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Un punto nero contro la luce dell’ infinito

Domanda: Lei dice che “la Luce dell’ Infinito” è al di fuori di noi. Cosa vuol dire al di fuori di noi?

Risposta: “Al di fuori di noi” significa “al di fuori” del punto del nostro desiderio, all’ interno del quale, percepisco questo mondo, me stesso e tutti gli altri. Oltre a questo punto, non c’ è niente, dato che il Creatore, ha creato un solo punto. Tutto ciò che percepiamo (i mondi e ciò che li riempie) è la sensazione di questo stesso punto.

C’ è solo un piccolo punto nero, contro il bianco della Luce dell’ Infinito.
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(Dalla serie di letture introduttive, “Percezione della Realtà” del 23.11.2010)

Cos’ è la Kabbalah?

Domanda: La Kabbalah è un metodo della rivelazione del Creatore o della correzione dell’ uomo?

Risposta: Quando una persona arriva alla Kabbalah, crede che sarà capace di raggiungere il mondo Superiore per mezzo dell’ accumulo di conoscenza e di acquisizione di potere nel gruppo. Tuttavia, mentre passano gli anni, comincia a rendersi conto che tutto dipende solo da quanto cambierà se stessa e non da quelli che le stanno intorno. Solo in quel momento comincia a studiare la Kabbalah correttamente.

Vale a dire, da un lato la Kabbalah è il metodo della rivelazione del Creatore all’ uomo in questo mondo e dall’ altro, è un metodo per cambiare se stessi per arrivare ad essere come il Creatore, che si rivela ad una persona nella misura in cui quest’ ultima diventa simile a Lui.
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Il gioco della dazione

Domanda: Non capisco come i Kelim (vasi) di GE (Galgalta ve Eynaim) si siano frammentati. Sono Kelim di dazione e non c’ è restrizione nella dazione, vero?

Risposta: Non c’ è una cosa come i desideri di dazione (vasi, Kelim). Un vaso può solo ricevere. Il Creatore ha creato il desiderio di ricevere piacere.

L’ essere creato può dare solo se riceve la proprietà dell’ amore dalla Luce. Solo allora l’ essere creato ha uno schermo, l’ abilità di sentire il desiderio del suo amato all’ interno e lo riempie con la Luce, perché questo ha accettato il desiderio dell’ altro come il proprio, così come è scritto: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Un vaso è un essere creato ed agisce in una sola maniera, ovvero può solo ricevere e non ha niente da dare. I Kelim di Galgalta ve Eynaim sono anche la volontà di ricevere piacere (desiderio) e quando perdono il loro schermo (l’ intenzione di dare), essi ricevono la Luce per auto-soddisfazione e riposo.

Ci sono solo il desiderio e la Luce, l’ uno o l’ altra. Il desiderio di ricevere è ciò di cui è fatta la creatura nella sua totalità, ma se ha uno schermo anti-egoista, allora la proprietà della ricezione della Luce la solleva, come una calamita sostiene un pezzo di metallo. In questo caso, la creatura resta nella dazione; però, non appena la Luce scompare, questo desiderio, a causa della sua natura, diventa immediatamente egoista. Non ci si può far niente.

Chiunque di noi può essere messo in condizioni tali da forzarci ad abbandonare uno stile di vita civilizzato, raffinato e ritornare al nostro “stato primitivo”. Tutto dipende dalle correzioni. Non appena le correzioni se ne vanno, il desiderio egoista è completamente esposto, scoperto. Se vengono aggiunte le correzioni, “sembriamo” desideri di dare.

Pertanto, i Kelim di Galgalta ve Eynaim ricevono come l’ AHP. L’ unica differenza è che i primi sono più illuminati e non così grezzi come gli ultimi, per la qual cosa possono patire una correzione che li fa sembrare “dazione”; però, non appena la Luce e lo schermo scompaiono, essi diventano immediatamente Kelim di ricezione come tutti gli altri.

Sono più facili da correggere, nonostante richiedano una correzione. L’ essere creato non è altro che volontà di ricevere piacere (desiderio).
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 07.12.2010, Beit Shaar HaKavanot)

L’ allegria attraverso le lacrime

Domanda: Esiste un segnale che mi aiuti a vedere se posso riuscire a risvegliare gli amici del gruppo oppure no? Sembrano più felici?

Risposta: Solo i bambini possono sentirsi felici senza una ragione, ma un adulto non può. Egli può rallegrarsi solo quando ha completato il suo lavoro, ovvero raggiungere l’obbiettivo dell’adesione con il Creatore.

