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I Kabbalisti sulla Torà e i Comandamenti, Parte 22

Cari amici, per favore fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Cos’è una preghiera?

Una supplica è qualcosa della quale una persona sente la carenza. Si trova nel cuore. Non fa nessuna differenza quello che uno dice, dato che una “supplica” significa che uno chiede quello che gli manca, e tutto quello che uno desidera non si trova nella bocca, ma nel cuore. Pertanto non fa nessuna differenza quello che uno dice, ma il Creatore conosce i pensieri. Pertanto, in Alto è soltanto ascoltato quello che il cuore chiede, non quello che si chiede con la bocca, ed è per questo che la bocca non ha mancanze e non ha bisogno di essere soddisfatta.

-Rabash “I Gradini della Scala” “Cos’ è una donna che s’ insemina prima, porta alla luce un uomo, nel lavoro?”

Il Creatore ascolta una preghiera, e aspetta solamente una preghiera completa.

Baal HaSulam Lettera n. 57

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 21

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La Torà sviluppa il riconoscimento del male in una persona

…se ci si dedica allo studio della Torà e le Mitzvot [attraverso lo studio della Kabbalah per rivelare il Creatore, perché Lui é l’ unica ragione per la quale la Torà sia stata consegnata] perfino per il proprio piacere (egoista, per l’ autogratificazione e non per raggiungere l’ amore degli altri) perfino per mezzo della Luce in loro sentiremo la terribile inferiorità e depravazione nella natura della propria ricezione. In quel momento dedicheremo i nostri cuori ad allontanarsi da quel tipo di ricezione ci dedicheremo completamente soltanto per compiacere il nostro Creatore. Allora il Creatore aprirà i nostri occhi e ci mostrerà un mondo che é totalmente perfetto”.

-Rabash, I Gradini della Scala “C’é uno designato in Alto che lo colpisce e gli dice: cresci, nel lavoro”

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Aspirare a stati futuri

I Kabbalisti scrivono su vari Stati delle anime, stati che loro stessi realmente hanno attraversato. Ciò che conta è la misura in cui vogliamo immaginare questi Stati e ci identifichiamo con essi. Sono tutte indicazioni di come rendere piacere al Creatore ed in virtù di questa aspirazione ci rivelano la stessa azione attraverso il suo risultato. Ecco come si entra nell’ unità con il Creatore: egli dà ad una persona ed una persona dà a Lui.

Questi sono gli Stati che i Kabbalisti ci raccontano. Più aspiriamo ad essi, più la quantità di forza della loro Luce ci influenza e ci porta più vicino agli Stati di unità ed importanza che era in essi.

Questo continua lungo l’ intero percorso. Solo che non succede ora, quando siamo sempre pronti per entrare effettivamente in questi Stati di interconnessione, ma solo più tardi, quando sentiremo meglio le azioni spirituali. In un modo o nell’altro solo la nostra aspirazione, solo il nostro innalzare MAN, una preghiera per gli Stati più elevati di dazione reciproca e la rivelazione dell’ amore, ci aiuterà a salire a livelli ogni volta più elevati.

Questo è l’ approccio che l’ anima deve seguire fino alla fine della correzione. Solo questo tipo di lavoro ci permetterà di andare avanti.

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 20

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La Torà sviluppa il riconoscimento del male in una persona

“..in base a quello che abbiamo letto anteriormente, possiamo vedere che, dopo aver imparato molta Torà (per attrarre la Luce che riforma) gli é stata concessa la possibilità di vedere la verità sulla distanza tra di se ed il Creatore, cioè il grado di allontanamento o di vicinanza. A questo si fa riferimento quando si dice che il suo stato mentale era scortese, dato che ha visto la forma completa di chi é orgoglioso, la quale consiste nel desiderio di ricevere, ed allora, ha potuto vedere che in realtà era lui stesso il più brutto. Come ha potuto vedere la verità? Attraverso lo studio intensivo della Torà.

In questo modo, Come può unirsi a Lui, dato che é una persona cosi brutta (egoista)? Questo é il motivo per il quale lui chiese se tutte le persone fossero cosi brutte (egoiste, orribili) come lui, oppure se era lui l’ unico brutto, mentre il resto delle persone non lo erano.

Quale é stata la risposta [che lui ha sentito] “Non lo so” Vuol dire che non sentono, cioè, non lo sanno. E per quale motivo non sentono? Per il semplice fatto che a loro non é stato concesso il potere di vedere la verità, per la mancanza della Torà, perché la Torà gli mostrasse la verità.

A questo gli rispose Eliahu (Elia) [ha sentito la risposta di Elia]: “Vai dall’artigiano che mi ha fatto” perché era arrivato ad uno stato dal quale non poteva continuare l”ascesa. Per questo motivo gli apparse Eliahu e gli disse “Vai dall’artigiano che mi ha fatto”. In altre parole, dato che il Creatore ti ha fatto cosi brutto, Lui deve aver saputo che é con questi Kelim (vasi) che lo scopo può essere raggiunto. “Perciò, non preoccuparti, avanza ed abbi successo”

Baal HaSulam, Shamati n.56 “La Torà é chiamata indicazione”

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 19

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La Torà sviluppa il riconoscimento del male in una persona

“…Cosa significa occuparsi della Torà [la correzione nel cammino della Luce, come fu detto “Io ho creato l’ inclinazione al male, e ho dato la Torà per la sua correzione affinché la sua Luce ci faccia ritornare al bene] e le Mitzvot? [l’ egoismo di una persona consta di 613 desideri egoisti, i quali devono essere corretti dentro gli opposti, e ciò é chiamato realizzare 613 comandamenti]

Sappiamo che questa é la questione sul riconoscimento del male che si trova in noi. Il che significa occuparsi delle Mitzvot in maniera appropriata, con il fine di chiarire la purificazione graduale e lenta in questi, che in verità é la misura dei gradi che si trovano nella purificazione, la quale sarà svegliata dal riconoscimento del male che si trova in noi”.

