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L’ombra scolorita del mondo dei desideri egoistici

La cosa più importante è di cominciare a sentire che non c’è un mondo separato da noi e che l’intero mondo è un solo gruppo. Il gruppo consiste di molte parti: desideri e pensieri che abbiamo bisogno di avvicinare e lavorare con ciascuno di essi.

Tutta la natura, come le persone, dipende dal nostro stato, dal grado della frammentazione e confusione dei nostri pensieri e desideri umani, da quanto lontani siamo dal partecipare al lavoro del sistema comune come suoi partner. Tutto il mondo, eccetto l’uomo, è la sua impronta, la sua conseguenza. Le parti che esistono intorno al desiderio interiore chiamato “uomo” o Adamo, sono semplicemente sue copie, un’aggiunta che ascende e discende insieme ai movimenti della persona che lavora per connettere se stessa al singolo sistema.

Noi siamo già capaci di vedere che lo sviluppo dell’umanità, insieme a tutto quello che le succede, è diretto in questa direzione. Il mondo sta avanzando verso questo scopo, sta compiendo sub consciamente il programma della creazione. Proprio adesso, siamo nella sua fase molto avanzata, in una speciale transizione tra la realizzazione subconscia e quella conscia.

Ecco perché stiamo sperimentando una crisi nel mondo su tutti i livelli. Nel nostro stato, noi la sentiamo nel livello umano. Il resto del mondo sta sperimentando la crisi sui livelli animato, vegetale ed inanimato. Lo scopo di questa crisi è di portarci verso la realizzazione di tutto il processo che ci sta succedendo.

Nella stessa maniera, il mondo che percepiamo è la proiezione della nostra coscienza. Non esiste di per sé, è immaginario, illusorio. La nostra coscienza continuerà ad elevarsi e cominceremo a sentirci come parti di un desiderio diviso, frammentato, connessi insieme, questa è la misura in cui percepiremo il mondo attraverso questo desiderio in particolare. Noi sentiremo tutte le altre parti che circondano la sua materia solo come ombre di questo desiderio che esiste temporaneamente nella nostra percezione e gradualmente continua a scomparire.

Questo processo che sperimentiamo è unico ed incredibilmente importante. Più significativamente, ci guida a scoprire il motore che muove tutto il processo dello sviluppo, il suo programma. Dopo di che, noi scopriremo la forza superiore, il Creatore, il quale sistema tutto questo in modo tale che cominceremo a conoscerlo alla fine del processo, come se Lui stesse venendo attraverso una nebbia, una nuvola.

È come se stessimo riconquistando la coscienza, prendendo certe azioni dopo essere stati inconsci. È come se stessimo uscendo dalla nebbia e adesso siamo capaci di connettere dei pezzi separati e frammentati della percezione tra noi, trasformandoli in una singola immagine e formando quindi la nostra comprensione e percezione del Creatore. L’immagine del Creatore si manifesta in noi, come è detto: “Chiama te stesso attraverso il Suo nome”.

In questo modo, acquisiamo la qualità della connessione, della dazione reciproca, una connessione ed una comprensione molto forte, come essendo una sola persona. Questo è chiamato amore. Le parti separate che siamo, laddove ogni parte ha la sua propria funzione nel sistema comune, si fondono in un insieme che esiste per un singolo scopo: rivelare la forza superiore e lasciare che si manifesti in noi.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 26.02.2012, Scritti del Rabash)

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Trasformare la fantasia in realtà

Gli autori dello Zohar hanno conseguito i livelli spirituali e ce li descrivono, presentandoceli in modo che il flusso dell’impatto della Luce che ci arriva dalla descrizione del nostro stato ci sarà il più possibile di giovamento e ci aiuterà a renderci conto dello stato in cui ci troviamo.

Questi livelli sono in un sistema chiamato il mondo dell’Infinito, un sistema corretto e funzionante. Però, questo mondo per noi è nascosto, e non sappiamo dove siamo. Siamo come dei bambini che non conoscono lo stato in cui si trovano, in quale mondo, cosa sta succedendo, chi si prende cura di loro e come. E’ come se ricevessero tutto all’istante, ma non sanno da dove arriva. Essi hanno un loro proprio mondo che possono percepire, ed in cui vivono.

