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I Kabbalisti sulla Nazione di Israele e le Nazioni del Mondo, Parte 7

La Missione del Popolo di Israele

Quando i figli di Israele saranno perfezionati, con la completa conoscenza delle sorgenti della saggezza e della conoscenza essi accresceranno oltre il confine di Israele ed irrigheranno tutte le nazioni del mondo, come è scritto (Isaia 11) “Poiché la terra si colmerà della conoscenza del Creatore” e come è scritto “e verranno in moltitudine verso il Creatore e la Sua Bontà”.
Baal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Mairot uMasbirot” Punto 4

In più la nazione di Israele ha il mandato attraverso l’impegno nella Torà e nei precetti di Lishmà, di consentire a se stessi e a tutte le persone del mondo di evolvere fino a ricevere questo sublime Lavoro dell’amore per il prossimo, che è la scala per raggiungere la Meta della Creazione cioè l’adesione a Lui, come è stato spiegato.
Baal HaSulam, “L’Arvut (La Garanzia Spirituale),” Punto 20

…la nazione Israeliana fu corretta e preparata per essere una specie di passaggio, poichè tramite loro (i suoi membri) le scintille della purificazione affluissero a tutta la specie umana nell’intero mondo. Questo (succederà) in tal modo che codeste scintille di purificazione si moltiplicheranno ogni giorno come chi devolve tesori, fino al punto che si colmeranno nella misura desiderata, cioè fino a che essi si svilupperanno e giungeranno al punto che potranno capire il piacere e la quiete che si trova nel fulcro dell’amore per il prossimo. Giacché allora capiranno (la necessità) di determinare il piatto della bilancia dalla parte del merito e s’inseriranno sotto il Suo Giogo, che Egli sia benedetto, ed il piatto della bilancia del debito sarà dissipato dal mondo.
Baal HaSulam, “L’Arvut (La Garanzia Spirituale),” Punto 24

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Tutto Israele sono garanti uno dell’altro.

“Vi è un popolo disperso e disseminato tra i popoli” (I commenti tra parentesi sono miei) Haman (la principale caratteristica egoistica di una persona, una delle manifestazioni del Faraone, Amalek, e così via) disse che riteneva che sarebbero riusciti a sterminare gli Ebrei (distruggendo la connessione tra coloro che anelano il Creatore in una forma maggiore è più finale) dato che sono separati l’uno dal proprio compagno; quindi, la nostra forza (il potere egoistico che ci spinge lontano dalla dazione e dall’amore) contro la loro sicuramente avremo successo, poiché ciò crea separazione (e coloro che anelano il Creatore) tra l’uomo (ognuno di loro) ed il Creatore. E Dio, e ad ogni modo, non li aiuterà, dato che (attraverso la distanza uno dall’altro). Essi sono separati da Lui. Questo è il motivo perchè Mordechai andò (la caratteristica della dazione in una persona) a correggere questa imperfezione (la caratteristica della separazione, il Haman in una persona), come viene spiegato nel versetto (in Megillat Esther): “gli Ebrei si radunarono,” ecc., “Radunarsi e salvare la loro anima “. E cioè che tramite l’unione hanno salvato la loro anima. (la connessione con il Creatore).
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(Scritti di Baal HaSulam, Shamati 144 “Esiste un popolo”)

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[I commenti tra parentesi quadre sono miei]

Baal HaSulam “L’Arvut” (La Garanzia Mutua)”: L’intera Nazione di Israele è Responsabile per Un altro

Questo è parlare dell’ Arvut (La Garanzia Mutua) [che può essere raggiunto solamente] quando tutto Israele diventa responsabile di un’ altro.

Perchè la Torà non è stata data a loro [per il gruppo che è stato fondato da Abramo e portato alla decisione di rimanere in Arvut da Mosè] prima di tutti e di ciascuno da Israele è stato chiesto se avessero accettato di prendere su di sè la Mitzvà (precetto) di amare gli altri in misura piena, [come risultato del loro lavoro sul raggiungimento dell’ unità ] espressa nelle parole: “Ama il tuo amico come te stesso”…

[L’ essenza del comandamento è] Ognuno in Israele avrebbe preso su di sè per prendersi cura [per tutti i partecipanti del gruppo] e lavorare per ciascun membro della nazione, [per ogni amico] e per soddisfare tutte le loro esigenze non meno che la misura impressa in lui per la cura per le proprie necessità.