Se leggi i Salmi del Re Davide, vedrai che non smette di parlare con il Creatore, che stia piangendo o chiedendo aiuto al Creatore o la Sua benedizione. Questi sono due stati opposti ed una persona deve restare in entrambi. Dal un lato, egli sta gridando, piangendo e supplicando il Creatore, dall’ altro, è felice di avere il bisogno di ritornare al Creatore per chiedere a Lui e per il fatto che il Creatore gli abbia dato questa opportunità.

Il suo corpo o l’ ego soffre, ma la sua anima si rallegra sapendo che grazie a questi stati, riceve il privilegio di ascendere alla spiritualità e di connettersi al Creatore. Pertanto, il libro dei Salmi è il libro più santo, dato che, a prescindere da come si senta il Re David, bene o male, sperimenta l’ adesione al Creatore;

Ma, come può esserci l’ adesione quando uno si sente male? Dopotutto, se sono in adesione, si suppone che debba rallegrarmi. Perché piange allora? Egli piange perché deplora il suo desiderio non corretto, mentre la sua intenzione è in adesione con il Creatore.

Questo è qualcosa che siamo ancora incapaci di comprendere o di agire in conseguenza ad esso. Stiamo ancora agendo come bambini piccoli. Quando qualcosa non si fa a modo nostro, cadiamo nella disperazione o al contrario, quando riusciamo ad essere felici per qualcosa, ci dimentichiamo di tutto il resto; però siamo incapaci di restare in entrambi gli stati allo stesso tempo ed è una vergogna.

Questo significa che una persona non può controllarsi perché non può connettersi agli avvenimenti attraverso i quali sta passando. Da un lato, deve sottomettersi a questi stati sgradevoli, mentre dall’ altro, deve sentire una connessione con il Creatore, con Colui che le invia questi contrattempi, questa confusione ed i problemi;

però nel gruppo, dove c’è una connessione tra gli amici, questo non può succedere perché un amico è in uno stato di ascesa, un altro si trova in discesa, un terzo è addormentato e così via. Così, una persona percepisce tutti questi stati simultaneamente e si include in essi.

Ci sono quelli che sono forti ed altri che sono deboli, però tutto il mondo, in accordo ai suoi attributi personali, riceve problemi, trappole e difficoltà dall’ Alto. Ogni persona li sopporta, l’ unica domanda è, quanto rapidamente passa da uno stato all’ altro.

Ci è stata data l’ opportunità di “decollare” migliaia di volte più rapidamente di quello che sta avvenendo oggi con noi e questo significa che possiamo arrivare alla spiritualità non in un migliaio di anni, ma in questo momento!
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 03.12.2010, Scritti del Rabash, Lettera 24)

Una madre felice di 7 miliardi di bambini

Domanda: Se accetto i desideri degli altri come miei, non vuol dire che, insieme ai loro piaceri ricevo anche tutte le loro sofferenze, di tutta l’ umanità? Sono venuto a ricevere piacere ultraterreno, ma perché ho bisogno di sofferenza in più?

Risposta: Non si riceve la sofferenza degli altri, ma i loro desideri. Come si può godere di riempimento degli altri desideri se non sei vuoto prima? Devi sentire il loro vuoto.

Chiaramente non è piacevole avere desideri vuoti. Ma se li acquisite al fine di soddisfarli, allora sarete felici che siano vuoti! Ciò significa avere la possibilità di riempirli! E’ come una madre che è felice di aver preparato tanto cibo e il suo bambino affamato lo mangia con gusto.

Pertanto, non c’ è sofferenza qui, ma solo piacere! E’ come se ci fosse un buon pasto di fronte a voi e vi si risveglia l’ appetito prima del pasto. Dopo tutto, questa è l’ unica cosa che vi manca per riceverlo.

La Luce è a riposo assoluto e ci troviamo in un oceano di Luce. Quanto più si riceve da altri vasi vuoti o dai desideri, tanto più sarete in grado di riempirvi con la Luce e tutta questa realizzazione sarà vostra! Questo è ciò che la scienza della Kabbalah insegna. E’ “la saggezza di ricezione” o di realizzazione.

Tu sei come una madre che ha 7 miliardi di bambini affamati e latte a sufficienza per tutti loro – tutta la Luce dell’ Infinito. Potete immaginare quanto piacere è!?

(Dalla 4a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.12.2010, “La Libertà”)

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Preparare il suolo per il lavoro di Davide

Domanda: Come si può esprimere nel lavoro di gruppo la storia di Davide e Bat-Sheva?

