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Un biglietto aereo per il futuro

Domanda: Qual è il potere dello Zohar se al momento non ne capiamo nulla?

Risposta: Il potere del libro de Il Libro dello Zohar non dipende da quanto noi lo comprendiamo, deriva direttamente dal suo autore, dal livello da cui l’ha scritto, dalla forza della sua tale intenzione per cui leggere questo libro irradia su di noi una Luce speciale e da quanto possiamo usarla. Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la comprensione del libro, non dovete comprendere nulla.

Se devo recarmi in un certo posto, scelgo il mezzo più conveniente e migliore che mi ci porti. Potrebbe essere un treno, un aereo, una macchina, un cammello…Che differenza fa? La cosa più importante è che mi senta bene ed a mio agio.

Il Libro dello Zohar è il migliore, più conveniente, più efficace e più forte mezzo per coloro che desiderano evolversi. Mi viene detto come funziona, del resto non so come funzionano i motori di un aeroplano, mi limito a comprare un biglietto e a volare.

In questo caso avviene la stessa cosa, quando raggiungo la mia destinazione, anche durante il percorso, comincio a capire quello che sta succedendo, ma non prima. Per esempio se volo a New York per la prima volta, so forse com’è? Oppure dov’è? Nulla! Ne ho solo sentito parlare, ma in realtà non so nulla. Uso qualche mezzo di trasporto per recarmici. Credo alle persone che sanno, che ci sono già state, che hanno scoperto ed ottenuto questa possibilità. Io vi entro, raggiungo la mia destinazione e poi capisco: “ Ah ora comprendo…!”

Il principio è lo stesso, non c’è differenza. Anche nel nostro mondo ci comportiamo nello stesso modo quando si tratta di cose corporee e che sono completamente rivelate e che possono essere sentite. Così, perché dovresti aspettarti di trovare nella spiritualità quello che non esiste nemmeno in questo mondo?
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011, Lo Zohar)

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Domande sulle donne e sullo studio

Domanda: Se chiedi a qualcuno che cosa sia l’anima, per la maggior parte dei casi ti risponderà che è qualcosa come una nuvola o qualche forma di energia, tipica della persona (della sua risposta a quanto gli accade intorno). Durante il mio studio ho compreso che l’anima è la qualità di un carattere, che non conosciamo, e che scopriamo solo quando ci uniamo gli uni con gli altri.

Ma una donna non può unirsi. Questo significa che non ha un’anima? Una donna non attira la Luce e quindi non deve studiare Lo studio delle dieci Sefirot o Lo Zohar. Un tempo ci sono state donne profetesse, che differenza c’è tra loro e quelle che predicono il futuro?

Risposta: Attraverso la partecipazione, una donna riceve ogni cosa attraverso un uomo anche quanto non studia la Kabbalah, anche se oggi la Kabbalah non è preclusa a nessuno.

Domanda: Cosa devo fare per scoprire velocemente la successiva parte di me stesso che manca quando mi sento bene ed “a posto” riguardo alla mia vita? Questa mattina ho sentito il bisogno di connettermi e di studiare con altri, però la lezione inizierà soltanto tardi questa notte! Sento come di perdere tempo. Cosa dovrei fare?

Risposta: Leggi Shamati, i Salmi, e una qualunque delle nostre fonti.
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Domande sull’essere un Kabbalista e sulla situazione in Medio Oriente

Domanda: Il Kabbalista è la persona più felice di tutti?

Commento: Senza dubbio, perché sente che il Creatore ha bisogno di lui!

Domanda: Come reinterpretare esattamente questa opinione, questa esplosione di odio, in modo utile?

Risposta: Se ti riferisci in particolare alla mia opinione riguardo all’incitamento delle ribellioni dei paesi del Medio Oriente contro Israele, e come questo tornerà indietro come un boomerang a chi lo ha iniziato, su questo posso semplicemente spiegare la connessione esistente nel mondo e rivelare le conseguenze negative degli atti miopi dei caporioni d’oltremare su se stessi.
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Nessun anello della catena è inutile

Domanda: Devo continuamente preoccuparmi dell’avanzamento spirituale del mondo o devo mantenere la concentrazione sul gruppo?

