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La Crisi: Il collasso del capitalismo

Opinione (Vasiliy Koltashov, Capo del Center of Economic Research of the Institute of Globalization and Social Movement – Centro di Ricerca Economica e dell’Istituto di Globalizzazione e del Movimento Sociale): “La caratteristica del nostro tempo è che il significato della crisi sembra essersi perso e non stiamo provando a cercarlo.

“Se dal punto di vista dell’uomo comune, la crisi economica è un disastro, dal punto di vista della teoria economica, la crisi è un’insolita caduta causata da alcuni errori, sebbene le crisi economiche siano fattori oggettivi e siano create da reali condizioni economiche. Sono utili precisamente perché non portano alla fine del mondo, anche se sembrano esserlo, e ad un certo punto sembrano essere un terribile disastro. Il modello della vecchia economia sta collassando, ed uno nuovo sta emergendo.

“Ci troviamo in una crisi economica, ma ciò che è interessante è che non finisce qui. Non è una consueta crisi di produzione, legata al processo commerciale (quando si ha una sovrapproduzione di beni, la sovrapproduzione viene liquidata, l’industria viene riorganizzata, e lo sviluppo continua); no, questa è una crisi che si presenta come un grande guasto…

“Vediamo che la crisi non è ancora finita e, inoltre, per finire, ci dovrà essere un cambiamento qualitativo. Qual è questo cambiamento qualitativo?”

Il mio commento: Ci troviamo in questa crisi; nessuna innovazione, nessuna scoperta, nessuna svolta tecnologica, o cambiamenti che avvengono ci aiuteranno ad uscirne, lo faranno solamente i cambiamenti in noi! Siamo entrati nella zona della natura indivisibile o, in altre parole, la natura ha iniziato ad influenzarci integralmente, a trattarci come una cosa sola. Finché non diventeremo così, ci ritroveremo in un crescente squilibrio con la natura, che percepiremo come pressione: ambientale, naturale, sociale, nella salute e nella famiglia, ecc.
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La situazione della Leadership globale annullata

Opinione (Ian Bremmer, Presidente del Gruppo Euro Asiatico): “Sai sencondo me siamo in quello che chiamiamo un mondo Gzero, non G7 o G20 ma Gzero – un posto dove manca la linea di comando e dove nessuno è il numero uno, questo veramente riflette il fatto che abbiamo un vuoto di potere.

“Prima della crisi finanziaria, gli Stati Uniti veramente guidavano tutte le istituzioni mondiali, hai visto questo certamente nell’ IMF, nella World Bank, nelle Nazioni Unite. Voglio dire queste sono tutte istituzioni create dagli Stati Uniti e dai loro alleati le loro priorità e capitali. Gli stati Uniti non sono più alla guida delle istituzioni globali, ma questo non significa che non ci sia un processo decisionale in corso. Solamente le decisioni vengono prese globalmente. E vedrai gli Stati Uniti lavorare moltissimo nel 2013 al fine di approvare, per esempio, un grosso patto commerciale la Partnership Transpacifica. Se succede, coinvolgerà il 40% del prodotto interno lordo del mondo, che non è il 100 o l’80 – è il 40. Però effettivamente è la coalizione di quanti sono pronti sul lato economico”.

Il mio commento: Lo sviluppo della società ci ha portato a livellare mano a mano qualunque cosa e chiunque. Non poteva essere altrimenti visto che il mondo si stà muovendo verso la piena integrazione, l’unificazione, l’unità contro la sua volontà attraverso la sofferenza, oppure in modo volontario e consapevole. Inoltre queste due vie, anche se portano allo stesso goal, sono diverse per noi: La via lunga passa per la guerra, le distruzioni, la morte di fame, la via veloce è facile, felice e pacifica. Scegliere la via significa accettare o no l’educazione integrale per tutti come mezzo per ottenere lo stesso risultato secondo una via buona.
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L’economia degli Stati Uniti è in discesa

Opinione (Michael Chazin, economista): “Gli americani hanno ammesso che i politici sono persone sobrie e capiscono che a volte è meglio ammettere: è in atto un precipizio fiscale. La reazione degli esperti: le peggiori aspettative in relazione ad un precipizio fiscale si sono avverate. Le azioni del governo degli Stati Uniti sono diventate completamente prevedibili. Non ci sono azioni concrete per combattere la crisi, non ci sono spiegazioni, solo un riferimento a fattori “oggettivi”. […]

“La domanda è: che cosa faranno dopo. La recessione aumenterà, ci potranno essere problemi con il rating degli Stati Uniti, e questo è ancora più pericoloso.

