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Un grande più sopra piccoli meno individuali

Domanda: Come posso verificare se il mio lavoro è reale?

Risposta: Il lavoro reale è quando uso l’ambiente, il gruppo, più che posso, volendo scoprire il nostro forte legame reciproco. Devo scoprire un buon atteggiamento onesto da parte del gruppo verso di me e accettarlo come l’atteggiamento del Creatore verso di me, che si è rivestito nel gruppo. Da parte mia, devo esprimere lo stesso atteggiamento verso il gruppo: onesto, caldo, e buono in perfetta connessione secondo il mio livello.

Non vi è nessun altro luogo in cui possiamo incontrare e soddisfare le relazioni tra di noi, tranne che il gruppo. Un gruppo non significa stabilire connessioni personali con tutti, ma trattare tutti allo stesso modo, al fine di voler scoprire il Creatore nella connessione tra di noi.

Siamo tutti diversi e ognuno porta con sé la sua unicità e le sue differenze, tutte le sue lamentele e i suoi problemi, e tutti gli stati negativi che attraversa. Arriviamo al gruppo con tutte queste differenze, con i nostri aspetti negativi (-), ma lavoriamo in modo opposto al fine che tutto si trasformerà in un segno più (+). Tutti i nostri più si collegano in un unico grande “più”, e così costruiamo il Creatore dal momento che questo più è stato creato sopra i nostri aspetti negativi.

Nel meno raggiungo la mia indipendenza e rimango me stesso, il “sé” non viene cancellato. Nel nostro più si arriva ad un “vuoto” in quanto è lì che una persona vuole dissolversi e scomparire nel gruppo. Così passiamo attraverso un cambiamento completo: da un capo all’altro e includiamo le due forze dentro di noi. Quello che abbiamo si chiama “ragione”, ma sopra questo vi è “la fede”, che è “l’al di sopra della ragione.” Questo significa che abbiamo sempre preferito la dazione ponendola al di sopra della ricezione.

Questo è tutto il nostro lavoro che può essere adempiuto solo nel gruppo. La distanza (Δ) tra il “sé” e il “vuoto” determina sempre l’altezza del mio livello in cui sento la mia Luce di NRNHY.
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(Dalla 1 ° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.02.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Vi sto ascoltando, al di sopra!

Domanda: Noi dobbiamo desiderare i cambiamenti che il Creatore ci invia lungo il cammino spirituale. Ma dato che questi cambiamenti implicano dei sentimenti spiacevoli, come possiamo riuscire a desiderarli?

Risposta: Quando le orecchie di una persona si intasano, essa deve ascoltare con più attenzione, “Qualcuno ha detto qualcosa? Ho capito bene?”. Questo è lo sforzo interiore per sentire chi si rivolge a te.

Dobbiamo sentire la stessa cosa per il Creatore. Ogni minuto accade qualcosa: qualcuno mi guarda, qualcuno mi parla, qualcosa accade nel mondo; dentro di me, ho diversi pensieri, diversi desideri, diversi problemi… Tutto questo non è altro che il linguaggio del Creatore. È Lui a mandarmi questi messaggi.

Prendiamo un determinato oggetto, ad esempio, che viene morso su tutti i lati da particelle nell’aria, da atomi. Anche io sono costantemente sotto l’influenza del Creatore. Devo solo aumentare la mia sensibilità, e poi attraverso la mia “pelle” inizierò effettivamente a scoprire Lui, decifrerò la Sua “conversazione” e capirò come e cosa fa.

