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Un cerchio è la forma di esistenza della società corretta

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa è richiesto per la realizzazione pratica del metodo di connessione?

Risposta: Abbiamo bisogno di studiare e avere esercitazioni pratiche di connessione, workshops, e tavole rotonde che portano all’unificazione del popolo. Dobbiamo sentire che è possibile scoprire la forza tra di noi che ci collega.

L’essenza del metodo è semplice: ci si deve sedere in cerchi e parlare di connessione, riguardo le motivazioni, dell’obiettivo dell’esistenza del nostro popolo, di chi siamo. La connessione ci alza sopra il nostro stato presente. Durante una discussione come questa, improvvisamente scopriamo all’interno del nostro cerchio un tipo di forza, calore, sentimenti condivisi ci appaiono e ci connettono insieme.

All’ improvviso sentiamo di essere vicini l’uno all’altro e dipendiamo gli uni dagli altri, come una famiglia e anche di più. C’è una sorta di filo all’interno che mi connette con te e te con me. E fili come questi sono tesi tra tutti. La rete interiore che fa questa connessione ci dà esperienze eccezionali e la sensazione di una vita nuova nella quale siamo connessi in un tutto unico.

Questa connessione ci alza a uno stato unico elevato. Vogliamo rimanere in quella, a proteggere questo spirito che ci rende possibile superare questa vita. Tutta questa vita acquisisce una nuova forma. La saggezza della Kabbalah ci spiega come ottenere questa unità allo scopo di sentire, nel nostro potere di unificazione, l’elemento superiore che è pronto a cambiare tutto nel nostro mondo.

Se proviamo a scoprire questa forza di unificazione fra noi, poi scopriamo la forza superiore che è pronta a guarire tutta la sgradevolezza e i problemi nella nostra vita individuale e nella società, nell’economia, nella politica, e a mettere ordine nel mondo intero.

Cominciamo a irradiare questa forza di unificazione e il mondo intero cambierà il suo atteggiamento verso di noi. Questo perché specificamente tutte le nazioni del mondo sono rimaste in attesa per questo dal popolo ebraico. Come prova, è possibile portare una moltitudine di affermazioni: sia quelle dei saggi ebrei che quelle degli antisemiti.

Ne consegue che nulla più è necessario oltre l’unificazione. E la saggezza della Kabbalah, che è la saggezza di connessione e unificazione, deve aiutarci con questo. Così è stato rivelato ai nostri giorni.

Allora venite, impariamo come ottenere l’unificazione della società intera. E in pratica questo si riassume nel lavoro in cerchi e con lo studio di domande essenziali come queste: “Chi è un uomo? Che cosa è la connessione? Come avanziamo? Qual è lo scopo della creazione? Qual è la missione del popolo di Israele in relazione al resto dei popoli? Qual è il motivo dell’antisemitismo? Come si fa a guarire l’intero ego collettivo comune e quello che si trova personalmente in ognuno, com’è tutto il male del mondo corretto?”

La gente impara tutto questo nei cerchi; si chiariranno insieme scoprendo il potere di unificazione che guarirà tutto il male. Questo deve diventare il lavoro permanente del popolo d’Israele, la nostra missione internazionale, fino a raggiungere la connessione completa.

Ogni giorno, anche più volte al giorno, per quanto possibile, una persona deve partecipare in una discussione come questa in un cerchio. Ci sono tante persone disoccupate che hanno tempo libero, ed è possibile organizzare discussioni di questo tipo in posti di lavoro, nelle scuole, e in tv per quelli che rimangono a casa.

Il cerchio nel quale la gente discute tutti i propri rapporti diventerà la forma d’esistenza della società corretta: nei nidi, a scuola, a lavoro, fra i pensionati. Tutta la gente imparerà come svolgere i propri obblighi rispetto al resto delle persone: per correggere, per unire loro stessi in un popolo, e dimostrarsi un esempio per tutta l’umanità.

