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Perché la Pasqua ebraica è importante oggi?

I Kabbalisti hanno un legame con la Pasqua importantissimo perché essa rappresenta l’uscita dalla nostra natura egoistica, dal desiderio di trarre vantaggi a spese degli altri e della natura, a causa del quale siamo separati dalla percezione dell’eterna e intera realtà in cui esistiamo.

Abbandonare la nostra ristretta percezione egoistica per passare a una percezione in cui esistiamo in una connessione positiva comune è l’inizio del cammino spirituale. Più ci evolviamo, più sentiamo che la nostra natura egoistica ci soffoca, portandoci a un crescente intrico di problemi e crisi.

Perché? Per far crescere in noi un nuovo desiderio: sottrarci alla nostra chiusura egoistica per andare verso un nuovo stato di connessione umana positiva.

Nel linguaggio della Kabbalah, questo cambiamento è descritto come il ripristino del vaso comune di Adam HaRishon, il nostro ritorno a un’anima comune in cui ci sentiamo tutti, tutta l’umanità, come parti di un unico enorme desiderio ricolmo di un’immensa forza d’amore e di dazione, che ci lega insieme in completa armonia.

È per questo motivo che i Kabbalisti considerano la Pasqua la più importante di tutte le festività. La parola che indica la Pasqua in ebraico, “Pesach“, significa “saltare” (pasach). Fare un salto significa passare da uno stato di ricezione egoistica a una dazione altruistica.

È davvero una festa speciale, in cui usciamo dal nostro egoismo e iniziamo un affascinante viaggio nel mondo spirituale.

Prepararsi alla Pasqua significa predisporre il nostro desiderio di voler includere tutti insieme come uno, che ciascuno esaudisca il proprio anelito più profondo, che i nostri pensieri e le nostre aspirazioni siano rivolti verso una meta puramente spirituale: connetterci tra di noi e con il Bore, la forza d’amore e di dazione che ci unisce.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

 

L’amore incondizionato può esistere in una coppia?

L’amore incondizionato può esistere in una coppia se entrambe le parti lavorano per raggiungerlo.

L’amore si basa sulle concessioni reciproche, sul cedere l’uno all’altro e sul trovare gioia nel farlo. Quando amiamo il nostro partner, non pretendiamo da lui attenzioni o cure particolari. Al contrario, godiamo del piacere che riceviamo dal sacrificarci per il suo bene.

Questo piacere è simile alla sensazione di soddisfazione che proviamo quando regaliamo qualcosa ai nostri figli. Però i nostri figli sono naturalmente più vicini a noi perché li sentiamo come parte di noi. Con i nostri partner, invece, siamo separati nei nostri desideri e nelle nostre opinioni, ma correggendo l’amore tra di noi, possiamo colmare questa separazione.

Per natura, ci concentriamo soprattutto sui nostri desideri, senza considerare quelli del partner. In altre parole, ci rapportiamo ai nostri desideri con un livello di importanza maggiore rispetto a quelli del nostro partner.  Per passare da questo stato di egocentrismo naturale a uno stato di amore, dobbiamo fondere i nostri desideri in modo che aderiscano come un unico desiderio. Nella saggezza della Kabbalah, questa condizione per raggiungere l’amore è descritta con la frase: “Rendi i tuoi desideri come i Suoi, in modo che Lui possa rendere  i Suoi desideri come i tuoi”. Tale amore è l’amore che si realizza tra la creazione, che è un desiderio di godere, e il Bore, la forza sorgente dell’amore, della dazione e della connessione. Unendo i nostri desideri in un unico desiderio, quando diamo priorità alla realizzazione dei desideri degli altri rispetto ai nostri, raggiungiamo uno stato che la Kabbalah descrive come “marito e moglie, e la Divinità tra loro”. In altre parole, abbiamo bisogno che la forza dell’amore stesso entri nelle nostre connessioni per essere in grado di amare veramente gli altri, di mirare a beneficiare gli altri da fuori senza voler ricevere nulla in cambio.

Il raggiungimento di un amore tale, richiede un’educazione centrata sulla connessione. In altre parole, dobbiamo metterci sotto l’influenza dell’apprendimento, della guida, degli esercizi e delle influenze sociali, culturali e mediatiche che descrivono la natura, la necessità e l’importanza di raggiungere uno stato d’amore.

