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Una banca per delusioni preziose

Domanda: Durante il congresso ho fatto qualunque sforzo per connettermi agli amici, ma ho fallito. Quando ha incominciato a piovere nel mezzo della notte, ho chiesto al Creatore per quale motivo Egli aprisse il cielo ma non il mio cuore. Forse perché “io non l’ho chiesto”…Quindi, cosa dovremmo fare? Continuare con questi esercizi oppure comprendere che siamo incapaci di connetterci da soli e chiedere aiuto rivolgendoci in alto?

Risposta: Come puoi chiedere aiuto in alto se ancora non sei deluso dei tuoi sforzi? E se invece di deluderti tu riuscissi a connetterti?

Continuerai ad essere deluso in ogni momento; queste delusioni devono prima aprirsi in te nelle forme del tuo vaso rotto. La delusione non ti viene data per torturarti e farti strisciare in ginocchio a piangere il tuo ultimo respiro per ricevere aiuto dal Creatore. Non è questo lo scopo.

È un fatto noto che non puoi farcela da solo, ma devi mettere insieme queste delusioni per scoprire in questa maniera la profondità del tuo desiderio. Esse ti mostrano la profondità del tuo vaso spirituale; per questo non puoi scappare da loro. Il Creatore riunisce tutti i tuoi sforzi e li salva fino al giorno, lo stato speciale, in cui si uniranno in un unico vaso.

È come risparmiare dei soldi in questo mondo, aggiungendo un dollaro alla volta. Nella tua vita spirituale, devi riunire queste delusioni, i tuoi tentativi falliti, e imparare dal modo in cui si aggiungono. Ma devi tenere questo dentro di te, e apparire pieno di forza nel gruppo.

Devi essere talmente meticoloso e metterci tanto impegno nel riunire queste delusioni, come un bambino che mette le monetine in un salvadanaio a forma di porcellino. Più avanti ti daranno il sapore poiché “il beneficio della Luce si raggiunge nell’oscurità”. Raccogli questi momenti scuri, in modo che alla fine si riuniscano in una tale oscurità di tante forme diverse, da permetterti di distinguere la Luce. La Luce in sé non ha una forma – soltanto il vaso che tu hai costruito per essa.
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(Dalla lezione n.4 del Congresso di Arava, 24.02.2012)

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Il posto per il Lavoro è tra i cuori

Domanda: Noi ci troviamo nello stesso stato di una nascita. Una nascita è un’azione concreta che avviene oppure no. Tuttavia, se adesso ponessi questa domanda ai miei amici, riceverei ogni sorta di risposta, come se qui ci fossero diverse sfumature di grigio. È così che dovrebbe essere, oppure è solo una delle due, bianca o nera?

Risposta: C’è un ottimo esempio per questo, l’esodo dall’Egitto. Esso si può riferire ad una singola persona che include tutte queste qualità dentro di sé, dato che tutto il mondo è dentro di lei, oppure, può anche essere visto come l’esodo di molte persone di tutti i tipi, tra cui ci sono uomini e donne, anziani e bambini, neonati, persone legate alla nazione di Israele,  Egiziani, una cosiddetta “moltitudine mista”.

In questa folla, ci sono quelli che sognavano questa fuga da molti anni ed alcuni che seguono i loro parenti. Ci sono bambini e neonati che vengono portati fuori dai loro genitori. Ci sono anziani di cui nessuno si sarebbe occupato se fossero rimasti. Ci sono quelli che hanno visto la folla fuggire e solo allora hanno deciso di unirsi.

Ma ci sono quelli che vanno a capo della folla, che sono determinati a scappare e davanti a tutti loro Mosè guida il cammino. Ovvero, noi vediamo che tra quelli che arrivano al Monte Sinai ci sono tutti i tipi di persone; ed all’interno di una singola persona che raggiunge questo stato della prima unione al di sopra della montagna dell’odio tra sé ed i suoi amici, ci sono anche una moltitudine di desideri e pensieri, dall’elevato punto nel cuore che la conduce come l’antenato, Mosè, fino ai desideri più approssimativi ed inutili.