E una volta che l’intera nazione concorda all’unanimità [ad essere in uno stato di completa unità nei loro desideri] e disse: “Faremo e ascolteremoOgni menbro di Israele è diventato responsabile che nulla deve mancare a qualsiasi altro membro della nazione. [siginifica il loro sviluppo spirituale] Solo allora essi diventano degni di ricevere la Torà, [La Luce della correzione che avrebbe gradualmente portato loro all’ Arvut] e non prima [perchè non c’èra la prontezza per implementare la Garanzia Mutua e il desiderio di unire come c’èra stato prima della frantumazione di un’ anima unificata.]
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I Kabbalisti sulla Nazione di Israele e le Nazioni del Mondo, Parte 1

Diretto al Creatore

Uno desidera completare la propria anima e restituirla alla sua radice, la quale è considerata Israele.
Baal HaSulam, Lettera 17

Seguendo il percorso che conduce al Creatore è chiamato Isra-el (diretto al Creatore). Ciò significa che le intenzioni della persona in tutte le sue azioni dovrebbero mirare dritto al Creatore.
Rabash, Shlavey HaSulam (I gradini della Scala), Articolo 20, Chi ha rafforzato il loro cuore?
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Da dove sono venuti gli ebrei sulla Terra

Lo studio dei genetisti americani (“Figli di Abramo nell’era del genoma. La maggiore Diaspora ebraica con un’ ascendenza comune in Medio Oriente”.-  “Sono compressi distinti gruppi  con ascendenza comune del Medio Oriente”, Dr. G. Atsmon , prof. E. Berns, prof. G. Ostrer, prof. E. Fridman): «Il Popolo eletto» è derivato da un antenato comune che visse 2,5 mila anni fa in Medio Oriente. Geneticamente, gli italiani e i francesi – sono quasi ebrei.

Gli scienziati hanno tracciato l’ascendenza ebraica, hanno studiato il genoma dei rappresentanti della popolazione – gli ashkenazi (gli ebrei dell’Europa centrale ed orientale), sefardi (turco, italiano, greco ebrei), mizrahi (Ebrei di Siria, Iraq, Iran).

Risultato: tutti gli ebrei, indipendentemente dalle popolazioni, sono geneticamente quasi identici, come fratelli o sorelle. Ma molto diversi dei non-ebrei.

Tutti gli ebrei – e gli ashkenazi, e sefardi, e mizrahi – provengono dal Medio Oriente. Sono apparsi in Mesopotamia come risultato di una mutazione. E 150 generazioni fa (2500 anni) sono stati divisi in due gruppi: metà degli ebrei sono andati in Europa e Nord Africa, e gli’altri – sono rimasti in Medio Oriente.

Così, gli ebrei non hanno commesso alcun errore nel considerare se stessi come un’ unico popolo, il popolo ebraico è legato ad una storia genetica comune. L’eccezione irrilevante sono gli ashkenazi – che più di ogni altre popolazioni ebraiche hanno rovinato il genoma – hanno raccolto i caratteri (segni) dagli europei. Gli Ashkenazi possono avere capelli biondi e gli occhi azzurri o grigi.

Lo studio di “Figli di Abramo”: dei non-ebrei, i più simili geneticamente agli ebrei,sono gli italiani e i francesi.

Sono anche emerse tipiche malattie ebraiche – la prostata negli uomini e il cancro al seno alle donne.
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Esempio a tutto il mondo

Se decidiamo di guardare tutti gli altri come ad un’unica famiglia, potremo modificare i rapporti reciproci fra le parti del popolo. Sono mutazioni molto serie, interiori e dolorose. In verità, non siamo strutturati in questo modo, non è naturale per noi di pensare a tutti, fino al punto di fare delle rinuncie e addirittura aspirare di unirsi agli altri.

Ma nessuno deve cambiare o rinunciare alle sue vedute, dovrebbe solo far posto a tutte le opinioni e convinzioni, e dovrebbe pure ricordare che siamo tutti un’unica famiglia, capire che in essa c’è posto anche per l’ “altro”, e preoccuparsi di raggiungere l’integralità.

In definitiva, dobbiamo raggiungere un mutuo accordo fra noi, dove ognuno possa capirlo, riconoscerlo ed accettarlo pienamente. Tutto il popolo deve acconsentire a ciò e comprendere che questo è proprio il giusto e corretto comportamento, e tutto ciò dovrebbe scaturire da sentimenti di cooperazione e di amore.

Questo è  il dibattito della nostra vita. Il “lavoro del tavolo rotondo” che deve continuare senza tregua. In funzione dei mutamenti che avvengono ogni giorno, dobbiamo sempre dibattere sui nostri problemi, soppesarli, classificarli secondo la scala delle priorità, e decidere le vie di assistenza e il trasferimento dei mezzi. Questo tavolo tondo deve illustrare e chiarire a tutto il popolo come veramente ci si può trasformare in un’unica famiglia. Questo spirito interiore deve manfestarsi in ognuno, altrimenti non riusciremo.

