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La Società Perfetta di Abramo, Parte 2

Dr. Michael LaitmanDomanda: La Torà ci dice che il Creatore disse ad Abramo in quale terra sarebbe dovuto andare dopo aver lasciato Babilonia. Quindi, egli inizialmente sapeva dove stava andando?

Risposta: No. Non si tratta di coordinate su una mappa. Se non pensiamo a millenni di storia, noi non consideriamo nemmeno i chilometri della superficie terrestre. Il tempo e la distanza non hanno alcun controllo lì. Quando la sensazione interiore di una persona, chiamata “il suo Creatore,” gli dice cosa cercare, dove andare, non vuol dire che essa dovrebbe muoversi in un’altra posizione, in un nuovo luogo di residenza, ma al successivo stato spirituale, che si chiamerà “la terra di Israele.”

Domanda: Quella è la “terra” che ha trovato in se stesso?

Risposta: Certo. Perché il concetto di “terra” (Eretz) deriva dal “desiderio” (Ratzon). “Eretz Yisrael” significa il desiderio volto “dritto al Creatore” (Yashar-El). Quando tu arrivi al punto in cui tutti i tuoi desideri sono diretti al Creatore, allora si potrebbe dire che sei arrivato, sei entrato nella “terra di Israele,” anche se ti trovi in Canada, in Africa, negli Stati Uniti, o in qualunque altro luogo.

Dopo tutto, il nostro corpo non viene preso in considerazione. L’intera questione riguarda il desiderio di una persona.

Torniamo ad Abramo; ha lavorato con i suoi studenti in unione. Molti kabbalisti scrivono di questo, soprattutto Maimonide, il grande kabbalista vissuto tra l’11° e il 12° secolo. Abramo ha iniziato a lavorare con loro secondo il sistema “ama il prossimo tuo come te stesso”, e quindi ha cominciato a unire, assemblare, e “formare” una società completamente nuova da loro, in cui ognuno era connesso internamente a tutti gli altri.

Gli Stati, le nazioni, e i popoli sono anch’essi connessi, ma esternamente, il che significa che hanno sistemi sanitari di assistenza, la sicurezza sociale, le leggi, l’educazione, ecc… ma non stiamo parlando di esteriorità, ma dei sistemi interiori di connessione tra le persone. Questo approccio di Abraamo è diverso dal concetto di Nimrod, che offre alla gente la dispersione in modo da non interferire con l’altro e, allo stesso tempo, mantenere i contatti da lontano.

Sembrerebbe, infatti, lasciare che i diplomatici negozino, lasciate che i commercianti prendano carovane lungo la “via della seta” o “dai Vichinghi ai Greci,” lasciate che i marinai scoprano l’America, ecc… Ma qui stiamo parlando di un altro viaggio, della connessione interiore tra loro. Non stiamo parlando di corpi, ma di intenzioni, il punto centrale, superare gli ostacoli interiori. Una persona viaggia non in montagna, non attraverso il deserto del Sinai, ma attraverso il deserto dell’anima, perché sente che il suo atteggiamento verso gli altri è una terra desolata che lo asciuga, in cui non c’è nulla di cui essere soddisfatti.

Ecco perché il modo per avvicinarsi agli altri è attraverso il deserto. Quindi, una persona davvero si avvicina a loro; attraversa internamente il “deserto del Sinai”, arriva alla “terra di Israele.” E qui trova il suo desiderio “dove scorre latte e miele”, che emana, “irradia” tutte le cose buone.

In sostanza, questo è un “paradiso.” In passato c’era un deserto, o anche “l’inferno”, e ora il “Giardino dell’Eden”. La riluttanza ad entrare in contatto con gli altri, l’odio verso il prossimo, tutto questo si trasforma in bontà.
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Da Kab.TV  “Babilonia ieri e Oggi” 27.08.2014

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Abramo e Nimrod: Un dibattito che continua ancora oggi

Dr. Michael LaitmanCommento: Parliamone da lontano, ma in realtà di una storia molto vicina , la storia di Babilonia e la storia di Abramo. Questo è avvenuto circa 3.800 anni fa.

Risposta: Fondamentalmente per quanto mi riguarda, c’è un’altra percezione della storia. Secondo me è viva ancora oggi, comprese la Grecia e Roma. Tutto è vivo ancora oggi, perchè senza questo, è impossibile. Tutto esiste insieme a noi, contemporaneamente.

E quindi, circa 3.800 anni fa, l’antica civiltà di Babilonia esisteva già, ed era simile alla nostra civiltà. L’intero processo è iniziato da qui e ha dato una spinta allo sviluppo della civiltà moderna.

Un interessante rottura è accaduta in quei tempi. Si potrebbe dire che c’è stata una rivoluzione interna dell’umanità che è stata concentrata interamente in una zona. Fino ad allora esisteva un certo tipo di unione spirituale, una famiglia che non era particolarmente connessa, ma non ancora litigiosa. Ma all’improvviso tutto è cambiato.

Il fatto è che l’essere umano ha l’ego. Questo ci rende diversi dagli animali. Fino a quando l’ego era obbediente alla persona, abbiamo potuto tranquillamente organizzare le nostre vite e progettare una sorta di ordine patriarcale. Ma quando questo ego improvvisamente si è rotto ed ha cominciato a impazzire dentro di noi, ci siamo staccati dal mondo animale e abbiamo cominciato a diventare veri esseri umani. Questo ha creato la base per la rottura di oggi, quindi è il livello dell’ego che domina il mondo di oggi.

