Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Il semaforo della mia anima

Domada: La sofferenza mette in evidenza direttamente dove ci dobbiamo correggere o lo fa solo indirettamente?

Risposta: Dobbiamo provare con attenzione a individuare cosa ci sta facendo soffrire, vale a dire cosa il Creatore si aspetta da noi. Quando un pensiero, un desiderio, o un’intenzione si presenta in noi e non c’è collegamento all’amore per gli altri, dovrei immediatamente percepire come se una luce rossa si accendesse in me!

Ci sono dei pensieri, dei desideri e delle intenzioni in cui questo segnale di allarme è, all’inizio, giallo, poi arancione ed infine rosso, come un segno preciso di catastrofe. Dipende dalla situazione.

Ma io dovrei guardare ad ogni situazione come al desiderio di vedere tutto con amore, e se non ci riesco, ci deve essere una luce rossa che si accende. Allora, vedrò una distesa di luci rosse davanti a me. Questo mi fa capire e mi rende consapevole della mia reale situazione in modo che mi posso impegnare seriamente a far sì che tutte le luci diventino verdi. Cercare il modo in cui farlo, significa incominciare a lavorare per il Creatore.

Egli accende la luce rossa dentro di me, ed io la giro sul verde. Mentre mi impegno per farlo, cerco di individuare la ragione per cui si è acceso il rosso e come fare per girarlo sul verde. Questo è ciò di cui si deve occupare il nostro lavoro, il percorso che dobbiamo affrontare.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 09.05.2011, Shamati N.113)

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Rivelare una misura (un criterio di valutazione) mentre se ne nascondono due

Domanda: Nel corso della storia dell’umanità, i Kabbalisti hanno trasmesso la scienza della Kabbalah da una generazione all’altra. Ma, nello stesso tempo, hanno nascosto con grande maestria questa scienza, per essere sicuri che non venisse diffusa in tutto il mondo. Perchè?

Risposta: I Kabbalisti rivelano i loro conseguimenti nell’occultamento. Questa è la ragione per cui è scritto, “Quando si rivela una misura, se ne nascondano due.” Si sta parlando della rivelazione del necessario desiderio nell’uomo, nel quale egli percepirà il mondo superiore.

La nostra natura è il desiderio, e solamente se questo desiderio è presente percepiamo il mondo dentro di esso. Maggiore è il desiderio, maggiore sarà questa percezione. Tutti gli oggetti del nostro mondo si distinguono tra di loro solo per la misura del desiderio. Il desiderio del livello 1 è inanimato, del livello 2 è vegetativo, del livello 3 è animato e del livello 4 è umano. Se il desiderio considera il godimento per se stesso, allora riguarda il nostro mondo. Se intende donare il piacere a qualcun altro, allora è proprio del mondo superiore.

Sappiamo che il piacere può essere percepito solamente nella misura in cui un uomo ne abbia desiderio. In altre parole, la Luce può essere ricevuta solamente quando c’è un vaso.

Nascondere due misure significa che un maestro Kabbalista deve creare un occultamento nello studente – il desiderio di una misura, il bisogno della rivelazione, e l’occultamento di un’ulteriore misura, in modo che questo desiderio per la rivelazione sia per il bene della dazione. In questo caso, lo studente meriterà la rivelazione dentro questo desiderio corretto.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 09.05.2011 Lo Zohar)

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L’anello magico

Il Libro dello Zohar, Capitolo “Mishpatim (decreti-ordinanze)” Paragrafo 343: Egli [Re Salomone] contrassegnò la sua seggiola con un sigillo su cui era inciso il sacro Nome, prese un anello sul quale era inciso il sacro Nome, proseguì la sua ascesa, cavalcando un’aquila, ed andò via.

Domanda: Che cos’è questo anello?

Risposta: E’ una forza speciale che protegge Malchut, che restringe se stessa per usare la Luce di Hochmà solamente dall’alto verso il basso, al di sopra del desiderio di godere, vale a dire con l’intenzione di donare piuttosto che di ricevere dentro se stessa, dentro il suo desiderio egoistico. Questo è ciò che viene chiamato “l’anello”.

Questa è l’origine del rito matrimoniale in cui gli sposi si scambiamo gli anelli, il che sta a simboleggiare la loro reciproca dazione e la loro connessione.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 09.05.2011, Lo Zohar)

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La diffusione della Kabbalah in Israele

Domanda: Mi sento come se fossimo seduti accanto al letto di morte di una persona, discutendo quale pillola possiamo dargli per alleviargli il dolore. La nostra priorità deve essere quella di innestare la Luce attraverso lo studio. Pur tuttavia, quando la questione riguarda Israele, ci sembra di essere bloccati.

