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Un kit di conoscenza per La Società del Futuro

Domanda: Noi abbiamo bisogno di un metodo molto specifico di allevamento dei bambini. Tu hai detto che una delle sue parti è l’educazione. Cosa dovrebbe includere questo kit di conoscenza?

Risposta: Sono delle lezioni nelle quali le persone acquisiscono la conoscenza della psicologia, della fisiologia e della scienza sociale, nelle quali una persona impara sulla società umana.

Il capitolo più importante è lo sviluppo della società umana nel corso della storia come conseguenza dello sviluppo dell’egoismo in ogni individuo in generale.

La cosa successiva è la psicologia del comportamento umano: l’interazione di una persona con se stessa, la sua famiglia ed i figli, l’interazione tra le mogli, l’educazione dei figli e l’interazione nella società: come individui separati formano una società.

Tutto questo deve essere presentato in maniera chiara ed accessibile a tutta la popolazione.

Dobbiamo parlare sia dell’attuale società che di quella del futuro, verso la quale la natura ci sta portando. La loro diversità ci da il sentimento di sconforto che stiamo adesso sperimentando. Ecco perché noi abbiamo bisogno di rivelare l’essenza di entrambe le società.

Allora la persona vedrà cos’altro ha bisogno di fare nella sua vita. In questo modo aiuteremo la persona ad avanzare verso la realizzazione dello scopo, il modo in cui ha bisogno di cambiare la società cambiando se stessa e le connessioni sociali.

In questo modo, invece di avanzare attraverso le rivoluzioni, noi cerchiamo di obbligare le persone ad avanzare attraverso la creazione di una linea di comunicazione confortevole, integrata e bene intenzionata, creando delle nuove relazioni tra loro e questo influenzerà tutto il resto.

Noi dobbiamo lanciare assolutamente tutti gli strumenti dei mass media, in modo tale che essi lavorino per questa idea, perché questo è il solo modo che noi abbiamo per prevenire le rivoluzioni e persino le guerre.

Quelli successivi sono gli argomenti di programmi educazionali che devono essere inclusi nel corso della società futura: il modo realistico di passaggio ad essa, le qualità che esistono in essa e cosa significa esistere in essa. Giochiamo alla “futura società” come fanno i bambini e questo gioco gradualmente ci modellerà.

Immagina di ricevere una certa quantità di risorse, il minimo per la tua sussistenza, il tuo appartamento, forse una famiglia o forse sei solo. Questo ti viene dato costantemente, ed è basato su quello che la società ti può fornire ed allo stesso tempo devi prendere parte ad un certo lavoro sociale ecc …

Cosa otteniamo? Come possiamo costruire questo tipo di società? Pensiamo nel modo giusto dalla prospettiva della società integrata? Possiamo forzare le persone? No, non possiamo. Cosa dire dell’educazione?

Qui dobbiamo avere un approccio prendendo delle nuove decisioni molto seriamente. Una persona capirà che quando si comporterà nella maniera giusta riceverà l’incoraggiamento della società, dal suo stato interiore e viceversa.

Ci sono degli strati egoistici molto seri ed enormi che dobbiamo correggere in noi ed elevare letteralmente l’uomo al di sopra di noi, al di sopra del nostro egoismo, in modo tale che possa cominciare a capire che una società integrata funziona solo quando connettiamo il nostro egoismo tra noi con la qualità della dazione.

Ognuno di noi rappresenta una piccola ruota, una rotelle dentate e la connessione tra queste rotelle dentate avviene all’interno del desiderio di dare, di connettere, di essere in armonia con gli altri, allora tutte si chiudono in un singolo sistema; ma se non desideriamo connetterci a loro, si connetteranno in maniera dura: entreranno in contatto, grideranno e letteralmente faranno scintille da questo contatto.