“Un’altra opzione è quella di costringere le banche a concedere prestiti ai privati, nonostante il fatto che non li restituiscano. Ma non appena diventerà chiaro che i prestiti non devono essere restituiti, i cittadini potranno iniziare a spendere soldi per cose stupide. Questo provocherà un aumento delle vendite, ma i venditori useranno l’occasione di aumentare i prezzi. Questo potrà diventare una minaccia e sarà poco efficace.

“In che modo il governo degli Stati Uniti interverrà per compensare il calo della domanda che provoca la recessione economica? I dati GPD non devono trarre in inganno: la crescita della spesa per consumi privati è associata a compensazioni permanenti, queste spese sono molto più elevate rispetto al reddito delle famiglie normali. […]

“Nell’UE, i cittadini hanno suggerito” di stringere la cinghia. “E’ possibile che gli Stati Uniti scelgano pure questo corso. Ma la Federal Reserve non ha intenzione di inasprire la politica monetaria. Le autorità sono in uno stato di dilemma, la crisi continua, non vi è nulla di nuovo in questo”.

Il mio commento: La ristrutturazione, il ripristino, il riavvio, non importa cosa, ma tutti dovranno ascoltare l’inesorabile legge della natura. La vita si sviluppa ed esiste solo grazie alla combinazione di due forze opposte “ricezione e dazione” (egoismo e altruismo) nel punto di mezzo tra loro, in linea di mezzo se si considera il punto in movimento. Invece di includere a lungo termine l’egoismo nell’altruismo, dovremmo usarlo con saggezza, con cura anche nella proprietà di unità, dell’altruismo, per lo sviluppo delle relazioni integrali. In questo caso, potremmo svilupparci in armonia con la natura.
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In disaccordo con la nuova realtà

Domanda: In passato l’umanità ha in qualche modo regolamentato il male che ha incontrato, ma oggi sembra che il male sia stato lasciato libero.

Risposta: Noi siamo avanzati e ci siamo sviluppati attraverso una salita costante, nel corso degli anni il nostro ego è cresciuto fino a diventare “circolare”. Abbiamo sempre saputo cosa fare con esso, e come bilanciarlo. Di volta in volta ci ha spinto in avanti per nuove conquiste. Lo abbiamo sempre gestito: abbiamo costruito, inventato, e aggiunto qualcosa. La mancanza ci ha spinto in avanti e abbiamo raggiunto un riempimento. Se non era possibile raggiungerlo direttamente, allora facevamo delle rivoluzioni.

Le generazioni sono cambiate, c’è stato il periodo della schiavitù, il feudalesimo, il Medioevo, il capitalismo, e alla fine abbiamo raggiunto l’ultima fase, il comunismo. In uno stato “circolare” non ci può essere altro che connessioni reciproche basate sulla mutua garanzia.

Dobbiamo dire qui che è il Creatore che di volta in volta evoca la mancanza, e con questo, la creatura riceve il potere e la mente per soddisfare la mancanza. Il cambiamento di epoche e i momenti speciali sono caratterizzati da rivoluzioni, dal momento che tali transizioni sono possibili solo attraverso i problemi, attraverso cambiamenti drammatici.

Così oggi, nel nostro stato attuale, dobbiamo agire secondo la nuova leadership. Tutti i vecchi approcci e metodi oggi non funzioneranno, dal momento che erano tutti buoni fino al momento in cui abbiamo cominciato a diventare “circolari”. Ora riceveremo colpi perché non ci stiamo adattando a ciò che sta accadendo intorno a noi.

Queste non sono insinuazioni, ma il processo naturale degli eventi: se non si regolano le condizioni esterne, non si può incolpare nessuno per il risultato. Per esempio, che senso ha incolpare gli altri se si è andati in giro senza vestiti caldi in una fredda giornata d’inverno? Allo stesso modo, stiamo ormai entrando in un nuovo mondo senza esserci adattati ad esso.

