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Di cosa ti vergogni?

Domanda: Quando sono in un gruppo, provo una qualche forma di vergogna e cerco di capire cosa voglia dirmi il mio ego in questo modo. Ma questa vergogna è in rapporto col Creatore o con il mondo fisico?

Risposta: Dimmi, di cosa dovrei vergognarmi in questo mondo? Si tratta del fatto che sono semplicemente una bestia? Anche se in me ci fossero difetti bestiali abnormi, essi non mi apparterrebbero. Di cosa dovrei vergognarmi? Voglio rubare? Si. Voglio peccare? Si. Ma queste non sono cose di cui vergognarsi. Queste sono normali caratteristiche umane e non c’è bisogno di pensare ad esse.

La vergogna può derivare solo dal fatto che ho la possibilità di avvicinarmi al Creatore ma io sminuisco le possibilità che Egli mi offre. Un sentimento del genere si manifesta solo allorché il padrone di casa rende onore al suo ospite e l’ospite inizia a provare vergogna. Ma questo avviene ai livelli più elevati. E quindi si dice anche che la vergogna è per le anime più elevate. Di conseguenza devo provare vergogna solo se io non sfrutto le opportunità che mi vengono offerte dall’Alto.
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Una scala alla cima riempita abbondantemente

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Sezione 58: E ho nominato il commentario “Il Sulam” (Scala) per dimostrare che lo scopo del mio commentario è come il ruolo della scala: se si ha una soffitta riempita abbondantemente, si ha bisogno soltanto di una scala per raggiungerla. E poi, tutta la generosità del mondo si troverà nelle vostre mani.

Cominciamo il nostro lavoro con la costruzione di un gruppo di dieci persone che vogliono diventare uno con esso. Se trasformiamo queste dieci persone in un unico, poi cominciamo a scoprire un potere superiore dentro di loro.

Con la connessione del primo livello, scopriamo l’Ohr (Luce) haNefesh. E ottenendo la connessione in un cerchio più esterno scopriremo Ohr haRuach. Però questo Ohr HaRuach viene scoperto nel cerchio più interno, mentre l’Ohr haNefesh passa al cerchio esterno.

Se siamo pronti a connetterci in un cerchio ancora più esterno a noi, poi nel cerchio più esterno, riveliamo Nefesh, e nel cerchio più interno riveliamo Ruach, e nel cerchio all’interno riveliamo Neshama. (Supponiamo che c’erano 10 persone nel primo cerchio, nel secondo c’erano 100 persone e nel terzo 1000 persone). E così via, a Haya e Yechida. Segue che il nostro avanzamento dipende dall’espansione dei cerchi esterni.

Baal HaSulam ha chiamato il suo commento “La Scala” perché più ci muoviamo e avanziamo in avanti e includiamo ancora più amici con noi, grazie a questo, più saliamo la scala e più rafforziamo la connessione fra noi.

In questo modo ci trasformiamo in un Kli più grande nel quale tutta la Luce di NRNHY si rivela nei nostri Kelim: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut. E poi c’è una Luce e un Kli connessi insieme in un tutto unico e raggiungiamo aderenza con lo scopo di creazione.

Ognuno di questi cinque cerchi, è diviso in un altri cinque e altri cinque,il che significa che l’Ohr NRNHY de NRNHY de NRNHY emerge e in totale emergono 125 livelli. Allora Baal HaSulam, facendo il suo commento sull’ intero Zohar, in tutta la sua altezza fino al completamento della correzione, spiega come salire ogni livello spirituale tramite la connessione a tutti i Kelim che saranno scoperti. Quindi lui ha chiamato il suo commentario, “La Scala”.
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(Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso Mondiale dello Zohar”, Giorno Uno 04.02.2014, Lezione uno)

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Adattatori della Luce

La Torà, “Esodo” Ki Tisa, 32:25 – 32:27 E Mosè vide il popolo, che loro erano stati esposti, Aronne li aveva scoperto perchè erano caduti in disgrazia davanti ai loro avversari.

Quindi Mosè si è seduto nella porta dell’accampamento e disse: “Chiunque è per il Signore, [lascialo venire] a me!” E tutti i figli di Levi si riunirono intorno a lui.

