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La disoccupazione distrugge la salute psichica

Opinione (Un gruppo di scienziati di Washington and Lee University): La cosiddetta crisi globale finanziaria ha portato alla crescita del numero delle persone che sono rimaste senza lavoro, in tutti i paesi senza esclusione. Ma anche là dove, nonostante la disoccupazione, è possibile vivere decentemente, la mancanza di lavoro si ripercuote sulla psiche.

Come sostengono gli scienziati degli USA, agli americani che arrivano allo status di disoccupato in non più di venticinque settimane i problemi di carattere psicologico appaiono tre volte più spesso che ai coetanei che hanno un lavoro permanente.

Inoltre, i problemi con la psiche più spesso appaiono a quei disoccupati che hanno una buona formazione, e per queste persone i problemi di carattere psicologico sono più seri che per quelli con meno formazione.

I problemi più caratteristici che si sono scoperti nel processo dell’indagine, era la depressione e l’elevata agitazione. Più delle volte questi squilibri appaiono dopo che l’uomo è passato nello status di disoccupato sei mesi e più. Specialmente accentuati erano i problemi psichici dei disoccupati con studi superiori che prima lavoravano in posti di lavoro buoni e in grandi aziende.

Il mio commento: La disoccupazione è inevitabile, noi facciamo troppe cose inutili, svuotiamo le risorse terrestri e inquiniamo il pianeta. Bisogna essere in accordo con il fatto che noi dobbiamo nutrirci, vestirci, organizzarci, ma non di più, e occupare il tempo libero con lo studio del nuovo mondo globale, la nuova comunità integrale, il cammino del raggiungimento della garanzia reciproca. Questo dà a noi la possibilità di raggiungere l’uguaglianza con la natura circostante e sopravvivere in condizioni ecologiche minacciose.

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Il “portafoglio” comune mondiale”

I paesi europei presupponevano che, creando la valuta comune e unendosi contro l’America e la Russia, sarebbero diventati la terza forza. Invece, l’unione necessita anche di fiducia e della sensazione di comunità, di partecipazione nella cooperazione, di finanze comuni, di scioglimento delle frontiere, ovvero che la cultura diventi comune. Le frontiere tra i paesi si possono ancora togliere, ma creare un “portafoglio” comune non è possibile. Perché questa è la cosa più importante! Questo riflette i nostri sentimenti e rapporti. Quando si considera che le persone vivono insieme? Quando loro hanno una “pentola comune”. Così era anche in antichità e nei nostri tempi.

Se la moglie con il marito hanno i conti separati in banca loro vanno al ristorante e ognuno paga per sé. Questa cos’è una famiglia? Ma questo oggi si considera nella norma: tu paghi per questo, io pago per quell’altro e così noi coesistiamo.

Il processo evolutivo ha portato al fatto che oggi noi ci siamo trovati collegati l’uno con l’altro non soltanto in Europa, ma anche in tutto il mondo. Però, per ora, ancora in diversi luoghi questo si sente in varie maniere. Il mondo è obbligato ad arrivare alla situazione di quando le persone si dovranno rapportare bene l’una con l’altra. Ecco in cosa consiste il problema!

Noi non possiamo semplicemente, in maniera diplomatica, metterci d’accordo l’uno con l’altro. Questo si vede dagli esempi d’Europa. Non possono! Bisogna distruggere le connessioni egoistiche e gradualmente creare al loro posto quelle altruistiche, cioè connessioni comuni. Deve essere una comunità! Questa comunità deve essere al di sopra di tutte le nostre diversità. Qui non si intendono le opposizioni. Le opposizioni bisogna distruggerle e le diversità lasciarle, e al di sopra di loro creare la comunità, che si chiamerà una “nazione generale”: europei. Basta nient’altro.

Perché gli spagnoli, gli italiani, i francesi, gli inglesi, i tedeschi e così via devono sentirsi popoli separati? Perché loro hanno varie lingue? Gradualmente sarà sostituita da una lingua comune, oppure da un misto di lingue, per esempio esperanto. Non ha importanza! La natura ci obbliga verso questo, altrimenti noi non possiamo organizzarci.
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EU in rovina, il mondo in guerra

Opinione (H.Torreblanca, collaboratore scientifico della Comunità Europea in ciò che riguarda i rapporti internazionali): giorno dopo giorno si rinforza la sensazione del fatto che l’Europa va a pezzi. Dopotutto, la Comunità Europea è un’invenzione dell’uomo, e la sua utilità giustifica la sua esistenza.