Tutto questo deve essere mostrato alla gente nella pratica. Noi otterremo l’esperienza mediante il nostro studio siccome cerchiamo di sentirlo e realizzarlo attraverso delle attività pratiche. Noi vedremo perché certe cose appaiono nella vita ed altre no. Il nostro livello di sensibilità verso il nostro stesso male egoistico si eleva ed allora cominceremo a vederlo anche nelle piccole manifestazioni e capiremo perché falliamo nel raggiungere certe cose che vogliamo. Questo perché usiamo il nostro egoismo di più di quello che dovrebbe essere usato.

Noi non saremo più dei gattini cechi mossi con la forza, al contrario noi cominceremo a cercare di partecipare a questo movimento indipendentemente e consciamente.
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(Discorso sull’Educazione Integrale del 11.12.2011)

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Ma dove sei vero uomo?

Domanda: Hai detto che durante il periodo della preparazione un uomo diventa un uomo, ed una donna diventa una donna. Cosa significa essere un uomo fatto? E come appare?

Risposta: Vedo molti pochi uomini nella nostra società. Le donne sono più naturali e vicine alla natura, ma non alla natura integrale.

Ed entrambi non hanno una comprensione sufficiente della psicologia, della tecnica del prendere le decisioni nella società integrale, di salire al di sopra di se stessi, dell’auto controllo. Non mi sto riferendo al controllo tipo quello che si ottiene sopprimendo se stessi ma all’auto-controllo in nome dell’unità, in nome dello scopo ultimo per cui ci si collega agli altri.

Queste sono lezioni pratiche molto importanti, penso che richiederanno molto tempo. Queste lezioni teoriche sono semplici, anche se la teoria di base è studiata assieme alla pratica.

Tratteremo su come dividere i nostri corsi, in quale forma, quali parti, per quanto tempo tenere i corsi, come funziona il loro processo, il loro curriculum, e quando un corso termina ed un altro inizia o se sono paralleli.

Abbiamo lavorato in linea di principio su questo sistema per molto tempo, e naturalmente questo si svilupperà di più mano a mano che ampie cerchie della società ci si assoceranno. Ma qui dobbiamo dare alle persone un’educazione molto generale.
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(Tratto dal “Discorso sull’Educazione Integrale”)

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L’inizio dell’illuminazione

Domanda: So di mia esperienza che un uomo è pronto allo studio se gli viene spiegato il motivo per cui bisogno di farlo. Allora perché c’è il bisogno di fare un corso sull’evoluzione dell’egoismo?

Risposta: Da questo corso l’uomo conoscerà non solo l’inizio, ma anche la fine di tutta la catena in cui vede di esistere; vedrà dove si dirige tutto questo e su questa base potrà prendere le decisioni corrette che riguardano tutti i suoi stati personali.

Commento: Diciamo per esempio che sto imparando come sono stati formati i pianeti. In quale maniera sono in relazione con la mia vita?

Risposta: È una parte della vista totale del mondo, che eleva leggermente l’uomo dalla sua parte animale. Quando guarda se stesso indietro di duemila anni, e quando guarda in avanti di dieci o perfino cento anni, inizia a vedere questo lasso di tempo infinito in cui praticamente esiste come un piccolo e debole elemento dipendente. Ed è qui che sorge la domanda: “Chi sono io?”

Quando vede la sua condizione pietosa in quest’asse di tempo, può iniziare ad elevarsi verso un nuovo stato nel quale sentirà: “Tutto questo si trova sotto di me, posso controllare tutto, infatti mi trovo in uno stato superiore e posso uscire dai limiti del tempo, spazio e dalla storia”. Questo è l’inizio dell’illuminazione che apparirà in lui.
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(Dal “Discorso sull’educazione integrale” del 12.12.2011)

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Nello studio l’età di un uomo non è un ostacolo

Domanda: Ci sono diverse fasi per l’insegnamento infantile a seconda dell’età dei bambini: sino a tre anni, da tre a sei, da sei a nove. Vi sono fasi simili anche per gli adulti?

Risposta: Ci sono vari step, ma non sono legati all’età. Lo sviluppo dell’uomo diventa indipendente dall’età da quando raggiunge la maturità intorno ai 18-20 anni; questo dipenderà solo sull’interiorizzazione del materiale, sia nella teoria che nella pratica.

