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L’energia pulita richiede intenzioni pulite

Lo standard di riferimento per l’energia pulita è di essere “a emissioni zero”.  Se la produzione di energia non emette più carbonio di quanto assorbe, allora il processo viene considerato a energia pulita. Recentemente, i ricercatori del Technion Institute of Technology hanno addirittura superato il gold standard. Sono riusciti a generare elettricità dalle alghe con “correnti che sono al livello di quelle ottenute da celle solari standard”. Meglio ancora, nel processo, le alghe emettevano ossigeno e assorbivano carbonio. Questo processo “carbonio-negativo” genera energia e pulisce l’aria allo stesso tempo. 

Purtroppo, l’umanità non godrà dei frutti di questa meravigliosa scoperta. La natura umana farà sì che solo coloro che “possiedono” il brevetto ne beneficeranno. Il resto di noi pagherà per questo, se possiamo permettercelo, e l’ambiente sarà oltraggiato in un altro sgradevole modo. 

La natura possiede in abbondanza.  Con l’approccio corretto potremmo avere tutta l’energia, il cibo e ogni altra cosa di cui abbiamo bisogno, con minimo sforzo.  Potremmo veramente vivere in un Paradiso Terrestre, se soltanto riuscissimo a cambiare il nostro atteggiamento. 

Con il nostro atteggiamento attuale, cerchiamo costantemente di guadagnare il più possibile, molto di più di quanto ci serve, in modo che altri non possano avere.  Facendo ciò, ci condanniamo a un guerra costante con ogni persona, con l’intera umanità, e con l’intera natura. In altre parole, il nostro atteggiamento egoistico e maligno verso gli altri, ci condanna a una guerra eterna dal giorno della nascita fino al giorno della morte, sfiniti e sconfitti. 

La natura dà a tutte le creature esattamente ciò di cui hanno bisogno. Ha anche installato in loro l’istinto di usare solo ciò di cui hanno bisogno per soddisfare i loro bisogni e non oltre. Ma la natura ha creato l’uomo diversamente: avido, prepotente e dominatore.

C’è una buona ragione per i “difetti” che la natura ha costruito in noi: Se facciamo uno sforzo cosciente per trasformarci e diventare come il resto della natura, capiremo e sentiremo la natura ad un livello più profondo di qualsiasi altro essere.

Proprio come la natura dà a tutti esattamente ciò di cui hanno bisogno, anche noi dobbiamo imparare a verificare che tutti abbiano ciò di cui necessitano, compresi noi stessi, e che nessuno maltratti o sfrutti gli altri. Se adottiamo questo approccio, scopriremo innumerevoli modi per migliorare la nostra vita.  Avremo tutta l’energia che ci serve e ancora di più, tutto il cibo, acqua, alloggio, educazione, ricreazione e ogni altra cosa che vogliamo, in abbondanza. Finché non cerchiamo di negare agli altri ciò di cui hanno bisogno o di danneggiarli in qualche altro modo per il nostro tornaconto, la nostra vita sarà impeccabile.

Usando l’approccio gentile non ci saranno guerre, non ci saranno carenze di nulla e nessun inquinamento. Con tutti i sistemi della Terra in equilibrio, essa diventerà finalmente il paradiso che doveva essere, una volta che l’unico elemento nocivo su di essa sarà stato trasformato.

Immagine: Facciata dell’edificio della Facoltà di Ingegneria Civile e Ambientale nell’istituto Technion di Haifa, Israele. Foto di: Beny Shlevich

הטכניון – מכון טכנולוגי לישראל | Technion

Oppioidi: una fuga dall’inutilità

Secondo i dati del CDC National Centre of Health Statistics, lo scorso anno ha visto un aumento di quasi il 30 percento di decessi da overdose, il 75 percento dei quali era da attribuirsi agli oppioidi.  Secondo i dati, i decessi da overdose di oppioidi sono aumentati quasi del 40 percento soltanto nell’anno precedente. 

Queste statistiche allarmanti sono di gran lunga le peggiori di qualsiasi paese, ma gli Stati Uniti non sono soli nella loro crisi da oppioidi. Più o meno nello stesso periodo, l’uso di oppioidi tra gli adolescenti in Israele è aumentato, accompagnato da un’impennata delle chiamate ai centri di aiuto emotivo.

Sia negli Stati Uniti che in Israele, il problema non è l’abuso di oppioidi in sé, ma il senso di inutilità che spinge i giovani e gli adolescenti  a cercare una via di fuga dalla realtà. Oggi, in un tempo in cui le persone hanno tutto ciò di cui necessitano materialmente, le domande sul significato di tutto quanto diventano sempre più pressanti.