Alla fine è necessario che tutti loro, così diversi, ognuno confinato all’interno della propria gamma di desideri, di pensieri e di intenzioni, siano pronti per la connessione reciproca nello stesso modo in cui noi, essendo sotto il Machsom, siamo capaci di farlo. Certamente, tutto questo sta succedendo in un mondo di inganni per il fine egoistico, Lo Lishma, ma non ci è richiesto ancora altro.

Bisogna capire che l’approccio spirituale non è per niente difficile, ma molto semplice. Il problema è che noi non siamo diretti alla spiritualità! Io non sono diretto all’unione! Se io fossi capace di restare nell’aspirazione per l’unione per poche ore, l’avrei raggiunta. Tuttavia, non la voglio e trascorro delle ore in tutte le altre cose possibili eccetto la spiritualità, così alla fine, una vita sola non è abbastanza per raggiungerla.

Il problema è che noi continuiamo a dimenticare dove abbiamo bisogno di applicare gli sforzi. Se applichi lo sforzo nel posto corretto, allora non importa se hai pochissima acqua, ma la stai utilizzando per innaffiare un seme piantato nella terra e questo seme butterà fuori dei germogli. Mentre se tu hai molta acqua, ma la versi sulla sabbia del deserto, allora non viene fuori niente da essa.

Ecco perché tutto il problema risiede nella qualità dell’intenzione. Mentre nella quantità, noi la stiamo più che riempiendo, girandoci intorno, facendo qualcosa e restiamo soddisfatti perché abbiamo usato tutta la nostra forza. Tuttavia, se vedessi come è davvero, capiresti che non hai fatto assolutamente niente nel posto giusto. Questa è tutta la questione. Questo è ciò su cui lavoriamo e tutto dipende da questo.

Ognuno è già troppo pieno di conoscenza teorica, di scienza e di articoli. Quello che resta è applicare lo sforzo nel posto giusto, solo tra i cuori ed allora avremo successo. Nel nostro stato oggi, possiamo raggiungere questo nel giro di poche ore in maniera da toccare almeno il vaso spirituale e poi tutto sarà più facile.
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(Dal Congresso di Arava, Lezione 4)

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Il ritorno alla natura

Domanda: Chi dovrebbe insegnare ad un gruppo di donne, un uomo o una donna?

Risposta: Un uomo. Una donna non può essere un’insegnante; può essere la sua assistente e non sempre anche. In ogni caso, l’immagine dell’insegnante, l’immagine dell’istruttore, l’immagine del leader, è dell’uomo.

Domanda: Cosa dovrebbero includere le lezioni pratiche per le donne? Dovrebbero le donne discutere con gli uomini?

Risposta: Trascorrono molto poco tempo a discutere sia gli uomini che loro. Loro studiano questo oggettivamente.

Noi cerchiamo solo di organizzare le lezioni per loro, di limitare i giochi e di unirci agli eventi, per evitare di interferire con la loro parte interiore o di farle sentire forzate o obbligate. Dopotutto, tutto il nostro sistema è integrale, esso è costruito solo sulla consapevolezza. Senza la consapevolezza, una persona non avanza. L’avanzamento dell’uomo o della donna dipende solo dal grado della sua realizzazione del suo stesso desiderio per il movimento interiore ed il cambiamento personale.

Ecco perché le donne cominciano a lavorare dentro gradualmente, solo nella misura della loro comprensione del materiale e non basandosi sul contatto tra loro. Se sono in un gruppo, è solo per discutere il materiale studiato, ma mai da una prospettiva personale, come nel gruppo degli uomini.

Commento: Oggi noi osserviamo un misto di regole e quello di cui stiamo parlando adesso è un ben dimenticato passato.

Risposta: No, il misto moderno di regole è artificiale. Non è naturale, ma imposto e la gente può essere facilmente spogliata di cose fatte da loro oggi. Noi vediamo che tutto quello che si manifesta oggi è superficiale ed esterno. Il fatto che una donna stia diventando maschile nei suoi stati interiori ed esteriori è solo una manifestazione dell’egoismo mutevole.

