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Il crollo è inevitabile

Opinione (G. Schpanbauer, economista): Il budget della Germania sta diminuendo di 1 trilione di Euro l’anno. Questo significa che sono rimasti due anni. Più avanti questo gioco con l’euro non potra’ progredire. L’unica cosa che adesso possono fare i politici è quella di allungare i tempi, fare nuove promesse, nuovi piani di salvezza, nuovi debiti. Ma il crollo è inevitabile , non rimane che aspettarlo.

Le persone moderne non possono nemmeno immaginarsi lo scenario che si potrebbe manifestare. Loro non sono assolutamente preparate a questo, né fisicamente né spiritualmente. Loro non si immaginano che le banche e i negozi possano chiudere, che i bancomat possano smettere di dare i soldi, e che le carte di credito possano diventare semplice plastica.

Se prima c’erano grandi famiglie, c’erano comunità del villaggio e le persone si aiutavano le une con le altre, oggi invece la società è automatizzata, ognuno vive solo per sé – allora tutto questo, quando scoppierà la crisi, diventerà determinante.

Il mio commento: Quali sono le sue idee, per portare il mondo alla possibilità di risolvere la situazione attuale, attraverso l’educazione sociale?
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Cosa ci dà l’immigrazione?

Messaggio: Dopo l’inizio della crisi in Europa e USA si è verificato una rapida diminuzione del flusso di immigrati, la minore attrazione economica ha impedito lo spostamento demografico. Ma è avvenuta “la primavera araba”, sia in Europa che negli USA c’era la tendenza di flussi di rifugiati dai paesi del Medio Oriente.

La disoccupazione nei paesi sviluppati si mantiene ai livelli alti, cosa che non rende simpatici gli immigranti agli occhi della popolazione locale. L’olio sul fuoco dell’antipatia verso gli “invasori” lo versa anche la non conoscenza della lingua, della cultura del paese d’arrivo, ed anche la partecipazione degli immigrati giovani nei disordini di massa.

Nel mondo il lavoro è diminuito, ma le persone cercano un guadagno. Per via della crisi, agli immigrati diventa sempre più difficile sistemarsi con il lavoro. Una buona parte degli immigrati si possa trovare senza lavoro. Il vero problema diventano gli immigrati giovani, che non possono trovarsi un lavoro e che non studiano. Questo porta alla tensione sociale, perché anche tra la popolazione locale la disoccupazione è alta.

Il mio commento: Il lavoro non ci sarà. Le frontiere non si potranno chiudere. La tensione sociale crescerà, finché la “primavera araba” non arriverà sulle strade delle città di tutto il mondo. Per non far accadere questo bisogna valutare la situazione con chiarezza ed obbligatoriamente includere tutti gli immigrati nell’educazione integrale. La stessa cosa si propone di fare anche con la popolazione locale. Soltanto questo ricostruirà tutti i problemi di natura sociale.
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L’America non è più il paese delle possibilità

Opinione (D. Stigliz, economista, premio Nobel nel 2001 in economia, “The Financial Times“, Gran Bretagna): I ricchi diventano più ricchi, i poveri più poveri, si ingrandisce il distacco tra la classe media ed i ricchi. Una volta gli USA si auto consideravano un paese di classe media, ma questo non è più così. Oggi il guadagno medio di un americano e più basso di quello di 10 anni fa.

I paesi scandinavi con un economia più sana, si distinguono con un livello superiore di uguaglianza.

Una volta l’America era considerata il paese delle possibilità. Oggi le possibilità del bambino nella vita futura dipende dai guadagni dei genitori. Gli USA hanno lavorato insistentemente nella creazione del sogno americano delle possibilità. Ma oggi questo sogno si rivela un mito.

Il mio commento: Fin quando regnava l’egoismo, l’America era il paese delle grandi possibilità, ma dal momento che l’egoismo ha interrotto il proprio sviluppo e si è trovato in crisi, gli USA sono entrati in crisi (dell’egoismo) ed uscirne significa correggere l’egoismo individuale e sociale con quello dell’interazione integrale (dazione ed amore). Non appena procederemo a questo, noi immediatamente ci convinceremo che abbiamo fatto l’unica scelta giusta.
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L’inerzia, l’egoismo e l’incapacità dell’Europa

Messaggio (fonte russa): La storia si ripete. Gli Stati Uniti guardano la divisione, l’irresponsabilità della UE, con la consapevolezza che la spirale di inerzia, di ‘egoismo e d’incompetenza, in cui può scivolare irrimediabilmente l’Europa, riguarda e coinvolge anche sempre piu’ gli Stati Uniti. Si profila il quadro sconfortante dell’Europa, la via del declino è vicina, anche se a ritmi diversi: la Francia si oppone all’Unione, la Germania non condivide le loro posizioni, L’Europa agricola (Spagna, Italia, Grecia) sta soffrendo degli effetti della politica di irresponsabilità economica, e ancora più difficile riconoscere la necessità di una riforma economica.