Questo è vero non solo per gli adolescenti e i giovani, ma anche per i loro genitori.  Infatti, parte del motivo per il quale gli adolescenti non riescono a rispondere da soli alle domande sul significato della vita, è che i loro genitori non hanno le risposte e sono ugualmente perplessi.  Dato che i genitori non riescono a fornire risposte, i figli rimangono frustrati. 

L’abuso di oppioidi è soltanto una parte del problema.  La verità è che ovunque si guarda, la gente è infelice, depressa, arrabbiata e frustrata.  E’ per questo che tanti si rivolgono agli eccessi per trovare un significato: fondamentalismo religioso, sport estremi, violenza e abuso di sostanze. 

La soluzione, quindi, non risiede in un approccio particolare all’ overdose da oppioidi. C’è bisogno di un sistema completo che informi le persone sulla realtà che cambia e insegni loro come affrontarla.

Questo sistema deve iniziare nella prima infanzia e continuare fino all’età adulta. Le persone dovrebbero essere inserite in circoli sociali che forniscano loro supporto sociale, calore, simpatia ed empatia. La relazione con il gruppo dovrebbe essere estesa e continuare per tutta la vita, fornendo alle persone una base su cui appoggiarsi e da cui crescere.

Gradualmente, la gente comincerà a sviluppare nuovi valori. Invece di cercare significato e soddisfazione derivanti da obiettivi egocentrici, le persone troveranno significato nelle relazioni reciproche con gli altri. Cominceranno con il gruppo centrale che ho appena menzionato e da lì si svilupperanno in cerchi sempre più ampi.

In fondo alla  crisi troviamo una nuova società, connessa e di aiuto. Ma per arrivarci dobbiamo infilarci in una  stretta caverna, alla fine della quale la luce è fioca ed incerta.

Il dolore che spinge le persone agli oppioidi e ad altre forme di evasione è il risultato della pressione derivante dall’essere nel processo di passaggio da un mondo all’altro. Da una parte, i piaceri del vecchio mondo non danno più la gioia di un tempo, dall’altra, le persone non hanno scoperto il piacere della reciprocità con gli altri. Di conseguenza, si sentono “intrappolati in una caverna” e cercano disperatamente una via di fuga.

Per questo motivo, non è un brutto segno quando la gente si sente male; è un segno di cambiamento, di crescita. All’altra estremità della caverna si trova la luce di una società connessa e premurosa. Se ci spingiamo in fondo e non ci arrendiamo a metà strada, raggiungeremo rapidamente la luce. Se ci soffermiamo, la realtà ci spingerà attraverso la caverna finché non arriveremo dall’altra parte sanguinanti, ammaccati e malconci.

 

Didascalia della foto:
Compresse dell’idrocodone a base di oppioidi in una farmacia di Portsmouth, Ohio, 21 giugno 2017. REUTERS/Bryan Woolston

Il tradimento di Anna Frank e la natura umana

“Nonostante tutto, continuo a credere che le persone siano davvero buone di cuore”, scrisse Anna Frank, la ragazza ebrea olandese che ha scritto un diario per due anni, mentre lei e la sua famiglia erano nascosti  durante l’occupazione nazista dei Paesi Bassi.

In relazione alla Shoah si chiedeva: “Chi ci ha inflitto questo? Chi ha reso noi Ebrei diversi da tutte le altre persone? Chi ha permesso che soffrissimo in un modo così terribile fino ad ora? Anna e altri sette membri della famiglia furono scoperti dai nazisti il 4 agosto 1944 in un alloggio segreto sopra un magazzino ad Amsterdam. Dopo che tutti furono individuati e deportati separatamente nei campi di concentramento, Anne si ammalò e morì a soli 15 anni.

La questione di chi avrebbe potuto allertare i nazisti sulla posizione della famiglia Frank ha lasciato perplessi diversi ricercatori per quasi otto decenni. Dopo un’indagine durata sei anni, un team internazionale di storici e altri esperti ha rivelato l’identità dell’uomo che, secondo loro, tradì la famiglia di Anna Frank durante la seconda guerra mondiale.

Il principale sospettato è un notaio e uomo d’affari ebreo di nome Arnold van den Bergh, un membro dello Judenrat nei Paesi Bassi, che presumibilmente rivelò il nascondiglio dei Frank al fine di proteggere la propria famiglia dalla deportazione.

