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Le contrazioni che precedono la nascita di un nuovo mondo

Domanda: Abbiamo raggiunto il punto più basso dal Creatore?

Risposta: Siamo alla porta di casa per sentire il Creatore. Noi possiamo dire dall’osservazione cosa sta succedendo nel mondo e in noi stessi. Ci siamo esercitati abbastanza, abbiamo tenuto un gran numero di congressi, inclusi quelli nel deserto. Noi speriamo che il congresso attuale, la prossima settimana di Pasqua in Israele, così come i nostri sforzi, che sono diretti all’unità e alla connessione mutua, diventeranno l’ultimo tentativo e noi raggiungeremo la rivelazione.

Noi non sappiamo quando accadrà. Accade sempre inaspettatamente. E’ descritto nelle fonti originali. Parlando in generale, siamo di fronte alla porta di casa della rivelazione spirituale. Come regola, questo emerge sempre dall’oscurità. La transizione al prossimo passo avviene sempre in maniera simile all’Esodo dall’Egitto nel mezzo della notte o nella natività di un bambino che viene al mondo dal niente, dall’oscurità.

Speriamo di ricevere la rivelazione qui ed ora. Dobbiamo stare allerta, aspettare, e sperare che questo ci avvenga in ogni minuto delle nostre vite. Anche se non avviene in maniera immediata, le mie comprensioni ed esperienze continuano a dirmi che ciò avverrà sicuramente.

In nessun modo posso firmare per esso o impegnarmi che accada, giacché tutto ciò che succede a noi dipende da tutto il mondo. Ecco perché né io né il più grande Kabbalista del mondo sono in grado di prevedere come e quando accadrà. Siamo pionieri. I precedenti Kabbalisti erano individualisti; hanno rivelato la spiritualità tra di loro, in piccoli gruppi, come i discepoli di Rabbi Shimon, studenti dell’ARI, Ramchal e Baal HaSulam.

Ora, è il nostro turno di passaggio al livello successivo. Non posso prevedere con precisione la data esatta o eventuali condizioni specifiche che ci porteranno alla rivelazione. Tuttavia, siamo alle porte, alla vigilia di entrare in un regno spirituale. Nove mesi di sviluppo intrauterino sono finiti e il lavoro è già iniziato.

Questo è lo stato, ci troviamo in questo momento. Può durare per un po’, in modo simile a come un bambino si muove leggermente avanti e indietro, e la madre sente questi movimenti come contrazioni del parto. Siamo già in questa fase.

Domanda: E’ il punto più basso dal Creatore rispetto all’umanità?

Risposta: E’ il punto più lontano e allo stesso tempo è il più vicino. Dopo tutto, ci deve essere una differenza di potenziale.

Da un lato, “le contrazioni del parto”, enorme tensione ed enormi sforzi, sono inevitabili. Ci si può chiedere, che cosa sta accadendo? Comunque sappiamo dalla vita di tutti i giorni che questo è il modo in cui i bambini sono nati. Tutto andrà bene.

Domanda: Come possiamo percepire la vita di questo punto: individualmente all’interno di ognuno di noi o in gruppo?

Risposta: Non è più un punto. Saremo nati quando ci collegheremo. Il collegamento tra noi sarà una costruzione costituita da dieci parti, le dieci Sefirot – la prima immagine di un bambino che nascerà. Questa costruzione di dieci parti deve avere una certa struttura: una tensione interna ed un potere enorme che collega insieme tutti i desideri antagonisti ed egoisti. Un’unità degli opposti completi crea una “tensione”, dove la Luce superiore diventa rivelata.

E’ una legge della fisica, una tensione molecolare superficiale, nient’altro che questo! Osserviamo le stesse cose in ogni cosa attorno a noi: in natura, nelle tecnologie. Ogni fenomeno naturale è costruito da opposti.
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(Dal Congresso Europeo del 22.03.13, Lezione 1)

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L’ equilibrio curerà tutto

Domanda: Oggi, la medicina moderna non si basa sul rispetto della natura. La medicina alternativa, come la medicina cinese o l’omeopatia, si basa sull’osservazione della natura, su come creare equilibrio tra l’uomo e la natura. Ma i metodi alternativi trattano solo le malattie accuratamente definite.