Dobbiamo capire che usare i nostri cari e le nostre famiglie per trarre vantaggio principalmente per noi stessi alla fine non porta né gioia né amore. L’unico modo per trovare un appagamento vero e duraturo è imparare ad amare correttamente, dando la priorità al beneficio degli altri rispetto a quello di se stessi e diventando disposti a rinunciare ai propri desideri per soddisfare quelli degli altri.

Possiamo portare gioia agli altri e a noi stessi donando incessantemente. Questo modus operandi altruistico sarebbe una fonte di appagamento perenne. In altre parole, puntando a soddisfare gli altri, ci inseriamo in un ciclo che ci restituisce positivamente sentimenti di amore assoluto ed eterno, oltre che di vita eterna. Invece di cercare di consumare tutto per noi stessi, possiamo portare vita a tutti coloro che ci circondano con il nostro amore. Questo ci permetterebbe di ascendere a una dimensione superiore dove sperimentare il Paradiso in Terra, una vita eterna e perfetta.

Per quanto riguarda i nostri partner, dovremmo spostare la nostra attenzione dalla ricerca dell’amore alla costruzione dell’amore. Dobbiamo smettere di aspettarci che le persone agiscano in modo straordinario nei nostri confronti e trovare invece partner che condividano un obiettivo comune e la comprensione di cosa sia il vero amore. Possiamo quindi entrare nel processo di apprendimento e di pratica della realizzazione del vero amore insieme ai nostri partner.

 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Un messaggio speciale per la Giornata Internazionale della Donna


Care Donne,

In questa Giornata Internazionale della Donna, per quanto io possa dire “Grazie” alle donne di tutto il mondo, non posso esprimere la vera gratitudine per il vostro immenso e costante contributo.

Mentre nuvole grigie si addensano sul nostro mondo con forze divisive che lacerano ogni sfera delle relazioni umane, diventa sempre più chiaro che se il mondo si sviluppasse secondo il desiderio delle donne, allora vivremmo in un mondo completamente diverso.

Le fonti Kabalistiche scrivono che è grazie alle donne giuste che siamo riusciti a uscire dall’Egitto. “Egitto” in questo contesto non ha nulla a che fare con la posizione geografica. Piuttosto, esso simbolizza la natura umana egoistica che sta dietro le nostre divisioni, i nostri conflitti e le guerre. Pertanto, spero sinceramente che il vostro desiderio aiuti l’umanità a superare la sua natura egoistica e che possiate avere un maggiore impatto positivo nel mondo.

Voi avete la capacità speciale di capire cosa significa prendersi cura del futuro del mondo e della prossima generazione di bambini e di famiglie. Per il momento, non riusciamo a comprendere l’intera portata della dipendenza del mondo da voi, ma più passiamo a un mondo sempre più interconnesso e interdipendente, più vedremo quanto dipendiamo tutti da voi.

Io spero quindi che desideriate che i cuori di tutti si aprano gli uni agli altri finché non scopriremo come possiamo vivere tutti insieme in armonia e in pace.

Qual è la definizione cabalistica di luce?

La luce è la forza della natura che influenza, governa, permea e anima ogni cosa. Tutte le altre forze che osserviamo in natura derivano da essa.

Sentiamo la luce come una fonte di bontà, una legge della natura, una forza potente e un grande piacere o appagamento.

 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Esiste un fato o un destino?

Sì, abbiamo un destino. Cioè, viviamo in una realtà predeterminata.

Ognuno di noi ha un destino diverso che ci fa attraversare i vari stati della vita a ritmi diversi. Per esempio, c’è chi vive una vita semplice, senza fare altro che lavorare per provvedere a se stesso e alla propria famiglia fino alla morte, e poi c’è chi subisce molti più cambiamenti nel corso della vita. Non si capisce perché ad alcuni vada in un modo e ad altri in un altro.

Secondo la saggezza della Kabbalah, il destino di ogni persona dipende dalla struttura interna dell’anima di cui siamo tutti parte.

Contenuti scritti ed editati da studenti basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Come far sì che gli altri si aprano con te

La saggezza della Kabbalah è tutta incentrata sull’unione delle persone.

