Pubblicato nella 'Corpo e anima' Categoria

Restare concentrati

Domanda: Un desiderio fisico, ad esempio, il desiderio sessuale, può stare sulla mia strada nel percorso spirituale?

Risposta: I desideri fisici per il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere e la conoscenza non possono stare nell’avanzamento spirituale di una persona. Non dobbiamo avere a che fare con ciò che appartiene al corpo separatamente.

Dovremmo essere preoccupati dell’odio che proviamo verso gli amici e poi del mondo intero.

Se vuoi mangiare cinque porzioni al posto di una, è dannoso per il corpo, ma non interferisce con il percorso spirituale. Lo stesso vale per il sesso.

Quindi, pensa solo alla connessione con il Creatore attraverso gli amici, e puoi smettere di preoccuparti di tutto il resto.
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(Dal Congresso di Brasile 6.05.2012, Lezione 5)

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I livelli dell’ascesa

Non importa quanti ostacoli incontriamo lungo la strada, quanta disperazione, sconforto, idee diverse, pensieri e sentimenti egoistici e cattivi, pena, indifferenza, tutto questo crescerà piano piano e creerà un enorme desiderio che è chiamato la sensazione dell’ “esilio in Egitto”. Solo scoprendone la totale grandezza, saremo in grado di intravvedere la redenzione dalle sue oscure profondità.

Dunque, il pensiero della redenzione si aggiunge alla sensazione dell’esilio e ci porta alla libertà. L’oscurità che sentiamo trovandoci davanti al Faraone e la fuga da questa oscurità, sono tutti importanti chiarimenti dentro la Luce che è rivelata ad un uomo che lavora per uscire dall’esilio.

La Luce gli fa sentire un’oscurità che cresce sempre di più ed ha paura del posto in cui si trova, delle sue stesse qualità. La cosa principale a questo riguardo è non torturarci e non lasciarci andare, ma capire che dobbiamo attraversare fino in fondo la sensazione dell’esilio. Infatti, questa è la rivelazione della natura della creazione, della quale è scritto: “Io ho creato l’inclinazione al male”. Adesso il nostro lavoro consiste solamente nel chiedere la Luce che Corregge.

Quando tutta questa situazione sarà completamente chiarita nella percezione di un uomo, egli capirà che i cambiamenti non avvengono a livello fisico, ma al livello delle caratteristiche che rivelano la relazione tra di loro. Esiste un sistema generale e tutte le sue parti sono interconnesse in totale interdipendenza. Questo è il modo in cui tutta la creazione è stata creata.

Ma, poiché questa connessione arriva dall’Alto, ne viene rivelata solamente la Luce più debole, la Luce di Nefesh, e allora la forza della repulsione e dell’odio, l’ego, viene rivelato tra tutte le parti separate e lentamente cresce. Questa era già la creazione reale che era stata creata al di fuori del precedente stato perfetto. L’essere creato fu frantumato e adesso dobbiamo lavorare per rimetterlo insieme.

Non cambia niente nel mondo fisico. Dobbiamo immaginare un quadro nel quale le qualità interiori delle cose cambiano, le relazioni, che sono totalmente staccate dalle forme fisiche del tempo, movimento e spazio. Questo sarebbe molto di aiuto.

Dovremmo capire che un uomo non ha alcuna connessione con la Luce in cui si trova, se non desidera connettersi con gli altri. Solamente se fa degli sforzi per connettersi con gli altri al di sopra del naturale sentimento di rifiuto, richiama e attira su di sé la Luce che lo circonda.

D’altra parte, possiamo dire che un uomo si connette al Creatore solamente attraverso il sistema generale. Nella misura in cui l’uomo compie questa connessione, egli realizza un contatto con la Luce superiore.

