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Cerchi magici nella pedagogia

Domanda: Come può una persona sapere che è pronta ad essere un maestro e ci sono lezioni per esserlo?

Risposta: Per prima cosa, la persona deve avere una predisposizione per l’insegnamento, cioè non per leggere (ogni persona può farlo in maniera egoistica) ma per spiegare, per osservare come lavora lo studente, se accetta o meno l’opinione del maestro. Un maestro deve anche avere la capacità di imparare dagli alunni, di adattare e spiegare in accordo ai cambiamenti.

Non credo che tutte le persone siano capaci di farlo, tuttavia, ci sono molto aree nell’educazione. Ad alcune persone non piace parlare e spiegare le cose, ma all’improvviso, si mostrano come buoni leader pratici. Giocano con i bambini, organizzano i gruppi e li portano a fare delle escursioni.

La nostra educazione è diversa perché per prima cosa, vogliamo insegnare ai bambini riguardo alla vita. Mostriamo loro i musei, le fabbriche, gli ospedali, anche se questo, certamente, dipende dalla loro età. Familiarizzano con le operazioni aeroportuali, ferroviarie e bancarie; facciamo in anticipo dei piani con gli amministratori di queste istallazioni e quando arrivano i bambini, viene spiegato loro il processo di produzione.

Spieghiamo loro in anticipo dove vanno e una volta che ritornano, si siedono insieme in cerchio e discutono delle cose che hanno capito: come opera un determinato meccanismo, il suo scopo e così via. Vogliamo che sappiano tutto della vita: come funzionano i ristoranti, gli ospedali, le fabbriche ed il giardino zoologico. Prendono nota durante la visita sul campo, poi scrivono un saggio e lo discutono con i loro maestri. Questo amplia la loro visione del mondo.

Facciamo molte cose nel limite di un accordo comune. Quando qualcuno si mette in una disputa, discute o fraintende, questo viene discusso da tutti. A volte abbiamo anche una simulazione di giudizio: assegniamo alcuni bambini ad essere giudici, avvocati, giurati, testimoni ed il pubblico. I ruoli cambiano ogni volta.

In questo modo ogni bambino impara a vedere se stesso attraverso gli occhi degli altri, come lo vedono o la vedono un giudice, un fiscalista, il pubblico e gli altri. Un bambino comincia a sviluppare e a vedere un mondo più ampio del suo stretto punto di vista.

Ci sono altri esempi, ma l’elemento chiave è avere una discussione in cerchio. Non c’è cosa migliore che i bambini si siedano in classe e guardino il maestro; tutti sono uguali in un cerchio, inclusi i maestri.

Il maestro si abbassa al livello comune e rimane tra i bambini, senza emergere. Lui li dirige in una maniera così acuta che non lo percepiscono. Insegniamo loro ad essere responsabili, a giudicare, a difendere ed accusare. I bambini hanno un’enorme capacità di assorbimento e dobbiamo utilizzarla.

Qualsiasi persona capace di insegnare o dirigere un gruppo, di preparare del materiale o sviluppare il metodo può essere un maestro. Abbiamo bisogno di diverse figure professionali per lavorare con i bambini e le bambine. In generale, studiano separatamente ma a volte li mischiamo.
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(Dalla lezione 6 del Congresso WE! Del 3.04.2011)

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Al notiziario in diretta: Tredici minuti sulla cosa più importante

La crisi che ha coinvolto il mondo era molto evidente nei congressi che abbiamo tenuto recentemente, compreso quello italiano di tre settimane fa e specialmente in quello di Madrid, Spagna, di una settimana fa. Le popolazioni sono nella confusione, ed il tasso di disoccupazione tra i giovani è del 40%. E le cose peggiorano tutti i giorni. Ci sono dimostrazioni e proteste che tengono occupate le strade delle città, e altro ancora.

Io sono andato di proposito a camminare per le strade di queste città per parlare con la gente. Nessuna delle persone con cui ho parlato sa che cosa fare e così le proteste continuano davanti ai palazzi del governo. Ma anche i governi non sanno che cosa fare. Tutti sono nella confusione e nessuno ha colpa di niente. Ma bisognerebbe capire che tutto succede perché ci troviamo ad affrontare la sfida della natura.