Risposta: L’equilibrio curerà tutto. Dobbiamo solo dargli una spinta, oppure dare al corpo un senso di perdita di equilibrio, e questo verrà corretto da se stesso. Dopo tutto, il nostro corpo è sotto una tale influenza degli ambienti inquinati e dei veleni che lo colpiscono, che non rileva uno squilibrio in sé e tra sé e la natura.

Se mettiamo una persona che usa il normale ambiente ecologico nelle nostre condizioni, andrà pazzo a causa del rumore, odori, e degli effetti nocivi dell’ambiente. Inoltre, se gli dai il nostro cibo, egli sarà portato al reparto di terapia intensiva. Ma noi esistiamo normalmente, questo squilibrio in noi è costantemente compensato.

Pertanto, tutti i metodi naturali di trattamento sono molto difficili da applicare, perché funzionano a malapena. Per questo, è necessario essere nell’ambiente adeguato.
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(Da Kab.TV di “La Medicina del Futuro” 7.04.2013)

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A Noi è proibito sbagliare

Domanda: Il momento attuale è molto difficile. Sentiamo la pressione messa su di noi; il Creatore è molto severo con noi. In che modo qui, in Europa, ci possiamo elevare al di sopra di tutte le nostre paure per rispondere adeguatamente a ciò che il Creatore vuole da noi?

Risposta: Il nostro obbiettivo principale è la correzione, l’unità. Anche se non divulghiamo il metodo dell’educazione integrale, la nostra connessione influenzerà comunque il mondo. Apparentemente è come se si diffondesse sotto la terra arrivando ad influenzare tutti.

Tutti inizieranno a parlare di questo. Tutti inizieranno a riflettere e a comprendere poiché il mondo intero è comunque interconnesso. E’ un fatto conosciuto attraverso la ricerca scientifica, e gli uomini già lo percepiscono: Qualcosa a cui penso in un paese del mondo all’improvviso incomincia ad essere scoperto in pensieri ed azioni in un altro paese, e così avanti.

Quindi, per prima cosa in assoluto, abbiamo bisogno dell’unione. Soprattutto, se incominciamo a connetterci al di là dei confini dell’Europa! E nel momento in cui incominceremo a farlo, sentiremo che i rapporti tra le nazioni, inizieranno ad essere completamente diversi. I mezzi di informazione stanno incominciando a presentare le informazioni in un modo sottilmente diverso: in una forma più morbida, reciproca, con la consapevolezza che non c’è altra scelta, e che dobbiamo quindi promuovere dei buoni rapporti tra di noi. Perciò, ci dobbiamo dirigere in questa direzione.

E allora, con la nostra connessione, già divulghiamo il metodo stesso dell’educazione integrale. Non si tratta di una cosa affatto complicata. Non si può immaginare quanto velocemente questo si realizzerà; abbiamo semplicemente bisogno di assumere la giusta forma ed agire; questa è la cosa principale nella saggezza della Kabbalah. Per cui, potete investire delle immense quantità di energia, anni di duro lavoro, spremere da soli tutto quello che è possibile, se questo non si sviluppa nella giusta direzione, deviando un pochino a lato, allora niente ne verrà fuori!

Baal Ha Sulam scrive nel suo libro Shamati, che Israele è chi si sta dirigendo diritto verso il Creatore; la Torà è il sistema che connette gli uomini perché agisce per mettere in pratica la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso“. Vale a dire, se indirizzate voi stessi verso l’amore, verso la connessione tra di voi, direttamente verso il Creatore, allora raggiungerete il Creatore. Ma se distorcete leggermente questo sistema, allora cambierete direzione. L’angolo di variazione può essere molto piccolo ma, avanzando, l’ampiezza, quindi la distanza, cresce.

Perciò, a noi è proibito sbagliare, abbiamo bisogno di correggerci sempre: un pochino e un pochino, come ogni sistema che si segue.

Dobbiamo fare attenzione a questo, e allora non sarà affatto complicato e difficile. Molto velocemente, proprio immediatamente, sentirete la giusta reazione del mondo. Gli uomini incominceranno a trovarvi, a rivolgersi a voi e a chiedere: “Dove state andando adesso?”
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(Dal Congresso Europeo della Germania del 23.03.2013, Lezione 4)

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Una vecchia trappola sui percorsi da fare

Domanda: Il 15 aprile, Israele festeggia il Giorno della Memoria per onorare i soldati caduti e le vittime del terrorismo. Come può una persona affrontare il dolore di una perdita? E, in generale, come si rapporta la scienza della Kabbalah ad un argomento così doloroso?

