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Perché abbiamo bisogno del Denaro?

Domanda: Come è relazionato il denaro alla spiritualità e come ci aiuterà ad avanzare?

Risposta: Il denaro (Kesef) è una copertura (Kisui) al di sopra del mio egoismo. È una forza che mi permette di coprire il mio egoismo, di riempirlo oppure di usarlo per riempire gli altri. Il denaro mi da l’opportunità di lavorare con il mio egoismo, sia per il suo beneficio che contro di esso.

Pertanto, il denaro del mondo intero, deve essere utilizzato solo per il bene della connessione tra la gente. Una persona deve tenere per se stessa solo il necessario per i bisogni della vita e dare tutto il resto per la correzione del mondo.

Nella generazione futura, nel mondo corretto, il denaro sparirà. Io riceverò tutto quello di cui ho bisogno dalla società, quindi perché avrei bisogno di soldi? Se il mondo intero sarà corretto e le necessità di ogni persona saranno ricoperte e inoltre, se nessuno avrà bisogno di un riempimento eccesivo, allora a cosa serviranno i soldi? Non ce ne sarà nessun bisogno.

Sarà necessario regolare in qualche modo i processi di scambio e di trasferimento da un impresa ad un’altra e tra le fabbriche, per provvedere a tutto il mondo e raggiungere la correzione, la forma perfetta, ma questo non succederà per molto tempo attraverso nessuna carta moneta. Dovremo valutare in qualche modo la connessione tra di noi; di fatto, la valutiamo in base al “denaro”, però non sarà la stessa quantità di denaro che c’è in circolazione oggi, ma il grado della dazione di una persona verso l’altra.

Se cambiamo verso la dazione, allora abbiamo anche bisogno di soldi. Tuttavia, questi acquisiscono la forma di uno schermo che è valutato in base all’unità alla quale questo conduce.

“Quanto hai pagato?”. La risposta è: la misura dell’unità che ne è scaturita! Mentre oggi, il prezzo che pago è determinato da quanto riceverò per me, separandomi dagli interessi degli altri e creando una separazione tra di noi.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.03.2011, Lezione sul denaro)

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Conoscenza e fantasia

Domanda: Quando un uomo è convinto di potere percepire il Creatore, c’è un modo di verificare se si tratta di una sensazione reale o di una fantasia religiosa?

Risposta: Nessuno dovrebbe mai provare a convincere un uomo che quello che prova non è reale. Infatti, non possiamo sostituire la nostra testa con la sua.

Diciamo che tu conosci veramente qualcosa, e un altro uomo no, ma quest’ultimo immagina comunque qualcosa in un modo non corretto. Se gli facessi della pressione e provassi a convincerlo che tu hai ragione, allora, invece dell’immagine che egli immaginava in precedenza, riceverebbe da te una nuova immagine. Ad ogni modo, sarebbe ancora una immagine della fantasia, anche se tu la potresti considerare un fatto ovvio e vero ( sebbene anche questo potrebbe essere discutibile). Una volta che questa immagine gli arrivasse, diventerebbe semplicemente una nuova fantasia.

Questa è la ragione per cui la Kabbalah non permette tutto questo. Un uomo non dovrebbe impegnarsi ad imporre agli altri uomini le proprie convinzioni, soprattutto perché la nostra verità cambia di continuo. Quando ci eleviamo da un livello ad un altro, tutta la nostra precedente conoscenza fondamentalmente cambia.

Noi viviamo di continuo degli stati opposti mentre passiamo da una parte all’altra fino a quando non attraversiamo Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità). E’ scritto: “Non fidarti di te stesso fino al giorno in cui morirai (cioè il giorno della morte del tuo egoismo)”.

Questa è la ragione per cui non dovremmo far cambiare idea a nessuno. Dobbiamo solamente spiegare agli uomini come, in questa precisa situazione, siamo tutti quanti vulnerabili ed incoraggiarli ad esaminare sinceramente le cose, ad avere un approccio sensato. Questo è ciò che si considera un atteggiamento diretto: noi abbiamo cinque sensi, quindi facciamo affidamento solamente su di questi.