Le civiltà precedenti alla Babilonia erano molto più primitive e non egoistiche. Naturalmente, anche tra loro c’era una gerarchia, governanti e guerre, ma non c’era nessun concetto come “l’ego che ci spinge in avanti.” In altre parole, gli esseri umani non erano consapevoli che l’ego li gestiva, separandoli, per portarli all’odio reciproco, alla richiesta di una “ascesa al cielo”, e all’aspirazione di usare e calpestare tutti. Questa chiara percezione dell’esistenza di un mondo egoista non esisteva allora.

E allora un’altra figura è comparsa, quella che ha fondato il popolo ebraico, Abramo. È interessante notare che Abramo proveniva da una famiglia molto rispettata. In quei tempi, uno dei pilastri centrali della società era la continuità delle generazioni, perché tutto era tramandato, tra cui, fino a poco tempo, anche il trasferimento di vari mestieri e competenze.

Terah, il padre di Abramo, era un leader spirituale distinto nel popolo. Era così venerato che le avevano creato statue di idoli nella sua famiglia. E’ possibile comprendere questo semplicemente così come lo si sente: Avevano fatto statue di idoli e i relativi accessori. Ma si può dire che essi avevano “creato” idee e concetti; il che significa che parlavano di divinità e lo spiegavano alle persone in base alla loro comprensione.

Quindi direi anche più di questo, erano i fondatori della spiritualità di Babilonia. Non era Nimrod, ma in particolare la famiglia di Abramo. Questa era una chiara separazione dei poteri: da un lato, c’era il potere dello Stato, “la polizia”, il militare, che è stato rappresentato da Nimrod, e d’altra parte, il potere spirituale, rappresentato da Terah e Abramo che venivano dopo di lui. Ognuno di loro aveva una forte personalità.

E improvvisamente in un momento particolare, da un particolare punto della sua indagine, Abramo ha osservato con quale rapidità e crudeltà il proprio ego e quello degli altri si era sviluppato. Mentre cercava la forza globale generale che gestisce tutto, Abramo ha scoperto il sistema integrale che gestisce la creazione. La sua domanda essenziale era che tra tutte le cose del mondo, ci deve essere qualcosa in comune che provvede basicamente al principio di unità e porta il mondo verso un particolare obiettivo. Dopo tutto, vediamo come tutto si trasforma, e anche se si riavvolge, allo stesso tempo, continua ad avanzare, come il cerchio di una ruota.

E così da fatti e ricerche, Abramo è riuscito, attraverso sua la forza di volontà, a penetrare questo sistema per mezzo del filtro, dello schermo (Masach). Il filtro è molto semplice; si trova tra di noi. E’ chiaro che l’ingresso nel mondo a venire, la prossima dimensione, si trova in un luogo dove è possibile trovare un ponte tangibile tra le persone, dove il confronto tra di loro scompare e il manifesto adattamento è stato creato, il che significa una tale connessione entro la quale sciogliersi uno nell’altro. In questo momento scoprono una porta di entrata tra di loro, l’accesso nella dimensione successiva; e voi potete entrare in essa.

Non c’è nulla di nuovo qui. Nel nostro mondo ci sono tre componenti: inanimato, vegetale e animato. Per quanto riguarda la persona, se lui è pronto ad annullare il suo ego nei confronti degli altri, superare l’ego e annullarlo insieme ad un’altra persona, allora lui acquista una nuova caratteristica che diventa un entrata nella dimensione successiva.

Domanda: Come ha fatto Abramo a scoprire, dalla sua indagine, che il problema principale si trova tra di noi?

Risposta: Egli vide che l’intero sistema della creazione è integrale e buono e in questo tutte le sue parti si sostengono a vicenda. Sono reciprocamente connesse e unite.

E qui una sola brutta e dannosa “sfumatura” era stata creata, che era la persona con il suo narcisismo. Infatti, egli è una bestia, ma ha un ego. E questo ego lo spinge verso uno sviluppo che non è affatto giusto, dal momento che è contro gli altri, in opposizione a tutto, e in opposizione al inanimato, vegetale e animato. Ciò significa che non è in armonia con loro, in omeostasi. Invece lui va fuori dai suoi confini, strappando e dominando tutto.

Per che cosa? Non è importante. Qual è l’obiettivo? Non vi è alcun obiettivo. E’ solo per soddisfare l’ego che lo sta bruciando dentro.

Abramo capì il sistema globale della natura e l’intento della persona che è assolutamente contrario. Così è diventato chiaro che il problema è all’interno della persona, per cui è necessario portarlo all’armonia, per essere simile alla natura. Come fare questo? Lui ha bisogno di essere orientato verso le giuste relazioni con la natura inanimata, vegetale, e animale, e per di più con gli altri esseri umani, all’interno della società.

Quindi, guardando la natura, Abramo vide un ideale; mentre guardando la persona, lui ha visto il suo opposto. In effetti il suo compito è stato quello di integrare questi due sistemi, e ha capito che tutto il problema sta nella realizzazione del principio, “E tu amerai il prossimo tuo come te stesso.”