Risposta: Qui, riceviamo dei colpi in un’altra forma; perciò, dovremmo avvicinarci agli uomini di Israele in un modo diverso. Dobbiamo renderli consapevoli di ciò che sta succedendo in Europa ed in altre parti del mondo, e intanto spiegare loro quali minacce possono rappresentare questi processi quando raggiungeranno il nostro paese.

In Israele, questi processi non si manifesteranno nel collasso dell’economia, ma nella pressione che arriverà dall’esterno, nei problemi di sicurezza. Non si tratterà di lavoro o di cibo; i conti non si faranno a questo livello, ma al livello della nostra missione, del nostro compito davanti al mondo. Questo è ciò di cui dobbiamo rendere consapevoli gli uomini di Israele.

Tuttavia, al momento, la nazione non è ancora pronta per affrontare questa situazione, nemmeno nella minima misura possibile. Perciò, gli uomini si chiuderanno semplicemente le orecchie e non si guarderanno nemmeno intorno. Per adesso, almeno non ci offenderanno. Ma se incominceremo a spingerli all’azione, essi si allontaneranno da noi. Una cosa è “stare insieme nel bene”, ed è completamente un’altra faccenda ascoltare i guai che ci obbligano a fare qualcosa al riguardo. “Chi sei tu per dircelo, oltretutto?”

Molti ambienti saranno felici di questi cambiamenti di situazione e vorranno farci crollare. Però, fintanto che continueremo a parlare d’amore, avranno qualcosa di cui preoccuparsi.

Dunque, dobbiamo usare un approccio molto sottile in questo caso. Oggi, non sento un impulso a fare nessun drastico movimento verso la divulgazione in Israele. Non farebbe altro che allontanare gli uomini da noi. Per il momento, questi uomini non sono disposti ad ascoltarci e non ascolterebbero di più.

Sfortunatamente, questo è ciò con cui abbiamo lavorato finora. Aggiungendo un po’ di “foga” al nostro lavoro, da buoni Samaritani, diventeremmo, ai loro occhi, dei moralisti e dei predicatori.

Dobbiamo prendere il cammino dell’amore e del bene invece di costringere gli uomini al sostegno reciproco: “Prendiamoci cura gli uni degli altri, amiamoci ed uniamoci.” Nessun cartellone con scritte del tipo: “Avete sottoscritto il sostegno?!” No, noi desideriamo essere dei garanti per voi.

Noi possiamo avvicinarci a questa nazione in nessun altro modo – solamente con l’amore. Solo se gli uomini inizieranno a sentirsi schiacciati dalle circostanze, saremo in grado di spiegare loro da dove e perché questa pressione viene caricata su di loro.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06.2011, “Matan Torah” (Il Dono della Torà)

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Vieni a vedere quello che ho!

Domanda: In che modo si distinguono i conseguimenti nei mondi di Assiya, Yetzira, e Beria?

Risposta: C’è un’enorme differenza, che è veramente difficile da spiegare. E’ come vivere in Israele o in un altro paese, dentro il Tempio o fuori, o essere un grande sacerdote o una persona normale.

I minimi cambiamenti, una piccola ascesa nei mondi, richiamano delle gigantesche trasformazioni dentro le nostre anime. I mondi di Beria, Yetzira, e Assiya sono desideri interni delle nostre anime. Siamo sempre presenti nei mondi di BYA e non possiamo scomparire da essi.

Essi funzionano come dei rivestimenti che stanno intorno alle nostre anime. Proprio come adesso, io mi trovo in questo mondo e non posso trovare una via di fuga da esso perché il mio corpo appartiene a questo mondo. Vivo, cresco, invecchio e muoio, e tutto mentre sono in questo mondo. Tutta la materia di cui è fatto il mio corpo è parte del mondo materiale, io vivo e muoio ed il mio copro si disintegrerà e ritornerà alla terra.

Allo stesso modo, l’anima, indipendentemente dallo stato in cui si trova, rimane sempre nei mondi di BYA. Nel frattempo, noi ci troviamo solo lì, dove domandiamo la connessione e attiriamo la Luce Circostante. Può raggiungerci ed illuminarci verso il basso, al di sotto del Parsà, dal mondo di Atzilut, sebbene il Parsà non lasci passare la Luce. Ma questa è la Luce “Circostante” che ci illumina, ci risveglia e ci chiama da lontano: “Vieni a vedere quello che ho!”