Lo osserviamo nei nostri corsi in cui partecipano uomini e donne di 20-25 anni assieme ad altri più anziani, al punto che potrebbero essere non solo i loro genitori ma anche i loro nonni. Si confrontano in discussioni vivaci al punto che la distanza di età tra di loro diventa assolutamente irrilevante, questo perché parlano di argomenti completamente nuovi ed addirittura improvvisi per le loro relazioni personali, familiari e sociali.

E’ molto interessante osservare quanto siano indipendenti dall’età le domande poste durante le lezioni o le conferenze, lo stesso vale per il modo in cui ciascuno partecipa alla discussione. Ma l’anzianità ha un’importanza per via del fatto che l’esperienza è stata ottenuta gradualmente negli anni.

Durante quel periodo l’uomo dovrebbe essere guidato. Sempre più persone arrivano ai gruppi, che poi si collegano. Anche i gruppi separati degli uomini e delle donne si collegheranno, e a guisa di un unico gruppo si collegheranno al gruppo dei bambini per poi dividersi ancora.

Dobbiamo “miscelare” la società degli studenti così da essere poi pronti a capire correttamente i diversi stadi nella vita e che imparino a gestirli: le reazioni reciproche al lavoro, con i superiori, con i sottoposti, con i vicini, con le persone che potrebbero dimostrarsi fastidiose o al contrario piacevoli, come con i parenti verso i quali ci si sente obbligati. Perciò, tra le persone inizierà una certa trasformazione  nelle relazioni.

Dobbiamo parlare di tutto questo e discutere questi argomenti, l’uomo dovrebbe sperimentarli e viverli come se si “vestisse” della vita delle altre persone, confrontandosi con loro e, di conseguenza, connettendosi in un’unico insieme.

Perciò dentro l’uomo saranno vissute molte scene, e in questo processo sono molto d’aiuto i video film e le discussioni.

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(Discorso sull’Educazione Integrale del 12.12.2011)

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Imparare a capire il linguaggio della Natura

Domanda: Non c’è punizione nel sistema dell’educazione integrale dei bambini. Noi ci uniamo al bambino e parliamo alla sua parte “umana”: “Guardiamo cosa ha fatto l’egoismo con voi, con noi”. In altre parole accentuiamo la divisione tra l’uomo e l’egoismo. Si può fare questo con gli adulti?

Risposta: io vorrei dire che c’è bisogno che si faccia in una maniera più intensa. La parola chiave qui è intensa, cioè che metti in rilievo la sua importanza.

Noi giochiamo con un bambino perché abbiamo bisogno di essere gentili con lui, poiché non è ancora sviluppato e non è capace di vedere se stesso dall’esterno. Per ora percepisce solo il suo “Io” e nient’altro, non nota il resto.

Ad una certa età diventa capace di distinguere le categorie “dell’Io interno” e “dell’Io esterno”, le altre persone e le nostre relazioni. Ci sono cambiamenti repentini, periodi di transizione, come a due anni, tre anni, dai cinque ai sei anni, a dodici anni e così via. I processi si accumulano nell’uomo e nella fase successiva cambia la sua visione del mondo, comincia a vedere e a capire il mondo in una maniera un po’ diversa.

Con gli adulti accade perché si adattano alla percezione del nuovo sistema. Questo include la conoscenza integrale, la comprensione che tutto intorno a loro è interconnesso, e l’inclusione in questo sistema, il gruppo, in cui devi cominciare gradualmente a percepire te stesso e gli altri come un insieme comune, un team dal quale non puoi scappare. È come se ti trovassi in una piccola barca in un mare grosso e la tua salvezza dipendesse dalla tua interazione: se ti preoccupi, il mare si agiterà, se resti calmo, il mare sarà calmo.

