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L’educazione come antidoto alla fame

La settimana scorsa, l’ONU, e diverse organizzazioni collegate, hanno segnato due date significative: la Giornata mondiale dell’alimentazione e la Giornata mondiale del rifiuto della povertà. Organizzazioni internazionali per i poveri e gli affamati esistono almeno dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma né la povertà né la fame sono state eradicate. Semmai sono aumentate. Cosa stiamo sbagliando e possiamo cambiare questa triste realtà?

Il problema non è la mancanza di cibo: ce n’è in abbondanza. In realtà, gran parte del cibo prodotto viene buttato via e inquina l’acqua e il suolo, invece di sfamare bocche affamate. Quindi la gente ha fame non per mancanza di cibo, ma perché non c’è interesse ad aiutarla a procurarselo.

L’atteggiamento prevalente è quello del narcisismo. Ci preoccupiamo solo di noi stessi e sospettiamo delle intenzioni degli altri nei nostri confronti. Se abbiamo dei fondi in eccesso, li usiamo per costruire muri e recinzioni, non per aiutare gli altri. Questo è il modo in cui ci comportiamo nel mondo come individui e come nazioni.

Per quietare la nostra coscienza, creiamo organizzazioni che si occupano dei poveri e degli affamati. Le finanziamo generosamente e nominiamo funzionari e burocrati che si occupino del problema.

Ma se i nostri cuori fossero con i poveri, non li lasceremmo nelle mani dei burocrati, proprio come non lasceremmo l’educazione dei nostri figli  nelle mani degli assistenti sociali. Faremmo in modo che le persone a cui teniamo ricevano ciò di cui hanno bisogno.

Poiché non ci interessa, nominiamo persone insensibili che presentano piani per affrontare la povertà e la fame dilaganti e proclamano giornate speciali per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema. Non fanno nulla per risolvere i problemi reali, ma si limitano a giustificare i loro stipendi gonfiati attraverso presentazioni professionali e discorsi verbosi che glorificano i loro (inesistenti) risultati.

Se volessero davvero risolvere il problema che finanzia il loro sfarzoso stile di vita, ci sarebbero molti modi per farlo. Tuttavia, il modo più sicuro per sottrarre le persone alla povertà è l’educazione.

In primo luogo, esistono tecnologie che possono aumentare la resa dei terreni di diverse volte grazie a sofisticati sistemi di irrigazione, ambienti controllati e altri mezzi. È necessario insegnare agli agricoltori come utilizzare queste tecnologie e fornire loro i mezzi per acquisirle. Questo passo, da solo, sottrarrebbe innumerevoli persone alla fame e alla povertà.

Inoltre, penso che le organizzazioni per eradicare la povertà e la fame dovrebbero usare i loro budget per acquistare terreni dove coltivare cibo da destinare ai poveri e usare parte dei terreni per insegnare ai contadini locali un’agricoltura più efficiente.

Inoltre, questi centri per l’agricoltura e l’istruzione dovrebbero essere utilizzati per fornire educazione generale. È risaputo che le persone istruite hanno più opportunità nella vita, sono generalmente più agiate e possono provvedere a se stesse e alle loro famiglie meglio delle persone non istruite. Pertanto, come mezzo per eradicare la povertà e la fame, questi centri dovrebbero anche fornire conoscenze generiche  e educazione.

Inoltre, l’educazione non dovrebbe servire solo a evitare la povertà. La povertà non è una questione personale, ma sociale. Pertanto, le persone che studiano in questi centri educativi dovrebbero imparare anche la solidarietà, la responsabilità reciproca, l’interdipendenza nel mondo di oggi e altri argomenti che li aiuterebbero ad affermarsi come elementi positivi in un mondo connesso.

In questo modo, possiamo creare una trasformazione agraria che diventerà una trasformazione sociale e culturale in grado di liberare le persone non solo dalla morsa della povertà e della fame, ma di integrarle nella società globale del XXI secolo come individui fiduciosi e positivi. A loro volta, queste persone aiuteranno altri a uscire dalla povertà e il processo acquisterà slancio.

