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In Inghilterra per la prima volta hanno contato milioni di giovani disoccupati

Opinione (Fresh Business Thinking): Il numero dei giovani britannici (di età da 16 fino a 24 anni) che non hanno lavoro, per la prima volta nella storia del paese ha superato il limite di 1 milione di persone.

Il livello generale della disoccupazione nel paese ha raggiunto l’8,3% cioè il massimo degli ultimi quindici anni. 2,62 milioni di persone cercano lavoro. Il vice Premier della Gran Bretagna Nic Clegg, ha notato che il paese non potrà superare le conseguenze della crisi economica mondiale, se non risolverà il problema dell’occupazione dei giovani britannici.

Il mio commento: Ma poiché è sempre più chiaro a tutti che sempre più persone saranno senza lavoro, nel senso originale di questa parola, non bisogna pensare ad “inventare soluzioni per loro sotto forma di occupazione e di retribuzione”, l’unica occupazione utile diventa soltanto il lavoro dell’uomo su sé stesso e con la società! In questo per ciascuno c’è lavoro ed è la più grande, superiore ed eterna ricompensa.
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La recessione della Cina è cominciata

L’Opinione: (Lang Xianping, economista internazionale, professore all’Università Cinese di Hong Kong): “Lang Xianping, un famoso economista cinese, ha esposto ‘le informazioni riservate dell’economia cinese’ nel suo discorso del 22 ottobre. Basandosi sui suoi stessi dati, il PIL della Cina non solo non si è incrementato, ma è diminuito del 10 %, ed ha persino predetto che la Cina percorrerà la stessa strada del Giappone in termini di sviluppo economico dal momento che il governo è già profondamente indebitato (probabilmente addirittura di 36 miliardi) e condannato ad andare verso la bancarotta.

“Nel suo discorso ha detto: ‘Solo in Cina vediamo un tale spaventoso mercato degli investimenti. Il nostro mercato azionario è in continuo declino, eppure altri mercati, come il mercato immobiliare, quello delle automobili, del lusso e dell’antiquariato si sono espansi rapidamente. La nostra nazione è malata, profondamente malata.’

“Ha sottolineato, ‘i dati pubblicati dall’Ufficio di Statistica Nazionale sono tutti inventati. La crescita economica del 9,1% non è vera, e anche gli indici di inflazione al 6,2% non sono reali: sono almeno al 16%. Tutte le politiche perseguite dal governo sono per “guarire” l’economia “malata”, ma in verità sono assolutamente inutili. La situazione economica della Cina è insidiosa!’ Ha aggiunto: ‘La Cina è già diretta verso una recessione. Dai primi di luglio le PMI manifatturiere cinesi erano le più basse al mondo.’

“Secondo lui la Cina sta per diventare il paese più povero al mondo. Ci sono tre gravi errori nella nostra politica, e uno sono le tasse e i debiti alti. Le tasse dirette e indirette pagate dagli imprenditori l’anno scorso si sono alzate al 70% del PBT (Profit Before Tax, dell’utile lordo, n.d.t.) Cinese, e le tasse sulle entrate individuali al 81,6% della tassa sulle entrate media. Noi abbiamo le tasse più alte nella storia dell’uomo.

“Ha detto: ‘L’eccesso di capacità produttiva in Cina ha una lunga storia, ed è stata attenuata dal debito più alto di tutto il mondo, tuttavia, se gli americani non possono più permetterselo a causa della crisi economica, la nostra sovrapproduzione diverrà un incubo. La nostra capacità di consumo può assorbire solo il 30 %, cosa che condurrà ad un sovrappiù di prodotti troppo alto e costringerà molte attività al fallimento. Se il sistema finanziario globale collasserà, molti paesi non saranno più in grado di svilupparsi sull’indebitamento, perciò il nostro sovrappiù diverrà un problema enorme’”.
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In discesa sulla pendenza

Messaggio: Il FMI (Fondo Monetario Internazionale) e la Banca Internazionale sono sintonizzati pessimisticamente: la nuova recessione è in arrivo. Ogni decimo americano è per il sussidio da disoccupazione. Nella Casa Bianca hanno speso miliardi per non fare scoppiare le banche. Il sistema finanziario ha resistito. Ma togliendo il lavoro, le persone consumano di meno e la tesoreria non riceve le tasse. Le previsioni sono sempre più scure. Il rischio più serio: è rallentata la crescita economica, e la crescita semplicemente non è possibile se non appaiono posti di lavoro.

