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Domande dopo il Congresso

Domanda: Nel secondo giorno del Congresso, ho cominciato a sentire che tutte le persone, tutti i “punti” erano in me e sentendoli come parte di me, posso davvero amarli come me stesso. È corretto percepire tutto il gruppo dentro di me?

Risposta: E’ proprio la maniera in cui comincia a formarsi il luogo dove più tardi, l’attributo della dazione, chiamato il Creatore, si rivela.

Domanda: Sono stato testimone di come durante il Congresso, le persone erano completamente devote al lavoro. Abbiamo davvero bisogno di queste azioni esterne? Forse in realtà ci distraggono dalla meta? Dopotutto, non sono esse vagamente relazionate alla verità?

Risposta: E’ possibile, dobbiamo distribuire compiti più provvisori, ma non c’è dubbio che dobbiamo del tutto servirci da soli.

Domanda: Supponiamo che cominciamo ad odiare gli amici; come distinguiamo da questo, che chiameremo “divino” odio che ostruisce la connessione dei vasi frammentati, il semplice odio causato dal carattere sgradevole o dall’incapacità mentale?

Risposta: Si, con il fine di rivelare il Creatore, una persona fa degli sforzi per connettersi con gli amici, di seguito, uno sforzo comune e forte espone l’odio verso l’obbligo di unirsi. Lo Zohar parla anche di questo; ma se una persona non compie uno sforzo per cercare di unirsi, non sentirà un vero odio.
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Il fegato ha un’anima?

Domanda: Nel suo libro Beit Shaar Kavanot, Baal HaSulam descrive che l’anima superiore (Neshamà) è nel cervello, lo spirito (Ruach) nel cuore, mentre l’anima più bassa (Nefesh) nel fegato! Ci può spiegare questo?!

Risposta: I Kabbalisti usano le parole di questo mondo, perché tutto quello che c’è in questa realtà discende dal mondo spirituale. Questo è il motivo per cui è possibile descrivere le Forze Superiori con parole terrene.

Noi non abbiamo altra scelta dato che nella spiritualità non esiste un linguaggio, solo forze. Non siamo in grado di dare loro alcun nome o assegnare loro dei numeri . Tuttavia, le nostre definizioni devono sostenere la corretta corrispondenza per essere in grado “di parlare con noi.”

I Kabbalisti trovano una soluzione semplice e meravigliosa: usano parole che appartengono a questo mondo per dare un nome ai fenomeni Superiori. Essi percepiscono la spiritualità, il senso delle sue forze, i fenomeni, le azioni; essi vivono lì! Osservano la spiritualità attraverso questo mondo come se fosse trasparente. Vedono i poteri che agiscono dietro ogni oggetto di questo mondo e dietro l’intera immagine.

E’ come guardare attraverso un vetro trasparente e vedere una forza spirituale che si trova all’altra estremità del mio “asse visivo”. Vedo una forza che lavora dietro ogni persona e ogni azione in questo mondo, e, pertanto, è facile trovare un collegamento tra di loro. Per me, sono la stessa cosa!
Le differenze tra loro compaiono solo relativamente ad un “osservatore”, la persona che li rivela. Egli divulga o attraverso i suoi cinque sensi del corpo o li percepisce dentro i cinque organi di percezione spirituale.

Oltre a questo, tutti i fenomeni sono identici. Dopo tutto, il nostro mondo è immaginario e sentiamo il nostro modo di fare solo attraverso le nostre sensazioni. Se riusciamo ad ottenere altri organi della percezione, vedremo le cose come se si verificassero contemporaneamente su due schermi paralleli.

Poi, tutto si chiarisce e non dobbiamo mai più confonderci. Ci rendiamo conto che cosa il “cervello”, il “cuore”, il “fegato” e l’”Ibur YenikaMochin“(concetto, disegno di sostentamento, mentale) rappresentano. Riconosciamo il significato spirituale di tutte le parole terrene, come “salire”, “caduta”, “abbraccio”, “accoppiamento”, “sinistra”, o “destra”. Essi hanno solo un significato e non possono averne altro.

