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La natura umana insidiosa

Domanda: Che cosa si dovrebbe riconoscere come maligno?

Risposta: il nostro egoismo, il nostro atteggiamento verso gli altri.

A ogni fase dello sviluppo abbiamo usato la nostra volontà di ricevere, poiché questa è la nostra natura. Ora, però, si manifesta come egoista, e soprattutto maligna in relazione agli altri.

Ogni cosa nel mondo è costruita per ricevere piacere, non solo a spese degli altri quando guadagnamo insieme come soci o quando ci diamo piacere a vicenda in una coppia.

Si riceve piacere proprio quando ci si innalza al di sopra degli altri, umiliandoli. E’ qui che si manifesta l’ultima forma egoistica, e definirlo come maligno, come la forma successiva che dovrebbe essere il suo opposto- il bene, l’amore, la connessione al di sopra dell’egoismo, al di sopra dell’odio- questa è una trasformazione molto difficile.

La saggezza della Kabbalah dovrebbe aiutarci a capire e attraversare questo stato velocemente e senza problemi.

Commento: Credo che le persone non saranno d’accordo con il fatto che usiamo gli altri per umiliarli.

La mia risposta: Lo facciamo in maniera automatica. Siamo programmati in questo modo e non ce ne rendiamo conto.

Anche durante una conversazione piacevole, ognuno cerca di essere superiore all’altro, di posizionarsi in modo da apparire superiore, di presentarsi in maniera più favorevole per catturare l’attenzione degli altri, anche solo un po’. La nostra intera natura consiste in queste forme nascoste.
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Da Kab TV “Close-Up. Fire Island” 1/1/10

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L’Egoismo delle élite e l’impotenza delle masse.

Domanda: L’egoismo di gruppo all’interno dello Stato può svilupparsi inizialmente in egoismo nazionale, che può condurre successivamente a conflitti per motivi etnici. Si sviluppa poi in egoismo di Stato esterno, quando uno Stato separato comincia a sentirsi speciale.  Quanto è corretta la posizione nella quale una nazione si prende la responsabilità per il mondo intero seguendo il proprio egoismo?   E’ difficile credere che ad essa importi davvero il benessere del mondo.

Risposta: Naturalmente.  Se non correggiamo la persona, una massa di persone, un popolo, uno Stato, secondo dei parametri di ideali, allora non saremo mai in grado di prenderci cura del mondo.  Avremo sempre un problema con il fatto che dobbiamo metterci sotto pressione, gli uni contro gli altri, reprimerci tra un gruppo ristretto di persone,  in una nazione e tra le nazioni.

Domanda: Le élite sono anch’esse un gruppo.  Le élite attuali, in ogni nazione, esistono in base a una sorta di tacito contratto sociale dove la maggior parte delle persone prendono una posizione in cui i vantaggi e le preferenze di un gruppo ristretto di persone vengono date per scontato. Cosa ne pensi?

Risposta: Non c’è nulla da pensare.  Infatti questa cosa è vera, e non possiamo farci nulla.

Commento: ma alla fine la maggior parte della popolazione mondiale potrebbe violare questo accordo, potrebbero non essere più d’accordo.

La mia risposta: In che modo? E’ totalmente disorganizzata, non ha la forza, la capacità, e neanche i mezzi, e quindi si sottometterà.

Domanda: Ma la massa accetta la regola secondo la quale un gruppo ristretto di persone in ogni paese usa i benefici principali, le opportunità economiche, e tutti gli altri sono costretti a vivere in accordo con ciò che gli viene dato. E pensi che questa situazione possa persistere a lungo termine?

Risposta: E’ stato così per migliaia di anni. Non c’è una via di uscita.  Non esiste una soluzione! Coloro che hanno i soldi, e l’esercito nelle loro mani, non saranno mai d’accordo a rinunciare ai loro privilegi a favore delle masse, mentre le masse generalmente non hanno alcuna opportunità di ribellarsi e prendere il comando, dato che quelli al potere si circondano delle persone giuste, e il mondo gira in maniera calma. Perché dovrebbe cambiare?

