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Educazione liscia

Domanda: Il processo di educazione presso l’università è diviso in semestri, e poi ci sono gli esami. Questo è combinato all’ottenimento di un diploma, una formazione, studi post-laurea, dottorato e così via.

Quando si tratta di educazione integrale, ha senso andare da un corso all’altro oppure questo processo dovrebbe essere costante, regolare, e senza rigorose suddivisioni in semestri?

Risposta: Una chiara divisione esiste solo per i principianti, perché dobbiamo dar loro una sensazione che essi stanno avanzando: primo corso, secondo corso, certificati, diplomi, gradi, premi e così via. Ma dopo, tutto questo scompare.

Una persona diventa così tanto parte della individuale, comune e globale generalizzazione che questo si trasforma nel suo avanzamento, la sua maggiore inclusione nel sistema integrale. E qui la divisione speciale nei corsi non esiste più.

La gente spenderà tutto il tempo libero per studiare, e fondamentalmente quasi l’intera giornata lavorativa si libererà. In questo caso dopo circa 2-3 mesi di studi intensivi, una persona potrà già immaginare un certo quadro comune, una forma generale. E poi, penso, dopo al massimo sei mesi di studi, saremo semplicemente in grado di combinarli in una sola grande classe, un grande auditorium, o un gruppo, perché la cosa migliore per loro è comunicare costantemente con l’altro.

E poi, come in qualunque società, comparirà un nucleo più attivo in questo gruppo, con individui passivi e periferici di collegamento ad esso.
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(Tratto da un discorso sull’educazione integrale n.11, 16.12.2011)

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Una persona poco attraente ma affascinante

Domanda: Una persona tende a compensare le sue mancanze. Ad esempio, ogni altro conduttore radiofonico ha qualche difetto di pronuncia, le persone con un aspetto normale intraprendono una carriera in TV, e così via. Questo verrà applicato anche alle persone che lavorano all’interno del sistema dell’educazione integrale? Cercheranno di fare delle compensazioni, o forse sarà l’integralità a portare tutto in equilibrio?

Risposta: No, prima di tutto, vediamo che l’apparenza non fa alcuna differenza. Tra i nostri istruttori, spesso vediamo persone poco attraenti, non piacevoli e non di bell’aspetto. Vorrei anche dire che i loro modi sono molto semplici.

Tuttavia, quando un uomo è impegnato nel lavoro interiore, questo non lo respinge. Egli comincia, se non proprio ad amarli, almeno ad accettarli in modo dolce, come se fosse qualcuno vicino a lui. Egli ci vede in esso una sorta di fascino. Questo è ciò che accade.

La stessa cosa vale per le donne. Se emerge la sincerità, tutto il resto passa nel dimenticatoio.
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Il Linguaggio di una nuova cultura

Domanda: Noi speriamo che il metodo dell’educazione integrale venga divulgato in tutto il mondo. Come vedi l’interazione del gruppo di Mosca con i gruppi del Sud America, per esempio? Conviene loro mantenere una relazione reciproca?

Risposta: Se ci sbarazziamo della barriera linguistica attraverso delle traduzioni simultanee, le persone si capiranno perfettamente. Esse capiranno i sentimenti, le canzoni, le danze e le diverse espressioni. Tu vedrai che improvvisamente loro hanno gli stessi movimenti del corpo.

Quando parliamo dell’integrazione, le persone cominciano ad esprimersi allo stesso modo, a dispetto di chi esse siano. Le differenze nazionali, etniche e razziali si disperderanno.

Per esempio, i nativi del Sud America e dell’Africa, che hanno dei movimenti di ballo completamente differenti, cominciano a muoversi in maniera sincronizzata, cercando di sentirsi reciprocamente. La loro danza non sembra più la danza moderna, dove tutti sono distanti sei piedi gli uni dagli altri e nessuno vede gli altri mentre si gira e saltella su se stesso. Al contrario, loro cercano di stare insieme, di venire in contatto, di essere più vicini, forse persino di smettere di muoversi, ma di sentirsi fisicamente e più importante, interiormente.