Ne risulta che la natura gioca con noi in questo modo, quando desidera spostarci verso lo stato successivo, e causa una tempesta. Poi noi cambiamo gradualmente contro il nostro volere, ma  non ci salveremo in altro modo.

Abbiamo bisogno di imparare a capire questo linguaggio della natura, di cominciare a percepirlo e  a parlarci, in altre parole, di vederla, e poi saremo davvero capaci di controllarla.

Una volta che saremo capaci di controllare il grado della connessione integrale tra noi, vedremo come influenza la natura: il numero di uragani, i terremoti, gli tsunami, le differenti condizioni naturali, le rivoluzioni e le insurrezioni e tutto quello che potrebbe mai succedere tra noi e nelle nostre vite private. Ci sarà una diretta ed immediata interazione tra tutto questo, una connessione diretta con la qualità delle nostre relazioni. È molto importante per l’uomo trovare e sentire quest’interazione perché poi comincerà a vedere come parla con la natura e come la influenza.

Oggi ne abbiamo già un’idea perché ci sono molte teorie (e solo teorie) sull’interconnessione, sull’influenza della natura sull’uomo, e in misura minore sull’influenza dell’uomo sulla natura.

Il risultato del nostro sistema integrale educativo deve consistere di gruppi di persone che sentono davvero la reazione corrispondente della natura come una conseguenza del loro più o meno  comportamento corretto. Questo corteggiamento bilaterale con la natura, “tu per me, io per te” quando tu sei “noi” in relazione con lei, eleva l’uomo al prossimo livello di percezione del mondo, nel quale l’uomo esiste davvero e comincia a percepire le forze interne della natura, il motore dell’evoluzione, dove ci porta e cosa vuole la natura.

Noi all’improvviso vi riveliamo delle cose che non avremmo mai immaginato. Non è un’espressione di capacità speciali come quelle di Wolf Messing, Baba Vanga o altri profeti. Questo è davvero un livello di contemplazione interiore, quando l’uomo comincia a raggiungere il piano della natura e a capire che niente è stato creato e si evolve senza una ragione. Tutto ha un programma specifico e molto preciso e noi ci sviluppiamo in base a questo programma e siamo capaci di parteciparvi attivamente.

Questo ci eleva al livello successivo dell’esistenza, nel quale non siamo più delle parti cieche ed impotenti della natura che realizzano i loro istinti interiori, ma diventiamo esseri razionali ed onnipotenti.

Se riusciamo ad influenzare la natura in diversi modi con la nostra interazione reciproca attraverso una maggiore o minore connessione tra noi, saremo capaci di fare tutto! Con una più grande interazione tra noi, possiamo elevarci più in alto della velocità della luce. Non ci sono limiti e  possiamo andare praticamente al di là delle barriere delle leggi della natura che adesso osserviamo, ed elevarci allo stesso livello della natura.
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(Discorso sull’Educazione Integrale del 12 dicembre 2011)

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Il commiato dall’egoismo

Se l’uomo viene cresciuto nello spirito della garanzia mutua e della solidarietà, tratta gli altri come se fossero la sua stessa famiglia, come una parte integrante di se stessa. Al giorno d’oggi viene chiamato sistema integrale di interazione.

Un sistema integrale è una struttura reciprocamente dipendente. Come dipendiamo dai nostri figli? Non possiamo resistere senza di loro, vi siamo istintivamente legati  attraverso le cure e l’amore. Se li feriamo, alla fine feriremo noi stessi, poiché siamo comunque preoccupati per loro.

Io comincio a sentirmi allo stesso modo nei confronti di tutte le persone del mondo. Davanti ai miei occhi emerge un quadro egoistico di un’interdipendenza egoistica completa; una mancanza di cure nei confronti degli altri mi danneggia contrattaccando in maniera negativa.

