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“La più grande minaccia dell’eurozona per la prospettiva globale, dichiara l’OCSE”

Nelle notizie (da BBC News): “Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la crisi dell’eurozona è la minaccia maggiore per l’economia globale”.

‘Non agire oggi potrebbe portare ad un aggravamento della crisi europea e a ricadute al di fuori della zona euro, con gravi conseguenze sull’economia globale.’ […] [dice Pier Carlo Padoan, vicesegretario generale dell’OCSE]

‘La stanchezza da riforme è in aumento e la tolleranza per la regolazione fiscale potrebbe raggiungere il limite’.[…]

“L’aumento della disoccupazione e del disagio sociale può innescare un contagio politico e la reazione sfavorevole dei mercati, con a rischio d’essere colpiti, anche i paesi al di fuori dell’euro”, ha aggiunto.

Il mio commento: Questa è l’opinione dell’autorità più competente dell’UE. Tuttavia nessuno riesce a far leva sull’influenza poiché il processo si trasforma dallo sviluppo lineare (individuale egoistico) a quello integrale (rotondo), che noi non possiamo controllare. Abbiamo creato tutti i nostri strumenti economici e sociali nello stato di sviluppo egoistico lineare (evoluzione) dell’umanità per migliaia di anni.

Ma oggi, dove il nostro egoismo ha raggiunto il suo massimo (individuale, indipendente) sviluppo lineare (come mostra la crisi e la depressione, cioè, l’assenza di nuovi desideri) e si è trasformato in “rotondo” nell’egoismo globale e totale (integrale), noi scopriamo che non possiamo comprenderlo e ancor meno gestirlo attraverso metodi sviluppati in passato.

Solo la Kabbalah, in quanto scienza della nostra natura, desiderio, del suo cambiamento e della sua realizzazione, può darci lo strumento che influenza tutto ciò che ci accade. I Kabbalisti sono chiamati a trasmettere questa conoscenza al genere umano. Vi è speranza che le persone saranno in grado di discernere la verità tramite le loro nozioni preconcette.
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La Terra ha bisogno di una popolazione ridotta

Opinione (Paul Ehrlich, professore di studi sulla popolazione alla Standford University in California): “La popolazione ottimale della Terra – sufficiente a garantire il minimo degli ingredienti fisici per una vita decente ad ognuno di noi – era dagli 1.5 ai 2 miliardi di persone invece dei 7 miliardi attuali o i 9 miliardi previsti nel 2050, dice Ehrlich in un’intervista al The Guardian.

“Il numero che riusciamo a sostenere dipende dalle abitudini. Noi siamo arrivati da 1.5 a 2 miliardi perché così puoi avere grandi città attive e terre incontaminate. Se vuoi un mondo fatto da polli in batteria dove ognuno ha minimo spazio e cibo e ognuno è tenuto appena appena in vita, dovrai essere capace di sostenere nel lungo periodo 4 o 5 miliardi di persone. Ma ancora ne abbiamo 7 milardi. Allora dobbiamo umanamente e il più rapidamente possibile muoverci verso la diminuzione della popolazione.”…

“Ma egli concorda con il Royal Society Report sull’affermazione che la popolazione umana e il consumo non dovrebbero essere divisi. Dalla fonte: Raw Story (http://s.tt/1daUI) [essi] si moltiplicano insieme. Si devono trattare congiuntamente Noi abbiamo troppo consumo tra i ricchi e troppo poco tra i poveri. Questo implica quella cosa tremenda che dobbiamo fare, cioè la ridistribuzione dell’accesso alle risorse, togliendo al ricco e dando al povero. Ma negli Stati Uniti abbiamo fatto l’opposto. Il Partito Repubblicano è largamente a favore di una maggior ridistribuzione, dal prendere denaro dal povero a favore del ricco.”

Il mio commento: L’unico aiuto è educare ognuno nello spirito dell’unità e della garanzia mutua, che risolverà tutti i problemi perché le persone svilupperanno un senso sociale di responsabilità per l’amore della rivelazione del Creatore.
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Conferenza stampa del movimento Arvut

L’undici giugno si è tenuta una conferenza stampa presso “L’Israeli Writers House” del Movimento sociale Arvut che ha messo insieme rappresentanti di tutti i tipi di media: quotidiani, radio, televisione ed internet: News of the week, Satellite, Age, Reka, Nine, Zman.com, Mignews, ecc.

I rappresentanti del movimento hanno parlato degli obiettivi e direzioni basiche della loro attività e hanno risposto a delle domande.