La civiltà di Babilonia ha affrontato il processo di globalizzazione, come nel nostro mondo di oggi, e si è rinchiusa crollando su se stessa. Dopo tutto, questa è stata una piccola civiltà, circa tre milioni di persone che vivevano in uno spazio limitato tra i fiumi Tigri ed Eufrate in Mesopotamia.

Casualmente, loro si sono sviluppati fortemente. Da lì sono arrivate l’astrologia ed l’esoterismo, e nacque quello che oggi è chiamata l’era moderna, la nuova era, quindi si sono sviluppati i negozi, i servizi igienici e i sistemi di approvvigionamento idrico. Molti degli abitanti del mondo moderno potrebbero essere invidiosi dei Babilonesi. Tutto era molto ben organizzato, bello e pulito in mezzo a loro. Semplicemente non possiamo nemmeno immaginare come vivevano.

Ma improvvisamente tutto è esploso dall’interno. In meno di 20-30 anni, l’egoismo è scoppiato davanti agli occhi di Abramo, ed i Babilonesi cominciarono ad odiarsi l’un l’altro. Questo è diventato un tipo di globalizzazione in miniatura in cui gli abitanti di Babilonia, che erano strettamente collegati, non potevano più vivere insieme. In grande scala, la stessa cosa sta accadendo anche oggi. Dobbiamo vivere insieme, e d’altra parte, questo è impossibile.

E così l’ego che è scoppiato ha costretto i Babilonesi a costruire una torre fino al cielo. Questa era una naturale, istintiva, espressione diretta dell’io, e la continuazione della sua attività.

E’ stata creata quindi una nuova religione: “Dobbiamo adorare il nostro ego, elevarci al di sopra dei cieli, dobbiamo aprire tutto, raggiungere il benessere generale, e forse anche l’uguaglianza e la fratellanza. Tutto questo è in nostro potere di farlo, “Questo è molto simile al richiamo dell’era moderna: il comunismo, il nazismo, il liberalismo, e il consumismo, a qualunque costo. Erano rappresentate lì tutte insieme.

Dal momento che il processo fu così rapido, produsse una forte agitazione all’interno della società. Si sono create delle grandi fazioni: per Nimrod, contro Nimrod, ecc. Ma Nimrod era un leader molto forte, e Terah, il padre di Abramo, lo serviva, per così dire, era la sua mano destra, come leader spirituale del popolo.

E Abramo, come figlio e studente, doveva andare a seguire lo stesso percorso. Nella storia dell’umanità, la continuità è sempre stata auspicabile, e soprattutto in quei tempi.

Ma qui è successo qualcosa di interessante. Dalla sua indagine, Abraham ha scoperto un quadro completamente diverso e gli divenne chiaro che l’ego è stato dato a noi per manovrarci, ma in modo che noi manovriamo lui, e con il suo aiuto, elevarci al di sopra di esso e ascendere veramente al cielo. Questo non è uno di quei cieli a cui la Torre di Babele ci avrebbe elevato, ma piuttosto un cielo al di sopra del quale noi stessi ci innalziamo, contro di esso, contro il nostro ego che continua a crescere. In altre parole, si trattava di un sistema completamente diverso!

Domanda: Quindi Nimrod, che ha capito che l’ego separa il popolo, ha proposto la separazione, disperdendolo sulla faccia della terra, mentre l’intenzione di Abramo era l’opposto, la connessione e il lavoro con questo ego?

Risposta: Ci sono stati un certo numero di correnti qui. La prima corrente era simile alle inclinazioni moderni: “Nonostante l’ego noi ci batteremo contro la nostra natura. Con l’aiuto della scienza, della cultura e l’istruzione, noi riusciremo ad appiattirla. Non le sarà possibile al ‘cane’ che si trova dentro ognuno di noi di uscire. “

Un altro flusso proclamava il contrario: “Strappate tutti gli altri a pezzi e dominare. In questo modo noi avanzeremo. Tutta la vita è una lotta, egoista e competitiva, ed i forti sopravvivono, come in natura. “In ogni caso, sembra che questo è ciò che sta accadendo in natura.

Domanda: Questa è stata l’intenzione di Nimrod?

Risposta: No. Nimrod pensava che il vero sviluppo della civiltà potrebbe essere raggiunto attraverso l’equilibrio. Ma questo non è stato nell’equilibrio con la natura, ma con l’ego. “Siamo vicini ma non andiamo d’accordo tra di noi come vicini di casa. Qualcuno getta l’immondizia nel posto sbagliato, sbatte la porta, e fa rumore che disturba coloro che dormono, e così via. Quindi ci separeremo e ci incontreremo di volta in volta, e improvvisamente tutto funzionerà tra di noi. Possiamo stare insieme, bere una birra, e ricordarci la nostra vecchia casa comune dove abbiamo fatto a turno per la doccia e il bagno. “

E quindi Nimrod ha pensato che dovevamo separarci. Se siamo separati e ad ognuno le viene dato un piccolo appartamento, abbiamo risolto questo problema. Basta allontanarsi gli uni dagli altri e tutto andrà bene.

Questa decisione è diretta verso la realizzazione e la gestione del processo. Ciò significa, in linea di principio, mantenere il controllo, e in questo modo, risolvere il problema del grande ego e dei conflitti sociali.

Nimrod ha capito che l’ego è un male, ma in accordo a questo, aveva bisogno solo di essere relazionato col fatto che le persone rimangono a livello popolare e allora tutti avrebbero vissuto bene e correttamente insieme.

