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La selezione negativa del capitalismo

Opinione: La selezione negativa esiste in tutti i paesi capitalisti, perché il capitalismo è basato sul principio di “Uomo a Uomo – è un lupo.” E per sopravvivere in un branco di lupi, deve essere a sua volta un lupo.

I capitalisti dicono che il mercato mette tutto al suo posto, la mano invisibile della concorrenza regolerà tutto, la cosa importante è non interferire nel funzionamento del mercato.

C’è un fondo di verità: se sei un capitalista, devi competere, e per competere – dovresti essere efficace. Cioè, hai bisogno di ottenere più profitti rispetto ai tuoi concorrenti, perché chi ha più profitti, ha ancora più competitività e opportunità.

Ma più profitto del capitalista, peggiore è per il lavoratore ordinario. Ad esempio: Ci sono 3 capitalisti, che producono lo stesso prodotto della stessa qualità alle stesse condizioni, smerciano nello stesso mercato. Per vincere la competizione, hanno bisogno di rendere la loro produzione più efficiente, vale a dire, ridurre i costi di produzione, pur mantenendo il suo volume precedente.

1 – Trasferirà la produzione in un paese del terzo mondo, dove il lavoro degli operai è più economico.
2 – Comincerà ad acquisire materie prime di scarsa qualità, completandole con degli aromatizzanti.
3 – Aumenterà la lunghezza della giornata lavorativa e riuscirà a pagare meno tasse.

Ma la gara è permanente, e per sopravvivere, ognuno dovrà fare tutto ciò che hanno fatto prima ciascuno di loro.

Questo è un sistema di selezione negativa. La sopravvivenza del più forte, piuttosto, il più furbo, subdolo, è pronto a violare i valori morali solo per ottenere maggiori profitti. La vita è una guerra, e in guerra tutti i mezzi sono buoni.

Ciò che conta (che interessa) è la vita del lavoratore per il capitalista, e la sua famiglia e i figli? Tramite lo sfruttamento ha acquistato nuove attrezzature e ora può licenziare metà del personale per ridurre i costi del lavoro. Se tu non mangi – ti mangiano. Questo sistema porta un monopolio nel settore, sul mercato, sul potere, sulla verità, sul mondo. Allora il monopolio riceve uno senza scrupoli. E poi viene un altro peggiore – il fascismo e il dissidente viene mandato ai campi di concentramento.

Il mio commento: La legge della natura non prende in considerazione i nostri desideri, ma li cambia. La crisi subentra nel capitalismo – la crisi esterna, in tutti i settori della nostra vita è all’interno, cambiando il focus e il valore delle persone. La transizione graduale è possibile con il successo della formazione integrale delle masse e con la divulgazione dell’educazione integrale. Altrimenti, la transizione verso una società integrale sarà davvero attraverso il fascismo, come scrisse un centinaio di anni fa, Baal HaSulam.

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Il rovescio della medaglia della competizione sfrenata

Opinione (Jag Bhalla, Imprenditore e scrittore): “’La competizione crea efficienza’ viene predicato come se fosse una legge della natura. Ma la natura stessa insegna una lezione diversa. La competizione biologica può creare dei costi folli ed una sorte avversa collettiva. Il ‘cuneo di Darwin’ mostra perché e ci ricorda il punto di essere umani. Il nostro competere, e la miope logica del mercato libero, non necessitano di essere ottusi come degli alberi.

“Robert Frank ha coniato il termine ‘Il cuneo di Darwin’ per descrivere situazioni dove gli interessi individuali divergono dai fini della collettività (Sino al punto di causare a volte delle catastrofi collettive). Il cuneo di Darwin si applica all’intera classe dei problemi dove delle decisioni cha appaiono razionali a livello locale si aggregano male (vedi la fallacita compositiva del mercato). Tra queste possiamo annoverare esempi studiati come la tragedia dei beni comuni, il dilemma del prigioniero, e l’equilibrio di Nash. In questi esempi usando una miope logica diretta a raggiungere il massimo per l’individuo finisce col generare il peggio per tutti. Ma se si affrantano come problemi che richiedono azioni coordinate, tramite controllo e esecuzione, i risultati possono essere guidati verso il beneficio di tutti. I mercati liberi non sono adatti a questi cambiamenti simultanei complessi e che richiedono l’intreccio di agenti di coordinazione.