Domanda: Vale a dire, non credi nell’esistenza di una giustizia superiore che dovrebbe portare le persone a una sorta di uniformità e alla disponibilità di ricchezze materiali?  Come possiamo dunque parlare di amore per gli altri in questo stato? Come puoi amare il prossimo, che per qualche motivo, ha più opportunità di te?

Risposta: Non dipende dalla ricchezza e da chi gestisce le imprese e divide i dollari tra di loro. Tutto dipende da come le masse capiscano che per cambiare il mondo bisogna cambiare la persona, non dipende dalla religione, dal denaro, o dalla forza, ma solo dalla gente stessa.  E quindi, se la gente vuole, potrà cambiare il mondo proprio con il proprio atteggiamento nuovo.

 

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From KabTV’s “Conversations” 11/1/2021

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Come superare i conflitti nella relazione. Una soluzione che funziona veramente (e che nessuno vuole sentire)

Ogni relazione attraversa dei conflitti.  Sono spiacevoli, ma inevitabili. Superare il conflitto è necessario per rafforzare e intensificare il rapporto.  Una relazione durerà soltanto se ha passato diversi conflitti.  Il problema è che i conflitti sono spiacevoli e spesso ci spaventano, e quindi cerchiamo di evitarli.  Se sapessimo come accettarli ed elevare la nostra connessione ad un livello più alto, andando al di sopra del conflitto, allora non li temeremmo e saremmo in grado di risolvere quasi ogni tipo di disaccordo. 

I disaccordi derivano da un conflitto di interesse.  Questo è chiaro.  Quando voglio una cosa e la mia compagna ne vuole un’altra, mi arrabbio.  Questo è vero in qualsiasi tipo di relazione con la gente, con gli animali, e persino con le macchine (pensiamo alle maledizioni che lanciamo alla macchina se una mattina invernale non parte). 

Quando si tratta dei nostri compagni, la soluzione è semplice, eppure difficile da fare: baciarsi sulle labbra.  Esattamente nel momento di rabbia, fare l’opposto.

Su un livello più profondo, dobbiamo capire che ogni persona ha desideri, pensieri e approcci alla vita diversi.  Una relazione è l’unione di due o più persone differenti in un unico intero.  In una buona relazione, la differenza tra di loro aiuta ogni parte a sviluppare le qualità e le prospettive che non avrebbero sviluppato se non fossero nella relazione.  In una relazione negativa, le lotte di potere soffocano la crescita delle persone coinvolte, l’oppresso e l’oppressore diventano stagnanti e consolidati nelle loro convinzioni, e l’amore tra di loro si dissolve.

Una buona relazione richiede lavoro.  La relazione negativa è quella naturale. Per costruirne una positiva, devo accettare che anche l’altra prospettiva ha dei meriti, sebbene non sia la mia. Se lo accetto, il che richiede una certa esperienza di “lotta”, scoprirò che l’altra prospettiva mi fornisce idee e prospettive che non potrei sviluppare da solo.

Ne consegue che baciando la compagna proprio quando si è arrabbiati non significa che non si è più arrabbiati ma che si apprezza e si tiene alla compagna anche quando si è arrabbiati e che la tua rabbia non scaccia l’amore. E’ un’affermazione della forza della vostra connessione.

Il re Salomone, detto l’uomo più saggio tra gli uomini, disse a tal proposito:  “ L’odio suscita discordia, e l’amore coprirà tutti i crimini” (Prov. 10:12). In altre parole, mantieni l’odio, ma coprilo con l’amore, rendi l’amore più importante della rabbia passeggera. I benefici che coglierete sono enormi. 

Quando gestiamo i conflitti in questo modo, non solo cambiamo noi stessi ma cambiamo anche la nostra compagna. Senza dire una parola, senza predicare o rimproverare, ma semplicemente con il nostro esempio, spianiamo la strada ad una sana relazione.