Ad ogni modo, è scritto che è possibile acquisire anche altri sensi. Una volta che li avremo sviluppati sulla base di un approccio scientifico, ragionevole e logico, senza ascoltare nessuno, e scopriremo un’altra realtà, allora incominceremo ad esaminarla. Incominceremo allora a comprenderla ed acquisiremo una nuova conoscenza che si baserà ancora sullo stesso principio: “Un giudice posa gli occhi solamente su ciò che può vedere”, sulla base cioè di una reale sensazione.
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(Dalla 4 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2011 “La saggeza della Kabbalah e la filosofia”)

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Egoismo ed Amore

Domanda: Può essere egoista il piacere che si ottiene dalla spiritualità?

Risposta: Sicuramente si. La spiritualità è amore e dazione. Io sono disposto a darti e ad amarti se questo va a mio beneficio. Altrimenti perché lo farei? Questa è chiamata Klipà (guscio) ed è materialità, non spiritualità.

Ognuno di noi è capace di amare in questo modo. Amo i miei figli perché sono miei, ma se non sono miei non ne ho considerazione. Posso amare qualcuno se il mio benessere dipende da questa persona, ma se non è così, non ne ho bisogno. In altre parole, amo e mi investo perché ricevo un beneficio personale da questo. Tuttavia, questo non è amore e dazione, questo è usare gli altri.

Amore e dazione sono descritti dalla Kabbalah come qualcosa che non ha niente a che vedere con la ricezione per il proprio beneficio. Semplicemente, amo per il beneficio degli altri. Questo è anche più grande dell’amore per i nostri figli, poiché amiamo i nostri figli istintivamente.

Devo raggiungere il tipo di amore verso il prossimo, del quale non beneficia il mio egoismo; però se il mio egoismo riceve qualcosa da questo amore, questo non è amore; semplicemente amo me stesso e mi riempio in tutte le direzioni. Pertanto tutto è definito dalla mia intenzione. Come posso però analizzare me stesso?

Devo elevarmi al tipo di amore, nel quale sono solo preoccupato per il prossimo e non per me stesso. Questo è qualcosa che dobbiamo sapere perché la natura ci forza a raggiungere questo livello. In relazione al programma della creazione, dobbiamo arrivare ad essere simili al Creatore. Il Creatore è buono e fa il bene, senza nessuna considerazione verso Se stesso. Lui desidera riempirci e questo è chiamato amore.

Come possiamo avvicinarci a questo stato? La mia intenzione attuale può essere corretta solo mediante la Luce che Riforma. Questa ha creato il mio egoismo e adesso può elevarmi al di sopra di esso e realizzare un miracolo: portarmi fuori dall’Egitto. Quando ascendo, comincio a correggermi.

Questa Luce può essere solo percepita mediante lo studio della saggezza della Kabbalah. Mentre una persona legge il Libro dello Zohar, comincia a notare che questo agisce in lei. Lo studio in sé contiene una forza che la trasforma. È detto al riguardo: “Ho creato l’inclinazione al male e ho creato la Torà per la sua correzione, la Luce che riporta al bene”. È per questo che la saggezza della Kabbalah si sta rivelando nel nostro tempo, diventando disponibile per tutti.
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(Da un programma televisivo “Chiedilo al Kabbalista” del 4 Aprile 2010)

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Alla ricerca di alleati saggi

Domanda: Oggi, ci sono numerose organizzazioni negli Stati Uniti che stanno cercando di trovare delle soluzioni alla crisi e ai problemi ecologici. Esse sostengono che, nell’immediato futuro, l’America dovrà affrontare una iper-inflazione che potrà portare il paese alla disintegrazione sociale e alla guerra civile. Per questa ragione consigliano di realizzare dei cambiamenti nelle infrastrutture sociali. Ci sono delle possibilità per realizzare delle forme di cooperazione, e cosa può offrire la Kabbalah a queste organizzazioni?

Risposta: La base più ampia possibile per iniziare una cooperazione consiste nel fatto che il mondo sta affrontando l’escalation di una crisi che non è casuale, ma si tratta invece di un processo naturale governato dalla Natura. Questa crisi comprende molte aree.

Dunque, si offre come un effettivo terreno di cooperazione, poiché questa situazione si presenta come una prova tangibile dei livelli inanimato, vegetativo, ed animato, includendo anche gli esseri umani a livello sociale ed individuale.