Risposta: Ho avuto di fronte questa inevitabile questione, che in sostanza è il tentativo di trovare il colpevole. “Chi deve essere incolpato per la mia sensazione di sofferenza?”- chiede una madre inconsolabile, ed insieme a lei, in un modo o nell’altro, tutti gli altri lo chiedono. In conclusione, questa domanda ci porta inequivocabilmente a chi è che può fare la differenza.

Ci sono dei momenti quando quello che succede non può essere cambiato. Per esempio, la natura inanimata, vegetativa ed animata obbedisce alle leggi del proprio sviluppo. Fino a quando un uomo non si è separato dal legame con le scimmie e a partire dal tempo di Adamo non ha avuto la possibilità di determinare i suoi stati in qualcosa, si è sviluppato attraverso una sequenza continua di tribolazioni: i nostri progenitori erano mangiati dagli animali, uccisi dalle malattie, dai disastri naturali, ecc.

In generale, possiamo solamente fare riferimento alla legge generale dell’universo, che indica cosa sta succedendo, come richiesto dallo sviluppo graduale. Si dice: “Non mostrare ad uno sciocco un lavoro fatto a metà”. Anche noi passiamo attraverso questo processo.

Tuttavia, quando abbiamo l’opportunità di determinare i nostri stati nel bene o nel male, è allora necessario comprendere cosa sta succedendo. Ora, in aggiunta al “rullo dello sviluppo” messo in moto dalla Natura, l’uomo ha una specie di aggiunta.

Per esempio, guido una macchina che non è completamente a posto per affrontare una strada dissestata. Una gomma è a terra; i freni funzionano appena; in breve, sono nei pasticci.

E così è anche nella vita: parte dei nostri problemi sono causati dalla natura che ha preparato per noi questo percorso e l’altra parte dipende da noi. Questa è la parte di cui solitamente parliamo. Infatti, niente può essere fatto con la natura; essa guida la creazione dal suo stato primitivo ed egoistico verso quello finale, che è altruistico. E’ una forza potente ed irresistibile che spinge tutto in avanti. E, inoltre, ad ogni stato, l’essere creato ha l’opportunità di facilitare il proprio sviluppo, comprendendo che è inevitabile e desiderabile. L’essere creato è capace di guardare al futuro nel suo stato finale e vedere che non c’è alternativa, che ne vale la pena.

Ci comportiamo nello stesso modo quando facciamo un qualunque duro lavoro. Per esempio, essendomi iscritto all’università, mi sono “procurato” del duro lavoro da fare tutti i giorni per quattro o sei anni, sapendo che non ci sono alternative. Inoltre, continuerò a studiare anche in seguito perché non voglio rimanere un ingegnere per tutta la mia vita. Sebbene, lungo la strada, incontrerò delle cose che non mi piaceranno e soffrirò per gli ostacoli che non dipendono da me, che si tratti degli esami o dei compiti che mi sembrano senza senso e che odio, guarderò avanti e capirò che devo passare attraverso tutto questo.

Infatti, tutti gli intelligentoni sopra di me hanno deciso che ho bisogno di tutto questo, se non altro per allargare i miei orizzonti in modo da non avere delle vedute ristrette.

Nella Kabbalah, sappiamo che parliamo di un programma completo e perfetto, che prevede tutte le sfumature. Ci vengono mandati i passi necessari e li compiamo nella via di “mezzo”, senza una serie infinita di terribili sofferenze, e senza passare per una “valle incantata”, sopra la quale suonano le melodie delle sfere celesti.

Non possiamo percorrere il cammino più facile e più corto; però, naturalmente, non siamo interessati al cammino della sofferenza con i suoi incubi ad ogni angolo. Dunque, in qualche modo ci costruiamo la nostra strada nel mezzo, in base a quanto viene detto nella Torà. Ovviamente, a causa della nostra natura, dobbiamo stare in equilibrio tra due forze – negativa e positiva – combinando le proprietà del “giudizio” e della “misericordia”, avendo il timore e, nello stesso tempo, valorizzando ciò che riceviamo.