“I benefici della competizione derivano dai limiti che crea. Dei freni intelligenti, e delle risposte creative ad essi, possono funzionare meglio di quello che risulta dalla competizione sregolata “naturale”. Il trucco dell’essere umano non è l’auto-organizzazione ma l’altro-organizzazione. Abbiamo coordinato dei gruppi di sopravvivenza per 10.000 generazioni. Le nostra scelta adesso consiste nel lasciare agire il potere dei mercati come degli ottusi alberi o se guidare le loro competizioni verso dei risultati megliori.”

Il mio commento: Il mondo sta diventando integralmente interconnesso. E’ impossibile sviluppare un piano limitato alle nostre capacità discrete. Non è possibile pianificare tutti i servizi di comunicazione, la società, l’industria, etc., calcolando ognicosa e dirigendo tutto come se fosse un solo organismo. Questo era un fine irraggiungibile per i Comunisti perché loro si relazionavano verso la società come se fosse un singolo sistema, essi creavano attraverso metodi singolarmente imposti.

Adesso la comunità umana sta diventando integrale, non attraverso la scelta od attraverso l’unificazione forzata come in un contest socialista, ma come il risultato del nostro sviluppo naturale. La soluzione al problema della società interconnessa può risiedere solo nel portarla verso una predeterminata forma integrale.

Prima dobbiamo comprendere che non siamo liberi: siamo nel sistema della direzione superior della natura. L’umanità avanza nel suo sviluppo lungo il sentiero dello sviluppo inconsapevole, come un bambino. Questa fase finisce nei nostri tempi. La fase dello sviluppo inconsapevole è finita nel nostro tempo. Sin dal ventesimo secolo è iniziato uno stadio dove dobbiamo studiare la legge della natura e seguirla. La Natura si manifesta come un sistema integrale, globale e richiede a noi, al genere umano, di accordarsi a questo.

Possiamo soddisfare questa condizione solo se ri-educhiamo le persone, cambiando le nostre relazioni da egoistiche ad altruistiche.
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Il Foro a Davos

Opinione (Michael Khazin, economista): “Il Foro a Davos non è più così interessante al pubblico. L’economia è in uno stato di recessione, e gli uomini d’affari e i politici lo capiscono bene. E’ necessario discutere cosa e come cambiare, ma c’è bisogno di gente che può fare ciò, ma questo non è visibile a Davos.

“Oggi Davos è chiamata un foro ‘dopo-crisi’, è divertente e stupido: la riduzione della domanda privata e la scomparsa della classe media indicano che la crisi sta continuando. Il rifiuto a discutere i veri problemi dell’economia moderna produce l’illusione che la crisi è finita. Come risultato, la discussione a Davos, come negli ultimi anni, non fornisce una vera soluzione alla situazione dell’economia mondiale.”

Il mio commento: In generale, tutti hanno gli occhi bassi e continuano alla vecchia maniera, e l’abitudine crea l’illusione di uno stato normale. Però la natura (le forze che gestiscono l’umanità e le nostre proprietà di sviluppo) non rimane ferma; tutto in essa sta sviluppandosi verso un’armonia generale, e il ritardo dell’umanità in divenire assomiglia alla natura, il muoversi verso uno stato armonioso (integrale) sarà sentito come una crisi crescente onnicomprensiva.
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Il futuro uomo d’ affari

Domanda: Come possono gli imprenditori giungere a conclusioni comuni, al fine di comprendere i nuovi principi integrali e cambiare nell’ ambito della comunità imprenditoriale?

Risposta: Prima di tutto, essi devono essere formati nell’ apprendimento del metodo di educazione integrale. Poi preferiranno i buoni rapporti nelle relazioni, a casa, in famiglia, nella zona in cui vivono, nella loro città, e anche nella loro nazione.

