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Ricerca spirituale

Domanda: Ci sono delle persone nel mondo che sentono il richiamo dei loro cuori. Sono completamente immerse nel loro traguardo e vivono solo per quello. Queste persone possiedono un organo spirituale e hanno bisogno della Kabbalah?

Risposta: La Kabbalah ebbe origine nell’antica Babilonia, quando era immersa in una crisi come quella in cui ci troviamo adesso e le persone persero il senso della direzione delle loro vite. Sentirono all’improvviso che l’egoismo li confinava nell’esistenza animale. E dopo scoprirono questo metodo di raggiungimento della forza superiore.

La Kabbalah serve unicamente a coloro che si trovano in una crisi profonda e si pongono la domanda sul significato della vita.

Generalmente, la domanda sul significato della vita appare nelle persone per diversi motivi. Per esempio, anche io, se perdo dei soldi nelle scommesse, oppure nel commercio o mi succede qualcosa, mi domando sul significato della vita. Ma in questo caso la domanda è sorta come risultato di una “mancanza”, cioè, come risultato di una sofferenza e di una perdita nel nostro mondo. In questo caso, le persone non aspirano a salire, non ne sono interessate.

Dobbiamo capire chiaramente perché le persone vengono da noi. Puoi chiarirlo con qualsiasi psicologo, e perfino da te.

Supponiamo che una persona abbia tutto, una macchina, una casa, una famiglia, un lavoro. Se questa persona ha perso qualche cosa (mancanza), lui o lei, si chiederà qual è il significato della vita: “Perché dovrei vivere se l’ho perso?” Ma non è un’aspirazione per andare in alto, per avanzare. Se tu dai a questa persona un “più” al posto di un “meno”, sarà sufficiente per soddisfarla.

 

Le persone così non hanno bisogno di qualcosa di spirituale, qualcosa di superiore. Quello che parla in loro non è un livello Umano superiore a quello animale, ma un ordinario livello animale: il sole brilla, l’erba cresce e tutto va bene sulla terra.

Per una persona che s’ interroga sul significato della vita, sembra che tutto si sia fermato. Niente ha valore, non significa niente poiché tutto inizia e finisce. La vita stessa non da’ niente; non c’è niente d’ importante in essa tranne il fatto che io ricevo; non succede nient’altro ed alla fine, io vivo semplicemente come una bestia.

Una persona che la pensa così e inizia a interrogarsi sul significato della vita si sta chiedendo qualcosa di diverso, qualcosa che punta verso l’alto, sopra l’esistenza bestiale, il motivo per il quale la sua vita è limitata in alcuni anni della propria esistenza, sulle proprie abilità e sui “meno” che non lasciano la sua mente in pace. “Che cosa c’è su questo “meno”, a  cosa serve tutto quanto?” E a seconda del livello dal quale si è originata questa domanda, questa persona arriva al misticismo o a qualcos’altro.

Il desiderio si sviluppa costantemente dentro di noi. Questo è lo sviluppo della domanda sul significato della vita in base ai cinque livelli graduali di desiderio: 0, 1, 2, 3, e 4.

 

Se una persona si trova nel livello preliminare dello sviluppo, sarà soddisfatta da molte filosofie. Se si trova nel livello successivo, allora sarà la psicologia. Molto spesso queste persone diventano poeti, scrittori, filosofi e psicologi. C’è un livello di sviluppo che attrae le persone a certe azioni, a diverse pratiche psicologiche: “Balleremo e ci siederemo nella posizione di loto, respireremo o non respireremo, cioè, inizieremo a raggiungere sostanze superiori attraverso il corpo”.

Anche questo riguarda la ricerca. Se una persona si trova in questo livello farà yoga, o altre pratiche e ne sarà soddisfatta. Non gli puoi provare niente. È il loro livello di conoscenza, di raggiungimento e sensazioni, è il livello di richiesta che sorge in loro adesso. Ci sono anche alcune religioni qui, in maniera parziale. Sono intese per rassicurare, per fornire equilibrio e per dare speranza.

Nel livello seguente la persona non potrà più essere soddisfatta dai diversi esercizi fisici, ginnastica e respirazione, e così via. Sente che non gli da’ niente. Dopo tutto, si tratta semplicemente di un corpo che vuole sentirsi comodo. “E se cominciassi a meditare?” E comincia a meditare con delle lettere o dei simboli. È già qualcosa di più astratto, ma tuttavia non va oltre la trama psicologica.