E, ripeto, ci sono periodi di sviluppo differenti. Talvolta, abbiamo l’opportunità di farcela nel cammino piacevole dell’unione, raggiungendo facilmente e comodamente un risultato intermedio. Ma succede anche che ci troviamo davanti delle difficoltà insormontabili; non riusciamo ad unirci, e allora quello che succede succede. Questo vale per tutte le guerre che abbiamo combattuto dal momento della rinascita dello stato di Israele e anche prima, compreso l’Olocausto.

E, naturalmente, tutto questo lo avremmo potuto correggere ed evitare in anticipo ma, sfortunatamente, non abbiamo realizzato le correzioni. Non solo Baal HaSulam ma anche altri Kabbalisti ne scrivono e ne fanno cenno, ma in un certo senso preferiscono non addentrarsi in questo argomento. Infatti, cosa possono dire agli uomini? Questo argomento è così doloroso che delle spiegazioni dirette non farebbero che provocare del rifiuto. Un uomo dovrebbe giungere da solo alla conclusione che tutto dipende da noi. Degli studi corretti sono necessari, basati sulle scoperte che saranno fatte dallo studente e non dall’insegnante…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.04.2013 “La Nazione di Israele” (Il giorno dell’indipendenza in Israele)

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Estinguere insieme tutti i problemi

Domanda: In una comunità di donne, a volte, vengono a mancare l’accoglienza e il sostegno reciproco, e di conseguenza, i rapporti tra loro non sono sempre gentili. Che cosa possiamo fare?

Risposta: Prima di tutto, per le donne questo è naturale. Esiste tra di loro una naturale competizione, a differenza della concorrenza artificiale che esiste fra gli uomini. Per gli uomini deve esserci qualche motivo specifico per iniziare a competere tra loro. Mentre per le donne non è così, il conflitto tra loro è dettato dalla natura, e quindi dobbiamo calmarle costantemente.

Dentro di noi, degli uomini, le donne spengono i problemi connessi allo spostamento in avanti. Mentre all’interno delle donne dobbiamo spegnere i problemi connessi con il tornare indietro, perché quando tra loro nascono vari battibecchi, significa muoversi all’indietro. I conflitti tra gli uomini di solito avvengono a causa di oscillazioni causate dall’influenza della Luce, dalla sensazione dell’avanzamento spirituale in cui l’influenza superiore si scontra con il nostro egoismo, ma non perché essi sono uno contro l’altro. I conflitti delle donne derivano dalle loro interazioni a livello corporeo. Così, noi, gli uomini, dobbiamo aiutarle in questo, mentre loro devono aiutare gli uomini.
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(Dalla lezione virtuale del 07.04.2013)

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“Uno dovrebbe sempre vendere le travi della sua casa”

Uno dovrebbe vendere sempre le travi della sua casa e mettere le scarpe ai piedi” (Shabbat, 129).

Domanda: In senso spirituale, che cosa significa “vendere le travi della sua casa”?

Risposta: “Le travi della sua casa” sono tutti i pensieri, i desideri, e tutto il mio atteggiamento verso la vita, che mi obbligano a preoccuparmi di me e mi impediscono di unirmi agli amici. Per costruire un’immagine generale, un unico sistema, devo vendere questa “casa” che mi è tanto cara.

Ma neppure questo basta. Devo comprare delle scarpe da mettere ai piedi, il che significa che ho bisogno di una forza difensiva che mi tiene nei suoi settori. Non è sufficiente annullare la mia opinione e abbassare la testa davanti al gruppo, che è chiamato “vendere le travi della sua casa.” Ho anche bisogno di ricevere le forze che mi permettono di restare attaccato agli amici al di sopra di tutti i pensieri che sono evocati in me.

Questo significa che non è sufficiente annullare me stesso, ma che ho bisogno di una forza supplementare che mi leghi al gruppo. Questo è chiamato un “patto” o “scarpe ai suoi piedi (raglan),” in modo da non “spiare” (in ebraico, meragel, ha la stessa radice della parola piedi) a beneficio del mio ego.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.04.2013, Scritti di Rabash)

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Kabbalisti di tutte le nazioni uniti!

Domanda: Cosa dovremmo fare realmente durante la lezione al fine di cambiare i nostri attributi interiori?

Risposta: Prima della lezione, coloro che stanno in posti differenti attorno al mondo, dovrebbero connettersi l’uno all’altro allorché noi potessimo stare insieme durante la lezione e tentare di assorbirla nel nostro vaso collettivo. Questo perché molte persone attendono queste lezioni e noi dobbiamo combinare i desideri al nostro interno per il cambiamento, per il nostro stato superiore dove siamo tutti incorporati l’uno all’altro, dove siamo un tutt’uno, un’anima.