Io non credo che noi dovremmo continuare a giocare con esso, piuttosto dovremmo invece ritornare alla natura. Se desideriamo avanzare verso l’armonia con la natura, in nessuna circostanza dovremmo andare nella direzione di quello che la nostra società ha fatto con noi.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale #10, del 16.12.2011)

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Particolari caratteristiche della Natura di una Donna

Domanda: Siccome ci sono gruppi di uomini e donne nei corsi dell’educazione integrale, mi piacerebbe chiarire la natura dei gruppi delle donne.

Risposta: Una donna è una creatura molto riservata che percepisce se stessa ed il mondo dentro di sé. Mentre tra gli uomini c’è l’interazione, il supporto, un ambiente amichevole e la buona volontà di sacrificarsi per gli altri, questo, per natura, inizialmente non esiste tra le donne. Ogni femmina, ogni donna, qualsiasi cosa di femminile è progettato per esistere per conto suo, per proteggere i suoi confini, i bambini, la casa, la tana e così via.

Questo è instillato in loro dalla natura ed ecco perché non dobbiamo deformarlo. Noi non abbiamo il diritto di violare la natura della donna; al contrario, dobbiamo svilupparla armoniosamente ed allo stesso tempo integrale le donne le une con le altre. Come puoi realizzare questo?

Può essere fatto creando un gruppo maschile forte che serva da esempio alle donne e le stimoli a supportare il gruppo degli uomini. Il gruppo degli uomini realizza l’importanza dell’influenza del gruppo delle donne e senza l’unione delle donne, esse non saranno capaci di supportare il gruppo degli uomini. La sola volta che le donne si possono identificare e connettere con il gruppo degli uomini è quando esse sono connesse tra loro in un certo grado.

Quando le donne hanno uno scopo comune esterno, possono organizzarsi ed esistere in questo modo come differenti organizzazioni di donne. Invece di integrarsi, ogni donna dovrebbe capire ed affiliarsi allo scopo esterno: “Voi dovete ‘stringervi’ agli uomini, esistere in loro, supportarli, facendolo tra noi”. Il gruppo delle donne può unirsi in questo modo.

Così, le donne esistono intorno al gruppo degli uomini alla maniera di un supporto molto forte, come una parte essenziale dell’esistenza del gruppo degli uomini. Questo tipo di ambiente unito delle donne, che rappresenta un cerchio esterno in relazione al gruppo interno degli uomini, è un’unione molto potente dell’origine maschile e femminile nella natura.

In questo modo queste due comunità integrali interagiscono a vicenda. Gli uomini l’influenzano le donne con la loro unità e queste all’improvviso cominciano a sentirlo; questo comincia ad attrarli e cominciano gradualmente ad interagire ed unirsi per questo fine. Esse perdono la loro naturale individualità tra loro.

Le donne possono unirsi tra loro allo scopo di aiutare gli uomini ad unirsi (in cambio esse riceveranno il potere dell’unità, questo è il loro solo modo di “alimentarsi”). In altre parole, esse perdono completamente la loro individualità naturale e sono capaci di elevarsi al di sopra di se stesse.

Domanda: Come lo realizzi in modo pratico?

Risposta: La realizzazione pratica avviene nei gruppi separati, che noi prepariamo e guidiamo verso lo scopo, studiando materiali corrispondenti ed il metodo dell’educazione integrale. Naturalmente, quando studiano nel gruppo delle donne, queste non si prestano reciproca attenzione, tutte arrivano e partono individualmente. Ci possono essere delle amiche tra loro, ma anche questo alla fine finisce. Questa è la natura delle donne.

Questa è effettivamente un’individualità molto interessante e complicata, un vero egoismo individuale naturale nella sua forma pura ed è bene osservarlo. In altre parole, il mio “Ego” è sempre dentro di me e mai vicino a qualcun altro. E quando succede di essere vicini a qualcun altro, è solo quando siamo capaci di aiutarci a vicenda per qualcosa in una determinata situazione o per sollevare un po’ il nostro stato e non più di questo. Noi capiamo questo come gli psicologi che trattano con la gente.