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Il Movimento Arvut si è autoproclamato in maniera forte nell’estate del 2011 quando l’idea del “villaggio globale” si è annunciata nel movimento di protesta nelle strade delle città israeliane. Relazioni integrali, che hanno attirato l’attenzione mondiale, che hanno messo tutti in condizioni pesanti e hanno lasciato l’Israele, con il suo groviglio di problemi, senza spazio per gli errori. La crisi disperde velocemente le illusioni del passato: Se non impariamo a vivere con delle nuove leggi, ci troveremo costretti a studiare la scienza della sopravvivenza.

Inoltre, il principale traguardo del Movimento Arvut è quello di consolidare la società sulle basi della garanzia reciproca. I disaccordi e i conflitti non ci devono fuorviare, anche se a volte sembrerebbero irrisolvibili. Dobbiamo elevarci al di sopra di ciò che ci separa e unirci intorno a soluzioni comuni per la soluzione di tutti i problemi.

Il movimento Arvut è riuscito ad unire migliaia di persone di diversi tipi. I loro materiali sono pubblicati nei siti principali; pubblica libri e opuscoli, offre delle letture e organizza seminari in diverse organizzazioni. Insieme a questo, il movimento focalizza le sue forze in diversi progetti importanti, coprendo un grande numero di ascoltatori.

La tecnica dell’educazione integrale è stata sviluppata da sforzi internazionali. I programmi educativi del movimento sono stati presentati all’UNESCO e all’ONU. Sono già utilizzati nelle prigioni degli Stati Uniti, e l’Università di Siauliai ha firmato un accordo per usare la tecnica dell’educazione integrale nel suo processo educativo.

Nei media, il canale televisivo Israeliano Arvut.TV è creato sulle basi del Canale 66: serve come fondamento per i programmi sul tema della garanzia reciproca, trasmettendo il concetto dell’unità della società in diversi modi, senza la quale nessun problema moderno può essere risolto.

Tavole rotonde in ebraico e in russo, che si tengono regolarmente in tutta la nazione, sono il fiore all’occhiello del movimento. Lo schema è già stato utilizzato in decine di città, cosi come negli istituti superiori Tel Hai, Beit Berl, l’Università di Haifa, e perfino il Knesset (la grande assemblea israeliana). Qui punti di vista opposti sono venuti a contatto e opponenti apparentemente irreconciliabili hanno trovato un comune accordo.

Questa estate, il Movimento Arvut, insieme a grandi organizzazioni come il movimento giovanile Scopus, L’Associazione di Centri Comunitari, il Concilio di Giudea e Samaria, Kulanana. L’Unione di Volontari, Kenes Sderot le havrah, il movimento giovanile Bnei Avika, L’Associazione di Studenti Israeliani, Tnuat a-Noar Be Yisrael, il movimento giovanile Maccabi Hatzair, l’organizzazione Maace, il Parlamento Israeliano delle Donne e l’organizzazione femminile Ahoti (“Mia Sorella”), stanno portando avanti una grossa campagna chiamata “120 Tavole rotonde: Dialogo Pubblico o una Posizione Collettiva”. Nel consolidamento della società noi non possiamo fare niente senza la garanzia reciproca, e prima di tutto, richiede la ristrutturazione dei valori poiché la società coltiva valori basati nella divisione e nella competizione inflessibile.

Durante i mesi estivi si terranno simultaneamente delle discussioni nelle tavole rotonde nella maggior parte delle città della nazione; saranno presenziate da rappresentanti di tutti i livelli del governo. Questa campagna culminerà nel Knesset a novembre.

I giornalisti hanno senz’altro molte domande: “Può l’idea idealistica della garanzia reciproca combinarsi con la società stanca che non crede più a niente? Dov’è la garanzia che una collisione della realtà con cucina politica israeliana non diventi il più amaro disaccordo?”

-“Non siamo una compagnia assicurativa” -ha detto Alon Zion, consigliere strategico del movimento. “Può essere garantita solamente una cosa: il fallimento del vecchio sistema ci ha messo alle soglie della degradazione”.

“Ma non è un tentativo di negoziare con i colpevoli di questa situazione destinata a fallire?”

-“Noi non ci focalizziamo a negoziare, ma a cambiare l’approccio nella soluzione dei problemi” ha detto Igor Dion, portavoce del movimento russo del Movimento Arvut. “Troviamo delle basi ferme d’interessi comuni, e solo a questo livello iniziamo ad essere d’accordo uno con l’altro. Qualsiasi altro approccio fa bene a chi è più forte”.

La parola “utopia” si è sentita diverse volte nel pubblico.