Didascalia foto:
Partecipanti presenti nella tenda delle popolazioni indigene, seduti accanto al fuoco durante la discussione sui sistemi alimentari delle popolazioni indigene nel secondo giorno del II Forum mondiale sull’alimentazione organizzato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura nella sede della FAO a Roma, Italia, il 18 ottobre 2022. Il Forum Mondiale dell’Alimentazione è una nuova iniziativa che si concentra sulla sicurezza alimentare globale, il cui tema principale di quest’anno è: “Diete sane. Pianeta sano”. (Foto di Dominika Zarzycka/Sipa USA)

 

Non possiamo buttare tutti nella stessa pentola

Commento: Dici sempre che la connessione dovrebbe essere gentile, dal livello dell’amore.

La mia risposta: Ci dovrebbe essere un reciproco completamento nella società, di tutti verso tutti, fino al punto che tutti possano esprimersi e tutti lo percepirebbero correttamente.
Null’altro. Nessuno ti obbliga a essere uguale agli altri, a buttare tutti nella stessa pentola, ad organizzare una sorta di catering pubblico per tutti. Non tutti sono uguali, e tutti fanno di tutto per essere uguali agli altri nel prodotto pubblico.

Domanda: Dici sempre che siamo sotto l’influenza della forza superiore della natura, che ci forma. Come si sentirà in questo caso?

Risposta: La natura non vuole vedere che siamo tutti buttati nella stessa pentola. In nessun modo. È per questo che ci ha resi diversi gli uni dagli altri. Siamo tutti così diversi, in mille parametri. La natura non vuole che siamo tutti uguali.

È per questo che dobbiamo essere esattamente così. Ognuno di noi si distingue e dovrebbe mostrare tutte le sue qualità migliori davanti alla società. La società è felice con persone tali, dovrebbe incoraggiarle. In questo modo si complementano e la società diventa più ricca.
Domanda: La mia individualità e quella degli altri, dovrebbero essere per la società, o no?

Risposta: Credo che non possa essere in alcun altro modo. Per cos’altro può essere utilizzata? Siamo in un’era in cui tutto ciò che facciamo è molto individuale, e dall’altro lato, si dissolve in tutto il resto che viene fatto.

Se una volta potevo fare qualcosa, e rimaneva mio dall’inizio alla fine, oggigiorno non si può costruire neanche una vite senza che passi da una ventina di mani, e oltre a me, ci saranno molte idee e forze investite.

Commento: I componenti arrivano da ogni parte del mondo per questa vite. È questo il mondo attuale.

La mia risposta: Questo è il mondo attuale, e quindi, dobbiamo capire noi stessi e la società in questo modo. La cosa più importante è come ci integriamo nella connessione con gli altri.
Questo mondo verrà costruito comunque. Attraverso tentativi ed errori.

Commento: Ma per non attraversare tanta sofferenza….

La mia risposta: La gente imparerà. In che altro modo possiamo fare? Si vede nei bambini piccoli, come stanno gradualmente imparando, e soffrono meno, e cadono meno, sempre meno. È così che si cresce.

Cosa si può fare? La natura non permette a un bambino piccolo di alzare un grande peso o di fare qualcos’altro, solo in accordo con le sue capacità, in modo che non faccia male agli altri e si sviluppi. È la stessa cosa anche per noi.
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Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 14/4/22

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Insegniamo ai bambini che ogni persona è un elemento importante nel sistema globale.

Domanda: Hai detto più volte che siamo in una fase transitoria dell’ultima generazione di sviluppo egoistico e che l’intero sistema educativo è costruito in questo modo. Come vedi il sistema educativo Kabbalistico?

Risposta: Dovrebbe essere realizzato via Internet. Da centri mondiali seri dove si trovano educatori Kabbalistici che insegnano tutto ciò di cui si occupa la Kabbalah: la metodologia di cambiamento di una persona, la percezione della realtà, il libero arbitrio, il sistema dell’universo, l’interazione e la connessione tra le persone, il sistema interno della nostra comunicazione e così via. La Kabbalah si occupa della meccanica strutturale dell’intero universo.

Inoltre, gli esperti dovrebbero insegnare correttamente ai bambini tutto ciò che riguarda le scienze naturali, che vengono insegnate sulla base della rivelazione del sistema globale dell’universo.

Ad una persona viene data, costantemente, un’immagine dell’intero quadro dei mondi come un unico mondo: dov’è il suo posto, qual è il suo scopo. Quando questo viene rivelato al bambino, egli inizia a sentirlo e a lavorare con le forze della natura e della società.

Un piccolo uomo (l’anima non ha età) inizia a vedere quanto egli sia una parte importante nel sistema globale, ha qualcuno da cui prendere esempio e vede la realizzazione di se stesso.