Loro acquisiscono un linguaggio del corpo completamente differente e direi, una nuova cultura, una nuova comunicazione ed un nuovo comportamento. Ma non è solo una cultura, è una nuova forma d’arte, l’arte della danza e dell’espressione che proviene precisamente dalla sensazione integrale.

Spero che questa cultura emerga e venga rivelata e forse attraverso di essa, l’umanità si adatterà al mondo integrale. Questo è scioccante e ci mostra che ci stiamo davvero avvicinando alla singola immagine di “Adamo”.

Questo è un linguaggio che non esisteva durante la separazione delle persone che vivevano nell’antica Babilonia, durante la loro dispersione in tutto il mondo (se accettiamo la legenda della Bibbia come un fatto). È un linguaggio instillato nei fondamenti della nostra radice persino prima che gli esseri umani emergessero, ed esso proviene dal nostro fondamento spirituale prima che si materializzasse.

Se prendiamo tutte le canzoni, le danze, tutti i tipi di musica, o qualsiasi altra forma d’espressione di diversi gruppi di diversi continenti, noi scopriremo in esse un comune denominatore, e le differenze tra di esse saranno molto minori.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #11, del 16.12.2011)

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La Crisi del sistema educativo è la Crisi dell’umanità

Opinione (Natalia Shlemova, Università Pedagogica di Stato di Mosca): “Il maggiore problema di tutto il sistema educativo russo, dall’asilo alla più alta educazione, è che non insegna a pensare alle persone, non insegna a capire. A causa dell’assenza di una simile metodologia e di una struttura dialogica, il sistema educativo è autoritario, progettato per l’accettazione passiva delle informazioni dagli studenti. Esso manca di algoritmi, di meccanismi e paradigmi di comprensione, di una consapevolezza creativa e dello sviluppo della conoscenza acquisita”.

“Il collasso del sistema dell’educazione secondaria e più alta riflette la fase finale della crisi globale della natura umana”.

“L’insuccesso del sistema educativo, l’anima di una società sviluppata, indica un serio fallimento dell’evoluzione mentale della razza umana, mentre lo sviluppo del corpo mentale di tutta l’umanità è il compito maggiore in questa fase della sua evoluzione”.

Il mio commento: Il passaggio ad una nuova fase di sviluppo comporta la negazione di quella vecchia, fino allo stato di essere incapaci di esistere in essa, come pure una nuova visione: chiara, ovvia, non inverosimile, percepita praticamente, pianificata, calcolata, non rivoluzionaria e non violenta, ma basata sulla necessità. Quasi tutti negano quello che esiste, ma non vedono il suo rimpiazzo. La nostra divulgazione dell’educazione integrale dovrebbe diventare più specifica.
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Il corso Essere Uomo: “Laboratorio della Libertà” – 03.04.2012

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Chi supporterà chi?

Domanda: Quando un uomo sta attraversando degli stati spiacevoli, noi raccomandiamo che si connetta al gruppo e che risolva lì il suo problema, attraverso la connessione integrale con gli altri. Che cosa si può raccomandare a una donna in un caso del genere?

Risposta: Gli istruttori maschi, che insegnano nei gruppi delle donne, devono accorgersi di queste cose e aiutare le donne. Diversi uomini, e non solamente uno, devono lavorare con gli stati delle donne. Tuttavia, il lavoro costante con il gruppo conduce le donne al superamento di tali stati.

Domanda: Che cosa intende quando dice che gli istruttori maschi devono lavorare con le donne?

Risposta: Supportare, insegnare delle cose, avere delle conversazioni individuali con le donne.

Quando diversi istruttori maschi vedono che una donna si trova in uno stato molto difficile, dobbiamo lavorare con le donne, anche se questo accade raramente; abitualmente le donne superano questi stati da sé; per gli uomini è molto più difficile.

Generalmente ci dovrebbero essere due istruttori per parlare con una donna. E se abbiamo un marito e una moglie in gruppi separati, possiamo metterli temporaneamente in un gruppo in modo di poter influire sulla moglie attraverso il marito e viceversa.

Domanda: Che cosa intende con “influenzare”?