La strada lunga e tortuosa (non la dobbiamo prendere)

Dobbiamo comprendere l’unicità dello stato attuale dell’umanità. In tutto il mondo sta emergendo un nuovo sistema. In questo sistema, siamo tutti connessi, inconsapevolmente, controvoglia e irreversibilmente. Il sistema è sempre stato lì, ma ora i fili ci stanno avvicinando sempre di più fino a non poter più ignorare la nostra interdipendenza, anche se proprio non vogliamo pensarci. 

Sta diventando evidente che tutta la creazione è diretta verso l’interconnessione e coloro che vi si oppongono ne usciranno sconfitti. Stiamo marciando su una strada lunga, tortuosa e dolorosa mentre potremmo prenderne una breve, rapida e piacevole. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per intraprendere il percorso desiderabile è abbracciare la connessione. Se lo rifiutiamo, rimarremo sul percorso attuale e doloroso fino a quando non saremo finalmente d’accordo a connetterci.

I disastri e le crisi crescenti che sembrano prendere d’assalto il mondo da tutte le direzioni sono i colpi di scena sul nostro percorso verso la connessione. Ogni volta che ci allontaniamo da esso, la realtà ci costringe a renderci conto che dipendiamo l’uno dall’altro e che faremmo meglio ad accettarlo.

Guardate i prezzi in aumento in tutto il mondo; guardate l’aumento dei costi di trasporto, i gruppi di navi mercantili stipate fuori dai porti per settimane in attesa del loro turno per lo sbarco. Guardate come ci infettiamo a vicenda con nuovi ceppi di Covid ogni pochi mesi. Guardate come la carenza di chip di silicio sta paralizzando la produzione globale di qualsiasi cosa, dalle automobili ai computer e agli elettrodomestici. Questi sono tutti segnali spiacevoli e inutili che siamo tutti collegati.

Non c’è davvero carenza di nulla. C’è abbastanza cibo, abbastanza beni, abbastanza chip per computer, abbastanza olio, abbastanza di tutto per soddisfare tutti. L’unica cosa che non è mai soddisfatta è il nostro ego, che trae la sua soddisfazione dall’abuso degli altri. Per mettere gli altri in difficoltà, il nostro egoismo crea crisi dove non ce n’era bisogno. Non ci rendiamo conto che, poiché siamo tutti connessi, quando feriamo gli altri, feriamo anche noi stessi.

Abbiamo bisogno di una nuova mentalità. Dobbiamo renderci conto che nella realtà emergente, i paesi e le organizzazioni che si adattano all’esigenza di connettersi raccoglieranno i frutti dei loro sforzi, mentre quelli che si rifiuteranno saranno lasciati indietro. 

Certo, è un percorso.  Ci vorrà del tempo per cambiare veramente i nostri schemi di pensiero. Tuttavia, non è necessario che ci si riesca subito per avviare il cambiamento. Lo stesso sforzo di cambiare direzione è sufficiente per creare uno slancio positivo che ci metterà sulla strada giusta verso un’umanità soddisfatta e contenta. Astenersi dallo sforzo ci manterrà sulla strada lunga, tortuosa e sempre più dolorosa finché non ci inchineremo ai dettami della realtà e alla fine accetteremo di connetterci.

Considerazione: il termine di moda che indicherà il cambiamento

Dall’est all’ovest, il mondo sta annegando in un’altra ondata di coronavirus. Nonostante i vaccini e i richiami, il futuro sembra tetro. Fino a quando non impareremo la lezione che il virus vuole insegnarci, non ce ne potremo liberare.  I nostri valori fondamentali, quelli che hanno portato il virus, fin dall’inizio, non sono cambiati e quindi non c’è motivo perché il virus sparisca. Solo quando cambieremo il nostro atteggiamento verso ogni persona e ogni cosa che ci circonda, potremo vedere un calo nel numero di contagi.

Perché tutto ad un tratto notiamo un aumento dei prezzi ? Per nessun altro motivo oltre all’avidità maligna, l’intenzione di arricchirmi e impoverire gli altri.