Risposta: Questo è l’ordine:

  1. Lavoro con gli amici;
    2. Con l’amore degli amici organizzo il gruppo;
    3. Con il gruppo faccio divulgazione;
    4. Attraverso la divulgazione, che aiuta le masse ad avvicinarsi al Creatore, io Gli faccio piacere.

Il gruppo in se stesso non Gli dona piacere, ma Glielo dona la divulgazione alle masse, che apre ad ogni uomo la strada verso di Lui. Non è importante che gli uomini siano distanti e non capiscano ancora dove questa strada li stia conducendo, se le masse si avvicinano al Creatore almeno un pochino, questo Gli arreca felicità. E questo è il punto principale.

Se portiamo una piccola parte del Suo messaggio in Indonesia o in Polinesia, questo Gli dona piacere. E’ lo stesso modo in cui un ospite fa piacere al Padrone di casa prendendo parte al banchetto che è stato preparato per lui.

Quindi, mettiamo in ordine le cose:

Primo: il nostro scopo consiste nel raggiungere l’adesione,  cioè l’equivalenza della forma, la mia dazione, proprio come la dazione che giunge dal Creatore. Io devo raggiungere la dazione, e allora raggiungerò l’adesione con il Creatore. Dazione significa rendere felice il Creatore.

Secondo: Egli è felice quando, grazie a me, il gigantesco desiderio di ricevere che Egli ha creato si avvicina all’adesione. La mia dazione al mondo deve avvicinare di più tutto il mondo al Creatore. Come? Attraverso la divulgazione.

Terzo: per riuscire a farlo devo prima di tutto unirmi ad un gruppo, in modo di avere gli strumenti, una specie di “commando”. Quando sono in un gruppo, allora posso fare divulgazione. Quindi ne consegue che, entrando in un gruppo e con il suo aiuto, dono al mondo, faccio divulgazione, aiuto gli uomini ad avvicinarsi al Creatore, e dunque Gli dono piacere. Nessun anello della catena è inutile.

In passato, la divulgazione non faceva parte della catena. Gli uomini si sedevano in un gruppo di Kabbalisti e conseguivano il Creatore direttamente. Ma oggi questo è impossibile, perché il mondo intero ha bisogno di raggiungere il Creatore. In passato, nelle generazioni precedenti, i Kabbalisti si preparavano solamente ad essere dei mezzi per far avanzare il mondo, e ora tutti gli sforzi sono diretti ad aiutare il mondo. Non c’è altra scelta, e Baal HaSulam lo dice in molti punti: alla fine del testo “Introduzione al Libro dello Zohar“, l’articolo “il Richiamo del Messia”, e altri.

Domanda: La preoccupazione per il mondo è la naturale conseguenza del nostro lavoro nel gruppo? O dobbiamo far crescere l’importanza di ciò che facciamo per l’umanità?

Risposta: Io, il mondo, il Creatore. Noi siamo collegati, e non posso distinguere l’uno dall’altro. L’adesione significa che siamo tutti collegati, non importa in quale misura. La cosa principale è di essere insieme, e non riesco a distinguere tra il gruppo, il mondo e me stesso. Non posso proprio perché se potessi, non lo percepirei, non raggiungerei la rivelazione e non conquisterei il traguardo. Gli anelli di questa catena non esistono separatamente, anche se oggi, a livello inconscio, ci sembrano separati.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011 Gli scritti del Rabash)

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Mi sento bene con gli amici o con gli amici tra i quali risiede il Creatore?

Domanda: Al congresso abbiamo sentito la vita ma adesso le discese mi stanno dipingendo un’immagine completamente differente. Voglio ritornare alla base, alla linea di mezzo, alla quale devo fare affidamento, oppure dovremmo avanzare ciecamente finché non veniamo alla Luce? Abbiamo qualche fonte di supporto?