Noi raggiungiamo la spiritualità attraverso il nostro mondo materiale e il senso come sua radice. Essa diventa lucida e “apparente” per noi, ma il linguaggio che lo descrive deve essere “preso in prestito” da questa dimensione materiale, come se noi “stendessimo”, una pellicola trasparente su di esso.

Si è abituati a vedere immagini materiali, certo, ma ora si conservano solo i loro nomi che vengono ulteriormente trasferiti su uno schermo parallelo nella spiritualità, dove aderiscono nel posto giusto. Si inizia usandole senza alcuna confusione: non c’è bisogno di spiegare il loro significato per gli altri perché, salendo verso il mondo spirituale, attraverso la corporeità, ciascuno vedrà la stessa immagine e sapranno cos’ è un’illusione!

“L’anima nel cervello” significa che la Luce chiamata Neshamà (anima) abita in un Kli (vaso) spirituale chiamato “cervello”. Al di là  della Luce e del Desiderio, non c’è niente altro.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 25/11/10, Beit Shaar HaKavanot)

Questa vita è un sogno

Domanda: Come possiamo raggiungere la rivelazione in modo da vedere il mondo spirituale nel modo più realistico così come vediamo ora la nostra realtà?

Risposta: Non so se le cose che sto vedendo ora sono realtà o meno. Cosa succede se sto sognando e non posso svegliarmi?

Mi sembra che ora sono all’interno di una certa realtà, ma come faccio a sapere veramente se questa realtà è solo un sogno rispetto alla realtà vicina? Forse c’è un tale livello di vigilanza che mi sta aspettando che tutto ciò che ho sentito in passato, mi sembrerà un sogno?

Dentro la mia realtà attuale ci sono anche periodi in cui mi sintonizzo al di fuori da esso per andare a dormire. Allora, come faccio a sapere? Forse sto dormendo anche adesso?

In altre parole, devo capire in che modo passare da uno stato all’altro per acquisire una nuova coscienza. Ed è per questo che i Kabbalisti ci hanno dato un mezzo.

Fino a quando non si acquista quella nuova coscienza, si rimarrà dentro un sogno e non si saprà nemmeno che è possibile svegliarsi e cominciare a vivere! Noi tutti comprendiamo cosa significa sognare. Stavo dormendo, mi sono svegliato, e adesso sono considerato sveglio. E questo è esattamente come noi esistiamo in rapporto con il mondo spirituale, il mondo a venire.

Ci sono molti stati di questo tipo, uno sopra l’altro. La Kabbalah ci dà i mezzi per mantenere l’ordine crescente da uno stato all’altro. Se è corretto utilizzare i mezzi dati a voi nel vostro stato attuale, allora si sarà in grado di ascendere ad uno stato che si chiama “vita” in relazione al proprio stato attuale e quello che si sente oggi sarà definito un “sogno”. È scritto: “Eravamo come dei sognatori”.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/11/10, “Corpo e Anima“)

Cos’è la Luce?

Domanda: Cos’è esattamente la Luce di cui parlano i Kabbalisti?

Risposta: Esiste una forza speciale nella nostra realtà chiamata “Luce”. Questa forza è nascosta, per cui non la puoi sentire. Comunque, se tu studi la saggezza della Kabbalah, tu sarai capace di risvegliare questa Luce, ed essa inizierà ad agire in te.

Cosa significa “studiare la saggezza della Kabbalah”? Ci sono delle persone che hanno già raggiunto il Creatore, equivalenza di proprietà con Lui, e descritto diversi stati di esistenza, che loro hanno scoperto nella relazione con la Forza Superiore del Mondo Superiore.

Ovviamente, mentre si leggono i loro libri tu sei incapace di capire quello che è scritto li perché tu non sei nello stesso mondo e non sai niente su di esso. Tu senti solamente quello che ti puoi immaginare nel tuo mondo anche se il testo parla del mondo spirituale che è totalmente diverso da questo mondo.