-“In greco significa un posto che non esiste”, ha spiegato Emma Sotnikova, segretaria di stampa del movimento. “Bisogna creare questo posto per cambiare le relazioni tra le persone. Altrimenti, l’Israele non ha futuro. In questo ventunesimo secolo, l’era dell’informazione, il “Quarto potere” diventa quello principale. Quindi, usatelo per il bene” ha detto incoraggiando i giornalisti.

Dopo la fine della conferenza, le discussioni sono andate avanti, il che dimostra che i temi sollevati dal Movimento Arvut sono risultati interessanti a molti dei presenti.
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Per il mondo è prevista la Seconda Grande Depressione

Opinione (D. Rodrik, professore all’Università di Harvard, Project Syndicate): Lo sviluppo della situazione in Europa potrebbe portare ai cambiamenti globali in tutto il mondo. Il default della Grecia potrebbe causare un effetto domino, in seguito la crisi raggiungerà la Cina, gli Stati Uniti – e inizierà la Seconda Grande Depressione. Le differenze economiche tra Pechino e Washington minacciano di portare la guerra tra i due paesi.

I leader mondiali stanno facendo tutti gli sforzi per salvare il sistema bancario. Tuttavia, questo non aiuta. La situazione economica continua a deteriorarsi. La crisi sta raggiungendo la Cina: centinaia di fabbriche cinesi sono chiuse.

In tutta Europa, arrivano al potere, i radicali di destra e di sinistra, che iniziano a espellere gli immigrati dai loro paesi. I regimi in Medio Oriente si trasformano in una teocrazia autoritaria. Le differenze economiche tra la Cina e gli Stati Uniti potrebbero sfociare in un conflitto militare globale.

Il mio commento: Per evitare di “scivolare verso il basso del mondo” bisogna, come ad un paziente, raccontare della sua malattia e diffondere questa conoscenza ampiamente, a tutti, per aumentare la consapevolezza della situazione pericolosa della società in cui essa è stata. La conoscenza della malattia e delle sue possibili conseguenze – in primo luogo, è necessario per superarla. Dopo è necessario spiegare il motivo per lo stato in cui ci troviamo, la causa della crisi. Sulla base di un’analisi Si potrebbe capire come trattarla. Poiché si costruisce il corso sull’educazione integrale.
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L’Italia è sull’orlo di un precipizio

Opinione (Mario Monti, Primo Ministro Italiano): “Grazie al contributo delle forze politiche e dei sacrifici del popolo Italiano, siamo indietreggiati dal precipizio – ma il buco si sta allargando e potrebbe inghiottirci. Siamo di nuovo in una crisi.”

Il mio commento: Dal bordo di un precipizio si può cadere, ma si può anche volare…
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Dal 1960 l’umanità ha smesso di svilupparsi

Opinione (P. Till, investitore , l’ex direttore generale di PayPal, fondatore di Palantir, insegnante presso Stanford): Fino alla rivoluzione tecnologica le persone facevano soldi, prendendoli dagli altri. Dall’invenzione del motore a vapore alla fine del 17° secolo fino al 1960 il progresso tecnologico è stato colossale. La rivoluzione tecnologica ha portato dei cambiamenti: i soldi si potevano ottenere non rubando ma guadagnando attraverso il commercio.

Lo zenit dell’ottimismo riguardante il futuro della tecnologia è stato nell’anno 1960. Le persone credevano nel futuro, erano convinti che la successiva metà del secolo sarebbero stati anni di progresso tecnologico senza precedenti.

Ma è successo il contrario: bisogna lavorare di più e più a lungo ed il riempimento materiale diventa sempre di meno. Il progresso degli ultimi 200 anni va velocemente calando e viene sostituito con la crisi, che implica la necessità di rivedere lo scopo dello sviluppo dell’umanità.

Il mio commento: Dagli anni successivi al 1960 lo sviluppo non va a favore dell’uomo. C’è bisogno di elevarsi al prossimo livello e darsi come scopo il raggiungimento di altri valori, tranne quelli materiali che non possono più soddisfarci, non si sviluppano a nostro favore.
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Andarsene dalla società di consumo!

Opinione (K. Rogof, professore di economia, Harvard): Tutti i problemi macroeconomici del mondo sono collegati ai pesi di debito di vario tipo. Cosa possono fare i governi, tranne lavarsene le mani? È interessante pensare alla necessità di bilanciare i budget, ma non è tanto facile farlo. Per ora non ci sono soluzioni ai problemi di debito.