Si tratta solo della mia sensibilità interiore. Anche se sono stanco di prestare eterna attenzione a tutto ciò che accade, devo chiedere tale sensibilità. Essa arriva grazie ai reciproci esercizi che faccio con gli amici, e con il loro aiuto, scopro che in ogni momento mi vengono date diverse opportunità di avere una finestra di dialogo con il Creatore. Se non le perdo, allora non c’è spazio per i pensieri, tutto si trasforma in sensazioni, e i sentimenti non vanno avanti e indietro tra di noi, ma piuttosto diventano sentimenti comuni…

Dobbiamo applicare qui una psicologia semplice, diretta, e meno “contabile” possibile: alla fine è il Creatore che si rivolge a me attraverso diverse “vesti”.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di kabbalah del 13.03.2013, Introduzione al Libro dello Zohar)

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L’approccio integrale non elimina la responsabilità

Domanda: Una persona in una società integrale può assumersi la responsabilità per i reati?

Risposta: Certo, perché questa società non è ancora completamente corretta, al suo interno si trovano degli egoisti, non degli angeli.

Una persona si giudica dalle sue azioni e se gli atti sono cattivi, allora si deve attivare un nuovo sistema, al fine di correggerlo.

Riconoscendo l’approccio integrale, vi è una responsabilità ancora maggiore verso gli altri, e attraverso l’attuazione e l’osservazione, si sente che lui guadagna moralmente e forse anche materialmente. Ma è un dovere!

Vorrei dire solo una cosa: si deve sempre trovare la giusta combinazione tra l’introduzione di nuove leggi e educazione, sensibilizzazione. Abbiamo costantemente bisogno di esaminare in quale misura le persone diventano più consapevoli della loro reciproca dipendenza, la connessione reciproca di completezza, e come utilizzare i sistemi in modo efficace in modo che darà più serietà a questo. Si ha la necessità di utilizzare sistemi di istruzione più gravi, ma senza pressione.
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(Da Kab.TV “Segreti Professionali”)

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Tutto viene misurato accuratamente

Domanda: Come possiamo cambiare il nostro atteggiamento negativo verso la realtà se è così che la percepiamo?

Risposta: Questa sensazione negativa ci viene data apposta. Tutto viene misurato accuratamente secondo le relazioni che ci sono tra la Luce ed i vasi. Il Creatore lo misura in base all’essere creato nel sistema frantumato in modo che ci possiamo sforzare al fine di correggerci e così conseguire la dazione. Allora, percepiremo il positivo stato corretto.

Se adesso non avessimo delle sensazioni negative, non percepiremmo mai lo stato in cui ci troviamo. I nostri vasi di percezione sono vasi di valutazione: io percepisco solamente solo ciò che valuto come positivo o negativo.

Se vedo qualcosa, allora si tratta di un segno che è importante per me: posso amare questa cosa oppure averne paura, posso volermi avvicinare oppure allontanarmi. Percepisco solamente ciò di cui mi preoccupo. La qualità della dazione non ci interessa affatto, e di conseguenza non la troviamo nel nostro mondo, e ci troviamo tutti solamente nella qualità della ricezione.

Ma se, in base al programma della natura, dobbiamo conseguire la qualità della dazione, allora ci viene data l’opportunità di arrivarci partendo dalla qualità della ricezione, ovvero partendo dalla qualità corrotta opposta alla dazione. Questo è ciò che viene chiamato “frantumazione”. C’è stato un programma che ha funzionato bene ma poi si è inceppato. Ora dobbiamo imparare come muoverci dallo stato corrotto verso quello corretto.

In questo modo impareremo i programma stesso, così da viverci come degli angeli. Quando correggerò il programma e vedrò tutto il male e le corruzioni che ci sono in esso, comprendendo come potrebbe essere bello se funzionasse in modo corretto nel sistema, nella sua forma opposta, allora scoprirò la precisa essenza del sistema, il programmatore del programma, ed arriverò a conoscere i Suoi pensieri per gli esseri creati, che viene chiamato “il pensiero della creazione”. Io sono attivamente incorporato in questo programma ed acquisisco la natura del Creatore che si è rivestita in me. Egli incomincia ad agire in me, costringendo i miei muscoli, le mie ossa, ed il mio cervello a muoversi. Allo stesso tempo, percepisco che è il Creatore che mi ha rivestito, non qualche forza sconosciuta.