Il lavoro non può essere creato dal niente, da uno spazio vuoto. E a che scopo? In questo mondo esauriremmo le risorse naturali che ci sono rimaste ancora più velocemente, distruggeremmo la terra, e inquineremmo l’ambiente ancora un po’. Le nostre risorse di acqua e di aria diminuirebbero ancor più velocemente. Allora, perché dovremmo stimolare questa economia in deterioramento? Solo per dare un lavoro agli uomini? Con questo genere di conseguenze, è meglio non dare loro niente!

In Spagna, sono apparso sul più popolare canale televisivo nell’ora di massimo ascolto. Invece di parlare solamente per pochi minuti, che mi erano stati accordati in base alla programmazione, l’intervista è durata tredici minuti. Ve lo immaginate – tredici minuti durante le notizie del mattino, tra i servizi che riguardavano i fatti più importanti del giorno! Il fatto è che non riuscivano a smettere di intervistarmi.

Il mio suggerimento è stato semplice e si è tradotto in un consiglio pratico: dobbiamo mettere gli uomini seduti a studiare: gli uomini dovrebbero ricevere dei sussidi di disoccupazione (che rappresentano anche la più efficace strategia di risparmio) e si dovrebbe insegnare loro in quale genere di mondo stiamo vivendo, cosa c’è davanti a noi, e che genere di sfide la natura ci sta lanciando.

Non si tratta dei capricci di qualcuno o degli interessi di una certa parte di coloro che governano. Non si tratta di altro che della natura, che ci sta sfidando. E per noi la sfida sta nel cambiare. Non dobbiamo cambiare altro che noi stessi.

Dobbiamo diventare un apparato globale ed integrato, in risposta alla crisi attuale. Infatti, la crisi è la sensazione della mancanza di una propria conformità alla natura circostante. Perciò, se ci correggeremo in questo modo, ogni cosa si porrà in equilibrio e raggiungeremo uno stato di armonia. Questo è ciò che dovrebbe essere insegnato agli uomini.

L’intervista è stata apprezzata positivamente in tutta la Spagna, e anche in America Latina e nel Nord America, e questo perché con essa ho esposto il solo modo ragionevole per uscire dalla situazione che si è formata. E non si tratta solamente della Spagna. Grecia, Islanda, Italia ed altri paesi sono in una situazione identica, e ce ne sono molti altri che piano piano entreranno nella crisi. Ed in altri luoghi la crisi si sta presentando con sfumature differenti.

In questo modo la natura ci mette sotto il naso un chiaro compito da eseguire: dobbiamo cambiare. Dobbiamo integrarci con la Natura proprio come tutti gli altri elementi che si trovano in essa – i livelli inanimato, vegetativo ed animato. L’uomo non dovrebbe pensare di essere al di sopra della natura e che può fare tutto quello che desidera. Il suo compito più importante è di diventare consapevolmente una parte integrante di tutto l’insieme della natura.

Diventando una parte integrante della natura, l’uomo incomincia a capire di cosa si tratta e, improvvisamente, scopre in essa delle nuove altezze: i mondi di Assiya, Beria, Yetzira, Atzilut, Adam Kadmon, ed il mondo dell’infinito. Egli non permetterà più al suo egoismo di porsi come ostacolo tra lui e la natura, ed incomincerà a percepire la natura come qualcosa di trasparente.Alla fine egli comprenderà e diventerà consapevole delle forze che controllano ogni cosa, compreso lui stesso.

Questo è il compito che abbiamo di fronte oggi. Perciò, se lo desideriamo e se da qui in avanti useremo la forza dell’aspirazione che già esiste in molti uomini nel mondo, allora aspireremo veramente all’auto-correzione, alla rivelazione del mondo, ad uscire da questo stato di sogno e d’incoscienza. Allora conseguiremo l’uguaglianza con la natura, arrivando al livello del Creatore.