Anche noi siamo ancora staccati dall’effettiva realtà; siamo dentro una specie di nebbia, di occultamento, come in un sogno. Immaginando in qualche maniera lo stato spirituale, non conta con quanta precisione, ed il tentativo di esserci dentro, richiamiamo la Luce che Riforma da questo stato.

Ma non è sufficiente immaginare soltanto uno stato spirituale, anche se questa visione è particolarmente autentica: cioè che l’umanità sia unita insieme, nel desiderio di donarsi a vicenda, nel sostegno reciproco, in diverse forme corrette di connessione, ed anche nel desiderio di raggiungere la qualità completa della dazione, il Creatore. Non è sufficiente perché tutte le descrizioni che proviamo ad immaginare non sono niente di più che la nostra immaginazione, non sono diverse dalla fantasie terrene.

Se vogliamo che queste immagini si realizzino e si concretizzino in una forma più realistica e pratica, abbiamo bisogno di una forza che possa influenzare questa visione immaginaria del livello superiore e che trasformi la fantasia nella precisa realtà spirituale, cioè di una forza che la concretizzi nella pratica. Questa forza è chiamata la “Luce che Riforma”.

Questa è la ragione per cui leggiamo Il Libro dello Zohar, poiché leggendolo, richiamiamo su noi stessi la Luce che Riforma nel modo più vantaggioso e forte che ci sia. Non importa cosa leggiamo. Ciò che conta in che misura vogliamo calarci in quella sensazione, in quell’intenzione, in quello stato, come gli autori dello Zohar che ce ne parlano con parole che vanno al di là della nostra comprensione. Ma se vogliamo essere nello stesso spazio con loro, la Luce che Riforma si mette in movimento e ci influenza. Questo è il modo in cui conseguiamo il potere dello sviluppo.

Nel nostro mondo, un bambino che fa degli sforzi richiama la forza della natura nel modo in cui è stabilita dal sistema in cui il bambino si trova. Sia che si tratti di un poppante o di un bambino piccolino – la stessa legge si applica a tutti. Sia uno che l’altro sono come delle bestioline, degli animali.

Nel mondo spirituale, invece, tutto segue l’intenzione. Qui dobbiamo fare dei grossi sforzi per richiamare la Luce che Riforma. Questo è ciò che si chiama “l’impegno nella Torà“. Incominciamo con il leggere Il Libro dello Zohar per nostra libera scelta, con l’aiuto degli amici, del gruppo, con un grande lavoro interiore e di preparazione, desiderando di ricevere da tutto questo la Luce che Riforma.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2012, Lo Zohar)

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Minimizzare l’ego

Rabash, Shlavei Hasulam (I gradini della scala), “Lo Scopo della Società 2”: Per integrarsi gli uni negli altri, ogni uomo dovrebbe annullarsi davanti agli altri. E questo avviene guardando ai meriti degli amici e non alle loro colpe. Ma colui che pensa di essere appena di poco superiore agli amici non può più unirsi a loro.

Per integrarci gli uni negli altri, ci dobbiamo “annullare”, abbassare la testa (freccia nera), invece che considerarci uguali agli altri. Perché? Infatti, ci dobbiamo unire e cosi dobbiamo essere uguali (freccia verde).

La verità dei fatti è che abbiamo continuamente a che fare con il nostro egoismo, che vuole sempre “metterci su di un piedistallo” (freccia verde). Se resistiamo e minimizziamo l’ego “abbiamo una possibilità di raggiungere l’interconnessione.

Domanda: A questo proposito è necessario fare un lavoro molto sottile: da una parte, vogliamo dare il massimo al gruppo, e dall’altra ci dobbiamo annullare. Una cosa sembra contraddire l’altra.

Risposta: Questo succede perché lavoriamo confrontandoci con il nostro egoismo. Se il nostro atteggiamento verso gli amici fosse neutrale, non avremmo problemi. Invece, siamo “in minoranza” fin dall’inizio, e dobbiamo recuperare.

La molla del nostro egoismo ci spinge sempre in avanti, verso l’auto-considerazione (a). E dunque, per contrastare questa spinta, dobbiamo applicare una forza opposta (b). Allora dall’unione di queste due forze se ne formerà una terza (c). Questo è il modo in cui arriviamo alla formula dell’interconnessione: a¬¬−b=c. Non abbiamo altra scelta.