È stato scientificamente provato che nella nuova era abbiamo bisogno di un maggior grado di unione, connessione e cooperazione. Ma siamo rimasti così come eravamo e quindi non ci siamo adattati alla nuova realtà, alla forza della leadership che ci ha chiusi in un sistema “circolare”. Per più di cento anni gli scienziati e gli esperti hanno scritto riguardo a questo, quindi di chi è la colpa se noi non ascoltiamo?

Il prezzo del nostro non adattarci alle mutate condizioni sarà il fallimento globale, il crollo sistematico, e forse anche una guerra mondiale. Come potrebbe essere altrimenti se ci rifiutiamo ostinatamente di regolare noi stessi per l’unione e la connessione che il nuovo stato richiede? Siamo come una persona che ha ucciso i propri genitori e chiede al giudice misericordia, perché lui è un orfano.

Quindi è giunto il momento di adattarci al mondo globale, che continuerà ad “arrotondarsi” ancora di più. È impossibile continuare a vivere come nel passato, l’unico modo oggi è l’unione e la connessione, dato che il mondo sta diventando uno davanti ai nostri occhi.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.12.2012, “La Pace“)

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La disoccupazione dell’Eurozona raggiunge il record più alto

Nelle notizie (da Bloomberg): “Nell’euro-zona il tasso di disoccupazione ha raggiunto il record nel mese di novembre, in risposta alla crisi fiscale e alle durissime misure di austerità adottate, aggravando così i problemi economici dell’Europa.

“La disoccupazione nelle 17 nazioni della regione è salita al 11,8 per cento dal 11,7 per cento nel mese di ottobre, ha comunicato oggi l’ufficio di statistiche dell’Unione europea a Lussemburgo. Questo è il più alto dato della serie di dati che è iniziata nel 1995 ed è in linea con la stima media di 27 economisti in un sondaggio di Bloomberg News.”

Il mio commento: Dobbiamo essere d’accordo che non c’è ritorno alla società dei consumi, e prima si passa a un nuovo modo di pensare integrale (consumo ragionevole, equa ripartizione, la chiusura di tutte le imprese “in eccesso”, la creazione di un economia razionale, senza surplus di prodotti), il meno si perderà nella fase di transizione alla nuova fase di sviluppo.
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David Cameron: “Non forzate L’Unione Politica”

Notizie (da Reuters): “Il primo ministro David Cameron ha detto giovedì ai leaders europei che ogni tentativo di forzare i paesi in una unione politica sempre più profonda è stato un errore a cui la Gran Bretagna non ha preso parte.[…]

“’I paesi dell’Europa hanno la loro storia, le loro tradizioni, le loro istituzioni, vogliono la propria sovranità, la capacità a fare le proprie scelte, e provare ad infilare i paesi in un’ unione politica centralizzata sarebbe un grande errore per l’Europa, e la Gran Bretagna non ne prenderebbe parte’ ha detto in un discorso.”

Il mio commento: Ha ragione. Non vale la pena cercare di avvicinarci. Devo essere preparato in anticipo a vivere con una persona nella stessa stanza. E’ necessario mettere in pratica prima l’educazione integrale, e solo allora nella misura del suo impatto sulle nazioni europee, portarle insieme ad una maggiore vicinanza, per ogni singolo paese -solo questo approccio avrà dei vantaggi.
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“Donne e ragazze sono state colpite molto duramente”

Notizie (dal Plan and the Overseas Development Institute): “Le ragazze stanno sopportando il peso della recessione economica globale – essendo più predisposte alla caduta nella povertà, alla riduzione delle aspettative di vita e all’abbandono della scuola, secondo un nuovo rapporto del Plan and the Overseas Development Institute (ODI). […]

“Si dice che la povertà delle famiglie colpisca molto duramente le ragazze – con solamente 1% di caduta del PIL, l’ aumento della mortalità infantile di 7,4 decessi su 1000 ragazze contro 1,5 ragazzi.

“I risultati indicano anche che le carenze alimentari e la malnutrizione sono più diffuse tra le ragazze che tra i ragazzi. Le donne riducono anche il loro consumo di cibo per diventare degli ‘ammortizzatori’ a beneficio della sicurezza della casa.

“Come le donne lavorano più a lungo per meno denaro, così più ragazze sono spinte a lasciare la scuola per coprire le esigenze dei lavori domestici delle loro case, per essere inserite in pericolosi lavori minorili o anche nel commercio sessuale”.