Oggi giorno, questa tendenza è evidente a tutti ed è normale. Una persona che ha una visione da una posizione più o meno differente capisce che non dipende veramente da un uomo soltanto. Se consideriamo la situazione da una posizione più elevata, una domanda si presenta: Cosa dovremmo fare per gestirla? Si tratta di un programma della Natura che ha un desiderio, un piano, e uno scopo finale?

A questi livelli, noi possiamo, infatti, cercare degli alleati con i quali poter discutere di queste cose, ma deve trattarsi di veri partners che abbiano un approccio realistico e scientifico che escluda la religione, la filosofia, e proclami infondati. Analizzando questi fattori evidenti a tutti, dobbiamo esaminare in che modo raggiungere il punto in cui tutti ammetteremo il bisogno di riformare la società umana, raggiungendo un accordo. La maggioranza riconosce che il mondo è in crisi, che gli ecosistemi sono minacciati, e che la crisi finanziaria non è ancora finita, ma la domanda è: cosa faremo poi?

Infatti, se abbiamo intenzione di non fare niente, non c’è motivo di parlarne. In questo i burocrati che si occupano di faccende hanno ragione. E’ vero che moriremo domani, ma oggi, possiamo ancora goderci la vita. Alcuni si rimbecilliscono con le droghe, altri fanno in modo di non pensarci del tutto, mente altri giocano d’azzardo in borsa come se stessero giocando a “Monopoli”. Noi non stiamo parlano di queste persone, ma parliamo degli uomini che stanno cercando il modo di risolvere la crisi.

Infatti, dovremmo discutere il fatto che il mondo è diventato globale e interconnesso.

Globale significa che la crisi sta fermando il mondo intero, e nessuna sua parte può essere lasciata fuori. E’interconnesso perché tutti noi siamo legati da ogni genere di relazione, interna ed esterna, come i pensieri, le tecnologie, le industrie, le banche, e fino anche al punto in cui non sappiamo o non comprendiamo cos’è che ci lega.

Sia che ci piaccia oppure no, siamo tutti nella stessa barca. Ora, dobbiamo decidere cosa fare. A questo punto, la Kabbalah può offrire le sue soluzioni dando ad ogni uomo delle spiegazioni chiare, semplici, e logiche a proposito del valore della connessione interiore, di come si costruisce, ecc.

Se i Kabbalisti entreranno a far parte dell’interno movimento esteriore che guida all’unione, allora, sarà sufficiente legare la nostra intenzione corretta, costruita in base alla nostra natura, a questa grande società umana che, fino ad ora, partecipa solo fisicamente all’evoluzione, ma senza intenzione. Baal HaSulam, scrive nell’articolo “L’ultima generazione” che ci saranno uomini che giungeranno e diranno: “Siamo pronti ad unirci a voi e a fare la nostra parte. Diteci soltanto quello che dobbiamo fare.”

Se piano piano faremo in modo di creare il corretto atteggiamento in ogni parte della società, al giusto livello, questa situazione ci darà l’opportunità di avvicinarci alla soluzione. Io penso che questa sia esattamente la forma che dobbiamo impiegare nel nostro lavoro mentre sviluppiamo dei metodi educativi per i nostri figli. E tutto dipende dal fatto che l’umanità deve ancora affrontare problemi molto seri.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2009 “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”)

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Una spinta per nascere prima

Domanda: Baal HaSulam scrive che, prima di iniziare a studiare la Kabbalah, è necessario comprendere di che cosa si tratta. Come possono gli uomini comprendere il suo linguaggio se è così complicato?

Risposta: Comprendere che cos’è la saggezza della Kabbalah significa acquisire uno schermo per elevarsi al di sopra del proprio egoismo e vedere così le azioni spirituali. Allora, saremo in grado di comprendere un insegnante di Kabbalah ed imparare da lui cosa dobbiamo fare dopo. Comprenderemo e saremo capaci di verificare tutto quello che ci dirà in senso pratico, seduta stante, come avviene per i comuni studenti del mondo materiale.