“Quindi dovremo costruire una piramide che simboleggi sia la connessione tra noi che la separazione, la dispersione.”

Questo non era certo un idea sciocca, questa era una filosofia: “Io non riconosco alcun dio. La globalizzazione e l’integrazione sono derivanti dalla natura, e noi fluiremo in essa senza rinunciare all’ego. Sì, possiamo sviluppare questa civiltà con calma e bene, insieme al nostro crescente ego.”

In sostanza, questo è ciò che anche il capitalismo oggi proclama: Ognuno nella sua casa, nel suo angolo, nella sua area particolare. Questo è mio; questo è tuo. Ognuno ha la sua eredità. Ed esiste anche un governo comune, una struttura nazionale, e così via.

Questo significa che Nimrod rappresenta ogni governo moderno e la percezione moderna in generale. Si può dire, in parte, che il pensiero di Nimrod è stato realizzato: le persone sono state disperse su tutta la terra e cominciarono, come ci viene detto, a parlare in lingue diverse, ed hanno continuato a vivere secondo le leggi dell’ego.

La posizione di Nimrod è molto comprensibile e razionale. Lui ha risolto logicamente il problema che si era creato. E Abramo uscì con un pensiero rivoluzionario assolutamente diverso che è derivato dal raggiungere la caratteristica interiore della natura.

Oggi abbiamo di nuovo incontrato lo stesso problema, ma non c’è nessun posto dove scappare. L’ego è cresciuto e siamo quindi bloccati, legati, gli uni agli altri, ed è impossibile separarci. Se ci fossero stati diversi pianeti vicini supplementari e un “ponte” per raggiungerli, avremo fatto di nuovo lo stesso tentativo. Ma noi abbiamo un solo pianeta Terra e ora non abbiamo altra scelta, dobbiamo risolvere il problema attraverso il metodo di Abramo.

Oggi, le forze della separazione e del disimpegno sono in crescita. Inoltre, le famiglie divorziano, molti bambini vivono separati dai loro genitori, ecc. Ognuno è alla ricerca di qualche angolo per se stesso e per essere distaccato da tutti i presenti.

E ciò che è interessante è che ci sono così tanti posti nel mondo! Nei miei voli sopra il nostro pianeta vedo chiaramente che l’umanità occupa solo poche percentuali di tutte le zone del pianeta. Ma la gente non può vivere lontano gli uni dagli altri. Essi semplicemente non possono. Questo significa che abbiamo raggiunto una situazione in cui l’idea non è più quella di trovare una zona da colonizzare, né di distanziarci fisicamente. Oggi siamo legati molto strettamente.

Quindi Abramo inizia dimostrare la sua teoria. Chiaramente, sembrava illogica e innaturale. In realtà, è stato impossibile dimostrarla.

Ma vi è una logica superiore in essa. Dopo tutto, Nimrod, in linea di principio, non offriva una soluzione assoluta e definitiva al problema. Egli diceva: “Noi, con l’ego che sta crescendo naturalmente dentro di noi, dobbiamo solo disperderci un po ‘.”

E Abramo disse: “Questo non ci aiuterà, perché l’ego è in crescita con un obiettivo assolutamente diverso, in modo che saremo in grado di salirci al di sopra di esso! Non dobbiamo disperderci in tutte le direzioni; piuttosto, passeremo sopra l’ego per usarlo specificamente per collegarci l’uno con l’altro, cosicché l’ego sarà utilizzato da noi come un ‘aiuto contro,’ il che significa che ci obbligherà a salirci sopra di esso. “

E’ difficile capire questo e essere d’accordo. Ma se farete questo, di fatto, sarete collegati con tutta la natura globale. Si tratta di una conclusione chiara e logica: Si diventa parte integrante della natura, perché si è collegati con tutta l’umanità e diventerete come la natura inanimata, vegetale, e animale. Solo che a differenza di questa, avrete raggiunto questo stato integrale generale attraverso il proprio potere.

Quindi comincerete a sentire la natura generale, la sua legge generale, e il potere generale che si chiama il Creatore. E andrete verso il successivo livello di sviluppo al di sopra dell’ego. Ora sentirete il mondo, non attraverso i vostri occhi fisici, non attraverso le vie animalesche, i sensi corporei, ma inizierete a sentirlo per mezzo di una nuova logica, per mezzo di nuovi desideri, che non sono bestiali, non con un volto egoistico, ma da un livello veramente umano.

In conclusione, tutte le civiltà moderne sono emerse da Babilonia. Babilonia è la base di tutte le nostre civiltà, e, inoltre, di tutto il nostro sviluppo spirituale.
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Da Kab.TV, “Babilonia Ieri e Oggi” 18.08.2014

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Un Gruppo di Dieci è pari ad un’intera unità spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel prossimo Congresso di San Pietroburgo dovremo fare del lavoro in gruppi di dieci. Il gruppo di dieci dovrebbe stare assieme tutto il tempo anche durante i pasti, durante i meeting, i workshop e le lezioni?

Risposta: Non vedo motivo per andare in giro in gruppi di dieci dandosi la mano.
Un gruppo di dieci è considerata un unità spirituale. In ebraico si dice Minyan. C’è una condizione per cui non si dovrebbe pregare se non in gruppi di dieci. Questo significa che non puoi chiamare il Creatore se non sei in un gruppo di dieci. Quindi, i gruppi di dieci sono essenziali in tutti i nostri eventi.