Questo progetto grandioso era stato creato con la corrispondenza di situazioni favorevoli. La corrispondenza delle situazioni non favorevoli può facilmente distruggerlo. Tanto più se i responsabili della sua esistenza deviano dai propri doveri. Tante persone, devote al progetto europeo, riconoscono che la pericolosità dello scioglimento della Comunità è assolutamente reale.

Risposta: Dal punto di vista della realizzazione del programma della natura, portare l’umanità ad una forma unica, la caduta della Comunità Europea sarà una grandiosa crescita della crisi della somiglianza dell’umanità alla natura integrale, ed un passo indietro che è un minaccioso movimento verso la guerra mondiale.
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La ricetta della salvezza dell’economia, o come non perire uno ad uno

Opinione (R. Ziemba, direttore sulle questioni di macroanalisi europee e africane, Roubini Global Economics): la recessione in cui sprofonda l’economia degli USA non è un problema di un solo paese.

Questo processo si prolungherà nei prossimi cinque anni e toccherà tutti i paesi ricchi del mondo. Cina, India, Turchia, Russia non riusciranno a scappare dall’influenza della recessione degli USA e della Comunità Europea. Il mondo potrebbe scontrarsi con dei problemi di petrolio provenienti dai paesi del Medio Oriente che sono stati colpiti dagli sconvolgimenti nazionali.

La ricetta della salvezza dell’economia è semplice: bisogna fare fede alla tecnologia, sviluppare intensivamente il settore agricola e la cooperazione interregionale. Questo suona come un mantra continuo cioè, quello di fare sviluppare la cooperazione tra i paesi.
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Quanto costa il crollo della zona Euro?

Messaggio: Il ritorno alla valuta nazionale è un passo che sempre più spesso viene consigliato dagli economisti conosciuti, ai paesi problematici della zona euro.
Gli analitici UBS hanno calcolato che :

1) L’impatto per i paesi della comunità europea, che faranno a meno del rifiuto della valuta unica è terribile; perderanno fino al 50 % del PIL. Con uno sviluppo simile degli eventi in Europa, si aspettano dei crolli,.dei colassi dei sistemi bancari, crollo del mercato e disordine pubblico. Negli anni successivi le perdite aumenteranno ancora fino al 150 % del PIL.

2) Se la rinuncia dell’euro avvenisse soltanto da parte dell’economia del paese conducente la comunità europea, cioè Germania. I tedeschi (i tedeschi, considerano questo fatto una cosa desiderabile) rifiuteranno. Cioè la Germania rifiuterà l’ euro e nel primo anno porterà a un consumo del 25% del PIL e 15% del PIL nei prossimi anni. Alla Germania è 10 – 15 volte più conveniente di dare prestito alla Grecia, Portogallo e Irlanda.

3) L’uscita dalla zona euro di un qualunque paese, fa nascere le speculazioni che riguardano l’uscita degli altri paesi deboli che colpiranno fortemente tutta la economia. L’influenza dell’Europa nel mondo si indebolirà. Il crollo della valuta della comunità è sempre stata accompagnato dalle guerre civili . Per questo gli investitori non hanno senso di mettere, di investire su scenari simili, perché un paese vincitori non ci sarà.
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La marcia degli indignati

Opinione: Circa centocinquanta attivisti del “movimento degli indignati” spagnolo si preparano alle azioni di protesta contro la politica economica della Comunità Europea.

Nella capitale europea Bruxelles, li hanno incontrati persone di vari paesi con il medesimo pensiero. Dopotutto il 17 e il 18 ottobre a Bruxelles ci sarà il Summit dei leader della Comunità europea. Il tema principale sarà la crisi del debito nella zona euro.

Gli attivisti partecipano contro le misure rigide dell’economia che vengono intraprese dai governi dei paesi europei, e chiedono la giustizia sociale. La mainfestazione degli “indignati” è programmata per il 15 ottobre.