Ma fino a quando non saremo nati nella spiritualità, come ci possono venire spiegate le cose? E come se si parlasse di questo mondo ad un bambino che non è ancora nato e che si trova nel ventre della mamma. Infatti i Kabbalisti ci parlano da un altro mondo. Noi ci troviamo in questo mondo, dentro la sua sfera, come in una bolla, e intanto ci viene detto cosa sta succedendo al di fuori di essa.

Perciò, i testi Kabbalistici funzionano per noi solamente come un “rimedio miracoloso”(Segula).Gli articoli sono scritti per i principianti, mentre il testo intitolato “Lo Studio delle Dieci Sefirot” è scritto per coloro che sono nati nella spiritualità, che sono già dei “bambini spirituali” ai quali può essere raccontato del mondo superiore. Grazie a ciò, essi progrediranno ed incominceranno ad esplorare il nuovo mondo nel quale sono nati.

Mentre per coloro che si trovano ancora dentro il ventre della mamma, si tratta solamente di uno stimolo, una spinta a nascere il prima possibile.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana della Kabbalah del 14.02. 2011 “L’essenza della saggezza della Kabbalah”)

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Fantasie utili e dannose

Domanda: Se l’immaginazione interferisce con l’approccio scientifico e porta alla religione e alla filosofia, allora come può esserci d’aiuto l’immaginazione nella ricerca scientifica?

Risposta: L’immaginazione che ci aiuta non è una forma astratta separata dalla materia, ma la forma della parte superiore che prende corpo su di noi. Ogni informazione genetica, la Reshimò, è composta da due parti: l’informazione che riguarda il desiderio “di oggi” (Reshimo de Aviut) e l’informazione che riguarda la Luce “di domani” (Reshimo de Hitlabshut).

Per esempio, prendiamo un paio di Reshimot, Ghimel de Aviut/Dalet de Hitlabshut, “3/4.” Quando io realizzerò la Reshimò “3,” sarò in grado di ricevere la forma della parte superiore dal livello “4” che è in esso, e ci si riferisce a questa situazione come alla fantasia creativa. Io non la ricevo con la sua realizzazione, ma solamente come un esempio.

La Reshimo de Hitlabshut ci suggerisce una nuova forma futura, perché si tratta sempre di un livello superiore al nostro stato attuale. Queste sono “memorie” che sono rimaste in noi dall’espansione dei passi compiuti dall’Alto verso il basso, e adesso noi possiamo salire grazie a loro.

L’uomo funziona come una macchina. Se disponiamo di queste informazioni genetiche, le Reshimot, allora saremo in grado di lavorare grazie ad esse, ma se non le abbiamo, non ce la faremo. Se tutta la memoria di un uomo fosse cancellata, egli non saprebbe come fare a muovere volontariamente un dito. Avete visto i gesti indifesi dei bambini appena nati? Questi bambini non sono capaci di compiere coscientemente nemmeno il più piccolo movimento.

Tutto proviene solamente dalle Reshimot, e quando io sarò in grado di realizzare correttamente il mio desiderio (Reshimò de Aviut) al mio livello, allora sarò in grado di ricevere il livello della parte superiore che prende corpo su di me (Reshimò de Hitlabshut) nella forma di un esempio. La fantasia ci aiuta a lavorare su questa base.

Questa non è una fantasia vacua che non ha alcun punto di contatto con esso, le Reshimot, ma si tratta di una forma reale che si deve manifestare.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2011 “la Saggezza della Kabbalah e la filosofia”)

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L’ opposizione religiosa alla Kabbalah

Domanda: Perché c’è questa opposizione all’apprendimento della Kabbalah da parte del mondo religioso ortodosso?

Risposta: La saggezza della Kabbalah è stata rivelata grazie ad Adamo (“il primo uomo”) 5,770 anni fa. Egli scrisse un libro su questo argomento intitolato Raziel HaMalach (L’Angelo Raziel). Questo insegnamento è continuato attraverso i suoi studenti, e venti generazioni più avanti, arrivò Abramo, un saggio che visse nell’antica Babilonia.

Abramo adorava le stelle, gli spiriti, e gli alberi e costruiva idoli fino a quando la saggezza della Kabbalah non gli fu rivelata nella sua forma completa. Egli ne scrisse nel libro intitolato Sefer Yetzira (Il Libro della Creazione).