Poi tutta la gente cambierà immediatamente il proprio atteggiamento nei confronti di Israele e verso il popolo ebraico e noi diventeremo veramente una “Luce per la nazione” un “regno di sacerdoti e una nazione santa.” Diventeremo insegnanti per il mondo intero.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.09.2014

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L’arte dell’equilibrio

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è la definizione assoluta di bene e male?

Risposta: Bene è equilibrio, armonia e interezza di tutte le parti della natura. Il male è l’opposto, una mancanza di equilibrio, mancanza di interezza, eruzioni di una sola forza che portano a guerre e disastri.

In altre parole, il bene senza il male non è una situazione positiva. Sembra apparentemente che un giorno di sole sia meglio di uno di pioggia, ma se questo viene portato a livelli estremi, questo calore brucierà tutto.

E così tutto quello che è bene è nascosto nell’equilibrio. Questo significa che devo mantenere l’equilibrio su i tre livelli della mia esistenza: corporale (animale), umano e spirituale. Il livello corporale è quello relativo alla salute, all’economia della casa, all’alimentazione salutare, al sesso salutare, alle relazioni salutari nella famiglia. Noi dobbiamo insegnare tutto questo alle persone, visto che loro, a differenza degli animali, non ereditano queste caratteristiche come istinti.

Il livello umano è la mia relazione con la società, con l’ambiente. Il livello spirituale è la mia aspirazione spirituale: il mio obiettivo nella vita, la mia percezione della realtà, come immagino quello che è superiore. Questi tre livelli richiedono un equilibrio complessivo.

Domanda: Come si può descrivere l’equilibrio del livello umano nelle relazioni con l’ambiente?

Risposta: Non sentiamo le divisioni tra di noi, apparteniamo ad una comunità unificata, ad un solo corpo umano; siamo connessi in un unico sistema. E tra di noi desideriamo instaurare delle relazioni equilibrate di mutua cooperazione.

In sostanza nulla ci separa, siamo un solo insieme. Dipendiamo gli uni dagli altri e non sentiamo nemmeno questa dipendenza, visto che tutte le risposte alle mie richieste arrivano subito, immediatamente fornendomi tutto quello che manca, ed io stesso fornisco agli altri con gioia quello di cui hanno bisogno.

Questo è chiamato equilibrio nella società umana, questa è l’interazione reciproca basata sulle due forze opposte che ci sono in tutte le persone. Una è rivolta a tutti e l’altra verso uno solo. Dobbiamo raggiungere questo.

Domanda: Ed allora qual’è il modo per ottenere questo? Come possiamo mantenere la giusta direzione verso questo fine?

Risposta: Prima di tutto, dobbiamo studiarlo. Se cerco di organizzare la mia vita nella famiglia e negli altri ambienti in questo modo, inizierò a sentire equilibrio, armonia tra di noi e con l’ambiente. E di li a poco viene rivelata una certa specie di potere condiviso, il buono che fa il bene.

Da un certo punto di vista lo creiamo, ma d’altra parte è qualcosa di latente nella natura, sopra di noi. Da questo ne deriva che non creiamo il potere in se stesso, ma le condizioni per poterlo scoprire. E poi di potersi collegare ad esso: ci riempie e noi lo costruiamo e creiamo, sempre di più, sino a che c’è completa armonia tra noi e questa forza. Questo è il fine, ed è chiamato il “bene perfetto”.

Domanda: Questo significa che la mia “bussola” è la forza buona che si trova in tutte le connessioni ed interazioni tra me e l’ambiente?

Risposta: E’ precisamente tra di noi. Noi diventiamo uguali, come se sparissimo, lasciando un solo desiderio e questo mantiene l’equilibrio di tutta l’armonia e l’unità.

E secondo questo stato generale integrale tra di noi, posso definire il concetto di bene e male. Chiamo l’equilibrio “bene” e la mancanza di equilibrio “male”.

Ripeto, la cosa principale è raggiungere l’equilibrio con l’ambiente immediatamente circostante, con la connessione e la mutual collaborazione. In questo caso “più” e “meno” si incontrano, il dare ed il ricevere, come uno scambio di materia, solo che qui si scambiano i sentimenti e le relazioni che si sviluppano. E’ la stessa cosa che succede nel livello inanimato, vegetale ed animale ma già ad un livello mentale e spirituale.