(Dalla 1.a lezione al Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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Padri e Figli: Chi manca di comprensione?

L’educazione è un tema speciale. È interessante che la gente, nel corso della storia umana, quasi non abbia pensato all’educazione. Un piccolo cresceva tra i grandi ed imparava da loro. I padri non prendevano lezioni speciali per imparare ad allevare i propri figli.

Come gli animali, noi pratichiamo l’educazione comune e naturale.

Gli asili e le scuole apparvero durante il periodo dell’industrializzazione, quando la gente cominciò a lavorare nelle fabbriche ed anche le madri dovevano iniziare a lavorare. Fino ad allora, la maggioranza dei bambini cresceva in casa in maniera naturale.

In realtà, niente è più importante dell’educazione. Non mi meraviglia che stiamo sperimentando una crisi in quest’area. La gente non ha mai pensato che sarebbe stato necessario seguire un certo sistema educativo e che la generazione che sta crescendo avrebbe richiesto un avvicinamento sensibile. Diciamo: “Chi ci insegna? Quale criterio seguire? Quale metodo? Quale programma?”. Invece di ricevere l’educazione nelle nostre scuole, noi riceviamo la conoscenza.

In generale, le scuole apparvero quando nacque la necessità di portare i contadini alle città, perché avevano bisogno che venissero insegnate loro la grammatica elementare e l’aritmetica per poter lavorare con delle macchine industriali semplici. La gente aveva bisogno che gli venisse insegnato a leggere ed a capire i manuali. Questo fu il principio dell’istituzione scolare per le masse di duecento anni fa.

Noi prevediamo l’educazione generale come la continuazione dell’antica saggezza umana. Nonostante ciò, essenzialmente, la gente cominciò ad elevarsi al di sopra del livello animato solo nel diciannovesimo e nel ventesimo secolo.

La gente non ha mai pensato seriamente ad un’educazione appropriata. Cosa dovrà essere una persona quando crescerà? La faremo diventare umana? Queste domande restano ignorate anche al giorno d’oggi. Mandiamo i bambini nelle scuole specializzate nella matematica, la fisica e l’informatica, senza pensare all’individuo che diventerà questa persona. A chi importa dell’individuo? Ciò che importa è trovare un buon lavoro nella nostra vita di “borghesi”.

Inoltre, questo sta succedendo perché l’umanità non è arrivata ad un consenso, ad un’opinione comune di ciò che significa “essere un umano”. Noi diciamo al bambino: “Sii buono con gli altri, in modo tale che traggano beneficio nel relazionarsi con te”. A questo si riduce spesso la nostra educazione.

Il problema è che la società non richiede una connessione tra le persone, ed oggi che siamo arrivati ad una crisi generale, risalta specialmente la crisi nell’educazione. È così perché la generazione giovane è composta da anime nuove con domande nuove del mondo nuovo. Li chiamano “bambini indaco”, li riempiono di Ritalin e pensano che loro non ci capiscono. In realtà siamo noi a non capirli, siamo noi quelli arretrati nella vita. Non ci hanno insegnato a capire questi bambini.

Loro chiedono uno sviluppo ad un nuovo livello. Allo stesso modo, la persona nella quale si risveglia il punto nel cuore, smette di capire le altre persone che vivono una comune vita “materiale”. Anche i nostri bambini ci guardano e non ci capiscono: “Perché vivi? Noi non vogliamo la tua vita, noi non siamo disposti a vivere come te e siamo incapaci di farlo”.

Se vogliamo trovare una connessione con loro, abbiamo bisogno di introdurre un nuovo tipo di educazione e anche se non realizziamo questo ruolo, che è lo scenario di passaggio per la prossima generazione, abbiamo ancora bisogno di completare questa tappa fino alla fine.

(40961 – Dalla 6° lezione del Congresso WE! Del 3 Aprile 2011)

Una nuova educazione per tutti

Domanda: Quali sono i nostri piani rispetto all’educazione dei bambini palestinesi?