Durante gli incontri degli amici tutti sono presenti: gli uomini nei circoli interni e le donne in quelli esterni. Dobbiamo sempre enfatizzare che siamo assieme con tutta l’umanità, con l’intero gruppo mondiale.

I gruppi di dieci non devono mostrare un loro proprio eccessivo individualismo. Il loro ruolo principale è di coltivare l’intenzione. Ci siamo riuniti quì per poterci unire tutti assieme, in modo tale che unità identiche alle nostre si connettano in un’unica grande unità che è uguale al Creatore.

Un gruppo di dieci è quanto ti innalza al prossimo livello; E’ una derivata. Quelli che hanno studiato analisi matematica sanno che l’abbassarsi della derivata significa rottura e morte. Se un gruppo di dieci si rompe, non puoi più innalzarti al prossimo livello.

Quindi, dovremmo fare tutto quello che possiamo affinchè i gruppi di dieci rimangano intatti anche mentre siamo coinvolti in diversi compiti in cucina o in qualsiasi altro servizio. Questa è una cosa importante
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Dalla Preparazione in Webinar per il congresso, 9.09.2014

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Che cos’è l’uguaglianza?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cos’è l’uguaglianza? Una persona nasce, viene in questo mondo, e tutto quello che vede, proprio tutto, è assolutamente diviso e separato, ad iniziare da quello che sente all’interno e per finire con quanto vede all’esterno. Ma nonostante tutto questo c’è per ciascuna persona un particolare desiderio di uguaglianza. Da dove viene?

Risposta: Tutte le nostre caratteristiche osservazioni, situazioni e leggi vengono da un solo stato, lo stato di unità, lo stato del sistema integrale , analogico nel quale ci troviamo .

Il Sistema integrale si costruisce sul principio della completa dipendenza di ciascuno dagli altri. Questo significa che tutti noi siamo uguali. Forse per una persona alcuni parametri sono migliaia di volte più grandi di quelli di un altro ma se il sistema è completamente connesso, allora in qualche modo la superiorità di questa grande persona dipende da qualcun altro molto piccolo. Questo per via del fatto che l’intero sistema è integrale e se avviene un qualche minimo disturbo al suo interno allora fallisce completamente! Questo è il principio dell’uguaglianza.

Questo principio non si basa su quello che eri tu od ero io sin dall’inizio. Si basa su quanto dobbiamo raggiungere per portare il sistema ad uno stato integrale sotto la nostra influenza. In altre parole, la Natura ha creato un sistema integrale e poi ha creato noi completamente opposti a questo stato.
Il nostro ruolo è di raggiungere uno stato ideale, senza riguardo al fatto che alcuni di noi sono grandi o piccoli, saggi, pazzi, deboli o forti. Tutti noi dobbiamo raggiungere la dipendenza mutua gli uni per gli altri. Solo in questo caso scopriremo che siamo completamente uguali.

Tutto deriva dal principio che l’interezza del sistema è nel suo stato iniziale o in quello finale. E noi che siamo nel mezzo dobbiamo portarlo al suo ideale attraverso i nostri sforzi. Da qui derivano tutte le leggi di cooperazione mutua in un gruppo, in una collettività, in una società, nell’intera umanità.
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Da Kab.TV “Un discorso a Riguardo del Metodo Integrale” 7.09.2014

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Un varco nel muro

Dr. Michael LaitmanPer entrare nel mondo spirituale, una persona ha bisogno di essere dotato di desiderio, e il desiderio spirituale è il desiderio di unità. La nostra unità è quel luogo stesso in cui si trova il mondo spirituale.

Ci sei tu ed io. Se una persona sente solo se stesso, sperimenta il mondo corporeo e vive nel suo ambiente. Però vogliamo coprire il divario e cominciamo a stabilire la connessione tra di noi. Mi sforzo per i tuoi desideri (1) a riceverli (2) e sentirli come i miei. Per questo motivo, mi volto verso la Luce come qualcosa di esterno anche se, pure, risiede tra di noi. La Luce mi da la forza per unirmi con te, e in quest’unificazione all’improvviso scopro qualcosa di nuovo.

Quando diventiamo vicini e lavoriamo insieme in Arvut (responsabilità reciproca, garanzia reciproca), una dimensione più profonda si rivela in me come se fosse nella nostra unità, apre un’apertura nel mondo superiore.

Baal HaSulam descrive questo come segue: se sentiamo che fra noi ci sono delle mura che non ci permettono di collegarci l’uno nell’altro, se vogliamo rompere questo muro e chiediamo per questo, poi la Luce discende e fa un’apertura in esso. A differenza di una porta, si apre all’improvviso e solo in quel momento si vede ciò che era stato inizialmente “previsto” lì.

Di conseguenza, si entra nel desiderio di un altro che diventa come il tuo. Questa entrata è la stessa uscita sul gradino più alto: il Kli che hai attaccato a te stesso risulta essere il tuo mondo nuovamente guadagnato. In questo modo, si collega sempre di più a nuovi Kelim, o le anime, e così facendo, espandi il tuo mondo. Si continua a salire sui 125 gradini della scala spirituale, significa unirsi con tutti i desideri, nonostante il vostro egoismo e l’odio.