E su di questo livello, sviluppiamo dentro di noi un “senso” del male, la capacità di riconoscerlo sulla base di un righello universale: l’equilibrio tra le persone, l’amore reciproco, la connessione – tutto questo è bene. E l’allontanamento dall’unità, la distanza da essa, questo è male.

Questo è quanto deve diventare la base dell’educazione dell’uomo modern. Questo essenzialmente per via del fatto che non ha bisogno di altro oltre a questo. Questo gli porterà il successo nella vita.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 10.4.2014

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Il Sistema del canale di Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quali sono i modi per aggiungere l’intenzione ai seminari che sono tenuti per il pubblico in generale?

Risposta: Il filo conduttore di ogni seminario dovrebbe essere il pensiero che se vogliamo stare bene non c’è altro modo che rendersi conto che siamo tutti parte di un solo sistema unitario e che siamo totalmente interconnessi.

Ciò significa che se agiamo da eguali, come se fossimo membri di un’unica famiglia, saremo in grado di condurre delle vite positive perché saremo compatibili con la natura.

In questo momento, la natura non ci richiede di essere degli “anti-egoisti”, e nemmeno vuole che ci eleviamo al di sopra del nostro ego. Finora, la natura vuole che ci rendiamo conto del fatto che siamo tutti “legati” gli uni agli altri, che dipendiamo gli uni dagli altri come ingranaggi di un solo meccanismo, e dobbiamo “ruotare” in reciproca armonia. Questo è ciò che la natura richiede all’umanità nel suo complesso.

Tuttavia, l’umanità che oggi conta sette miliardi di persone ha già una parte dentro la natura; il ruolo di questa parte interna è di servire da conduttore della forza reciproca che può sincronizzare i nostri movimenti in una “danza comune”. In sostanza, è il potere della Luce. Solamente la Luce può gestire tutti i sette miliardi di persone, considerando ogni persona ed interagendo in modo armonioso. E’ la Luce che crea coerenza e dà origine a sensazioni vicendevoli in noi; la Luce influenza tutti in un modo unificato e totalizzante, portando così tutto il sistema ad agire.

Tuttavia, affinché la Luce discenda e faccia il suo lavoro, abbiamo bisogno di un “adattatore” tra di essa e l’umanità. La parte che adempie a questo lavoro si chiama Israele. Il nostro ruolo è di mantenere la connessione con la Luce. Significa che tra di noi, nel nostro piccolo gruppo di Bnei Baruch, dobbiamo stabilire non solo un tipo di connessione familiare, ma qualcosa di più ampio di questo.

Noi dobbiamo essere uguali alla Luce nella nostra intenzione di donarci reciprocamente in modo che i nostri amici diventino più importanti per noi di quello che noi siamo per noi stessi, così tutte le nostre azioni saranno a beneficio e al servizio dei nostri amici. Non è sufficiente vivere come una famiglia normale in un “formicaio”.

Io esisto solamente per portare beneficio a tutto Bnei Baruch. Questo è il vero lavoro per il bene della dazione.
Questo è il modo in cui la Luce stessa si manifesta; succede perché i nostri desideri uniti sono uguali alla Luce per quanto riguarda le loro qualità, allora la Luce si rivela in noi e attraverso di noi a tutti gli altri sette miliardi di persone.

Ad ogni modo, la Luce agisce in modo assolutamente diverso sul resto dell’umanità. Primo, solamente sulla base del principio di riunire le persone insieme: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”. Poi, piano piano gli uomini raggiungono il principio “amare il proprio prossimo come se stessi”. Fino a questo punto tutto è avvenuto sulla base della reciproca interdipendenza. Solamente dopo che questo livello è stato conseguito, gli uomini si avvicinano al livello di “amare il Creatore“.

Di conseguenza, ci sono tre passaggi che sono definiti dalla Torà come comandamenti:

1. Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te.