Egli disse loro: “Così dice il Signore, Dio d’Israele: ‘Permettete ad ogni uomo di mettere la sua spada a fianco e fatelo passare avanti e indietro da una porta all’altra dell’accampamento, e lasciate che ogni uomo uccida suo fratello, ogni all’uomo il suo amico, ognuno il proprio parente’. “

… Ogni uomo uccide suo fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente” vuol dire liberare sé stesso dalle sue proprietà, abitudini, desideri, speranze e ricordi di cui uno ha più cura, cioè lasciar andare il nucleo della propria vita intera e il suo universo. Uno deve lasciare da parte tutte queste nozioni per sempre “, lasciarle scendere giù,” limitandole internamente, e poi gradualmente correggere tutte le altre qualità.

Un appello “Chi è per il Signore, [lascialo venire] da me!” sta per “Chiunque è per la dazione pura […]”

“E tutti i figli di Levi si riunirono intorno a lui” si riferisce a persone o ad alcune qualità umane che devono “stare fuori” (diventa evidente) dal punto di vista della parte interna della Torà.

Domanda: Allora, perché i figli di Levi prendono parte alla creazione del vitello d’oro?

Risposta: E’ successo perché non c’era Mosè, cioè nessuna illuminazione della Luce Superiore su Malchut. Quando la luce influenza Malchut, le proprietà che sono radicate in essa sorgono. In altre parole, i leviti si avvicinano a Mosè e quindi, se la luce non scende a Malchut, i Leviti rimangono sotto l’influenza del potere dell’egoismo di Malchut. I leviti non hanno scelta propria.

Si applica esclusivamente al governo di Mosè che scende attraverso ogni parte del sistema al popolo. Ecco perché Aronne, i Cohen, e i leviti sono solo “adattatori” che collegano Mosè con il popolo.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.09.2013)

Lo sforzo di scrivere le lettere del lavoro

Tutti i Mondi, I partzufim e le Sefirot sono rivelate nella connessione tra di noi. Tutto questo inizia dal livello di un embrione in cui una persona tratta tutti come se lei stessa non esistesse. E’ come nel caso della restrizione, dell’auto-annullamento. L’ego è soggetto alla restrizione come se non esistesse, e quindi la persona è incorporata nel suo ambiente come un embrione in sua madre.

Questo non succede tutto in una volta, visto che prima una persona deve attraversare i tre giorni di assorbimento del seme. L’auto-annullamento non è abbastanza qui visto che solo un modo per non disturbare il superiore. Comunque, per poter essere incorporato in Lui e diventare un embrione che aderisce alla parete dell’utero, devo attraversare i tre giorni dell’assorbimento del seme. Anche se faccio una restrizione su di me stesso, devo prendere le tre forme dell’ascesa, la linea di destra, quella di sinistra e quella del mezzo. Annullo me stesso anche dinnanzi ad esse ed accetto il dominio del superiore.

Il superiore per me è il gruppo. Non stiamo cercando il superiore da qualche parte su in Paradiso ma solo nel nostro ambiente. L’ambiente mi può trattare bene o male, ma non importa. Io sono pronto ad annullarmi di fronte ad esso rispetto a tutto quello che succede, sino a quando sarò aderito al gruppo nella fede sopra la ragione, e capisco che questo è il mio livello superiore. Il Creatore si rivolge a me attraverso gli amici.

Allora i tre giorni di assorbimento del seme trascorrono e sono pronto ad annullare me stesso di fronte al gruppo, continuo il mio sviluppo. Anche questo richiede auto-annullamento. L’embrione si annulla continuamente, ma attraverso di questo, inizio a sentire l’influenza del gruppo. Gli amici possono anche non sentire quello che mi danno, come nell’esempio di Rabbi Yossi Ben Kisma e dei suoi studenti, ma io ricevo dei veri discernimenti spirituali attraverso il mondo intero, attraverso tutto quello che mi circonda.

Dopo i primi quaranta giorni, raggiungo il livello di Bina. Questo periodo è detto i quaranta giorni di creazione dell’embrione visto che da quel momento in poi inizio ad assumere la forma del futuro essere umano. Bina attira la prima forma del Creatore per me. Quindi, il periodo di sviluppo dell’embione spirituale continua con tutti i riempimenti che riceve. La cosa principale è di annullarsi continuamente durante questo periodo. Più mi annullo al di sopra del mio ego, più riempimento ricevo. Il mio riempimento è il mio sforzo interno, il mio superare l’ego, che si trasforma nelle lettere del lavoro.

Le mie lettere del lavoro, ovvero il mio riempimento, vengono aggiunte nella forma di HaVaYaH. Il mio desiderio inizia a piegarsi per poter accettare la forma del futuro essere umano. E così iniziamo la nostra via spirituale.