Domanda: Si applica anche al congresso di Arava?

Risposta: Dobbiamo abbassare sempre il nostro ego davanti al gruppo e ascendere costantemente, risvegliando il gruppo verso lo scopo. Per elevare il gruppo, dobbiamo “arrivare dall’alto”, mentre il nostro lavoro individuale richiede l’auto-annullamento.

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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.02.2012 “Consigli per il Congresso di Arava”)

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La risposta all’appello

Domanda: É possibile pavimentare il cammino verso la spiritualità in modo che i disturbi siano d’aiuto e non visti come ostacoli ai quali possiamo rispondere?

Risposta: Il problema non sono gli ostacoli. Tu riveli esattamente quello che puoi superare. Stiamo parlando di una forma sistemica della connessione tra le Luci e i Kelim (vasi, desideri). Qui nessuno decide niente in base alla propria comprensione. Dopo tutto, il Creatore è la Natura. Nell’opposizione tra le linee destra e sinistra, sempre ti viene data la linea media dall’alto, e tu devi costruire dal basso una relazione identica a quello che sta accadendo.

Se non succede, allora c’è qualcos’altro. Ma in generale, tutto è realizzato in maniera completa. A ogni momento vengono create le migliori condizioni di correzione per me. Anche se io dimentico e mi distacco, viene da me poiché è cosi che la mia situazione dev’essere adesso. Quindi, qualsiasi cosa venga a me, il problema è: come rispondo?

Potrebbe essere che la mancanza di risposta derivi dal non preoccuparmi del gruppo dai fattori che devono essere svegliati in me. Ma dall’alto non ci sono ritardi né proroghe. Ein Sof (L’Infinito) opera in noi. Tutte le nostre richieste (MAN – Mayin Nukvin – Acque femminili) vengono da lì. E tutte le risposte (MAD Mayin Dukrin –Acque maschili) scendono da là, a ogni momento. Queste connessioni non si fermano mai, ma tutto il tempo le Reshimot (geni d’informazione – reminiscenze) si rinnovano. Noi immaginiamo un lungo tempo di connessione che attraversa tutti i 125 livelli, ma in realtà tutto è molto più semplice.

Domanda: Quale dovrebbe essere la nostra risposta alle azioni del sistema?

Risposta: Dobbiamo innalzare il nostro appello per la correzione, MAN, e non più di questo. Io chiedo al sistema di essere similare a lui, ed io chiedo questo in base ai miei poteri. Dopo tutto, l’intero sistema di Ein Sof è il Creatore, perfezione. Solo aneliamo Lui.

Domanda: Supponiamo che io abbia trovato un grosso problema: economico, di salute o di famiglia. Come posso rispondere a questo con una richiesta corretta?

Risposta: Devi operare nel piano fisico per poter risolvere i problemi che arrivano, anche se per te è chiaro che tutto viene dall’alto e che tutto si risolverà nel livello spirituale. Ci sembra di incontrare dei problemi corporali, ma è sicuro che il loro background è spirituale.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.02.2012, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot)

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Che cosa possiamo dare?

Domanda: Se noi intendiamo ricevere solo per il nostro amore e desideriamo uscire da questa intenzione per la dazione, che cosa possiamo dare? Non abbiamo nulla da dare dato che vogliamo solo ricevere ….

Risposta: Noi possiamo dare il nostro desiderio per la dazione al gruppo. Questo è sufficiente. L’adempimento arriva dal Creatore, e il desiderio di dare proviene da noi. Non ho nulla da dare, nulla per la dazione. Io vi darò ciò che Lui mi darà per dare a voi. In questo modo noi esaminiamo la connessione tra i Partzufim: il superiore, colui che riceve in primo luogo, dà a colui che è l’inferiore quello che ha ricevuto dal suo superiore.