Risposta: É una domanda corretta. Noi non lavoriamo esclusivamente nel desiderio individuale di una persona, ma nel desiderio che si trova tra di noi. Questo è precisamente quello che è stato rotto, ed è questo quello che deve essere corretto.

Nel desiderio generale di correzione ogni persona è presente con il proprio egoismo, che non viene considerato per niente. Dentro di me ci sono desideri dei livelli animato, vegetativo e livelli inanimato, che non sono soggetti a correzione direttamente. Saranno corretti nel grado in cui io lavoro nel livello umano.

Quello che deve essere corretto sono i rapporti tra di noi, i fili di collegamento tra di noi. Questo desiderio generale è il male in relazione a te – l’ intenzione con lo scopo di dare.

Lascia tutte le altre cose e lavora sull’ essere umano in te – Adamo, quello che deve essere similare (Dommeh) al Creatore. Tutti gli altri desideri lo seguiranno automaticamente.

È per questo che tutto il lavoro viene fatto nel gruppo, Malchut, Bat Sheva, è il Kli comune rotto per il quale dobbiamo trovare correzione, unità. La Luce Superiore di discernimento AB-SAG viene e prende una parte di Luce da noi. È cosi che Uriah muore, la Luce Yod-Hey. Solamente rimane Vav-Hey con la quale possiamo lavorare.

Allora Davide prende una parte di Zeir Anpin, che è intesa per correggere Malchut, e inizia a lavorare. Essendo uno schermo (Masach) con l’ intenzione “con lo scopo di dare”, lui corregge Bat Sheva e raggiunge il giusto Zivug, unità con lei, in modo di poter dare piacere al Creatore.

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Se sei un eroe …

Domanda: Ultimamente mi sento molto stanco e mi addormento alla lezione. Questo significa che il mio desiderio per lo scopo non è abbastanza forte?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo accettare ogni stato come proveniente dall’ Alto, dal Creatore, perché “Non c’ è nessun altro al di fuori di Lui.” Se faccio riferimento a tutti gli stati in modo che siano costruttivi e provenienti dal Creatore, e quindi avanzando verso la meta, allora sono già in uno stato veramente utile, che mi fa innalzare. A questo proposito non tutto dipende dallo stato stesso, ma dal mio atteggiamento verso di esso. Da dove viene?

Non importa in che stato mi trovo, in quello buono, cattivo, intermedio, o in uno che manca di qualsiasi azione, anche se resto in esso per diversi mesi. Se io vi faccio sempre riferimento, come uno stato di diritto per fare riflessioni, correzioni, e’ avanzamento, quindi non mi preoccupo di ciò che sta realmente accadendo.

Devo sempre alzare MAN, restando nelle intenzioni e in risposta, dall’ Alto, ricevo MAD, lo stato che viene a me. L’ intenzione viene da me, mentre lo stato viene dall’ Essere Superiore.

Pertanto, dobbiamo guardare a tutto ciò che ci viene dall’ Essere Superiore come una benedizione. Qualsiasi cosa che è venuta a noi è venuta perché arriva, senza dubbio, da Colui che è buono e fa del bene, e non c’ è nessun altro al di fuori di Lui. Devo trattare ogni stato come necessario per il percorso.

Se io continuo il cambiamento e l’ approfondimento allo studio, con il gruppo, e con l’intenzione, allora io non sono preoccupato per quello che ho ricevuto da Lui. Al contrario, è possibile che ogni volta che riceverò un trattamento duro (Gevurot) da Lui, avrò capito che proprio questo trattamento è quello che mi fa avanzare. Dopo tutto, è così che una persona seria è trattata, uno che si aspetta di fare progressi, a differenza di un bambino che viene trattato con tenerezza e nulla ci si aspetta da lui. Quindi, tutto dipende da: se sei o non sei un eroe ….

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/12/10 , Lo Lo Zohar)

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Il richiamo della luce

Domanda: Da dove provengono miei desideri?

Risposta: Tutti i desideri provengono dal Partzuf superiore che si riveste e si risveglia. Il tuo desiderio è la luce che si espande dall’alto, una mite illuminazione che innesca un desiderio. Dopo tutto, tu sei un mero desiderio, simile a un pezzo di metallo.

Quando la luce scende su di te, inizia il “riscaldamento” dall’ alto, sta facendo qualcosa con te.

Dove ottieni la sensazione che desideri qualcosa? La luce che è già presente in te, ti attira, anche se solo con il suo rovescio, la parte più lontana. E come se il desiderio che proviene dalla luce, non venisse riempito, semplicemente non abbiamo abbastanza esperienza.