In giovane età, cinque, sei o anche dieci anni, quando tutto gli viene spiegato, questo lo affascina. Non c’è un sistema di punizione o ricompensa. La rivelazione stessa del vero mondo in cui ci troviamo, affascina tutti. E’ così che siamo fatti. E quindi, il sistema diventa generale, globale e gentile. Spero che presto arriveremo a tale necessità di crearlo.
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Da  KabTV “Close-Up. Generation Lady Gaga” 3/10/10

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Cosa possiamo imparare dalla giornata mondiale degli insegnanti?

Questo mese, il 5 ottobre per l’esattezza, si è celebrata la Giornata Mondiale degli Insegnanti.  Un insegnante era, e in alcuni paesi è ancora, un’occupazione di grande valore. L’insegnante non era semplicemente qualcuno che insegnava la matematica o l’inglese, ma qualcuno che insegnava la saggezza della vita e un modello da seguire. A giudicare da ciò che succede oggi, sembra che abbiamo un bisogno disperato di buoni insegnanti.  Nonostante le nostre conoscenze, ci sentiamo persi.  Se non impariamo dove siamo realmente, cosa facciamo qui, perché siamo qui, e come dirigerci verso un luogo migliore, cadremo in un’altra guerra mondiale. 

Per uscire dal crollo, dobbiamo smettere di concentrarci solo sulla conoscenza.  L’acquisizione delle informazioni non crea persone felici.  Cosa abbiamo ottenuto, per esempio, dalle informazioni sulla fusione nucleare? Abbiamo armi nucleari in grado di distruggere l’umanità in pochi secondi.  Abbiamo così tante conoscenze in ogni ambito della vita, ma dove ci stanno conducendo?  Siamo diretti verso stati terribili. 

Invece di insegnarci ciò che dovrebbero, i nostri poveri insegnanti ripetono ciò che il governo ordina loro di insegnare. Sono costretti a mentire agli studenti, ma gli studenti lo sanno bene. All’età di 9 o 10 anni, la maggior parte dei bambini sa che niente di ciò che sente è vero. Smettono di credere nei loro insegnanti, smettono di prestare attenzione, mentre gli insegnanti, che devono guadagnarsi da vivere, continuano a ripetere le stesse storie. Non c’è nessun’altra motivazione se non i soldi e il potere: questi sono i governanti della Terra e nessun regime o governo è libero dalla loro presa. 

Il cambiamento arriverà solo quando ci renderemo conto che non è così che bisognerebbe vivere e ci impegneremo a cambiare la nostra motivazione. Ma il cambiamento avverrà o perché rifletteremo su dove stiamo andando e ci fermeremo prima di arrivarci o perché non ci saremo fermati in tempo e capiremo  il nostro errore dopo che le bombe saranno esplose. 

Per fare i cambiamenti necessari in tempo, non possiamo lasciarli solo agli insegnanti ed esonerarci dal compito. Dobbiamo ricostruire l’intero sistema, le basi della nostra civiltà.  Non è un segreto che siamo egocentrici e narcisisti. Il problema è che rimaniamo tali. Sappiamo da decenni che l’umanità è sulla strada dell’autodistruzione per il suo stesso egocentrismo. Eppure, non abbiamo fatto nulla per cambiare rotta. 

Ora dobbiamo diventare i nostri stessi maestri e non solo nella Giornata Mondiale degli Insegnanti, ma ogni giorno e in ogni momento della nostra vita. Inoltre, il mondo in cui viviamo è diventato così interconnesso che non è sufficiente attuare i cambiamenti un paese alla volta. Mentre alcuni paesi si impegnano nelle riforme, altri manterranno il loro atteggiamento scorretto e rovineranno il progresso per tutti. Quindi, l’iniziativa di creare un domani positivo deve coinvolgere il mondo intero.  Potrebbe sembrare irrealistico, ma dobbiamo ricordarci che l’unica alternativa a questa rotta è la guerra, la guerra nucleare.

Di conseguenza, il sistema educativo deve adattare i suoi valori, programmi e obiettivi per migliorare l’umanità. Quando parlo di miglioramento non mi riferisco al taglio delle emissioni di CO2 o a limitare l’uso dei combustibili fossili o della plastica. Mi riferisco a qualcosa di molto più profondo. Migliorare noi stessi significa diventare persone migliori. Per farlo dobbiamo imparare ad essere gentili e amorevoli tra di noi. 