Se, mentre leggi dei testi Kabbalsitici, tu desideri essere nel Mondo Superiore con tutto quello che hai in te, allora attraverso la tua aspirazione tu evochi una forza speciale dal Mondo Superiore. Questa forza è considerata “la Luce”.

Tu la puoi risvegliare perché hai una scintilla del Mondo Superiore, che ti è stata impiantata al momento della tua nascita. Allora la Luce che viene dal Mondo Superiore splende su di te.

Perciò, se tu desideri risvegliare questa Luce e far si che agisca su di te, allora leggi testi Kabbalistici e concentrati su questo. Non hai bisogno di altro. Non hai bisogno di capire quello che c’è scritto nel libro, avere una mente brillante o essere particolarmente fortunato. Devi essere soltanto una persona comune con il desiderio del mondo che i Kabbalisti ti descrivono per lavorare costantemente sulla tua scintilla. Allora, la scintilla crescerà gradualmente finché inizierai a sentire quello di cui parlano.

Quello è esattamente quello di cui abbiamo bisogno mentre leggiamo Il Libro dello Zohar. Ma la forza di questa Luce viene solamente a una persona se questa lotta per essere nel Mondo Superiore, cioè, aspira ad essere in dazione.

Ma come faccio a sapere quello che significa essere in dazione? I Kabbalisti dicono: se leggi Il Libro dello Zohar in un gruppo e visualizzi di essere collegato agli altri come un organismo, senza alcuna differenza con te, e se tu possiedi un desiderio, una intenzione, un’aspirazione verso la Luce che t’illumina, allora questa forza singolare, non divisa, agirà sul vostro desiderio unificato, e tu difatti rivelerai questa Forza Superiore che sta lavorando su di te e facendoti progredire. Questo è quello che viene considerato la rivelazione del Creatore agli esseri creati.

Perciò, noi stiamo leggendo il Libro dello Zohar nel gruppo, con l’intenzione di unirci nei nostri desideri di rivelare l Luce in modo che essa agisca su di noi, ci corregga, e si manifesti su di noi.
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Manuale: Come riportare la gioia

Domanda: La Spiritualità richiede completezza e gioia, ma nel gruppo a volte, lo riteniamo, come allegria. Come ci si accede?

Risposta: Ci si abbassa al gruppo dopo la propria banalità, la “vita” civile. Ecco, vorresti provare piacere nel cibo, nel sesso, nella famiglia, nella ricchezza, nel rispetto, nel potere e nella conoscenza. Qui, tuttavia, ci si pone un obiettivo che non si ottiene e la gente non ha scelta.

Nel mondo esterno, bisogna decidere individualmente con chi lavorare e trascorrere il tempo libero, ma qui si vedono i volti degli amici. Guarda, vorresti invitarli nel tuo ambiente? Non hai scelta. Inoltre, non vi è alcun beneficio. Non potete trovare un motivo, né luogo, né il modo di sentire la gioia che hai utilizzato dentro l’esperienza nel mondo esterno.

Ora, è necessario sostituire tutte le vostre idee. Per cosa sono qui? Perché ho bisogno di tutte queste persone? Come faccio a trovare compimento? Qual è l’obiettivo? Quanto è importante? Dopo aver raccolto e fissato queste domande e le risposte correttamente, è necessario semplicemente esplodere dalla gioia, e salire al settimo cielo perché siete così felici.

Dopo tutto, siete solo nel posto giusto, in compagnia delle persone giuste che anelano allo stesso esaltante obiettivo, che non può essere raggiunto da soli. Guarda, sono venuti tutti insieme per te. Essi esistono solo per te nel raggiungimento della perfezione.

Poi, guardando gli amici, si inizia ad amarli. Diventano importanti, vicino, a te cari, e l’obiettivo non è più cos’ lontano. Se siamo tutti uniti, noi lo troveremo tra di noi. Non è in qualche galassia lontana, ma proprio qui dietro le partizioni che ci separano, che ci devono schiacciare.