Risposta: Abbiamo studenti dei paesi arabi e di altre regioni musulmane. Non vedo nessuna differenza tra loro e tutti gli altri. Abbiamo studenti dell’Autorità Palestinese, dell’Iran, durante le lezioni riceviamo domande dalla gente della Siria e da altri luoghi. Una delle riunioni internazionali sui temi educativi nell’ambito dell’UNESCO fu organizzata dal principe Saudita ed abbiamo ricevuto un invito personale da lui.

L’educazione è un problema mondiale e attraverso di essa, possiamo stabilire le connessioni tra i paesi e le loro differenze. Certamente, c’è il discorso della religione e questo continuerà ad essere una fonte di profonda separazione tra le persone fin quando noi, con parole di Baal HaSulam, stabiliamo una sola religione, quella dell’amore e della dazione.

Baal HaSulam scrive nel suo articolo “L’Essenza della Religione ed il Suo Scopo” che non c’è altra religione a parte l’amore. Tutto il resto sono costumi che la gente ha accettato. Speriamo che le diverse crisi, insieme alla nostra divulgazione, facciano si che il mondo capisca che ha bisogno di elevarsi al di sopra delle differenze.

L’educazione che stiamo sviluppando è comune a tutti, non ha nessun tipo di specificità. Così credo che non appena i nostri fratelli arabi vogliano accettarlo e ne siano pronti, ci sarà un metodo ad aspettarli; lo stiamo preparando anche in arabo.

Inoltre, dai tempi di Abramo, l’Islam ha un movimento chiamato Sufismo. Mi sono riunito con i loro rappresentanti in molte occasioni. Naturalmente, loro capiscono di cosa stiamo parlando e possiamo lavorare con loro per diffondere il nuovo metodo educativo.

Il problema è che i circoli radicali islamici non li riconoscono: i sofisti sono stati esiliati dai paesi arabi e vivono negli Stati Uniti ed in Inghilterra. Spero che questa posizione cambi, perché la natura si impone con indipendenza. Dobbiamo attraversare questi stati, lo Zohar descrive questo corso particolare dello sviluppo. Presto il periodo di transizione sarà finito e la gente sentirà che esiste un mondo globale.
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(Dalla Lezione 6 del Congresso WE! Del 3.04.2011)

Non sperimentare con i bambini

Domanda: Mia figlia di tre anni guarda le sue lezioni insieme a me. Questo materiale può bastarle oppure ha bisogno di altri contenuti?

Risposta: Sto sentendo molte domande similari qui, e questo mi sorprende molto. Cosa vi aspettate da questi piccoli bambini? Chi ti ha detto che potevi trascinare una bambina di tre anni alla lezione? Dove hai visto questo? Perché non impari da quello che stiamo facendo con i bambini?

Noi non facciamo questo. Guarda quello che facciamo e fa la stessa cosa. Gradualmente facciamo cantare con noi i bambini dai sei anni in poi.
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(Dalla lezione n.7 della Convenzione WE! del 04.03.2011)

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Siate più seri nella sabbiera!

Domanda: Anche se la nostra è una realtà immaginaria, i Kabbalisti la trattano con molta serietà. Perché è cosi?

Risposta: E’ cosi perché cresciamo e agiamo mentre siamo al suo interno. Anche se questa realtà è definitivamente immaginaria, devi prenderla sul serio e fare le cose come se esistesse realmente.

Immagina di aver raggiunto un gruppo di bambini e che stai giocando con loro nella maniera più seria possibile, facendo il gioco reale come fanno loro. I più piccoli corrono intorno, cercando di riunire qualche cosa e parlando di giocattoli, ma per loro – questa è la vita. E tu partecipi nella loro vita, aiutandoli a mettere insieme le sue parti in modo che possano crescere in maniera veloce e corretta in questa “sabbiera”.

Questo richiede un’attitudine molto seria. Ci vuole uno sforzo enorme per allevare un bambino in questo mondo, e una persona deve trattare se stessa nella stessa maniera. È cosi che deve trattare il bambino spirituale che sta crescendo dentro di lui. Non puoi fare nessun compromesso a questo riguardo: io ho cura di me stesso, della mia famiglia, bambini genitori e tutti i bisogni materiali. E anche se tutto questo è ovviamente un’illusione, non ha importanza.