Ma qui l’influenza del gruppo gioca un grande ruolo. Unendosi e mostrando un esempio, il gruppo degli uomini evoca nelle donne il bisogno di influenzarlo insieme ed allora le donne si uniscono in questa misura. Inoltre, questo avviene contro la loro volontà. Noi vediamo che questa è una legge della natura. In altre parole, un gruppo maschile forte mostra alle donne che l’unità è potere ed essa permette loro di elevarsi al di sopra del loro “Ego” individuale.

Domanda: Come si manifesta questo nella pratica?

Risposta: Esse si possono sentire come un solo insieme femminile unificato. Esse possono cominciare ad abbracciarsi come gli uomini, il che è completamente innaturale per loro. Le donne possono sentire il loro bisogno di essere insieme per evocare l’unità negli uomini, attraverso la quale anche loro raggiungeranno lo stato interiore dell’unità, che non possono ricevere per conto loro. Esse non possono né conquistarla, né ottenerla o comprarla, non c’è altro modo di acquisirla.

Domanda: Le donne e gli uomini hanno dei ruoli leggermente differenti nell’unità integrale?

Risposta: E’ giusto! Questi sono dei ruoli assolutamente differenti!

Noi non facciamo pressione né sulla natura degli uomini, né su quella delle donne. È la loro interazione che gradualmente li porta a differenti forme di integrazione.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale”#10, del 16.12.2011)

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Un Knockout egoista

Domanda: Quando le persone si uniscono per un obiettivo comune in un certo gruppo e qualcuno si rifiuta di giocare il gioco comune, egli deve essere rimosso o costretto a lavorare insieme alla squadra.

Stiamo creando gruppi di educazione integrale, dove la gente fa cose molto importanti: studiano l’integrazione e la mettono in pratica. Ma in alcuni gruppi, ci potrebbe essere una persona che non solo si rifiuta di giocare a questo gioco, ma per alcuni motivi disturba o addirittura distrugge il processo.

Risposta: Riuniamo persone in gruppi di un certo tipo. Ci sono persone per le quali è difficile accettare il metodo integrale e l’unificazione e di capire che la Comunità è il luogo dove noi riveliamo il prossimo livello della nostra esistenza sopra il corpo materiale: un desiderio comune, pensieri comuni.

Dobbiamo mettere queste persone in gruppi distinti, dove dobbiamo “pompare” tutta questa conoscenza in loro in mesi o forse anche anni. Con molta attenzione, noi applichiamo i metodi di istruzione, mostrando la necessità di unione utilizzando esempi di animali, persone, strutture sociali, società e così via, fino a che essi iniziano a sentire che ciò si applica a loro.

Queste persone hanno bisogno di tempo. Essi non devono essere pressati o espulsi dal gioco perché tutta l’umanità deve svilupparsi fino a questo punto. Se hanno un desiderio per qualcosa (queste persone solitamente gravitano verso la comprensione verso la sistematizzazione delle conoscenze), hanno bisogno di avere la possibilità di “cucinarlo”, fino a che molto gradualmente la società intorno a loro, e col tempo anche il materiale, li influenzerà. Non c’è nient’altro che si possa fare. La pratica dimostra che a volte il risultato può venire solo dopo diversi anni.

Queste persone studiano, scrivono, parlano di integrazione, fanno lezioni e organizzano gruppi, ma la loro natura è in un profondo stato di knockout egoista ed essi non capiscono che sono in questo.

Domanda: Come si può proporre a una tale persona di trasferirsi in un gruppo diverso? E chi lo farà?

Risposta: Dobbiamo ordinare all’inizio le persone così come riteniamo necessario. Penso anche che potete mettere insieme i vostri gruppi psicologici secondo determinati criteri. Non può essere fatto in altro modo, altrimenti i partecipanti possono disturbare l’uno all’altro. E noi vogliamo che tutti abbiano successo. I gruppi vengono ordinati secondo una certa somiglianza tra di loro. Noi usiamo qui lo stesso criterio di somiglianza.
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(Dal discorso sull’educazione integrale N. 11, 16.12.2012)

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Date storiche

Domanda: Ci potrebbe dare alcune date storiche per un migliore orientamento nella storia della Kabbalah?