-Baal HaSulam “L’essenza della religione ed il suo scopo

“…attraverso la purificazione ed il raffinamento che sentiamo nel momento del lavoro puro per il Creatore, per compiacerlo, si sviluppa in noi una relazione relativa a riconoscere la bassezza di queste scintille di amore proprio, dato che ci disturbano nel nostro cammino, con il fine di ricevere il piacere di questo raffinamento dell’ abbondanza del Creatore”.

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 18

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La Torà sviluppa il riconoscimento del male in una persona

…L’inizio del nostro lavoro [Avodàt HaShem “il lavoro del Creatore” per arrivare ad essere simili a Lui] é il riconoscimento del male. Questo significa chiedere al Creatore quanto uno sia negativo, cioé il desiderio di ricevere. Sapere che il desiderio di ricevere si chiama “male” é qualcosa che può soltanto farci sentire il Creatore. Si considera che attraverso la Torà possiamo acquisire il riconoscimento del male, cioé quanto sia negativo il desiderio di ricevere. Dopo, possiamo chiedere che il desiderio di ricevere sia sostituito e che ci sia donato il desiderio di donare in cambio di questo.”

-Rabash, I Gradini della Scala “Santità e purezza nel lavoro”

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 17

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La Torà sviluppa il riconoscimento del male in una persona

“…Cosa deve fare uno per arrivare ad amare il Creatore? Per questo ci é stata concessa la virtù (Segulà) di osservare la Torà e le Mitzvot (precetti) [Kabbalah] per attrarre la Luce che riforma. Li c’ é la Luce che ci permette di percepire la severità dello stato di separazione, e poco a poco, nella misura che si riceve la Luce della Torà, uno inizia a detestare il senso di separazione. Inizia a capire il motivo per il quale lui e la sua anima si trovano separati e lontani dal Creatore. [Soltanto la parte interiore della Torà, la Kabbalah, é capace di attrarre la Luce che riforma. Allora, la persona capirà di essere un egoista e desidererà la correzione.]

-Baal HaSulam, Shamati n.34 “Il profitto della Terra”

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 16

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La Torà sviluppa il riconoscimento del male in una persona

“…La Torà e le Mizvot (correzione di se stessi attraverso lo studio della Kabbalah)non sono state consegnate se non per purificare Israele (per unire in un solo desiderio). Cioé, per sviluppare in noi il senso di riconoscimento del male (egoismo) impresso in noi dalla nostra nascita e che in genere si definisce come il nostro amore proprio. Sono state consegnate anche per raggiungere il bene in purezza, definito come “amore al prossimo”, che é l’ unico cammino verso l’ amore di Dio”

-Baal HaSulam, “La Libertà

“…Quando uno si dedica alla Torà (il metodo di correzione dell’ egoismo innato, e se di fatto studia la vera Torà) e vede la verità, cioé, il proprio allontanamento dalla spiritualità, e si rende conto di essere una creatura insignificante, e che non esiste nessun’ altro peggio di lui sulla terra…”

-Baal HaSulam, Shamati n.56, “La Torà é chiamata indicazione”

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 15

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La Torà sviluppa il riconoscimento del male in una persona

“Quando uno si dedica alla Torà (attrae su di se la Luce della correzione dell’ egoismo), e vede la verità, cioé il proprio allontanamento dalla spiritualità nella misura del proprio sforzo”.

-Baal HaSulam, Shamati, articolo n.56 “Torà é chiamata indicazione”

…attraverso l’ osservanza delle Mitzvot (il lavoro nel proprio egoismo, il quale consiste in 613 desideri egoisti) con il piacere di far piacere al nostro Creatore, si sviluppa velocemente in noi quel senso di riconoscimento del male (si scopre l’ egoismo nascosto dentro i nostri 613 desideri).

-Baal HaSulam, “L’essenza della religione ed il suo scopo

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 14

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613 consigli e 613 comandi

Il linguaggio dello Zohar chiama alle Mitzvot (comandamenti) della Torà, i 613 depositi. Tuttavia, si chiamano anche consigli. La differenza tra di loro é che in tutto esiste una parte frontale e una posteriore. La preparazione (correzione del desiderio) per qualcosa che viene chiamata “posteriore” ed il raggiungimento (nel desiderio corretto) qualcosa che é chiamato “anteriore”.

Di conseguenza, la Torà e le Mitzvot hanno l’ aspetto di fare e l’ aspetto di ascoltare, come scrissero i nostri saggi (Shabbat 88), “quelli che compiono la loro parola, ascoltano la voce della Sua parola” facendo (correggendo i propri desideri) prima, e ascoltando (quello che riceverano nell’ attributo di dazione, Binà) dopo. Le Mitzvot vengono chiamati consigli e sono considerati “posteriori”, e quando sono ricompensati nell’ ascoltare la voce della Sua parola (dato che hanno acquisito l’ abilità di ascoltare, l’ attributo di dazione, Binà), le 613 Mitzvot diventano depositi, dal termine “deposito” (l’ estensione della Luce di Hochma nella Luce di Hassadim), dato che ci sono 613 Mitzvot, ed in ogni Mitzvà, Luce depositata di un grado specifico, che corrisponde ad un organo specifico dei 613 organi e tendini dell’anima e del corpo.

-Rabash, I Gradini della Scala, “Cos’ é mezzo sheckel nel lavoro (1)?”

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