La supposizione che un ebreo abbia tradito un altro ebreo ha suscitato reazioni contrastanti; c’è chi è indignato da questa affermazione e chi dice di non essere sorpreso da questa espressione di odio verso se stessi da parte degli Ebrei. Ma io scelgo di guardare il lato umano delle cose: mai giudicare qualcuno finché non ho camminato nelle sue scarpe.

Molti anni fa ho visto un documentario su due ebrei, uno dei quali era un prigioniero costretto ai lavori forzati in un campo di concentramento nazista, e l’altro era il suo severo supervisore che faceva di tutto per opprimerlo. Oggi sono buoni amici. E quando all’ebreo oppresso è stato chiesto come poteva guardare negli occhi colui che era stato il suo capo spietato, ha risposto semplicemente: “Lo capisco. Se fossi stato al suo posto avrei fatto esattamente lo stesso”.

La mia conclusione è semplice: anche se i risultati della nuova indagine sono veri e se effettivamente è stato un ebreo a tradire Anna Frank e la sua famiglia, non possiamo giudicare le persone che sono sottoposte a forti pressioni. Possiamo parlare dell’importanza della democrazia, esprimerci in modo creativo su un mondo illuminato, giocare nella vita come su un palcoscenico teatrale, ma una volta che sperimentiamo circostanze estreme nella nostra vita e ci troviamo in una situazione in cui siamo intrappolati, allora scopriamo che la psicologia assume una nuova forma: la paura e la minaccia possono portarci a un nuovo modo di pensare. Possono persino incoraggiare azioni che in condizioni normali sarebbero considerate crudeli e inconcepibili. Così è la natura umana.

Nessun vincitore in caso di guerra nucleare, ma forse non importa

Con le armi nucleari russe in massima allerta e il reattore nucleare dell’Ucraina che rischia di essere bombardato, il pericolo di una catastrofe nucleare è diventato molto reale. Tutti sanno che, se un tale disastro dovesse accadere, nessuno vincerebbe e i risultati sarebbero orrendi per tutta l’umanità, ma l’ego non conosce confini. Quando le persone sono impostate sulla propria vittoria, niente le fermerà, nemmeno la loro stessa morte fisica.

Pensiamo alla guerra come a uno scontro tra due (o più) entità fisiche, come paesi o capi di stato. Tuttavia, una guerra è un fenomeno molto più profondo di un conflitto di interessi o di una lotta di potere. Ciò che guida le guerre, soprattutto oggi, è l’ego, e l’ego non cede a nulla e ascolta solo se stesso.

La forza che crea la vita è una forza di equilibrio, armonia e dazione.  È così che permette la creazione della vita, l’evoluzione di creazioni sempre più complesse, che sopravvivono attraverso la collaborazione e l’interdipendenza tra tutte le loro parti. Pertanto, la vita richiede armonia e sostegno reciproco.

L’ego è l’esatto opposto di questo: è una forza che vede solo se stessa, pensa solo a se stessa e si preoccupa solo di se stessa. L’unico momento in cui l’ego si relaziona con gli altri è quando può sfruttarli o danneggiarli, quindi affermare la sua superiorità. Di conseguenza, l’ego è l’opposto della vita.

Quando due o più ego si scontrano, si crea un conflitto violento o una guerra. Una guerra tra due ego può finire quando uno dei due è stato sconfitto o quando entrambi sono troppo esausti per continuare, così si accordano per “fare pace”. In realtà, la “pace” è solo una tregua, che durerà solo fino a quando un ego sente di essersi ripreso abbastanza da avere il potere di annientare l’altro, a quel punto riprenderà a combattere. Se la demolizione di reattori nucleari o l’uso di armi nucleari sono necessari per sconfiggere il nemico, l’ego li userà prontamente.

Non ha niente a che vedere con chi è al potere. Non ci sono persone giuste quando si tratta di egoismo; siamo tutti cattivi potenzialmente, poiché è la natura umana a comportarsi così.