La Comunità Europea da sola crolla, perché è un fallimento. Il business fa girare la produzione, i paesi cercano di “chiudersi” dai vicini anche se l’economia è inestricabilmente collegata. Ognuno cerca di sopravvivere da solo e gli esperti finanziari lo vedono come il problema più grande.

Il mio commento: Due problemi:

1. Considerano che il buon futuro consista nella crescita economica, cioè la crescita di un sistema fallimentare e la mancata capacità di vedere un altro cammino, quanto e dove crescere viene considerato come non importante: più mercati, più crescita, compra – getta – guadagna, e di nuovo così. Ma la realtà annuncia nuove richieste: l’uguaglianza di tutte le persone, sistemi, istituti, in una connessione uguale per tutti e cioè il raggiungimento dell’armonia, dell’interazione reciproca completa. Si può provare parzialmente a convincersi che in questo caso tutto andrà verso la calma, il riempimento, la soddisfazione.

2. Considerare che oggi si possa sopravvivere in solitudine, che significa semplicemente sottomettersi ciecamente al proprio egoismo che ci spinge verso la tomba. E non solo per il fatto che non sia possibile ritornare ad una “naturale” economia in scala di Governo, ma perché la natura già ha lanciato su di noi la rete delle connessioni comuni, come il pescatore sul branco di pesci, e noi da sotto questa rete non scappiamo. Per questo il protezionismo, la tendenza di sopravvivere in solitudine, è un cammino verso la contrapposizione, verso la guerra mondiale.

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Neppure il cielo è un limite

L’economia è l’area più importante per le persone, è un’impronta, una riflessione di tutte le altre aree della vita. É impossibile creare un’economia correta senza prendere in considerazione l’educazione, le relazioni familiari e lo stato d’animo di una nazione. Tutte queste aree hanno un impatto sull’economia.

È simile all’unione spirituale (Zivug) attraverso la quale il Partzuf riempie se stesso. È tutto incluso in quest’unione: tutti i desideri, tutti i pensieri, tutte le proprietà e tutte le interazioni con tutti quanti. E tutto questo insieme entra in contatto con la Luce, con il riempimento. È questo il significato di una corretta economia!

Nella nostra economia attuale separiamo una piccola parte e la trattiamo, siamo semplicemente incapaci di fare un calcolo globale corretto. Nonostante io abbia già sentito che ci sono stati dei tentativi di cambiare da semplici numeri e formule a diverse valutazioni che prendano in considerazione il fattore umano.

Per me la corretta economia è “copulare mentre si colpisce” (Zivug de Hakaa), dove si riesce ad ottenere un riempimento ottimale per il tuo attuale stato, e si apre davanti a te il modo per ottenere un sempre maggiore riempimento, come durante un’elevazione spirituale, non perderai mai ne farai alcun errore, non finirai mai in una crisi.

Si apriranno per te nuove “aree vuote”, le opportunità per il riempimento ed è questo ciò che ha sempre sognato la gente: vogliamo sempre delle nuove opportunità per un  riempimento maggiore, riempirci infinitamente, senza alcun limite, come dicono appunto: “Neppure il cielo è un limite”.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 09.10.2011, Gli scritti di Rabash)

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La disoccupazione: C’è la luce alla fine del tunnel?

Opinione (B. Bernanche, capo della FRS Federal Reserve System): Noi supponiamo che un livello alto di disoccupazione negli Stati Uniti bisognerebbe vederlo come una cosa ciclica. I tempi dello sviluppo del settore economico sono deplorevolmente lenti. Oltre al livello della disoccupazione cresce il livello di stratificazione della società dove, al momento attuale, ha raggiunto il massimo per i trentenni e continua a crescere.

Il mio commento: La disoccupazione e la stratificazione della società cresceranno continuamente – finché il sistema capitalistico socio economico non cambierà col sistema di garanzia mutua e con un consumo ragionevole. A questo noi possiamo arrivare con le guerre oppure con un cambiamento cosciente.
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Nel prossimo futuro avrà inizio una grandissima crisi dell’eurozona

Opinione: (Vladislav Belov, Capo dell’Istituto d’Europa, L’Accademia Russa delle Scienze, dal vedomosti.ee): “Nel prossimo futuro avranno inizio grandi eventi in Europa relazionati alla crisi dell’eurozona. Secondo me, ne saremo testimoni subito, entro la fine dell’anno. L’Europa non ha più tempo ed essenzialmente riguarderà l’attitudine verso l’euro e l’eurozona”.