Saranno soddisfatti con un salario medio, dedicheranno molta attenzione a tutti i tipi di piani e di relazioni sociali che forniscono istruzione, assistenza sanitaria, e così via. In altre parole, gli imprenditori devono partecipare attivamente alla vita sociale.

Devono essere pronti a separarsi dal loro vantaggio materiale, a lavorare per il bene di tutta la comunità, ottenendo soddisfazione dal fatto che sono rispettati, valorizzati e amati da coloro che si rivolgono a loro come a persone funzionali che agiscono correttamente e in modo maturo nella comunità.

La reputazione di un uomo d’affari non sarà determinata dalla ricchezza ma dall’impegno nell’ attività sociale. L’educazione integrale lo deve portare ad una condizione come questa, dove lui sentirà che può essere di rilievo nella società proprio perché lui rinuncia ai lussi materiali, che saranno disprezzati nei circoli più ampi della società.
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(Da Kab.TV “Attraverso il tempo” del 16.09.13)

Vivendo con i lupi…

Domanda: Supponiamo che alcuni imprenditori, grazie al sostegno vicendevole, arrivino a una conclusione sulla necessità della reciproca, integrale cooperazione e decidano di cambiare direzione. Che cambi strategici possono fare se sanno questo?

Risposta: Il problema è che esistono imprenditori in una società egoista come un tumore cancerogeno e sono parte di essa. Pertanto è difficile immaginare che inizino in qualche modo a cambiare la cultura d’impresa in cui risiedono. Questo è possibile solo se i numeri sono grandi e se diventano gradualmente consapevoli dei cambiamenti necessari che devono avvenire in loro e nella connessione tra di loro.

Questa riforma è possibile realizzarla in un paese, un sistema chiuso, ma solo se questo paese può raggiungere una forma integrale consapevolmente, costruendo le giuste connessioni tra tutti gli strati della popolazione: tra il superiore, il medio e le classi inferiori. Ma se spieghiamo solo a qualche piccolo uomo d’affari come riorganizzare i suoi affari secondo la tendenza di oggi del mondo che cambia, allora dubito che sia possibile.

Questo perché egli è bloccato in un sistema di concorrenza e corruzione, dove ognuno caccia l’ altro, un sistema rigido. Per mettere la sua piccola e media impresa su un nuovo percorso, per produrre il prodotto più essenziale e vendere i suoi prodotti a un prezzo che è sufficiente solo per la sua esistenza e niente di più, lui sarebbe come un piccolo pesce che vive fra squali che immediatamente lo divorerebbero. Egli non sopravvivrebbe a un tale ambiente ostile.
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(Da Kab.Tv “Attraverso il Tempo” – 16.09.2013)

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La cura per il mondo è nell’educazione integrale

Il numero di persone nel mondo che soffrono di depressione sta aumentando. Rifiuto, non comprendere il significato della nostra esistenza, uso di stupefacenti, terrorismo, sono tutti indicatori di un disagio esistenziale.

Dobbiamo arrivare al punto in cui potremo portare il mondo ad uno stato razionale ed equilibrato. Adesso, quando molte persone si trovano disoccupate e senza avere niente da fare, è un fattore sociale molto pericoloso e i governi ne sono spaventati. Che cosa si può fare allora?

È impossibile distruggere milioni e perfino miliardi del supposto superfluo nel mondo semplicemente con le guerre. Ci potrebbe essere una guerra dopo la quale non rimane niente. Non c’è una soluzione ragionevole, perfino se abbiamo un approccio al problema secondo Malthus: “Purifichiamo semplicemente l’umanità da tutti gli elementi ridondanti e tagliamola a metà” – non funzionerebbe!

Abbiamo visto come il collasso del dieci per cento di una pianta nucleare in Giappone abbia avuto degli effetti terribili in tutto il mondo, molti dei quali non conosciamo, come su Chernobyl, perché l’informazione rimane classificata.

Ma anche questi “piccoli” problemi sono sufficienti per fermare la costruzione di nuove piante nucleari nel mondo. É stato capito che sono una minaccia e perciò la costruzione di nuove piante è stata bloccata. Ma da questa semplice azione vediamo che non c’è problema e non c’è soluzione. Il problema si trova tutto insieme da un’altra parte: Come possiamo portare miliardi di persone a uno stato equilibrato?