2. Ama il prossimo tuo come te stesso.

3. Ama il Signore tuo Dio.

Tutto quanto detto sopra si riferisce all’unità tra le persone dentro un unico sistema spirituale.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2014, Shamati n.60

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Trovare la formula per la felicità

Dr. Michael LaitmanLa felicità non è misurabile dalla ricchezza o dalla misura della propria casa, da quanti elettrodomestici ci sono nella cucina e nemmeno dal successo negli affari. E’ impossibile misurarla secondo la scala dei valori materiali.

Prima di tutto, la sensazione di felicità non è soggettiva; essa comprende interi gruppi di persone. Da un lato, vi è una misurazione di integralità nell’indice della felicità: se ognuno intorno a me è infelice, io non posso essere felice.

Diciamo che posso sentire forza, ma anche questo è temporaneo poichè richiede una conferma da qualche parte della società. La felicità può sentirsi nell’unione collettiva, quando c’e accordo e supporto tra le persone.

In secondo luogo, sebbene la persona vuole raggiungere ciò che la società gli ha insegnato: ricchezza, classe sociale, potere, fama e così via, essenzialmente , nel suo inconscio, essa cerca un sentimento di felicità. Ma, dal momento che non gli è stato insegnato questo, ovvero l’essenza della sua ricerca, lui rimane infelice per tutta la vita, con il sentimento di mancanza di un reale appagamento. Nei suoi ultimi giorni di vita, quando guarda nel proprio passato, la persona capisce che non c’è stato alcun beneficio nella propria vita: non per se stesso, non per i suoi figli o nipoti, loro, come lui, non saranno felici.

Così, trovare la formula per la felicità ed insegnarla agli altri è la cosa più importante nella vita. Inoltre, se non si insegna ad altri, non si può essere felici, perchè il sentimento di felicità, come gli studi dimostrano, dipende da quanto lo sono le persone che ci circondano. Questo è il tema di cui si occupa la saggezza della Kabbalah.
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Dal Congresso di Sochi ” primo giorno” 13.07.2014, Lezione 1

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Svoltare la storia verso un nuovo orizzonte

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa esattamente aiuta a giungere a una calda sensazione di connessione in un cerchio?

Risposta: Tutti percepiscono ugualmente. Non ci sono coloro che sono più in alto o più in basso, tutti si vogliono connettere, e questa connessione è possibile solo fra uguali. Accetto l’opinione di tutti, tutti i cuori, tutti i pensieri. Per me è importante essere integrato in essi e sparire lì, entrare lì e sciogliersi.

E ciò che pensano tutti. All’interno di un sentimento come questo si costruisce un cuore come quello di una persona. Nello stesso momento in cui raggiungiamo una connessione come questa, sentiamo all’interno di questo cuore condiviso un potere unico, un’intelligenza chiamata, la Torà. Per mantenere le condizioni di ricezione della Torah: siamo diventati come un uomo con un solo cuore.

E così sentiamo che siamo diventati un desiderio e un pensiero. Questo desiderio comune e questo pensiero diventa per tutti noi un sentimento di uno stato elevato, più alto e più nobile della nostra vita corporea presente. Questo ci solleva oltre le nostre famiglie, oltre questa terra, sopra tutta la vita materiale.

Abbiamo già cominciato a sentire quel potere che per noi organizza intenzionalmente una forma sgradevole come questa in questa vita terrena, con i problemi e le guerre incessanti, in modo da salire al Suo livello. Se da questo momento in poi continuiamo risvegliando noi stessi a una connessione ancora più forte e scopriamo la forza superiore ancora di più, possiamo avanzare senza nessun disturbo esterno.

Al contrario, stiamo andando sulla strada giusta tutto il tempo con “io affretterò” (Achishena), nel senso della Luce. E innalzando noi stessi verso l’alto attiriamo tutto il popolo di Israele dietro di noi e dopo di loro il mondo intero come se stessimo trascinando una rete dietro di noi: ognuno si unisce e si alza.

Domanda: Questo è davvero così, ma nel momento che esco dal cerchio e guardo le notizie, dimentico immediatamente la sensazione di connessione nel cerchio. … Com’è possibile trattenere questa sensazione e divulgare a tutto il popolo di Israele?