Infine, nel livello finale dello sviluppo, sorge la domanda nell’uomo: “Esiste qualcosa fuori di me se io riesco ad annullare me stesso?” Esiste qualche metodo che mi permetta di togliermi il mio attuale “io”? Io voglio percepire il mondo che c’è fuori di me”. Queste persone arrivano da noi.

Che cosa significa “fuori di me”? Significa la percezione del mondo non dentro di me, non attraverso i miei cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Queste sensazioni entrano in noi, si sommano, e quindi sentiamo il mondo dentro di noi in base ad un certo programma dentro di noi.

Nello schermo situato nella parte posteriore del cranio, la somma di tutte queste sensazioni dipinge in noi il mondo in una certa proporzione: riceviamo più del 90% di questa immagine attraverso la nostra vista, il 7 – 8% attraverso il nostro udito, e il resto attraverso l’olfatto, tatto e gusto. Ecco!

Significa che il programma sta cambiando dentro di me, i desideri cambiano, e in base ad essi, io ricevo la sensazione di un mondo diverso. Come se si muovesse, come se facesse qualche cosa dentro di me. Ma come faccio ad uscire da me e ad iniziare a sentire l’universo nella sua interezza?

I più recenti studi scientifici dicono che solamente un campo, una forza, e nient’altro esiste fuori di noi; solamente una forza e nient’altro. Perciò, quello che appare dentro di me, in me, e quello che cerchiamo adesso, tutto questo lo devo vedere come la connessione tra di me e questa forza. Non ho un’altra opportunità per rivelarlo, soltanto dalle impressioni che ricevo.

Cioè, io devo analizzare costantemente che quello che accade dentro di me, sia i “più” sia i “meno”, tutto viene da una forza. Se io mi dirigo in questa maniera, allora anche dalla mia presente percezione, io inizio a sintonizzarmi con questa forza e a sentirla sempre di più. In base a questo, avendo ottenuto tale stato nel quale io ricevo un sensore addizionale, io inizio a sentire la forza stessa.

Io inizio a rivelarla, e precisamente dalla sua influenza opposta su di me, io sento l’infinito, la perfezione. Mi confonde di proposito e mi da diversi ostacoli in modo che attraverso di essi io mi stringa ad essa. Quindi, io m’innalzo sul mio animale.

Nel livello animato, mi vengono date di proposito delle sensazioni di diverse influenze negative in modo che possa superarle e sentire questa forza. Questo è quello che comprende l’intero metodo. E il gruppo, lo studio, la divulgazione e tutto il resto servono unicamente per aiutarmi a raggiungere lo scopo.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso di Vilnius, 24.03.2012)

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Il periodo di preparazione: Un buono per la vita spirituale

Perchè non sentiamo il progresso? Siamo in grado di aspirare l’un l’altro per lungo tempo, cercare di organizzare un gruppo, e alla fine non otteniamo alcun risultato.

La verità della questione è che abbiamo bisogno di passare attraverso quello che viene chiamato il “periodo di preparazione.” E’ esattamente come i primi venti anni di vita di una persona, che passa dal diventare un adulto all’ entrare nella vita. Solo dopo che passa alla fase successiva comincia la correzione vera e propria.

Al nuovo livello, continuiamo a lavorare nello stesso gruppo. Tuttavia, se in precedenza abbiamo avuto il gruppo e la Luce Circostante (Ohr Makif o OM), ora abbiamo il gruppo e la luce diretta (Ohr Pnimi o OP). Qui sta tutta la differenza.

 

Naturalmente questa è una differenza enorme. Durante la preparazione, lavoriamo nelle tenebre e soffriamo costantemente con le domande. E’ proprio qui che il lavoro è più forte. Dopo tutto, lavoriamo senza avere la comprensione, nessuna conoscenza di quello che stiamo facendo.

In realtà, il lavoro più importante è realizzato a questi livelli. E’ anche così con bambini piccoli. Durante il loro processo di crescita, pongono le basi per la loro esistenza successiva, per tutta la vita. Il modo in cui una persona trascorre i suoi primi venti anni, si prepara, assorbe le buone azioni, le intenzioni, la comprensione di quanto sta accadendo, la conoscenza, e così via, questo è il modo in cui continuerà ad esistere in questo mondo. E nella spiritualità la situazione è ancora più rigorosa: Fino a quando una persona passa in questi anni, vale a dire il tempo di preparazione, non entra nel mondo superiore.