Quanto a noi, perché siamo così concentrati sugli acquisti?  Di cosa abbiamo bisogno realmente? Un altro aggeggio ci renderà persone felici? Se l’unica cosa che servisse a rendere le persone felici fosse un nuovo giocattolo, non vedremmo più centomila Americani morire di overdose in un unico anno, la maggior parte dei quali giovani.  Non  vedremmo più tanta violenza, tanta depressione, tanto odio e tanta divisione. 

Se lavorassimo su questi problemi piuttosto che seppellire la testa nelle sabbie mobili di Amazon.com, staremmo molto meglio e non soffriremmo più di virus persistenti.  Proprio come il virus ci insegna, siamo interdipendenti.  Non possono esistere persone sane e felici in un luogo  mentre in altrove esistono persone infelici. Oggi, se non stanno bene tutti, nessuno starà bene. Questo vale non solo per il virus, ma per l’aria, l’acqua, la ricchezza e ogni altro aspetto della vita. 

Misuro i progressi o i regressi dai cambiamenti che vedo nelle persone. Dato che non vedo nessun cambiamento in esse, non posso dire abbiamo fatto progressi e non c’è alcun motivo perché il virus ci abbandoni. Siamo ancora violenti l’uno verso l’altro come lo eravamo nel 2019, e siamo altrettanto brutali verso l’ambiente come allora. Per parafrasare le parole di Albert Einstein, la stupidità è fare la stessa cosa ripetutamente e aspettarsi risultati diversi. 

Tutti capiamo questo tranne quando riguarda il nostro comportamento.  Di conseguenza, sono morte milioni di persone e migliaia moriranno ogni giorno per nessun motivo se non per  il nostro disinteresse. Il mondo è in grado di provvedere a tutti, in abbondanza; non c’è alcuna carenza di qualsiasi cosa, anzi c’è eccesso! Allora perché esistono persone affamate, assetate, malate e senza tetto?  Perché non ricevono un’educazione e un servizio sanitario decente?  La risposta è perché non ci interessa l’uno dell’altro.

Non parliamo soltanto dei beni basilari della vita. Guardate il fondamentalismo pervasivo che si è impadronito della società. Consideriamo coloro che non sono d’accordo con noi come nemici pubblici. Quando la diversità di opinioni diventa un crimine, il totalitarismo prende il sopravvento e qualsiasi mezzo è legale per frenare il libero pensiero.

Forse non vediamo la connessione tra la diversità e la considerazione reciproca e il virus, ma la connessione esiste: È il nostro egoismo. Sfruttiamo tutti, persone, animali e tutta la natura. Sentiamo che solo noi contiamo, e tutto il resto deve servirci o estinguersi.

Quando questo sentire diventa abbastanza intenso in una massa critica di persone, fa a pezzi il sistema e tutto crolla, dalla società umana passando per il regno animale fino alla terra su cui ci troviamo. Effettivamente, provate a trovare un’area in cui non ci sia una crisi e non riuscirete.

Il problema è la causa comune: l’umanità. Nessun discorso altisonante sull’equità e l’uguaglianza cambierà il fatto che ci odiamo a vicenda. Finché non ci rendiamo conto che siamo diversi e che dobbiamo comunque permettere a tutti di essere ciò che sono, non inizieremo a cambiare le cose in meglio.

La parola di tendenza che indicherà l’inizio del cambiamento è:  “Considerazione”. Fino a quando non impareremo a considerare gli altri, il mondo non ci considererà.  

 

Perché la gente ricorda l’amore solo sul letto di morte

Mi è stato detto che prima di morire, il co-fondatore e CEO di Apple Steve Jobs ha scritto una lettera in cui rifletteva sulla vita. Come si legge nella lettera, ha scritto: “Fai tesoro dell’amore per la tua famiglia, dell’amore per il tuo coniuge, dell’amore per i tuoi amici. … Dio ci ha dato i sensi per farci sentire l’amore nel cuore di tutti, non le illusioni portate dalla ricchezza. La ricchezza che ho conquistato nella mia vita, non posso portarla con me. Quello che posso portare sono solo i ricordi suscitati dall’amore. Questa è la vera ricchezza che ti seguirà, ti accompagnerà dandoti forza e luce per andare avanti.”