Il padre del mio insegnante, il grande cabalista e pensatore Baal HaSulam, scrisse sull’insaziabilità dell’ego già negli anni ’30. Nel suo epocale saggio “La pace nel mondo”, scrisse: “In parole semplici, diremo che la natura di ogni essere umano è quella di sfruttare la vita di tutte le altre persone nel mondo per il proprio beneficio e tutto ciò che egli dà ad un altro è solo per necessità.  Tutto ciò che dona all’altro è solamente per necessità, anche in questo caso vi è uno sfruttamento degli altri, ma è fatto astutamente, in modo che il suo amico non se ne accorga e conceda spontaneamente”. Inoltre, aggiunge: “sente che tutti gli uomini del mondo dovrebbero stare sotto il suo dominio e al suo uso personale. E questa è una legge inviolabile. L’unica differenza sta nella scelta dell’uomo: uno sceglie di sfruttare la gente per ottenere basse concupiscenze, un altro per ottenere il potere, mentre un terzo per ottenere il rispetto. Inoltre, se un uomo lo potesse fare senza molti sforzi, approverebbe di sfruttare il mondo per tutti e tre insieme: ricchezza, dominio e rispetto. Tuttavia, egli è obbligato a scegliere in base alle sue possibilità e alle sue capacità”. 

Novant’anni fa, quando Baal HaSulam scrisse queste pungenti parole, la Seconda Guerra Mondiale e gli orrori che ha portato con sé non erano ancora accaduti. Oggi, può una persona ragionevole dubitare del potere dell’ego di distruggere tutto ciò che lo ostacola?

Non credo che la guerra in Ucraina porterà a una guerra mondiale o all’uso di armi nucleari. Almeno non sembra così in questo momento. Tuttavia, se non impariamo ad usare l’ego in modo costruttivo anziché distruttivo, non c’è dubbio che ci ritroveremo in quell’orribile situazione per la terza volta. E se non impariamo la lezione, anche una quarta guerra è possibile.

Per evitare la distruzione completa, dobbiamo insegnare a noi stessi nuovi valori: che la connessione e l’unità sono più importanti di qualsiasi forma di separazione e inimicizia. Proprio come il nostro ambiente attualmente ci insegna ad odiare e a lottare per dominare, dovremmo costruire un ambiente che insegni il contrario.

Non sono un educatore, e non ho intenzione di dettagliare specificamente come questo dovrebbe essere fatto. Tutto quello che so è che se non impariamo a connetterci l’uno con l’altro e a prenderci veramente cura del prossimo, ci distruggeremo a vicenda.

Se scegliamo la guerra, dice Baal HaSulam, in un’altra fondamentale composizione: “ Le bombe faranno il loro dovere e i sopravvissuti che rimarranno dopo la distruzione non avranno altra scelta che prendere su di sé questo lavoro in cui sia gli individui che le nazioni non lavoreranno per se stessi più del necessario per il loro sostentamento, mentre tutto il resto sarà a beneficio degli altri” (Gli scritti dell’ultima generazione, parte prima).

Didascalia della foto:
1945 ,9 agosto, GIAPPONE : La United States Army Air Forces ( USAAF) ha sganciato una #BOMBA ATOMICA su NAGASAKI , GIAPPONE , verso la fine della seconda guerra mondiale . – ATTACCO ATOMICO NUCLEARE – ATTACCO NUCLEARE – SECONDA GUERRA MONDIALE – WWII

Mamma, perché c’è la guerra?

Il bombardamento deplorevole dell’ospedale pediatrico a Mariupol, nel sud dell’Ucraina, mi ricorda la storia di una madre, che ha raccontato ai giornalisti della domanda di suo figlio: “Mamma perché c’è la guerra?”.  Ha detto che qualche settimana prima, aveva alleviato le preoccupazioni di suo figlio spiegandogli che le persone non combattono più le guerre come una volta, che siamo passati oltre.  Ora, lei e suo figlio si nascondono nella stazione della metro in un improvvisato rifugio antiaereo, mentre suo marito combatte in prima linea.

Molti bambini pongono domande così difficili in questi giorni, una conseguenza delle terribili circostanze in cui sono stati scaraventati senza preavviso.  Ma i bambini capiscono la guerra meglio di quanto pensiamo.  Dopotutto, la loro vita è una sfida quotidiana. Dato che non hanno ancora acquisito le abilità necessarie per destreggiarsi senza problemi nelle situazioni sociali, per loro ogni giorno all’asilo o a scuola è una battaglia.

Per dare loro una risposta vera e utile, dovremmo dire che il nostro ego è la causa di tutte le guerre. L’ego vuole soddisfare se stesso e non prendere in considerazione nessun altro. Di conseguenza, dovremmo dire loro che proprio come i bambini possono litigare per un giocattolo, gli adulti litigano per parti di territorio. Allo stesso modo, quando i bambini litigano, potrebbero picchiarsi con un bastone o una pala di plastica, mentre gli adulti usano carri armati e aeroplani. 