Baal Ha Sulam ci scrive che solo un’anima è stata creata, il mondo di Ein sof (Infinito), e ci è gradualmente rivelata in 125 gradini, prima in scala minore e successivamente in scala crescente. Quindi dobbiamo immaginare lo stato in cui entriamo. Noi ci entriamo in accordo al livello della nostra mutua connessione, e nella misura in cui siamo riempiti con la Luce superiore e cominciamo a sentire il mondo dell’Infinito. Noi dobbiamo sentire tutto questo nel mondo spirituale ed esistervi in questo.
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(Dalla Lezione Virtuale del 17.03.2013)

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In prima linea sul palcoscenico della storia

Domanda: Se non c’è alcun desiderio per la spiritualità, come lo possiamo risvegliare?

Risposta: Ci troviamo in uno stato in cui o ci risvegliamo da soli verso il progresso spirituale o sarà l’avanzamento a risvegliarci. Nel corso della storia, dal Big Bang che ha dato inizio all’universo fino ad oggi, ci siamo sviluppati attraverso la forza della natura che ci ha spinti in avanti per mezzo della sofferenza. Questo è ciò che viene chiamato evoluzione. Ogni volta, non avendo scelta, abbiamo abbandonato lo stato in cui ci trovavamo e ci siamo spostati nello stato successivo che sembrava migliore. Ci siamo sviluppati in uno stato migliore fino quando non abbiamo incominciato a sentire che non era più così buono e ci siamo spostati nello stato successivo che sembrava ancora migliore.

A meno che sentiamo che lo stato in cui ci troviamo sia insopportabile, non lo abbandoneremo poiché il nostro ego cerca l’immobilità. Perché dovrei cambiare qualcosa se mi sento bene? Se il mio braccio adesso sta bene così, non lo muoverò, ma se sento che un’altra posizione è migliore e come sono adesso non è così comodo, allora queste sensazioni mi spingeranno a muovermi.

Ciò significa che non mi muovo mai di mia spontanea volontà, e che ci sono sempre delle forze che mi influenzano e che mi mettono in funzione. Cosa sono queste forze? Il braccio, come parte del corpo animato, sente che così non sta bene e che si sentirebbe meglio se si muovesse un pochino e allora si muove.

E’ lo stesso con tutto quello che c’è nella vita. Non è neanche diverso da come soffia il vento: c’è della pressione in un punto e una mancanza in un altro, un vuoto, e così le masse d’aria si spostano da un punto all’altro. Ci devono sempre essere due forze: una che spinge e una che tira.

E’ così che è sempre stato nell’evoluzione della società umana che è passata attraverso molte trasformazioni da uno stato all’altro. La forza negativa ha spinto l’evoluzione da dietro e la forza positiva ha tirato l’evoluzione dal davanti, nella speranza di qualcosa di buono.

Ora, ci troviamo in uno stato molto speciale. In che modo è diverso da tutti gli altri stati?
Di solito funzionava con la presenza dello stato uno (1) e dello stato due (2). Nel secondo stato scoprivo un più (+) e nel primo stato un meno (-). Nel primo stato la forza respingente operava su di me e nel secondo stato lo faceva la forza trainante. Io mi muovevo da uno stato all’altro per mezzo di queste due forze. E’ la naturale evoluzione senza libero arbitrio.

Lo stato nel quale mi trovo adesso è diverso poiché ho il libero arbitrio. Nello stato attuale, scopro un meno (-) molto grande, ma non scopro la forza negativa, che riesce a malapena a spingermi in avanti. Allora una bella domanda si presenta (?); Che cos’è lo stato del libero arbitrio? Come posso essere guidato qui, sapere per quale direzione andare, cosa fare, e cosa ne sarà di me? L’aiuto è solamente nella saggezza della Kabbalah.

Altrimenti è impossibile comprendere cosa dovremmo fare, poiché in tutti gli stati precedenti siamo passati da un livello di sviluppo umano all’altro, mentre adesso ci dobbiamo muovere dal livello umano a quello divino, al livello spirituale. Perciò, non possiamo comprendere come avanzare e ci troviamo di fatto nel buio. Questo è tutto il problema.

