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Il Sistema operativo Spirituale: Avvicinarsi alla finestra successiva

Baal HaSulam, “Esilio e Redenzione: Il Creatore ci mostrerà in maniera evidente che Israele non può esistere in esilio, e non troverà riposo, come il resto delle nazioni che si mescolavano fra le nazioni e hanno trovato riposo e si sono assimilate tra di loro, fino a non farne rimanere una sola traccia.

Il popolo di Israele porta fisicamente un dovere spirituale e deve lavorare su se stesso al fine di attuare la sua missione nella vita. Oggi, il concetto di “Israele” è determinato non dalla nascita ma dall’inclinazione della persona a rivelare il Creatore. Coloro che hanno questa predisposizione sono nominati in conformità con il loro vettore, Yashar – El, diretti al Creatore. Coloro che aspirano a compiere la loro missione si distaccano dalla massa generale.

Inoltre, a causa di 2000 anni di esilio e del mescolarsi con le altre nazioni, questa parte si è ampliata con l’aggiunta di quelli che, in senso materiale, provengono da altri ambiti.

Così il “nucleo” interno è circondato da coloro a cui è successo di raggiungere la realizzazione spirituale nelle loro vite precedenti. Essi conservano delle Reshimot speciali e sono guidati dal “sgradevole” governo superiore che invia loro situazioni difficili e difficoltà.

Infine, i cerchi esterni sono costituiti da “le nazioni del mondo”, che sono disposti in conformità con le loro radici spirituali.

L’intera struttura, in sostanza, è spirituale. Tuttavia, fino ad ora, possiamo vedere solo i corpi invece che le anime. Associamo le persone ai loro corpi, che nascono, vivono la loro vita, soffrono, si moltiplicano, e poi muoiono e si trasformano in cenere.

Infatti, i corpi sono una semplice proiezione di un processo spirituale al suo livello materiale più basso. Come esempio, immaginate un sistema operativo che si compone di 125 finestre. In questo momento, nella nostra percezione, possiamo solo vedere la prima finestra che visualizza solo gli oggetti fisici: pietre, alberi, montagne, animali, sole, luna, stelle, e molto, molto di più, tra la gente.

Noi vediamo il mondo intero che è solo una rappresentazione del regno superiore. Qui è dove sono piantate le radici, ossia le forze che disegnano l’immagine corrente sul nostro schermo. Usando termini neurobiologici, direi che l’immagine su questo piano materiale è stata creata nella parte posteriore del nostro cervello da impulsi elettrici. Ciò rende possibile la proiezione dei mondi più profondi che prendono la forma di questa esteriorità materiale e possiamo vedere solo una finestra, un livello, alla volta. I nostri cinque sensi non ci permettono di discernere nulla oltre questo.

Se vogliamo vedere la causa, la vera immagine, dobbiamo sviluppare i cinque sensi di dazione. Questa transizione viene compiuta dalla Luce Circondante, che inneschiamo con l’aiuto del gruppo, attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah, e facendo tutto quello che serve. Il percorso è aperto.

Nel frattempo, viviamo in una sola “immagine” del nostro mondo, e ci reincarniamo in essa fino a raggiungere il livello successivo. A questo punto, ogni parte separatamente e tutte loro insieme, sono “sintonizzate” per elevarci internamente e avvicinarci a una schermata che mostra un’immagine più profonda. Tutto esiste solo per questo scopo. Tutto è coordinato. In altre parole, tutto ciò che accade nel mondo è sincronizzato ad ognuno di noi. Lo scopo di tutto ciò che arriva è una transizione ad un livello più alto.

Quali elementi dell’immagine che attualmente vediamo possono facilitare questo processo? Ad ogni livello, vediamo parti della natura inanimata (I), vegetale (V), animata (A) e parlante (P). Quindi, il nostro compito è quello di scegliere il livello parlante e dividerlo in componenti che possano essere utilizzate.

In generale, ci sono tre componenti. Abbiamo già chiamato tutte loro: 1 . coloro che aspirano direttamente al Creatore (Israele), 2 . il popolo ebraico, e 3. le nazioni del mondo. Per ascendere, si dovrebbe tenere un legame stretto con Israele poiché questa parte persegue il nostro stesso obiettivo, ossia, passare da uno schermo all’altro.

Per quanto riguarda “gli ebrei”, le loro Reshimot stanno dormendo ancora; le Reshimot esistono, ma non sono apparse, mentre nelle “nazioni del mondo”, queste Reshimot rimangono in un potenziale, non sono mai apparse in quanto le hanno ricevute solo come risultato di un’integrazione reciproca con il popolo di Israele che si è sparso in tutto il mondo dopo la distruzione del Tempio, cioè, dopo che si è verificata la frantumazione dei vasi.

Illustriamo questo con la struttura di un vaso che si compone di due parti principali: Galgalta ve Eynaim (GE) e AHP. Dapprima, (1) GE è in uno stato primario di dazione. Esso corrisponde ad Israele prima della distruzione. AHP sta per le nazioni del mondo, che sono nel stato di ricezione.