Non cambia nulla dall’infanzia all’età adulta: un’altra persona ha qualcosa che voglio o che penso debba essere mio, io lo prenderò con la forza, se è necessario. Questo è il modo in cui funziona l’ego e questa è la ragione di tutte le guerre.

Un bambino che si nasconde dai “giochi” degli adulti, capirà il messaggio in maniera molto chiara.  Questa è la nostra opportunità di spiegare, purtroppo fin troppo chiaramente, che combattere non è un bene, che se ci prendiamo cura gli uni degli altri e se condividiamo, tutti avranno di più e non dovremo lottare per quello che vogliamo o per proteggere quello che abbiamo.

Una volta che i bambini fanno propria la lezione della condivisione, questa resterà con loro per tutta la vita. Li aiuterà nei loro rapporti con gli altri per sempre e si spera che, grazie alle chiare spiegazioni delle loro madri, siano in grado di evitare le guerre in futuro.

 

Didascalia foto:
Sfollati dalla zona di Mariupol che hanno trovato rifugio in un campo profughi nell’insediamento di Bezymennoye,  durante il conflitto Ucraina-Russia nella regione di Donetsk, Ucraina 8 marzo 2022. REUTERS/Alexander Ermochenko

Perché non possiamo lavorare in sincronia

La guerra in Ucraina, l’incapacità del mondo di sanzionare efficacemente la Russia,  la distribuzione iniqua dei medicinali,  l’ineguale ripartizione della ricchezza, dei beni di prima necessità, dell’istruzione, ovunque si guardi, ci sono crescenti divari e crescente instabilità nella società umana.  Ora guardiamo la natura.  In natura, ogni cosa è equilibrata e armoniosa, sincronizzata fino all’ultimo dettaglio. 

C’è un famoso fenomeno naturale chiamato “sincronizzazione spontanea” che fa sì che corpi vicini sincronizzino i loro movimenti. I metronomi, per esempio, sincronizzano spontaneamente i loro battiti anche se li si fa partire deliberatamente in momenti diversi.

Ma la sincronizzazione spontanea non si applica solo ai pacemaker; si applica a tutti i livelli della realtà.  E’ così che il pluripremiato Professore di Matematica applicata all’Università di Cornell, Steven Strogatz, spiega il fenomeno (Min 10:09-10:37): “Una delle cose che mi affascinano di più è la sua universalità, che si verifica su ogni scala della natura, da subatomica a cosmica. Usa tutti i canali di comunicazione che la natura abbia mai ideato, dalle interazioni gravitazionali alle interazioni elettriche, chimiche, meccaniche, ogni cosa. In ogni circostanza in cui due cose possono influenzarsi a vicenda, la natura lo usa per metterle in sincronia”.

Sembra che l’unico elemento della realtà che “sfugge” alla sincronizzazione spontanea sia l’umanità. È come se le regole che si applicano a tutta la natura non valessero per noi.

Questo è vero, fino a un certo punto. Oltre ad appartenere al livello animale della vita, siamo anche esseri senzienti, e le nostre azioni sono determinate da decisioni volontarie.  Per poter sincronizzare le nostre azioni, dobbiamo volerlo. Altrimenti, se lasciamo che sia la natura a decidere, la natura umana, che è intrinsecamente egoistica, ignorerà il sistema centrale naturale del resto della realtà, rimarremo profondamente discordanti e, di conseguenza, profondamente antagonisti nei confronti degli altri. 

Negli ultimi anni, il livello del nostro isolamento  è aumentato a un livello tale da rendere reale la possibilità di un’altra guerra mondiale. L’unico modo per evitarla è di adattare, consapevolmente e volontariamente, la sincronia  tra di noi. Ciò che la natura fa in modo spontaneo, noi dobbiamo farlo con consapevolezza e volontà. 

C’è un buon motivo per questo. Quando scegliamo di seguire una certa strada, lo facciamo dopo aver esaminato e valutato tutte le opzioni, i pro e i contro. Se ci comportassimo  in un certo modo, seguendo semplicemente l’istinto, saremmo animali e non persone. La differenza tra noi e gli animali è che noi pensiamo, discutiamo e domandiamo fino a quando, alla fine, arriviamo a una decisione.  Di conseguenza, l’immagine che vediamo è più completa, e più profonda, di qualsiasi essere in natura.