La connessione umana ha un’importanza primaria nel metodo,  diventare un Kabbalista significa diventare esperto della connessione umana positiva.

Per esempio, capisco ogni persona con cui ho parlato, e ho parlato con migliaia di persone. In ogni persona trovo una parte di essa in me. Può essere un nemico, un antisemita, un nazista, un ubriaco, una persona molto rozza, un ladro o un mafioso. Ritrovo in me le stesse caratteristiche che hanno loro. Non è che io sia un ladro incallito che dedica la sua vita ai furti, ma questa modalità esiste in me.

È necessario che io faccia sentire agli altri che li capisco. E potrebbe anche trattarsi del criminale più terribile: devo dimostrare loro che li capisco, che posso in qualche modo mettermi nei loro panni, capire da dove vengono e giustificare il fatto che sarei diventato come loro, date le situazioni che hanno vissuto. Quando ti metti in relazione con una parte di altre persone in te, puoi parlare facilmente con chiunque.

Mi mostrate una persona al mondo in cui non sono incluso?  Nella saggezza della Kabbalah impariamo, che vi piaccia o no, dall’alto al basso e in tutte le direzioni, che siete parte integrale di tutte le anime. Allo stesso modo, voi includete tutte le opinioni e i discernimenti delle anime. Le altre persone dovrebbero quindi sentire questa inclusione quando parlano con voi.

Comprendere Torah e Mitzvot spirituali

Forse la misura chiave della propria devozione religiosa è il grado di osservanza dei comandamenti della propria confessione. Nell’Ebraismo ortodosso, ciò può significare l’osservanza di determinate regole alimentari o la recita di determinate preghiere di ringraziamento in certi momenti o situazioni della giornata. Per i Musulmani può essere osservare il digiuno del Ramadan e recarsi in pellegrinaggio alla Mecca, mentre per i Cristiani può essere andare in chiesa la domenica o, se si è Cattolici, confessarsi.

Nell’Ebraismo, i comandamenti sono chiamati Mitzvot e una persona è considerata religiosa quando osserva ciò che è chiamato Torah e Mitzvot, cioè le Mitzvot che sono scritte nella Torah, i libri dell’Antico Testamento, e le regole che sono state stabilite in seguito e sono state dettagliate in testi successivi.

Molte persone considerano la saggezza della Kabbalah un ramo dell’ Ebraismo, o come una parte esoterica o mistica dell’Ebraismo. Alcuni la considerano addirittura come una religione vera e propria. Come kabbalista che ha ricevuto la sua conoscenza dalla fonte più autorevole,  RABASH, il figlio primogenito e successore di Baal HaSulam, posso dirvi che non è nessuna di queste cose.  La Kabbalah è un approccio scientifico alla vita. Insegna le leggi fondamentali dell’esistenza e dice cosa ci si può aspettare se le si segue. Tuttavia, lascia a voi il compito di sperimentare su voi stessi e scoprire se le leggi che insegna sono corrette o meno.

La Kabbalah quindi non è una religione, e certamente non è misticismo. Si tratta di un metodo rigoroso che si differenzia dalla scienza naturale soltanto nel fatto che il soggetto dell’esperimento è lo sperimentatore.  In altre parole, nella saggezza della Kabbalah, l’osservatore e l’osservato sono la stessa cosa. 

La scienza della Kabbalah precede la religione.  La religione ebraica che conosciamo oggi si è evoluta negli ultimi secoli della presenza di Israele nel Regno di  Giuda, circa 2.000 anni fa. La saggezza della Kabbalah iniziò con il Libro dell’Angelo Raziel, attribuito all’Adamo biblico, ma in maniera ancora più significativa con gli insegnamenti di Abramo. Anche Abramo scrisse libri, ma l’unico giunto fino a noi  è Sefer Yetzira [Il libro della Creazione].

Capire che la Kabbalah è un metodo scientifico è importante perché uno dei suoi concetti chiave è quello di Torah e Mitzvot. Tuttavia, la Torah e le Mitzvot di cui parla la Kabbalah non hanno nulla a che vedere con la Torah e le Mitzvot di cui parla l’Ebraismo.