Risposta: A parte il gruppo, scompaiono tutti gli altri dettagli della percezione, le qualità ed i fondamenti  che all’uomo non forniscono supporto.

Inoltre, scavando nel gruppo, l’uomo vede anche di non poter davvero fare affidamento sulla garanzia mutua degli amici, perché anche loro sono parte delle condizioni che lo portano ad un più grande bisogno di supporto. Gradualmente nel gruppo perde anche un terreno solido, finché le sue ricerche lo portano al bisogno di rivelare il Creatore. Soltanto in Lui l’uomo troverà il vero supporto, la soluzione e la risposta a tutti i suoi problemi, i fallimenti, le domande ed i guai.

Dobbiamo attraversare diverse fasi di questo cammino e cominciamo con ciò che per noi è realistico. L’uomo si ferma sempre nel posto che gli sembra sicuro e quindi, la cosa migliore è quando tutte le speranze gli arrivano attraverso il gruppo dal Creatore, quando capisce che la soluzione, il riempimento e la corretta analisi verranno solo da qui. Tutto il resto sono fasi intermedie.

Per esempio oggi le nostre speranze finiscono con il gruppo: “Noi siamo insieme! Questo è grande! Quanto sono magnifici i miei amici!”. Non scopriamo ancora il bisogno di qualcosa di più grande, non chiediamo ancora che una forza più alta venga rivelata nel gruppo, più della semplice cerchia di amici; ma questo arriverà gradualmente.

Domanda: Baal HaSulam scrive riguardo a quanto sia facile controllare il nostro desiderio con due redini, ovvero piacere e dolore. Allora, perché è così difficoltoso per noi dirigere il nostro desiderio nella direzione spirituale nel gruppo? Di cosa stiamo mancando?

Risposta: Tu non puoi connetterti agli amici. Il tuo piacere risiede nel sopprimere gli altri e conservare il tuo terreno; ma anche gli altri conservano il loro terreno, così come potete unirvi? Invidia, passione ed orgoglio, tutte queste qualità iniziali ci separano gli uni dagli altri.

Tu supponi di poterti unire, ma non penso che sia così. Questo è possibile solo con l’aiuto della Luce che riforma, attraverso un lavoro molto difficile. Questo richiede la forza della Torah, il metodo kabbalistico.

Unendoci, raggiungeremo Malchut dell’Infinito. Non c’è niente a parte l’unità. Unisci gli amici nel gruppo e raggiungerai il mondo dell’Infinito. Tutto inizia e finisce qui.

Voi pensate che sia semplice. Vi state chiedendo perché non stiamo avendo successo, cos’è sbagliato? Ma non può essere altrimenti perché non chiedete che il Creatore dimori tra voi, non vedete neppure di essere incapaci di unirvi per conto vostro e supponete persino di esserne capaci. Non avete ancora rivelato la verità.

Domanda: Allora come possiamo aiutarci a vicenda a farlo?

Risposta: Ci possono essere molte azioni esterne. La domanda è quanto queste azioni incitano l’uomo verso uno sforzo interiore. Questo è il nostro problema, ed allora continuiamo a provarci.

Non abbiamo ancora il bisogno di connetterci, del gruppo, del mondo e del Creatore in un tutt’uno. Dobbiamo rivelare questo bisogno più velocemente, poiché in altro modo spireremo ed il mondo sarà nei guai.

Il Reshimo di Malchut dell’Infinito, il quale viene rivelato nel gruppo, è il risultato di molti sforzi che facciamo e questo lavoro deve essere fatto proprio nel gruppo. È il campo nel quale crescono tutti i frutti, poiché contiene tutto il necessario e i nostri sforzi determinano quanto velocemente saremo capaci di connettere tutto in un insieme. Più velocemente lo facciamo, più facile e piacevole sarà il nostro cammino.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011, “La Libertà”)

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In tutti c’è il punto di unione

Domanda: C’erano un sacco di persone all’ultimo Congresso sull’Arvut che hanno partecipato fisicamente o virtualmente e non si sentiva il punto dell’unione, del quale parli tu e tanti altri. Possiamo dire che il congresso era inutile per loro e non li ha dato nulla?