Nel suo secondo stato, Israele scende alle nazioni del mondo, e attraverso 2000 anni si mescola agli altri.

Poi, la Luce che Riforma (la Luce Circostante, Ohr Makif – OM ) inizia il suo lavoro. Essa influenza un mucchio di vasi rotti che cominciano a svegliarsi.

Non sappiamo da dove vengono: le dieci tribù di Israele mancanti, le parti in cattività del popolo di Israele, o le nazioni del mondo. In realtà, non importa. La cosa principale è che vogliono crescere e diventare Galgalta ve Eynaim, cioè, il desiderio di dare. È come se uno si svegliasse improvvisamente e questa missione diventasse più importante per lui o lei di tutto il “pasticcio” di questa esistenza materiale.

A quel punto, coloro che ascendono alla dazione sono chiamati Yashar El (dritti al Creatore) in base alla loro intenzione e a ciò che gli sta a cuore.

Gli altri si dividono in due parti: “Israele in esilio” e le nazioni del mondo. La Luce Circondante influenza principalmente le parti di Israele, dal momento che correggere gli altri è una loro responsabilità.

Di conseguenza, il nostro lavoro con il mondo deve essere coordinato secondo questa struttura piramidale. Nella parte superiore si trovano coloro che aspirano al Creatore (Israele), poi vengono gli “ebrei “. Entrambe le parti hanno delle Reshimot, sia nelle loro forme “silenziose” o esplicite. La parte superiore sta già percorrendo il suo cammino spirituale, mentre l’altra parte si unirà a loro solo sotto pressione o per disperazione in quanto queste sono le due parti che sono in contrasto con le nazioni del mondo e che recano l’onere della correzione.

In generale, oggi l’intero sistema è la transizione ad una nuova fase. In precedenza, gli ebrei eccellevano in molti altri ambiti della vita. Attualmente, hanno iniziato a prevalere le altre nazioni. La situazione cambia costantemente. Ora, i desideri delle nazioni si manifestano più apertamente ogni giorno che passa, ed è per questo che riescono in tutto il mondo. Tra poco, vedremo gli ebrei sbiadire gradualmente negli sforzi di questo regno materiale, mentre le nazioni del mondo, al contrario, prevarranno. Essi sostituiranno gli ebrei nelle cose che sono associate al successo materiale, mentre gli ebrei continueranno a raggiungere un livello più alto.

Questo spiega perché il popolo di Israele anticipa i disastri che sono di natura interna; se vogliono cambiare e non sono in grado di farlo da soli, avranno bisogno del Creatore sul percorso corretto di accelerazione, o, Dio non voglia, si verificheranno ulteriori disgrazie imposte dalle nazioni del mondo.

In questo mondo, Israele rimarrà in buona forma con l’eccezione di sperimentare animosità da parte delle altre nazioni.

Questo è il modo in cui il governo superiore si manifesta. Se uno non correggere ciò che deve, allora questo si trasforma in un fattore di coercizione. Questo significa che se Israele non risolverà i suoi rapporti interpersonali e non porterà l’unione alla gente, che, di fatto, è un luogo della rivelazione del Creatore, allora diventerà una fonte di guai e di disgrazie che verranno dalle nazioni del mondo nelle loro forme inedite e ancora peggiori.

È una legge. Non c’è niente che possiamo fare, se non facciamo il nostro lavoro correttamente. Il compito è quello di auto – elevare e poi spingere in avanti gli altri attraverso la divulgazione della saggezza della Kabbalah e divulgando la metodologia dell’educazione integrale che unisce le persone e insegna loro i modi per amare il prossimo come se stessi.

Il compito di correggere automaticamente ricade su coloro che aspirano al Creatore e le cui Reshimot si sono già svegliate.

Non hanno alcuna possibilità di fuggire dal momento che la legge è preordinata. Per di più, questo obbligo è imposto agli ebrei come nazione.

Nel corso della correzione, inoltre, quando questa raggiunge un certo livello, emergeranno gli ebrei che portano le Reshimot che sono associate alla distruzione del primo tempio e non del secondo tempio, le dieci tribù perdute. Essi non hanno mai sperimentato la lontana distruzione e quindi comprendono vasi puliti, mentre noi apparteniamo ad una parte più pesante dato che abbiamo attraversato la frantumazione due volte.

La Luce scende ai vasi di Galgalta ve Eynaim e poi attraverso gli ebrei che raggiungono le nazioni del mondo. D’altra parte, dobbiamo condurre la divulgazione non solo in Israele ma anche in altri paesi, così, direttamente tra le altre nazioni, poiché, come scrive Baal HaSulam, senza fare questo il popolo ebraico non uscirebbe dall’esilio. Dopo tutto, il loro unico obiettivo è quello di fornire la Luce agli altri, essere una “luce per le nazioni”. Quindi prima dobbiamo risvegliare il desiderio nelle nazioni del mondo (1). Solo allora avrà luogo la liberazione di Israele (2).