Il mio commento: L’educazione integrale ci porta a costruire una società di eguali, provvedendo ai bisogni basilari di tutti, e tutti hanno il dovere di prendere parte alla propria correzione (educazione e formazione). Se smettiamo di produrre più di quello che serve per vivere, ci libereremo di lavori inutili e dannosi e saremo in grado di elevarci al livello successivo che la Natura ha stabilito, il livello dell’umanità integrale o indivisibile.
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“Che cosa andrà a sostituire il modello della globalizzazione?”

Opinione (David M. Smick , consigliere macroeconomico globale, fondatore e direttore della rivista Economia Internazionale, autore di “Il mondo è curvo: Pericoli nascosti per l’economia globale”): Ecco una delle previsioni: Il partito politico che controlla la Casa Bianca da gennaio potrebbe, fra quattro anni, essere fuori dal potere per una generazione. Le sfide economiche sono molto scoraggianti. […]

“Il modello della globalizzazione degli ultimi 30 anni sta per crollare. E sembra che non vi sia alcun modello nuovo per sostituirlo. […]

“E ‘difficile sottovalutare il grado in cui questo è difettoso, a volte spaventoso, il bene che chiamiamo globalizzazione è stato una proverbiale oca dalle uova d’oro. Di conseguenza, il pubblico ha aspettative irrealistiche su quanto l’economia è in grado di fornire nella post-globalizzazione mondiale.”

Il mio commento: Dobbiamo riconsiderare i modelli di tutto il mondo, il modo in cui l’economia li riflette, e uno di questi sono i brutti rapporti. La globalizzazione, che è stata costruita da egoisti, non è riuscita, ma ha accelerato la realizzazione del male in dipendenza dall’egoismo e ci costringe a riconoscere la sua fine, un vicolo cieco dell’approccio generale alla vita egoista. Un vero mondo globale, solidale, ci aspetta, in cui tutte le relazioni e le soluzioni saranno basate solo sulla somiglianza con le leggi della natura, del Creatore.
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“L’Europa nel 2013: Un anno di decisione”

Opinione (George Friedman, Presidente di Stratfor): “E’ la dimensione politica che è diventata la più importante, e non quella finanziaria. Può anche darsi che l’Unione Europea sia in procinto di trattare con i suoi bancari e potrebbe evitare altri problemi di debito sovrano, ma il prezzo che ha pagato oltre la recessione è ben più grave, la disoccupazione è a un tasso superiore a quello degli Stati Uniti d’America in generale, ed enormemente più alto in alcuni paesi.

“Siamo in grado di dividere l’Unione Europea in tre categorie misurando a confronto il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti, che si attesta a circa il 7,7 per cento. Ci sono cinque paesi dell’UE con un tasso nettamente inferiore a questo (Austria, Lussemburgo, Germania, Paesi Bassi e Malta). Ci sono sette paesi con tasso di disoccupazione simile a quello degli Stati Uniti (Romania, Repubblica Ceca, Belgio, Danimarca, Finlandia, Regno Unito e Svezia). Gli altri 15 paesi sono al di sopra dei livelli di disoccupazione degli Stati Uniti, 11 hanno un tasso di disoccupazione tra il 10 e il 17 per cento, tra cui la Francia al 10,7 per cento, l’Italia all’ 11,1 per cento, l’ Irlanda al 14,7 per cento e 16,3 per cento in Portogallo. Altri due sono incredibilmente superiori – la Grecia al 25,4 per cento e la Spagna al 26,2 per cento. Questi livelli sono vicini al tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, al culmine della Grande Depressione.

“Per gli avanzati paesi industrializzati – tra i più potenti d’Europa, se è per questo – questi sono numeri mozzafiato. E’ importante considerare che cosa significano questi numeri socialmente. Tenete a mente che il tasso di disoccupazione salirà per i lavoratori più giovani. In Italia, Portogallo, Spagna e Grecia, più di un terzo della forza lavoro sotto i 25 anni è riferito come disoccupato. Ci vorrà una generazione per portare l’aliquota fino ad un livello accettabile in Spagna e Grecia. Anche per i paesi che rimangono a circa il 10 per cento per un lungo periodo di tempo, i tempi saranno più sostanziali, e l’Europa è ancora in recessione.