Stiamo vivendo in Malchut dell’ infinito come diciamo. E allora? Cosa dobbiamo sperimentare? Solo questo mondo corporeo e nulla di più. Perché è così? Tranne questo piccolissimo posto, tutti gli altri desideri in me non sono illuminati, ed ecco perché non li sento. Non sono minimamente attratto da loro.
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Non aver paura di essere girato alla rovescia

Domanda: Perché c’ è una così grande differenza tra gli oggetti spirituali, nei quali l’ inferiore è sempre molto peggiore del superiore?

Risposta: il Partzuf inferiore non solo è più piccolo del superiore, è assolutamente peggiore in tutto ed opposto ad esso perché nella scala spirituale, tutti i gradi sono opposti tra di loro.

Il grado superiore non è solo un po’ più intelligente, più conoscitore e percettore. È la stessa cosa delle quattro fasi della Luce Diretta. La prima fase (Bechina Alef) è totalmente opposta alla seconda (Bechina Bet), tanto in relazione ai desideri (Kelim, vasi), quanto in relazione alle Luci. Allo stesso modo, la terza fase (Bechina Ghimel) è opposta a Bechina Bet. Nessun grado successivo differisce un poco dal precedente, sono sempre completamente contrari.

Noi non sentiamo questo nel nostro mondo fisico. Il nostro desiderio egoista, semplicemente continua a crescere, diventando sempre più intelligente, qui tutto è chiaro per noi. Tuttavia, nella spiritualità, il grado superiore è così opposto al precedente, che sono incapaci di capirsi. Si riferisce anche ai gradi adiacenti, per non menzionare quelli che sono separati da un intervallo.

Pertanto, quando leggiamo un testo scritto da un kabbalista, possiamo solo chiedere la nostra correzione, elevare il Man (Mayin Nukvin, acque femminili). La mia spiegazione è anche diretta unicamente a centrarsi in essa.

Tutte le cose immaginarie che stiamo studiando ci aiuteranno solo nella formazione di una preghiera al Creatore. Questo perché l’ ascesa da un grado all’ altro, può essere fatta a condizione che la Luce Superiore ci giri “alla rovescia” o “dal basso verso l’ alto”, facendo ogni volta una rivoluzione completa.

È così che avviene l’ ascesa nei gradi spirituali, come un embrione che si gira quando è sul punto di nascere. In questa maniera lui è pronto ad uscire; e mentre sta nascendo (uscendo), si gira di nuovo ed esiste ora nel grado successivo. Comunque, copre la breccia tra i gradi, girandosi al contrario.

È impossibile ricevere il grado successivo senza essersi liberato completamente dal precedente. “Alla rovescia” significa vuotarsi di tutta la Luce di Nefesh, poiché sono opposti l’ uno all’ altro.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2 Dicembre 2010, Talmud Eser Sefirot)

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Donne, uomini e la garanzia mutua

Domanda: La garanzia mutua riguarda anche le donne?

Risposta: Sia uomini che donne, senza differenze, devono raggiungere la garanzia mutua. Quando diciamo che gli uomini sono stati nel Monte Sinai e le donne gli circondavano, questo riflette le qualità interiori di ognuno di noi.

La “donna” rappresenta il desiderio di ricevere piacere, mentre “l’ uomo” è il simbolo del superamento di questo desiderio. “Uomo “ è “Gever”, in ebraico, che viene dalla parola “Hitgabrut” o superamento. Lui è il desiderio di dazione che scopre la proprietà opposta del Monte Sinai, il “monte dell’ odio” dentro di se.

Ma unità e la garanzia mutua riguardano tutti: le donne devono cercare di collegarsi a tutti interiormente, proprio come gli uomini. Ma gli uomini hanno bisogno di dimostrarlo anche esteriormente, mentre le donne lo sperimentano all’ interno.

Tuttavia, le donne devono “fare pressione” sugli uomini. Questo è cosi, perché proprio per la sua natura l’ uomo tende ad ascoltare la donna, sua moglie. Sua moglie è una madre per lui; è cosi che lui la percepisce.

Il prototipo del uomo è Zeir Anpin , che si trova tra due donne, due Nukva: Malchut e Binà. Sua madre è Binà e sua moglie è Malchut. Lui riceve i desideri da Malchut, e torna da Binà per il loro compimento.

In altre parole, lui è incapace di tornare a Binà senza Malchut, e una volta andato da lei, lui non ha altra scelta se non di passare a Malchut tutto quello che ha avuto da Binà. In questo modo opera l’ uomo. Ed è per questo che la moglie rimpiazza sua madre inconsciamente in molte cose.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12/11/10, Shamati N.1)

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