“Diamo un’occhiata alla radice del problema: L’economia dell’eurozona consiste di 17 paesi che si diversificano non solo per dimensione, ma anche per la produttività del lavoro e la competitività economica, ma questa sistemazione sta distruggendo l’unione. Per il Nord è importante esportare beni con un alto valore in eccedenza, mentre il Sud è concentrato sull’esportazione del cibo e del prodotto agricolo, sul mantenimento del turismo e sul tenere a galla i suoi beni immobili”.

Il mio commento: L’unica soluzione è combinare tutte le economie europee e crearne una sola che non riguardi il valore in eccesso, ma piuttosto la soddisfazione delle necessità basilari della popolazione europea e poi del mondo intero. Fino a che non cominceremo a vederci come una sola famiglia piuttosto che come dei concorrenti, non sopporteremo la crisi e ci avvieremo verso la prossima guerra mondiale.
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L’UN avverte sul considerevole aumento del malessere sociale

Nelle News (da Info Wars): “Una prominente agenzia UN avverte che il globo sta precipitando verso una lunga recessione, mancanza di lavoro per 40 milioni di persone in tutto il mondo e un incremento a larga scala del malessere sociale”.

“Sottolineando che il globo si stia affacciando ad una ‘nuova e più profonda recessione lavorativa’, il Rapporto 2011 sul Lavoro nel Mondo è stato intitolato: “Fare mercati di lavoro per l’impiego”, e avverte che la creazione di posto di lavoro sta rallentando e la disoccupazione mondiale ha toccato il record di 200 milioni di disoccupati”.

“Secondo l’ILO il risultato della mancanza di occupazione così massiva, porterà ad un maggiore disagio sociale in 45 nazioni”.

“Il Rapporto dice che sarà il caso delle economie avanzate, come gli Stati Uniti, le regioni Arabe, e ad un livello più basso l’Asia”.

“Il rapporto localizza il rischio maggiore di malessere sociale in Grecia, Portogallo, Spagna, Estonia, Francia, Slovenia e Irlanda.”

“Il rapporto aggiunge che, senza contro misure, la crisi probabilmente libererà una recessione che potrebbe durare una decade o anche di più”.

Il mio commento: Ovviamente i “capi” non comprendono il piano e il corso della natura, che cerca di portare l’umanità all’uguaglianza ed equilibrio con lei, stabilire cioè un equilibrio tra ricevere e dare, come in qualsiasi sistema bilanciato. Abbiamo squilibrato il sistema della natura e adesso dobbiamo riportarlo con sforzi coscienziosi in piena armonia, e solo allora comprenderemo il piano della natura e saliremo al prossimo livello del nostro sviluppo (evoluzione).
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L’indice di disoccupazione della Spagna sale al 21,5%

Nelle Notizie: (da expert.ru): “In Spagna la percentuale di disoccupazione è la più alta tra i paesi sviluppati, più del doppio della media europea del 9,3 %. Persino in Grecia è il 17,6 %. La disoccupazione tra i giovani spagnoli è il 45,8 % e non si prevede che si riduca; molte persone stanno finendo il periodo di tre anni di indennità di disoccupazione.

“Si sta dileguando il fondo per la disoccupazione a lungo termine; una famiglia con due figli riceve 1400 euro al mese. La tensione sociale sta crescendo perché sta salendo la disoccupazione e questo ha dato vita al movimento di protesta della Spagna ‘los indignados’ (gli indignati).”

Il mio commento: Non c’è altra scelta che organizzare l’istruzione e l’educazione per preparare le masse a interagire nel nuovo mondo, con cooperazione ed equilibrio nella società e con la natura. Questo produrrà forze positive, che gradualmente porteranno equilibrio nella società, se non lo facciamo la crescente tensione sociale condurrà di nuovo ad una guerra civile . . .

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Viviamo il quarto decennio di depressione

Opinione (David Rosenberg, economista principale e stratega del controllo dei capitali della compagnia Gluskin Sheff): L’economia americana si trova in una depressione simile a quella che, dagli ultimi dieci anni, vive il Giappone. Abbiamo vissuto soltanto quattro anni in depressione, che si prolungherà fino a dieci anni. L’economia inizia di nuovo a restringersi nel 2012 e peggiorerà la situazione con l’occupazione nel lavoro.

