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Cosa succede quando l’ego si intromette in una relazione?

Se vogliamo che le relazioni durino anni e rimangano piene di passione, soddisfazione e significato, dobbiamo rinnovarle costantemente, altrimenti, se diventano una routine, diventano stantie.

La sfida principale per le coppie è cercare costantemente il modo di affascinare, apparire nuovi e coinvolgersi reciprocamente nella relazione. In questo senso, ci sono delle basi che derivano dalla natura e che possono essere d’aiuto.

Parliamo un attimo di ego. Sappiamo tutti che i giochi dell’ego e le lotte di potere possono rovinare qualsiasi cosa positiva. Osserviamo tali fenomeni non solo nelle relazioni, ma anche nella vita sociale. Nell’era dell’ego ipertrofico, proprio quando la realtà diventa sempre più interconnessa e richiede considerazione reciproca, nessuno riesce a guardare oltre se stesso.

L’ego è un aiuto “contro” il nostro stato molto migliore e più armonioso di connessione. È un’inclinazione che può sì distruggere, ma anche costruire e farci crescere. Tutto dipende da come impariamo a gestirlo in modo equilibrato, trasformandolo in una leva. Le coppie che sanno farlo diventano compagni in un processo unico di sviluppo che genera rinnovamento continuo.

Nell’approccio educativo integrale, l’apprendimento avviene in un contesto di gruppo e le coppie si sostengono a vicenda. La relazione diventa una sorta di laboratorio domestico in cui si esplora la natura umana e si sviluppa la capacità di connettersi con l’altro a un livello completamente nuovo. Questa capacità li aiuterà ad avere successo non solo nella relazione di coppia, ma in ogni loro legame sociale.

Nel percorso di connessione, le coppie sono come due cerchi che imparano a entrare l’uno nell’altro. Ognuno cede parte del proprio spazio per far posto all’altro. Allo stesso tempo, il desiderio egoistico di entrambi cresce e cambia costantemente, generando nuove resistenze. Tuttavia, se la coppia non si arrende, vive questo sforzo comune come un gioco a cui giocare insieme.

Come in ogni gioco, anche qui ci sono fasi di sviluppo e livelli di difficoltà crescenti. In ogni fase, inizialmente i due sono attratti l’uno dall’altro e desiderano stare insieme. Poi, si risveglia un nuovo ego e ciascuno viene spinto nel proprio angolo. A questo punto, nonostante la difficoltà, la distanza e la mancanza di attrazione, devono ricostruire con forza la connessione tra loro. Lo sforzo di agire al di sopra del rifiuto e della resistenza reciproca genera tra loro un’alternanza di scontri e passione.

Attraverso l’alternanza tra vicinanza e distanza, la coppia dà origine a cambiamenti di stato nella relazione. I nuovi sentimenti che emergono da questo processo offrono un rinnovamento interiore a tutti i livelli del rapporto, incluso quello sessuale. Dal successo nel riavvicinamento emotivo nasce un’attrazione nuova che porta naturalmente a una nuova intimità fisica.

Uno degli esercizi utili per costruire la connessione di coppia è risvegliare l’immagine positiva dell’altro. Cosa significa? Possiamo decidere insieme che, da questo momento in poi, ci faremo costantemente dei complimenti.

“Che donna meravigliosa ho accanto, davvero un dono che la vita mi ha fatto. Saggia, sensibile, amorevole. Semplicemente perfetta.” Vale la pena dire parole di questo tipo, anche se inizialmente possono sembrare poco autentiche.

“Sei così speciale. Hai qualità uniche, una personalità profonda e saggia, ti apprezzo davvero!”. Dalla sensazione di soddisfazione che riceve da questa descrizione, l’uomo sarà spinto a dimostrare di essere davvero così.

Perché questo esercizio è importante? Perché nessuno può dire con certezza cosa sia immaginazione e cosa realtà. Ognuno ha il proprio ego che gli dipinge una visione soggettiva del mondo. Se entrambi ne siamo consapevoli, e decidiamo insieme di disegnare un’immagine più bella della realtà che percepiamo oggi, allora il gioco di oggi diventerà la realtà di domani.

Le difficoltà arriveranno comunque, e dovremo aiutarci a vicenda a rialzarci. I migliori aiuti sono gli esempi positivi e il principio guida è: “L’amore copre ogni mancanza.” Ogni separazione, distanza o litigio che si presenta è in realtà un invito ad aumentare l’amore.

Il gioco della vita, allora, è un gioco di connessione al di sopra del rifiuto, di contrasto e completamento. Le coppie che lo affrontano insieme si rinnovano costantemente. In uno stato del genere, nessun altro potrà attrarli, perché sentiranno che proprio con quel compagno ricevono il massimo appagamento, entusiasmo e connessione con la sorgente della vita.

Basato sull’episodio 45 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Migliorare le relazioni di coppia può aiutare a risolvere i grandi problemi dell’umanità?

I problemi che osserviamo oggi nelle relazioni sono molto simili a quelli che troviamo nell’umanità in generale, cioè nell’economia, nella società, nell’istruzione e nella cultura. Tutti i problemi iniziano e finiscono con una forma negativa di connessione umana, sembra di passare da un errore all’altro. Se riuscissimo a svelare il segreto della connessione al di sopra dell’ego nelle coppie, vedremmo miglioramenti anche in altri ambiti.

L’approccio integrale all’educazione considera l’essere umano, la società e la natura come un tutt’uno e fornisce un metodo e una direzione per lo sviluppo. Spiega che l’ego ci espone a conflitti infiniti. Ci siamo evoluti attraverso l’ego e una miriade di conflitti nel corso delle generazioni, ma non ai livelli che vediamo oggi. L’era odierna è caratterizzata da un ego umano esagerato, che rende difficile per le persone tollerare la presenza di qualcuno accanto a loro che le mette sotto pressione e che deve essere preso in considerazione.

Inoltre, in passato, l’opinione della società era chiara e semplice: una persona normale si sposa e mette su famiglia. Tutti sapevano che essere soli era molto difficile. Oggi, quasi tutto può essere ordinato con un clic. Da qui nasce una domanda fondamentale: c’è ancora davvero bisogno di strutture relazionali e familiari?

Facendo un passo indietro per ampliare la nostra visione, possiamo vedere il mondo che ci circonda diventare sempre più interconnesso. La dipendenza reciproca tra tutti sta aumentando. In una tale realtà, siamo sulla stessa barca, se qualcuno fa la mossa sbagliata, allora affondiamo tutti. Potrebbe essere una mossa che scatena una guerra nucleare o un collasso ecologico o molti altri tipi di crisi. Allo stesso tempo, la natura egoistica umana continua a intensificarsi, impedendoci di guardare oltre noi stessi e spingendoci a giocare a giochi di potere in ogni campo dell’attività umana.