Solo quando impareremo a prenderci cura degli altri, inizieremo a prenderci cura dell’ambiente. Quando ci preoccupiamo delle altre persone, vogliamo che vivano in un ambiente amichevole, che possa sostenerle e dove possano essere felici. Quando smetteremo di voler sfruttare gli altri e di sopraffarli, smetteremo  anche di sfruttare l’ambiente per potere raggiungere i nostri obiettivi egoisti. Di conseguenza, ridurremo il consumo a livelli sostenibili che permetteranno alla natura di ringiovanire e restaurare l’equilibrio che ha perso. 

Non abbiamo tempo da perdere.  Dobbiamo essere i nostri stessi maestri, e insegnarci da soli come essere umani, ovvero benevoli. Anche se non sappiamo come fare o da dove iniziare, non dobbiamo preoccuparci: la nostra intenzione di fare del bene, di connetterci con gli altri, sarà la nostra guida. Se permettiamo che l’amore per gli altri sia il nostro insegnante, non ci servirà alcun insegnamento ulteriore.

Didascalia della foto:
L’insegnante Emma Rossi lavora con la studentessa Sara Montano nella sua classe di prima elementare alla Sokolowski School, dove studenti e insegnanti sono tenuti a indossare maschere a causa della pandemia di coronavirus (COVID-19), a Chelsea, Massachusetts, Stati Uniti, 15 settembre 2021. REUTERS/Brian Snyder

Le necessità delle giovani generazioni

Domanda: La generazione più giovane ha un obiettivo e si sta sviluppando in una certa direzione globale. In un sondaggio in cui è stato chiesto agli studenti di riferire qual è il significato della professione che hanno scelto, il 99% ha detto di volere aiutare le persone. In questo modo, vogliono creare un mondo diverso. Si immergono nella realtà virtuale e dicono: “Questo mondo non mi interessa, è crudele e corrotto, mentre qui ho il mio mondo, e non sono da solo”.

Come possono raggiungere questo obiettivo se hanno un tale atteggiamento?

Risposta: Non potete farci niente. Tutto è appositamente organizzato affinché si disilludano di questo mondo e capiscano che può davvero essere diverso.

Non deve essere basato su oggetti materiali e relazioni terrene, ma su sensazioni e relazioni più profonde e interiori. Questo è ciò di cui ha bisogno l’attuale generazione.

Questa generazione è molto speciale e in un certo senso li ammiro.

Sono pronti per apprendere il metodo dell’elevazione spirituale, ma esso potrebbe non essere ancora pronto per loro. Ci vuole del tempo affinché si adattino al metodo ed esso a loro. Pertanto, hanno bisogno di parlarne, di mostrarlo e di ricevere suggerimenti. Spero che questa connessione avvenga presto.
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Dalla trasmissione di KabTV “Integral World”, 13/07/2018

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Far sentire tutti a proprio agio

Domanda: La riduzione della distanza tra le persone è caratterizzata dalle seguenti peculiarità: gioia, dialogo continuo, unità, empatia reciproca, rifiuto di qualsivoglia controllo manipolatorio e di desiderio di superiorità sull’individuo. In ogni caso, l’eccessiva intensità della motivazione descritta — un’ossessiva esternazione di affetto verso gli altri — porta alla disarmonia, all’insoddisfazione e all’esaurimento. Come salvaguardare il distanziamento senza incrementare tali stati?

Risposta: Questo deve essere fatto in accordo al sentire comune.
Nella misura in cui si sentono a proprio agio le une verso le altre, le persone si avvicineranno tra di loro e adatteranno di conseguenza la distanza reciproca.

Domanda: In vari paesi la gente delimita e protegge i confini di un proprio spazio personale in vari modi. Esiste una grande differenza tra la Russia, l’Europa e l’Asia.

C’è da aggiungere anche la differenza tra uomini e donne. Gli uomini sono più forti e più intensamente consapevoli della violazione del distanziamento. Dobbiamo prendere in considerazione questi fenomeni durante i nostri corsi, incontri e congressi?

Risposta: Insegniamo a un contingente piuttosto diversificato, quindi queste cose dovrebbero essere considerate ma in modo tale che tutti siano a proprio agio.

Domanda: Tutti sappiamo bene che c’è una distanza tra un direttore e un dipendente, tra insegnante e studente. Ci deve essere una distanza tra l’insegnate nei nostri corsi integrali e gli studenti che egli unisce?