Io credo che l’esempio della madre che insegna al suo bambino ad essere bravo ed a giocere in modo grazioso e seguire l’esempio dei più grandi, sia proprio un buon esempio. Se vogliamo diventare quelli che assomigliano al creatore, dobbiamo seguire il Suoi esempi. Il Creatore è il buono e benefattore, e anch’io devo provare che sono buono verso le persone. Se veramente mi sforzo in questa direzione, scoprirò che c’è una resistenza sempre più grande e che superandola, io inizierò a rivelare il Creatore.

Impariamo riguardo al Creatore dalla nostra inclinazione al male e non riceviamo nessuna forma già pronta da Sopra. La forma, il riempimento delle lettere, sono le lettere stesse! Noi costruiamo il Creatore attraverso i nostri desideri, attraverso l’auto-annullamento e l’auto-sottomissione, e attraverso lo sforzo di assomigliare al Creatore sempre di più al di sopra del nostro ego, che desidera l’opposto.
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(Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 13.02.2014)

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Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 1

Al fine di capire meglio il processo relativo all’ educazione di una persona, abbiamo deciso di presentare le nove fasi che gli uomini in generale attraversano con l’analogia della radice presente nelle nove fasi di coloro che studiano la saggezza della Kabbalah.

Prendere confidenza con il Concetto del Sostegno Reciproco

Il sentimento del sostegno reciproco appare quando un uomo percepisce il gruppo e non se stesso, quando il concetto di gruppo gli appare grande e lo domina, sostituendo la percezione dell’io. Questo è esattamente il modo in cui la percezione dell’io scompare e compare il concetto del gruppo. Tutto questo non indebolisce l’uomo perché il sentimento del sostegno reciproco è più forte ed è effettivamente al di sopra di noi.

Questa sensazione è conseguita attraverso l’aiuto reciproco, attraverso la dazione reciproca di tutti verso ogni amico. Tutti si vogliono identificare con il gruppo, farne parte, abbracciarlo, ed esserne incorporati, essere come un solo uomo con un solo cuore ed una sola mente. Tutti sentono di essersi dissolti tra gli amici senza lasciare traccia. Tutti vogliono immergersi nel gruppo. E tutti si aiutano in questo.

Ognuno di noi si rivolge a tutti gli amici ed insieme parliamo di una cosa sola: di come connetterci. Come immaginare la connessione reciproca positiva tra di noi, nel modo in cui esisteva prima della frantumazione del vaso: un solo vaso, un solo desiderio, un solo pensiero, una sola intenzione, un solo sentimento, in cui ognuno percepisce gli altri come se si fosse una cosa sola.

Non dovremmo chiarire gli aspetti negativi perché vogliamo costruire quelli positivi, l’Arca di Noè. Vogliamo elevarci da questo mondo, allora perché dovremmo penetrarlo ancora più in profondità e immergerci dentro?! Noi vogliamo solamente il bene. Il Creatore porta un uomo verso il destino buono e dice: “Prendilo”. A cosa ci serve il destino cattivo?! E’ bene che non sappiamo quanto siamo opposti rispetto agli altri. Ci dobbiamo unire per entrare nella spiritualità. Ci uniamo ed è tutto qua, punto.

Raggiungiamo uno stato, come è detto: “come un solo uomo con un solo cuore”, “tutto Israele è fatto di amici”. Allora completeremo quest’ azione. Quindi, la prima fase è la fase del sostegno reciproco: diventiamo una cosa sola.

Ad una prima occhiata non resta niente da fare in seguito, ma è chiaro che parliamo solamente del sostegno reciproco secondo il principio de “la fine di un’azione sta nel pensiero iniziale”. La strada davanti a noi potrebbe essere lunga perché ci dobbiamo dare delle basi. E’ grazie a questa auto-costruzione che arriviamo a conoscere il Creatore.
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Il Libro dello Zohar – è questo il nostro albero della vita

Lo Zohar doveva essere nascosto nel futuro … sino a quando l’ultima generazione arriverà alla fine dei giorni, quando allora sarà rivelato.” – Rabbi Isaiah HaLevi Horowitz, Il Santo Shlah.

Molti Kabalisti hanno parlato dell’annullamento del divieto di studiare la saggezza della Kabbalah: il grande Kabalista di epoca medievale, Avraham Azulai ed anche lo stesso Ari e tutti i Kabbalisti collegati a lui come il Ramak, il Ramchal, Rabbi Hayim Vital. L’Ari è stato il Kabbalista che ha fatto una breccia nell’intero processo dell’esilio e che lo portato alla sua fine. E da lui in avanti è iniziata l’era del Messiah.