Prima funzionavo in base al mio ego, ma non me ne rendevo conto. Poi c’è stata una divisione interiore quando ho scoperto che l’ego mi faceva agire, a questo punto ci sono due parti: io e l’ego con una disparità tra di esse. Poi ho voluto che fosse la qualità della dazione a farmi agire invece dell’ego. Allora, nella qualità della dazione, ho percepito la radice superiore che ha creato sia l’ego che la forza positiva, ed in questo modo raggiungo l’adesione.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.03.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Come riempire il vuoto?

Domanda: Sarebbe utile per gli uomini d’affari cambiare adesso la loro direzione, diversificare e rivolgersi ad alcuni tipi di produzione essenziale?

Risposta: Nel nuovo sistema integrale, gli affari non necessari, le professioni inutili, ed i lavori inutili saranno automaticamente scartati. Dopo tutto, ci stiamo avvicinando a questo e alla fine delle cose, l’umanità produrrà solo beni alimentari, prodotti e servizi di prima necessità.

Domanda: Il risultato è che il commercio così come la conosciamo e l’intermediazione scompariranno?

Risposta: No, rimarranno. Ci sono numerosi collegamenti nel commercio e nei servizi di intermediazione. Ma negli stessi servizi commerciali e di intermediario vi è un insieme di contatti completamente inutili, aziende e industrie che riempiono nicchie artificiali. Come risultato dello sviluppo integrale, tutto questo scomparirà gradualmente come già evidenziato dall’aumento del tasso di disoccupazione.

La gente comincia a chiedere maggiore rispetto, invece di acquistare sempre di più. Diventerà sempre più rivelato all’uomo che il livello di consumo non supera il consumo razionale. Ho bisogno di nutrire il mio “animale”, per mantenere il mio corpo, i miei figli, la famiglia e i parenti. Questo è essenziale, ma questo è il livello animale del nostro stato.

E oggi è già stato scoperto un nuovo livello nel quale io ho bisogno di ricevere riempimento non dall’acquistare una macchina migliore dei miei vicini di casa, ecc. Improvvisamente comincio a sentire dentro di me un tale vuoto che posso riempire solo con uno stretto contatto con la comunità, attraverso la reciproca integrazione in una connessione comune.

I sentimenti di fiducia, sicurezza, calore, generosità e gentilezza sono ciò che manca oggi nella società. Ma nel frattempo non sono a conoscenza di esso. Lo vediamo in base ai programmi che vengono trasmessi in TV, in base a come i media raggirano le persone, ecc. Ma ancora, è vero, perché è necessario che le persone comprendano il più rapidamente possibile in che tipo di mondo vivono.
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(Da Kab.TV “Segreti Professionali” 03.02.2013)

DaI mondo stanno scomparendo i sorrisi

Domanda: Ho un business in crescita, una catena di negozi di scarpe. Io non cerco di risparmiare sulla formazione dei dipendenti, perché è molto importante per costruire le relazioni con i clienti. Ma finora, nessun formatore può aiutarmi ad insegnare alla maggior parte del personale solamente come sorridere. Cosa posso fare? Come posso insegnare a sorridere, essere gentile, e orientati verso il cliente?

Risposta: Circa 30 anni fa sono venuto in America per la prima volta, e sono rimasto sorpreso dal vedere il sorriso su ogni volto, ma nella maggior parte dei casi artificiale. Ma negli ultimi anni, tutto questo se n’è andato. Mi capita spesso di andare lì e vedere che la gente ha smesso di sorridere. L’immagine americana del passato se n’è andata. La gente è stanca, depressa, insicura e inaffidabile all’interno.

Nel mondo, i sorrisi stanno scomparendo. Ciò è dovuto alla crescita dell’egoismo che esige per sé o può non richiedere nulla affatto. Noi non siamo in vena di sorridere. Un sorriso è il risultato di almeno un po’ di energia in eccesso in una persona. E oggi non esiste nel mondo.