Risposta: Naturalmente no! Loro sono anche dei co-partecipanti di questo successo e questo si trova dentro di loro, solo che non si è manifestato in modo evidente, personalmente. Questo è simile ai bambini che  vivono con noi in un unico mondo, ma non possono sentire tutto ciò che sentono gli adulti. Se queste persone faranno gli sforzi necessari, sentiranno il punto di unione che è stato realizzato da tutti, con la loro partecipazione. In loro esiste già  in una forma nascosta.

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Dal punto al primo livello spirituale

Domanda: Dopo il Congresso sento un’enorme separazione e repulsione, cosa che non avevo mai sentito prima. Può essere il risultato di non aver lavorato correttamente durante il Congresso?

Risposta: Dopo il tipo di unità e l’ascesa che abbiamo sentito al Congresso, è corretto se l’uomo sente stati quali separazione, repulsione e confusione. La resistenza della nostra natura egoista deve aumentare, e per bilanciarla, abbiamo bisogno di lottare contro questi stati.

Se ci manteniamo nello stesso punto d’unità che abbiamo raggiunto, dopo, in virtù dell’egoismo che gli rimane attaccato, questo punto inizierà a crescere. Abbiamo ricevuto un esempio e dobbiamo vivere nella stessa ispirazione. Conteniamo già lo stato chiamato “unità” che abbiamo raggiunto nel congresso nella forma più chiara e vivida. Io devo conservare questo stato, e cercare di rimanervi ogni momento della mia vita.

In verità inizierò a ricevere disturbi di ogni tipo, ma sono tutti intesi affinché io possa stringermi sempre di più allo stesso punto che ho raggiunto durante il Congresso, e allora questo punto crescerà basandosi su tutti questi disturbi. Entreranno e lo supporteranno con l’aiuto dei miei sforzi, e allora questo punto si espanderà. Così faccio crescere questo punto fino alla misura del primo livello spirituale. Non ho nessun’altra opportunità per crescere nella spiritualità, soltanto con dei disturbi, con l’“aiuto contro di me”.
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(Dalla lezione quotidiana di Kasbbalah del 12.12.2011 Gli scritti di Rabash)

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Non nasconderti dietro lo schermo di un computer

Domanda: Dopo l’unione che abbiamo sentito durante il congresso, l’uomo che studia con noi virtualmente dovrebbe cercarsi un gruppo nel quale inserirsi?

Risposta: Andare a cercare un gruppo non è più come succedeva duecento anni fa, quando l’uomo doveva lasciare la propria casa per andare alla ricerca. Oggigiorno entra in internet e si trova già insieme a noi, nel gruppo comune. Ha già assistito ad un congresso e sa di cosa si tratta.

Dovrebbe cercare un gruppo fisico? Non so se ne ha l’opportunità. Il gruppo più vicino potrebbe trovarsi diverse ore di strada lontano da lui.

Dovrebbe tuttavia cercare di mantenersi in collegamento con gli altri. Alcune volte devi sentire quanto tu non voglia questa connessione. Può darsi che collegandoti virtualmente idealizzi la situazione, pensando di essere già unito a loro completamente, mentre in realtà ti nascondi dietro lo schermo del computer. E allora, smetti di stare dietro il computer e collegati veramente agli altri. Vedi se è possibile.

Ovviamente adesso, dopo l’unificazione avvenuta durante il congresso, iniziamo a sentire confusione, repulsione e separazione, tutti quegli stati che sono opposti all’unità, uno contro l’altro. Questo avviene perché. per poter crescere, dobbiamo avanzare con le due gambe, quindi non sorprenderti se ci troviamo da un momento all’altro in stati opposti. Dobbiamo abituarci al fatto che devono alternarsi e susseguirsi uno con l’altro.