L’obiettivo è quello di rivelare la Luce in noi, ma non può affluire fino a quando non vi sarà una smagliatura nella rete. A causa dei fili strappati, la corrente spirituale non passa per nessuno di noi. Così, lascia che splenda; chiudi il circuito. Tutto è pronto per noi, e, se vedi gli eventi correttamente, li riempirai sicuramente di gioia.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 5/11/10, Rabash “Riguardo alla Shechina”).

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“I maschi sono di marte e le donne sono di venere”

Domanda: Le differenze tra maschi e femmine sono cosi enormi che sono totalmente incapaci di comprendersi?

Risposta: Io non credo che esista un’altra scienza oltre la Kabbalah che ci possa spiegare quanto ci differenziamo. In spiritualità la qualità di dazione è una forza maschile, mentre il potere di ricevere è una forza femminile. Tuttavia, in contrasto con il nostro mondo, ricevere in spiritualità è positivo e vitale.

Finché non raggiungiamo la fine della correzione, queste due parti della natura sono uguali ed assolutamente opposte una dall’altra in ogni dettaglio e qualità. Perfino nel livello della correzione finale la natura rimane intatta e le due parti rimangono opposte una con l’altra.

Tuttavia, con la correzione portata avanti da ognuna delle due parti (maschile e femminile), queste vengono ad avvicinarsi cosi tanto che diventano come un insieme. Questo non significa che le differenze tra di esse scompaiono, le differenze basiche rimangono e la divisione creata all’inizio della creazione non “svanisce” completamente. Ma il processo di correzione gli porta all’uguaglianza, unità e perfino all’adesione.

Con l’aiuto del metodo chiamato “la saggezza della Kabbalah” sia la parte maschile che quella femminile migliorano, e siamo capaci di istaurare nuovi tipi di relazioni familiari, condurre le nostre vite in modo più corretto, senza menzionare l’ultima ricompensa che noi percepiamo nella rivelazione del Creatore tra di noi.
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Come catturare la luce della correzione

Domanda: Cos’è la Luce di correzione? Dove si trova, e possiamo associarci con essa?

Risposta: Noi esistiamo in una realtà perfetta che è stata creata dal Creatore, ma sembra essere diversa relazionandola a noi . C’è tutto ciò che vogliamo nella vera realtà: Infinito, Luce, perfezione, eternità, e il Creatore. Qui, in questo mondo, vediamo una realtà completamente diversa: le tenebre, il male, e l’egoismo.

Una realtà è separata dall’altra con la scala di 125 gradini dove sono io a cambiare la mia natura. La differenza è che, qui tutti noi percepiamo solo questo mondo e si esiste nelle tenebre, nella sofferenza e nell’egoismo. Tuttavia, per esistere nella realtà vera, ho bisogno di ottenere l’intenzione “per il bene della dazione”, l’amore anziché l’odio.

Finché io esisto nella natura di questo mondo, non ho la possibilità di fuggire verso il mondo spirituale. Si tratta di una dimensione completamente diversa nella quale non riesco a saltare. Tuttavia, vi è una “forza meravigliosa” (Segula) che mi può aiutare.

Ognuno è collegato nel mondo spirituale, mentre in questo mondo, tutti sono separati. Amore è là, l’odio è qui. Dazione, Luce, e bene sono lì, l’egoismo, il buio, e il male sono qui. In altre parole, tutto è rovesciato, come è scritto, “ho visto un mondo contrario.”

Noi saremmo completamente senza speranza se non fosse per un dettaglio che, per fortuna, non ci è contrario. Ed è dato come la fine di una corda a cui aggrapparsi per stare più vicini ad esso. Ad ognuno di noi, separati in questo mondo, viene data una scintilla spirituale, “il punto nel cuore.” Questa è la fine della corda che scende dal mondo spirituale. Si estende ad ognuno di noi da quello stato perfetto dove posso esistere in armonia e benessere assoluti.

Tuttavia, questo è solo un punto, e non so cosa devo farci. Mi sento di appartenere a qualcosa di superiore. Inoltre, mi è stato dato un libro intitolato Lo Zohar. Il vero libro è proprio in questo mondo, ma c’è anche un “libro” nello spazio spirituale, che sta per rivelazione, Luce. Il titolo stesso, Lo Zohar, rappresenta la radiosità superiore.