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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.08.2013, “Esilio e Redenzione”)

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Quando i figli di Israele saranno perfezionati, con la completa conoscenza delle sorgenti della saggezza e della conoscenza essi accresceranno oltre il confine di Israele ed irrigheranno tutte le nazioni del mondo, come è scritto (Isaia 11) “Poiché la terra si colmerà della conoscenza del Creatore” e come è scritto “e verranno in moltitudine verso il Creatore e la Sua Bontà”.
Baal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Mairot uMasbirot” Punto 4

In più la nazione di Israele ha il mandato attraverso l’impegno nella Torà e nei precetti di Lishmà, di consentire a se stessi e a tutte le persone del mondo di evolvere fino a ricevere questo sublime Lavoro dell’amore per il prossimo, che è la scala per raggiungere la Meta della Creazione cioè l’adesione a Lui, come è stato spiegato.
Baal HaSulam, “L’Arvut (La Garanzia Spirituale),” Punto 20

…la nazione Israeliana fu corretta e preparata per essere una specie di passaggio, poichè tramite loro (i suoi membri) le scintille della purificazione affluissero a tutta la specie umana nell’intero mondo. Questo (succederà) in tal modo che codeste scintille di purificazione si moltiplicheranno ogni giorno come chi devolve tesori, fino al punto che si colmeranno nella misura desiderata, cioè fino a che essi si svilupperanno e giungeranno al punto che potranno capire il piacere e la quiete che si trova nel fulcro dell’amore per il prossimo. Giacché allora capiranno (la necessità) di determinare il piatto della bilancia dalla parte del merito e s’inseriranno sotto il Suo Giogo, che Egli sia benedetto, ed il piatto della bilancia del debito sarà dissipato dal mondo.
Baal HaSulam, “L’Arvut (La Garanzia Spirituale),” Punto 24

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Tutto Israele sono garanti uno dell’altro.

“Vi è un popolo disperso e disseminato tra i popoli” (I commenti tra parentesi sono miei) Haman (la principale caratteristica egoistica di una persona, una delle manifestazioni del Faraone, Amalek, e così via) disse che riteneva che sarebbero riusciti a sterminare gli Ebrei (distruggendo la connessione tra coloro che anelano il Creatore in una forma maggiore è più finale) dato che sono separati l’uno dal proprio compagno; quindi, la nostra forza (il potere egoistico che ci spinge lontano dalla dazione e dall’amore) contro la loro sicuramente avremo successo, poiché ciò crea separazione (e coloro che anelano il Creatore) tra l’uomo (ognuno di loro) ed il Creatore. E Dio, e ad ogni modo, non li aiuterà, dato che (attraverso la distanza uno dall’altro). Essi sono separati da Lui. Questo è il motivo perchè Mordechai andò (la caratteristica della dazione in una persona) a correggere questa imperfezione (la caratteristica della separazione, il Haman in una persona), come viene spiegato nel versetto (in Megillat Esther): “gli Ebrei si radunarono,” ecc., “Radunarsi e salvare la loro anima “. E cioè che tramite l’unione hanno salvato la loro anima. (la connessione con il Creatore).
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(Scritti di Baal HaSulam, Shamati 144 “Esiste un popolo”)

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[I commenti tra parentesi quadre sono miei]

Baal HaSulam “L’Arvut” (La Garanzia Mutua)”: L’intera Nazione di Israele è Responsabile per Un altro

Questo è parlare dell’ Arvut (La Garanzia Mutua) [che può essere raggiunto solamente] quando tutto Israele diventa responsabile di un’ altro.

Perchè la Torà non è stata data a loro [per il gruppo che è stato fondato da Abramo e portato alla decisione di rimanere in Arvut da Mosè] prima di tutti e di ciascuno da Israele è stato chiesto se avessero accettato di prendere su di sè la Mitzvà (precetto) di amare gli altri in misura piena, [come risultato del loro lavoro sul raggiungimento dell’ unità ] espressa nelle parole: “Ama il tuo amico come te stesso”…

[L’ essenza del comandamento è] Ognuno in Israele avrebbe preso su di sè per prendersi cura [per tutti i partecipanti del gruppo] e lavorare per ciascun membro della nazione, [per ogni amico] e per soddisfare tutte le loro esigenze non meno che la misura impressa in lui per la cura per le proprie necessità.

E una volta che l’intera nazione concorda all’unanimità [ad essere in uno stato di completa unità nei loro desideri] e disse: “Faremo e ascolteremoOgni menbro di Israele è diventato responsabile che nulla deve mancare a qualsiasi altro membro della nazione. [siginifica il loro sviluppo spirituale] Solo allora essi diventano degni di ricevere la Torà, [La Luce della correzione che avrebbe gradualmente portato loro all’ Arvut] e non prima [perchè non c’èra la prontezza per implementare la Garanzia Mutua e il desiderio di unire come c’èra stato prima della frantumazione di un’ anima unificata.]
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I Kabbalisti sulla Nazione di Israele e le Nazioni del Mondo, Parte 1

Diretto al Creatore

Uno desidera completare la propria anima e restituirla alla sua radice, la quale è considerata Israele.
Baal HaSulam, Lettera 17