La mia risposta: La soluzione c’è, non nei concetti economici e finanziari, ma nel cambio del paradigma, lo sguardo sul mondo, sulla società, sullo scopo della vita. La crisi, invece, ci picchierà, finché non diventeremo più intelligenti ed inizieremo a prendere obbligatoriamente la società futura del consumo ragionevole come società dell’“Ultima generazione”
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E la paura ha sopraffatto tutti gli esseri viventi …

Nelle notizie (da Global News): “Il presidente Barack Obama ha esortato i leader europei di impedire che l’incombente crisi del debito d’oltremare trascini verso il basso il resto del mondo.

“Lui ha detto che l’Europa deve iniettare denaro nel sistema bancario. …

“Nella sua breve conferenza stampa alla Casa Bianca Obama ha citato anche la Grecia dove le elezioni potrebbero determinare che Atene lasci l’Eurozona, in particolare se con l’anti-piano di salvataggio l’ala sinistra di Syriza diventi il più grande partito in Parlamento.

“Lui ha ammonito la Grecia che ritirandosi dalla zona euro come la 17-nazione avrebbe significato ancora maggiori difficoltà economiche rispetto alle misure di austerità già avviate.

“Nel suo discorso di apertura, Obama ha sottolineato l’importanza di un economia forte nell’Europa, dicendo: ‘Se c’è meno domanda dei nostri prodotti in luoghi come Parigi o Madrid potrebbe significare meno lavoro per i produttori dei luoghi come Pittsburgh o Milwaukee.'”

Il mio commento: Giacché loro non desiderano questo! Ma cosa possono fare se non hanno nessuna soluzione, e la soluzione per superare la crisi che io offro attraverso un cambiamento delle persone e della società umana sembra loro utopica.
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Il ritorno del crollo globale

Opinione (М. Keisy, redattore principale in Dow Jones e al Wall Street Journal): Nell’esperienza annuale mondiale il 2009 è stato l’anno più disastroso. Oggi noi ci troviamo al confine con la stessa cosa, la caduta continua e questo minaccia tutto il mondo.

L’attrito ha trasformato il crollo della zona euro in una probabilità reale. Se si arrivasse fino a questo, allora sarebbe una catastrofe globale. Il sistema bancario internazionale è troppo interconnesso per poter sopravvivere ad un fenomeno del genere, senza grandi perdite e deflussi estremi di capitale.

I governi avrebbero dovuto lasciare da parte i loro compiti interni ed occuparsi di azioni di coordinamento, liberalizzare il mercato, coordinare la politica sociale di moneta, sviluppare un sistema centrale di conservazione delle riserve valutarie, per far perdere al dollaro il suo dominio insano.

Il mio commento: Le soluzioni proposte possono essere presenti solo sulla carta, in quanto non appena si passa all’azione di cambiamento, tutti minacciano di crollare completamente. Proprio con questo si può spiegare la mancanza di azioni da parte dei governanti dell’UE.
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La fine si sta avvicinando

Opinione (Robert Zoellick, Presidente della Banca Mondiale): “Attenzione al ritorno del Grande Panico del 2008″: Il Presidente della Banca Mondiale avverte l’Europa che sta andando verso una “zona pericolosa” mentre i mercati del mondo hanno sofferto fino ad oggi i giorni più bui dell’anno..

“Mr. Zoellick…non ‘era‘ per niente chiaro che i capi dell’eurozona si fossero fatti forza contro l’inevitabile catastrofe tra i timori di un’uscita della Grecia dalla moneta unica ed il tracollo della Spagna.

“Il flusso di denaro nei cosiddetti ‘paradisi-sicuri’ verso i titoli di stato di Regno Unito, Germania e Stati Uniti si è trasformata ieri in una fuga precipitosa …

“Ci sono state un sacco di brutte notizie economiche che sono arrivate da tutto il mondo, con una decisa discesa della produzione manifatturiera in Gran Bretagna e in Europa, con l’impennata della disoccupazione nell’eurozona e in America, e le economie che stanno emergendo con forza come il Brasile e la Cina che mostrano segni di indebolimento.”

Il mio commento: Bene, finalmente sentiamo delle dichiarazioni vere, e non della pubblicità. Non è più possibile nascondere il collasso del sistema consumistico. C’è una sola possibile via d’uscita – cambiarlo. Ma ancora nessuno parla della sola ed unica soluzione. Quindi, la crisi continuerà fino a quando gli uomini testardi non cadranno a terra. Ma quante miserie, privazioni e quanta fame dovranno soffrire gli uomini a causa della miopia e della testardaggine dei finanzieri?
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