Allora mi risveglio e salgo lungo i mondi di BYA al di sopra del Parsà. Ma non posso elevarmi senza di esso, poiché ho un legame molto stretto con esso: esso mi aderisce “come una pelle”, mi ricopre come un vestito. Io vivo nel mondo, ed indosso degli “abiti” – essi sono proprio i mondi di BYA. Ed in essi, io salgo verso il mondo di Atzilut, al quale ci si riferisce come “l’ascensione dei mondi”.

Ma non appena sono asceso in Atzilut e costringo i mondi di BYA ad elevarsi verso di esso con me, io ricevo una massa informe, un enorme vaso vuoto che colmo con la Luce Interiore di Atzilut. Ciò significa che la mia anima è stata colmata con la Luce.

Il desiderio ha lasciato entrare la Luce, il Creatore, e adesso ne sta facendo esperienza! Dunque, il Creatore ed io siamo insieme, ci fondiamo l’uno nell’altro nella misura della nostra equivalenza della forma. Questo è tutto; non c’è niente altro in tutta la creazione.

Ed improvvisamente, scopro dove sono tutti gli amici, gli altri uomini, la natura inanimata, vegetativa ed animata, e l’intero universo. Tutto è contenuto dentro questo preciso desiderio; niente è svanito, ma ha invece assunto una forma diversa.

Tutto ciò che vedevo come rocce, piante, bestie, ed esseri umani, che prima mi sembravano degli oggetti materiali, che potevo toccare con le mie mani, ora si trasformano nei miei desideri. Ma in verità, essi sono i desideri di cui è fatto l’universo. Ed al di là di questo, non c’è niente altro.

Così succede che un uomo, durante l’ascesa al mondo di Atzilut, con i mondi di BYA, incominci a rivelare la vera immagine della realtà. E’ come se arrivasse a vedere cosa è nascosto dentro il computer, dietro a tutte quelle immagini che vengono mostrate sullo schermo. Questo è ciò che si chiama rivelazione!
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(Dalla 3.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.05.2011 “Spiegazione dell’articolo ‘Prefazione alla saggezza della Kabbalah’”)

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Il luogo nel quale siamo uniti

Domanda: Cosa significa fare il lavoro interiore?

Risposta: La persona deve fare il lavoro interiore 24 ore al giorno. Può essere che una persona sia così assorta in esso che arrivando alla lezione, non veda una sola delle parole scritte nel libro, ma questo non importa. La chiave è quello che succede dentro di lei.

Non devi incolparti. Il lavoro interiore è quando continui a cercare di mantenerti in adesione con l’essenza interna del gruppo. Come risultato, aprendo il libro, quello che vedi non è una conoscenza esterna, ma l’informazione che descrive i tipi di unione con gli amici del gruppo e più di questo, con l’anima integrale.

Cominci ad accorgerti che lo Studio delle Dieci Sefirot, il Libro dello Zohar e gli scritti di altri kabbalisti descrivono solo i diversi tipi di connessione tra te e gli altri; e se desideri onestamente avere chiara questa connessione, di fatto stai studiando la Torà (la parola “Torà” in ebraico deriva dalle parole “Ohr”, Luce, e “Oraa”, istruzione).

Domanda: Allora, il mio lavoro risiede nella ricerca di questa rete interna tra di noi, vero? Tuttavia, come posso utilizzare il mondo fisico per questa?

Risposta: Tutto il nostro mondo è lo stesso tipo di rete tra le persone, ma è la sua manifestazione più esterna. È per questo che lo sperimentiamo come corrotto.

In quanto alla nostra rete interna di connessione, sperimentiamo 125 gradi consecutivi di unione maggiore ed integrale tra di noi. Comunque, il nostro stato attuale nel mondo esterno è obbligatorio; è qui che cominciamo ad esistere affinché possiamo approfondire questa connessione sempre di più.

Abbiamo bisogno di una base che non ha a che vedere col muoversi verso l’interno e questa è la rete esterna di connessione tra di noi, nella quale esistiamo nel mondo fisico. Solo adesso si rivela quanto sia corrotta davvero questa connessione, mentre prima, semplicemente, non ci pensavamo. Questo è ciò che ci obbliga a fare le correzioni.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 25.03.2011, Scritti del Rabash)

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La nazione che non ha niente eccetto un’idea

Domanda: Si può classificare il genocidio degli ebrei come un fenomeno specifico?