Nella saggezza della Kabbalah, la Torah è semplicemente una legge generale della realtà.  Tutte le galassie, stelle, pianeti, tutte le persone e tutto ciò che esiste, seguono  un certo codice di leggi.  Il codice di leggi è chiamato Torah.  La parola Torah ha diverse origini, ma una  è hora’a, che significa istruzione.  Quindi, le leggi di comportamento di ogni cosa che esiste sono chiamate Torah. 

Dentro la realtà che rispetta le leggi della Torah ci sono le persone. Le persone conducono le loro vite in certi modi, pensano  pensieri diversi, e hanno ogni tipo di intenzione dietro le loro azioni. Quando conducono le loro vite secondo la legge comune della realtà, ovvero la Torah, si ritiene che seguano l’imperativo della natura [tzivui].  Questa è l’origine della parola Mitzvot   [comandamenti]. 

Ogni religione promette che se si osservano le sue Mitzvot, la vita sarà buona. La Kabbalah dice la stessa cosa, ma per una ragione molto diversa. Nella Kabbalah non c’è alcuna divinità suprema che ci premia per aver obbedito ai suoi comandamenti.  Tutto ciò che esiste sono le leggi della Torah, le leggi della realtà.  Se viviamo secondo queste leggi, la nostra vita diventa confortevole.  È come remare controcorrente o verso valle: verso valle è come obbedire alle leggi della realtà, e controcorrente significa opporsi ad esse, come facciamo attualmente perché non le conosciamo. 

Le leggi della Torah sono molto semplici: tutto è equilibrato. Dazione e ricezione sono bilanciate e mantengono un equilibrio dinamico proprio come un corpo mantiene l’omeostasi.  Se studiamo queste leggi e sappiamo come mantenere l’equilibrio con la realtà, la nostra vita diventa semplice e priva di dolore. Se non conosciamo le regole, avviene l’opposto. 

La Kabbalah ci insegna quali siano queste regole e come essere in equilibrio con tutta la realtà. Più riveliamo le leggi della realtà, più riveliamo ciò che è chiamato il Creatore, la legge che ha creato e sostiene la realtà.  La parola ebraica per Creatore è Boreh, dalle parole bore’eh  [vieni e vedi], ovvero vieni e vedi le leggi della creazione. Se le vedi, saprai come vivere una vita equilibrata e felice. È anche questo il motivo per il quale i Kabbalisti aspirano a rivelare il Bore, perché significa conoscere tutta la creazione e come comportarsi in essa. 

Come possiamo vedere, non c’è nulla di mistico o religioso nella saggezza della Kabbalah e nei suoi termini. È  molto importante tenere in mente questi concetti quando leggiamo i testi di Baal HaSulam e degli altri Kabbalisti.  

Buona fortuna nel rivelare la realtà! 

La Turchia in crescita

Mutlu Meydan è un mio studenti da molti anni. Anche se è nato in Turchia, ha scoperto la saggezza della Kabbalah e ha iniziato a studiarla con me mentre viveva a Sydney, in Australia. Questo è successo più di vent’anni fa. Seguendo il suo cuore, si è trasferito in Israele per far parte del gruppo di studio che dirigo in Israele e, mentre era qui, ha iniziato a insegnare la Kabbalah alle persone in Turchia.  Qualche anno fa è tornato a casa e da allora dedica ogni minuto libero ai suoi studenti.

Ho trascorso tutto lo scorso fine settimana con gli studenti che Mutlu ha introdotto alla Kabbalah e sono rimasto sbalordito. Le loro domande, la loro comprensione dei principi della saggezza, e la loro disponibilità a connettersi l’uno con l’altro da cuore a cuore per rivelare gli insegnamenti della Kabbalah, hanno riempito il mio cuore di gioia.  Sono grato a Mutlu e ancora più felice di scoprire che, nel senso spirituale, la Turchia è un paese in crescita. 

La nazione turca è antica, con un passato glorioso e un presente unico. È un crocevia di culture e fedi e la sua popolazione è variegata. Da un lato è membro della NATO, dall’altro è un Paese musulmano, il che gli conferisce una posizione centrale nella politica internazionale.

Gli studenti turchi di Kabbalah sono unici tra i miei studenti in tutto il mondo perché sono giovani, per lo più sotto i trent’anni. In genere, le persone scoprono la saggezza della Kabbalah non prima dei trenta o quarant’anni, quando iniziano a chiedersi il senso della vita. In Turchia, invece, persone di diciotto anni o poco più si pongono già queste serie domande e sono disposte a impegnarsi per trovare le risposte.