Alla fine, saremo costretti ad adattarci alla realtà integrale che  sta prendendo forma. Che ne siamo già consapevoli o che il quadro ci appaia ancora confuso, il mondo di domani potrà essere solo un mondo connesso. Il successo in tale mondo richiederà la capacità di sentire gli altri come se fossero noi stessi, per costruire una connessione autentica e raggiungere una complementarità reciproca con chiunque.

In uno stato del genere, il nucleo familiare diventerà un laboratorio domestico per esplorare la connessione ottimale tra le persone. La coppia sarà unita come una società per lo sviluppo della capacità di connettersi al di sopra dell’ego. Una volta sviluppata questa abilità, essa potrà essere applicata in ogni ambito della vita.

Da questa prospettiva più ampia, l’approccio integrale all’educazione ci insegna come affrontare la nuova relazione di coppia. Lo studio si svolge in un contesto di gruppo e le coppie esplorano insieme la natura umana, la natura del mondo e la tendenza allo sviluppo integrale. Questo processo di sviluppo richiede supporto reciproco e il gruppo funziona come una mini-società che costruisce nuovi valori per sé stessa. Gradualmente, i partecipanti si liberano dall’illusione che una relazione ideale consista solo di felicità e amore. Come per ogni piatto, non possiamo creare un sapore ricco senza aggiungere una varietà di spezie al cibo.

La formula per una connessione completa è definita dal principio: “L’amore copre ogni trasgressione” (Proverbi 10:12). Ci saranno sempre nuove “trasgressioni”, ovvero attriti, incomprensioni, interruzioni di comunicazione e altri fenomeni che causano rotture nella relazione. Il compito della coppia è superare insieme queste “trasgressioni”, attraverso le quali si approfondisce il legame.

Tutto lo sviluppo in natura è costruito dalla combinazione di due estremi, due forze. Anche la coppia rappresenta un “più” e un “meno”,  la connessione complementare tra loro insegna come connettersi in modo ottimale con le persone in tutta la società.

Una coppia che arricchisce e rafforza la propria connessione diventa un’unità fondamentale e integrale, capace di creare connessioni sane in cerchi sempre più ampi. Passo dopo passo, continueranno a costruire connessioni complementari tra tutti gli esseri umani e attraverso di loro percepiremo il flusso di una nuova vita: piaceri, appagamenti ed emozioni di tipo diverso, che chiamiamo anche “mondi superiori”: una percezione più avanzata della realtà verso cui le forze evolutive della natura ci stanno spingendo.

Pertanto, partendo dalla correzione delle relazioni nella coppia e nel nucleo familiare privato, giungeremo infine alla sensazione che noi, tutta l’umanità, siamo un’unica famiglia, completamente connessa.

Basato sull’episodio 39 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa essere veramente “uno” con il proprio partner e come si può arrivare a questo stato?

Le coppie che hanno sofferto abbastanza a causa di relazioni negative possono essere considerate pronte a fare un passo avanti verso una nuova percezione dell’essenza della connessione tra le persone e nella società.

Cos’è questa connessione? Ciò che manca oggi in casa è anche ciò che manca nel mondo interconnesso: la capacità di elevarsi al di sopra dell’egoismo ristretto, ovvero il desiderio di godere a spese degli altri. Questa è la forza interiore che distrugge ogni tipo di relazione.

Come possiamo creare una realtà più evoluta di connessioni complementari? L’approccio integrale all’educazione fornisce principi ed esercizi.

Il primo principio afferma che la connessione si basa sulla concessione reciproca, mentre il secondo principio è che “l’amore copre ogni trasgressione” (Proverbi 10:12).

L’amore può essere paragonato a un animale domestico che una coppia alleva in casa grazie a concessioni reciproche. Per natura, ognuno vede difetti, mancanze e imperfezioni nell’altro ed entrambi hanno una lista di richieste che l’altro dovrebbe soddisfare, ma questo non porta mai a qualcosa di positivo.

Se ci soffermiamo un attimo a ricordare come una madre amorevole vede suo figlio, noteremo che il suo punto di vista è diverso da quello solitamente presente in una relazione di coppia. Per lei, suo figlio è adorabile. Anche se vede delle  imperfezioni, perdona, accetta e capisce che la natura ha creato suo figlio in quel modo. Pertanto, cerca di aiutarlo a crescere. Arriva con occhi pieni di amore e poi tutto appare diverso. Così il bambino si sente sicuro con lei e,  mentre cresce, il loro tenero legame lo nutre come il latte materno.

Quando impareremo a sviluppare un atteggiamento simile verso gli altri, vedremo come tutto comincerà a diventare armonico.

La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico in cui esploriamo il nostro atteggiamento verso noi stessi e verso gli altri, imparando a connetterci. L’amore, nel senso pieno del termine, rappresenta la forma più completa di connessione.

Nell’approccio educativo integrale, esploriamo tali atteggiamenti in un contesto di gruppo, con altre coppie che si sostengono a vicenda. Insieme, apprendono la natura umana, la natura del mondo e la tendenza evolutiva integrativa che conduce alla completa connessione umana.

Uno degli esercizi si intitola “Connessi alla vetta”.

La concessione e il sostegno reciproco portano a una connessione positiva tra i partner, fino al punto in cui non si sente più dove finisce l’“io” e inizia il “tu”, che si fondono l’uno nell’altro in una complementarità totale.

Questo significa che tutto ciò che è importante, prezioso e benefico per il nostro compagno, sarà importante, prezioso e benefico anche per noi, proprio perché lo è per lui.

Funziona esattamente allo stesso modo anche al contrario: tutto ciò che è importante, prezioso e benefico per noi, lo sarà anche per il nostro compagno, proprio perché lo è per noi.

Se riusciamo a comprendere anche solo un minimo di questa visione elevata, allora ci impegniamo ad aiutarci a vicenda a non scendere mai da questo stato, nemmeno di un passo.

La logica di base dell’esercizio afferma che dove indirizziamo la nostra intenzione, lì finiremo per arrivare. L’intenzione risveglia forze naturali dentro di noi e intorno a noi, che ci aiutano a progredire verso quell’obiettivo. Dipende dalla costanza, dall’impegno e dall’ immaginare in modo continuo di vivere realmente in quell’immagine.

Questo è ciò che significa essere “connessi alla vetta”, cioè al punto più alto di connessione, che è perfetto, meraviglioso e radioso. Da lì, possiamo entrare in relazione con noi stessi e con la realtà nel suo complesso. Auguro a tutti noi un grande successo nel raggiungere uno stato così perfetto e armonioso.