Commento: Il mondo si abituerà a queste manifestazioni finché la crisi porterà a un tale svuotamneto che saranno obbligati a riguardare i rapporti tra di loro. Il mondo darà attenzione all’uomo dall’esterno all’interno – sul fatto che il motivo della crisi è dentro di noi, in mancanza di unione, come conseguenza di ciò la non corrispondenza alla natura.

Per adesso queste idee sembrano mistiche, idealistiche, troppo distaccate dalla materia e dalla realtà. Però ciò che non fa la mente fa il dolore, cioè acuisce la ragione e lui inizia a percepire i fenomeni più fini della nostra vita. L’accordo con l’idea kabbalistica verrà da una parte di dolore e da una parte dalla ragione (divulgazione dell’idea).
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I miliardari hanno paura di rimanere affamati

Domanda: E’ mai possibile che sia necessario qualche colpo forte per cambiare la percezione delle persone, lo sguardo sull’economia e “la distribuzione equa”?

Risposta: Non è necessario che sia così distruttivo il colpo, come una guerra – questo può essere la caduta della borsa oppure qualcosa di simile.

Se avviene un problema serio nell’economia, allora questo toglierà soltanto “il grasso superfluo” agli strati più ricchi. Per loro si manifesterà nella scomparsa di qualche zero dal conto bancario. Invece, per un piccolo uomo questo significa qualche boccone di pane sul suo tavolo. Per questo i problemi economici colpiscono tutti e fanno diventare tutti più sensibili, anche se per i capitalisti perdere il loro milardi non è facile – poiché l’economia non è solo cifre, ma uno spazio sensibile. Presupponiamo che io abbia avuto 40 miliardi e che ne siano rimasti 20, quindi io mi sentirò nella paura di perdere il mio proprio pane! Io avrò paura che domani non avrò niente da mangiare.

Quindi sembrerebbe: perché mi devo preoccupare se io ho 20 miliardi in banca e invece qualcun’altro non ha neanche 20 dollari? Ma questo non ha importanza. All’uomo compare la sensazione di panico. Lui non sente che ha perso 20 miliardi, ma che glie ne sono rimasti ancora 20, lui trema dalla paura che domani rimarrà assolutamente povero.

Per questo davanti alla faccia dei problemi economici tutti cadono nel panico. Allora ognuno potrà spiegare che cosa accade, a tutti senza esclusione. E’ chiaro che manca semplicemente tirare ognuno verso un livello di vita normale, aggiungendogli dei soldi per farlo calmare. Tutto questo deve andare parallelamente all’educazione. Ma l’uomo è d’accordo con l’educazione soltanto quando lo colpiscono un po’. Adesso, quando per lui ancora è tutto a posto, ed ha il calcio nei giorni liberi, domani qualche matrimonio di qualcuno, dopodomani le ferie, allora dirà che non ha bisogno di nessuna educazione.

Ci sono alcuni ai quali basta prendere un po’ di pane e di frutta e passare tutto il giorno libero sulla spiaggia insieme a tutta la famiglia. Le persone vivono la loro vita in maniera semplice e sono contente. Per questo non mancheranno i colpi che li obbligheranno ad ascoltare un po’. Allora sarà possibile iniziare l’educazione.

La cosa importante è la creazione del sistema del chiarimento, che spieghi come funzionano tutti i sistemi: che cosa sia il programma della natura e che noi non abbiamo scelta, che racconti dell’evoluzione, dell’economia, della natura dell’uomo che dia le conoscenze necessarie. Questa è la parte più iniziale che è necessario realizzare.

Ma la seconda parte è quella di creare sistemi di educazione che insegnino come dobbiamo realizzare e correggere i nuovi rapporti nella società, connettersi l’uno con l’altro. Cioè il processo si divide in due parti: istruzione, che è la ricezione della conoscenza del nuovo mondo, e l’educazione, che è l’insegnamento di come vivere in esso. Dopo di ciò noi passiamo alla realizzazione pratica, alle azioni concrete.

(Dalla lezione sugli articoli del libro Shamati)

Essere ricco significa essere maiale

Articolo: Lei stava davanti a me rabbrividendo, questo era un vero tremore fisico. “Fino a quando non uccidono qualcuno loro non si fermano”. Per lei era difficile riconoscere il fatto che, considerandosi un genio dell’economia, raccogliendo vari tipi di insegne regali fosse diventata un nemico comune e lei non è l’unica ad essere così. Lei è parte del settore crescente dei business man che hanno subito un feroce attacco. Loro si sentivano cacciati.