Ma questo doveva essere un periodo completo che si sarebbe sviluppato gradualmente secondo i livelli 0-1-2-3 e che ai nostri giorni sta già entrando nell’ultimo livello 4, che appartiene all’era del Messiah. Quindi l’intero mondo sta cadendo, mentre la Kabbalah sta iniziando ad essere rivelata sempre di più.

Sino ai tempi dell’Ari, il Libro dello Zohar era nascosto. Era stato rivelato un poco da Rabbi Moshe de Leon, ma solo attraverso l’Ari abbiamo meritato di vedere quel che vi è scritto. E quindi contiamo i giorni dell’Era del Messiah dai tempi dell’Ari in poi.

Messiah” significa che attraverso il nostro lavoro di attirare (Limshoh) la Luce che Riforma possiamo fare un “Itaruta de Letata” (risveglio dal basso), esprimendo il nostro desiderio che ci innalzerà sopra tutti i livelli e che attirerà la Luce verso di noi che correggierà le relazioni tra di noi. Allora sentiremo che non siamo più in questo mondo, invece siamo veramente entrati in un mondo più alto. Tutto questo viene chiarito attraverso la connessione tra di noi. Se la connessione è integrata, trasformando nel modo corretto, allora concordemente inizieremo a sentire noi stessi nel mondo superiore e ci innalzeremo sempre più in alto attraverso i 125 livelli.

 “E visto che nel futuro Israel assaggierà l’Albero della Vita, che è questo Libro dello Zohar, essi lascieranno l’esilio con misericordia” Il Libro dello Zohar, “Naso”, sezione 90.

Se siamo seriamente e diligentemente coinvolti con il Libro dello Zohar, allora sicuramente lascieremo l’esilio in misericordia- E se no, allora succederà come è scritto:”Piazzerò un Re come Haman ed egli contro la tua volontà ti riporterà a riformarti”. In altre parole, abbiamo la possibilità di uscire dall’esilio in un modo buono, secondo la Torà, attraverso la Luce che riforma, che è unicamente concepita per la correzzione dell’inclinazione malvagia-. Se sappiamo come essere coinvolti con il Libro dello Zohar nel modo corretto, allora richiameremo la Luce che Riforma su di noi stessi e lascieremo l’esilio, ovvero l’odio senza causa e il sentimento temporaneo dell’esistenza miserevole di questo mondo. Tutto sarà cambiato secondo la connessione tra di noi.

Possiamo fare lo stesso cambiamento secondo la via della sofferenza, che è veramente una via molto lunga e difficile. Ma attraverso la Luce che noi richiamiamo possiamo avanzare su un cammino molto facile e piacevole.
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(Dalla Lezione 1 della Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso Mondiale dello Zohar ,” Giorno 1 4.02.2014)

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Nove passi verso la scoperta della Spiritualità

Il nostro obbiettivo è di raggiungere l’equivalenza e l’armonia con la Luce, in altre parole, raggiungere la completezza delle correzioni, nell’eterno amore e nell’eterna dazione. Questo stato richiede la nostra presa di coscienza e la sensazione di tutte le caratteristiche e l’elevazione verso le stesse. Caratteristiche che servono per comprendere cosa ci manca per assomigliare alla Luce, quali cambiamenti interiori dobbiamo affrontare.

Vale a dire, tutto il nostro lavoro serve per capire cosa sto percependo adesso e cosa percepirei nello stato corretto. In ogni stato devo reagire come la Luce.

In ogni momento della mia vita, devo aspirare ardentemente all’equilibrio con la Luce, cioè, all’equivalenza con essa. Per riuscirci, prima di tutto, è necessario essere consapevoli delle qualità della Luce. Tuttavia, nel frattempo, siamo in una condizione di occultamento e non percepiremo la Luce fintanto che non avremo raggiunto l’equivalenza della forma con essa, e come posso assomigliare alla Luce se non la percepisco?

Qui troviamo una condizione che è stata creata specificamente per noi, al quale salva: questo mondo. E’ una meraviglia che non esiste in nessuno degli altri mondi. Qui, in questo mondo, anche se sono completamente devastato, se sono dalla parte opposta rispetto alla Luce, nonostante tutto questo, ho la possibilità di scoprire i desideri che, come me, stanno cercando l’equivalenza con la Luce. Come me, essi ricevono questa aspirazione dell’Alto, questa goccia di seme, questo “punto nel cuore” senza il quale questa aspirazione non sarebbe risvegliata.