Basato sull’episodio 38 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali settori continueranno a prosperare nonostante l’ascesa dell’intelligenza artificiale?

Viviamo in un’epoca in cui molte attività stanno scomparendo dalla faccia della Terra, poiché scopriamo sempre più che gran parte di ciò che produciamo e ci pubblicizziamo a vicenda non è necessario. Ciononostante, c’è la tendenza a sostenerle con forza, altrimenti sparirebbero.

Nel futuro avremo sempre più bisogno di una connessione umana positiva, poiché il mondo sta diventando sempre più interconnesso e interdipendente. Pertanto, le attività che favoriscono l’avvicinamento tra le persone prospereranno e avranno successo. Inoltre, ci sarà un crescente bisogno di organizzazioni, movimenti, gruppi e imprese che si prendano cura delle relazioni umane in modo più diretto rispetto a quanto avviene oggi.

Dovremo instaurare  nuovi tipi di connessioni che tengano conto dell’intera società umana. Raramente, se non mai, si parla di questo tipo di connessioni. Conosciamo nella realtà attuale quelle con parenti, famiglia, amici stretti, nonché quelle nate da attrazione naturale, come l’amore tra una coppia o quello di una madre per il proprio figlio. Tuttavia, nel futuro che ci attende, sempre più interconnesso e interdipendente , dovremo costruire nuove relazioni tra tutte le persone.

Dato che non sappiamo come sviluppare connessioni umane positive al di là delle nostre differenze, spesso entriamo in diverse forme di connessione negative, come conflitti e guerre. Oltre a imparare come connetterci meglio, scopriremo che in realtà non abbiamo nient’altro da fare. Sviluppando connessioni positive tra tutte le persone al di là degli impulsi egoistici e divisivi che tutti condividiamo, costruiremo la nostra società in modo da trasformarla in un luogo armonioso, pacifico e felice in cui vivere. Pertanto, lo sviluppo di connessioni umane positive sarà un settore che dovrà prosperare nel nostro futuro, in tutte le attività umane, affinché possiamo cambiare rotta verso una direzione evolutiva armoniosa.

Basato sull’episodio 1.255 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come posso migliorare la mia connessione emotiva e la comunicazione con il mio partner?

Nella mia vita da Kabbalista, ho compreso che la più grande opportunità di trasformazione personale risiede nella relazione tra due persone, in particolare tra partner. Non si tratta solo di una collaborazione logistica o di una convivenza quotidiana, ma di uno spazio sacro in cui possiamo sviluppare una nuova natura: una natura di dazione, comprensione e unità. Lo chiamo un “laboratorio domestico”, un campo di addestramento per l’anima.

Quando iniziamo una relazione, in realtà non conosciamo ancora veramente l’altro. Spesso presumiamo di farlo, basandoci su ciò che ci piace, non ci piace o ci aspettiamo. Ma la vera connessione inizia quando mettiamo da parte tutto questo e iniziamo a sentire l’altro dal profondo, quando creiamo dentro di noi un’immagine interiore completa e dettagliata del nostro compagno.

Questo processo comincia con un intenso desiderio di elevarci sopra il nostro ego. Dobbiamo poi ridurre l’importanza dei nostri desideri, delle nostre inclinazioni, e mettere al centro l’altro. “Cosa vuole lei? Cosa ama? Cosa teme? Cosa le dà gioia o dolore?” Piano piano, iniziamo a costruire dentro di noi un nuovo personaggio: il carattere del nostro partner, fino a farlo diventare reale, vivo dentro di noi. Non è immaginazione. È lavoro. Un lavoro profondo, psicologico e spirituale.

Quando integriamo davvero l’immagine del nostro partner dentro di noi, iniziamo a percepire il mondo attraverso i suoi occhi. Sentiamo i suoi bisogni come se fossero i nostri. Viviamo in lui o in lei. Da lì, possiamo iniziare ad agire in modo veramente amorevole, non in base a ciò che crediamo che l’amore debba essere, ma in base a ciò di cui il nostro partner ha realmente bisogno. Idealmente, il nostro partner fa lo stesso per noi. È così che diventiamo uno: non fondendoci l’uno nell’altro, ma formando una comprensione precisa e reciproca l’uno dell’altro.

Questo è ciò che intendo quando dico che “l’amore è unità.” E l’unità nasce dall’integrazione. Integriamo i desideri dei nostri compagni in noi stessi e loro fanno lo stesso con i nostri. Poi ci relazioniamo l’un l’altro attraverso questi modelli interiori che abbiamo costruito. È come se due sistemi si sincronizzassero tramite interfacce compatibili, simili a componenti di una macchina o elementi della natura. Senza questo, nessuna connessione, emotiva, spirituale o di altro tipo, può avvenire.

Questa integrazione richiede onestà e apertura totale. Nei workshop che guido, le coppie iniziano descrivendo sé stesse in terza persona, come se stessero osservando un personaggio. “Jimmy ha paura di…” “Jimmy trova gioia in…” Perché in terza persona? Perché il sé che descriviamo non è davvero “noi”. È l’insieme di tratti che ci sono stati dati dalla natura, dall’ambiente e dall’educazione. Non è la nostra essenza. Questa prospettiva ci permette di osservare senza vergogna o difesa.

Poi, il partner aggiunge a quell’immagine, raccontando come ci vede lui o lei. Anche loro parlano in terza persona, proseguendo il processo. Non è facile. Può sembrare esporre troppo. Ma è anche liberatorio. Iniziamo a capire che non c’è nulla da nascondere. Che il nostro stesso “io” è una costruzione, e ora possiamo partecipare attivamente al suo rimodellamento.

Una volta costruite queste immagini, inizia la seconda fase: l’assorbimento. Prendiamo l’immagine del partner e la facciamo nostra. Cominciamo a vivere secondo essa. Smettiamo di proiettare e iniziamo a riflettere, calibrandoci sulla realtà del partner. Anche il partner fa lo stesso con la nostra immagine. Alla fine, gli “avatar” interiori che abbiamo costruito iniziano a fondersi. Raggiungiamo uno stato di reciproca dazione e responsabilità. Questa è la porta d’accesso all’amore. Non è un’emozione passeggera, ma uno stato attivo, consapevole, in continua evoluzione di unione.