Noi esistiamo in base alle leggi egoistiche che sono state stabilite in passato, quando eravamo connessi egoisticamente: tu dai a me, io do a te, io rubo di più, guadagno di più a spese degli altri, uso qualcuno per il mio beneficio …

Oggi il sistema delle relazioni egoistiche è arrivato alla fine e viene alla luce un sistema integrale totalmente nuovo, altruistico, interdipendente e globale. Se vogliamo avere successo in questo mondo, dobbiamo pareggiare questo sistema. Ma poiché siamo ancora a corto di questo nuovo sistema, sentiamo il nostro stato attuale come crisi, ma non nel senso in cui siamo abituati a concepirla: “Crisi” è una parola greca che significa nuova nascita, cioè la crisi è la soluzione, non il problema.

Dobbiamo capire che stiamo passando da uno stato ad un altro. Prima riconosciamo questo fatto e cominciamo ad agire all’ unisono con le leggi dell’evoluzione invece di resistere loro, più piacevole sarà il nostro passaggio attraverso i cambiamenti.

Dobbiamo diventare una famiglia. Dobbiamo trattare gli altri come i nostri stessi figli, i genitori, i nostri cari, o i nostri adorati animali … dobbiamo trattare tutti come qualcosa che appartiene a noi. La natura ci porta in questa direzione senza tener conto dei nostri desideri.

È un processo cognitivo sensorio. Dobbiamo creare un ambiente che dimostrerà questo esplicitamente a tutti e quindi ci cambierà.

Nella misura in cui riusciamo a cambiare, cambieranno le nostre relazioni familiari, sociali, politiche ed industriali. La connessione tra noi aiuterà ad armonizzare il nostro livello evolutivo.

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L’uguaglianza nel gruppo

Domanda: Supponiamo che un uomo stia studiando nel sistema di educazione integrale da sei mesi o da un anno, e che invece un’altro stia iniziando adesso. Ritieni che questi uomini debbano studiare assieme nello stesso spazio? Non dovrebbe valere il principio secondo il quale il più esperto educa il principiante?

Risposta: L’uomo esperto ed un principiante non possono essere uguali nello stesso gruppo. Nel nostro mondo cresciamo i bambini sino a vent’anni di età o poco meno, e poi li lasciamo andare per la loro strada. Fino a quando non li abbiamo preparati alla vita li trattiamo come se fossero bambini. Coltiviamo in loro il nostro livello, il livello della sicurezza, del supporto, dell’esposizione graduale al mondo, del sentimento di responsabilità per il proprio comportamento, imprese ed azioni.

Dovremmo relazionarci ai principianti nello stesso modo: aiutarli, trattarli come bambini e non pretendere subito un comportamento corretto. In pratica tutte le persone del mondo saranno classificate secondo i risultati che mostreranno nell’educazione integrale.
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(Discorso sull’Educazione Integrale del 12.12.2011)

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Tutti hanno bisogno di un’educazione integrale

La situazione del mondo sta cambiando velocemente, e c’è la necessità di creare un metodo integrale per educare gli adulti. Ricevo molti e vari messaggi dai paesi sviluppati: la disoccupazione è in crescita.

Le persone non sanno più cosa fare, nonostante il fatto che ricevano dei sussidi per la disoccupazione. Al momento sono ancora disponibili, ma per quanto riguardo il futuro non si s< quello che potrebbe succedere. Dopo tutto stiamo parlando di centinaia di milioni di persone che perderanno il lavoro, visto che la crisi distruggerà tutte le aziende che non hanno un’importanza vitale. Cosa potranno fare le persone che producono quello di cui nessuno ha bisogno?

Stiamo assistendo a come crescono i movimenti di protesta grazie ad internet, alle  informazioni ed influenze scambiate mutualmente tra le persone. Tutta l’umanità, dai singoli cittadini ai governi, è interessata a controllare questo processo ed a prevenire il suo sviluppo spontaneo per via del fatto che le armi moderne sommate ad un corso di eventi imprevedibile possa portare a risultati disastrosi.

Per poter prevenire disastri di tutti i tipi, guerre civili od anche mondiali, dobbiamo pensare preventivamente ad un’educazione globale per la maggioranza della popolazione.
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(Da un discorso sull’educazione integrale dell’11.12.2011)

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