In questo modo, il periodo di preparazione richiede una domanda: Per quanti anni abbiamo bisogno di dedicarci ad esso? La risposta è semplice: Non si tratta del numero di anni, dipende da noi. Noi vediamo che molti studenti nuovi giungono al gruppo molto più preparati di quanto lo fossimo in passato. Tutto è già predisposto internamente al loro interno, ben presto colgono i principi e collegano al gruppo, come se è più facile per loro. Da questo si vede che il tempo cambia tutto.

Così, questa volta dipende solo da noi. Siamo in grado di comprimerlo, accorciarlo. Solo l’intensità dei nostri studi determina quanto velocemente ci farà progredire su questa strada, questa fase introduttiva, il tempo di preparazione.
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(Dalla quarta Lezione del Congresso in Vilnius)

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Lavorare con i disturbi

Domanda: Se i disturbi vengono a me in forma di pensieri estranei, posso semplicemente smettere di pensarci e chiedere alla forza superiore di dirigermi a tornare sulla strada giusta?

Risposta: Se ho un disturbo dalla forza superiore, perché dovrei chiedere di rimuoverlo? E’ la stessa cosa quando mia madre mi chiede di montare un nuovo giocattolo da un kit Meccano, un aereo o una macchina, e dico: “. Non voglio” Come faccio a crescere? Se voglio una macchina che è già assemblata, mi svilupperò in un bambino non sviluppato. Questo avviene perché quando monto, smonto, o rompo qualcosa, poi tutto accade come dovrebbe. Proprio come tanti anni a scuola o all’università quando ci sono stati costantemente dati incarichi. Avrebbero potuto darci la risposta. Perché abbiamo bisogno di disturbi? ..

Domanda: Supponiamo che mi arrivi un pensiero esterno. Devo semplicemente sfondarlo ulteriormente, rendendomi conto che questo è un disturbo, e pensare a come lavorare con esso?

Risposta: Lavorare con un disturbo dovrebbe essere fatto nel seguente modo: dopo essersi concentrati sull’idea che tutto ciò proviene dal Creatore, si dovrebbe trattare questo disturbo insieme agli amici. Questo è tutto! Non sarai in grado di dirigere te stesso a Lui sulla stessa frequenza. Non è possibile. Si può fare solo insieme nel gruppo!

Quando siete insieme in un gruppo, e tutti i tipi di rapporti reciproci esistenti tra voi (stiamo parlando solo delle relazioni che sono rilevanti per l’obiettivo), allora questa singola forza della natura esiste intorno e sopra di voi. È necessario creare un circuito risonante in te stesso come in un ricevitore radio che si sintonizza a Lui, e quindi lo riprendi. Questa forza riempie tutto intorno e dentro di te, ma si può prendere quando ci si sintonizza sulla stessa frequenza.

La gente viene al gruppo con i loro problemi, con gli svantaggi. Cosa succede dopo? Si collegano tra di loro, e tutti gli svantaggi scompaiono perché abbiamo solo il desiderio di lavorare in dazione. Mi alzo al di sopra dei miei problemi, i quali rimarranno al di sotto di me. Ci sono un sacco di svantaggi sotto di me e sotto ciascuno dei nostri amici, ma ci rendiamo conto che sono creati in modo per noi di aspirare alla reciproca dazione, in modo da lavorare su questi aspetti negativi.

In che modo? Provengono da una singola forza unificata. Lo fa apposta così corriamo verso di essa, nonostante i problemi che sorgono in ognuno di noi, e soprattutto tra di noi. Dopo tutto, grande odio, antipatia, contraddizioni e incomprensioni che sorgono tra di noi: nessuno mi capisce, e non capisco nessuno, nessuno mi apprezza, e non voglio apprezzare nessuno.