Una volta costruite queste immagini, inizia la seconda fase: l’assorbimento. Prendiamo l’immagine del partner e la facciamo nostra. Cominciamo a vivere secondo essa. Smettiamo di proiettare e iniziamo a riflettere, calibrandoci sulla realtà del partner. Anche il partner fa lo stesso con la nostra immagine. Alla fine, gli “avatar” interiori che abbiamo costruito iniziano a fondersi. Raggiungiamo uno stato di reciproca dazione e responsabilità. Questa è la porta d’accesso all’amore. Non è un’emozione passeggera, ma uno stato attivo, consapevole, in continua evoluzione verso l’unione.

Attraverso questo lavoro d’amore, non miglioriamo semplicemente la nostra relazione. Diventiamo umani. Cioè, diventiamo esseri capaci di connettersi, non solo con il partner, ma con il mondo e, infine, con la forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che risiede nella natura. Perché, quando raggiungiamo uno stato di unità con gli altri, invitiamo la forza superiore che abita nella natura a entrare nelle nostre relazioni. Quella forza diventa il collante, la vitalità, il “terzo partner” divino nella relazione.

Questo è ciò che insegno, vivo e in cui credo fermamente: ogni coppia può raggiungerlo, se è disposta a compiere un lavoro interiore. I benefici sono infiniti.

Basato sull’episodio 36 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come può una persona con un ego smisurato mantenere una relazione amorosa sana?

Lo sviluppo dell’essere umano, della famiglia e del mondo attraverso le generazioni porta alla consapevolezza che dobbiamo cambiare. Noi stessi. Cambiare la natura delle nostre relazioni, le definizioni più basilari. Non ha senso aspettare che il domani sia migliore senza un profondo cambiamento in ogni singola persona. Se non lo facciamo, all’orizzonte ci attendono crisi e grande sofferenza.

Perché? Perché l’ego umano, ristretto e individualista, si sta intensificando continuamente e sta distruggendo le relazioni a tutti i livelli. Allo stesso tempo, il mondo sta diventando sempre più interconnesso. Tutti influenzano tutti, tutti dipendono da tutti e questo processo continua a crescere.

Abbiamo quindi di fronte due tendenze evolutive opposte: l’uomo si chiude sempre più nei propri interessi, mentre il mondo diventa sempre più connesso. Siamo incollati gli uni agli altri, che lo vogliamo o no, e questo ci costringe a evolverci verso la fase successiva. In questo nuovo stadio, l’essere umano svilupperà la capacità di relazionarsi agli altri come a se stesso. Alla fine, non ci sarà altra soluzione e l’unica domanda è quanto velocemente comprenderemo che il mondo di domani può essere un mondo di connessione. L’approccio integrale all’educazione descrive tutto questo, offrendo anche un metodo pratico di sviluppo.

Partendo da questa prospettiva ampia, ora ci concentreremo sulla relazione di coppia. Questo tipo di relazione può diventare una sorta di laboratorio domestico in cui una persona può osservare e sperimentare il cambiamento di cui parliamo. Inoltre, se questo avviene in un contesto di apprendimento di gruppo con altre coppie e sotto la guida di esperti, allora le condizioni diventano molto più favorevoli.

Un principio chiave su cui si basa questo apprendimento è: “L’amore copre tutte le colpe” (Proverbi 10:12). Questo principio significa che, anche se ci sembra di essere stati trattati ingiustamente, ci sforziamo comunque di trattare gli altri con amore. Così facendo, diamo un esempio positivo che influenza l’ambiente e insieme ci avviciniamo a un cambiamento di percezione.

Ecco una descrizione di una situazione vista dal punto di vista della donna, per illustrare il concetto. Naturalmente, si potrebbe descrivere anche una situazione opposta dal punto di vista dell’uomo, ma il principio resta lo stesso. Le donne spesso sentono che il loro partner non le apprezza. Cosa si può fare con questa sensazione?

È consigliabile cercare di elevarsi al di sopra di essa. È un lavoro interiore in cui ci si sforza di sviluppare una percezione come se si stesse ricevendo amore completo dal partner. Inoltre, è importante condividere i propri pensieri e sentimenti con il partner, dicendo qualcosa come:

“Sento di non ricevere abbastanza attenzione da te. Mi manca il modo in cui mi corteggiavi, il tuo interesse per me. Mi manca il periodo in cui eravamo una nuova coppia, felici della nostra connessione e passavamo tanto tempo insieme. Ora, ognuno di noi sembra chiuso nel proprio angolo. È vero, ho molte richieste da farti, ma ciò che conta di più per me è che iniziamo a trattarci con amore. Cioè, che ciascuno di noi abbia aspettative verso se stesso e che ciò che ci sembra un difetto nell’altro, cominciamo a vederlo come un difetto nel nostro atteggiamento.”

Prova un esercizio psicologico in cui cerchi di vedere l’altro come perfetto mentre tu non lo sei e sopra ogni difetto ti sforzi comunque di trattarlo come se fosse la persona più perfetta. E, nonostante tutto ciò che accade in realtà, continui a trattarlo con amore. Chiedigli di fare lo stesso. Se l’esperimento viene condotto in modo reciproco, la vostra relazione migliorerà gradualmente.

Il principio qui afferma che, in una relazione sana, ciascuna parte dovrebbe ricevere dall’altra un esempio dello sforzo che fa per elevarsi oltre la propria percezione egoistica. Più l’altro ci mostra questo sforzo, più lo apprezzeremo e rispetteremo. L’esempio ci darà forza per agire allo stesso modo, diventando così alleati nella battaglia contro la nostra natura egoistica.

Questo lavoro non è affatto facile ed è per questo che le coppie hanno bisogno del supporto di altre coppie che stanno vivendo lo stesso percorso. Insieme, dovrebbero formare un piccolo gruppo di circa cinque coppie. Nel gruppo, dovrebbero imparare i principi dell’approccio educativo integrale, metterli in pratica, condividere le proprie esperienze e sostenersi a vicenda. La loro connessione continua anche tra un incontro e l’altro, nella vita quotidiana. L’obiettivo è costruire una mini-società che trasmetta a ogni coppia che migliorare le proprie relazioni è l’esperienza più importante e gratificante che possa accadere a una persona. In senso più ampio, da un piccolo gruppo e poi un altro e un altro ancora, si costruirà gradualmente una nuova umanità.

Cosa otteniamo da tutto questo? Otteniamo l’accesso a una realtà superiore.

Fino a oggi, abbiamo visto il mondo attraverso il filtro dell’ego, che opera secondo il codice “cosa può essere buono per me, cosa può essere cattivo.” Ora, man mano che sviluppiamo il desiderio di connetterci agli altri con amore, di fare del bene al mondo come a noi stessi, iniziamo a percepire fenomeni che prima non notavamo. La realtà viene assorbita da noi in modo limpido, oggettivo, indipendente da noi. È una dimensione completamente nuova di percezione, al di là dei limiti del corpo e dei sensi, oltre il tempo, lo spazio e il movimento.