Eppure, il prezzo che paghiamo per essere senzienti è fin troppo alto.  Se vogliamo vivere in un mondo pacifico, in cui le persone sono sagge e gentili, dobbiamo far sì che accada. Dobbiamo scegliere la sincronia e l’armonia al di sopra del dissenso e del disaccordo.  Per farlo, dobbiamo innalzare, consapevolmente, l’importanza della sincronia in tutta l’umanità.

L’armonia e la sincronia non ci renderanno uguali, e neanche simili.  Piuttosto, ci renderanno armoniosi e complementari. Ci porteranno piacere nel condividere le nostre capacità e abilità per il bene maggiore,  insieme costruiremo una società forte e solida, i cui membri saranno al sicuro, sani e, soprattutto, felici.  

Vale la pena abbassare l’ego?

Nei giornali (Times in India) : “ Livelli bassi di stress e ansia si osservano tra le persone che… hanno poche attività nei lobi frontali, durante attività di meditazione.  Costante attività nei lobi frontali, che processano informazioni complesse ed eventi, di continuo, quando non sono attivi, per esempio durante l’attività di meditazione, o preghiera, raggiungono una sfera di illuminismo in cui non c’è stress, confusione o preoccupazione. Minor attività nei lobi frontali è collegato alla “sensazione di abbandonarsi completamente” afferma Andrew Newberg, un neuroscienziato, e autore di The Metaphysical Mind: Probing the Biology of Philosophical Thought. Quando la nostra mente egoistica si arrende completamente verso qualcosa di infinitamente più grande di se stesso, raggiunge uno stato di illuminazione”

La mia risposta:  Certamente perché una persona elimina tutto dentro di sè, in generale.  Riduce enormemente il suo ego e in un certo senso si dissolve.

Questo è uno stato scorretto perché allo stesso tempo annulla anche il suo “io”, la sua personalità, vuole essere in uno stato passivo di unione con il suo ambiente in forma  di un elemento inanimato.

Commento: gli scienziati, però, chiamano questo momento equilibrio e prossimità con la natura.

La mia risposta: certo, se mi trasformo in un sasso, allora sono vicino alla natura. Al contrario, se sono un egoista che vuole sapere, scoprire e sentire, e cerco di farlo, allora questo è già un “io” che esiste in natura e nella sua forma individuale.

E’ sbagliato abbassare l’ego poiché va contro il progresso, contro lo sviluppo, contro l’evoluzione, e contro la natura stessa. Ci porta semplicemente più vicino al livello inanimato.  Non c’è via di uscita, in questo modo arriviamo a uno stato di equilibrio, pace, uno stato indisturbato.

Eppure, in principio, è necessario per avanzare al punto in cui usiamo, in maniera chiara, tutto il nostro egoismo, tutto ciò che può possibilmente apparire dovrebbe rivelarsi e svilupparsi in noi, e quando siamo all’apice di sensazioni così grandi ed egoistiche,  siamo in equilibrio con la natura.

Domanda: Significa che  è il desiderio che agisce sul lavoro del cervello?  Più si sviluppa il desiderio e più il cervello inizia a lavorare in maniera attiva per servire il desiderio?

Risposta: il cervello esiste solo per inseguire il desiderio.  Se il desiderio ha un compito da portare a termine, il cervello ci aiuta a realizzarlo con ciò che desideriamo.

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From KabTV’s “Close-Up. Anamnesis” 2/19/10

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Perché documentare la nostra morte quando possiamo costruire la nostra vita?

Secondo la Reuters, “scienziati ed artisti australiani stanno cercando di rendere il mondo responsabile per il futuro della Terra, creando un “indistruttibile” dispositivo di archiviazione in grado di registrare il modo in cui l’umanità ha gestito la crisi del cambiamento climatico.”

Il dispositivo, che hanno soprannominato “la scatola nera della Terra”, registrerà “ogni passo che l’umanità fa per avvicinarsi o per allontanarsi dall’imminente catastrofe climatica.”

Comprendo che la gente abbia bisogno di lasciarsi qualcosa dietro le spalle e posso capire perché pensano che presto moriremo tutti. Ma cosa intendiamo dimostrare, quanto siamo stati stolti?  Cosa abbiamo da poter mostrare che farà sì che i futuri abitanti della Terra evitino gli errori? 

Ai miei occhi, dobbiamo concentrarci sul qui e ora, sulla costruzione delle nostre vite piuttosto che documentare le nostre morti. Dopo tutto, l’unica ragione per cui siamo vicini all’estinzione è la nostra incessante spinta a distruggerci a vicenda, ignorando il fatto che, nel frattempo, stiamo distruggendo l’intero mondo. Se solo smettessimo di cercare di distruggerci l’un l’altro, cesseremmo di distruggere il pianeta e andrebbe tutto bene.