Non ci sono altri mezzi per avvicinarsi al Creatore, alla Luce, se non attraverso il sistema generale. Se un uomo è parzialmente connesso al sistema delle anime, allora la sua connessione alla Luce non sarà allo stesso modo completa. L’ordine dei livelli spirituali è determinato da questo. Se io mi connetto con gli altri al 20%, allora mi connetto al Creatore al 20% e mi elevo all’altezza del 20% sulla scala dei livelli spirituali. Tutto viene misurato in relazione ai desideri. Quindi, il nostro lavoro è di intensificare le connessioni con tutta l’umanità, con tutta la realtà, e allora saremo in grado di stabilire un contatto con il Creatore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2012, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Unione sopra e sotto

Domanda: Abbiamo bisogno di essere impregnati di desiderio dal gruppo, ma anche dalle masse. Qual è la differenza?

Risposta: C’è il nostro gruppo, Bnei Baruch (BB), e ci sono le nazioni del mondo. Anche se un’unità (∑) delle nazioni si eleverà in futuro, sarà capace solamente di generare un pianto diretto verso l’alto. La loro unione è buona per unirsi alla nostra unione. E la nostra unione, in cambio, si unirà con l’Uno (1).

Perciò, c’è l’unificazione delle nazioni, l’unificazione tra di noi, e  l’unificazione delle nazioni con noi, dove le masse vengono incluse in noi come le sette Sefirot basse di Bina. È necessario avere un’unione interiore sotto e unione interiore sopra, e allora ci uniremo tutti quanti e ci fonderemo con il Creatore come un tutt’uno.

In questa maniera, noi, come le tre Sefirot superiori di Bina (GAR de Bina), dovremmo provvedere alla correzione delle sue sette Sefirot inferiori (ZAT de Bina).

Domanda: Allora ci sono due livelli di correzione? Noi ci uniamo per il bene della dazione, mentre le masse devono correggere l’egoismo nel livello materiale?

Risposta: Noi non correggiamo niente là tra le nazioni. Noi ci connettiamo con le persone e prendiamo il loro desiderio, che ci aiuta a unirci in maniera ancora più stretta e a stabilire una connessione con la forza superiore, con la Luce. E la Luce agisce in loro attraverso noi.

Alla fine, siamo noi che stiamo portando avanti il lavoro, e non le masse. Senza essere capaci di farlo da soli, loro ci danno la forza per la correzione, e non più di questo. È vero che anche loro hanno bisogno di cercare di unirsi; tuttavia, nessuno è capace di vera unità, nemmeno noi. Soltanto la Luce la realizza. Ed è per questo che la cosa più importante per loro è di comprendere che senza l’unità tra di loro, non ci sarà una buona vita. E noi prenderemo questa richiesta, noi penetreremo e assorbiremo la profondità del dolore amaro e lo trasformeremo in una preghiera.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 08.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Il diritto di sentirsi offesi

Domanda: Nel corso delle interazioni tra le persone possono sorgere forti emozioni. Queste possono essere positive o negative. Come e dove una persona dovrebbe esternare questi stati emotivi, dovrebbe coinvolgere il gruppo o esternarli altrove?

Risposta: Ognuno può esternare le proprie emozioni dovunque voglia, purché esse derivino da una visione integrale del mondo. Se esse derivano da una visione integrale del mondo, quella persona non può affliggere un danno ad un’ altra. La persona può parlare o gridare qualcosa di tagliente, quando vede un’azione o un risultato negativo, ma senza causare danno ad un’ altra.

Domanda: Se qualcuno ha uno sfogo e dice alcune cose dolorose, è meglio conciliare immediatamente o darle un po’ di tempo?

Risposta: È impossibile appianare tutto immediatamente dicendo: alziamo le mani e abbracciamoci. Questo deve essere chiarito. È abbastanza probabile che ognuno di noi ha il diritto di scoppiare e gli altri hanno il diritto di arrabbiarsi. Tutto questo è corretto e normale. Questo accade anche con i nostri bambini che amiamo così tanto, ma a volte il loro comportamento è così insopportabile che semplicemente non possiamo accettarlo. Questo si puo’ osservare anche con gli animali, quando una madre da uno schiaffo al suo cucciolo o lo tira per l’orecchio.