Quindi, da una parte, si tratta di libero arbitrio, poiché non è il corpo animale che ci detta verso dove ci dovremmo muovere. Io mi sento senza aiuto e la scelta si trova di fatto al di sopra della ragione.

Quindi, non c’è niente che possiamo fare senza la divulgazione della saggezza della Kabbalah. A questo proposito la nazione di Israele è di adempiere alla sua missione e questa è la ragione per cui ci troviamo in questo stato di così grave pericolo. Ora, andiamo verso la prima linea sul palcoscenico della storia e sebbene siamo sempre stati degli “osservati speciali”, oggi lo siamo più di prima.
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(Dalla 4.a parte della lezione Quotidiana di Kabbalah del 19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar).

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Voglio elevarmi a te…

Domanda: Se il gruppo ha qualcuno con una dipendenza e lui è caduto dal processo generale, quali sforzi deve fare in modo da essere in accordo con il Creatore e per superare il nostro nemico, l’ego?

Risposta: Il Creatore non risponde alle richieste individuali di una persona. Egli in realtà risponde ma non realmente a favore della persona, in quanto la persona non Gli dà la possibilità di essere rivelato.

Supponiamo che io gridi ora che mi aspetto che il Creatore mi sia rivelato. Ho i libri e tutto ciò di cui ho bisogno! Mi chiudo in una stanza e comincio a pensare, a gridare, e soffrire.

Si rivelerà a me il Creatore? No. Perché no? Dov’è la resistenza che costruiamo tra noi? Dov’è il nemico? Lui se n’è andato. Dove è il posto in cui Lui dovrebbe essere rivelato?

Il Creatore dovrebbe essere rivelato nella resistenza, nell’ego, nel fatto che non riesco a connettere con gli amici e chiedo il suo aiuto. Solo allora si rivelerà!

Ma se penso a me stesso e borbotto solamente: “Beh, rivelaTi a me”, allora non si arriverà a nulla. Perché dovrebbe rivelare Se stesso?

“Voglio salire verso di te…” cosa significa salire verso di Lui? Significa diventare uguale a Lui, essere vicino a Lui nei miei attributi. Che cosa significa essere vicino a Lui nei miei attributi? Una cosa unica e speciale. Ciò significa che più ci connettiamo, più vicini siamo verso di Lui, e così Egli si rivela a noi.

Ci sono sette miliardi di persone nel mondo. Quando cominciamo a salire, poi nel livello successivo ci sentiamo come un miliardo e poi come un milione, e poi come un centinaio di persone, e, infine, come una sola. Questa è la scala su cui si sale al Creatore.

Ma se io grido: “Elevami, rivelaTi a me”! Allora, come può rivelare Se stesso? Non c’è niente in te, tu sei, ma solo un punto. Solo il nostro mondo può essere sentito in un punto.

Oggi, la sua condizione è che si può avere successo solo se s’inizia a connettersi e, allo stesso tempo, preoccuparsi di tutto il mondo. Vedere ciò che la crisi ha messo al mondo. Questo è ciò che Baal HaSulam scriveva. Solo pensando a tutto il mondo, possiamo gradualmente iniziare a salire.

Ogni livello dell’umanità si sentirà divenire sempre più piccolo, più compatto, ed i suoi membri si sentiranno più vicini l’uno all’altro come in un gruppo, finché diventeremo tutti uno. Solo quando diventeremo uno, saremo uguali al Creatore.

Quindi, non abbiamo altra scelta che avviare la connessione al fine di rivelarLo e di vedere che non siamo in grado di farlo da soli.

Quante volte abbiamo letto il brano dallo Zohar sugli studenti di Rabbi Shimon che erano grandi saggi ed erano al livello di Arich Anpin di Atzilut, il più alto livello di realizzazione, che è la rivelazione del Creatore, la sensazione del Mondo Superiore. Guardate come si odiavano l’un l’altro così intensamente, tanto che erano pronti a uccidersi a vicenda, quando hanno iniziato a scrivere Il Libro dello Zohar.

Dobbiamo raggiungere tali stati in cui chiediamo che il Creatore sia presente in modo che Egli si connetterà a noi. Ma i rapporti tra noi sono freddi: non mi sento realmente così; io sono di cattivo umore… non abbiamo ancora raggiunto il sentimento di odio.
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(Dal Congresso Europeo in Germania 23.03.2013, Lezione 3)

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Una famiglia nella quale tutti sono amati

I nostri desideri sono divisi in due:

• desideri “Animali” —relativi al cibo, sesso, famiglia
• desideri “Umani” — relativi al denaro, rispetto, e conoscenza.