Che cosa possiamo fare? Cerchiamo risorse, riserve. E proprio qui l’educazione integrale da’ ad una persona il senso di tutto il sistema, la dipendenza generale, E inevitabilmente diventi più gentile, più felice. La gente non solo comincia a sorridere, ma sente il bisogno dell’altro, di capire che non si può vivere senza di esso e che non c’è esistenza senza di esso! Ci troviamo in un ambiente in cui solo la nostra forza combinata, la mente e il pensiero possono condurci ad un buono stato gentile.

In principio, è realizzato contro la propria volontà a causa della necessità di essere collegati tra loro con legami buoni, e poi vi rendete conto che questa buona interconnessione ha un feeling speciale, un miracolo che è in grado di creare qualcosa.

Dopo tutto, i buoni rapporti non ti tirano solo su, ti guariscono, ti danno una prospettiva diversa sul mondo e sulla vita. Smuovono tutti i problemi intorno a te, il mondo improvvisamente inizia a diventare più liscio, e tutto è stabile e ordinato. La vita diventa più facile e leggera. È per questo che ai dipendenti moderni gli si devono insegnare i buoni rapporti l’uno con l’altro per prima cosa, e poi, all’interno di questi buoni rapporti, sviluppano competenze professionali.
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(Da Kab.TV  “Segreti Professionali” 05.02.2013)

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I tempi passati da molto

Domanda: Supponiamo di avere due personalità conflittuali, una capo contabile e un dirigente marketing che si rivolgono al loro direttore in qualità di arbitro. Quali principi egli dovrebbe prendere in considerazione per risolvere il conflitto: gli interessi degli affari, le relazioni personali, o le leggi della natura?

Risposta: Per esempio, io risolverei queste faccende in modo semplice. Chiederei loro di lasciare l’ufficio e di risolvere le loro questioni da soli perché questo non è il modo per risolvere i problemi.

Abbiamo già finito la fase dello sviluppo umano dove era possibile risolvere i problemi al livello del “re-padre” che decideva per gli altri. Nel caso esaminato, il direttore non deciderebbe perché il suo pensiero non è integrale, e dunque non funzionerebbe.
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(Da Kab.TV “Segreti Professionali” 08.02.2013)

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La coppia: Amici

Domanda: In che modo il mondo degli affari ha bisogno di essere collegato alla famiglia basata sulle leggi della totalità della natura?

Risposta: Al momento siamo in una tale situazione in cui le masse non sono ancora inserite nell’educazione integrale. Dunque, nel frattempo, è difficile per noi parlare di questo progetto. Tuttavia, immaginiamo che domani durante la pausa pomeridiana, portassimo un po’ di lavoro al laboratorio dove sono presenti alcune coppie sposate. Esse condividono delle idee su come risolvere vari problemi e si aiutavano a vicenda a risolvere i problemi che hanno davanti.

La questione è che ci sono delle cose che, in linea di principio, non possiamo cambiare in noi stessi, ma possiamo cambiare il nostro atteggiamento verso queste cose. Chiediamo ai partecipanti alla discussione di cambiare il loro approccio, di essere più tolleranti, comprensivi, compassionevoli, collaborativi, e così via.

Questo è il primo obbiettivo che dobbiamo conseguire nei lavori familiari di gruppo. Attraverso la discussione insieme di tutte le questioni possibili, gli uomini incominciano a capire che questo genere di problemi esistono per tutti, e questa consapevolezza li calma, riduce l’ardore della passione di metà. Quando vedo che la stessa cosa succede a tutti, allora mi rilasso: “Cosa si può fare? Tutti vivono così”.

Secondariamente, gli uomini si danno a vicenda dei consigli interessanti.

Durante le discussioni, all’improvviso ognuno inizia ad ascoltare ciò che non aveva ascoltato prima. Quando entrambi, il marito e la moglie, si alzano ed esprimono insieme le loro opinioni, allora si crea una connessione più forte tra di loro. Incominciano a sentire la forza di una coppia che affronta tutte le altre. Questo fatto li unisce, dona loro una sensazione molto forte di identificazione! In seguito, diventano qualcosa di completamente diverso.