Pertanto, si scopre che si acquisisce la Luce nel desiderio di un altro quando si desidera eseguire dazione a lui. Si soddisfa il desiderio di un altro, e per te, si scopre di essere nella Luce Superiore.
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 22.10.2010

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Un uomo sposato ed una donna non sposata possono discutere della grandezza dello scopo nello stesso cerchio?

Risposta: Questo non è facile ma è possibile parlare della saggezza della Kabbalah con tutti gli altri ed orientarsi in modo che la differenza tra uomini e donne scompaia, con chi ti stai rapportando, come e perché.

Ma questo richiede un lavoro serio e costante. La spiritualità richiede del tempo a sé, la materialità va gestita separatamente. E’ necessario dare al corpo ciò di cui esso ha bisogno. Tutto dipende da chi sono le persone coinvolte, quali sono le connessioni e le situazioni.

Io penso che comunque sia meglio condurre le discussioni in cerchi separati, per evitare i problemi che possono verificarsi tra i sessi e che possono molto facilmente allontanare le persone dallo scopo, confonderle ed impedire loro di staccarsi da pensieri ossessivi, che disturbano. In generale può venir fuori ogni genere di dispute, questioni, discorsi.

Sono d’accordo che tutti debbano avere uguali diritti ma non facciamo confusione. Diamo alle donne la possibilità di scegliere in ogni ambito, dimostriamo loro attenzione e rispetto, in nessun caso dobbiamo mancare loro di rispetto.

Rispettiamo la loro disponibilità ad investire se stesse per lo scopo comune, chiedete loro di aiutarvi così che non vi distraggano; sono più forti degli uomini da questo punto di vista.

E le donne devono comprendere che la purezza e la moralità del gruppo sono nelle loro mani. Se vogliono, possono comportarsi in modo che gli uomini non le guardino neanche. In questo modo avrete sicuramente un gruppo valido e forte.
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Congresso di San Pietroburgo: Sentire la nostra natura primaria

Dr. Michael LaitmanUna delle Lezioni previste per il congresso di San Pietroburgo si chiama “il ciclo dell’ego nella natura.” C’è qualcos’altro in natura, ma cosa?

Ognuno dovrebbe tirare tutto il suo ego fuori e ci dirci quanto ama trattare con esso, come uno scarabeo stercorario. Non dobbiamo piangere o battere il nostro petto, ma seriamente e normalmente sentire ciò che il Creatore ci dice: “Ho creato l’inclinazione al male; Ho creato la Torà come spezia.”

Dobbiamo tirare fuori tutto quello che c’è in noi e comporre una canzone su come siamo brutti dentro e quanto amiamo la nostra bruttezza. La nostra avidità, la menzogna interiore, e la nostra incapacità di vedere la verità, la nostra incapacità di amare e di donare dovrebbero essere espressi in questa canzone.

Dobbiamo sentirla così bene che saremo davvero disgustati da noi stessi, ma la cosa più importante nella rivelazione dei nostri attributi primari terribili è che non ci permettono di unirci.

Domanda: Cerchiamo sempre di concludere la giornata in modo positivo. Ma in questo caso non è meglio se ognuno va a dormire sentendosi distrutto, sotto l’impressione dell’ego rivelato?

Risposta: No, credo che la rivelazione della nostra interiorità marcia dovrebbe deliziarci. Dopo tutto, abbiamo finalmente capito qual è la nostra malattia, come una persona che scopre il motivo del suo stato di malessere. Il giorno dopo lui verrà e prendere la medicina, conoscendo il motivo esatto, e ne sarà contento di questo.
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Dal Congresso di Sochi 25.08.2014 , Lezione 4

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Per prima cosa la Volontà

Dr. Michael LaitmanDomanda: In uno dei nostri incontri sei o sette anni fa, hai detto che se avessimo continuato a studiare la saggezza della Kabbalah e accelerato i nostri sforzi, questo fatto ci avrebbe portati alla fine ad incontrare il Creatore, alla fine della correzione. E’ cambiato qualcosa da allora?

Risposta: Durante questo periodo, abbiamo attraversato innumerevoli cambiamenti che non si potevano nemmeno immaginare. Non lo vedi come sta cambiando il mondo? Cinque anni fa, abbiamo detto, “Guardate cosa succederà tra un anno”. Infatti, non è stato in un anno ma in cinque anni, ma è successo. Se fosse stato prima, sarebbe stato meglio, naturalmente, ma il mondo non può fare niente.

Il punto non è il mondo, ma noi. Noi siamo i soli a poter accelerare il nostro sviluppo. Il mondo è soltanto materia, e non c’è niente in esso. Le persone cresceranno e cambieranno in base a come le “sfameremo”, ma noi attraversiamo tutti i cambiamenti sapendo quello che facciamo.

Qui, la preoccupazione e la percezione e il riconoscimento che abbiamo dentro di noi di ciò che ci sta succedendo sono essenziali, ma ci vuole tempo perché stiamo sprecando le nostre risorse in azioni che sono totalmente inutili ed inefficaci.