Seguendo il percorso che conduce al Creatore è chiamato Isra-el (diretto al Creatore). Ciò significa che le intenzioni della persona in tutte le sue azioni dovrebbero mirare dritto al Creatore.
Rabash, Shlavey HaSulam (I gradini della Scala), Articolo 20, Chi ha rafforzato il loro cuore?
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Un prestito in termini spirituali

Baal Hasulam, “La Pace”: Queste sono le parole di Rabbi Akiva: “Il libro è aperto e la mano scrive”. Ogni stato in cui si trova una generazione è come un libro, e tutti i malvagi sono come le mani che scrivono perché ogni malvagio è scolpito e scritto nel libro fino a quando non sono così tanti che gli uomini non possono più sopportarli. In quel momento, essi distruggono questo stato di malvagità e si riorganizzano in uno stato migliore. In questo modo, ogni singola azione è calcolata e scritta nel libro, vale a dire nello stato.

Ed egli dice, “Tutti coloro che desiderano prendere in prestito posso venire e farlo”. Ciò significa che egli crede che questo mondo sia come un magazzino aperto senza un padrone, ma che ci sia un padrone presente, un custode che si trova nel magazzino e chiede ad ogni cliente il giusto prezzo per la merce che prende dal magazzino, nel senso dell’impegno nel Suo lavoro mentre egli è nutrito da questo magazzino, in una maniera che di sicuro lo porterà allo scopo della creazione, come a Lui piace.

Il suo scopo è di conseguire la dazione. Però, un uomo deve avere il potere per farlo, e non ha questo potere. Lo prende in prestito, anche se lo intende tutto per la dazione. Inoltre, è così anche se egli vuole ripagare, cioè, nel senso che non vuole usare nulla per se stesso. Egli usa il mondo intero per la dazione.

In base agli standard del nostro mondo, è impossibile riconoscere che un uomo come questo stia prendendo qualcosa in prestito. Voi sapete che si prende in prestito per un vantaggio personale. Qui, tutto è al contrario. A proposito, il divieto della Torà di dare in prestito con interesse deriva da questo. Nel mondo spirituale, nessun prestito deve essere restituito in misura maggiore di ciò che è stato ricevuto.

Quindi, le forze che non ho dall’inizio le prendo in prestito, ma non le prendo per me stesso. Esse non sono mie, le aggiungo solamente al desiderio per il bene della dazione. Invece che al Creatore, io dono a tutti, ed il mio intero obbiettivo è solamente di trasmettere abilmente questa dazione, come se arrivasse dalle Sue mani. Io non ho niente di mio a parte il mio altruistico io che stride con il desiderio egoistico al suo interno e che agisce al di sopra di esso. Perciò, in sostanza, non ho niente da restituire.

Domanda: Nonstante tutto questo, non è comunque chiaro. Come può una persona chiedere un prestito per sé nella spiritualità?

Risposta: Allora, ho detto che si tratta di un altro genere di prestito. Vedi, io non ho dei miei poteri di dazione. Inoltre, io (specificamente, io) voglio dare proprio come fa il Creatore. Io devo trasmettere e dare ciò che Egli desidera per il mondo.

Questo stato è descritto allegoricamente con una metafora che dice che il Creatore voleva donare alle nazioni del mondo il metodo della correzione. Però, esse non furono capaci di accettarlo. Quindi, Egli usò un gruppo di passaggio chiamato Israele, che significa “diritto al Creatore”. Gli uomini di Israele sono come i coordinatori che connettono la Luce superiore con l’AHP. Grazie a questo, Malchut può elevarsi in Bina e qui essere “addolcita”, in modo da passare la Luce dall’alto verso il basso.

Quindi, questo è chiamato prestito solamente perché un uomo non ha la forza della dazione, e la riceve dal Creatore. Tuttavia, egli non la usa per se stesso, come è solito avvenire nel nostro mondo egoistico. In questo mondo, un uomo cerca prima di tutto il vantaggio per sé, e poi, pensa al vantaggio degli altri, sia che si tratti di questioni finanziarie, benessere, o semplice piacere. Nella spiritualità, io non chiedo per me stesso. Voglio prendere parte alla vita del Creatore. Questa partecipazione è intesa completamente per la dazione. Per il bene di questa partecipazione, metto in moto tutto il mio desiderio al livello massimo possibile. Tutto il resto lo tengo temporaneamente “sotto chiave” sotto la restrizione.

Domanda: Quindi, come mai è necessario chiedere un prestito così per lo scopo della dazione?

Risposta: Si chiama ascesa, richiesta di correzione (MAN). Al Creatore io richiedo la forza di essere capace di esaminare, di correggere, l’azione stessa. Io voglio che Lui faccia questo, come è scritto:”Vieni dentro di me e compi l’azione della dazione”. E’ come un bambino appena nato che chiede aiuto alla sua mamma o semplicemente piange, e la mamma arriva e lo aiuta. Tutto il problema è di diventare internamente come “il pianto di un bambino”. E ci vuole tempo per impararlo…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.04.2013 “La Pace”)

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Non è il posto che santifica una persona, ma è la persona che santifica il posto

Domanda: Cosa vuol dire essere “il popolo prescelto”? Lo si è per soffrire?