Da questo punto, possiamo già iniziare con delle azioni uguali alla Luce. Cioè, quando interagiamo tra di noi, possiamo fare di noi stessi un esempio di ciò che è chiamata l’azione della Luce: dazione, amore, aiuto reciproco, cooperazione reciproca, e risveglio. Abbiamo l’opportunità di fare queste azioni che la Luce fa con noi per scaldarci a vicenda un po’, per agitare, nel senso per sollevare in ogni amico il desiderio e l’invidia.

Invece della Luce, del Creatore, abbiamo il gruppo. Il Creatore porta una persona verso la buona fortuna e dice “Prendila!”. In altre parole, Egli lo porta ad un laboratorio, lo mette nel modello attraverso il quale possiamo avanzare con l’aiuto degli amici nonostante il nostro stato distrutto, e rovinato. Il Creatore ti porta da loro, e adesso tu incominci ad agire!

Tutto il resto dipende da te, dal modo in cui farai il lavoro e ti relazionerai al gruppo come fa il Creatore che dona a te. Quando inizierai il dialogo, il lavoro reciproco con il gruppo, ti sarà chiaro in che modo il gruppo ti influenza e tu influenzi il gruppo. Allora, sarà possibile elevarsi insieme.

Quindi, dobbiamo raggiungere uno stato che è chiamato Arvut (sostegno reciproco) che rende obbligatorio l’aiuto reciproco e l’influenza reciproca di ognuno per ogni membro del gruppo. Ci presentiamo davanti agli amici come la dazione della Luce, del Creatore su di loro, e gli amici devono comportarsi verso di noi come creature che vogliono correggersi ed assomigliare alla Luce.

In altre parole, ognuno vuole identificarsi con il gruppo, per essere connesso ed aderire ad esso, per diventare un solo uomo con un solo cuore, e una sola mente. Tutto qua, io mi devo amalgamare assolutamente con gli amici in modo che non resti nulla di me. Mi voglio immergere nel gruppo. Questo è ciò che ognuno deve fare, ed in questo modo, tutti aiutano tutti.

In conseguenza di questo, dopo l’ultima goccia di sforzo, diventiamo veramente un solo uomo con un solo cuore. Questa goccia è come l’ultimo morso che diamo al pasto, e dopo arriva la sazietà, e noi sentiamo di esserci riempiti. In questo modo, completiamo in pieno HaVaYaH, le dieci Sefirot. Vedete, solamente l’ultima fase, Malchut de Malchut, sente, capisce, e sa con chi ha a che fare, perché e come si deve comportare, come è costruita, come è fatto il Creatore, e cosa deve essere fatto in risposta se si ottiene tutto da Lui: sia la Luce che il desiderio.

Quindi Arvut è la prima fase —la connessione in un solo insieme—e sembra che non ci sia niente di più da fare. Tuttavia, nel frattempo capiamo che queste sono solo parole, come è detto “la fine dell’azione, sta nell’inizio del pensiero”. Nei pensieri, vogliamo già raggiungere il risultato finale, ma si deve attraversare un cammino che può essere lungo. Vedete, io devo costruire me stesso, e solo allora riconoscerò il Creatore.

Tutto è creato dall’Alto in una forma perfetta, ma la creatura deve conseguire questa perfezione, essere consapevole del Creatore, essere come Lui, comprenderLo nella Sua totale profondità, ed assomigliarGli in tutte le sue azione. Vedete, se lo stato della creatura è inferiore alla completa equivalenza con il Creatore, non è considerato che il Creatore sia stato di beneficio alla creatura.

Noi dobbiamo attraversare tutte queste fasi, e fintanto che non abbiamo terminato la fase precedente, non possiamo passare alla fase successiva. Perciò, dal principio, noi stiamo parlando di Arvut, di conseguire l’equivalenza della forma con il Creatore, dell’armonia con la natura: copulazione, abbracciarsi, baciarsi, tutte le espressioni di equivalenza con il Creatore, e nonostante tutto questo, ci sono ancora tutte le parole, ed ora iniziamo a costruire questo stato; cioè, entriamo nel secondo stato e oltre. Nel complesso, è possibile scoprire le nove fasi verso la scoperta spirituale.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.01.2014, Lezione sull’argomento: “Preparazione per il Congresso”)

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Educazione Integrale delle Masse

Siamo stati scelti, nel senso che abbiamo ricevuto dall’Alto il desiderio che ci chiama ad imparare, anelito per la connessione con il Creatore e la rivelazione del Creatore, che deve avvenire per tutta l’umanità.