Allora potremmo vedere il licenziamento di molte persone dai loro posti di lavoro come la transizione dell’uomo a un altro tipo di lavoro, a un lavoro sociale produttivo, in modo di poter costituire veramente una società umana molto più vantaggiosa per tutti quanti.

Questo può essere implementato unicamente con l’educazione integrale per tutti. In questo modo solleviamo la persona al livello della comprensione integrale, del controllo globale della natura, e allora lei tratta se stessa, il mondo, e tutto in maniera diversa.

Prima di tutto comprende che il problema non riguarda unicamente ricchi e poveri, ma anche buoni e cattivi governanti, o miliardari che prendono tutto per loro stessi, ma comprende anche che c’è qui una chiara direzione, ed è cosi che la natura ci sviluppa. E questo significa che dovremmo prendere una forma che si adatti alla natura perché non possiamo fare niente contro di essa. L’unica cosa che possiamo fare è comprendere le leggi della natura. Se noi ci adattiamo alle leggi della natura, porteremo noi stessi allo stato più confortevole.
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(Tratto dal programma di Kab.TV “ Fondamenti della Società Integrale”, 26.02.2012)

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“Un attacco ai lavoratori”

Nelle notizie (da MintPress News): “Il giorno dopo due importanti evoluzioni negli Stati Uniti, sono state tagliate le pensioni dei lavoratori in modo da garantire i governi statali e locali, un’analisi del New York Times mostra che dall’altra parte dell’Atlantico, le nazioni europee stanno spogliando ora le loro tutele dei lavoratori e stanno smantellando le pensioni, quindi seguono il modello americano stabilito per mettere le élite aziendali per primi in una corsa al ribasso per la manodopera a buon mercato e il capitalismo deregolamentato.

“Martedì scorso a Detroit, un giudice fallimentare ha stabilito che i pensionati della città possono trovarsi i loro benefici acquisiti tagliati perché è stato approvato dal più grande fallimento comunale nella storia dello stato.

“Inoltre il Martedì, lo stato dell’Illinois ha approvato una misura che altera drammaticamente la formula pensionistica per i lavoratori pensionati e diminuisce quei programmi di benefit per gli attuali e futuri dipendenti pubblici. […]

“Nel frattempo, in un articolo espansivo del New York Times del Mercoledì, intitolato ‘le politiche del lavoro americanizzate si stanno diffondendo in Europa,’ Eduardo Porter, spiega come i governi e i policy makers europei, seguendo l’esempio di annullare protezioni di contrattazione collettiva, attaccando le pensioni negli Stati Uniti, e tagliando salari – non solo ampliano il reddito e la disuguaglianza in ricchezza, ma stanno ‘cambiando radicalmente la natura della società in Europa.’ […]

“Andrew Watt, un economista che dirige l’Istituto di politica macroeconomica in Germania, si preoccupa che la spinta alla deregolamentazione del mercato del lavoro sarà a cascata da un paese debole al prossimo, quando tutti si impegnano in una gara inutile per creare posti di lavoro guadagnando quote di mercato dagli altri in un mondo di domanda insufficiente. ‘Qualunque sia il paese più debole al momento è costretto a fare ancor più grandi tagli. In primo luogo la Germania, attualmente la Spagna, e prossimamente la Francia’, ha detto. “

Il mio commento: Quindi arriveranno alla guerra. La soluzione ad un conflitto mondiale sta in una transizione concordata consapevole degli standard di produzione e di vita sostenibili e razionali. Ma non è possibile neanche sognare a questo proposito con l’egoismo umano. Per questo motivo è necessario prima realizzare corsi di educazione integrale almeno per la parte dell’umanità che si libererà dal lavoro come condizione per fornire loro benessere. In caso contrario, la discesa verso il basso non potrà essere fermata.
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In attesa della crisi

Notizia (tratta da “Expert”): La tendenza di sviluppo delle principali economie mondiali indica che una nuova fase di crisi a livello globale è inevitabile. Indipendentemente dalla gravità della situazione, è possibile mantenere la posizione per un tempo relativamente lungo, se il potere politico è sufficientemente forte; è da circa 25 anni che il Giappone è sulla strada verso l’abisso e se i giapponesi si fossero fatti prendere dal panico, il Giappone si troverebbe da tempo sul fondo di questo abisso.