Le immagini del mondo materiale sono dipinte dentro il mio cervello dal desiderio egoista ed io non posso correggere quel desiderio perché si trova ancora nel livello inanimato. Perfino il grande Kabbalista Rabbi Shimon, doveva mangiare, bere, farsi una vita, prendersi cura dei suoi studenti. Pensi davvero che loro galleggiassero nelle nuvole senza preoccuparsi delle loro famiglie e di mettere un pezzo di pane nelle loro tavole?

Questo mondo è parte della mia crescita, “includendo il mal di denti” come diceva Rabash l’unica differenza è che io devo aspirare all’alto sempre di più, verso la dazione, verso il mondo spirituale. I Kabbalisti hanno un altro problema: come rimanere seri all’interno di questa sabbiera per bambini. E sono obbligati a farlo. È per questo che hanno un’attitudine cosi responsabile nell’educazione e in altre aree del mondo materiale. Una persona deve tenere conto di tutte le su esigenze vitali.

La corporalità scompare dalle nostre sensazioni soltanto alla fine della correzione quando non c’è più bisogno di questo gioco d’immaginazione.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.04.2011, scritti di Rabash)

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Un uomo saggio guarda alla distanza

Nel cammino spirituale, noi sperimentiamo fasi di sviluppo e allo stesso tempo, di sviluppo creativo. È la stessa cosa nel nostro mondo: l’uomo non vive di solo pane.

Noi non solo alimentiamo i bambini per fortificarli, ma neanche li valorizziamo per il peso che essi raggiungono; anzi, il fattore cruciale è la misura nella quale un bambino diventa un essere umano: uno che è comprensivo, percettivo, recettivo, desideroso e diretto verso la qualità piuttosto che verso le acquisizioni quantitative. Ovvero il bambino cresce ed è una tristezza se viene privato di questo.

È la stessa cosa nella spiritualità. È davvero possibile valutare se stessi in accordo al numero di ore passate nello studio? No, noi richiediamo la crescita qualitativa affinché i nostri desideri ed i pensieri si focalizzino sempre di più sul principio di “Israele, la Torah ed il Creatore sono una cosa sola”, sulla meta della nostra crescita.

La natura ci impartisce lo sviluppo determinante e ci obbliga ad imparare a relazionarci con tutto quello che facciamo nella vita con determinazione. Questo significa che dobbiamo definire noi stessi come dovrebbe essere una persona. Dopotutto, un uomo saggio guarda alla distanza. Se ci sviluppiamo con determinazione, abbiamo bisogno di capire cosa vuole la natura.

La natura ci dimostra l’integrità, l’interconnessione, l’integrità di tutte le parti, uno sviluppo costante. Così, anche noi dobbiamo distinguere le tappe del nostro sviluppo, accettandole come desiderabili.

Oggi, esigiamo un’educazione corretta sia per i genitori che per i figli. Dobbiamo consegnare i principi basilari a tutti, ovvero il costante auto perfezionamento, mirare all’unità, alla bontà della connessione qualitativa e quantitativa tra di noi, elevarci in maniera naturale come risultato della relazione, dell’unità, dell’armonia e dell’omeostasi con la natura.

Se noi stessi ci comportiamo in questa maniera e lo cominciamo ad insegnare alla generazione dei giovani, se facciamo continui passi verso l’unità, se ci avviciniamo di più e ci comprendiamo reciprocamente fino a che amare il nostro prossimo come noi stessi diventi una regola, ci avvicineremmo ancora di più alla meta. La nostra educazione avrà uno scopo.

Mentre ci sviluppiamo e sperimentiamo degli stati che contraddicono il nostro egoismo, dobbiamo capire che il fine dell’azione giace nel pensiero iniziale. La natura ha posto la meta finale: dobbiamo unirci gli uni con gli altri, e siccome non c’è altra strada, abbiamo bisogno di educare noi stessi e la generazione crescente con il metodo dell’unione.