Risposta: Si viene scelti per fare un lavoro speciale nel mondo, e questo è stato espresso nel corso della storia. Sì, la sua missione è difficile, e viene compiuta in modi diversi.

Primo, la nazione dei Giudei ha dato al mondo la Torà, la connessione con il Creatore. Questa connessione era stata adottata in modi diversi dalle diverse parti della Malchut generale, come sono chiamate le nazioni del mondo. Esse persero l’idea originale e la usarono per il loro vantaggio, ognuna a proprio modo.

In questo modo si sono formate le religioni: Cristianesimo, Islam, ed Ebraismo così come lo conosciamo dopo la distruzione del Tempio. Sono inoltre nati diversi credo e diversi metodi da questa situazione, la cui origine a volte precede Abramo.

Nel complesso, il concetto della Divinità è interpretato in modo diverso da ognuno dei settanta vasi frantumati e dai loro discendenti. A livello individuale, percepiamo anche la vita e i nostri rapporti con il mondo e con la Divinità in modi diversi, ognuno si rapporta alla vita a proprio modo.

Per quanto riguarda le persone prescelte, sebbene i loro vasi siano frantumati, essi possono compiere delle azioni che sono dirette alla correzione grazie alla loro precedente preparazione.

Hanno provato quasi tutto una persona possa immaginare e sono stati gettati nei posti più strani! Tuttavia, alla fine ha raggiunto la “linea del traguardo”, l’ultima fase dell’auto-appagamento. Questa fase può durare per decenni e coinvolgere dei processi di cui preferirei non parlare, ma è cosi che vanno le cose, e la linea del traguardo si sta avvicinando.

Questi sono i risultati della precedente preparazione di questi vasi nei quali ci sono delle scintille della frantumazione, e perciò, essi rispondono in modo diverso alla Luce che Corregge. La Luce discende su tutti allo stesso modo, ma ogni nazione si risveglia in base alla propria unicità, ed ognuno progredisce a proprio modo. La Lue raggiunge tutti, ma la velocità ed il genere di cambiamenti sono diversi.

Se vedeste la Luce Circostante che arriva all’umanità e la fa avanzare, se conosceste l’essenza interiore di ogni nazione, non dovreste guardare i telegiornali. Sapreste esattamente cosa sta succedendo ad ogni nazione e ad ogni persona senza seguire i notiziari.

Domanda: Ma, comunque, chi sono gli “uomini prescelti”? Chi vi appartiene?

Risposta: Si tratta di un gruppo di vasi, di desideri, che hanno un certo Aviut (grossezza). Sono collegati in gruppo al fine di compiere un lavoro collettivo ed in questo modo muoversi in avanti. C’è una scintilla in questa nazione che è separata dal desiderio egoistico, una scintilla che in futuro potrà essere trasformata in una forza della dazione che cresce nel desiderio generale di una persona.

Domanda: Ha qualcosa a che fare con gli uomini che vivono in Israele?

Risposta: Non ha niente a che fare con la localizzazione geografica. Però, allo stesso tempo, questa nazione ha delle condizioni esterne speciali nella terra di Israele e, di conseguenza, delle condizioni interne che sono diverse dalle condizioni delle altre parti delle nazioni che sono disperse in giro per il mondo.

Parlando in senso generale, c’è un ordine nello sviluppo delle diverse parti dell’umanità. Primo, si tratta del nostro gruppo mondiale, e poi della nazione di Israele che vive nella terra di Israele, e poi della nazione di Israele che vive al di fuori della terra di Israele, e poi del resto dell’umanità, e questo avviene in base all’ordine di attrazione degli uomini alla correzione.

In passato, la nazione di Israele era costituita dai vasi corretti che si trovavano al di là del Machsom (la barriera), al di là del Parsa. Poi, è stata frantumata ed è affondata dentro l’intenzione egoistica di mescolarsi con AHP, al fine di raggiungere il livello più elevato possibile della correzione nel mondo.

Prima della distruzione del secondo Tempio, questi vasi appartenevano a GE (Galgalta ve Eynaim). Essi dovevano essere frantumati per penetrare i vasi delle nazioni del mondo poiché il Creatore voleva proprio dare a loro per primi la Torà. La “nazione di Israele” è la fase di preparazione, il legame. Deve attraversare tutte le diversità del suo destino in modo che adesso possa finalmente assicurare la correzione del mondo. Questo è quello che stiamo cercando di fare, di essere alla guida, essere dei pionieri. Perciò, i Giudei hanno ricevuto l’occasione di ritornare nella terra di Israele e da qui ritornare alle loro radici ed iniziare la correzione.

Domanda: La Terra di Israele è Santa anche in senso geografico?

Risposta: No, ma la connessione ad essa, anche a livello vegetativo, già comprende l’intenzione altruistica.