Quelli che non arrivano alla ricompensa, hanno tanti reclami verso i ricchi. Gli attaccati in allarme hanno scoperto che una nuova percezione sociale non è poi dalla parte loro. Essere ricco significa essere maiale. Loro sono pronti a tanto per conquistare l’amore. Loro vogliono che al popolo piaccia il loro successo, ma il popolo non li può amare. Come può lui amare quelli che vivono molto meglio di lui? Il pubblico non evita di considerare la figura del filantropo.

Lo strato dei milionari è crsciuto nell’ultima decina di anni. Come soggetto della nostra vita, loro sono diventati gli eroi della cultura. I racconti di grandi ricchezze e l’appariscente stile di vita è aumentato sempre di più, con questo loro hanno segnato il goal nella propria porta.

Dai tempi della protesta, Tel Aviv è diventata poco gradita ai magnati. Non c’erano dubbi che si sarebbero presi i soldi da loro. La strada avrebbe lottato contro di loro e il potere sarebbe stato contento che la strada indirizzava il fuoco sui magnati, creando sempre più problemi sul loro conto. Da allora tutti hanno cercato l’avvicinamento con i magnati, ma negli ultimi mesi, in alcuni di loro è cresciuto il senso di colpa.

Ma questa non è la fine della storia. Se il risultato della crisi è l’indebolimento degli investitori, Israele andrà in recessione e la disoccupazione diventerà un rompicapo oscuro, sarà la guerra non per i prezzi della ricotta, ma per i mezzi di sostentamento.

L’economista ha “prescritto” alle economie mondiali il “digiuno curativo”

Opinione: (A. Sugognako, il vicepresidente della Federazione bancaria del centro Eurasia): Il milgior modo di evitare la crisi economica finanziaria e le sue serie conseguenze, è di vivere con i mezzi di sostentamento. Noi viviamo in un mondo assolutamente diverso, e noi già non ritorneremo mai più al mondo che c’era prima della crisi.

Il primo compito deve diventare il risamanento dell’economia di tutti i paesi, l’economia di tutte le imprese e l’economia di ogni persona. Per questo c’è un metodo universale e cioè vivere con i mezzi di sostentamento, cioè trasformare i costi in profitto che voi ricevete. L’effetto curativo del digiuno, lo applicheremo anche nel campo economico.

Il mio commento: Pareggiare i costi con i profitti questo è la prima condizione. Invece la seconda è che loro siano ragionevoli, questo è possibile solo per una esistenza normale dell’uomo, famiglia. La terza condizione è che sia un livello ragionevole per tutti e di conseguenza anche delle necessità specifiche. A partire da questo scopo risulta che bisogna costruire un’economia dell’uscita dalla crisi, cioè una economia di consumo razionale.
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I racconti non salveranno l’economia!

L’opinione di un economista americano prof. Dan Arieli:” Raramente l’intuizione ci conduce a buoni risultati, perché la sviluppiamo su basi ripetitive, che portano a deduzioni immediate. Ed in questo modo non è possibile esaminare i mercati, perché i comportamenti sono influenzati da troppi fattori.”

Generalmente dopo un qualsiasi avvenimento, la stampa intervista diversi esperti che spiegano cosa ed il perché dei fatti avvenuti. Durante un esperimento che abbiamo eseguito, abbiamo creato un programma sul computer con falsi “esperti”, che dovevano spiegare perché sono crollate le azioni di IBM.

Abbiamo constatato, che per i consumatori di infomazioni non conta se gli esperti danno interpretazioni positive o negative. Quello che risulta importante per loro e’ il fatto stesso di ricevere i loro commenti. Questa è la natura umana: vogliamo produrre, sentire, riportare il racconto che spiega quello che succede.”

Il mio commento: Vale a dire , che non è importante per noi la causa dei fatti, ma il racconto dei fatti. Non conta l’attendibilità, ma la serenità che si può trarre dal racconto. Come con i bambini che è importante per loro il racconto, perché e raccontato dalla madre. Di fatto cerchiamo la tranquillità e non la spiegazione. Ma così non correggeremo l’economia!

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