Già si avvicina il bisogno per lo stato successivo; la natura sospinge tutta l’umanità in avanti. Però le persone non hanno e non avranno i suoi desideri. Migliaia o pochi milioni si uniranno a noi, ma è una frazione minuta dell’umanità intera. Non ci saranno altri.

La testa è sempre così: è piccola, come un microprocessore in un computer, ma definisce e decide tutto. Le parti rimanenti rendono conto a questa micro parte.

Quindi noi siamo questo “frammento”. Dobbiamo connetterci al resto dell’umanità, cominciare a lavorare con la gente, capirli, unirci a loro, trovare il vocabolario adeguato, creare un dizionario appropriato, immagini varie, esempi, e sviluppare i workshops adatti, etc.

Insegniamo ai piccoli bambini tutto ciò che hanno gli adulti, solo su un livello basso di semplici esempi, azioni semplici. Per consentire alle persone di sentire il loro livello prossimo auspicabile, la loro connessione, dobbiamo incoraggiarle costantemente, attirarle con qualcosa.

Noi stessi sperimenteremo discese e salite, e in accordo a questo, abbiamo bisogno di rafforzarci.

Gli altri non passano attraverso questo. Costantemente devono essere attratti, abbracciati, riscaldati, e serviti. Dobbiamo spiegare loro il metodo nella misura in cui hanno bisogno di capirlo in modo da essere connessi a noi e salire con noi. Noi li prendiamo come giovani bambini di strada, li facciamo sedere e li guidiamo. Il bambino è accanto a te, o anche sul tuo grembo, o ti sta correndo accanto sotto la tua supervisione perché lui non conosce la via e non deve neanche saperla. Si consiglia di non chiedere nulla alla gente, tranne una cosa: “Se siete con noi, tutto andrà bene”.

Questa dovrebbe essere la nostra via d’uscita per le masse. Senza di esse, dopo la creazione del nostro Kli collettivo non possiamo avanzare verso l’alto. Raggiungiamo il livello minimo ma non oltre. Infatti, abbiamo ricevuto un risveglio allo scopo di “tirare” l’umanità con noi. Dobbiamo trattarla con molta serietà. Potremo salire solo a seconda del nostro successo con un’audience ampia. Se non ci riusciamo, tutto ciò servirà come zavorra per noi, non permettendoci di salire.
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Congresso Educazione Integrale, Workshop 2: il gruppo ci fornisce i mezzi che ci permettono di anelare costantemente ai sentimenti giusti che tutta la mia vita, i mei pensieri e i miei sentimenti, tutti provengono dal Creatore, e che è organizzato in questo modo affinché tramite la connessione, ci rivolgeremo a Lui.

In generale, il mondo è diviso in due parti.

  • Le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’Alto, dal Creatore, in modo che possono avanzare a Lui. Il Creatore porta queste persone al gruppo, “mette la mano di una persona sulla buona sorte e dice, ‘Prendilo’. Poi sta a quella persona se scegliere o meno, il che significa essere incorporato nel gruppo, per diventare parte della corrente generale contro il suo ego o meno. Questa è la nostra scelta.
  • Il resto dell’umanità vive individualmente, ogni persona per il momento sola, in un moto Browniano a caso. L’ego si sviluppa in umanità, ovviamente, ma gradualmente, e non in un flusso di gruppo.

Le persone che fluiscono insieme con il gruppo sono necessarie a rafforzarlo e costruirlo consapevolmente. La cosa principale è di capire che nel momento che diventano parte di uno dei nostri gruppi o il gruppo generale, non hanno più nulla di privato o individuale. Ogni cosa che succede a loro è soltanto il risultato di un essere in un movimento comune con noi. Ora tutto ciò che ricevono è tramite il centro del gruppo e non importa se consciamente o no. Poi si diffonde a tutti e ognuno riceve secondo gli sforzi che deve fare nel flusso comune verso la connessione, verso il centro.

E lo stesso quando si tratta del nostro movimento verso il Creatore. Tutto quello che vogliamo mettere a fuoco su di Lui, o dire a Lui, o chiedere da Lui, per evocare la Sua dazione su di noi, l’influenza della Luce che Circonda, e così via, può anche venire solo attraverso il centro del gruppo. Per noi significa che il centro del gruppo è molto importante, come un punto dal quale possiamo far salire il nostro appello al Creatore e mediante questo, come attraverso un cordone ombelicale, riceviamo tutto e diamo tutto.

Immaginiamo il nostro cordone ombelicale attraverso il quale riceviamo e diamo tutto. Soltanto tramite questo cordone siamo connessi alla fonte della vita. Immaginiamo di essere un embrione nell’utero, e che tramite questa corda, tramite il centro del gruppo, riceviamo la nostra vita, tutta la forza spirituale, tutto quello che c’è.