Risposta: Supporto, per esempio, se l’uomo è caduto o è diventato più debole nel suo sviluppo integrale.

Domanda: E in maniera inversa? Possiamo influire su una donna attraverso un uomo?

Risposta: Può essere fatto in una famiglia. Possiamo dire al marito di supportare la moglie, ma non deve dire a lei che gli è stato chiesto di farlo. Naturalmente le mogli decidono tutto tra di loro. In ogni situazione, noi consigliamo uno dei partner di dare in maniera non diretta all’altro partner l’importanza di ulteriore avanzamento integrale, e mostrare che questo lo fa più grande (lui o lei) agli occhi dell’altro partner, e lui o lei sono valutati molto.
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(Tratto da “Un discorso sull’educazione integrale” n.11, 16.12.2011)

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Il ruolo speciale degli egoisti zelanti

Domanda: Le persone hanno qualità diverse e ci sono alcune che hanno ruoli speciali. Essi sono i detentori del metodo dell’ educazione integrale, e devono insegnare, trasmettere e parlare all’umanità di questo.

Risposta: E’ vero ci sono persone con una grande sensibilità verso questo metodo specifico dell’educazione integrale. Circa il sei – dieci percento delle persone al mondo si sforzano verso l’educazione integrale. Esse rappresentano le varie organizzazioni altruiste, di combattenti per le più diverse libertà. Questi non sono dei rivoluzionari ma combattenti per l’ambiente, la protezione della vita selvaggia, e così via. Questi includono i volontari che aiutano gli altri, come i poveri e gli affamati e così via.

Comunque, queste sono persone che semplicemente si sforzano verso questo tipo di comunicazione, verso l’integrazione. Di norma non hanno un livello sufficientemente approfondito di comprensione del sistema integrale. La Natura li ha fatti in questo modo.

Allora, ci sono persone che per natura sono degli egoisti molto ma molto zelanti. Come vediamo nei nostri studi essi non sono compresi nel sei o dieci percento degli altruisti naturali. Questi sono egoisti molto ordinari e in loro la comprensione della necessità dell’integrazione viene rivelata per via del desiderio che hanno di comprendere il significato del mondo, dell’esistenza della legge della natura, del suo piano. Vogliono sapere dove ci sta portando l’evoluzione, perché in un modo così vincolante e così via .

Queste sono persone scientifiche che desiderano approfondire l’essenza dell’evoluzione. Esse fanno parte della squadriglia di persone che guidano l’umanità verso il traguardo. La natura non le ha fatti altruiste ma invece il loro altruismo si sviluppa in conseguenza della loro ricerca e realizzazione riguardo alla necessità di questo processo.

Noi stiamo cercando di trovare queste persone in giro per il mondo attraverso un sistema specifico di divulgazione. Questi vengono a noi. Al momento ci sono circa due milioni di persone che sono collegate con noi indipendentemente dalle loro origini, religione e stile di vita.

Sono unite da un’aspirazione comune di progredire correttamente verso il fine dell’uomo, raggiungerlo, e cambiare la direzione dell’umanità in modo da avanzare, piuttosto che attraverso la sofferenza, tramite la realizzazione ovvero l’unificazione consapevole. Stiamo cercando di trovare una connessione con queste persone e di organizzarle.

Domanda: Queste persone possono partecipare alla creazione del sistema di educazione integrale?

Risposta: Certo, sono proprio loro che devono partecipare! Noi le stiamo preparando. Abbiamo un corso per i leader in educazione integrale in cui facciamo un training speciale, che comprende anche il lavoro con le persone, giochi di gruppo sull’insegnamento, eventi attivi, e primariamente fare un’analisi nei gruppi in cui le persone si riuniscono per mettere in discussione sé stesse, la società, e tutti i problemi che possono insorgere tra loro.

Noi inneschiamo apposta dei problemi sociali in questi gruppi. E di conseguenza le persone si dividono in sotto gruppi come difensori, accusatori, critici, giudici, giurie e così via, e discutono di questi problemi. Queste sono discussioni molto serie.