I problemi quotidiani sono più o meno scartati, ma i problemi che esistono nel gruppo e ci respingono gli uni dagli altri sono i problemi centrali. “Accatastando” questi problemi, mirando in avanti insieme, come per dire al Creatore: “Non ci deviare dal percorso. Sappiamo da dove proviene questo. Metti tutti questi problemi di fronte a noi in modo da elevarci al di sopra di loro, come al disopra del Monte Sinai (la montagna dell’odio), a Te. “

Qui, contro tutti i disturbi che Egli fa di proposito, si genera una struttura completamente nuova: l’unione. Così, si inizia a scoprirlo tra voi-La sua qualità, la sua forza. Questo è il ricevitore radio, il sensore, l’organo sensoriale che si crea in te stesso. In esso, Lui si rivela immediatamente non da qualche parte al di fuori o al di sopra, ma qui, dentro.
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(Dalla terza Lezione del Congresso in Vilnius)

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Ascesa dal Punto Zero

Adesso, con la nostra unione, stiamo scrivendo la storia. Tutto sta succedendo per la prima volta. Perché fino ad ora, le generazioni stavano scendendo spiritualmente: dalla rivelazione del Creatore ad Adamo attraverso Abramo, Mose, ecc. fino a Rabash. Tutto questo processo è chiamato “la discesa delle generazioni”. E quindi per la prima volta nella storia ci troviamo completamente separati senza alcuna preparazione. Iniziamo l’ascesa dal punto zero.

Lo stato precedente di sviluppo è stato completato. La discesa dall’alto verso il basso, la discesa dei mondi, Partzufim e Sefirot, la frammentazione dell’anima di Adam HaRishon – tutto è stato completato. Baal HaSulam ha detto che avremmo iniziato il viaggio a ritroso nel 1995.

Il nostro stato non ha degli esempi dal passato. Non ci sono delle analogie per mostrarci la maniera di agire oggi. In tutte le generazioni passate c’era un certo grado d’illuminazione; c’erano percezione e connessione con la spiritualità. Ma noi siamo completamente separati.

Ma dall’altra parte, abbiamo un grande supporto dall’Alto per iniziare l’ascesa. L’intero sistema ci sta aiutando e si sta fidando di noi. È per questo che parti delle anime rotte, che non avevano nessuna connessione con lo spirituale, hanno iniziato negli anni passati ad avvicinarsi a quest’idea  e hanno iniziato a comprendere qualche cosa. Questo avviene perché facciamo in modo che le nostre azioni corrispondano ad azioni spirituali, e quindi svegliamo la Luce.

Domanda: Che cosa deve fare la nostra generazione?

Risposta: Capire la crisi. Ne siamo a conoscenza in maniera spirituale, facendoci la domanda sul significato della vita. Ma il mondo intero la sta sperimentando in maniera materiale: le persone non sono felici delle loro vite, e anche questo è un tipo di domanda sul significato della vita, ma a un livello molto diverso.

Noi tutti iniziamo da questo poiché vediamo che non c’è una risposta per la crisi sia sul piano materiale sia su quello spirituale. In questa maniera, l’intera umanità, divisa tra quelli che sono diretti verso il Creatore (Israel – Yashar Kel), e le nazioni del mondo, devono realizzarlo.

Viviamo in un tempo molto speciale, e non comprendiamo che il Creatore ci sta letteralmente “imboccando”. Non può rivelare Sé stesso perché distruggerebbe tutto il lavoro, questo sarebbe contro la Natura, e disturberebbe la legge dell’equivalenza e della similitudine delle qualità. Lui rivelerà Sé stesso quando eleveremo MAN, un appello per la correzione.
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(Tratto dalla lezione n.6 del Congresso di Arava, 25.02.2012)

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Non permettere che si chiuda la porta

Domanda: Nel Congresso di Vilnius ci è stata aperta una nuova porta. Come posso metterci un piede per impedire che si chiuda?

Risposta: Prima di tutto dovremo avere paura di perderla, avere rispetto dello stato che abbiamo raggiunto e rafforzare la nostra impressione il più possibile.

Non attraverseremo questa porta subito. Ci prenderà alcuni mesi per farlo. Dopo tutto, stiamo entrando in uno stato di doglie, e la nascita accade in diverse maniere: alcune volte ci vogliono un paio di giorni, mentre altre anche un paio di settimane. Comunque, non importa di quanto tempo avremo bisogno, stiamo parlando di un processo che include delle fitte dolorose e non di un evento tutto in un colpo.

Siamo sulla strada, e se tu vuoi che il processo continui a svilupparsi, devi accettarlo correttamente. Tu continui il percorso non perché sia piacevole ed eccitante. Non t’importa dello stato in sé – la cosa principale è sapere che porta massimo piacere al Creatore. Devi cambiare il vettore da ricezione a dazione.