Quando troviamo la connessione al cordone ombelicale, cominciamo a capire in quale modo tutto era costruito, e come effettivamente tutto discende a noi dalla Provvidenza superiore. Il nostro mondo è soltanto il mondo dei risultati, e pertanto nulla è mai nato da esso. Cominciamo a capire come possiamo influenzare la Provvidenza superiore ed evocare la miglior salita.

Così raggiungiamo uno sviluppo consapevole perché troviamo la connessione con la nostra fonte, e cominciamo a connetterci fra noi, ad attirare tutto da Lui e a rispondere ad esso correttamente. Sebbene, “non c’è nessun altro tranne Lui” il Creatore è alla fine una semplice fonte passiva. Tutto ciò che accade è solo attraverso la nostra dazione, secondo la nostra richiesta.

Allora come possiamo dare alla fonte tramite il cordone ombelicale? Attraverso il centro del gruppo, certamente, altrimenti non ci sarebbe contatto con esso. Scopriamo come salire al di sopra delle nostre mancanze, e connetterci in modo da ricevere la risposta dall’Alto, sentendo la cooperazione fra noi e il Creatore attraverso il tubo, attraverso la linea. Studiamo riguardo la linea in Kabbalah che va come un tubo dal mondo dell’Ein Sof (Infinito) fino al nostro mondo.

Noi serviamo come livello superiore per il pubblico e dobbiamo usare questo tubo in modo che la gente sarà nutrita da noi e gradualmente sarà tirata su. Ci sembra di sentiamo il punto di contatto con la Luce, con il Creatore, con il livello superiore, ma per qualche motivo non abbiamo davvero fretta di scoprirlo e usarlo in modo da cominciare a passare l’energia positiva dall’alto verso di noi e l’energia negativa dal basso in su.

La crisi che si sviluppa intorno a noi è per aiutarci con esso. Eventualmente, se non ci svegliamo in tempo, ci raggiungerà non solo spiritualmente, ma anche in senso corporeo ordinario. Dopo tutto, la crisi è destinata solo a svegliarci ad una connessione veloce con la forza immensa, con l’abbondanza, con la Luce superiore che include tutto, in modo da trasmetterla attraverso noi al mondo esteriore.

Se non faremo in tempo il mondo non ci tratterà dolcemente. Questo si riferisce specificamente a noi e alla saggezza della Kabbalah visto che siamo quelli che devono svolgere la correzione. Se faremo tutto in tempo, non vedremo proprio una crisi e non sentiremo nulla di negativo. Potremmo prendere misure preventive costanti.

Però, siamo in ritardo. Al momento siamo un po’ in ritardo. Spero che sia sufficiente, e che più tardi cominceremo a capire la responsabilità che abbiamo verso il mondo e capiremo che la crisi è una mancanza della forza superiore che deve essere trasmessa al mondo attraverso noi.

Come ci organizziamo il più rapidamente possibile in modo da prendere contatto con il Creatore, con il mondo esterno, per essere i conduttori della Luce superiore, dell’abbondanza? Dopo tutto per ogni aspetto della crisi questa è la soluzione. Dobbiamo sentire che siamo i conduttori che collegano il mondo superiore, con il mondo inferiore; questo è ciò che dobbiamo fare.

E’ detto: “Il superiore imparerà dal basso.” Dobbiamo capire meglio come dobbiamo rivolgerci al Creatore, sulla base della nostra divulgazione integrale ed educazione integrale a trasformare il pubblico. E’ proprio come quando siamo diventati genitori e abbiamo finalmente cominciato ad apprezzare il modo in cui i nostri genitori ci hanno trattato.

Quando cominciamo a legare le mancanze che vengono evocate nel pubblico con la soluzione globale integrale, con l’ascesa spirituale che il Creatore si aspetta che facciamo, è come includere le due estremità:

  • Su un lato, le masse con i loro apparentemente semplici bisogni quotidiani.
  • Sull’altro lato, il valore superiore che il Creatore ha messo davanti a noi, la connessione e il raggiungimento del sistema unico che include tutto nel quale Lui è rivelato come la forza rianimatrice.