Si scopre che tutte le crisi che oggi viviamo nelle relazioni, nella famiglia, nella società, nell’economia e nell’ecologia sono in realtà un invito a progredire verso nuove relazioni e un nuovo livello di percezione, che sia integrale, connesso e completo. Auguro a tutti noi grande successo in questa impresa.

Basato sull’episodio 32 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che ruolo gioca l’ego nei conflitti relazionali? Come lo superano le coppie?

L’ego ci sta soffocando. Distrugge le relazioni e causa difficoltà al lavoro, per strada e letteralmente ovunque nella nostra vita. C’è qualcosa che possiamo fare al riguardo?

In ogni conflitto, ogni persona vede le cose dal proprio punto di vista. Cosa è realmente corretto?  Tutto è negli occhi di chi guarda. In generale, non vediamo il mondo, ma noi stessi. Le nostre qualità interiori si proiettano davanti a noi e ci dipingono un quadro. 

Se non ci piace ciò che vediamo, allora è fantastico! È un invito a correggere la nostra prospettiva, cioè a dipingere una realtà più bella. Dove? Innanzitutto dentro di noi, e poi apparirà anche un risultato esterno. Questo è ciò che insegna l’approccio integrale all’educazione, e fornisce anche un metodo per lavorare su tale cambiamento.

Cosa guadagniamo da un simile processo? Guadagniamo molto perché, sebbene i nostri impulsi iniziali siano quelli di piegare il mondo a nostro favore, in realtà non funziona per nessuno. Con un approccio così aggressivo, non si ottiene alcun risultato.

Un buon rapporto con un’altra persona, una connessione meravigliosa che duri nel tempo, richiede che ognuno di noi si elevi al di sopra di se stesso. Anche se non saremo in grado di mantenere una connessione così forte per sempre, ognuno cercherà in qualche modo di perdonare l’altro. Partendo dalla consapevolezza che a volte ci eleviamo, a volte cadiamo, di fondamentale importanza è l’impegno a fare uno sforzo per superare gli impulsi egoistici.

Farlo non è così facile come potrebbe sembrare, perché richiede di essere in una guerra costante contro la nostra natura interiore. Ecco perché abbiamo bisogno di un mantenimento continuo, di un nutrimento quotidiano con valori, idee, esempi e supporto che arricchiscano la connessione da parte di persone che condividono lo stesso processo.

D’altra parte, possiamo dire che fin dall’infanzia abbiamo spesso sentito prediche morali come “comportati bene” e “non rubare”, e simili, ma siamo stati immersi in una cultura che ci fornisce continuamente esempi opposti. E ciò che vediamo in realtà è ciò che ci plasma, non le belle parole.

Per questo motivo, l’approccio integrale all’educazione si basa sulla costruzione di un gruppo che funge da ambiente con condizioni simili a quelle di un laboratorio. I partecipanti imparano insieme a conoscere la natura umana e la tendenza generale dello sviluppo mondiale verso una connessione integrale tra tutti. Ciò che apprendono si trasforma in esercizi pratici e gradualmente si sviluppa la capacità di connettersi positivamente con gli altri, al di là dell’ego individuale, in una connessione complementare, fino a raggiungere il livello dell’amore, che è la connessione perfetta tra le persone.

Per migliorare le relazioni sentimentali in questo processo, è possibile creare un gruppo integrato composto da tre o quattro coppie. Ecco alcuni principi operativi.

Ogni coppia ha i suoi problemi, ovviamente. Gli esperti che guidano il gruppo possono chiedere ai partecipanti di sollevare un problema che hanno incontrato e discuterne insieme. Quali impulsi agiscono in quel momento, cosa sta succedendo da entrambe le parti e così via. Quindi, la coppia che ha sollevato il problema cercherà di mettere in scena, come a teatro, una risposta diversa alla stessa situazione, in un modo nuovo, più corretto, più vicino a uno stato in cui si eleva al di sopra del proprio ristretto egoismo. Gli altri osserveranno e in seguito ognuno parlerà di ciò che coloro che hanno recitato hanno provato, a cosa hanno dovuto rinunciare, come si sono sentiti a ridurre un po’ l’ego di fronte all’altro, quale impressione hanno avuto le coppie che osservavano e cosa si può fare affinché la rappresentazione in cui mettono in scena relazioni più corrette si concretizzi nelle loro vite. Pertanto, attraverso esempi di casi e risposte e uno sforzo comune per trovare forme di connessione migliori, tutti i partecipanti faranno progressi.

L’amore, dicono i saggi, è come un animale domestico cresciuto in casa grazie a concessioni. Pertanto, non importa quale sia l’oggetto della discussione tra le parti, la cosa più importante è vedere lo sforzo nelle reciproche concessioni.

In una relazione sentimentale corretta, entrambi i partner si pongono come piccoli agli occhi dell’altro, in modo da poterne assorbire il desiderio. Allo stesso tempo, si pongono anche come grandi agli occhi dell’altro, offrendo esempi positivi e guidandolo concretamente. I partner compiono tali azioni anche per conto loro ed entrambi diventano pari nella comune aspirazione a connettersi nell’amore.

Le coppie si formano così a condizione che ciascuno faccia spazio dentro di sé al desiderio dell’altro e si metta al suo servizio. In questo modo, i partner si includono sempre più l’uno nell’altro, fino a diventare un tutt’uno.

Ciò che rende l’approccio integrale all’educazione diverso da qualsiasi altra dinamica di gruppo è che apprendiamo che lo scopo della nostra esistenza è quello di elevarci al di sopra dell’ego e adattare le nostre connessioni all’integralità, all’interconnessione, all’interdipendenza e all’unità della natura. Inoltre, la formazione di un desiderio comune di connettersi con gli altri nell’amore risveglia la forza unificante della natura che agisce sui partecipanti al gruppo. Questo è il vero gioco della vita, in cui ognuno di noi impara dagli altri a giocare non contro l’altro, ma insieme a loro, contro l’ego individuale. È così che i partecipanti si elevano al livello successivo di connessione, quello verso cui tutta l’umanità si sta gradualmente evolvendo.

Basato sull’episodio 30 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può ricostruire una relazione interrotta?

Ogni volta che sono invitato a parlare di come migliorare le relazioni tra coniugi, genitori e figli, o colleghi o vicini, incontro la stessa aspettativa: “Dacci consigli. Suggerimenti. Soluzioni rapide per risolvere questo o quel problema.” E ogni volta, devo dire onestamente, non esiste una soluzione del genere. Non ci sono scorciatoie. Non possiamo risolvere la crisi della connessione umana con una toppa o un trucco. Il problema è molto più profondo. Non è nel nostro comportamento. È in chi siamo.