Risposta: Anche in questo caso è necessario raccogliersi per i workshops ancora e ancora, e fuori dai vostri cerchi ci saranno mille altri cerchi. Ognuno di loro, attraverso le sue azioni, influenza gli altri e influenza se stesso.

E così scopriamo che possiamo cambiare il mondo solo attraverso tale azione di connessione. Diventeremo i veri maestri del nostro destino. Però non è possibile correggere la situazione tramite l’eliminazione di un po’ di terroristi e la distruzione delle loro basi. Noi non cambiamo la storia con questo, la storia si ripete. La nostra connessione è l’unico mezzo per trasformare la storia verso un nuovo orizzonte.
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Da Kab .TV “La Missione del Popolo d’Israele” 08.07.2014

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Per cosa è stato creato l’uomo?

Domanda: Ultimamente, i ricchi danno i loro soldi per il bene della società. Il fatto che ne traggano beneficio è irrilevante. Pensano ancora che costruendo un altro ospedale o una scuola in Africa, potranno portare beneficio alla società. Anche i miei parenti africani che vivono in Europa dicono che questo non aiuterà se non forziamo gli africani a lavorare, ma gli africani non vogliono lavorare.

Risposta: Abbiamo effettivamente impedito loro di farlo. In passato l’Africa è stata utilizzata per produrre ed esportare prodotti diversi, ma il nostro atteggiamento scorretto nei confronti di questo continente ha cambiato tutto.

Domanda: Cosa faranno i sei miliardi di persone su questo pianeta? Inventiamo del lavoro per le persone solo per tenerle occupate. Questo mondo complesso è stato creato affinché una persona si svegli al mattino, cavalchi i mezzi pubblici sovraffollati, raggiunga un ufficio o una fabbrica, esegua azioni meccaniche, torni a casa, e continui quindi a fare questo per il resto della sua vita fino alla morte?

Risposta: Ci siamo trasformati in schiavi. Ma ora la nostra percezione sta cambiando. L’uomo è stato creato per fare un tipo di lavoro completamente diverso – lavorare su se stesso e non lavorare per produrre.

Comprendiamo tutti che l’1% della popolazione è in grado di fornire al resto del mondo, tutto ciò che è necessario per sostenere una vita dignitosa, una casa, una famiglia, l’assistenza sanitaria, e tutto il resto. L’1% al massimo, e presto anche questo sarà sostituito da macchine automatiche e computer che consentiranno di ottenere praticamente tutto.

L’uomo, però, si impegnerà solo nel regolare le due forze della natura, la forza della ricezione e la forza della dazione in cui esistiamo. Dobbiamo sviluppare in noi la forza della dazione accanto alla forza di ricevere e aspirare a bilanciarle.

Implementare il sistema di educazione integrale nelle fabbriche e nelle scuole significa che dopo un paio di lezioni una persona inizierà a capire che il mondo è completamente diverso, che la persona non ha bisogno di essere sotto controllo, di andare a lavorare, lavorare per un giorno intero, tornare a casa, andare a letto, e, poi, ancora e ancora. Egli improvvisamente capirà che questo non è il suo destino e che non aiuterà mai nessuno.

Si scopre che esiste un metodo che ci eleva al livello successivo, e se non lo raggiungiamo al di fuori del nostro libero arbitrio, la natura ci spingerà in questa direzione.
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Da Kab.TV “La Crisi Globale” 19.03.2013

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Visto che sono uno Scorpione

Dr. Michael LaitmanSe fossimo tutti connessi integralmente, ognuno di noi definirebbe la propria auto percezione come il proprio atteggiamento verso gli altri. Alla fine tutto ritorna indietro come un boomerang. Se desideriamo il meglio per noi dovremmo essere buoni verso gli altri. Il problema consiste nel come farlo.