E se tu aggiungi questa intenzione, tu avanzerai. Veramente, lascerà immediatamente un sapore dolce nella tua bocca, ma assicurerà il tuo progresso. Più tardi sentirai il vero sapore, ma già in contatto con il Creatore, in dazione. E adesso tu chiami la Luce per realizzare questo.

Ma se sei ispirato da sensazioni gradevoli, se sei contento di aver finalmente assaggiato il piacere dell’unione con gli amici, questo sentimento ha un sapore amaro di egoismo e perciò non resterà con te. Dopo tutto, devi essere avanzato, in modo che il tuo stato possa essere preso da te. Sarai giustamente scosso, te ne dimenticherai, continuerai a cercare, e ad avvicinarti ancora, ma sarai più preparato per essere impregnato con intenzione, non sentimento.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.03.2012, Domande sul Congresso)

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Un nuovo desiderio

Il nostro programma oggi equivale a chiarire un elemento primario e fondamentale nel nostro sviluppo: la ricerca nel sentire la forza superiore. Gran parte di questa ricerca appartiene alla psicologia dell’uomo poiché iniziamo dal livello psicologico più basico, come qualsiasi persona normale nel nostro mondo. Ma dopo il livello basico iniziamo a salire più in alto. Perché? Perché l’aspirazione che abbiamo dentro e con la quale lavoriamo si chiama punto nel cuore.

Questo è ciò che dobbiamo sviluppare, questo è quanto dobbiamo espandere. Questo punto per noi deve diventare enorme, più grande di qualsiasi altra cosa, che riempia l’intero orizzonte. Attraverso esso io devo iniziare a sentire la natura, la sua eternità e perfezione, l’armonia, la forza superiore, l’informazione – tutto! Questo può succedere solamente se io coltivo il mio punto nel cuore.

Il punto nel cuore non appartiene più alla semplice psicologia. Compare unicamente in individui speciali dopo molte vite nel corso della loro evoluzione, arrivati ad uno stato in cui in loro si sveglia il desiderio di uno nuovo, il livello “Umano”. Essi si sono sviluppati attraverso i livelli inanimato, vegetale e animato della materia e hanno vissuto attraverso molte incarnazioni diverse come esseri umani nel nostro mondo, ma adesso in loro emerge un nuovo desiderio, e inizia gradualmente a svilupparli verso il sentire la forza superiore della Natura.

Oggi questo desiderio sta emergendo in milioni di persone in tutto il mondo. E noi abbiamo il metodo per realizzarlo.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso in Vilnius, 24.03.2012)

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Sentire la forza che controlla il destino

Tutto il nostro lavoro consiste nel trovare in noi stessi l’opportunità di sentire la forza che riempie il mondo, che controlla il mondo ed il nostro destino, che ci conduce attraverso la vita, e determina tutti gli eventi in essa – quello che accadrà a tutti noi ogni minuto.

Per fare questo, dobbiamo costantemente scavare dentro di noi, in particolare attraverso di noi. Non saremo capaci di trovare niente nel mondo meccanico che ci circonda. Solamente raffinando i nostri sensi, incrementando la nostra sensibilità interiore, noi inizieremo a sentire i fini strati della natura così come la sua informazione. Questo stato ci rivelerà l’intero programma della creazione, tutto quello che dovrebbe accaderci, e quello che è già accaduto, e ci solleverà sopra la sensazione di tempo, spazio e movimento meccanico verso un’area completamente diversa.

Perciò dobbiamo andare sempre più a fondo e cercare in noi stessi la sensazione di questo strato d’informazione, di questa forza che controlla tutto. Si potrebbe chiamare forza basica della natura, la forza superiore della natura, oppure il Creatore poiché crea tutto e contiene tutto il programma della creazione. Per completare questo ci uniamo insieme per incrementare il nostro impatto in ognuno di noi e in questa maniera aiutiamo tutti ad unirsi.

Iniziamo a creare un organo sensitivo in un sentimento collettivo, che è capace di rivelare per noi la forza che ci circonda e che penetra tutto. Stando in questa costante e corretta connessione tra  me e gli altri, io supero me stesso, esco da me stesso e inizio a sentire quello che c’è tra di noi. Questo diventa molto importante.