Il mio commento: Il paragone non è corretto: se il Giappone ha vissuto la propria depressione, allora adesso noi viviamo la depressione mondiale che è globale non solo in scala, larghezza e profondità, ma anche perché investe tutti in ogni parte della nostra vita, che necessita riformare tutti i rapporti sociali, cioè il passaggio verso una nuova formazione sociale. L’uscita dalla crisi non è aspettare che non sia reale e nemmeno considerare che noi ritorneremo al vecchio modo di vita e di controllo.
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Alcune citazioni sulla Crisi incombente

L’Opinione (da theeconomiccollapseblog.com):George Soros: ‘I mercati finanziari stanno guidando il mondo verso un’altra Grande Depressione, con conseguenze politiche incalcolabili. Le autorità, in Europa particolarmente, hanno perso il controllo della situazione’”.

“Il Direttore Generale di PIMCO, Mohammed El-Erian: ‘Questi sono tutti segni di una corsa istituzionale alle banche francesi e se persisterà, non avranno altra scelta che consegnare il loro stato patrimoniale in un modo molto catastrofico e disordinato. I piccoli correntisti diventeranno nervosi e saranno tentati di seguire il commercio e i clienti istituzionali dalla porta d’uscita. L’Europa sarebbe così gettata in una crisi bancaria su vasta scala che aggraverebbe la trappola del debito sovrano, renderebbe certa un’altra recessione economica, e peggiorerebbe significativamente le previsioni dell’economia globale’”.

Attila Szalay-Berzeviczy, capo globale dei servizi di sicurezza alla UniCredit Spa (la più grande banca d’Italia): ‘La sola domanda rimasta è quanti giorni può tenere su gli spiriti della Grecia l’azione di retroguardia senza speranza dei governi europei e della Banca Centrale Europea’”.

Stefan Homburg, il capo dell’Istituto tedesco per la Finanza Pubblica: ‘L’Euro si sta avvicinando ad una brutta fine. Il collasso dell’unione monetaria appare ora inevitabile’”.

“Il Membro del Parlamento Europeo Nigel Farage: ‘Penso che il peggio nel sistema finanziario debba ancora venire, un possibile cataclisma, se ciò accadesse il prezzo dell’oro potrebbe salire ad una cifra che semplicemente ora non possiamo neppure immaginare’”.

Carl Weinberg, L’economista capo all’Economia di Alta Frequenza: ‘A questo punto il nostro caso fondamentale è che la Grecia fallirà nel giro di poche settimane’”.

Alan Brazil stratega della Goldman Sachs: “Risolvere un problema di debito con un maggiore debito non ha risolto il problema di fondo. Negli Stati Uniti la crescita del debito del Tesoro ha finanziato i consumatori statunitensi ma non ha avuto un impatto sufficiente sulla crescita del lavoro. Possono gli Stati Uniti continuare a deprezzare la valuta base del mondo?’”

Juan Somavia direttore generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro recentemente ha affermato che entro la fine del 2012 la disoccupazione totale potrebbe ‘aumentare da circa 20 milioni fino a un totale di 40 milioni nei paesi del G20’”.

Josef Ackerman Direttore Generale della Deutsche Bank: ‘E’ un segreto di Pulcinella che numerose banche europee non sopravvivrebbero dovendo rivalutare il debito sovrano tenuto sui conti correnti a livelli di mercato.’”

Alasti Newton, uno stratega per Nomura Securities a Londra: ‘Crediamo di essere prossimi ad entrare in un periodo critico per l’eurozona e che la minaccia di qualche rottura, tra adesso e la fine dell’anno, sia maggiore di quel che non sia mai stata prima a partire dall’inizio della crisi’”.

Ann Barnhardt, capo della Barnhardt Capital Management, Inc. : ‘E’ finita e non vi è ritorno. La sola cosa che può accadere è un collasso completo e totale di TUTTO quello che abbiamo conosciuto fino ad ora, l’umanità comincia da zero, e se voi pensate che questo collasso stia per svilupparsi senza l’inferno di una grande guerra, vi state purtroppo, sfortunatamente sbagliando’”.

Lakshman Achuthan dell’ECRI: ‘Quando annuncio una recessione …significa che il processo sta iniziando ad alimentare se stesso, che significa che potete urlare e gridare e potete emettere un grande assegno, ma non si fermerà.’”
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