Dopo che avremo inziato a prendere decisioni intorno a questo tavolo tondo, dovremo progredire di giorno in giorno secondo il principio di garanzia mutua.

E’ logico che nei primi tempi ci saranno problemi e controversie. Questa graduale ed inarrestabile realizzazione continuerà fino a che arriveremo ad un vero e totale consenso. Allora potremo dimostrare a tutto il mondo un’ esempio nuovo come prendere decisioni. Non e’ soltanto un dibattito aperto, questo e’ un’ azione educativa su scala nazinale e mondiale. E’ una cosa che non era mai successa fino adora.

La natura ci costringe ad arrivare a tutto ciò. Vi sono numerosi indagini che indicano che il mondo si è trasformato divenendo scambievole e connesso. Ci congiunge tutti insieme. E se non ci adegueremo alla natura raggiungendo l’armonia con essa, attireremo su di noi avversità.

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La piramide del mondo

I desideri di tutte le anime formano una comune struttura, ma non omogenea, e divisa su molti livelli, in ogni possibile forma: secondo le Sefirot: 3 linee e 12 parzufim.

Tutti i desideri raggiungono alla fine la somiglianza con il Creatore, ma ognuno in conformità colla sua fonte, ossia “Aviut“, la grandezza del desiderio.

Tuttavia la grandezza del desiderio si valuta non per la quantità ma per la qualità. Come nei quattro stadi della luce diretta, lo stadio che segue non si distingue per essere 10 volte più grande, ma perché uno desidera ricevere, l’ altro desidera dare, il terzo ricevere per dare, il quarto desidera ricevere per sè, e poi correggersi.

Ossia il grado del desiderio, il suo “aviut“, si valuta non per la quantità del desiderio, ma per la sua capacità di sentire e capire, compresa la sua posizione rispetto alla luce. Più il desiderio si sente opposto alla luce, più è grande il suo aviut. Questa valutazione è puramente qualitativa.

Più grande è la differenza che il desiderio sente colla luce, più presto si risveglia per eliminarla. Esso non è in grado di sopportare questo divario.

Perciò il gradino della riparazione corrisponde a quello della corruzione, il sentimento della propria separazione dalla luce, la “rozzezza” (aviut) del desiderio. Più pesante è il distacco, più grande è il sentimento del legame con l’ alto. Com’ è detto: “Colui che è il compagno più grande, possiede il più grande egoismo”.

Durante il processo di correzione attraversiamo diversi stadi, e una parte di loro dipende dall’aviut del desiderio ed un’ altra parte no. Si sviluppano a volte le une, a volte le altre , come un embrione al quale, a tempi alterni, si sviluppano il cervello, le estremità, gli organi interni.

Tutta la creazione si sviluppa come un enorme embrione, poi c’è lo svezzamento ed infine la maturità. E anche gli uomini nella creazione si sviluppano seguendo le stesse tappe.

Stando al desiderio che noi abbiamo oggigiorno, tutte le anime si suddividono in: Israele (Iashar-el “direttamente al Creatore”), quelle nelle quali si è risvegliato il desiderio (reshimo, il gene dell’ informazione) della riparazione, e “i popoli del mondo”, quelli nei quali questo reshimo non si è ancora risvegliato.

Va da sè che ciò avverrà anche in loro, ma per ora non c’è. Questa divisione è relativa e può cambiare in ogni momento.

La parte interna è la più importante e Israele, ossia quelle anime che si sono già risvegliate per la correzione, si chiama parte interna del mondo, infatti tramite loro la luce si riversa in tutti gli altri desideri.

Secondo la legge della corrispondenza inversa della luce e del desiderio, la luce entra nel sistema tramite i desideri più delicati, G”E superiore. E in seguito da esso si estende verso il basso, e da lì ancora più in basso, fino a riempire poco alla volta tutti i desideri secondo i vari livelli: “ibur – ienika – mokin” (embrione – alimentazione – maturità).
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(Dalla lezione sull’articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona”. 12.12.2010)

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I Kabbalisti sul Libro dello Zohar

Cari amici, vi prego di porre delle domande sui temi di queste citazioni di grandi kabbalisti. (Le note tra parentesi sino miei)

L’ importanza del Libro dello Zohar

Nel futuro usciranno i figli di Israele (ogni uomo con il desiderio: Isr=direttamente, el=al Creatore) dall’ (spirituale) esilio (dall’ egoismo, e perciò dall’ occultamento del Creatore) con la forza del Libro dello Zohar (che ripara l’ uomo e gli rivela il mondo eterno e perfetto).

-Libro dello Zohar, cap. “Naso” n.° 90

La liberazione di Israele (dall’egoismo, causa del percepire solamente questo mondo) e della sua eccellenza (compreso l’ amore per il prossimo) dipende esclusivamente dallo studio del Libro dello Zohar e della parte esoterica della Torà (Scienza della Kabbalah).