Ma tutto il resto è mio, come il mio corpo bestiale. Quando io desidero uscire completamente da me stesso, per sentire quello che c’è fuori di me, è lì che io trovo la forza superiore della natura.

Connetterci ad essa è il traguardo della nostra esistenza. E noi tutti vogliamo raggiungerlo.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso di Vilnius, 24.03.2012)

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Congresso in Vilnius – 23/25.03.2012

Congresso in Vilnius – Lezione Introduttiva del 22.03.12
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Congresso in Vilnius – Lezione 1
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Congresso in Vilnius – Lezione 2
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Congresso in Vilnius – Lezione 3
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Congresso in Vilnius – Lezione 4
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Congresso in Vilnius – Lezione 5
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Congresso in Vilnius – Workshop nr. 1
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Congresso in Vilnius – Workshop nr. 2
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Congresso in Vilnius – Workshop nr. 3
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Congresso in Vilnius Workshop nr. 4
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Attraverso le contraddizioni: la Verità

I Kabbalisti mi danno un “consiglio al buio” ed alla fine sono come un bambino davanti ad una realtà ancora non verificata.

Noi diamo consigli ai bambini piccoli allo stesso modo e loro seguono ubbidientemente  le istruzioni perché per adesso non sanno niente del soggetto in questione ed hanno completamente fiducia negli adulti. Istintivamente un bambino ci crede, dato che la sua natura lo istruisce a farlo, lui ci segue, con quello che noi chiamiamo “ad occhi chiusi”.

Noi dobbiamo seguire i kabbalisti allo stesso modo. Certamente questo causa disagio, siamo gente adulta, vogliamo sentire e capire. “Aspetta, cosa sto facendo esattamente? Perché faccio questo ed a quale scopo? Da dove proviene questo? Tutti hanno molte domande e molte scuse.

Non importa. Se siamo bambini, il mondo superiore si dovrebbe aprire davanti a noi adesso; ma allora noi saremmo qui come “gli angeli”, non più al di sopra degli “animali”. Ma se vogliamo raggiungere il grado del Creatore, allora non possiamo fare tutte le nostre azioni e tutti i nostri passi attraverso le nostre aspirazioni naturali, dobbiamo farlo attraverso la fede al di sopra della ragione, in altre parole, contro il nostro egoismo.

Questo rappresenta tutte le complicazioni. Mi è stato dato un certo consiglio, ma non riesco a vedere la logica in questo perché la mia mente ed i miei sentimenti appartengono a questo mondo. Non vedo, né sento che questo è il modo giusto in cui ho bisogno di agire.

Mi è stato detto: “Anche se non lo capisci, hai bisogno di sapere che questo è il modo in cui stanno le cose lì nel mondo superiore, siccome lì, tutto è diretto alla dazione, mentre qui, tutto è diretto alla ricezione. Lì è tutto in unione, qui tutto in separazione. Lì è tutto eterno, perfetto ed aspira all’equilibrio, mentre qui è il contrario. Ma le parole non mi aiutano, io reggo ancora sulle fondamenta di questo mondo ed ho bisogno di acquisire il mondo superiore da qui.

Si, è difficile da un lato, ma necessario dall’altro. Non ho bisogno della transizione da un mondo all’altro, devo invece vivere in entrambi i mondi per essere indipendente in relazione al Creatore. È simile a quello che l’ospite dice al padrone di casa: “Io voglio essere come te. Tu sei un datore ed io voglio dare. Tu dai a me ed io voglio dare a te. Io dipendo da te e voglio che tu dipenda da me”. Così anche io ho bisogno di essere indipendente stando davanti al Creatore.

Noi non possiamo nemmeno immaginarlo: da un lato non c’è nessuno a parte Lui e dall’altro c’è qualcosa di indipendente e questo stato esiste solo perché noi ci affermiamo in entrambi i mondi; io costruisco costantemente il mondo superiore al di sopra di questo mondo. Ecco perché il viaggio è così difficile. Dopotutto, ogni mia azione, ogni mio passo, deve opporsi al mio desiderio ed alla mia comprensione, a tutto quello che so ed a tutto quello che ho accumulato e raccolto nel corso di tutta la mia vita.