Infatti, prima che un individuo  muoia, comincia a sentire qualcosa della verità. L’avvicinarsi della morte gli fa rinunciare al suo ego e gli permette di vedere la verità.

C’è un confine tra il prendersi cura di se stessi e l’emergere in un regno completamente diverso dove c’è un amore traboccante. L’ego ci impedisce di trovarlo perché guarda sempre all’interno, a ciò che ho e a ciò che posso guadagnare, piuttosto che a ciò che è veramente là fuori. Tuttavia,  quando si fa da parte, ci rendiamo conto di ciò che ci è mancato per tutta la vita: un mondo pieno d’amore che esiste tutto intorno a noi.

L’ego “muore” appena prima che la persona muoia. Liberati dalle sue catene, possiamo ora renderci conto che non abbiamo mai amato veramente e non sappiamo cosa sia il vero amore. È un triste momento di resa dei conti quando ci rendiamo conto che per tutta la vita abbiamo pensato solo a noi stessi.

C’è chi consiglia alle persone sul letto di morte, io stesso ne sono stato testimone, che in quello stato dovremmo bere, fumare, divertirci e prendere il più possibile dalla vita finché possiamo. Questo approccio può essere onesto, ma non credo che porti felicità.

Dobbiamo ricordare che l’anima non smette mai di evolversi; continua a svilupparsi anche dopo la morte fisica di un uomo.  Perciò, comprendere il vero significato dell’amore, che l’amore non consiste nel sentire la propria esistenza, ma che esisto per il bene degli altri e che soddisfarli mi rende felice, questa comprensione non ha prezzo ed è eterna.

 

La triste verità della nostra esistenza e cosa possiamo fare al riguardo

La maggior parte di noi è inconsapevole dei motivi a monte delle  nostre azioni. Attraversiamo la vita con il pilota automatico, per così dire, e raramente pensiamo a cosa  ci spinge a fare quello che facciamo, a dire ciò che diciamo e a pensare ciò che pensiamo. C’è un buon motivo per questo: nessuno vuole comprendere che la motivazione delle nostre azioni è la paura. Siamo in costante modalità di fuga e il pensiero di ciò è insopportabile.

Uno dei vicini di casa nel condominio dove vivo è terrorizzato dalla sua banca. Ha un debito spaventoso e la banca potrebbe bloccare tutti i suoi pagamenti e i bonifici permanenti da un giorno all’altro.  Un altro vicino è terrorizzato dalla polizia. È stato colto  a guidare sotto effetto di droghe e ha paura che la polizia venga a perquisire il suo appartamento. Ma soprattutto, ha paura che la polizia possa entrare nel suo ufficio con dei mandati di perquisizione e metterlo in imbarazzo davanti ai suoi colleghi. 

Siamo tutti così, spaventati da qualcosa, da molte cose.  Abbiamo paura di ciò che la gente pensa di noi e di cosa possa  dire di noi. Abbiamo paura per i nostri figli su così tanti livelli che non possiamo neanche iniziare a descriverlo. Abbiamo paura del virus, del clima, dei terroristi, di essere sfruttati dai colleghi, dai collaboratori e dai capi, e abbiamo timore  riguardo al nostro futuro e a quello dei nostri figli.

In poche parole, siamo inconsapevolmente inseriti in una rete di paure che modella e determina la nostra vita in ogni singolo momento. Inoltre, è attraverso questa rete che sentiamo di essere vivi, che esistiamo. Le pressioni che riceviamo da tutto ciò che ci circonda, dai minerali alle piante e agli animali, alle persone, ci fanno sentire questo mondo e noi stessi al suo interno.

Tuttavia, questa è una percezione negativa. Cerchiamo di goderci la vita ma tutto ciò che riceviamo sono pressioni dal governo, dalla banca, dal capo, dai figli, dalla previdenza sociale, e così via. Siamo ad un punto dove ci consideriamo felici solo se nessuno o nulla ci da fastidio. Ma questa non è la felicità: è assenza di sofferenza.