Durante il fine settimana abbiamo trascorso ore insieme, conversando e imparando,  le persone erano pienamente coinvolte, attente e replicavano con intelligenza alle mie risposte ai loro quesiti. Ma la cosa più importante è che erano affettuose tra di loro, dimostrando di aver realmente colto il concetto della saggezza: connessione e amore per gli altri.

La saggezza della Kabbalah insegna come collegare i cuori delle persone al di sopra dei divari di cultura, fede ed etnia. Evidentemente l’idea si addice alle meravigliose persone che ho conosciuto in Turchia, e mi sembra che molte altre ne seguiranno. Data la posizione centrale della Turchia nel mondo, credo che se un numero maggiore di persone abbraccerà i principi dell’unità al di sopra delle differenze, il paese avrà un effetto significativo e positivo sul mondo intero.

La strana sincronia tra nuove epoche e cabalisti rivoluzionari

La prima settimana di agosto commemoriamo l’anniversario della scomparsa del grande cabalista Isaac Luria, noto come il Santo ARI. È un buon momento per riflettere su una strana sincronia tra il suo arrivo e gli eventi globali del suo tempo. Tuttavia, prima di parlare dell’ARI, dobbiamo  parlare del fondatore della saggezza della Cabala, in quanto tale, Rabbi Shimon bar Yochai, noto anche come Rashbi.

Rashbi, autore del Il Libro dello Zohar, il libro fondamentale della Cabala, visse in un momento critico della storia dell’umanità. Visse nel II secolo d.C., non molto tempo dopo la rovina del Secondo Tempio e l’esilio del popolo di Israele da Gerusalemme e la sua dispersione nel mondo.

Quel periodo, i primi secoli d.C., fu un’epoca di radicali trasformazioni globali. Il mondo stava passando dal paganesimo al monoteismo. Roma stava gradualmente declinando, insieme al suo pantheon di dei, e una religione nascente che divenne nota come Cristianesimo stava accelerando la sua espansione. Quel periodo vede anche l’affievolimento della cultura greca e l’inizio di un’epoca più buia nella storia dell’umanità: il Medioevo.

Quando il Medioevo finì e iniziò una fase di rinascita nota come Rinascimento, emerse anche un nuovo cabalista con insegnamenti rivoluzionari. Isaac Luria, L’ARI, visse nella metà del XVI secolo. Fu allora che il Rinascimento iniziò a diffondersi in tutta Europa. Era anche il tempo in cui Martin Lutero viveva e diffondeva le sue idee. Questi due movimenti rivoluzionari, Rinascimento e Protestantesimo, avevano cambiato il mondo per sempre. La Cabala lurianica, che prende il nome da Isaac Luria, L’ARI, era altrettanto rivoluzionaria; ha cambiato il modo in cui i cabalisti studiavano e insegnavano la Cabala, e ha aperto la strada per spiegarla in modo comprensibile al mondo.

Il terzo grande cabalista che visse in un momento cruciale della storia fu Rav Yehuda Ashlag, noto come Baal HaSulam. Visse durante entrambe le guerre mondiali e avvertì dell’imminente genocidio degli Ebrei anni prima che avvenisse. Assistette anche alla creazione dello Stato di Israele e all’emergere dei blocchi sovietico e americano.

Nei suoi scritti, il Baal HaSulam ha redatto ampi e chiari commenti ai testi dei suoi due predecessori, il Libro dello Zohar di Rabbi Shimon bar Yochai e gli scritti dell’ARI. È lui che ha veramente reso la Cabala accessibile a tutti e che ha aperto la strada alla diffusione della saggezza della Cabala nel mondo intero.                                                         

Sebbene io non veda un collegamento diretto tra l’arrivo dei cabalisti rivoluzionari e l’avvento delle trasformazioni ideologiche, religiose e culturali nel mondo, c’è comunque una connessione tra le due cose, nel senso che entrambe esprimono l’apparenza di un cambiamento evolutivo nell’umanità. Il mondo cambia nella sua espressione fisica e la Cabala cambia nella sua espressione spirituale, ma entrambi i processi dimostrano l’avvento di una nuova fase nell’evoluzione dell’umanità. Pertanto, mentre accadono simultaneamente, non derivano l’uno dall’altro.