Risposta: Adamo: 5772 anni fa, o 5772-2012 = 3760 AC – la data della sua rivelazione del Mondo Superiore. La cronologia ebraica inizia da questo punto.

Dovrebbe prendere 6000 perché tutte le persone rivelino il mondo superiore, cioè, tutta l’umanità rivelerà il mondo superiore nei rimanenti 6000-5772=228 anni.

Date addizionali:

1392 – 1272 AC: Mosè

    1312 AC: Monte Sinai – La rivelazione del Creatore

1354 – 1244 AC: Giosuè

1244 – 889 AC: I più vecchi

889 – 352: AC: I Profeti

352 – 312: AC: I Membri della Grande Assemblea

   1 – 2 DC: Rabbi Akiva

       Secondo secolo: Rabbi Shimon Bar Yochai , autore dello Zohar

    312 AC – 218 DC:  I progettatori della Mishnah

 218 – 636 DC:  I progettatori del Talmud

636 – 1140 DC: Gaon

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Il Gruppo un amplificatore al contrario

Domanda: E’ abbastanza chiaro alle persone, in un sistema educativo regolare, dove devono fare degli sforzi. Per esempio uno studente cerca di prestare attenzione durante le lezioni, prende appunti, fa i compiti compie molto lavoro intellettuale volontario, e sacrifica il resto. Quando una persona cresce, fa la stessa cosa. Lavora invece che divertirsi. Questi sforzi sono comprensibili, Cosa sono gli sforzi integrali sopra l’egoismo? C’è un luogo degli sforzi della volontà?

Risposta: In generale, non dovrebbe essercene alcuno. Quando una persona si colloca secondo una relazione corretta verso il gruppo e l’ambiente sta sistemando la situazione in modo da ricevere un’influenza corretta. Allora proprio quest’interazione lavora in modo che una persona cambi volontariamente, senza nemmeno accorgersene, egli compie degli sforzi volitivi propri moto limitati per richiamare l’influenza positiva del gruppo.

Infatti, se faccio pochi sforzi nel gruppo, ed il gruppo, che è fatto in una maniera speciale, reagisce nel modo corretto, allora questo allestimento corretto del gruppo organizza e forma una forza che mi influenza. La reazione del gruppo alla mia richiesta mi modifica immediatamente ed in modo corretto.

Quando compio un piccolo sforzo e faccio una piccola richiesta che il gruppo mi cambi, ricevo un impulso migliaia di volte più grande, e cambio. In altre parole, il gruppo è uno speciale amplificatore al contrario che mi restituisce un tal grado di connessione al punto di forzarmi a cambiare.
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(Da un “discorso sull’educazione Integrale” #10, 16.12.2011)

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Il gruppo è la potenza

Domanda: Durante il processo dell’interazione integrale, una persona deve sentire la tensione tra il suo egoismo e il lavoro sulla crescita nella collettività “noi”. Dalla mia esperienza in psicoterapia, so che a volte le persone non sono in grado di gestire questa tensione, sbattono la porta e scappano, mentre coloro che riescono a gestirlo avanzano. Quanto importante è la pazienza in questo processo?

Risposta: Ciò che occorre qui è il sostegno dell’ambiente che deve dare alla persona la comprensione che non c’è altra soluzione — e questo tragitto può essere completato. E incontrando la resistenza significa che egli non è collegato con l’ambiente che lo sostiene e che trasforma i suoi sforzi in un’esistenza semplice, dandogli la sensazione che non c’è nulla da temere e tutto è molto agevole e semplice quando si fa collettivamente nel gruppo. Ma quando si tenta di farlo da soli, questo dà luogo a forze che ti espellono. In natura tutto è diretto verso l’unità.