-Baal Sulam: Prefazione al Libro dello Zohar, p. 69

E’ noto che lo studio dello Zohar possiede una forza potente (riparazione e disvelamento del mondo superiore). Sappi che grazie allo studio dello Zohar viene il desiderio (di unirsi, di dare, di amare, ossia di riparare la rottura, la frammentazione delle anime) e la lingua santa (santità è dazione, virtù di Binà) dello Zohar risveglia al lavoro spirituale (correzione).

-Rabi Nahman da Breslaw Sihot Aran. Conversazione 108
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Il pericolo di opporsi alla natura

Il mondo sta entrando in un nuovo periodo evolutivo, e Israele è divenuto la nuova guida in questo periodo. Fino ad ora non era possibile, perché eravamo in ”esilio”. Adesso incomincia il periodo della “liberazione”.

Liberazione” come similitudine del “Creatore”, della vicinanza con Lui, del Suo palesarsi e del palesarsi delle leggi della natura e al raggiungimento dell’armonia con essa. Accettare l’attuazione di tutte le leggi superiori, ciò significa scoprire la natura.

Nella società umana, e dentro di noi, tutte queste leggi devono essere realizzate coi nostri propri sforzi. Ossia, d’ora in poi, noi non dobbiamo fare altro che lavorare al solo scopo di essere sempre più vicini alla natura, al Creatore.

Ma noi andiamo dalla parte opposta e non vogliamo ascoltare! Questa è la causa di tutti i disastri. Infatti prima le sofferenze ci venivano date in minor misura, solamente per spingerci a proseguire. Oggi però, esse agiscono in direzione contraria, contro di noi.

Prima le sofferenze erano come delle piccole punture ai fianchi, che ci riportavano sulla giusta strada e ci stimolavano ad affrettarci nello sviluppo, ma rispettavano le tue proprie aspirazioni. Ti sollecitavano come si fa con un asino che viene punto da dietro con un bastone aguzzo.

Ma adesso, in qualsiasi maniera tu ti periti di proseguire, la natura ti si fa incontro e non ti colpisce da dietro, ma proprio in faccia. Tu vuoi proseguire per la vecchia strada? – Niente da fare! In questo modo ti attirerai ancora più e più problemi, e allora:“…siediti e non far niente”….

Ossia noi dobbiamo proseguire colle riparazioni. E Israele è guida nelle riparazioni, perché ne possiede la tecnica, il metodo.

E a causa di ciò, Israele dovrà sopportare molti più problemi, qualora non avanziamo nel modo giusto.

E qui tutto dipende da noi! E considerando le passate catastrofi, bisogna innanzitutto trarne le giuste conclusioni e non considerarle “un incidente casuale”, ché in natura ogni cosa è collegata all’altra, e per tutto c’è una causa.

Se ci veniamo a trovare in una “opposizione frontale” colla natura, cosa mai accaduta prima, dobbiamo affrettarci colle riparazioni. Invece che in opposizione, metterci in simbiosi colla natura, ed eseguire ciò che il Creatore, la natura, vuole da noi:

Raggiungere l’armonia, l’unione tra di noi, come un solo uomo, un solo cuore, arrivare all’ “amore fraterno”.

E se arriviamo a questo, allora cesseranno tutte le catastrofi e tutti i popoli sosterranno Israele. Diventeremo il centro della riparazione del mondo. Se c’è nel mondo dell’odio verso Israele, questo esiste perché noi possediamo la metodica della riparazione, e non la realizziamo con sufficiente prontezza e non l’estendiamo a tutto il mondo.

(Dalla lezione su “Equilibrio e natura” del 3.12.2010).

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I Kabbalisti sulla “Kabbalah – Oggi”

Cari amici! Vi prego di porre delle domande sui temi di queste citazioni di grandi kabbalisti. Le note tra parentesi sono miei.

Possibilità di liberazione

La salvezza d’Israele (la realizzazione dell’aspirazione verso il Creatore e tutta la sua grandezza) (riempimento di luce) dipende solamente dallo studio del libro dello Zohar e del contenuto della Torà.

E, all’incontrario, ogni disfacimento e ogni caduta dei figli d’Israele è solamente conseguenza di aver ignorato il vero contenuto della Torà, sminuendone il vero significato e riducendolo al livello più basso, facendo di lei una cosa senza alcuna necessità (e siccome i popoli del mondo l’aspettano inconsciamente da noi, allora, se noi non procuriamo loro il mezzo per il raggiungimento del mondo superiore, considerano pure noi inutili in questo mondo).

-Baal Sulam. Introduzione al libro dello Zohar
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