A questo punto mi viene in mente la parabola di una rana e dello scorpione. Una volta, uno scorpione doveva attraversare un fiume e chiese ad una rana di portarlo dall’altra parte. La rana rispose “Sembro forse una pazza? Mi pungerai e così morirò!” Lo scorpione promise di non pungere la rana, adduncendo la ragione che se lo avesse fatto sarebbero morti entrambi.

La rana credette allo scorpione e lo mise sulla sua schiena. Quando giunsero in mezzo al fiume, lo scorpione punse la rana che morì. Lo scorpione affogò assieme alla rana, ma giusto prima di morire, la rana fece in tempo a chiedere “perché mi hai punto? Adesso morirai” Lo scorpione rispose “Perché sono uno Scorpione” non aveva potuto trattenersi dal pungerla visto che questa era la sua natura. Trattenersi dall’usare il pungiglione era oltre il suo potere.

Questo è un problema comune per gli esseri umani. Non riusciamo nemmeno a percepire quanto la natura ci forzi a calcolare ogni cosa che facciamo affinchè rudemente ed in modo primitivo noi otteniamo un beneficio solo per noi stessi. Non siamo capaci di considerare il fatto che siamo collegati agli altri. Da mattina a sera parliamo del nostro coinvolgimento mutuo e della connessione complessiva per Radio, sulla TV, nelle nostre lezioni. E’ la stessa situazione che abbiamo visto precedentemente in Russia. Ad ogni modo, tutti noi sappiamo che non cambia nulla! E’ impossibile cambiare la nostra natura di scorpione.

Se avessimo voluto veramente cambiare noi stessi e fare una transizione pacifica dal capitalismo al prossimo livello di sviluppo, ad una struttura sociale più vantaggiosa, capiremmo che questo è possibile solo attraverso la nostra connessione, ovvero cambiando la nostra natura.

Ma il genere umano non ha mezzi per cambiare la propria natura. La sola possiblità è usare la forza nascosta nella natura: la Luce che ritorna. Questa forza è anche chiamata la Torà, comunque la gente comprende la parola “Torà” nel modo incorretto. La Torà è la luce della correzione e come è detto: “ho creato l’inclinazione maligna e la Torà come spezia per correggerla, visto che la luce nascosta entro la Torà ritorna alla sua sorgente.”

In altre parole, abbiamo una possibilità di cambiare la nostra natura in modo da sentirci in armonia in un sistema perfetto. Noi sentiamo un’interdipendenza mutua così forte da annullare le differenze tra occuparsi di se stessi o degli altri e di realizzarsi attraverso di loro.

Anche il nostro egoismo comprenderà che la dazione lavora per il suo vantaggio visto che “Io” e gli “Altri” siamo infatti la stessa cosa ed costituiamo un’unità indivisibile.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 13.07.2014, Shamati #60

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L’avvertenza di Baal HaSulam

Se tu vieni a una persona al momento giusto, quando lui è disperato e non sa come passare ai nuovi criteri al fine di sperimentare la dolcezza piuttosto che l’amarezza, allora lui ascolterà. Questa è l’essenza della crisi.

Anteriormente, abbiamo sempre cercato e trovato i mezzi per fare questo, a causa di questo, l’umanità è cresciuta ed è avanzata, come i bambini che crescono  e con i loro giocattoli diventano più orientati agli obiettivi e quindi, cambiano i loro gusti, comprendendo e avendo la consapevolezza di ciò che si chiama dolce e ciò che si chiama verità .

E quando arriviamo alla fine dello sviluppo egoistico, scopriamo che siamo in uno stato amaro, che è impossibile trasformarlo in quello dolce. Non c’è né verità né falso che possono aiutare in questo e a cambiarci in modo che sentiamo dolcezza invece di amarezza.

Qui arriviamo con il nostro metodo di Educazione Integrale per spiegare che c’è una forza: la forza della connessione tra le persone. Dovuto a questo, raggiungeremo la dolcezza che contemporaneamente sarà la verità. Questa verità dolce non è rivelata in qualcuno individualmente, ma dentro la nostra unione comune.

Le persone non saranno in grado di rivelare questa conoscenza. Anche se loro iniziano ad unirsi a vicenda, tutto si trasformerà in un circo o una banda criminale; niente di buono succederà .