Ora, prima di andarcene, dovremmo portare questa verità alla consapevolezza di tutti e iniziare a cambiare le nostre relazioni verso un sostegno reciproco e migliori connessioni. Possiamo costruire la solidarietà tra di noi, ma dobbiamo innanzitutto accettare che è necessaria per la nostra sopravvivenza. Altrimenti, i nostri ego ostinati non ci permetteranno di pensare a nessuno se non a noi stessi.

Anche questa iniziativa, che sembra una buona idea, ci porta nella direzione sbagliata: lontano dal pensare alla connessione e verso l’accettazione di una distruzione inevitabile. Non è inevitabile; non accadrà se ci concentriamo sulla promozione della solidarietà piuttosto che dell’ostilità.

Non dobbiamo documentare il passato, dobbiamo costruire il futuro. Possiamo costruire un magnifico futuro, ma possiamo costruirlo solo insieme. Se lo costruiamo gli uni per gli altri e non solo per noi stessi, tutti saremo sani e salvi e non ci sarà nessuna catastrofe climatica da documentare.

Didascalia della foto:
Scienziati costruiscono l’indistruttibile Scatola Nera  della Terra per registrare i cambiamenti del clima e della civiltà, 10 dic 2021 Credit: Earth’s Black Box/Cover Images

Responsabilità Reciproca: il fondamento della Società

La società di oggi adora l’ego. Tutti quelli che sono “qualcuno” si mostrano nel modo più egocentrico. Questo è vero per le icone dei social media come è vero per le star dello sport, le pop star, i politici e anche i magnati del denaro.

Tuttavia, una società che venera l’egoismo mina il significato stesso del termine “società”. Perché una società esista, deve concentrarsi sul sociale piuttosto che sull’individuo. Se si concentra su quest’ultimo, si disintegra, che è quello che stiamo vedendo oggi nel mondo.

Le relazioni sociali possono esistere solo quando tutte le parti riconoscono di avere un beneficio reciproco che non possono ottenere da sole. Il beneficio deve essere abbastanza grande da indurli a rinunciare a parte della loro indipendenza in cambio di ricompense maggiori, come migliori possibilità di sopravvivenza, di educazione dei figli o prosperità economica consolidata.

Per questo motivo, una società i cui idoli sono coloro che contribuiscono alla coesione della collettività, rafforza se stessa e il benessere dei suoi membri. Al contrario, una società che idolatra le persone che si concentrano su se stesse e che spesso agiscono contro gli interessi della collettività, si sfila il tappeto da sotto i piedi. 

Una volta che un gruppo di persone ha stabilito un livello base di responsabilità reciproca, può iniziare a costruire strutture più complesse come clan, città e nazioni. Più alto è il livello di responsabilità reciproca nella società, più essa può crescere ed espandersi.

Tuttavia, è una sfida mantenere la responsabilità reciproca perché l’egoismo umano non è statico, ma è in continua evoluzione. Pertanto, coltivare la responsabilità reciproca deve essere un compito costante per la società. Altrimenti, crollerà. Dato che abbiamo trascurato questo per molti decenni, stiamo assistendo ad un crescente grado di disintegrazione e dissoluzione nella società.

L’umanità ha raggiunto un bivio: può continuare ad evitare di coltivare la responsabilità reciproca per elevarsi al di sopra dell’ego crescente, o può tornare a coltivarla fino a diventare più forte dell’attuale livello di egoismo.  Se sceglie la seconda, raggiungerà un tale livello di coesione che le persone smetteranno di sentirsi separate le une dalle altre. Otterranno un nuovo livello di vicinanza, come se fossero inseparabili nei loro cuori, nelle loro anime.

Una volta raggiunto questo livello, le lotte tra le persone che vediamo oggi diventeranno lotte interiori, in cui le persone si confronteranno con il proprio egoismo, che le separa dalla società. Le persone conseguiranno un livello di percezione completamente diverso; sperimenteranno un’unità a livelli che non avevano mai pensato potesse esistere.

È qui che conduce l’attuale lotta tra l’egoismo e la responsabilità reciproca, e finirà in uno dei due modi: unità o guerra.