Non invitiamo degli psicologi a partecipare, visto che il nostro intento è che le persone si sviluppino interiormente, indipendentemente dall’enorme apparato psicologico e della massa di informazioni raccolte sin ora. Vogliamo che le persone giudichino dal punto di vista dello scopo integrale. Con gli psicologi, tutti lavorano solo sulla loro parte.

Abbiamo moltissimo materiale con cui lavorare riguardo a queste cose.
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(Da un “Discorso sull’educazione integrale” #10, 16.12.2011)

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Transizione verso il livello “Umano”

Domanda: Quando parliamo delle quattro fasi di sviluppo, come possiamo spiegare in quale fase ci troviamo?

Risposta: Oggi, tutta l’umanità è in transizione dal terzo al quarto stadio. All’interno di ogni fase, ci sono delle sotto-fasi. Se prendessimo, ad esempio, le fasi dello sviluppo umano senza prendere in considerazione le nature ancora vegetative e animate e il livello di “umano” perché siamo esistiti per decine e anche centinaia di migliaia di anni, allora potremmo vedere lo sviluppo lungo l’asse storico come nel primo, nel secondo, nel terzo e quarto stadio.

Supponiamo che il 16 ° secolo, il tardo Medioevo, abbia segnato l’inizio della rivoluzione tecnologica con lo sviluppo delle culture, delle scienze, e così via. Questa era la terza fase, cioè, l’umanità era diventata intensamente preoccupata per la sua vita, per se stessa in quanto animale. Questa è la rivoluzione borghese e, in ultima analisi, il capitalismo. Prima di allora, l’umanità era in fase vegetativa. Nel Medioevo, nell’antichità, troviamo dei segni di tipo vegetativo, il carattere vegetativo dello sviluppo. Prima di allora, eravamo nel cosiddetto livello in cui le persone utilizzavano ancora delle piccole forze con manodopera a basso rendimento, e potevano soltanto prendersi cura del loro cibo.
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(Da un discorso sull’educazione integrale N.12, 16.12.2011)

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Caratteristiche del linguaggio

Domanda: Ci sono diversi linguaggi nella moderna psicologia; per esempio, la conversazione diretta o la metafora psicoterapeutica, il cui scopo è quello di creare una favola per una specifica persona, nella quale possa sconfiggere i propri problemi. Attraverso questo linguaggio, la favola penetra la coscienza della persona.

Io so che tu utilizzi linguaggi diversi quando insegni alle persone. Qual è il miglior modo per usarli e dove?

Risposta: Noi abbiamo molti articoli specifici sull’educazione globale, sul movimento verso l’integrazione, l’unione, sull’uscita dal proprio “io” verso “noi”, da “noi” verso “l’uno”, dove anche “il noi” viene perso e l’unione appare al posto suo, e c’è solo l’unione. Ci sono molti esempi ed immagini riguardo a questo.

Ma noi non classifichiamo il linguaggio perché non usiamo un approccio psicologico, il solo usato dalla moderna psicologia, anche se noi lo approviamo e siamo contenti che si sia evoluto così tanto da poterci aiutare ad avanzare.

Noi non abbiamo un sistema come questo. Io spero che una volta gli psicologi vengano da noi, “si allontanino” dai loro limiti ed imparino i nostri, che creino delle tabelle specifiche e dei libri di esercizi.

Noi non abbiamo questo. Noi crediamo che il nostro lavoro sia così multi sfaccettato e sia svolto in una società sempre in cambiamento con circostanze mutevoli alle quali noi applichiamo sempre dei materiali molto differenti. Noi siamo molto flessibili. È possibile che durante una lezione in una singola conversazione di gruppo, in una singola discussione, potresti sperimentare degli stati così diversi che potrebbero non inserirsi in nessuna struttura di condotta conforme al gruppo.

Io lo vedo durante le mie lezioni, quando ho delle conversazioni faccia a faccia con gli studenti e le loro domande, che includono dei materiali da livelli completamente differenti e di diverse forme.