Non c’è niente di cui vergognarsi. All’interno di un quadro specifico di sfoghi e rancori sentimentali sono accettabili. Dobbiamo esaminare queste cose, dal momento che siamo ancora in fase di perfezionamento del processo di educazione e non abbiamo ancora raggiunto il suo stato finale.
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(Del Kab.TV: “Fondamenti della Società integrale”, 26.02.2012)

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Passare in un’altra dimensione

Domanda: Cosa significa che noi possiamo esistere in un’altra forma: senza il corpo o al di fuori di esso?

Risposta: Esiste un’ informazione, il suo vettore e qualcuno che sente questa informazione. E tutti questi elementi possono cambiare. L’informazione (intellettuale e così via) puo’ esistere non solo in una proteina, silicio o altro vettore, e nemmeno in un materiale, o nel cervello.

L’informazione di per sé non è materiale. Siamo solo noi che la percepiamo attraverso un supporto materiale. Noi siamo già in grado di trasmettere informazioni a una proteina, attraverso un vettore vivo (il cervello) a un essere inanimato. Tutta la nostra evoluzione ci ha guidato ai cambiamenti graduali del vettore delle informazioni, l’allontanamento graduale dalla sua forma iniziale, naturale: il discorso, alla scrittura su diversi supporti e poi alla programmazione e archiviazione delle informazioni nello spazio virtuale.

Oggi siamo arrivati alla soglia di un altro stato nel quale il corpo perderà la sua importanza, le sensazioni ci trasferiranno in una nuova dimensione (l’attributo di dazione), mentre sposteremo le informazioni dal cervello-vettore o, per essere più precisi, la qualità di ricettore, a un altro vettore: la qualità di dazione.
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Dove è l’immortalità?

Noi esistiamo in una realtà unitaria, nel mondo dell’infinito, ma da essa noi percepiamo solo la parte, che siamo in grado di realizzare, in quella forma, quel frammento, che è stato creato dalle nostre qualità da tutto il mondo dell’infinito. Tuttavia , in ogni caso, siamo sempre connessi al mondo dell’infinito. Noi riceviamo la forza da lì e tutti i cambiamenti che avvengono dentro di noi avvengono per mezzo della connessione con essa.

In questo modo impariamo che qualsiasi cambiamento avviene per l’innalzamento del MAN (preghiera) da noi attraverso tutti i mondi fino al mondo dell’infinito e discende da lì a noi sotto forma di MAD. Inoltre, qualsiasi cambiamento dà vita a un nuovo Partzuf, uno stato, una connessione tra di loro attraverso il mondo dell’infinito e, seguendo la regola “Malchut del superiore diventa il Keter del inferiore.” Questo è possibile solo a condizione che Malchut ottienga le qualità del mondo dell’infinito e in questo modo diventi la qualità di Keter.

Tale salto nel cambiamento di qualità in materia del nostro mondo è chiamato un cambiamento radicale: porzioni nette e rigorosamente discrete.

Questo è come un elettrone, che ruota attorno al nucleo di un atomo cambiando la sua orbita in un salto, trasformandosi da uno stato stazionario ad un altro. A questo, cambia la sua orbita istantaneamente, scompare dalla vecchia orbita e nello stesso momento appare in una nuova orbita, dove continua il suo movimento, come se non fosse passato attraverso la sua trasformazione, il salto.

I Fisici non possono rilevare né il percorso di trasformazione né la durata della trasformazione da un’orbita all’altra, questo avviene istantaneamente. Questo avviene perché questa azione consiste nell’innalzare la sua forza nel mondo dell’infinito, al di sopra della materia, del tempo, dello spazio e del movimento, che non esistevano lì. Questo è il motivo per cui non siamo in grado di rilevare ciò che sta accadendo in un salto. Il che significa che durante il tempo della trasformazione, che per noi è uno spazio (un vuoto quantistico) una connessione tra il mondo delle conseguenze, il nostro mondo e il mondo superiore.

Oltre a questo, tutta la materia esiste solo a causa di salti quantici simili, ricevendo l’energia della luce superiore (dazione) dal mondo di infinito in esse.