In altro modo, al posto della nostalgia per un frutto dolce, saremo ancora più immersi nell’amarezza delle fasi precedenti alla maturazione.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, principi dell’educazione globale)

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Il segreto di un albero nel campo

Domanda: gli scienziati evoluzionisti vedono l’ordine e la struttura dell’evoluzione, ma non il suo obiettivo e questa è la ragione per la quale hanno degli ostacoli. Per esempio, un bosco di pini piantato artificialmente distrugge la vegetazione naturale e come risultato, avvizzisce a causa delle malattie. È evidente che dobbiamo lasciare che la natura stabilisca il proprio ordine. Come possiamo spiegare questo non solo in termini biologici, ma anche in termini di educazione globale?

Risposta: In altre parole, la domanda è su come correggerci in maniera giusta e naturale affinché la persona, per quanto sia molto contraria a questi pini, non distrugga il suo ambiente. Affinché questo avvenga, deve crescere come “un albero nel campo”, il che significa che si alimenta solo dal suo ambiente. Questo ha la priorità, è il punto principale, l’ambiente è tutto e la persona deve connettersi ad esso, fluire in esso. Questa è la vera legge dello sviluppo.

Dopotutto, l’obbiettivo è che tutta l’umanità si trasformi in un meccanismo unificato. Nel sistema adeguato, la persona non percepisce se stessa come un elemento separato che cresce al di fuori di questo meccanismo, ma è costantemente alla ricerca di possibilità di essere assorbita, di integrarsi sempre di più in esso. Questa forma di sviluppo è davvero impeccabile.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)

Incontri recenti all’UNESCO e all’ONU

Di recente, abbiamo stabilito una proficua relazione con le Nazioni Unite, in particolare con l’UNESCO, attraverso attività a Parigi, Mosca e New York.

Alcuni giorni fa, ho avuto un incontro faccia a faccia in Francia con il direttore generale dell’UNESCO, la Signora Irina Bokova. Nella mia veste di presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerca Ashlag (ARI), insieme a una nostra delegazione, le ho esposto una proposta circa un nuovo metodo di educazione globale e completo o integrale che utilizza le regole dell’attuale mondo elettronico che è interdipendente e intercorrelato. Insieme a me c’erano Rachel Laitman, Norma Livne, Leonid Makaron e Seth Bogner, in qualità di membri dell’istituto ARI.

La Signora Bokova si è dimostrata molto interessata ai nostri principi di un nuovo sistema di educazione globale che prepari i nostri figli ed i giovani ad una vita soddisfacente in un mondo altamente dinamico e globale.

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Dopo questo incontro, abbiamo ricevuto l’invito speciale a partecipare alla presentazione del resoconto annuale dell’Unesco “L’educazione in base a tutte le valutazioni generali di controllo”. L’incontro si è tenuto lo scorso marzo presso la Columbia University a New York.

I nostri delegati, Seth Bogner, Rachel Laitman, e Norma Livne hanno avuto l’opportunità di esprimere la nostra visione circa una migliore educazione con l’ambasciatore Israeliano alle Nazioni Unite, Il Signor Meron Reuben ed inoltre rafforzare i contatti con il direttore generale dell’Unesco, la Signora Irina Bokova.

L’evento è stato inoltre condotto dal sotto segretario generale e direttore esecutivo dell’ONU-donne, la Signora Michelle Bachelete.

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A Mosca, Eli Vinokur, Leonid Makaron, Anatoly Ulianov, e Leonid Elizarov, in qualità di rappresentati dell’associazione ARI, hanno avuto un ruolo attivo alla conferenza dell’UNESCO “La partecipazione dei giovani nelle trasformazioni sociali: Iniziative e Partecipazioni.”. Il nostro materiale sarà pubblicato nel resoconto dell’evento e si sono già prese in considerazione delle future attività.

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L’11 marzo, i nostri rappresentanti di ARI, Leonid Makaron e Seth Bogner hanno partecipato alla conferenza “Costruire la Pace: la riconciliazione attraverso l’educazione, le scienze, la cultura e la comunicazione” tenutasi al quartier generale delle Nazioni Unite a New York.