Abramo condusse i suoi discepoli fuori da Babilonia verso la terra di Canaan. Con loro organizzò un gruppo Kabbalistico, che durò fino alla caduta del Tempio. Tutti loro vissero legati come una società globale e completa, come un solo uomo con un unico cuore. Tuttavia, 2,000 anni fa, al tempo della distruzione del Tempio, essi abbandonarono l’amore fraterno per l’odio senza ragione.

Questo evento è ciò che viene chiamato la “distruzione-caduta” poiché essi caddero dal mondo globale dentro l’egoismo umano. Questo è il modo in cui persero la sensazione del mondo spirituale, della dimensione superiore, ed incominciarono a percepirsi come facciamo tutti noi adesso, cioè sentirono di esistere solamente nel nostro mondo, ognuno separatamente ed egoisticamente.

Invece di vivere nella saggezza della Kabbalah e in un sistema collettivo e completo, essi incominciarono a fare esperienza solamente del nostro mondo, come fanno gli uomini ancora oggi. In quel tempo, la Kabbalah, che è saggezza, conseguimento, conoscenza, e scienza spirituale fu sostituita dalla religione e dalla fede religiosa. Infatti, non gli uomini non erano più capaci di vedere il mondo spirituale.

Questo è il modo in cui viviamo oggi. Nacquero religioni come il Giudaismo, dal quale nacque il Cristianesimo, seguito dall’Islamismo. Tutte queste religioni esistono perché il mondo spirituale, globale e completo è nascosto ai nostri occhi.

Ma una volta che si sarà svelato, non ci sarà più posto per le religioni. Diventeranno le tradizioni culturali di una nazione. Questa è la ragione per cui c’è questa opposizione tra Kabbalah e Giudaismo, che dura da 2,000 anni.

Gli uomini religiosi odiano la Kabbalah, perché la Kabbalah spiega loro che vivono nell’oscurità e che non comprendono dove sono e cosa stanno facendo. Ad ogni modo, verrà un tempo, e sarà nei nostri giorni, in cui dovremo innalzarci dal livello della fede cieca al livello della conoscenza spirituale.
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(Dalla mia lezione tenuta a Parigi l’1/02/2011)

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Le prime domande dei principianti

Domanda: Che cos’è il Creatore?

Risposta: Il Creatore è la forza superiore che controlla e fa funzionare l’intero sistema. Noi Lo riveliamo nella misura in cui ci rendiamo uguali al sistema nella sua totalità. Nella misura in cui riusciamo a farlo, ci connettiamo con il Creatore, la forza generale che governa, e diventiamo eterni e perfetti come Lui.

Questo è il livello che ogni persona deve raggiungere, presto o tardi, se non adesso. Ogni persona dovrà raggiungere la consapevolezza di questo sistema comune e arrivare al Creatore.

Domanda: Gli angeli esistono nel mondo spirituale?

Risposta: Gli angeli sono forze. “Angelo” (Malach) deriva dalla parola Malchut, forza.

Domanda: Cosa sono le Sefirot?

Risposta: Le Sefirot sono delle specifiche qualità che sono presenti in ogni anima, ma in differenti combinazioni. Questo determina tutte le differenze che ci sono tra di noi.

Domanda: Che cos’è la “correzione”?

Risposta: La correzione è l’aggiustamento della nostra visione, della nostra percezione, che rende un uomo capace di vedere in che modo il mondo è connesso nella realtà. La Natura è globale e completa. Non si divide in tante parti, come siamo abituati a fare in biologia, zoologia, botanica, geografia e così via.

La Natura comprende tutto. E’ un quadro generale. La correzione è l’acquisizione della nuova capacità di vedere tutto le cose connesse in un solo quadro, e anche io, io stesso, ci entro con tutti gli altri. Questa è la ragione per cui la medicina olistica è così popolare nei nostri tempi, poiché considera l’intero organismo ed il mondo in generale come un solo insieme.

Domanda: Che cos’è l’anima?

Risposta: La nostra anima è una parte del sistema eterno che dobbiamo conseguire. Veniamo inclusi in questo sistema percorrendo i 125 livelli, fino al livello in cui ci fondiamo con l’intero sistema in generale. Ogni uomo deve salire tutti i 125 livelli.