Questo significa che si vuole tornare al Mondo Superiore, alla propria radice, pur essendo nel proprio mondo fisico insieme a un libro che è stato stampato da qualche parte in Cina. Questo punto è il traino!

Ora devi cercare di unirti agli altri come te, separati l’uno dall’altro. Mentre leggete Lo Zohar insieme, sforzandosi verso la Luce così d’essere tutti influenzati tra di voi e facendolo con piacere.

Questo è. Il resto non dipende da te. Questi patrimoni, sia il male che l’odio, sono stati dati. Da soli, non sarete in grado di fare niente con loro. Hai solo due mezzi in relazione al mondo spirituale: il gruppo e il libro.

Quando si utilizzano, si attira un’enorme luce dal mondo spirituale, che vi influenza. È quella luce che si chiama Lo Zohar (splendore) o la Luce circostante che riforma. Questo è ciò che ti cambia. La luce funziona su di voi e vi sposta indietro verso la radice.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/11/10, “L’essenza della religione ed il suo Scopo”)

Quando il mio bambino è tenuto in ostaggio

Domanda: Io sento che il mio traguardo spirituale “il mio bambino” è tenuto in ostaggio da altri. Cosa posso fare per averlo indietro?

Risposta: Non hai bisogno di averlo indietro, ma piuttosto hai bisogno di assicurarti che queste persone ti siano leali. Dio loda se tu ti preoccupi come se fosse il tuo bambino. Per esempio, se tuo figlio stesse per cadere in mano ai nemici, puoi immaginare cosa potresti sentire? Dopo tutto, lui si trova con dei rivali senza legge, e gioiscono nel fargli del male.

Continuazione della domanda: E questi sono i miei amici?

Risposta: Si, lo sono: É per questo che gli chiami amici. Sono quelli a cui devi unirti. Infatti, se foste già uniti come un insieme, tu sentiresti di essere nel Mondo dell’Infinito proprio adesso. Queste sono le regole iniziali, e non vale la pena cercare di dipingere tutto di rosa. Il nostro egoismo nasconde ancora molte orribili aspirazioni.

Senti adesso come dovrebbe essere il tuo interessamento? Il tuo frutto rimarrà nelle mani dei nemici, e loro cercheranno costantemente il modo di fargli del male, in modo che possa soffrire sempre di più senza morire. La tua unica scelta è quella di far tramutare il loro odio in amore. Per cui, tu devi preoccuparti solamente di farli diventare tuoi amici e far si che ti amino.

Pensa come ottenere questo. Nel gruppo, l’interessamento deve essere presente e sentito. Installalo in tutti quanti; chiedi per questo mentre stai studiando, perché la preghiera durante la lettura dei testi Kabbalistici è la più efficace.
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Desiderare il Creatore

Domanda: Baal HaSulam scrive che solo quando uno è disperato può rivelare il Creatore. Questo significa che in un certo momento dobbiamo arrenderci e negarci di continuare la lotta?

Risposta: No, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo continuare a lottare per entrare nel mondo spirituale con le nostre forze. Dopo, ci dispereremo e capiremo che con le nostre proprie forze non potremo attraversare il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità). Solo allora sentiremo veramente che abbiamo bisogno dell’aiuto del Creatore, evocheremo la Sua forza ed usciremo dalla prigione.

È impossibile sentire che abbiamo bisogno del Creatore fino a quando non perdiamo la speranza di provarci con le nostre proprie forze. Per adesso vogliamo unirci, cambiare e sistemare le nostre relazioni da soli, mediante i nostri sforzi. Cerchiamo di agire di nostra iniziativa come se il Creatore non esistesse.

Tuttavia, quando vogliamo davvero avvicinarci agli altri, allora capiremo quello che abbiamo sentito nel Congresso: che non possiamo riuscirci. Una barriera ci separa dagli altri e non possiamo attraversarla. Ognuno si trova nella sua cella isolato dagli altri, come le api nei vespai.