Non possiamo smettere di avere paura; è il modo in cui il mondo è costruito, il modo in cui siamo fatti. Tuttavia possiamo cambiare le cose che ci spaventano, il che a sua volta cambierà il nostro modo di sentire. 

Siamo creature che cercano il piacere: abbiamo paura quando percepiamo che potremmo essere feriti o non provare piacere. Di conseguenza, la nostra paura è determinata da ciò di cui vogliamo godere. Se vogliamo godere di cose diverse da quelle che vogliamo in questo momento, avremo paura di cose diverse, e tutta la nostra visione del mondo, e in effetti tutto il nostro mondo, cambierà di conseguenza.

Il trucco per emergere dallo stato deprimente e triste della nostra esistenza è quello di spostare la nostra attenzione dalla concentrazione su noi stessi alla concentrazione sugli altri. Guardate alle madri che sono concentrate sul crescere i loro bambini. Sia tra gli umani che nel mondo animale le madri sono un grande esempio del coraggio e della forza che esse traggono dal prendersi cura degli altri, cioè dei loro figli.

Dovremmo imparare da questo. L’amore di una madre sorge naturalmente ma amare gli estranei richiede  allenamento e pratica e ampio consenso sociale al processo. Eppure questo è ciò di cui abbiamo bisogno oggi e così disperatamente. Abbiamo bisogno di imparare ad avere paura di non prenderci cura abbastanza, di non dare abbastanza. La nostra pulsione deve essere quella di una madre amorevole, la pulsione che crea vita, non la pulsione di nemici che vogliono distruggere i loro avversari. Quest’ultima è la pulsione che sentiamo in questo momento e sta uccidendo noi e il mondo in cui viviamo.

Siamo in uno stato disperato. Né il nostro pianeta né l’umanità potranno sopportare ancora a lungo la pressione negativa che esercitiamo l’uno sull’altro e sull’ambiente. A meno che non invertiamo le nostre preoccupazioni e le nostre paure dalla preoccupazione per noi stessi alla preoccupazione per gli altri, la nostra attenzione egocentrica porterà su di noi la nostra stessa distruzione.

Come mettere termine al Groundhog Day?

Domanda: C’era un film, Groundhog Day, in cui una persona si svegliava e riviveva lo stesso giorno, si svegliava e riviveva lo stesso giorno, ripetutamente.

Uno spettatore scrive “Come posso affrontare le delusioni della vita?” Tutto è così insipido; non era così prima del coronavirus.  E’ sempre  tutto uguale, le stesse emozioni, le stesse paure, come Groundhog Day, ogni giorno.  Non c’è nulla di nuovo, nulla cambia.  Voglio soltanto andare a letto, il più presto possibile. Dormire, dormire, e sognare. Cosa posso fare?”

Risposta: Lo capisco.  Se, per esempio, stabiliamo una quarantena di sei mesi, sarebbe una buona idea prendere una pastiglia e risvegliarci tra sei mesi. Ma non possiamo farlo!

Commento: Una persona si alza ed è la stessa giornata che si ripete.

La mia risposta: Sì.  E deve capire che è la stessa giornata e non può farci nulla.  E cosa si fa per rimediare a questo? Per scendere da questa giostra?

Per farlo deve cambiare se stesso. E se inizia a cambiare, il mondo inizierà a cambiare e non ci sarà più il Groudhog Day.

E i cicli della vita che attraversiamo sono tutti uguali.  Ci sembra che ogni giorno sia qualcosa di nuovo, che ogni secondo sia nuovo. Nulla è nuovo.

Domanda: Quindi se il tuo obiettivo è semplicemente vivere una vita normale, allora Groundhog Day si svolgerà sempre più spesso?

Risposta: Sì.  Questo è ciò che ci viene mostrato. Stiamo diventando sempre più sviluppati ma, com’è detto, “Colui che aggiunge conoscenze, aggiunge dolore”

Domanda: Quindi, viviamo di questa conoscenza che accumuliamo e ora anche questo è insipido? Non ci serve più?

Risposta: La nostra conoscenza ci porta solo ad un punto morto. Ci mostra quanto impotenti siamo di fronte alla cosa più importante: cambiare qualcosa nella nostra vita.