Ci rimangono al massimo 230 anni (fino alla conclusione dei 6,000 anni) per completare la nostra correzione, per rivelare il mondo globale e completo, e per includerci totalmente in esso. Quindi, dobbiamo farlo al più presto.

Domanda: Che cos’è la “reincarnazione”?

Risposta: L’uomo, che non ha completato la correzione della sua inclusione nel sistema globale comune, deve continuare a reincarnarsi per portare avanti la sua correzione fino a quando non verrà incluso nel sistema comune come una sua parte, e allora ognuno di noi si “diffonderà” o si “spargerà” attraverso tutto il sistema. Continueremo a reincarnarci in questo mondo fino a quando non ci correggeremo in questo modo.
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(Dalla mia lezione tenuta a Parigi, 1.02.2011)

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Un pozzo con acqua viva

Domanda: Perché è più facile elevarci al di sopra del rifiuto reciproco nei grandi Congressi?

Risposta: 1. Nel congresso una persona non sta nel suo gruppo. Si dissolve in un oceano di persone con le quali non ha avuto un contatto diretto e pertanto non ha rivelato il suo male verso di loro.

2. Nei Congressi non lavoriamo sulla rivelazione del male in noi, ma risvegliamo la bontà. Tuttavia, questa bontà viene al posto del male che ancora non è stato rivelato e affinché acquisiamo forza per il futuro.

Di conseguenza, le persone che non lavorano su di loro nel gruppo, non sentono un impulso di venire al Congresso. Loro non lo vedono come un’opportunità per avanzare. “Cosa farò lì? Salterò? Canterò? Non posso guardarlo in televisione o in Internet? È così comodo per me!”.

In realtà, esiste una grande differenza tra la partecipazione fisica e virtuale al Congresso perché nella partecipazione fisica la persona utilizza energia, denaro e grandi sforzi per prendere parte al Congresso.

Inoltre, prima di entrare nella sensazione del Mondo Superiore, non possiamo annullare l’importanza del contatto materiale. Pertanto, il Congresso è destinato alle persone che desiderano andarci con il riconoscimento del male che hanno accumulato in precedenza, così come a quelle che desiderano ricevere forze per superare in futuro il riconoscimento del male.

La Torà parla molto di come nei tempi antichi le persone si conoscessero per mezzo di un pozzo d’acqua, per comunicare e stabilire le connessioni. È così che dovremmo sentirci al Congresso: come persone che si sono riunite per mezzo di un pozzo vivo nel deserto, e da quel pozzo possano ricevere le forze vitali di Binà (l’acqua è l’attributo della dazione, la qualità di Binà).

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.03.2011, lo Zohar)

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Forza femminile e debolezza maschile

Domanda: A cosa è dovuto il fatto che gli uomini hanno paura delle donne forti, sfuggendo alle responsabilità e alle iniziative?

Risposta: Questo lo abbiamo causato noi stessi. Nessuna donna vuole essere forte, nessuna donna vuole essere un’esperta nel guadagnare bene ed allevare i suoi figli per conto proprio. Per natura una donna aspira alla famiglia, vuole dei figli e soprattutto vivere in accordo alla natura. Ma se gli uomini non ricoprono le loro responsabilità obbligatorie, allora non avendo altra soluzione, le donne ai giorni nostri sono forzate ad agire con le proprie forze e davanti a loro mi tolgo il cappello.

Come risultato, vediamo che le donne sono più indipendenti e si adattano meglio al nostro mondo. Inoltre, hanno una resistenza naturale che supera quella degli uomini. Hanno potere e forza di spirito perché in fin dei conti, sono più vicine alla natura.

D’altro canto, un uomo semplicemente galleggia nelle nuvole; è come un bambino grande che trova un lavoro nei computer o nella tecnologia, gioca con i suoi giochetti, come faceva durante la sua infanzia e trova piacere nel farlo. Dopotutto, la società moderna, rispetta quei giochi come il mercato valutario, il lavoro oppure uscire con gli amici dopo il lavoro e così passa la vita e se un uomo ha bisogno di appoggio, ritorna da sua madre.

Sfortunatamente, quanto più avanziamo, questo fenomeno si estende sempre di più e diventa socialmente più accettabile, di fatto arriva ad essere una regola ed una moda.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7 Marzo 2011, sulla donna)

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