Commento: uno di questi linguaggi è il linguaggio dello scherzo, dell’ umor, ecc …

Risposta: è usato costantemente, ovunque sia possibile, ma solo allo scopo che possa schiarire l’aria ed aiutarci ad unirci perché questo è il solo scopo; in altre parole, lo usi ovunque aiuti.
L’umore è molto buono perché rilassa le situazioni. Esso libera la sottocorteccia ed aiuta la persona ad “uscire da sé stessa” e questa entra in un nuovo livello.

L’umore rivela una comunicazione e delle possibilità di pensiero completamente differenti. È un metodo per elevarsi ad un nuovo livello. È così irreale che un nuovo grado del nostro sviluppo si forma in esso ed ecco perché noi lo incoraggiamo molto.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #11, del 16.12.2011)

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L’Amore degli amici (2)

Ci faccia luce su diverse questioni relazionate alla nozione “dell’amore degli amici”.

1. Quale terreno c’è per il bisogno di raggiungere l’amore degli amici?
2. Dovrei scegliere gli amici e loro dovrebbero scegliere me?
3. Dovrebbe ogni amico esprimere apertamente i suoi sentimenti verso gli altri membri del gruppo, oppure è sufficiente per lui sentire l’amore per loro nel suo cuore, senza esprimere questo sentimento esternamente? Dovrebbe restare modesto e non vantarsi delle sue realizzazioni?

Certamente ogni persona dovrebbe esprimere apertamente l’amore per gli amici che c’è nel suo cuore, perché l’espressione aperta di questo sentimento può risvegliare il cuore degli amici allo stesso modo. Come risultato, i sentimenti degli amici si uniscono in un sentimento comune, che sarà più grande della loro somma aritmetica.

In questo modo ogni membro del gruppo riceverà un forte sentimento d’amore per gli amici e sentirà anche il bisogno di espandere questo sentimento. Dall’altro lato, se i membri del gruppo non esprimono i loro sentimenti apertamente, non possono essere impregnati dalla forza comune, collettiva e superare il loro personale egoismo.

In questo caso, è molto difficile vedere l’amico sotto una luce positiva. Ogni persona pensa di essere la sola persona giusta e che solo lei ama i suoi amici, mentre loro non contraccambiano i suoi sentimenti.

Ne deriva che le forze di una persona sono troppo deboli per essere capaci di raggiungere l’amore per i suoi amici ed esprimere i suoi sentimenti esplicitamente invece di nasconderli.
Una persona deve costantemente ricordare a sé stessa lo scopo dell’esistenza del gruppo,  altrimenti, il proprio egoismo cercherà di macchiare questo scopo, perché la sua sola preoccupazione è sempre il suo beneficio.

Una persona ha bisogno del gruppo per raggiungere la qualità di essere assorbita nel pensiero di deliziare i suoi amici senza richiedere niente in cambio e non affinché il gruppo la aiuti a riempire i suoi desideri egoistici. Dopotutto, se ogni membro del gruppo si aspetta solo di ricevere aiuto dagli altri, il gruppo è fondato sull’egoismo e lavora solo per incrementarlo. In questo caso, una persona vede il gruppo solo come un mezzo per soddisfare i suoi bisogni egoistici.

Quindi, dobbiamo tenere a mente che il gruppo deve essere costruito sull’amore per il prossimo. Quello che ogni membro del gruppo deve ricevere dal gruppo è l’amore per il prossimo e l’odio per il suo egoismo. Quando una persona vede che il suo amico cerca di sopprimere il suo egoismo, questo le dà delle forze aggiuntive per combattere il suo egoismo. Allora tutte le intenzioni degli amici si fondono in un insieme. In questo modo, se il gruppo consiste di dieci membri, ognuno di loro riceverà le forze di tutti i dieci amici che sopprimono il loro egoismo ed aspirano all’amore per il prossimo.

Ma se i membri del gruppo non esprimono i loro sentimenti reciprocamente a causa della loro finta modestia, allora i loro sentimenti non cresceranno più forti ed ognuno di loro perderà gradualmente il desiderio di progredire verso l’amore per il prossimo e ritornerà all’amore egoistico.

(Basato sull’articolo del Rabash “L’amore degli Amici (2))
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