E ora vediamo che il mondo entra di nuovo  in un loop. C’era un minimo di democrazia, un po’ di libertà, e ora entriamo ancora una volta in un cappio che ci schiaccerà e si stringerà minacciosamente intorno alla nostra gola.

Domanda: Può darci alcuni consigli pratici: Come può una persona alzarsi la mattina? Cosa dovrebbe ripetersi? Quali passi deve fare?

Risposta: Ci aspettiamo che avvengano dei cambiamenti positivi al di fuori di noi.  Non avverrà.  Dobbiamo capire che i cambiamenti per il meglio avverranno solo se cambiamo interiormente.  E solo allora inizieremo a dipingere il nostro mondo nel modo in cui lo vogliamo!  E’ questo quello che dobbiamo fare!

Domanda: Nel frattempo, il mondo è dipinto dalla nostra natura, dal nostro egoismo?

Risposta: Sì.  Il nostro ego ha finito il suo sviluppo.  Ci mostra che il mondo intero esiste dentro di te.  E’ questo ciò che ti può dare.  E di conseguenza, ora ti metterà sotto pressione, così tanta pressione che non potrai esistere in questo mondo.  Allora ti sentirai male, malato, impaurito, grezzo, scomodo; in generale, tutto è possibile.

E questo è solo per aiutarti a capire che non ci sono più cambiamenti esterni.  Abbiamo attraversato tutte le fasi del nostro sviluppo egoistico, siamo giunti a uno stato in cui ciò che succederà è che uccideremo. Tutto qui, null’altro.

Siamo arrivati ad un punto morto con il nostro immenso egoismo precedente.  E ora non vogliamo più nulla. La nuova generazione non vuole nulla. Pensavamo che sarebbero stati più sviluppati, più motivati, ma loro, al contrario, non vogliono nulla. E’ questa la verità.

E anche noi saremmo così al loro posto.  E in un certo senso, li capiamo.

Va bene così.  E che senso ha esigere, spremere qualcosa ancora una volta dal mondo, ripetutamente?  Non può darci null’altro: non c’è più nulla al suo interno.

Domanda: Cosa dovrei dire al mio egoismo se ho già capito che era il mio egoismo che ha dipinto l’intera immagine per me?

Risposta: Che ha ragione, che ha fatto il suo lavoro, ti ha portato a uno stato in cui puoi comprendere, mentre sei completamente deluso, che non puoi più esistere in un paradigma tale.  Semplicemente non puoi!

Cosa fare?  Correggiti, e il mondo sarà corretto. Si tratta di una tecnica completamente diversa: correggere il mondo cambiando te stesso

Non è facile, ma è un buon momento nella storia, in cui dobbiamo veramente cambiare la fonte del nostro sviluppo, il sistema, la metodologia del nostro sviluppo. Quando il nostro sviluppo non dipende da come distruggiamo la natura che ci circonda, ma da come cambiare noi stessi. E di conseguenza, il mondo cambierà.

Cambiare me stesso significa cambiare il mio atteggiamento maligno verso ogni cosa che mi circonda, il mio atteggiamento consumista, egoista, in uno gentile e altruista.  E allora inizierò a vedere il mondo in maniera diversa.  Inizierò a vedere un altro sistema di controllo.

Mi unirò con questo mondo, comprenderò la sua eternità, infinità, e perfezione, che è qualcosa che non vedo ora dato che guardo con i miei occhi limitati egoistici.

E’ questo ciò che dobbiamo fare.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 2/11/21

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Il fondamento della natura umana

Domanda: Dicono che la natura dell’uomo sia molto cambiata. Ha smesso di essere homo sapiens (uomo intelligente). Sei d’accordo con questo?

Risposta: Da un lato, è difficile dire che una volta era un uomo intelligente. Ma dall’altra parte, l’uomo è rinato, questo è assolutamente certo!

L’ Egoismo, come fondamento della nostra natura, ai livelli inanimato, vegetativo e animato è quieto, calmo, e necessario per la sopravivenza di ogni specie. Ma l’uomo è assolutamente illimitato; ognuno di noi necessita di tutto.