Se chiariremo correttamente quello che sta succedendo tra di noi solo nella percezione del nostro avvicinarci o allontanarci, nella nostra giusta inclinazione diretta a creare le basi spirituali per la percezione del Creatore e per unirci a Lui, inizieremo ad avanzare più velocemente. Dobbiamo provare a cercare l’ascolto interiore e la vista interiore, i sensi interiori. Tuttavia, questi sensi non si trovano in ognuno di noi, ma tra di noi, poiché non sono sensi corporali ma sono, di fatto, dei sensi integrali che si manifestano nella connessione tra di noi.

Se non c’è una connessione di questo genere, significa che non ci sono questi sensi, ma, nel momento in cui ci sarà una connessione, dei nuovi corpi spirituali inizieranno ad apparire tra di noi proprio come la materia ha iniziato a svilupparsi in passato. I nostri sensi corporali, spirituali piano piano si sono sviluppati in questi corpi spirituali in modo che l’entità generale chiamata “l’anima” potesse manifestarsi.

Questo è ciò che dobbiamo sviluppare, e ci stiamo avvicinando a questa cosa almeno nella nostra presa di coscienza e nelle nostre sensazioni. Precedentemente, non riuscivo a trasmettere alcuna sensazione e alcun pensiero in parole, ma adesso posso perché voi state già facendo esperienza degli stati relativi. Lo riuscite già a comprendere e a vivere.

Ora, possiamo meglio comprenderci tra di noi e giustificarci indipendentemente dallo stato in cui si trova l’altro, poiché noi stessi abbiamo attraversato gli stessi stati: discesa, distacco, debolezza, umiltà e così via.

A meno che non riusciamo a giustificare ogni stato che l’altro attraversa, non saremo pronti per la connessione con il Creatore poiché, nel complesso, è il Creatore che mette insieme tutti questi stati dentro di noi, e noi dobbiamo giustificare tutte le Sue azioni e, dunque, anche tutte le nostre azioni. Non è una cosa facile.

Io ho visto come il mio maestro, il Rabash, ha attraversato questi stati. Sembrava un santo! Invece, in sostanza, a me sembrava tutt’altra cosa, ed io non riuscivo a fare niente contro questa mia sensazione, fino a quando non ho capito che era il Creatore che stava facendo tutto questo a lui per me, non succedeva nemmeno a lui ma nella mia consapevolezza poiché il mondo intero è dentro di me.

Tuttavia, siamo già arrivati vicini a comprendere, a riconoscere, e a giustificare questi stati. Siamo pronti per questi stati, e poi possiamo viverli e accettarli. Questa è una cosa molto importante.
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Da una Conversazione durante un Pasto al Congresso di Toronto del 08.04.2014

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Le azioni pratiche determinano il risultato

Domanda: Quando vengo a pregare in disperazione totale, devo chiedere di cambiare, io ho bisogno di chiedere che un amico avanzerà spiritualmente?

Risposta: Le preghiere sono chiamate il desiderio del cuore, il desiderio incontrollato del cuore. Posso dire quello che voglio, nulla aiuterà, sono soltanto i movimenti delle labbra. Potrei danzare, piangere, o rotolare per terra; questo non produce alcun risultato. La cosa principale è che cosa sto provando nella profondità del mio cuore.

Un desiderio è chiamato cuore e la quarta fase del mio desiderio è quello nascosto da me. A volte quando è rivelato, mi fa tremare. E questo aspetto è sentito dalla Luce, la contatta, perché è come il nome di quattro lettere del Creatore.

L’ultima fase si trova effettivamente in contatto con la fase superiore di Keter. Un anelito di connessione appare in essa che è opposta a quella di “Keter”: Una delle due vuole avere il controllo completamente (in qual caso questa fase è chiamata “Faraone” che vuole tenere la Luce dentro di sé), o l’opposto, che vuole somigliare a “Keter, ” la caratteristica di dazione.

Non abbiamo nessun controllo su questa fase, infatti non la intuiamo e non la sentiamo. Qui sono necessarie tutti i tipi di azioni pratiche! Non si tratta solo di sedere e meditare; la saggezza della Kabbalah non lo riconosce! Tutto questo non esiste! Puoi andare profondamente dentro di te, pensare che puoi avere tutti i tipi di intenzioni, ma tutte queste sono indagini interiori che sono determinate in definitiva dal lavoro preliminare e dal lavoro che ne consegue. Queste investigazioni sono obbligatorie solo per capire cosa ho ottenuto, quanto posso sentire quello che sono nel momento presente.

Allora, se noi vogliamo veramente evocare la Luce circostante su di noi, è necessaria un’azione; il risultato, l’influenza della Luce che da’ forma al corretto anelito del nostro desiderio nel suo ultimo aspetto. Come è scritto, “Il Creatore mette la preghiera nella mia bocca”. Anche se la persona non sta pensando a niente, ma meccanicamente effettua ciò che è necessario, alla fine, i suoi normali pensieri si trasformano in pensieri meravigliosi.

E il contrario è anche vero. Esiste il monito: “La sua saggezza è superiore alle sue azioni”. Questo non è consentito! Si ritiene che quando la saggezza di una persona supera i suoi atti, si uccide spiritualmente. Tutti tipi di filosofie, le intenzioni, i pensieri, che studiano dalla mattina alla sera non sono buoni. Il nostro mondo è un mondo di azioni. Ci troviamo nella fase finale del mondo di Assiya, tradotto come “azione”.
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Dal Congresso di San Pietroburgo “Giorno Due” 13.07.2013, Lezione 3

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La connessione con la Luce

Ci sono due fasi nello sviluppo umano: la più alta e la più bassa. Inoltre, noi (NOI) rappresentiamo la fase più elevata perché abbiamo il punto nel cuore (•). Ci preoccupiamo dello sviluppo; sentiamo e capiamo la sua importanza; ce ne prendiamo cura; non ne siamo indifferenti; abbiamo una connessione con la Luce, che non conosciamo da noi.