Un uomo santifica la terra. Un uomo santifica la natura inanimata, vegetativa ed animata. Tuttavia, noi non apparteniamo al livello “umano” poiché siamo ancora al livello animato. Quindi, la “terra di Israele” – che significa il desiderio di ricevere a livello inanimato – non è santa. Infatti, io non attribuisco questo desiderio a me stesso e lo santifico. Io vivo semplicemente nella terra di Israele perché ci sto bene. Se qui sento della pressione, lascerò questo posto, proprio come è successo due mila anni fa.

Ho incontrato molti israeliani al congresso del New Jersey, e nessuno voleva tornare indietro, tranne alcune persone che erano connesse a noi. Dei sondaggi mostrano che gli ebrei negli Stati Uniti stanno staccandosi da Israele e non vogliono essere identificati con Israele. Preferiscono essere dei Giudei americani, come membri di un’altra nazione. Sebbene si siano arrabbiati perché ne ho scritto nel mio blog, questi sono i risultati dei sondaggi che li hanno effettivamente presi in considerazione. Vedo la stessa cosa nelle conferenze e nelle lezioni che tengo in America.

Ad ogni modo non li rimprovero, naturalmente. E’ abbastanza naturale quando si vive in un certo paese e si è connessi a questo paese in modo egoistico allora si vuole sentirsi bene in questo posto. Si può ricordare la propria terra natale una volta ogni pochi anni. La maggior parte degli ebrei in America, compresi coloro che ho incontrato, non sono mai stati in Israele. Cos’hanno effettivamente da fare qui?

Domanda: Quindi, una persona deve vivere in Israele per completare la correzione?

Risposta: Baal HaSulam dice che una persona che è attratta dalla spiritualità è attratta dalla terra di Israele. Infatti, c’è qualcosa qui. Questa attrazione non può essere espressa a parole, è provocata dalla scintilla che c’è in noi. Ecco perché le persone che studiano la saggezza della Kabbalah vengono qui, anche se non sono ebrei. Sentono che la fonte è qui, che questo posto è diverso ed unico, e che qui ci si sente diversi che in ogni altro posto. Tutto questo non ha niente a che fare con le dinamiche e la qualità della vita esteriore, ma con ragioni molto più profonde.
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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.05.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Israele sono le scintille che illuminano il Mondo

La “Nazione di Israele” è una raccolta di persone nella quale ci sono delle scintille spirituali che ardono. Chiunque abbia questa scintilla sente un’ incontrollabile urgenza di ascendere. La scintilla che si accende in un uomo lo attira verso al rivelazione dell’essenza e allora egli è chiamato “Israele” che sta per Yashar El (diritto al Creatore).

Le scintille sono i punti nel cuore (•) che connettono un uomo alla Luce che Corregge. Uomini come questi possono attirare, mettere insieme la Luce, ed in questo modo essere corretti; mentre senza la scintilla, questa correzione è impossibile. Inoltre, attraverso la connessione tra i punti nel cuore, essi possono risvegliare coloro nei quali questi punti nel cuore non sono ancora stati accesi.

Nel complesso, la scintilla, che significa la forza della dazione, è accesa nel nostro ego, nel desiderio frantumato che è la forza della ricezione. Se io correggo questo desiderio, allora diventerà tutto un grande punto nel cuore, che significa Israele, il vaso della dazione, rispetto alle nazioni del mondo, che sono i vasi della ricezione.

In questo modo, Israele è la parte corretta del vaso generale e solamente attraverso di esso può essere trasmessa la speciale Luce Circostante alle nazioni del mondo. La Luce arriva in una maniera diversa ai desideri che non hanno la scintilla attraverso dei “vasi di trasmittenti” che li preparano e li organizzano, e presentano ad essi l’educazione integrale, e nel complesso funzionano per migliorare la loro vita terrena. Solamente Israele può realizzare questa missione e solamente attraverso Israele passa la Luce. Israele è il legame tra il Creatore e le nazioni del mondo.

Questa è la ragione per cui siamo in questo mondo poiché è qui che troviamo questa connessione tra i diversi vasi. Per quanto riguarda spinte ed incentivi, è il Creatore che li presenta sotto forma dell’attuale crisi globale.

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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.05.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam “La Garanzia Mutua“)

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Domanda: Che cos’è la “Nazione di Israele“?

Risposta: La “Nazione di Israele”, proprio come ogni altra nazione, è un insieme di diverse persone, ma, a differenza delle altre nazioni, queste persone sono unite in base al principio speciale di “Ama il prossimo tuo come te stesso“.

Una volta, gli uomini vivevano in tribù nell’antica Babilonia, e poi si sono divisi e dispersi in differenti direzioni e differenti nazioni, materialmente collegate tra loro, sono state create attraverso i loro desideri materiali.

In quei giorni, Abramo raccolse intorno a sé circa quattro o cinque mila uomini sui molti milioni che componevano l’umanità nell’epoca di Babilonia. Coloro che si unirono ad Abramo erano uomini nei quali ardeva una scintilla per qualcosa d’altro, la scintilla che risveglia gli uomini a porsi al di sopra della natura. Questi uomini lo seguirono con grandi speranze, nell’attesa di trovare il Creatore.