In questo aspetto stiamo attraversando un certo sviluppo. Al momento, siamo in uno stato in cui possiamo renderci conto che qualsiasi movimento in avanti, qualsiasi progresso, e qualsiasi sviluppo ci porta alla distruzione proprio perché è tutto basato sulla nostra natura egoistica.

Se questa natura fosse assente, potremmo vivere una vita perfetta. Forza, conoscenza, e opportunità, l’uomo ha tutto eccetto una cosa: inciampiamo sempre nel nostro egoismo. Non importa quanto bene iniziamo, come si dice: “i buoni impulsi sono destinati a noi” tutto questo scompare sotto la minaccia dell’egoismo. Lui, come il diavolo, ci prende e attraverso qualche percorso ci conduce, silenziosamente fuori dalla retta via.

Pertanto, finché non correggiamo il nostro egoismo, non possiamo fare niente con noi stessi.
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dal programma TV “Together about the main thing” 18/7/18

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Possiamo elevarci al di sopra di noi stessi?

Stiamo vivendo tempi così tesi che sembriamo  seduti su una bomba che sta per esplodere. Stiamo discutendo su Covid, politica, razza e genere. Sembra che non ci sia nulla su cui possiamo essere d’accordo. Peggio ancora, sembra che semplicemente non possiamo essere d’accordo. Ma c’è una soluzione: Lasciamo perdere l’odio e ci eleviamo al di sopra di esso. Lì, in quel livello superiore, troveremo unità e pace.

L’idea non è nuova. Il primo ad esprimerla fu Re Salomone, che scrisse: “L’odio suscita discordia e l’amore copre tutti i crimini” (Proverbi 10:12). Poiché ognuno di noi ha un carattere e una natura unici, abbiamo tutto il diritto di pensare in modo diverso dagli altri. Tuttavia, in cima a tutte le opinioni diverse, ci deve essere l’amore che copre tutti come una coperta che ci riscalda tutti insieme.

Discutiamo con tutti. Litighiamo con i nostri coniugi e partner, con i nostri figli, con i nostri coetanei e colleghi di lavoro, e a volte litighiamo con il cameriere. Ma quando c’è amore, non odiamo i nostri interlocutori, semplicemente non siamo d’accordo con loro. Il punto non è concentrarsi sui disaccordi, ma su come ci sentiamo verso gli altri e cercare di vedere come possiamo arrivare a prenderci cura di loro. Se lo facciamo, i nostri diversi punti di vista genereranno una maggiore saggezza e comprensione per tutti noi.

Il progresso non arriva quando c’è similarità di opinioni. Arriva quando ci sono opinioni diverse tra persone vicine. In quello stato, possono beneficiare dei vari punti di vista e sviluppare una prospettiva più completa e una comprensione più profonda di qualsiasi cosa stiano facendo. In un certo senso, dobbiamo diventare multistrato: alla base c’è il disaccordo, e sopra di esso, la cura. Poi, sopra l’attenzione, emerge un nuovo disaccordo, e sopra quello costruiamo un altro strato di attenzione e preoccupazione.

Coloro che sono stati con lo stesso partner per molto tempo sanno come ci si sente. Avete litigato e fatto pace così tante volte che niente potrà rompere il vostro legame; è troppo forte. E perché è così forte? È fatto di innumerevoli strati di discussioni e dell’amore che è stato costruito sopra di esso. Ogni volta, il litigio era più intenso, e così l’amore che è stato costruito sopra di esso era altrettanto potente. Alla fine, diventa un amore tale che non potrà essere sconfitto dall’odio.

Questo è ciò che dobbiamo costruire tra tutti, in tutta la società. Non accadrà in un giorno, ma non c’è scampo perché altrimenti la nostra società si disintegrerà con conseguenze terrificanti. Perciò, prima cominciamo, meglio è. E il modo migliore per iniziare è dare l’esempio.

Quindi, possiamo elevarci al di sopra di noi stessi? Non lo so ancora, ma so che dobbiamo provarci.