In ogni circostanza, sia gli uni che gli altri riguardano il nostro mondo; in essi non c’è nulla di spirituale.

Rispetto al gruppo più basso di questo mondo, si può dire che questi sono desideri “personali”. E quelli superiori sono desideri “sociali”. E sopra, tutti noi siamo un’unica famiglia. In ogni situazione, tendiamo a questo.

Domanda: Quali di questi desideri risvegliano in noi la maldicenza e il pettegolezzo?

Risposta: In particolare i desideri del rispetto e del controllo.

Domanda: E come ci sforziamo in tutto questo per essere una sola famiglia?

Risposta: Con un linguaggio crudo: metti a tacere la bocca e chiudi le orecchie, per indurire il cuore. Questo è il lavoro. Nessuno chiede agli altri di essere corretti, ma è necessario comprendere il bisogno della correzione e volerla, o almeno aspirare a questo desiderio. Tu vedi se il desiderio è pronto, allora dal punto di vista della Luce, non ci sarà alcun intoppo. Elevo, così come è chiamata, una “preghiera prima della preghiera”, un desiderio per il desiderio.

Domanda: In che modo i miei pensieri negativi dividono la famiglia che vogliamo costruire?

Risposta: E’ lo stesso che scavare un buco sul fondo di una barca condivisa. Vedi, un solo buco è sufficiente per affondare tutti. Inoltre, anche se io non aggiungo il mio sforzo, la situazione è comunque dannosa. Dobbiamo volere con tutte le nostre forze di essere una sola famiglia. In questa famiglia non ci sono belli e brutti, saggi e stupidi, buoni e cattivi; il Creatore ci mette insieme, e noi abbiamo solamente bisogno di amarci a vicenda. Tutti sono belli, tutti sono saggi, tutti sono buoni, tutti sono amati.

Domanda: Il nostro gruppo è un unico Partzuf. Anche in esso esiste la stessa divisione dei desideri?

Risposta: Se già siamo un unico Partzuf, allora tutti i nostri desideri particolari sono mescolati insieme, sono inclusi in quelli degli altri. In generale, stiamo lavorando come se fossimo un conto cointestato. Ed in questo conto ognuno riceve un diverso Partzuf, diverso da com’era prima. Con questo merito, i desideri in ognuno sono integrati in una nuova forma. In questo modo siamo uniti dai pensieri e riceviamo un’immensa forza che ci guida in avanti, tanto positivamente quanto negativamente.

Domanda: Quali sono i minimi desideri obbligatori del gruppo?

Risposta: Io non dispongo di nessun posto da cui acquisire nuovi desideri spirituali se non sono incluso dentro il gruppo e non incomincerò a ricevere un nuovo “modello” dagli amici. Non ho altre possibilità. In generale, in base al livello di avanzamento, costruiamo piano piano un Partzuf, che comprende e copre tutti insieme.

Malchut del mondo di Atzilut di per sé è un punto nel quale non c’è nulla, un spazio vuoto, nel quale entriamo e ci uniamo gli uni agli altri. Tutti si sforzano di lavorare per il bene degli altri, e allora avremo una richiesta condivisa per la correzione (MAN).

Supponiamo che cinque uomini siano riuniti, ognuno ha una parte, un desiderio, pronto ad unirsi con gli altri. Malchut de Atzilut connette tutte queste parti, se ne prende cura, le aiuta a contrarre tutto il resto, e costruisce con esse un unico desiderio condiviso che ancora non si è realizzato. Questo è ciò, si alza per ricevere il Masach (schermo) che, in conclusione, tutti ricevono. Da questo Masach ognuno riceve indietro quello che ha investito.

In questo modo, tutti lavorano in base ad un unico desiderio. In base a questo principio, abbiamo l’interazione che esiste tra i neuroni nel cervello, tra le cellule del corpo, le sinapsi, che stabiliscono diverse interazioni con ogni azione, e così via. C’è un solo principio in tutto: raggiungere un desiderio comune, metterlo in pratica, e prepararsi per il passo successivo. Ogni stato, ogni momento di questo percorso, non è come il momento precedente, e alla fine li connettiamo tutti.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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