Essi ricevettero da Abramo il metodo per la rivelazione del Creatore che permette ad un uomo di imparare ad amare gli altri al fine di conseguire l’amore per il Creatore grazie a questo.

Questo gruppo lasciò la Babilonia ancor prima della grande diaspora e con il tempo diventò la nazione di Israele. Primo, le scintille non erano unite e tutti avevano dei desideri differenti e non potevano unirsi.

Tuttavia, Abramo iniziò a lavorare con loro e ad unirsi a loro attraverso un’idea comune ed un solo obbiettivo, attraverso la percezione che è al di sopra del desiderio egoistico.

Egli agiva in base al principio che “l’Amore copre tutte le trasgressioni”. Però, gli uomini possono sentire l’amore solamente se il desiderio per il piacere cresce in loro. Essi acquisiscono una sufficiente forza per rifiutare il piacere e quando lo superano, ascendono all’amore. In caso contrario, l’indifferenza e la divisione tra loro può annullare ogni scintilla.

La dinastia dei nostri progenitori, Abramo, Isacco, e Giacobbe inizia qui. Il gruppo adempì la sua misura di iniziale unità, e allora una nuova ondata di ego lo coprì e, di conseguenza, il successo e l’insuccesso dei tentativi di unirsi si trasformarono in una specie di lavoro che noi chiamiamo l’ “esilio in Egitto”.

E’ lo stesso gruppo. Non importa in quale tenda abiti, cosa studi, ed in cosa si impegni, il suo stato attuale è chiamato semplicemente “Egitto”. “Il Faraone” compare tra gli amici, nell’odio reciproco, e nella Torà, e nel metodo con il quale Giuseppe sostiene il gruppo, e poi, in Mosè.

Infine, il “gruppo di studio” raggiunge uno stato insopportabile perché l’ego semplicemente li divide ed essi non sanno cosa farci. Essi vogliono connettersi e realizzare una connessione reciproca tra di loro, ma l’ego li separa così tanto che essi si trovano in un vicolo cieco.

Allora, non solo non capiscono, ma entrano anche in un nuovo stato dove c’è un bisogno essenziale e vitale di scappare dal “re dell’Egitto”, per uscire dall’amore per sé e superarlo.

Immaginate quanto forte dovete essere per odiare l’ego, quanto repulsivo ed insopportabile deve sembrare in modo che possiate “saltare” e porvi al di sopra di esso. Semplicemente non avete la forza per entrare in contatto con esso, e questo odio vi solleva. Questo è il significato di “esodo dall’Egitto”.

Tuttavia, la fuga non è sufficiente. Come ci dovremmo unire adesso? Dobbiamo comunque coesistere con l’ego. In questo stato, i figli di Israele si trovano davanti al “Monte Sinai“, non al di sopra dell’odio, piuttosto, intorno ad esso. Allora, arriva la Luce, e grazie ad essa, i figli di Israele arrivano a capire come potersi unire nel modo corretto, il che significa usare ed in che misura usare l’odio al fine di unirsi al di sopra di esso.

Essi iniziano a lavorare reciprocamente in modi diversi, ed è impossibile farlo senza incorporare la forza negativa. Al fine di ricevere la forza positiva, essi fanno un patto tra di loro,  tra di loro e la Luce, il Creatore. In questo modo, la loro auto-correzione inizia.

Il gruppo è lo stesso gruppo, ma da adesso in poi è una nazione poiché adesso essi sono veramente uniti come ogni altra nazione, ma sono uniti nel desiderio collettivo, nelle scintille della dazione.

La base della loro unione non è il normale desiderio materiale di una bella vita in questo mondo, ma la necessità di vivere nel Creatore, in Colui che è superiore. Infatti, anche i figli di Israele sono attirati dal una “bella vita”, ma dietro a queste parole, c’è già un diverso significato. Il senso di ciò che effettivamente è “bello” cambia.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 22.02.2013 “Il Sostegno Reciproco”).

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Nella spiritualità un essere umano è la parte che fa da coordinamento tra il Creatore e gli esseri creati. Egli è anche chiamato “Israele“, che significa diritto al Creatore (Yashar-El). E’ detto: “Tu sarai chiamato Adamo (Umano) e non le nazioni del mondo”. Infatti, il Masach (schermo) che Io fornisco all’umanità è il vero “me”, l’essere umano in me”. Io prendo l’Aviut (la grossezza) dalle “nazioni del mondo”, la Luce dal Creatore, e devo costruire un Masach in relazioni ad esse.

Lo scopo di ogni Partzuf superiore è quello di essere effettivamente un “adattatore”, un “connettore”, il passaggio che non ha nulla di suo tranne che l’adattamento alle necessità degli altri. Questo è il mio lavoro, il mio compito. Chiunque abbia il punto nel cuore deve farlo, questa è la ragione per cui studiamo.

Domanda: Cosa superiamo comportandoci così?