Invece, l’umanità non ha alcun contatto diretto con la Luce, e gli uomini vivono sullo schema della nostra civiltà, prendendosi cura delle necessità comuni per il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere e la conoscenza. Gli uomini non hanno bisogno di niente altro.

Tuttavia, oggi c’è una situazione speciale: il mondo sta sprofondando nella crisi. Praticamente, tutti la sentono e non possono farci niente. Qui, noi dovremmo capire che questa crisi è provocata dal fermo approccio della Luce, che si manifesta in noi, svalutando l’istituzione della famiglia, distruggendo l’educazione dei bambini, negandoci l’empatia nelle relazioni tra le persone, ed indebolendoci. In generale, i molti aspetti della crisi ci portano ad un punto in cui il precedente benessere e le vecchie abitudini sembrano “scivolarci tra le mani come acqua”. Questo succede perché non siamo capaci di entrare in contatto, in connessione, con la Luce che viene rivelata sempre di più.

Quindi, abbiamo una ragione per metterci in contatto con gli uomini e spiegare loro perché si sentono male. Baal HaSulam a questo riguardo scrive che dobbiamo diventare un “regno di sacerdoti”, per entrare in contatto con gli uomini e per dire loro come correggere la situazione, come fronteggiare la crisi. Infatti, l’uscita dalla crisi è nell’unione (Σ) attraverso il metodo dell’educazione integrale(∫).

Se ci uniremo, la crisi scomparirà perché nella nostra unione incominceremo a rivelare la Luce. Spetta a noi, adesso, ma non ce la facciamo; è sempre più occultata, e di conseguenza, percepiamo una crescente oscurità. Se eguagliamo la Luce, allora la manifestiamo nella sua qualità originale, illuminiamo la vita con il bene, che costruisce tutte le connessioni tra di noi e ci appaga.

In questo modo, abbiamo solamente due semplici opportunità:

  • O ci uniamo, diventando uguali alla Luce, di modo che venga rivelata in noi;
  • o non ci uniamo, e allora la Luce sarà rivelata comunque, ma a suo tempo, lungo il cammino del dolore e della sofferenza, che sono la causa della nostra crescente divergenza tra la Luce e noi.

Tuttavia, la stessa umanità non riesce a comprendere il metodo della correzione e non riesce a percepire qualcosa perché non possiede la cosa più importante, il punto nel cuore. Quindi, dipende da noi: grazie al punto nel cuore, abbiamo una connessione con la Luce. Quindi, per l’appunto, dobbiamo diventare un punto di connessione tra la Luce e l’umanità intera.

Inoltre, in tutte le generazioni da Adamo fino ad ora, i Kabbalisti hanno creato solamente specifici gruppi, oggi, ma non è abbastanza. In passato, il potere spirituale del gruppo era sufficiente per rivelare la Luce. Ci sono stati vari periodi in cui i gruppi erano composti da alcuni uomini solamente, e poi dozzine, e centinaia, e migliaia. Ad ogni modo, noi dobbiamo integrare i nostri piccoli gruppi in tutti gli altri uomini.

Noi, il nostro gruppo, non possiamo ottenere la connessione con la Luce se non prendiamo in considerazione tutta l’umanità. Abbiamo un grande desiderio e tuttavia non siamo in grado di realizzarlo. Gli anni passano e noi siamo apparentemente “inattivi”. Inseriti nei nostri gruppi, siamo come un cane che corre su se stesso per prendersi la coda. Mettiamo in campo sforzi giganteschi e riscuotiamo piccoli effetti.

Perché? Perché ci manca il bisogno, la sensazione della necessità. Non abbiamo la grande mancanza con la quale potremmo raggiungere la Luce. Non l’ avremo, non importa quanto duramente lavoriamo.

Questa è la ragione per cui i gruppi “stanno a galla” da anni. I gruppi devono avere tutta l’umanità connessa ad essi, non miliardi di persone tutte insieme, ma è necessario iniziare a lavorare in questa direzione. I gruppi devono “rivolgersi alle masse” e connetterle a noi.

Allora in risposta, avremo un grande desiderio, un grande bisogno. Sì, si tratta solamente di un semplice bisogno naturale “terreno” che si basa sulle necessità ordinarie; in questo modo, trasformeremo il tutto in un impulso spirituale e chiederemo al Creatore l’appagamento spirituale. Noi eleviamo il loro desiderio e chiediamo: “Dacci la Luce! Dacci l’unione!”. Questo desiderio spirituale risveglia la Luce che in risposta ci influenza, viene rivelata in noi, e noi la portiamo agli uomini.

Così facendo, questa Luce risolverà tutti i problemi. Nel nostro mondo non ci manca niente se non la connessione tra le persone. Attraverso la corretta interconnessione, saremo in grado di gestire tutto. La sola cosa che ci serve è di costruire correttamente le relazioni tra di noi.
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Dal Congresso virtuale  “One America”  16.11.2013, Lezione 1

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