Risposta: Ci deve essere in modo da dare agli studenti l’opportunità di modificare e stabilire la separazione esistente tra essi e l’insegnante. L’insegnante non deve interferire con questo. Insegnando alle persone, e dando loro ogni genere di compiti pratici, lui le guida verso il massimo riavvicinamento, ma in ogni caso mai con la coercizione.
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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 30/10/2020

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Come possiamo insegnare ai bambini ad essere felici?

Domanda: Come possiamo insegnare ai bambini ad essere felici? E vale la pena insegnargli qualcosa in merito alla Kabbalah?

Risposta: Naturalmente, vogliamo insegnare ai bambini ad essere felici, e possiamo insegnarglielo. Possiamo cominciare col dire al bambino: “Non essere un bullo, non picchiare gli altri, sii gentile, sii educato,” e così via, perché sappiamo che in questo modo sembra che gli vengano garantite circostanze migliori.

E così che dovremmo educare i nostri figli fino a quando non raggiungono l’età in cui possiamo insegnargli il metodo per la connessione. E poi avranno sicuramente garanzie per una buona vita.
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Dalla trasmissione di KabTV “Ask the Kabbalist”, 31/12/2018

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La stella lontana “Ama il tuo prossimo”

Domanda: La legge più essenziale e fonte di tutti i principi morali è “ama il tuo prossimo.” Cosa si può fare perché non rimanga un cliché o ad un’altitudine di diecimila metri?

Risposta: Tutti i giorni dobbiamo sentire che ci stiamo avvicinando a questo principio. Anche se è ancora milioni di chilometri distante da noi, siamo tuttavia diretti ad esso e oggi stiamo facendo un altro passo nella sua direzione. Questo è il significato del giorno che è passato.

Domanda: Come posso vedere esattamente se ho fatto qualche progresso verso questo?

Risposta: Se ti trovi in un circolo che osserva questo principio, allora misuri la distanza da questa stella lontana, non da dove sei, ma per come vi state avvicinando l’uno all’altro nel circolo, nella decina.

Quindi voi avete già una certa opportunità di misurare la realizzazione del principio “ama il tuo prossimo come te stesso.”
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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 9/10/2020

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Se tutti vivessero secondo le regole

Domanda: Devo spiegare le norme di comportamento ad un adulto o questo verrebbe considerato “un’interferenza nella vita di qualcun altro”?

Risposta: Non esiste nulla come “la vita di qualcun altro”. Siamo tutti elementi dello stesso sistema e ci influenziamo a vicenda. Quindi una persona non ha libertà assoluta rispetto alle altre.

Deve prendere la sua parte legittima nel sistema generale in cui è nata e in cui vive. Non può liberarsene in alcun modo, nemmeno attraverso la morte.

Domanda: Se tutti rispettassero le regole, saremmo tutti felici?

Risposta: Pienamente.

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 9/10/2020

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Quando riprenderanno gli eventi di gruppo?

Domanda: Gli psicologi dicono che un prolungato isolamento sociale aumenta il rischio di morte del 29%.
Presumibilmente, questo succede perché i contatti sociali possono migliorare gli effetti negativi dello stress. Connessioni online sono meglio di niente, ma non possono sostituire le interazioni dal vivo.

Pensa che le connessioni virtuali possano rimpiazzare pienamente i contatti fisici senza conseguenze sulla salute?

Risposta: Penso che l’uomo sia ancora una creatura sociale. Deve comunicare con gli altri. Deve sentirsi parte di una compagnia, un gruppo, una famiglia, e della società.

Domanda: C’è un altro problema: non possiamo andare a eventi sportivi o concerti, sentire l’eccitazione collettiva, e far parte di esperienze di gruppo. Cosa può rimpiazzare le esperienze di gruppo che ci sono mancate in questo ultimo anno?

Risposta: Penso che la natura lo faccia in modo specifico, così che inizieremo ad apprezzare la nostra vicinanza, non egoisticamente ma altruisticamente, cioè, a partecipare a tali eventi per dare piacere agli altri e così facendo trovare il nostro piacere.

Gli eventi di gruppo non scompariranno, ritorneranno. Solo l’intenzione con la quale si va a una partita di calcio cambierà, per accontentare gli altri… e quindi si sarà felici. Anche i giocatori giocheranno per rendere felice il pubblico.
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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 30/10/2020

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