Risposta: Non è semplicemente un evento storico, ma un fenomeno naturale che ha la sua radice nella natura stessa. L’estinzione di altre nazioni nella seconda guerra mondiale ha a che vedere in particolare con i piani della Germania di “ripulire” i territori ed il suo scopo era di risolvere il problema dell’approvvigionamento dei prodotti agricoli. Tutto questo era calcolato in anticipo.

Tuttavia, la radice del “problema ebraico” si sente istintivamente dai tempi antichi fino ai giorni nostri. La nazione d’Israele è un popolo speciale, il guardiano del metodo della correzione del mondo. Pertanto, quando un’altra nazione cerca di imporre il suo sistema (diciamo, il nazismo) e stabilire il proprio ordine mondiale, essa sente istintivamente che nel mondo c’è qualcuno che possiede un altro metodo che contraddice il suo.

“Io affermo che l’unità è possibile solo se il nostro popolo tedesco si unisce e sottomette il mondo al suo ordine ed al suo potere. Tutta la Terra deve appartenerci, ma esiste un’altra nazione che afferma di avere il metodo. Non ha un potere reale, né un paese, né un esercito, niente eccetto un’idea. Quest’idea è vissuta negli ebrei per millenni, è stabilita in natura e non c’è niente che io possa fare; però, nel frattempo, la mia attuale soluzione è totalmente opposta alla loro”.

Questo ha a che vedere con delle ideologie che competono tra loro: “Non solo ho bisogno di sottomettere gli ebrei, ma di cancellarli dalla faccia della terra. Solo la loro estinzione totale proverà che sono nel giusto, il che sarà appoggiato dalla natura stessa, dalla forza superiore, dal Creatore. Se nonostante questo li lascio vivere, non sarò capace di provare nemmeno a me stesso che la mia soluzione al problema dell’unità nazionale e mondiale è corretta.

I tedeschi volevano unire la loro nazione, imporre un ordine corretto (dal loro punto di vista) ed in questo caso, non avevano un nemico più odioso degli ebrei, i quali avevano un metodo diverso per unire il mondo. Gli ideologi possono vederlo in maniera naturale. Questo ha la sua radice nel desiderio collettivo del mondo.

Una nota in riferimento all’argomento: Julius Streicher, un ideologo razzista giustiziato dopo che il tribunale dei crimini di guerra di Norimberga lo condannò per crimini contro l’umanità a causa della sua propaganda antisemita ed al suo richiamo al genocidio, durante la sua esecuzione alla forca gridò: “Purim 1946!” (La festività ebraica di Purim è la celebrazione della vittoria sui nemici degli ebrei).
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Commemorazione del Giorno della Memoria)

 

Da dove viene il timore dello Zohar?

Domanda: Partecipando alla settimana del libro ebraico, ho osservato un fenomeno interessante: una persona passa per uno stand di libri, vede il libro Scoprire lo Zohar, e la sua reazione mostra che ha aspettato tutta la vita questo momento. Lei vede il libro e non osa prenderlo nelle sue mani, ritorna anche, dopo aver camminato in cerchio. È ovvio che c’è una lotta interiore.

Molte persone dubitano nel prendere questo libro, sentendo un certo timore innanzi ad esso, anche quando inconsciamente qualcosa dice loro che la verità è nascosta in esso. Se ne vanno anche addolorate per non aver preso il libro. Come spiega questa paura?

Risposta: Questo è uno dei problemi contro i quali dobbiamo lottare e dobbiamo aiutare le persone a superare questa paura. Questa è correzione. Nessuno ne ha colpa, come è detto: “Vai con l’artigiano che mi ha fatto”.

Esistiamo nella natura egoista che deve sentire la negazione, la paura, il rifiuto di ciò che si suppone ci porti alla correzione. Questa si riveste in un certo tipo di timore verso il libro, verso i risultati della sua lettura, come se potesse dannarci. In essenza, questa è la preparazione alla correzione.

Questa sensazione nasce non perché si è parlato alle persone della proibizione di toccare il libro. Niente succede senza una ragione; al contrario, il nostro ego, il nostro desiderio di ricevere, ci ha preparati in modo tale che manteniamo una certa distanza dalle correzioni.