Dunque, momenti come questi sono molto di aiuto, soprattutto quando i coniugi si alzano. All’inizio, nei lavori di gruppo, è possibile parlare di tutte le cose diverse possibili, tranne che dei problemi che sono particolarmente seri, come la droga o l’adulterio. Per quanto riguarda questo genere di problemi che sono difficili da risolvere, una persona ha bisogno di affrontarli con attenzione e nel tempo. Tuttavia, alla fine, per le coppie è possibile anche trovare la loro soluzione attraverso la connessione nel modo integrale.

I lavori di gruppo integrali cambiano le persone e le avvicina.

Domanda: E’ vantaggioso lavorare con la propria moglie nello stesso posto di lavoro o essere soci al lavoro?

Risposta: Se si tratta del lavoro personale della coppia, allora è vantaggioso.

Per quanto riguarda lavorare nella stessa azienda, quello che succede è che, quando le persone iniziano a prendere parte alla connessione integrale, le loro relazioni personali sono eliminate e soprattutto, le relazioni collettive iniziano ad elevarsi perché hanno uno spazio per le emozioni che è completamente diverso – non è piatto o lineare. Dunque, non vedo alcun problema al riguardo.
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(Da Kab.TV “Segreti Professionali” 08.02.2013)

Quando la luce incontra le Reshimot

Domanda: A volte mi stupiscono i miei stessi pensieri, ma da dove vengono?

Risposta: Dal Creatore.

Domanda: Ma anche quando penso ai miei pensieri, è sempre qualcosa che viene da Lui. Ed allora io nei fatti dove sono?

Risposta: Devo attribuire a Lui ogni cosa, tutto ad una stessa sorgente, alla Luce che si riversa da Sopra e richiama le Reshimot sotto. L’incontro della Luce con le Reshimot è quanto ha creato la realtà in cui sono. Da questo si sviluppa il mio senso della realtà.

Ci sono cinque livelli di sviluppo dentro di me ed io desidero ottenere la sorgente, il mio Creatore, il che significa che ho raggiunto il quinto livello. Poi desidero raggiungere quello di cui sono costituito: la “Luce” e le Reshimot.

In altri termini mi domando riguardo al significato della vita: Da dove viene la vita? A che scopo e come?

Di solito questa domanda arriva per via di sentimenti dolorosi, quando mi sento male. In questo caso i Kabbalisti ci dicono che una persona non può capire e fare nulla da sola. Prima deve raccogliere e costruire un sistema nel quale opererà – sia dalla prospettiva delle Reshimot e sia dalla prospettiva della Luce.

In questo sistema, ci sono io e gli altri, e questo mi permette di evocare le Reshimot e la Luce. Poi inizio ad assomigliare al Creatore, come è detto, “Ti conosceremo per via delle Tue azioni”

Questo sistema è detto un “gruppo“.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 01.03.2013, “La Pace”)

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Equilibrio collettivo

Domanda: Gli uomini hanno delle sensibilità che differiscono. Esiste l’eventualità che qualcuno non riesca ad integrarsi nell’unione che si manifesta durante i workshop?

Risposta: E’ quasi impossibile, perché gli uomini che siedono insieme in cerchio si influenzano a vicenda. E questa è la ragione per cui il più insensibile tra loro acquista gentilezza, tenerezza e sensibilità dagli altri, ed il più sensibile realizza un equilibrio attraverso gli altri. Tutto raggiunge un comune denominatore.

Gli uomini non hanno nulla di personale perché tutto cambia nella collettività. Tu dici che alcuni di loro si sentono così e qualcun altro si sente in modo diverso. Non c’è più “qualcuno” – ogni uomo include tutti gli altri in se stesso.
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(Da Kab TV “Segreti Professionali” 08.02.2013)

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