Le borse che, giorno dopo giorno, registrano una caduta, non solo la causa dei nostri problemi, la fonte di infezione, ma anche un indicatore, un termometro. Ci dicono in tempo reale, che facciamo una serie impressionante di errori. E il più grande – è la nostra arroganza, l’unico denominatore comune dell’Europa disorientata e disintegrata.

Il mio commento: Anche se oggi tutti avessimo stretto la cinghia nel senso dei risparmi, come indica la Germania, questo non avrebbe portato a niente di buono. L’UE deve riconoscere la causa della sua condizione – la mancanza di unione – e correggerla, diventando comune, come richiede l’interconessione scoperta tra tutti i paesi del mondo.

In linea di principio, la creazione di un mercato comune faceva dell’Europa, la parte più sviluppata del mondo, ma doveva essere realizzato con gradualità, in base alle esigenze, in tutto il mondo, non solo nel mercato generale, ma in tutte le sfere di attività. In questo il mondo spera ancora. Nel frattempo, l’Europa deve dare a tutti un esempio di una corretta soluzione.

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Il Presidente della Commissione Europea chiede aiuto con denaro, ma non con consigli

Messaggio: “The Big Twenty” insiste sul fatto che dopo l’elezioni in Grecia, gli europei devono finalmente risolvere il problema della crisi del debito. A Bruxelles, però, credono che l’Europa non abbia bisogno di consigli per combattere la crisi ma un aiuto concreto. Per ripristinare la fiducia dei mercati, è necessario compiere maggiori sforzi per combattere la crisi del debito nell’area dell’euro.

Il continente deve contribuire. L’Unione Europea aspetta dal “G20” l’aiuto nella loro lotta contro la crisi del debito nell’area dell’euro. Noi non permetteremo a nessuno di insegnarci qui. Il Presidente della Commissione Europea ha sottolineato che la crisi non è nata in Europa, e una fonte è diventata la tecnologia innovativa in alcuni segmenti del mercato finanziario degli Stati Uniti. Questo ha infettato le banche europee, ma l’Europa non accusa gli Stati Uniti, ma cerca di cooperare per risolvere i problemi.

Il mio commento: Le iniezioni non aiutano a curare, perché è un caso di diagnosi errata, ma aggravano solo la malattia – ma questo è il loro scopo – cosi l’errore si manifesta subito, e può essere compreso e corretto.

Il problema è che una volta la società era governata dai re, poi dai politici, ed oggi – dai ricchi. Da un lato è buono, perché vincolano dei politici dalla guerra, volendo solo arricchirsi, ma d’altra parte, le nuove condizioni sociali e il loro metodo di arricchimento smettono di funzionare, non sanno cosa fare, ma non vogliono lasciare le opportunità passate, non si rendono conto che è necessario modificare il metodo di gestione.

E’ necessario modificare i valori, le preferenze, i punti di riferimento – che in precedenza non hanno ancora maturato. Questa è la nostra tragedia – se non c’è il metodo dell’educazione integrale e della formazione, che non richiede alcuna approvazione, ma che si sta realizzando dal basso verso alto, all’inizio nelle masse, e poi, in parte controvoglia, in alto.
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Per il mondo è prevista la Seconda Grande Depressione

Opinione (D. Rodrik, professore all’Università di Harvard, Project Syndicate): Lo sviluppo della situazione in Europa potrebbe portare ai cambiamenti globali in tutto il mondo. Il default della Grecia potrebbe causare un effetto domino, in seguito la crisi raggiungerà la Cina, gli Stati Uniti – e inizierà la Seconda Grande Depressione. Le differenze economiche tra Pechino e Washington minacciano di portare la guerra tra i due paesi.

I leader mondiali stanno facendo tutti gli sforzi per salvare il sistema bancario. Tuttavia, questo non aiuta. La situazione economica continua a deteriorarsi. La crisi sta raggiungendo la Cina: centinaia di fabbriche cinesi sono chiuse.

In tutta Europa, arrivano al potere, i radicali di destra e di sinistra, che iniziano a espellere gli immigrati dai loro paesi. I regimi in Medio Oriente si trasformano in una teocrazia autoritaria. Le differenze economiche tra la Cina e gli Stati Uniti potrebbero sfociare in un conflitto militare globale.