Abbiamo solo bisogno di costruire l’intenzione tra noi, per me, per il desiderio di dare invece di preoccuparci di quello che possiamo dare.
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Il Congresso è per tutti coloro che sono desiderosi di essere inclusi

La Costituzione del Congresso di Arava: fratelli nostri, le condizioni fisiche e spirituali che dovete osservare sono davanti a voi. Prima di raggiungerci, controllate accuratamente: siete pronti, voi capite e sentite l’importanza della fase alla quale vi connettete, capite che la Torà, la Luce che Riforma, vi cambierà nella maniera in cui amate e servite tutti? Volete questo? Dovrebbe esservi chiaro che venite qui non per ricevere, ma per ricevere la forza della dazione.

Persino quando si legge solo la storia della Torà sull’esodo dall’Egitto, vediamo che essa coinvolgeva persone di ogni genere: anziani, giovani, bambini, uomini e donne. Essi si differenziavano, alcuni con un grande desiderio di ricevere, altri con un grande desiderio per la dazione. Tutti loro, incluso Mosè ed Aronne, erano ancora nel desiderio di ricevere; tuttavia, il Creatore fu rivelato loro e noi scopriremo quali rivelazioni ebbero luogo.

Ecco perché noi apriamo il Congresso di Arava a tutti gli uomini, noi non controlliamo se essi partecipano a tutte le nostre attività. Una persona può arrivare al congresso ma non potrà prendere parte pienamente ad esso se non studia durante le lezioni del mattino, se non paga il Maaser (la decima), se non partecipa alla riunione degli amici, alla loro connessione e se non è coinvolta nella divulgazione. Queste sono le quattro condizioni in accordo alle quali una persona è un mio studente e membro di Bnei Baruch, un amico di tutti.

Prima di tutto, noi stiamo parlando di azioni fisiche che sono seguite da livelli più profondi nella misura in cui una persona investe il proprio cuore e vuole davvero impegnarsi per raggiungere lo scopo. Così, ci sono differenti gradazioni.

Comunque, non è mai troppo tardi per iniziare. Noi vediamo che questo mese sempre più persone studiano durante la lezione del mattino di Kabbalah e molte cominciano a pagare il Maaser perché hanno capito che questi fondi sono dedicati alla divulgazione del metodo della Kabbalah nel mondo. In essenza, questa è la nostra correzione. Noi esistiamo a questo scopo: per realizzare il ruolo di Israele nel mondo, per ricevere il metodo dall’alto e passarlo in basso.

Quindi, la comprensione ed il risveglio stanno crescendo nella nostra comunità; finalmente le persone prendono la strada giusta. Tuttavia, non abbiamo bisogno di essere grandi, dobbiamo solo capire le opportunità che ci vengono date. Questo è importante.

Molti tipi di desideri uscirono dall’Egitto: bambini, vecchi, giovani, uomini, schiavi, capre e pecore. Essi erano tutti i livelli: inanimato, vegetale, animato e parlante, ma ogni desiderio voleva partecipare a questo pienamente. Anche un bambino che è completamente pronto a prendervi parte è incluso.

Quindi, noi apriamo il congresso a tutti. Un uomo può dire: “Io guardo le lezioni in TV da molto tempo e cercherò di fare il resto”. Anche lui può venire, noi non allontaniamo nessuno. Nella spiritualità, solo la persona può verificare il suo cuore davanti al Creatore e nessuno può interferire in questo.

Tuttavia noi chiediamo, ed è molto importante, che la gente cerchi almeno di essere con noi durante i giorni del congresso con tutto il suo cuore e l’anima. Ecco perché poniamo termini materiali e condizioni per il lavoro interiore che deve essere seguito.

Le persone che entrano nella terra del Congresso di Arava sono obbligate ad osservare la Costituzione. Vengono date loro tutte le condizioni per partecipare. Se non prendono parte allo sforzo comune, esse danneggiano tutti e questo causerà loro molti danni.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.02.2012, “Consigli per il Congresso di Arava”)

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La differenza tra una roccia e un seme vivo

Tutto il nostro studio e lavoro sono dedicati al chiarimento della nostra deficienza, del nostro scopo nella vita, a cosa ci condurrà e chi vogliamo essere. Tutto questo è una persona. Tutto quanto è determinato unicamente dalla carenza di una persona, e solamente quanto uno aggiunge a ciò che ha ricevuto dalla natura.