“O pensiamo agli Stati Uniti, che passano da una bolla speculativa all’altra da oltre 20 anni.

“Dato che tutti hanno imparato la lezione dell’importanza della volontà politica, ma l’economia mondiale non se la passa tanto bene, il protrarsi della stagnazione ed il relativo incremento dei problemi aumentano il rischio che il conflitto si sposti dal piano economico a quello politico.

“I vecchi Paesi sviluppati stanno vivendo una delle peggiori crisi nella loro storia; l’ordine economico mondiale, creatosi dopo la seconda guerra mondiale, sta crollando. Al momento non è ancora del tutto chiaro che un nuovo ordine si sta imponendo prepotentemente, ma è ovvio che la situazione volge in questo senso.

Il mio commento: Non è saggio attendere che un nuovo ordine venga imposto con la forza! E’ inevitabile. Ma vi è un metodo grazie al quale questo cambiamento può essere assorbito senza traumi: l’educazione integrale dell’umanità, cioè far sì che la gente si abitui ai nuovi principi, dai quali attingere gradualmente forza, di un nuovo ordine mondiale integrale. Altrimenti vi sarà una crisi!
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L’ Economia di oggi è 90% aria

Opinione (Nikolay P. Shmelyov, economista russo, direttore dell’Istituto Europeo dell’Accademia delle Scienze Russa): “Da un lato, non c’è una crisi, ma il completamento del prossimo ciclo economico. D’altra parte – tutto il mondo è cambiato. E dobbiamo pensare in modo diverso.

“In effetti, il 90% dello scambio economico nel mondo è aria e carta. Tutto ciò che è reale è circa il 10%. Non so con come trattare questo fatto. Questa non può neanche essere chiamata una bolla, ma piuttosto un mostro. Giocando ad alti margini è l’occupazione russa preferita, invece lo stile occidentale è quello di vendere con un piccolo margine, ma con elevata rotazione”.

Il mio commento: E’ vero, abbiamo bisogno di sbarazzarci di questo 90% o più del fatturato economico vuoto per entrare in equilibrio con la natura. Il 90% dei lavoratori non necessari deve essere orientato verso il sistema di educazione integrale e istruzione. Poi, dopo un po’ di tempo, sarà possibile assicurasi che tutti i membri della comunità globale saranno ugualmente forniti di tutto il necessario e a sufficienza per l’esistenza razionale. Le persone riceveranno il riempimento rivelando un esistenza più alta nella loro unità.
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Il Rapporto del World Economic Forum

Nelle notizie (da Pew Research Center): “Un nuovo rapporto del World Economic Forum classifica le 10 tendenze globali più importanti, basate su un sondaggio tra 1592 esponenti della cultura universitaria, degli affari, dei governi e dell’universo no-profit.

“Ci sono alcuni dati specifici che messi a confronto contrastano con la visione delle persone di tutto il mondo rispetto alle tendenze identificate dagli esperti.

“1. Innalzamento delle tensioni sociali nel Medio Oriente e nel Nord Africa – quest’anno, gli uomini di questa regione sono molto più disinteressati alla direzione del loro paese, secondo un ricerca del Pew Research Center rispetto agli uomini del resto del mondo. Il che comprende particolari disaffezioni in Libano (88% insoddisfatti), nei territori Palestinesi (87%) e in Tunisia (81%).

“2. Ampliamento delle disparità nei guadagni – Una delle scoperte più impressionanti della nostra recente ricerca tra i popoli del mondo è stato il livello secondo il quale le persone vedono il divario tra i ricchi e i poveri come una sfida grave. In 31 su 39 nazioni, più della metà degli intervistati hanno detto che la disuguaglianza è un problema molto grande nel loro paese.