E anche una persona normale in ogni momento della sua esistenza cade fuori dalla realtà del nostro mondo, al fine di cambiare il suo stato per uno nuovo, si connette al mondo dell’infinito e ritorna indietro di nuovo, ma in un nuovo stato già nel nostro mondo, anche se ci sembra che il flusso della realtà è continuo. Con questi continui collegamenti con il mondo dell’infinito dei cambiamenti avvengono e scorrono in tutta la natura su tutti i suoi livelli, dal nostro mondo in tutti i cinque mondi.

L’ascesa al mondo dell’infinito e il ritorno indietro è necessario per il cambio delle Reshimot, i dati, che definiscono i nostri stati specifici. Tuttavia, questi stati specifici, a loro volta, bisogna tenere in continua evoluzione, alimentando dal mondo dell’infinito, e in questo modo, realizzare sempre nuove Reshimot fino alla loro completa realizzazione, la correzione completa di tutta la natura.

Questo accade quando tutte le realtà si fondono in una, la rivelazione completa della Luce, da cui forza tutte le parti dell’universo ricevere Reshimot sempre nuovi da impulsi quantici, nuova energia e qualità. E non è importante come si chiamano questi cambiamenti nella materia: l’intervallo tra le immagini del mondo, un salto quantico (discontinuità), un assenza della realtà, il cambiamento di Reshimot, un cambiamento minimo in uno stato.

Il nostro futuro è padrone di questi stati senza tempo in relazione alla Luce, alla qualità della dazione, al di sopra dell’egoismo: Qui giace la vita sopra la morte. È in assenza di tempo in un salto quantico ed è la nostra immortalità.
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Segare il tronco del mio egoismo

Una persona dovrebbe raggiungere uno stato nel quale sente di essere il partner del Creatore: io faccio la metà del lavoro e Lui fa l’altra metà. Metà per me e metà per Lui. È come una sega a due manici che due persone tengono, ognuno a turno tira dalla sua parte, una volta la prima persona e poi l’altra e così segano il tronco.

Una persona dovrebbe anche sentire che agiscono alternativamente: una volta agisce lei ed una volta il Creatore. Certamente non faccio il lavoro con le mie forze, il potere viene dall’Alto. Il Creatore realizza l’azione e la richiesta proviene da me, quindi ancora un’azione da parte Sua ed una richiesta da parte mia. Così ci completiamo ogni volta a vicenda.

Il migliore stato si ha quando una persona sente che può realizzare questa rotazione senza fermarsi. Questo significa che stiamo davvero lavorando “faccia a faccia” e che un “cavallo ed il suo fantino” stanno lavorando assieme come un tutt’uno nella misura in cui una persona comincia a sentire sempre di più cosa sarà il potere che sta per ricevere e cosa esattamente dovrebbe dare da parte sua.

Dopotutto, noi eleviamo una preghiera, MAN, fino al Mondo di Ein Sof (Infinito), fino all’ultimo accoppiamento prima del Gmar Tikkun (la fine della correzione), che è l’accoppiamento di “Rav Pealim Mekabtziel” nel quale tutte le precedenti preghiere si riconciliano. In ogni gradino della scala spirituale la preghiera diviene più chiara ed accurata, più dettagliata e chiara perché una persona capisce e sente di più. Questa è tutta la realizzazione.

Non sente alcuna vergogna perché dà la sua parte e così è il partner del Creatore, in adesione. Così supera “i giudici e le guardie” che lo respingono e lo seducono e li rende suoi assistenti. Egli sente già le loro azioni come un aiuto.

Possiamo descrivere questo come se una persona ed il Creatore lavorassero assieme sul desiderio di ricevere. Una persona sente di essere insieme al Creatore al di sopra di questo desiderio o che il desiderio è tra loro, che la persona è da un lato ed il Creatore dall’altro e tra loro c’è il desiderio di ricevere che li separa. Una persona non vede il desiderio come proprio. La prima cosa è di disconnettersi dal desiderio egoistico e di ricevere al di sopra di esso, di esserne separato.