Risposta: Dobbiamo superare le interruzioni che ci impediscono di aiutare il mondo e quindi di portare gioia al Creatore. Proprio come si racconta, Egli voleva davvero donare la Torah, che significa il metodo della correzione, alle “nazioni del mondo”, e la nazione di Israele l’ha ricevuta solamente come punto di passaggio, come un adattatore e un connettore. Le nazioni del mondo hanno i vasi, le Luci sono sopra, e la nazione di Israele, coloro che hanno il punto nel cuore, devono fare da adattatori tra di loro. Ne consegue quindi che noi siamo il Partzuf superiore, l’adattatore o, in altre parole, il Masach e la Luce che Ritorna.

Abbiamo solamente bisogno di sforzare noi stessi e di nient’ altro oltre a questo. Il nostro desiderio è piccolo paragonato al desiderio delle nazioni del mondo, e quindi è scritto, “Voi siete pochi tra le nazioni”. Noi siamo pochi non quantitativamente ma rispetto al desiderio di ricevere, poiché il nostro Aviut appartiene al livello di Bina e noi abbiamo acquisito tutte le aggiunte dopo la frantumazione. Il nostro solo compito è di servire Malchut, che significa i desideri delle nazioni del mondo, e di costruire il Terzo Tempio da essi. Dovremo adempiere a tutti i desideri e a tutte le passioni spirituali che saranno rivelati in essi.

Per cui è scritto: “La saggezza nelle nazioni del mondo – credete, la Torà nelle nazioni del mondo- non credete”. I loro vasi devono ricevere la Luce di Hochma, e la Torà è il metodo di correzione che esiste solamente nella nazione di Israele che ha il compito di evocare la Luce che Corregge, per correggersi essa stessa, per calcolare le cose rispetto al Masach, e per portare alle nazioni del mondo la Luce di Hochma. Noi costituiamo la connessione ed il sistema e le nazioni del mondo ci forniranno i desideri.

Domanda: Questa missione non sembra molto difficile. Dobbiamo solamente trasmettere qualcosa alle nazioni del mondo come fanno i messaggeri; cosa c’è di così difficile nel lavoro di questo “adattatore”?

Risposta: In principio, a livello dei progenitori siamo stati staccati dai vasi di AHP, cioè, abbiamo lasciato Babilonia dopo aver corretto i nostri vasi che appartengono a GE. Poi, a livello dei figli abbiamo corretto il nostro AHP attraverso gli esilii, soprattutto nell’esilio in Egitto, ed abbiamo acquisito un vaso completo, ma le sue due parti sono nostre poiché appartengono al livello di Bina e questo non è abbastanza. Quindi, dopo l’Esodo dall’Egitto, la conquista della Terra di Israele, e la costruzione del Tempio, tutto il nostro vaso si è frantumato ed è caduto al livello delle nazioni del mondo, al quarto e ultimo esilio.

Ora dobbiamo incominciare a correggere le cose, ma non la correzione che c’era prima. Allora non siamo passati attraverso la frantumazione, e oggi dobbiamo tirare fuori i nostri “vasi” dalle “nazioni del mondo”. Si tratta di un lavoro molto impegnativo. In aggiunta a questo, anche i rappresentanti delle nazioni del mondo si aggiungono a noi.

Per prima cosa dobbiamo ricostruirci come un unico vaso come eravamo soliti essere e poi iniziare a lavorare con le “nazioni del mondo”, poiché la connessione esiste già dai giorni dell’esilio. Quindi, anche se iniziamo la nostra auto-correzione adesso, è già passata a loro, e, in questo modo, non riedifichiamo solamente noi stessi, ma includiamo anche tutti gli altri nella correzione e ci eleviamo insieme ad essi a livelli molto più superiori.

Quando Israele si rialzerà di nuovo, le nazioni del mondo lo seguiranno immediatamente e avranno qualcuno a cui chiedere il vero AHP e non l’AHP non sviluppato di Bina.

Quindi, il ruolo di “Israele” è di prendere le mancanze delle “nazioni del mondo” e con esse elevarsi al Creatore e preparare il vaso della Shechina (Divinità) per esse. Il vaso è costruito con i diversi desideri delle nazioni del mondo, non importa se siano già pronti. La cosa principale è che sentano che l’appagamento dall’alto passi attraverso noi. Allora, saranno in grado di aderire a noi e ricevere il vaso.

In questo modo facciamo felice il Creatore. Poiché è a loro che Egli ha promesso di dare la Torà, ai veri vasi della ricezione, e noi siamo solamente il mezzo per la correzione di questi vasi.

E’ dunque chiaro quanto sia importante la divulgazione in tutto il mondo. La “Torà” è un sistema generale ed indivisibile che viene rivelato ovunque. Ne consegue che siamo collegati in una rete e non possiamo separarcene e fuggire. Questa rete, la connessione tra gli uomini, è la “Torà“. Questa rete esiste in tutti i livelli dal principio fino alla completa connessione in cui tutti gli uomini diventeranno “come un solo uomo con un solo cuore”. La Torà è il vaso generale e la Luce generale in essa è chiamata “Il Creatore”. Oggi dobbiamo correggere il desiderio di ricevere al fine di connetterci al di sopra di esso nella reciproca dazione al Creatore.
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(Dalla 2.a parte delle Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2013, Lo Zohar)

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