Uno schiaffo utile a calmarci

Le ultime notizie stanno davvero ribaltando tutto ciò che sapevamo su come gestire la pandemia. Il virus è super contagioso, mediamente mite e nessun vaccino sembra proteggerci. In breve, ci sono voluti due anni di sforzi senza precedenti e investimenti senza pari per essere presi in giro. È lo schiaffo di cui avevamo bisogno per svegliarci dai nostri sforzi deliranti e continuare con il nostro modo di vivere di sempre. Invece di combattere una guerra persa, dovremmo unire le nostre menti e progettare un modo più sicuro e calmo di vivere.

Non considero il virus una malattia; lo considero una cura. Il processo di guarigione deve iniziare con un ripensamento delle nostre vite: cosa vogliamo ottenere, cosa ci può rendere felici, cosa è davvero significativo nelle nostre vite e come costruire una società in cui le persone non minano i sogni degli altri ma li supportano, in modo che tutti possano realizzare i propri sogni invece che solo pochi eletti, a spese di tutti gli altri.

Il fatto che il virus stia sconvolgendo il nostro precedente modo di vivere è un dono della natura all’umanità. Stavamo affogando nell’arroganza e ora ci vengono mostrati i nostri limiti. Niente è più salutare che conoscere la verità. Se conosci la verità, da lì puoi iniziare a ricostruire per il meglio. Ma se non sai chi sei e dove vivi, tutto ciò che fai ne uscirà errato e crollerà.

In effetti, stiamo assistendo al crollo del nostro vecchio modo di vivere. Il fatto che la natura lo stia distruggendo è la prova che era insostenibile. Se siamo intelligenti, prenderemo questo indizio e non cercheremo più di andare dove la natura non vuole.

I governi hanno già speso trilioni di dollari in pacchetti di salvataggio e altri programmi di aiuto. Possono continuare a farlo basandosi sul fatto che milioni di persone lasciano il lavoro ogni mese per lanciare programmi a livello nazionale, e persino mondiale, che rivisitino la società umana. A ogni livello, personale, comunitario, nazionale e internazionale, dovremmo ripensare la struttura della nostra società e le nostre relazioni con gli altri.

La scienza non sconfiggerà il virus. Muta più velocemente di quanto gli scienziati possano sviluppare vaccini o medicinali. Anche se gli scienziati sono stati in grado di sviluppare nuovi vaccini ogni pochi mesi, che tipo di vita è se devi ottenere un richiamo contro una nuova variante tre volte l’anno?

Peggio ancora, questi virus sono di nostra produzione. In pratica siamo sacchi di microbi che camminano e parlano, ce ne sono così tanti che non li conosciamo   finché non diventano patogeni. Se prendiamo in considerazione i molteplici casi di navi da crociera in cui sono scopppiati  ripetutamente  focolai tra equipaggi e ospiti, tutti vaccinati, ed il caso (assolutamente bizzarro) della stazione di ricerca polare il cui equipaggio, completamente vaccinato, controllato frequentemente, messo in quarantena e situato al Polo Nord, a centinaia di miglia da altri esseri umani, e nonostante ciò due terzi di esso sono stati improvvisamente colpiti dal Covid, ci rendiamo conto che il virus è dentro di noi, non fuori di noi, è qui che dobbiamo trovare la cura.

L’elemento dentro di noi che è nocivo e che, in realtà, genera ogni elemento nocivo, è il nostro atteggiamento. Il nostro approccio che maltratta e sfrutta tutto e tutti intorno a noi, rende tutti malati. Distorce ogni livello della realtà e la trasforma da benigna a maligna.

Se guardi ogni altra parte della creazione,  scoprirai che nessuna di esse è malvagia, malintenzionata o malevola. Tutte le parti della natura funzionano proprio come la natura le ha create. Siamo l’unico elemento che aspira consapevolmente a prendere più del necessario, a negare agli altri ciò di cui hanno bisogno, non per sostenere noi stessi, ma per la gioia di far soffrire gli altri e per sentirci superiori.

Poiché vogliamo mostrare a tutti che noi siamo i capi, la natura ci mostra chi è il vero capo. Per questo, fino a quando non chineremo la testa e ci metteremo in linea con tutti gli altri elementi della creazione, la natura continuerà a “spiegarci” con forza e dolorosamente la verità.

Quando smetteremo di essere abusivi, non saremo più abusati. Quando smetteremo di desiderare il male degli altri, non subiremo più il danno della natura. Se cercheremo di vivere in modo calmo e piacevole con tutto ciò che ci circonda, allora questa sarà esattamente la vita che avremo. Questa è la lezione della natura per l’umanità.