Se determinati desideri vengono semplicemente evocati in me per andare da qualche parte, per fare qualche cosa nel gruppo o a connettersi con gli amici, questi non sono i miei desideri. Io sono incorporato in un gruppo che mi influenza adesso con il suo desiderio di andare al deserto; io sono impressionato dagli amici, ma non sono io. In questo sono come una roccia. Riceve qualche cosa dall’ambiente? – quasi niente.

Ma se io voglio investire i miei poteri e sono nell’ambiente giusto, io inizio a crescere in esso come un seme che è stato piantato al suolo e dal quale crescerà un albero. Devo solo aggiungere i miei sforzi e non aspettare ad essere svegliato da quelli che mi circondano.

Io evoco me stesso e gli altri. Io sveglio tutti quanti per esserne influenzato. E quello che ricevo da loro è il mio vaso spirituale. Un vaso spirituale si riceve sempre dall’ambiente, ed è sempre il risultato dell’ispirazione della persona e il suo lavoro per la società.

Ci sono quelli che sono nella società, ma vivono completamente isolati, come se si fossero circondati da un nastro isolante. E allora, come possono trarre beneficio dall’ambiente? In tal caso non si formerà un vaso spirituale nella persona. Sarà impressionato insieme con gli altri dallo stato d’animo che l’ambiente metterà in lui e sarà spazzato via da esso, ma il suo vaso spirituale individuale non si svilupperà.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.02.2012, Lo Zohar)

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I servitori degli uomini

L’intero lavoro dei sacerdoti, i Cohens, dei quali così tanto è scritto nella Torà, riguarda essenzialmente la cura verso gli altri. Potrebbe sembrare che ci si stia riferendo a certi riti offerti nel Tempio, compiuti dal primo sacerdote (Cohen HaGadol) insieme ai Cohens e ai Leviti, mentre tutti gli uomini si prestano offrendo dei sacrifici. Invece, essi istruiscono gli uomini e guidano l’intera correzione, perché il Creatore aspetta che ciò avvenga in particolare dai livelli di desiderio più profondi e più distanti da Lui.

Noi pensiamo che i sacerdoti siano qualcosa di separato dagli uomini, qualcosa di sospeso in alto. Invece, il “regno dei sacerdoti” è fatto da coloro che vanno dagli uomini e si prendono cura di loro, come ci si prende cura di un bambino finché non è cresciuto e non gli si ha insegnato la totale adesione con il Creatore. La responsabilità di un Cohen è di portare gli uomini a questo stato.

La Luce agisce sui livelli superiori del desiderio, che sono chiamati i Cohens, i Leviti ed Israele. Poi, questi livelli del desiderio agiscono sul resto dei livelli. Questa piramide non cambia fino alla correzione definitiva. Tuttavia, quando la Luce di Rav Paalim uMekabtziel giunge alla fine della correzione, trasforma questa piramide in un cerchio.

Fino ad allora, viene osservato uno speciale ordine di correzioni, che scendono sempre dall’Alto in basso attraverso tutti i mondi, fino all’ultimissimo, le anime frantumante, e da lì ritornano ancora indietro.

In base alla profondità del loro desiderio (Aviut), le anime sono dominate attraverso i mondi di Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya; o arrivano anche a disconnettersi completamente dal singolo dominio superiore, che è chiamato il livello di questo mondo. Questa è la ragione per cui coloro che si trovano nei mondi inferiori devono essere dominati dai livelli superiori, i Cohens, i Leviti, ed Israele, che devono fornire alle nazioni del mondo la cura, gli insegnamenti e l’educazione. (Così è come vengono chiamati i quattro livelli del desiderio).

Le nazioni del mondo soffrono al loro livello per i problemi materiali e terreni, ma questa sofferenza è irrimediabile perché questi problemi non hanno una soluzione. La forma della sofferenza è materiale, ma la sua essenza è spirituale, perché l’uomo non ha altro mezzo per guarire se non il movimento che porta all’unione con il Creatore.

Questa è la ragione per cui dobbiamo organizzare un sistema generale per una nuova educazione e cura per tutti. Solo grazie a questo sistema meriteremo l’adesione.

Dobbiamo comprendere che lo scopo della creazione era originariamente diretto a tutta l’umanità.