“3. Persistente disoccupazione strutturale – I dati della ricerca hanno stabilito che più dei 2/3 delle persone nella maggior parte dei paesi dicono che la mancanza di opportunità di lavoro è un problema molto grande. Quando si è chiesto quale delle quattro questioni – inflazione, disoccupazione, disuguaglianza o debito – il governo dovrebbe affrontare per prima cosa, 22 su 39 soggetti intervistati hanno detto il lavoro.

“4. Intensificazione delle sfide telematiche – l’anno scorso gli esperti della politica U.S.A sono stati molto occupati circa la minaccia degli attacchi telematici della Cina, secondo la nostra ricerca. Tuttavia, mentre la ricerca del World Economic Forum ha individuato le minacce telematiche come la massima preoccupazione, il 47% degli esperti ha ammesso di avere una limitata conoscenza del problema.

“5. Inoperosità sul cambiamento del clima – Una media di più del 54% delle persone intervistate in Canada, Europa, Estremo oriente, America Latina e Africa vedono il riscaldamento globale come un’ enorme sfida per i loro paesi, secondo la nostra ricerca globale. Tuttavia, solamente il 40% degli americani e una media del 42% nel Medio Oriente considerano il cambiamento del clima nel mondo come una grande sfida.

“6. Diminuzione della fiducia nelle politiche economiche – Nei nostri sondaggi condotti in tutto il mondo, gli uomini hanno dato voce a una diffusissima preoccupazione circa le condizioni economiche dei loro paesi. A dire il vero, i sentimenti erano particolarmente seri nei paesi Europei, come la Francia (solo il 9% ne ha parlato bene), il 4% ha detto lo stesso in Spagna, il 3% in Italia e solo l’ 1% in Grecia. Ciò nonostante, nei mercati emergenti come la Cina, l’88% delle persone hanno la sensazione che la loro economia stia funzionando bene.

“7. Mancanza di valori nelle leadership – Tra il 2007 e il 2012, la fiducia nell’ Organization for Economic Co-operation and Development (OECD) dei governi nazionali è scesa dal 45% al 40% mediamente, rendendo difficile per le autorità nazionali mobilitare i sostegni per le riforme necessarie, secondo un recente rapporto dello OECD. Negli USA, la fiducia delle persone nel governo è scesa sostanzialmente dal 1958 ed è vicina al punto più basso di sempre.

“8. L’espansione della classe media in Asia – Più che in ogni altra regione, gli asiatici sono fiduciosi circa le prospettive economiche delle future generazioni. Al contrario, rispetto alle aspettative relativamente positive, la maggior parte dei cittadini negli Stati Uniti, Canada, e in tutta l’Europa Occidentale credono che il futuro economico sarà peggiore per le prossime generazioni.

“9. Crescente importanza delle mega-città – La vita si vive sempre di più nei centri urbani del mondo. Secondo lo United Nations Population Division, più della metà della popolazione mondiale vive nelle aree urbane. Tuttavia, non tutte le regioni del mondo sono urbane allo stesso modo. L’Africa, per esempio, è destinata a raggiungere il 50% dell’urbanizzazione entro il 2035.

“10. La rapida diffusione della cattiva informazione on-line. Un terzo (il 30%) della gioventù del mondo è stata attiva su internet negli ultimi cinque anni, secondo la International Telecommunication Union. Anche l’attività dei Social Network si è diffusa in tutto il mondo. L’anno scorso, in 19 paesi su 21, circa più di tre su dieci di coloro che sono stati intervistati hanno usato siti come Facebook, secondo la nostra ricerca.”

Il mio commento: Il rapporto è corretto, arriva soltanto a delle conclusioni completamente non corrette. Il fatto è che chi amministra dovrebbe capire che non ha i mezzi per risolvere questa crisi. Non è come in passato; non è al livello del nostro mondo, ma al livello delle forze che controllano questo mondo. E la crisi può essere risolta solamente elevando la società a livello di queste forze.

Questo rapido declino della società secondo tutti gli indicatori socio-economici ci racconta della necessità di diffondere velocemente il metodo dell’Educazione e formazione Integrale, senza il quale nessun cambiamento è possibile, perché adesso i cambiamenti possono avvenire solamente o come distruzione o come elevazione verso l’unità della nuova generazione.
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