Allora vedremo già l’ego che ci separa, che è tra gli amici e la persona ed il Creatore, come il nostro ostacolo comune. Quindi lavoriamo su questo insieme quando ci connettiamo con il Creatore o gli amici per lavorare insieme contro l’ego che ci disturba, senza cercare di cancellarlo perché non possiamo farlo senza di esso, ma desideriamo elevarci al di sopra di esso.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.02.2012, Scritti del Rabash)

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Prima della nascita spirituale

Domanda: In questi giorni prima del Congresso di Arava, gli amici stanno vivendo forti pressioni e paura dell’ignoto. Come posso aiutarli durante la lezione a focalizzare questa pressione nella giusta direzione?

Risposta: Una persona dovrebbe raggiungere un livello di paura e di pressione come ai piedi del Monte Sinai: “o ci si collega o qui sarà un luogo di sepoltura”. Questo perché una persona dovrebbe seppellire il suo desiderio di ricevere, non identificarsi con esso ed elevarsi al di sopra di esso. Questo è chiamato il ricevimento della Torà. Egli chiede la luce per poter eseguire un’azione che è l’opposto della sepoltura. Ma egli deve vedere che questo è ciò che vuole fare con il suo ego, al fine di connettersi con gli altri per raggiungere la dazione.

Naturalmente, allo stesso tempo egli deve sentire la tensione e la pressione. Non c’è una situazione di tensione più alta in tutta la nostra vita come in questo passaggio. Essa è la nascita e la nascita è il processo più naturale possibile, ma allo stesso tempo, esso è l’evento più pericoloso e drammatico nella vita di una persona.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.02.2012, Lo Zohar)

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La risposta all’appello

Domanda: É possibile pavimentare il cammino verso la spiritualità in modo che i disturbi siano d’aiuto e non visti come ostacoli ai quali possiamo rispondere?

Risposta: Il problema non sono gli ostacoli. Tu riveli esattamente quello che puoi superare. Stiamo parlando di una forma sistemica della connessione tra le Luci e i Kelim (vasi, desideri). Qui nessuno decide niente in base alla propria comprensione. Dopo tutto, il Creatore è la Natura. Nell’opposizione tra le linee destra e sinistra, sempre ti viene data la linea media dall’alto, e tu devi costruire dal basso una relazione identica a quello che sta accadendo.

Se non succede, allora c’è qualcos’altro. Ma in generale, tutto è realizzato in maniera completa. A ogni momento vengono create le migliori condizioni di correzione per me. Anche se io dimentico e mi distacco, viene da me poiché è cosi che la mia situazione dev’essere adesso. Quindi, qualsiasi cosa venga a me, il problema è: come rispondo?

Potrebbe essere che la mancanza di risposta derivi dal non preoccuparmi del gruppo dai fattori che devono essere svegliati in me. Ma dall’alto non ci sono ritardi né proroghe. Ein Sof (L’Infinito) opera in noi. Tutte le nostre richieste (MAN – Mayin Nukvin – Acque femminili) vengono da lì. E tutte le risposte (MAD Mayin Dukrin –Acque maschili) scendono da là, a ogni momento. Queste connessioni non si fermano mai, ma tutto il tempo le Reshimot (geni d’informazione – reminiscenze) si rinnovano. Noi immaginiamo un lungo tempo di connessione che attraversa tutti i 125 livelli, ma in realtà tutto è molto più semplice.

Domanda: Quale dovrebbe essere la nostra risposta alle azioni del sistema?

Risposta: Dobbiamo innalzare il nostro appello per la correzione, MAN, e non più di questo. Io chiedo al sistema di essere similare a lui, ed io chiedo questo in base ai miei poteri. Dopo tutto, l’intero sistema di Ein Sof è il Creatore, perfezione. Solo aneliamo Lui.

Domanda: Supponiamo che io abbia trovato un grosso problema: economico, di salute o di famiglia. Come posso rispondere a questo con una richiesta corretta?