Dunque, intanto che aspiriamo ad unirci tra di noi, dobbiamo sempre ricordare per il bene di chi lo stiamo facendo. E’ per portare il metodo della correzione al mondo intero che, giorno per giorno, stiamo scoprendo di essere in una condizione sempre più disperata. Il mondo capisce di avere bisogno del metodo di correzione, ma non c’è. Questa è la ragione per cui lo dobbiamo rivelare per noi stessi e poi trasmetterlo al mondo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.02.2012, “L’Arvut (il Sostegno reciproco)

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L’anima si sviluppa più velocemente in “condizioni civili”

Domanda: Se il nostro percorso è completamente predeterminato e non può essere accorciato, ciò significa che non posso cambiare niente e che l’unica cosa che posso fare è andare con la corrente?

Risposta: È impossibile saltare i livelli e perdere alcuni stati del tuo sviluppo. Tuttavia, tu puoi accelerare il tuo sviluppo applicando il tuo sforzo. Il tempo rappresenta la velocità nella quale cambiano i tuoi stati.

Se sei in un gruppo e attrai più Luce riformante, allora in qualsiasi momento tu puoi percepire, raggiungere, comprendere e reagire ai nuovi stati. Puoi andare attraverso questi stati molto più velocemente perché stai costruendo un ambiente che aiuta in modo che tu senta questi stati in maniera corretta.

Se non stai facendo questo, allora richiederà molto più tempo perché tu inizi a sentire, comprendere e reagire a questi stati. Dopo tutto, devi sperimentare ogni stato, ma senza questa inclusione non avrai il vaso per rivelare il Creatore.

Come risultato dello sforzo applicato e nel cercare di costruire un ambiente che ti permetta di rivelare i tuoi stati, tu acceleri il tempo e la velocità del tuo sviluppo. È del tutto similare alla maniera nella quale ci aiutiamo a studiare in questo mondo, mettendoci occhiali per leggere, accendendo la luce, usando i computer, stampanti e usando diversi apparecchi video e audio. Tutto questo è fatto per assorbire meglio l’informazione sul mondo e per svilupparci più velocemente.

Semplicemente confronta questo alla vita in alcune nazioni primitive contro quelle che hanno accesso alla sapienza e all’informazione che gli permette di avanzare più velocemente e a costruire diversi impianti di supporto.

Anche questo si applica allo sviluppo spirituale. Formiamo dei gruppi, studiamo, seguiamo i consigli dell’insegnante e creiamo un ambiente adeguato. Tutto questo viene fatto per farci analizzare il più velocemente possibile gli stati che attraversiamo. Qui risiede lo scopo del nostro lavoro.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.02.2012, “Studio delle dieci Sefirot”)

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Rivolgetevi agli amici con un sorriso

Rabash, Shlavei Hasulam (I gradini della scala), “Essi hanno aiutato tutti il proprio amico”: infatti, è un uomo che può aiutare un altro uomo vedendo che il proprio amico è indietro. E’scritto, “Un uomo non libera se stesso dalla prigionia”. Infatti, è l’amico che può sollevare il suo spirito.

Ciò significa che l’amico lo eleva dallo stato in cui si trova in uno da stato di vivacità. Allora, l’uomo incomincia di nuovo ad acquisire forza e fiducia nella vita e nel benessere, e ricomincia come se l’obbiettivo fosse adesso vicino a lui.

Rabash, Lettera 34: Ci si mette al servizio del proprio amico. Non si pensa a se stessi – se si è o no dell’umore giusto – ma si deve prendere parte alla gioia dell’amico. Non si deve essere imbronciati, ma si deve mostrare un viso felice.

Un uomo deve vedere gli amici come se già percepissero l’unione. E se costruisce una cerchia di amici, se cerca la connessione con il gruppo, se vuole farne parte, allora egli acquisirà gioia e forze, sia negative che positive. Tutto gli giungerà con la necessaria forza e nella quantità corretta in modo che possa rivelare il Creatore nell’interconnessione con gli amici.

L’unione con gli amici è una condizione necessaria per ricevere aiuto. Ma non è corretto pensare che gli amici debbano venire da me sa soli. Primo (a) io mi indirizzo verso di loro, e poi riceverò la forza da loro (b):

a- inclusione nel gruppo;
b- ricezione della forza.

 

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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.02.2012 “Consigli per il Congresso di Arava”)

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