Stiamo affrontando un crollo globale di tutti i sistemi umani. Dall’unità familiare all’economia, dall’istruzione alla coesione sociale, tutto sta crollando perché il tessuto stesso che ci teneva uniti si è assottigliato. Quel tessuto era un tempo la connessione naturale tra le persone, basata su una vita comune e sulla dipendenza reciproca. Tuttavia, ci siamo evoluti, o piuttosto involuti, in ego isolati. Il nostro progresso tecnologico, con tutta la sua brillantezza, ha solo accelerato il crollo dei nostri legami interiori.

Ciò che ci manca è la connessione. Una connessione vera. La nostra connessione è fondamentalmente interrotta. Questo vale per la connessione tra le persone, all’interno delle famiglie, nella società e anche tra le nazioni. Questo è il problema fondamentale. Non possiamo ricucire i nostri legami lacerati con mezzi esterni. L’unica soluzione è costruire un nuovo essere umano.

Quando dico “un nuovo essere umano”, non intendo cambiare il modo in cui parliamo o agiamo in un senso superficiale. Intendo una trasformazione della percezione, dei valori e dell’identità. Fare ciò richiede sviluppare una comprensione che la nostra realizzazione non viene dal dominare gli altri o dal proteggerci, ma dalla creazione di una connessione umana positiva, cioè dall’integrazione con gli altri in un modo sano e reciproco. 

La gente mi chiede: “Ma come possiamo sistemare la coppia che litiga?”. La risposta è che dobbiamo prima sistemare l’essere umano. Sistemare l’uomo e la donna. Poi possiamo discutere di costruire un nuovo tipo di famiglia. Prima di tutto, bisogna riformattare, come cancellare un vecchio hard disk e installare un nuovo sistema operativo. Senza questo, non c’è terreno su cui costruire.

Ecco perché torno sempre alla stessa risposta: l’educazione. Non l’educazione scolastica, ma l’educazione alla vita. Abbiamo bisogno di educazione per adulti, non solo per le competenze o la conoscenza, ma per capire noi stessi, la nostra natura e lo scopo della nostra esistenza. Cosa ci guida? Perché soffriamo? Perché falliamo nelle relazioni? Quando le persone cominciano a vedere che tutte le loro azioni sono guidate dall’interesse personale e che la realizzazione autentica e duratura si trova al di là dell’ego, possono cominciare a cambiare. 

Tuttavia, tale educazione non può avvenire solo attraverso le parole. Non possiamo semplicemente dire a qualcuno: “Sii migliore” e aspettarci che si trasformi. Il vero cambiamento richiede esempio, ambiente ed esperienza. Se un bambino impara osservando gli adulti, una persona deve essere immersa in una nuova società, anche se virtuale, che dimostri nuove norme e valori. Ecco perché credo nel lavoro di gruppo, nell’apprendimento collettivo, nell’osservare scenari di vita reale che riflettono le nostre lotte interiori e modellano nuovi esiti. 

Non sogno di otto miliardi di persone che assistono a conferenze. Sogno di creare potenti media come film, serie TV e altri programmi che mostrino alle persone la meccanica del loro comportamento e che possano risvegliarle emotivamente. Se possiamo creare narrazioni che riflettono il dolore delle persone, le loro speranze e confusioni, e poi guidarle delicatamente verso una nuova prospettiva, ciò avvierà un grande cambiamento in una direzione positiva. 

In fin dei conti, tutto ciò che possiamo fare è offrire questa nuova prospettiva. Non convinceremo con le parole sole, ma attraverso il sentimento e la rilevanza. Quando le persone saranno pronte, quando cercheranno veramente una vita migliore, non attraverso trucchi dell’ego ma attraverso un’autentica trasformazione interiore, troveranno la loro strada verso questo percorso. Il mio ruolo è essere pronto per loro quando arriveranno. 

Fino ad allora, dobbiamo continuare a costruire gli strumenti, gli ambienti, gli esempi, in modo che quando busseranno, troveranno una porta aperta.

Basato sull’episodio 29 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa faresti per fermare una guerra mondiale?

Oggi l’umanità si trova a un bivio. Sotto la superficie delle tensioni globali segnate da instabilità economica, sconvolgimenti politici, corsa agli armamenti e diffidenza internazionale, si cela una crisi fondamentale: l’incapacità dell’umanità di trasformare i legami negativi in connessioni positive.

Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) previde tale situazione nei suoi testi e  scrisse  che se non correggiamo la situazione in cui ci troviamo, il mondo affronterà una terza e persino una quarta guerra mondiale. Ammonì che senza la correzione dell’essere umano, ovvero senza trasformare la nostra innata natura egoistica, che desidera il proprio tornaconto a spese degli altri, nel suo opposto altruistico, il desiderio del bene altrui, attraverso il quale entriamo in una connessione armoniosa, andremo incontro alla distruzione.

Il nostro mondo è strettamente interconnesso, ma i nostri cuori rimangono divisi. Finché persone e nazioni agiranno per egoismo, cercando solo il proprio tornaconto a spese degli altri, i nostri innumerevoli sviluppi ci porteranno su una rotta di collisione generale. Le condizioni per una guerra mondiale sono già create. Basta un piccolo fiammifero per innescare un’esplosione. Potrebbe scoppiare ovunque, in Asia, in Europa o in Medio Oriente, dovunque l’odio covi. Dobbiamo capire che non è dovuto alla politica o all’ideologia, ma a una disconnessione molto più profonda che esiste tra noi, ovvero al fatto che lasciamo che il nostro approccio egoistico reciproco inasprisca sempre di più i nostri legami in un mondo che sta diventando sempre più interconnesso.

Non dobbiamo affidarci a governi o ideologie, che siano socialismo, capitalismo o altro, per portare la pace. Hanno tutte fallito. L’unica forza che può impedire una guerra mondiale è il potere di una connessione umana positiva, al di sopra di ogni divisione. Questo è il messaggio più importante di cui il mondo ha bisogno oggi.