Dobbiamo essere consapevoli che se non abbiamo successo nella nostra missione, allora in futuro, associazioni per delinquere attende il nostro mondo, ovvero, il regime nazista, sul quale Baal HaSulam avverte nell’articolo: “L’Ultima Generazione.”

Se il nostro metodo di Educazione Integrale non riuscirà, allora il mondo sarà vinto dalla dottrina fascista, che si basa anche sulla dolcezza derivata dall’unità . Ma questa unità è fondata sull’odio per gli altri. Il mondo intero allora sarà diviso in due metà : mio e tutto il resto. E costruiremo  la nostra unità non nell’amore degli altri, ma sull’odio degli altri. E al suo interno troviamo dolcezza.

Sebbene questo approccio nazista è contrario all’obiettivo della Creazione e lo sviluppo della Natura non potrà resistere a lungo, questa possibilità esiste solo per un breve periodo.
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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.08.2013, Scritti di Baal HaSulam

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Il punto critico nella diffusione delle idee

Dr. Michael LaitmanNotizie (da ScienceDaily): “Gli scienziati hanno scoperto che quando solo il 10% di una popolazione ha un’incrollabile credenza, questa credenza sarà sempre adottata dalla maggioranza della società. Gli scienziati hanno usato dei metodi computazionali ed analitici per scoprire qual è il punto critico in cui la credenza di una minoranza diventa l’opinione della maggioranza. Questa scoperta ha delle implicazioni sullo studio e sull’influenza delle interazioni sociali che vanno dalla diffusione delle innovazioni al movimento delle idee politiche.

“’Quando il numero dei detentori convinti di un’opinione è sotto il 10%, non si riscontra alcun progresso visibile nella diffusione delle idee. Ci vorrebbe letteralmente la stessa quantità di tempo paragonabile all’età dell’universo per questo gruppo, così formato, per raggiungere la maggioranza’, ha detto il direttore di SCNARC Boleslaw Szymanski, insignito della cattedra Claire and Roland Schmitt presso l’istituto di ricerca tecnologica Rensselaer. ‘Una volta che il numero cresce sopra il 10%, l’idea si diffonde come una fiamma.’”

Il mio commento: Ciò significa che, secondo la scienza, in ogni spazio, area, stato o società delimitati, o in tutto il mondo, dobbiamo solamente fare in modo che i nostri amici siano compresi 10% della popolazione per far sì che il nostro metodo di correzione diventi la proprietà di tutti! Questa è la conseguenza dell’influenza di Malchut, la decina parte dell’anima rispetto all’anima intera.
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Perché gli uomini non vogliono diventare padri

Dr. Michael LaitmanOpinione (Leonid Maltsev, psicologo di famiglia): “L’impreparazione psicologica dei genitori è il risultato di un’immagine distorta del matrimonio. Le persone che sono cresciute in famiglie disfunzionali potrebbero averla, perché il ruolo decisivo nel plasmare l’immagine della famiglia appartiene alla madre e al padre. La persona percepisce inconsciamente un modello di famiglia dai genitori come un esempio.

“Ecco perché le patologie familiari (l’infedeltà, il divorzio, l’aborto, le famiglie monoparentali), spesso non consentono ai figli adulti di creare una famiglia armoniosa. Loro hanno paura di ripetere gli stessi errori dei genitori; non vedendo esempi rilevanti nel loro ambiente e essendo stati vittime di stereotipi sociali.

“Molti uomini moderni non hanno fretta di acquisire prole perché sono sicuri che i figli: sono un peso, un ostacolo alla carriera, e un ostacolo sulla strada per il successo. La paura di apparire come un perdente agli occhi della società, è il risultato di una propaganda aggressiva anti-famiglia e anti-infantile, condotta negli ultimi decenni”.

Il mio commento: L’educazione integrale in combinazione con i tutti i suoi programmi e le infrastrutture ci libererà da tutte queste fobie e calcoli. La popolazione demografica sarà poi stabilita dalla crescita naturale.
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