L’incontro è stato aperto dal segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon e dal direttore generale dell’UNESCO. L’illustre comitato sulla pace ed il Dialogo comprende anche: il principe Turki Al Faisal dell’Arabia Saudita, il premio nobel in medicina Günter Blobel, e altre personalità internazionali.

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Gli eccellenti risultati di queste attività segnano l’inizio di un processo continuativo che si basa sulla reciproca collaborazione nel campo dell’educazione per un’ umanità migliore.
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La fine della generazione di schiavi

Oggi ci siamo scontrati con la nuova generazione, che può fare qualsiasi cosa solo se capisce, sente, decide e si accorda con ciò che deve essere fatto. Altrimenti non farà nulla. Lo vediamo anche dagli eventi che stanno ormai accadendo in tutto il mondo. Una nuova ondata si sta estendendo, o in altre parole, un nuovo livello di anima comune si sta risvegliando in tutta l’umanità.

La generazione moderna è contraria ad una educazione moralmente giusta che minaccia una persona e forze morali gli insegnano, gli dicono: “Guarda  noi come esempio per agire allo stesso modo”. Questo non è sufficiente per le giovani generazioni. Esse non prenderanno questa strada. Al contrario, esse copieranno gli esempi peggiori e non saranno in grado di avere presa su se stesse in modo da rispettare i propri meravigliosi modelli.

La nuova generazione non accetta niente solo perché è così che deve essere. Anche se un bambino assorbe molte cose automaticamente, e ancora, se cresciamo i ragazzi moderni nella ricompensa e nella punizione, non funzionerà. Questo perché l’egoismo cresce da un giorno all’altro e non si è in grado di resistergli. Pertanto, l’abitudine diventa per loro una seconda natura.

Proprio davanti ai nostri occhi un nuovo ambiente sta maturando dentro i bambini, ed esige che tu gli dia una mano nel metodo. Si vuole dare ad un figlio il già fatto che egli realizzerà come una macchina di piccole dimensioni che lavora quando lui ti guarda ripetendo tutto. Ma questo non funzionerà. I bambini vedono correttamente attraverso di voi. Sono costantemente impegnati a studiare e ad analizzare voi. Siete completamente trasparenti per loro.

Dobbiamo capire che questa generazione richiede un metodo molto razionale e logico che possa comprendere e quindi utilizzato in base a tale comprensione.

La generazione degli schiavi è finita, o la generazione di macchine che erano ritratte anche da Charlie Chaplin. Oggi dobbiamo pensare a come dare ai giovani una spiegazione del processo di sviluppo, la realtà e il loro posto in essa, la meta, il cammino della governanza e le opportunità che sono davanti ad ogni persona.

In breve, è necessario mostrare ad una persona i limiti entro i quali egli è, in realtà, una creatura libera. La nuova generazione è molto diversa da noi e quindi non dobbiamo sviluppare metodi per la loro formazione in modo che docilmente ci stiano vicino, ma un metodo di trasmissione di saggezza secondo l’età della persona. Poi i bambini utilizzeranno e realizzeranno questa saggezza attraverso il loro comportamento, e quindi tutto ciò che rimarrà a noi da fare sarà di verificare se abbiamo dato a loro in modo corretto. Vedremo tutto questo dai risultati.

In passato l’istruzione e l’educazione erano basate su premi e punizioni. I bambini sono stati infilati dentro  confini diversi e tenuti al guinzaglio corto. Fu detto loro: “Questo è come si deve agire.” Ma oggi questo non funzionerà perché il Creatore ci chiede di raggiungere la realizzazione del male, la comprensione di ciò che accade nella vita. Dobbiamo imparare a controllare noi stessi a seconda dell’importanza del traguardo . Questo è un lavoro indipendente per ogni persona.

L’anima non ha età. Non importa dove essa si risveglia, in un adulto o in un bambino. Dobbiamo capire che siamo obbligati a fornire un metodo di correzione per i giovani e gli anziani in modo che possano essere cresciuti solo da esso.

(Dalla conferenza sull’educazione il 19.02.2011)

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