Il mio commento: Per evitare di “scivolare verso il basso del mondo” bisogna, come ad un paziente, raccontare della sua malattia e diffondere questa conoscenza ampiamente, a tutti, per aumentare la consapevolezza della situazione pericolosa della società in cui essa è stata. La conoscenza della malattia e delle sue possibili conseguenze – in primo luogo, è necessario per superarla. Dopo è necessario spiegare il motivo per lo stato in cui ci troviamo, la causa della crisi. Sulla base di un’analisi Si potrebbe capire come trattarla. Poiché si costruisce il corso sull’educazione integrale.
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Andarsene dalla società di consumo!

Opinione (K. Rogof, professore di economia, Harvard): Tutti i problemi macroeconomici del mondo sono collegati ai pesi di debito di vario tipo. Cosa possono fare i governi, tranne lavarsene le mani? È interessante pensare alla necessità di bilanciare i budget, ma non è tanto facile farlo. Per ora non ci sono soluzioni ai problemi di debito.

La mia risposta: La soluzione c’è, non nei concetti economici e finanziari, ma nel cambio del paradigma, lo sguardo sul mondo, sulla società, sullo scopo della vita. La crisi, invece, ci picchierà, finché non diventeremo più intelligenti ed inizieremo a prendere obbligatoriamente la società futura del consumo ragionevole come società dell’“Ultima generazione”
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La Spagna ha annunciato la guerra all’UE

Messaggio: La crisi in Europa non si è alleggerita nemmeno con 100 miliardi di euro stanziati per l’aiuto della Spagna. Il primo ministro del paese ha accusato la BCE del fatto che non vuole salvare il paese dal fallimento. Gli investitori praticamente hanno rinunciato a dare fiducia anche all’Italia.

Come risposta al grido del primo ministro spagnolo, la Merkel ha annunciato che i paesi “periferici” devono continuare a diminuire le spese. La BCE rinuncia a comprare le obbligazioni dai paesi. Contemporaneamente a questo si è inasprita la crisi in Italia. Nessuno vuole dare crediti all’Italia nemmeno per breve tempo. Il ministro delle finanze tedesco Scheuble ha chiamato gli italiani a risparmiare.

La mia risposta: L’economia non aiuterà, ma aiuterà soltanto una distribuzione ragionevole sia dei guadagni sia delle spese con una continua unione sociale. La crisi – tempo della solidarietà!
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Il ritorno del crollo globale

Opinione (М. Keisy, redattore principale in Dow Jones e al Wall Street Journal): Nell’esperienza annuale mondiale il 2009 è stato l’anno più disastroso. Oggi noi ci troviamo al confine con la stessa cosa, la caduta continua e questo minaccia tutto il mondo.

L’attrito ha trasformato il crollo della zona euro in una probabilità reale. Se si arrivasse fino a questo, allora sarebbe una catastrofe globale. Il sistema bancario internazionale è troppo interconnesso per poter sopravvivere ad un fenomeno del genere, senza grandi perdite e deflussi estremi di capitale.

I governi avrebbero dovuto lasciare da parte i loro compiti interni ed occuparsi di azioni di coordinamento, liberalizzare il mercato, coordinare la politica sociale di moneta, sviluppare un sistema centrale di conservazione delle riserve valutarie, per far perdere al dollaro il suo dominio insano.

Il mio commento: Le soluzioni proposte possono essere presenti solo sulla carta, in quanto non appena si passa all’azione di cambiamento, tutti minacciano di crollare completamente. Proprio con questo si può spiegare la mancanza di azioni da parte dei governanti dell’UE.
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L’economia non è una famiglia, sprofondata nei debiti

Opinione (Paul Krugman, economista americano, Nobel per l’economia): L’economia non è come una famiglia che si infanga nei debiti. Il nostro debito sono i soldi che noi dobbiamo l’uno all’altro, ed il nostro profitto sono i soldi della vendita di qualcosa tra l’uno e l’altro. Le vostre spese sono i miei profitti e le mie spese sono i vostri debiti.

Se ciascuno di noi tagliasse le spese allora il profitto di ognuno di noi diminuirebbe. In conclusione i nostri profitti scendono ed il problema del debito peggiora soltanto. La stessa cosa succede con la diminuzione delle spese del governo e la chiusura dei vari programmi di governo. Il risanamento dell’economia non è mai stato lo scopo principale e la crisi stessa viene usata come motivo per l’imposizione di un’economia rigida e non come ostacolo da superare.

Il mio commento: Perché è l’egoismo personale e non la connessione generale che ha lo scopo per l’uscita dalla crisi, poiché usa il potere dei patrimoni per il raggiungimento degli interessi personali che sono mantenersi nella posizione e di ottenere risorse.
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