Evidentemente, nel vostro studio di psicoterapia vi manca l’elemento di supporto del gruppo, l’influenza del gruppo su una persona. Sappiamo fin quanto i gruppi di perdita di peso, alcolisti anonimi, drogati e tossicomani anonimi e altri gruppi siano potenti.
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(Tratto da un discorso sull’educazione integrale N.9, 15.12.2011)

Domande sulla connessione con la società e visitando il Sud Africa

Domanda: Io sento che tutti i sistemi della società e il mondo sono corrotti, e partecipandovi, diventiamo i suoi partner. Potrebbe la nostra connessione con la società, coinvolgerci involontariamente in questi sistemi e interferire con la nostra correzione, che noi dobbiamo realizzare? I gruppi Kabbalisti del passato vivevano separati dai sistemi corrotti della società? Non dovremmo vivere separatamente come una Società di correzione? Oppure sarebbe una regressione e dividerebbe le connessioni?

Risposta: Possiamo correggere noi stessi solamente aiutando gli altri! La corruzione nel mondo è stata messa per essere sentita da noi, per essere consapevoli e trovare il modo di correggerla. Correzione significa portare le persone a un singolo sistema integrale; leggete ciò che scrive Baal HaSulam al riguardo.

Domanda: Di che cosa c’è bisogno perché lei visiti il Sud Africa nel prossimo futuro?

Risposta: Di questo ho bisogno: di un gruppo che mi aspetta, studenti e molte persone pronte per sentirmi. Se avete questo, io sono pronto!
[71112]

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Incoraggiamento che da energia

Domanda: Abbiamo discusso quanto sia importante introdurre segnali integrali di distinzione e premi.

Risposta: Dobbiamo prendere in considerazione l’incoraggiamento, ma non l’incoraggiamento corporale. L’incoraggiamento dovrebbe essere diversi segnali di distinzione, incentivi, certificati, diplomi o qualsiasi altra cosa che dia alle persone il desiderio di continuare ad ascendere e raggiungere lo scopo.

Questo marca anche un certo grado che ha compiuto. È infatti molto difficile definire se stessi riguardo agli altri in un movimento integrale perché la persona fa costantemente il lavoro interiore di correggere se stessa e in includersi in un singolo organismo.

È molto buono essere incoraggiati dalla società. Quando l’incoraggiamento viene dalla moglie o dai figli, la persona sente una grande forza per essere valutato e rispettato dai propri familiari.

Domanda: Che cosa intende con incoraggiamento “non corporale”?

Risposta: Mi riferisco a ricompense non-corporali, non soldi ma segnali di distinzione. Non ci può essere un altro tipo di incoraggiamento qui. Per esempio, un istruttore che finisce bene il suo corso potrà ricevere un distintivo e un certo rango, forse spalline o qualcosa di simile.

Domanda: Lei ha detto spalline ed ho subito pensato alle forze armate. Le persone investono grandi sforzi per bandee senza significato. Possiamo introdurre la stessa cosa?

Risposta: Si, assolutamente, qualsiasi incentivo. Ciò che conta è il traguardo. Quando una persona lotta per arrivare al traguardo, non s’interessa delle bande una volta raggiunto lo scopo, perché lo scopo è ciò che li interessa. Tuttavia, adesso dobbiamo incoraggiare le persone come a dei bambini piccoli perché vogliamo che raggiungano il traguardo.

Domanda: Può essere anche un posto d’onore come nell’Unione Sovietica?

Risposta: Senz’altro, a proposito, il sistema Sovietico aveva una disposizione molto corretta, ma una realizzazione incorretta. È per questo motivo che tutto è fallito. Se tutto si fosse basato sull’educazione, educazione vera e reale, al posto della repressione quando le persone dovevano unirsi, portati nelle Kolkhoses e posti del genere, forse avrebbero avuto successo allora. Adesso è una necessità, allora era un’opportunità.

Domanda: Allora tutto aveva uno scopo?

Risposta: Assolutamente, le persone avevano uno scopo. Prima di tutto, c’era una certa uguaglianza. C’era una cultura comune. C’erano alcune idee false, ma anche degli ideali. Le persone erano cresciute in una maniera completamente diversa. Nonostante la difformità e la bruttezza con la quale le cose erano imposte alle persone, la teoria era corretta e integrale.
[70990]

(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale” n.9, 15.12.2011)

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