Risposta: Devi operare nel piano fisico per poter risolvere i problemi che arrivano, anche se per te è chiaro che tutto viene dall’alto e che tutto si risolverà nel livello spirituale. Ci sembra di incontrare dei problemi corporali, ma è sicuro che il loro background è spirituale.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.02.2012, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot)

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Il Congresso è per tutti coloro che sono desiderosi di essere inclusi

La Costituzione del Congresso di Arava: fratelli nostri, le condizioni fisiche e spirituali che dovete osservare sono davanti a voi. Prima di raggiungerci, controllate accuratamente: siete pronti, voi capite e sentite l’importanza della fase alla quale vi connettete, capite che la Torà, la Luce che Riforma, vi cambierà nella maniera in cui amate e servite tutti? Volete questo? Dovrebbe esservi chiaro che venite qui non per ricevere, ma per ricevere la forza della dazione.

Persino quando si legge solo la storia della Torà sull’esodo dall’Egitto, vediamo che essa coinvolgeva persone di ogni genere: anziani, giovani, bambini, uomini e donne. Essi si differenziavano, alcuni con un grande desiderio di ricevere, altri con un grande desiderio per la dazione. Tutti loro, incluso Mosè ed Aronne, erano ancora nel desiderio di ricevere; tuttavia, il Creatore fu rivelato loro e noi scopriremo quali rivelazioni ebbero luogo.

Ecco perché noi apriamo il Congresso di Arava a tutti gli uomini, noi non controlliamo se essi partecipano a tutte le nostre attività. Una persona può arrivare al congresso ma non potrà prendere parte pienamente ad esso se non studia durante le lezioni del mattino, se non paga il Maaser (la decima), se non partecipa alla riunione degli amici, alla loro connessione e se non è coinvolta nella divulgazione. Queste sono le quattro condizioni in accordo alle quali una persona è un mio studente e membro di Bnei Baruch, un amico di tutti.

Prima di tutto, noi stiamo parlando di azioni fisiche che sono seguite da livelli più profondi nella misura in cui una persona investe il proprio cuore e vuole davvero impegnarsi per raggiungere lo scopo. Così, ci sono differenti gradazioni.

Comunque, non è mai troppo tardi per iniziare. Noi vediamo che questo mese sempre più persone studiano durante la lezione del mattino di Kabbalah e molte cominciano a pagare il Maaser perché hanno capito che questi fondi sono dedicati alla divulgazione del metodo della Kabbalah nel mondo. In essenza, questa è la nostra correzione. Noi esistiamo a questo scopo: per realizzare il ruolo di Israele nel mondo, per ricevere il metodo dall’alto e passarlo in basso.

Quindi, la comprensione ed il risveglio stanno crescendo nella nostra comunità; finalmente le persone prendono la strada giusta. Tuttavia, non abbiamo bisogno di essere grandi, dobbiamo solo capire le opportunità che ci vengono date. Questo è importante.

Molti tipi di desideri uscirono dall’Egitto: bambini, vecchi, giovani, uomini, schiavi, capre e pecore. Essi erano tutti i livelli: inanimato, vegetale, animato e parlante, ma ogni desiderio voleva partecipare a questo pienamente. Anche un bambino che è completamente pronto a prendervi parte è incluso.

Quindi, noi apriamo il congresso a tutti. Un uomo può dire: “Io guardo le lezioni in TV da molto tempo e cercherò di fare il resto”. Anche lui può venire, noi non allontaniamo nessuno. Nella spiritualità, solo la persona può verificare il suo cuore davanti al Creatore e nessuno può interferire in questo.

Tuttavia noi chiediamo, ed è molto importante, che la gente cerchi almeno di essere con noi durante i giorni del congresso con tutto il suo cuore e l’anima. Ecco perché poniamo termini materiali e condizioni per il lavoro interiore che deve essere seguito.

Le persone che entrano nella terra del Congresso di Arava sono obbligate ad osservare la Costituzione. Vengono date loro tutte le condizioni per partecipare. Se non prendono parte allo sforzo comune, esse danneggiano tutti e questo causerà loro molti danni.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.02.2012, “Consigli per il Congresso di Arava”)

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