Perciò, se l’uomo non ha una connessione vicina con un gruppo, non attraversa questi stati drammaticamente, in modo veloce e intenso. Tutto questo viene fuori per lui in modo “macchiato”, ciò nonostante deve avere qualche tipo di connessione fisica con gli altri, perché siamo in questo mondo e non possiamo annullarlo completamente, non possiamo trasformarlo in un mondo virtuale. Siamo qui nei nostri corpi e con ogni tipo di connessione tra di noi perché è importante. Acceleriamo il tempo con le connessioni fisiche tra di noi.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011 Gli scritti di Rabash)

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Nascere per non tornare mai più in questo Mondo

Domanda: Cosa possiamo fare per non tornare ancora in questo mondo?

Risposta: Quando mi sforzo di raggiungere una sensazione mutua tra noi, l’unità, l’unione, la solidarietà, la garanzia mutua, quando ognuno dipende da qualcun altro e tutti sentono il desiderio comune nato tra noi, perché un nuovo desiderio comune diventa un Kli spirituale, il desiderio comune di dare, appena lo trovo (esiste già) nasco nel livello spirituale.

Non appena mi ci connetto entro in un nuovo mondo, poiché nel desiderio comune rivelo la Luce che risveglia che vi esiste secondo la legge dell’equivalenza della forma; la Luce dà soltanto, e questo desiderio esiste anche nella dazione. Più amici si connettono a questo desiderio, più lo rinforzano, poi la Luce può essere rivelata maggiormente in un simile desiderio.

Ecco perché nascere significa connettere il nostro desiderio comune che esiste già. Molti lo sentono in questo congresso e quelli che fanno la domanda “Come possiamo nascere?” devono semplicemente trovare questa nuova realtà, il desiderio comune. Questo sentimento rimarrà anche dopo il congresso e si svilupperà in ognuno di noi.

Gli amici andranno a casa, saranno sommersi dai loro problemi, ma ritornerà loro lo stesso sentimento che abbiamo raggiunto al congresso, perché questa realtà è già connessa a loro; e lo scopo di tutta la confusione, le discese e di tutto quello che succede a tutti ci sarà solo per riportarli ancora una volta al sentimento del desiderio comune (il cuore). l’uomo si svilupperà spesso in questo modo: il suo ego crescerà ogni volta ed acquisirà una connessione più grande, con un desiderio comune al di sopra di esso, è simile al modo in cui batte il cuore.

Proprio ora abbiamo bisogno del primo vero contatto tra di noi e chiedo a tutti di trovarlo. Abbiamo il tempo per farlo perché tutto succede in una frazione di secondo. Fate uno sforzo! Sono molto lieto di essere arrivati a questo stato, sento che questo posto è colmo di un unico desiderio comune che è stato creato qui. Connettetevi, vi invita tutti!

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(Dalla 7° lezione del Congresso Mondiale Arvut dell’8 Dicembre 2011)

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Discendere per dei nuovi desideri

Domanda: Se tutto il tempo attraversiamo diverse forme, come possiamo mantenere la stessa aspirazione all’unità con il gruppo e il Creatore?

Risposta: Una discesa tra due livelli adiacenti mi dà una nuova forza di aspirazione. Per esempio, ieri ho mangiato, ma oggi sono di nuovo affamato. Devo aspirare all’unità allo stesso naturale modo.

Mentre sto nel mio livello attuale, sogno quello successivo. Questo è il mio ideale. In questo modo cresco per salire al mio ideale. Quindi come posso ora mantenermi in questo movimento? Ho bisogno di un desiderio che corrisponda alla mia nuova salita, un desiderio che sia due volte più grande di quello precedente. In altre parole, al fine di salire ad un livello superiore, devo perdere due volte tanto.

Mi trasformo continuamente facendo due passi indietro e un grande passo in avanti, ecco perché per me non è abbastanza tornare con il desiderio al livello precedente; ma ho bisogno di sentire una doppia discesa, una doppia perdita. Io posso acquisire questa nuova necessità solo dall’ambiente, e solo allora sarò in grado di crescere fino al livello successivo.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011)