Sebbene le persone nel mondo che si risvegliano al bisogno di connessioni umane positive siano poche rispetto al totale dell’umanità, pur sembrando insignificanti, queste persone hanno un potere incredibile. Se ogni persona che nutre il desiderio di amore e connessione da diffondere in tutta l’umanità concentrasse il proprio atteggiamento sul rafforzamento delle connessioni umane positive, per raggiungere uno stato di unità (“Ama il prossimo tuo come te stesso”) al di sopra delle nostre divisioni egoistiche (“L’amore coprirà tutti i crimini”), e poi esemplificasse e spiegasse tale messaggio all’umanità con ogni mezzo possibile (per diventare “una luce per le nazioni”), allora l’influenza di questa massa critica di persone si riverbererebbe. La natura, che fondamentalmente opera secondo le leggi integrali di interconnessione e interdipendenza, risponde precisamente ai nostri sforzi per una connessione umana positiva.

Il mondo deve imparare che non c’è altra soluzione. La forza fisica e la produzione e l’acquisizione di sempre più tecnologie non ci salveranno. Ciò che ci salverà è il progresso in un ambito che non vogliamo affrontare: sviluppare i nostri atteggiamenti di reciproca responsabilità, considerazione, amore, unità e superamento della nostra natura egoistica gli uni verso gli altri. Un cambiamento globale verso un futuro armonioso e pacifico dipende dalla nostra volontà di diventare una cosa sola.

Basato sulla Lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 2 ottobre 2021.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Anche se la tecnologia ha la capacità di accelerare il progresso e di creare abbondanza materiale, con conseguente prosperità per tutti gli esseri umani, perché la maggior parte delle persone è disillusa dalla tecnologia?

La tecnologia, per quanto avanzata possa diventare, e per quante apparenti soluzioni offra a molti dei nostri problemi, non riesce a risolvere il problema alla radice delle nostre vite: le relazioni umane compromesse. Ad esempio, se una coppia non vuole vivere insieme, nemmeno le migliori condizioni di vita saranno d’aiuto. Persino un palazzo condiviso sembrerà una miseria. Ma se si amano, allora una piccola stanza sarà fantastica. Il desiderio determina tutto.

Esaminando noi stessi e il nostro sviluppo, vediamo che tutti i progressi nel mondo derivano dall’evoluzione dei nostri desideri e delle nostre aspirazioni. Nel corso delle generazioni, i nostri desideri sono cresciuti e abbiamo sempre voluto di più.

Un tempo, come gli abitanti dei villaggi, ci accontentavamo di mucche, capre, un appezzamento di terra, grano, una famiglia e dei figli. Questo bastava per sopravvivere quando il desiderio umano era scarso. In seguito, desideri più forti ci spinsero a iniziare a vendere beni nei mercati cittadini e a barattarli con vestiti o altri articoli. In città, vedevamo macchine che aravano la terra in modo più efficiente. Lavoravamo di più per permettercene una. Alla fine, prendevamo in prestito denaro per comprarne altre, con l’obiettivo di aumentare la produzione e vendere più grano.

Dalla crescita alla stagnazione

La storia umana si basa sulla crescita dei nostri desideri. È chiaro che vogliamo sempre di più. Non sappiamo perché, ma bramiamo costantemente qualcosa di nuovo. Notiamo ciò che gli altri desiderano e li imitiamo, spinti da tendenze naturali all’invidia, alla lussuria, al privilegio e al controllo. Queste pulsioni ci aiutano ad assorbire ciò che sembra benefico dal nostro ambiente e a impegnarci per ottenerlo. Nessuno ama sentirsi inferiore agli altri.

Osservando l’evoluzione dell’umanità, diventa evidente che cerchiamo di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Nel XX secolo, abbiamo iniziato a esplorare lo spazio, immergendoci nelle profondità degli oceani e raggiungendo angoli remoti dell’universo. Ma già negli anni ’60 emergevano segnali di stagnazione.

Ci sentivamo bloccati, incerti su cosa sarebbe successo dopo. È come se la stanchezza si insinuasse nella nostra vita personale, e iniziassimo a desiderare di mollare tutto. È emersa una nuova generazione, che ha snobbato il progresso moderno e ha affermato: “Che senso ha tutto questo? Non ci interessa più”.

Li chiamavano “figli dei fiori”. Molti pensavano che la loro apatia derivasse dalle coccole, che fossero la prima generazione a crescere nell’abbondanza. Ma in realtà, segnavano una nuova fase nell’evoluzione umana. In definitiva, quello che stavano dicendo era: “Stiamo camminando attraverso un tritacarne verso una fossa, perdendo la vita nel percorso, trasformandoci in robot che arricchiscono qualcun altro. Basta! Non andiamo avanti così!”

In qualche modo, abbiamo continuato ad andare avanti. Ma oggi, quella stessa stagnazione ha portato alla depressione e persino alla disperazione. Molti si rassegnano alla sensazione che “non c’è niente da fare, questa è la vita”. La depressione si è tristemente guadagnata il soprannome di “epidemia del XXI secolo”.

Una rottura nella connessione umana

Psicologi, sociologi, economisti, politologi e pensatori globali diagnosticano la nostra epoca con una conclusione comune: non possiamo progredire semplicemente cambiando i sistemi economici o politici, né attraverso tecnologie avanzate. Questi sforzi su larga scala che un tempo ci hanno spinto avanti non saranno più sufficienti. Ciò di cui abbiamo bisogno è un profondo miglioramento della qualità delle relazioni umane.

Ecco alcuni esempi della necessità di riparare le relazioni umane:

* Assistenza sanitaria:  le persone in tutto il mondo stanno perdendo fiducia nella classe medica. Perché? Perché l’ego umano smisurato ha trasformato la medicina in un’industria commerciale. Senza medicina privata o alternativa, la sopravvivenza è dura. I farmaci sono prodotti commerciali venduti in eccesso. La ricerca spesso serve alla fama dei suoi ricercatori o alla ricchezza dei produttori, e non alla salute pubblica. Purtroppo, i pazienti ricchi o influenti spesso ricevono cure più rapide di quelli senza mezzi.

* La società in generale:  che si tratti di avere a che fare con le autorità, i datori di lavoro o di fare la fila al supermercato, incontriamo costantemente persone a cui non importa di noi e che a volte cercano di sfruttarci o manipolarci. Altri sembrano godere del nostro disagio. Poche persone oggi guardano gli altri con innocente benevolenza. Tutto è giudicato in base al guadagno economico: “Non mi interessa chi sei, solo quello che posso ottenere da te”. Le emozioni sono scomparse.

* Economia e affari:  i settori finanziario e industriale sono afflitti da crisi perché l’interesse privato prevale su tutto. Le organizzazioni investono fortune nel sabotare la concorrenza per trarne profitto. Le persone trattano gli altri con freddezza e tecnicismo, cercando di sfruttarli con ogni mezzo possibile. Ma questo approccio si ritorce sempre più contro di loro.