Nel complesso questo è il modo in cui ci sviluppiamo, grazie al fatto che siamo tra l’incudine e il martello. Su un lato c’è il pubblico, le masse, e sull’altro il Creatore. Dobbiamo bilanciare le azioni del Creatore che ci spinge a connetterci, azioni che scendono dall’alto e sono soddisfatte nelle masse sotto forma di semplici problemi e bisogni umani, e alziamo la miseria e i problemi semplici attraverso di noi ad un livello più alto di connessione con il Creatore, sopra il tempo e lo spazio, sopra tutto ciò che è già in noi, allo spazio spirituale.

La nostra unicità è questa, come cominciamo a connettere i due mondi in noi per legarli a noi. Questa e la qualità speciale del gruppo che esegue questo lavoro, connettersi, includersi e legare i due mondi opposti al suo interno. Essendo una parte integrale, includiamo tutta l’umanità e abbassiamo il Creatore dall’Alto in esso. Così, attenuiamo la sensazione che c’è fra i due sistemi apposti di creazione. Questa è la nostra unicità e il nostro adempimento finale.

L’obiettivo finale dell’essere creato è effettivamente soddisfatto all’interno del gruppo, che significa nella connessione di umanità, cominciando dal centro, da noi, e diffondendo in cerchi più ampi. Stiamo già tirando coloro che sono dietro di noi, li invitiamo ad unirsi a noi, senza tirarli al nostro livello ma semplicemente agendo secondo il loro livello di desiderio e comprensione della crisi come un’aspirazione alla connessione.

Sentiamo che la crisi attuale è spirituale, mentre loro la sentono sul livello corporeo. Tuttora, nel complesso, la soluzione è una ed è quella di raggiungere un’equivalenza di forma con il Creatore e di sapere come essere in contatto con Lui affinché Egli si connetterà con noi secondo la condizione dell’equivalenza della forma. Questo è il metodo.
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(Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso di Educazione Integrale” Giorno Uno 2.02.2014, Workshop 2)

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La donna ideale al Congresso

Domanda: Come una donna dovrebbe svolgere idealmente il suo ruolo nei tre congressi imminenti?

Risposta: La donna ideale include tutte le donne nel nostro gruppo mondiale al suo interno. Tutte le donne sono connesse insieme; loro annullano il loro ego, il loro desiderio di fare pettegolezzo, di criticare, e il loro reciproco disprezzo.

Non è che loro hanno perdonato l’una all’altra le mancanze reciproche: piuttosto, sentono veramente che stiamo diventando un corpo intero. Il nostro intelletto e i sentimenti ci staccano e ci portano fuori da questo corpo comune collettivo dando a ognuno l’illusione che lui esiste separatamente dagli altri.

Veniamo al congresso con lo scopo di scoprire la verità, di vedere con una visione non distorta che il mondo intero è un sistema unico. C’è solo materia che è stata creata dal Creatore “dal nulla” in cui il potere di “qualcosa” domina. Soltanto amore e connessione risiedono nel mondo. E se a noi sembra altrimenti è soltanto perché non siamo così noi stessi. Se cambio me stesso in modo da connettermi con gli altri, poi sentirò direttamente il mondo superiore, qui e ora. Null’altro è necessario oltre che cambiare la nostra percezione.

La donna ideale di Bnei Baruch sente che questo sistema superiore, è incluso in essa, e guarda il mondo con gli occhi corretti. Sogno di vedere tali donne.

Domanda: Come facciamo il massimo? Come ci focalizziamo sul lavoro interiore in modo da ottenere questa immagine ideale più rapidamente?

Risposta: Cominciamo da qui, che tutti i problemi particolari che esistono nel gruppo cominciano a essere percepiti e corretti come un problema comune in famiglia. E noi siamo ancor più di una famiglia, siamo un corpo. Anche cento anni fa Baal HaSulam ha scritto che il mondo oggi è una famiglia, un sistema. Però noi non abbiamo ancora visto questo fino ad ora.

Speriamo che ora il nostro gruppo Bnei Baruch diventerà una donna unita e un uomo unito. E poi queste due metà sono in grado di connettersi con un’immensa fusione in cui il Creatore viene scoperto. Noi siamo già molto vicini a questa condizione; venite, cerchiamo di affrettare il nostro progresso in questa direzione.

Mi aspetto di vedere tutti grandi come risultato del congresso. E le donne qui svolgeranno un ruolo ancora più importante degli uomini. Sappiamo che le donne determinano silenziosamente l’ordine intero delle nostre vite. Allora, spero tanto che le donne ci aiuteranno a salire durante il corso delle prossime due settimane in modo rilevante. Dopo il congresso ci incontreremo già su un livello successivo. Ci auguriamo successo!
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(Da Kab.TV- Preparazione al Congresso 24.01.2014)

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