La strana sincronia tra l’arrivo di nuove ere e l’apparizione dei cabalisti rivoluzionari si crea quindi non perché siano collegate tra loro, ma perché entrambe sono collegate alla stessa fonte, il motore della realtà, la forza creativa del dare che genera ogni cosa , sostiene ogni cosa e sviluppa tutto fino al suo scopo finale: la completa unità di tutte le cose, legate insieme dalle minacce del dare mutuo e dell’amore, in assoluta unità.

Che cosa trovo nella saggezza della Kabbalah

Un paio di settimane fa, un giornalista della rivista femminile francese Fémitude  mi ha scritto per chiedermi se fossi disposto a rispondere a una domanda per un articolo che stava scrivendo sulla saggezza della Kabbalah. La domanda era: “Cosa sta cercando di scoprire il Dottor Laitman attraverso la Kabbalah?”, aggiungendo che intendeva includere la mia risposta nel suo articolo.

Sono stato felice di risponderle perché mi fa molto piacere che in Francia ci sia interesse per la saggezza della Kabbalah, ma ancora di più perché si tratta di una rivista femminile e il ruolo sempre più rilevante che le donne ricoprono nella società, con mia grande gioia, rende ancora più importante che sappiano cos’è la Kabbalah e cosa dà.

Nel corso degli anni si sono diffusi molti miti su ciò che è la Kabbalah e le sono stati associati miti e storie di magia e idee esoteriche di ogni tipo. La vera Kabbalah, quella autentica, non ha nulla a che fare con misticismo, magia, amuleti o cose del genere.

La saggezza della Kabbalah studia le forze naturali e fisiche, proprio come la fisica di Newton studia le forze fisiche. La differenza tra le forze studiate da Newton e quelle studiate dalla Kabbalah è che gli strumenti non possono rilevare le forze di cui parla la Kabbalah. Per studiare le forze di cui parla la saggezza della Kabbalah, dobbiamo cambiare il nostro stesso io, la nostra natura.

La nostra natura intrinseca si concentra sull’interesse personale. Di conseguenza, vediamo il mondo come elementi separati bloccati in una lotta per la sopravvivenza. La Kabbalah dimostra che in verità non c’è lotta, ma complementarietà e sostegno reciproco. Tuttavia, per scoprirlo, dobbiamo cambiare la nostra percezione del mondo da egocentrica a olistica e inclusiva. Altrimenti, interpreteremo male tutto ciò che vediamo, in base alla nostra mente egoistica.

Una volta cambiati, scopriamo che il mondo non è composto da elementi che lottano l’uno contro l’altro per la sopravvivenza, come nel motto “la sopravvivenza del più forte”. Piuttosto, le forze dell’universo si equilibrano e si sostengono a vicenda. La battaglia esiste solo nella nostra mente, ma non possiamo vederla finché non acquisiamo una nuova prospettiva, come se passassimo da una visione bidimensionale a una visione tridimensionale.

La saggezza della Kabbalah abbraccia l’aver cura degli altri,  la solidarietà e l’unione.  Lo fa non solo perché è un modo di vivere più bello, anche se sicuramente lo è.  Se questa fosse l’unica motivazione, saremmo in una lotta costante contro la nostra natura, che cerca continuamente di tornare al narcisismo. La saggezza della Kabbalah sostiene valori pro-sociali e pro-umanità, perché quando espandiamo la nostra visione e riusciamo a vedere gli altri, vediamo la realtà effettiva e iniziamo a percepire le forze che una mente egocentrica non può cogliere. Una volta scoperto come funziona davvero il mondo, non torneremo più all’egoismo.

È per questo che studio la Kabbalah: per cambiare me stesso e per vedere il mondo come è realmente. Nell’ambito dei miei sforzi, insegno anche la Kabbalah, perché quando ci si rende conto del dono che fa a chi la studia, non si può tenerla per sé, perché non ci sarebbe niente di più egoistico che tenere nascosta al mondo una simile gemma.

 

*Per scoprire di più sulla Kabbalah, visitate il mio sito, la mia pagina personale o i nostri corsi di Kabbalah