È tutto il contrario. Anche quando parliamo dell’amore e dell’unione, in realtà non è il tipo di amore ed unione al quale noi siamo abituati. Essi risiedono al di sopra della nostra natura. In altre parole, devo raggiungere uno stato nel quale non sembro esistere. Sembra un po’ una madre che altruisticamente dà se stessa al proprio figlio.

Ma qui ho bisogno di andare in pieno fino alla fine, un’unione illimitata in relazione a tutto il mondo e questo, malgrado tutti gli ostacoli, avviene quando scopro che tutti i desideri ai quali io devo dare pienamente me stesso, sono opposti a me, li odio e li rifiuto. Così come l’Aviut (lo spessore del desiderio) cresce, mi viene mostrata la distanza tra la ricezione e la dazione, ed allora rivelo tutto il fardello nascosto nell’unione.

Tutto questo avviene per acquisire l’indipendenza all’altezza del Creatore.

Ecco perché abbiamo bisogno di essere d’accordo con tutto quello che sperimentiamo ed anche se la nostra natura, la natura di questo mondo, rifiuta tutte le forme del mondo spirituale, noi dobbiamo concordare con questo. La forma spirituale è opposta a me, io la odio e non la accetto, ma questo è il modo in cui le cose hanno bisogno di essere. Io devo capire ed amare questo; io devo prepararmi a questo con l’aiuto del gruppo, dell’ambiente. Questo è esattamente dove noi stiamo andando: verso questa contraddizione, per renderla desiderabile in modo tale che possa servire come prova del fatto che stiamo avanzando verso la verità.
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(Dal Congresso di Arava del 25.02.2012, Lezione 7)

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Dove troviamo la chiave per il cancello delle lacrime?

Non dobbiamo vergognarci della debolezza, pensare che la debolezza possa raffreddare il nostro desiderio di avanzamento. C’è un “cancello di lacrime” in ogni passo, che si apre unicamente dopo la realizzazione della propria impotenza. E come potremmo avere l’abilità? Dopo tutto, l’avanzamento accade attraverso l’addizionale potere di dazione. Noi non l’abbiamo, lo dobbiamo acquisire.

È per questo motivo che è un bene che io scopra che non possiedo l’abilità di avanzare. E va bene anche che io scopra di non avere il desiderio di avanzare. Che cosa accade dopo? Solamente una cosa: L’appello adeguato al Creatore attraverso il gruppo perché Lui corregga la connessione tra di noi. E allora, ogni volta che questo è fatto, viene rivelato un nuovo stato di unione.

Una persona non è capace di fare niente per conto proprio. Non importa quanto si senta forte ogni tanto, non importa quanto si senta sicura di raggiungere qualsiasi cosa; fallirà in tutto. È scritto: “Non credere in te stesso fino al giorno in cui morirai”.

È per questo che avere un gruppo, che risveglia costantemente la persona, è una condizione necessaria. E per questo motivo, quando una persona non sa come avanzare e si dispera, di solito dà la colpa all’orgoglio, e di conseguenza è incapace di ricevere supporto dal gruppo.

Qui non c’è niente di cui vergognarsi, la persona deve unicamente lavorare su questo. Ma essenzialmente questo è l’unico disturbo. C’è una forza enorme nel gruppo. Come nel racconto di Rabbi Yossi Ben Kisma. Lui era un grande Kabbalista nella sua generazione, e i suoi studenti erano persone molto semplici. Ma lui ricevette una grandissima forza da loro poiché lui sapeva come lavorare con loro. E lui era una grande persona! E questo racconto parla di persone semplici.

È per questo che quando una persona dice che il Creatore non la sta aiutando, è il suo orgoglio che parla. Come si manifesta questo? Nella sua inabilità di cancellare se stesso davanti all’ambiente per ricevere il valore della grandezza della spiritualità in esso, e poi percepire il potere del Creatore che aiuta lui e la realizzazione della grandezza della spiritualità.

È per questo motivo che non bisogna piangere sui disturbi. È scritto: “La mia anima dovrà piangere in segreto”, in occultamento, nell’oscurità. Piangere è buono, ma bisogna vedere per che cosa si sta piangendo. Non piangere per non ricevere aiuto; c’è l’aiuto. Devi piangere perché l’orgoglio non ti sta permettendo di abbassarti davanti ai tuoi amici, il Creatore, e ricevere aiuto da loro.
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(Dal Congresso di Arava, 24.02.2012, lezione n.4)

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