Non c’è scelta: dovremo lavorare su questo, spiegarlo e fare uno sforzo; ma in ogni caso, non date la colpa a nessuno. Nessuno lo ha fatto di proposito. La stessa natura del nostro ego, il nostro desiderio di ricevere, ci dispone contro qualsiasi cosa associata alla correzione, forzandoci ad esserne il più lontani possibile.

Vale la pena studiare questo comportamento. Un giovane moderno, che non si preoccupa di niente, all’improvviso sente una paura inspiegabile davanti allo Zohar.

Questa è la natura. Anche se non ha sentito niente riguardo a questo libro, scopre in sé alcuni pregiudizi primitivi, medioevali, come se non fosse più una persona moderna.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06. 2011, lo Zohar)

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Elogia le tue amiche!

Domanda: Devo elogiare la mia amica, della quale sono gelosa? E se è così, da che angolo ed in che modo?

Risposta: Credo di si, perché quando viene dalla realizzazione spirituale, le donne possono avvicinarsi nel capire che è proprio l’unione dei loro desideri ciò di cui si ha bisogno per raggiungere e rivelare il grado successivo, il mondo superiore. Quando questo terzo componente, il prossimo grado superiore, esiste, allora le donne possono essere più vicine tra loro. Questo non può succedere nel livello del nostro mondo, ma può succedere nel grado successivo, nel livello dei mondi superiori.
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(Dalla lezione 2 del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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Una nuova storia su Cappuccetto rosso

Domanda: Cosa succede “dietro le quinte” delle mie azioni quando, durante la lettura del Libro dello Zohar, compio dei ripetuti sforzi per mantenere l’intenzione, ma mi sembra che non servano a niente?

Risposta: Gli sforzi che fai determinano la qualità della tua percezione, della tua sensibilità, e poi arrivi a capire, arrivi alla rivelazione. Tutto è davanti ai tuoi occhi, ma la tua mancanza di sensibilità non ti permette di rivelare il sistema di connessione tra le anime di cui il Libro dello Zohar ti parla. I tuoi sforzi e le tue preghiere costruiscono gli strumenti di percezione dentro di te per farti percepire l’intero quadro.

Domanda: Io provo continuamente a rinnovare la mia intenzione, ma mi sembra di fare gli stessi sforzi e percepire le stesse cose di una settimana fa, è come se niente cambiasse…

Risposta: Supponiamo che io sia in mezzo a dei musicisti. Guardandoli, mi rendo conto di come ascoltino ogni suono e distinguano la combinazione di suoni diversi, e capisco come tutto questo sia per loro importante. Mentre li guardo, imparo a come trattare i suoni. Quindi, come risultato dei miei sforzi, aumento la mia sensibilità ed incomincio a percepirli.

Allora faccio delle domande ai musicisti e loro mi spiegano delle cose, ma io non capisco le loro spiegazioni. “Una quarta” “Una quinta”, “glissando”, “forte” – queste parole non mi dicono niente, proprio come la terminologia del Libro dello Zohar che non riesco a decifrare.

Ma io voglio imparare! E questa è la ragione per cui divento un po’ più sensibile e cerco di percepire queste parole. Allora, poiché siamo in un sistema speciale, in base ai miei sforzi, al mio desiderio e alla mia aspirazione, incomincio a sentire. Anche un bambino si sviluppa in questo modo: vuole diventare grande e corre sempre, non sta mai fermo e continua a cercare qualcosa.

Noi domandiamo: come fanno i bambini a guardare lo stesso cartone animato o ad ascoltare la stessa storia per un milione di volte? E’ a noi che sembra un milione di volte, perché noi non ci sviluppiamo più. Ma un bambino vive in quella storia. Se oggi ascolta la storia di Cappuccetto Rosso, gli sembra una storia completamente nuova, non come quella di ieri. Noi lo guardiamo e pensiamo, “Va bene, gli racconterò una storia. Siediti in silenzio, mettiti tranquillo, e goditi il divertimento…” Ma lui ascolta questa storia come se fosse una nuova storia ogni volta! E anche se la sa a memoria, quando la ripete con noi, rivive tutto daccapo. E’ uguale a come dover mangiare oggi anche se si ha già mangiato ieri. Questo è ciò che succede anche a lui!

Perciò, tutto il nostro lavoro consiste nel sviluppare la nostra sensibilità e nell’acquisire nuove qualità di percezione.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2011, Lo Zohar)

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