I sistemi non funzionano correttamente, le cose si stanno bloccando. Sta diventando chiaro: gli esseri umani non sono macchine che producono profitti e perdite. Relazioni fredde, calcolate e utilitaristiche non sono più sufficienti. Senza calore e fiducia, tutto crollerà.

Perché l’empatia è importante

Al di là della logica, abbiamo bisogno di relazioni amorevoli. Abbiamo bisogno di sentire che investiamo gli uni negli altri, che scendiamo a compromessi e doniamo un po’ di noi stessi. Senza questo, la vita non può continuare. Il nostro desiderio fondamentale è sentirci realizzati e questo non si misura in denaro.

Mi piace il sorriso di mio figlio perché lo amo, nessuna ricchezza potrebbe comprarlo. Confido che chi mi è vicino si prenda cura di me quando necessario. Anche questo non si può comprare.

Dalla vita quotidiana all’assistenza sanitaria, all’istruzione, alla cultura, all’economia, al commercio e alla sicurezza, soffriamo di relazioni interrotte. Non è una coincidenza. Nessuno ci ha insegnato a creare veri legami umani. Un tempo, comunicare era naturale. Ci sentivamo legati alla nostra terra, alla nostra città, al nostro paese e alla nostra patria. Oggi, questi concetti hanno perso il loro significato. Ma il senso di casa e il desiderio di calore e connessione sono ancora profondamente importanti. La loro perdita porta isolamento e insicurezza.

Tutti noi desideriamo un legame, un angolo accogliente, un senso di appartenenza. È radicato in noi.

La crisi come punto di svolta

La connessione nasce quando ci prendiamo cura l’uno dell’altro. Certo, oggi è difficile aprirsi agli altri o anche solo sentire che qualcuno ci tratta con gentilezza. Ci chiediamo subito: “Cosa vogliono da me?”. Eppure, senza fiducia reciproca e connessione, non possiamo continuare a vivere.

Le crisi, che abbracciano ogni aspetto della vita, ci indicano una nuova direzione. La crisi finanziaria del 2008, ad esempio, è iniziata come una lotta umana interiore, si è estesa a coppie e famiglie, poi all’istruzione, alla cultura, alla sicurezza e solo di recente ha raggiunto l’economia. Ma non l’abbiamo presa sul serio finché non ha colpito il denaro: la cosa più fredda e lontana dalle emozioni.

Per anni abbiamo trascurato le emozioni. Ma ora non possiamo ignorarle, perché ci colpiscono nel profondo. Se invertiamo il processo, guardandoci dentro anziché fuori, giungeremo a una sola conclusione: se non ricostruiamo la fiducia, la cura reciproca e la responsabilità, non abbiamo futuro.

Dalla crisi alla nuova vita

Un autentico legame emotivo non può essere forzato. Il denaro può comprare quasi tutto, ma non l’amore o l’empatia. Queste qualità mancano dolorosamente in molte coppie, famiglie, aziende e relazioni globali. La vita ci segnala che dobbiamo capovolgere le nostre relazioni da un estremo all’altro. Nel mezzo, proprio nel mezzo, tra solitudine e legame affettivo, si trova la crisi.

Questa crisi dimostra chiaramente che, nel nostro mondo globale interconnesso, dobbiamo iniziare a prenderci davvero cura l’uno dell’altro. Altrimenti, non ci sarà più nulla da mangiare. Non possiamo più ignorare questa necessità di sviluppare una considerazione reciproca. Gli esempi di ciò che è accaduto nell’effetto domino della crisi economica del 2008 e nella pandemia di coronavirus dei primi anni 2020 hanno mostrato con quanta rapidità le persone ne abbiano risentito, con molti che non sono più stati in grado di provvedere ai propri bisogni primari e alle proprie famiglie. Quando i governi non sono riusciti ad affrontare con successo questi problemi, le persone sono scese in piazza e hanno iniziato a distruggere tutto ciò che incontravano sul loro cammino.

La nostra abitudine di trascurare gli altri lascerà indifese anche le nazioni più ricche come la Germania o gli Stati Uniti. Anche se un paese fosse ricco e avesse magazzini pieni, non ci sarebbe modo di distribuire beni di prima necessità in modo rispettoso, semplicemente perché le persone non sono abituate a prendersi cura l’una dell’altra.

Quel che è peggio è che metà della popolazione mondiale muore di fame, mentre l’altra metà spreca cibo a sufficienza per sfamare tutti.

Se non cambiamo rotta, rischiamo il collasso totale. Dobbiamo migliorare tutte le relazioni umane per prenderci realmente cura del benessere collettivo.

Una visione piena di speranza

Migliorare le nostre relazioni ci permetterà di raggiungere qualsiasi obiettivo e di vivere una vita felice. La maggior parte delle risorse globali attuali viene spesa per cose di cui non avremmo bisogno in una società migliore. Con la pace, i costi per la sicurezza diminuirebbero. Con meno ansia e malattie, le spese sanitarie si ridurrebbero. Meno burocrazia significa più risorse per il bene pubblico.

In una società giusta ed equa, decideremo insieme quali industrie sono necessarie e smetteremo di inquinare inutilmente la Terra. La natura tornerà in equilibrio. Con un obiettivo comune e una considerazione reciproca, rivaluteremo ogni nostro sistema e processo.

Abbiamo sete di connessione umana. I manifestanti di tutto il mondo raccontano di sentirsi bene insieme. Trovano solidarietà nell’unirsi contro qualcosa. Ma è questa la strada ideale? Possiamo trovare questo senso di comunità non solo attraverso rivolte e violenze, ma anche attraverso festival, seminari, picnic di massa e raduni sociali.

Sarebbe più saggio sedersi attorno a tavole rotonde, tenere ampie discussioni pubbliche e riflettere insieme su come cambiare la società. Iniziando a costruire una nuova società, ci sentiremo tutti partner pari e uniti. Semplicemente, sentiremo una nuova vita.

Grazie a questo nuovo approccio, ci renderemo presto conto di quanto sia benefica la vicinanza e di quanto il mondo diventi più sicuro e sano. I nostri figli non soffriranno più per la violenza a scuola né temeranno più le strade di notte, che ora sembrano giungle in molti luoghi. Diventeremo più rispettosi sulle strade, riducendo gli incidenti stradali ed eliminando la rabbia al volante. Fermeremo la corsa agli armamenti, ripareremo l’assistenza sanitaria e miglioreremo il supporto per gli anziani, i giovani e le madri single e, in generale, per tutti.

La nascita di questo nuovo mondo non avverrà da sola. Dobbiamo costruirla qui e ora. È giunto il momento di procedere verso un mondo nuovo, armonioso e pacifico.

Basato sull’episodio 6 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 gennaio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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