Ma quando voglio uscire da questa cella, quando avrò utilizzato tutte le mie forze, capirò che sono indifeso ed allora mi sarà chiaro che lì c’è il Creatore che può darmi forza e salvarmi. Ho letto e ascoltato di Lui, ma Lui era al di fuori dei miei desideri e pensieri. Egli non era ancora il mio socio. Adesso, per la prima volta, sento che sono incapace di fare qualsiasi cosa senza di Lui.

In questo modo il Creatore risveglia il Faraone in me. Una volta sperimentato questo alcune volte, mi renderò conto che senza di Lui non posso ottenere la libertà. Quando lo sentirò, chiamerò Lui e Lui mi aprirà tutti i lucchetti.
Il mio problema è desiderare il Creatore, desiderare che Lui si riveli in me e cambi la mia natura, desiderare che la Sua forza di dazione si vesta in me.
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(Dalla lezione su un articolo di Rabash del 12 Novembre 2010)

È così cattiva Sodoma per il desiderio di ricevere?

Domanda: Perché il termine “Sodoma” è associato a cattive relazioni tra le persone?

Risposta: Se osserviamo questa qualità di per sé, apparentemente significa proteggere la società, stabilendo un ordine rigido in essa: ognuno ha cura di se stesso e della sua famiglia, senza allontanarsi dalle regole accettabili. C’è qualcosa di abbastanza razionale in questo e non è facile ottenere questo stato.

Le regole della vita a Sodoma sono molto semplici: “Quello che è mio è mio, quello che è tuo è tuo”, “Non toccarmi e non ti disturbo”. È proibito fare prestiti e non è permesso prendere in prestito. Tutti vivono in accordo allo sforzo che compiono; quello che hai guadagnato è tutto tuo.

Uccideremo i ladri, distruggeremo i bugiardi; chiunque aiuta un altro lo rovina, giacché la carità porta alla pigrizia e alle menzogne, una persona adesso vuole ricevere e smettere di lavorare. In questo senso, il nostro mondo è peggiore di Sodoma!

La proprietà di Sodoma significa che non invidio nessuno, io ho quello che mi è stato assegnato e tu hai quello che meriti. Questa filosofia di vita è unica e complessa! Usiamo questa parola per offendere, ma noi non ci siamo neppure avvicinati a questo.

L’attributo di Sodoma non è negativo in sé ma in relazione alla Terra di Israele, il desiderio di raggiungere l’amore per gli altri, la qualità di Abramo. In questo cammino, Sodoma trattiene la persona, ma di per sé, questa attitudine è abbastanza utile per il desiderio di ricevere.

Se non passiamo al desiderio di dare, allora il livello di Sodoma rappresenta la relazione più favorevole nella società: non dare niente a nessuno e non ricevere niente da loro! Questa è un’attitudine sana per il desiderio di ricevere; se ti viene assegnato di fare qualcosa, vivi, altrimenti muori. Dopotutto, qualunque cosa che si riceva oltre il bisogno, danneggia il nostro desiderio di ricevere, giacché attraverso i lussi, ci si abitua ad usare gli altri, il che danneggia.

Gli abitanti di Sodoma capirono che non dovevano cedere davanti al desiderio di ricevere. Ricevi in conformità allo sforzo applicato, come è detto: “Lo sforzo determina la misura della ricompensa”. Allora, cosa c’è di male in questo?

Per questo è difficile per Abramo separarsi da Lot e la sua relazione dura per molto tempo. Solo quando Abramo vede la necessità di avanzare per trasformare Sodoma (la terra di Canaan) nella terra di Israele in futuro, egli rivoluziona ed inverte le posizioni dal desiderio di ricevere al desiderio di dare, nei termini della loro importanza. Questo è descritto come un terremoto a Sodoma.

È una decisione molto seria di una persona che sente la necessità di cambiare la sua attitudine nei confronti dell’egoismo. Avendo preso questa decisione, una persona diventa davvero libera.
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(Dalla lezione settimanale della Porzione della Torà del 15 Ottobre 2010)