamente è quello che esiste nel livello animale.

Ma qui unicamente il Creatore e nient’altro ci costringe ad avere questa connessione. È solamente il Creatore perché noi chiediamo a Lui di manifestarsi tra di noi. Saremmo degli assoluti estranei senza di Lui. In altre parole, ogni volta che c’è una relazione tra di me e il mio amico, uomo o donna, io immagino la rivelazione del Creatore tra i noi.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Perché il deserto?

Domanda: Perché l’ultimo congresso in Israele si è tenuto nel deserto? Il simbolismo è davvero così importante per i Kabbalisti?

Risposta: Vediamo che davvero importa e fa la differenza. La prima volta che ci siamo andati è stato perché lì abbiamo un gruppo serio di 40-50 persone, che sono sparpagliate da un capo all’altro di piccoli posti nel deserto. Loro vivono nelle loro piccole case nel mezzo del deserto e coltivano per vivere, coltivando pomodori, cetrioli, peperoni, fichi, banane, ecc …

Teoricamente non piove mai nel deserto, il più delle volte abbiamo poche gocce una volta all’anno. Quindi, quello a cui abbiamo testimoniato è stato un fenomeno soprannaturale. Persino le persone che sono nate in quell’area ed hanno vissuto lì per più di 40 anni non hanno mai visto qualcosa del genere; figuriamoci il fatto che la pioggia è stata accompagnata da tuoni e fulmini, il che è completamente innaturale per il deserto. Noi vediamo questo come un buon auspicio.

Perché il deserto? Non è il deserto nel senso tradizionale. C’erano montagne lì. Essenzialmente, è un luogo deserto, ma non c’è sabbia.

Abbastanza curiosamente, ci sono enormi riserve d’acqua nel sottosuolo: dall’acqua salata, come nel Mar Morto, all’acqua con concentrazioni di sale, come in un mare o in un oceano normale, alla pianura, chiamata acqua dolce. In funzione di dove perfori la crosta terrestre, puoi produrre un tipo differente d’acqua e mentre nel sottosuolo c’è un oceano d’acqua, sopra c’è il deserto.

Ecco perché le popolazioni locali coltivano lì dei frutti e dei vegetali speciali. In funzione della concentrazione di sale nell’acqua che usano per irrigare il loro raccolto, ottengono un particolare sapore. Ad esempio, i fichi sono molto dolci per natura, ma se li irrigate con acqua salata, essi crescono diverse volte più grandi e diverse volte più dolci perché hanno bisogno di combattere l’acqua salata.

C’è anche una riserva naturale nella quale nascono degli speciali animali con le corna. Molte organizzazioni internazionali finanziano la riserva perché lì vengono condotti degli speciali esperimenti genetici.

In breve, è un luogo molto interessante. Nel deserto puoi davvero isolarti dalle distrazioni esterne. Noi siamo già andati lì diverse volte e ci è piaciuto; ma questa volta, ovviamente, il congresso ha superato tutte le aspettative.

Io penso che il posto del congresso ed il tempismo sono stati scelti bene. Noi dovremmo tutti essere contenti di quello che abbiamo ottenuto. Noi ci siamo sentiti come un singolo insieme ed attraverso questo possiamo continuare a sviluppare dentro di noi i rudimenti della visione del mondo in una maniera integrale. Da questo possiamo rivelare il Creatore per mezzo della legge dell’equivalenza della forma.
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(Da Kab.Tv “Fondamenti della Società Integrale”, del 26.02.2012)

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Il domani parte da oggi

Il tempo, il movimento e lo spazio non esistono. Siamo noi che, nella nostra coscienza, chiamiamo la nostra percezione con alcuni parametri come anni o tempo, ed in altri casi come movimento e spazio. In base a questo vediamo un certo quadro davanti a noi.

Tuttavia, non c’è nessun miliardo di anni al di fuori di noi. Se chiedessimo se c’è stato un “ieri”, è necessario stabilire cosa “ieri” o un migliaio di anni fa significhino. Cosa vuol dire “c’è stato”? E’ adesso che percepisco questi stati e li chiamo “ieri”, “l’altro ieri” o “domani”. Se separiamo questo punto dell’ “Io, colui che percepisce” da questo, non rimarrà niente.

Noi ci preoccupiamo solamente su come uscire da questa illusione. Siamo completamente confusi e non c’è alcun bisogno di discutere cosa sta succedendo. Abbiamo solamente bisogno di cercare il modo di elevarci al di sopra di queste percezioni e comprensioni materiali, e allora sentiremo e comprenderemo la verità e saremo in grado di giudicare il nostro stato. Ma intanto che ci troviamo ancora dentro, non siamo in grado di giudicarlo; è assolutamente inutile.

Partiamo da questa realtà perché dobbiamo correggerci mentre ci troviamo dentro di essa. Rivolgendomi a voi, essenzialmente sto correggendo me stesso. Ci sono certe immagini di voi che sembrano essere separate o anche opposte a me. Ma, in realtà, è la mia parte inseparabile che vedo ed io devo correggerla. Io vedo tutte le mie parti riflesse in voi come se mi fossero apparentemente estranee; questo è ciò che viene chiamato la frantumazione. E non appena mi correggo, tutte queste parti si connettono.

E anche se fossi al primissimo livello, otterrò un quadro corretto del tempo, movimento e dello spazio perché apparirà dentro di me una dimensione più elevata. Incomincerò a percepire cosa significano le qualità spirituali; in qualche misura, incomincerò a sentire cosa sono le qualità spirituali, le tre coordinate dello spazio ed il tempo. Imparerò che il tempo è una catena di cause ed effetti senza alcuno intervallo che scaturiscono da azioni meccaniche.

Con il concetto della spiritualità che abbiamo creiamo dentro di noi il tempo e definiamo la sua velocità attraverso le nostre correzioni. Non misuriamo il tempo con la rotazione dei pianeti fisici l’uno intorno all’altro per alcuni giorni, mesi o anni. La rotazione di un corpo cosmico intorno ad un altro definisce il concetto di tempo in base al quale vivo? Devo vivere in base al movimento delle rocce dello spazio le une intorno alle altre?

Non esiste il tempo nel mondo spirituale. Ogni singola azione avviene immediatamente di seguito ad un’altra. Si compie un’azione, si provoca un impulso, si ha l’azione successiva, un altro impulso, senza alcun ritardo o indugio tra loro. Non prendiamo in considerazione come la Terra, la Luna, o il Sole ruotano in un preciso momento.

La radice del problema è che ancora non percepiamo il tempo spirituale. Ma nel momento in cui entreremo nella spiritualità, anche al primissimo livello, incominceremo a percepire il mondo attraverso nuove categorie. Non sarà un’illusione, ma una reale sensazione.

Nello stesso modo in cui percepiamo questo mondo intorno a noi nella nostra percezione interiore, otterremo un ulteriore quadro che ci darà delle nuove definizioni. Fino alla fine della correzione, vivremo in due dimensioni: nella dimensione di questo mondo e nell’ulteriore dimensione del mondo spirituale.

Infatti, fino a quando non saremo completamente corretti, alcune parti del livello più basso di questo mondo continueranno a rimanere dentro di noi. Riveleremo e tireremo fuori da questo “Egitto” delle qualità sempre più nuove e le correggeremo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2012, La porta delle intenzioni)

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