“Si considera disoccupato qualcuno del tipo 20%, magari con un titolo universitario. I numeri significano che non avrà mai una buona occasione o che non avrà mai la possibilità di proseguire la sua carriera prescelta e molto probabilmente non potrà mai ottenere un posto di lavoro a livello sociale che ha anticipato. In Spagna e in Grecia, il giovane – come pure il vecchio, – si trovano ad affrontare una catastrofe personale. Negli altri, la percentuale di fronte a una catastrofe personale è inferiore, ma ancora molto reale.

Si ricorda anche che la disoccupazione non riguarda una sola persona. Essa colpisce i parenti stretti, genitori e eventualmente altri parenti. L’effetto non è solo finanziario, ma anche psicologico. Si crea una cappa, un senso di fallimento e di terrore.

“Si crea anche disorientamento nei giovani pieni di energia e di rabbia. La disoccupazione è la radice di movimenti anti-statali a sinistra e a destra. L’estendersi di disoccupati disperati che hanno poco da perdere e pensano di avere qualcosa da guadagnare dal destabilizzare lo Stato. E ‘difficile quantificare il livello di razzismo e disoccupazione in questo tipo di disordini, ma non c’è dubbio che la Spagna e la Grecia sono in quella zona e che altri potrebbero esserci.

“E ‘interessante che, mentre la Grecia ha già sviluppato un movimento di destra radicale di una certa dimensione, il sistema politico spagnolo, mentre sta vivendo lo stress tra il centro e le regioni autonome, rimane relativamente stabile. Direi che la stabilità si basa su una convinzione che non ci sarà una soluzione per la situazione della disoccupazione. E’ una completa enormità che non è ancora affondato, neppure per il fatto che questo tipo di problema della disoccupazione non si risolverà rapidamente. È profondamente strutturale. Il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti durante la Grande Depressione è stato attenuato in misura limitata dal New Deal, ma ha richiesto la ristrutturazione della seconda guerra mondiale per affrontarlo davvero.

“Questo è il motivo per cui il 2013 è un anno cruciale per l’Europa.”

Il mio commento: Anche se l’anno 2013 non ci si aspetta di essere critico, ma di passarlo in silenzio, il tempo indebolisce l’UE e il mondo. Ci sono più problemi sociali, che economici, ma non possono essere risolti se non attraverso l’educazione della società, perché si è persa, non ha una guida, dei leader, e obiettivi. Le persone non possono essere gestite in queste condizioni, nulla di nuovo può essere offerto a loro. Ecco perché i leader scompaiono, e la barca è a dondolo in mezzo al mare.
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L’Anno del movimento verso il pubblico

Domanda: Lei ha detto che il 2013 sarà un anno di grandi cambiamenti. Mi piacerebbe sentire da te una specie di benedizione, per quanto riguarda quest’anno.

Risposta: Penso che quest’anno passerà relativamente tranquillamente in tutto il mondo. Il mondo ritarderà la fine. La caduta economica continuerà, ma in modo più lento; i governi stamperanno denaro, saranno gonfiati tutti i tipi di “bolle”, e in questo modo il collasso verrà impedito.

Ma abbiamo bisogno di capire che questo periodo è un bene per noi per riorganizzarci, per continuare l’unione, per prepararci intensamente e bene per la formazione e la divulgazione, in modo che possiamo imparare a parlare correttamente al pubblico e saremo in grado di raggiungerli in base al loro livello ed essere vicini a loro. Dobbiamo mostrare alla gente che esiste un metodo di sviluppo completamente diverso, ed è l’unico modo corretto, realistico, e unico affinché possano capire che non c’è un’altra via, vedranno che stiamo davvero offrendo loro l’unica scelta.

Non abbiamo bisogno di competere con gli altri e di convincere la gente che noi abbiamo ragione, come ha fatto in passato il regime sovietico con la sua affermazione “la vittoria del comunismo è inevitabile, perché è giusto”. Abbiamo solo bisogno di lavorare su noi stessi, sul movimento verso il popolo, e gradualmente vinceremo.

Così i nostri workshop hanno bisogno di essere più vicini al pubblico, alla gente. Ciò non significa che siamo in calo. Se una persona è in grado di spiegare cose alte in modo semplice, questo significa che le comprende e che vivono dentro di lui. Egli le traduce dalla lingua del libro al suo linguaggio interiore, e poi le riporta agli altri in un linguaggio semplice. Quindi, è molto importante per noi posizionarci in questo modo per abbassarlo ad una spiegazione semplice.
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(Dalla Lezione virtuale del 30.12.2012)

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