Oggi, poco a poco, si sta rivelando una sempre più profonda e rigorosa interconnessione tra i paesi, le nazioni e le persone. Anche individualmente, siamo collegati attraverso catene con diverse maglie. Tuttavia, c’è un certo problema: non sono ancora in grado di realizzare correttamente questa connessione.
La crisi moderna si sta espandendo e abbraccia il mondo. Non finirà, anche se molti stanno promettendo che presto le cose inizieranno a migliorare.
I problemi non finiranno fino a raggiungere l’equilibrio. Dopo tutto, la causa della crisi è lo squilibrio, in altre parole, la mancanza di connessione tra noi.
Ecco dove si scopre la legge della garanzia reciproca. La Torà ci spiega che alla fine una persona amerà il prossimo come sé stesso.
“L’amore” è proprio l’unità sistematica, quando ogni persona lavora per il bene di tutti, e vi è assoluta armonia tra di noi. Alla fine, una volta raggiunta la correzione finale, tutti noi, ancora una volta, diventeremo parte di una sola anima, come gli organi del corpo che operano in modi assolutamente diversi, ma esistono in armonia unificata, e questo è il motivo per cui il corpo vive.
Ogni organo svolge il proprio lavoro, la propria funzione, ma nel quadro di un programma comune che comprende e obbliga tutti a lavorare insieme. Al contrario, quando vi è uno squilibrio tra le parti del corpo, appaiono le malattie.
Dobbiamo trattare la correzione secondo lo stesso principio. Oggi, io esisto in assoluto e totale egoismo. Voglio che tutto “funzioni” su mio comando, eseguendo i miei desideri, e che pensi come me. Noi tutti iniziamo il nostro viaggio in questo stato.
Nella prima fase di lavoro su me stesso, devo giungere al grado di Hafetz Hessed. Non capisco nel modo degli altri. Come una ruota dentata, mi libero del “girare sul mio asse”, secondo i desideri dei miei vicini. Fai quello che vuoi da me. Sono pronto a “girare” su vostra richiesta, come se non avessi un desiderio mio, come se non fossi io, ma una forza di sostegno destinata a voi.
Stiamo parlando di un grado molto elevato. Dopo tutto, devo lavorare con il mio egoismo in modo che non sarà possibile ottenere nel mio modo di servire gli altri.
Per fare questo, devo conoscere i desideri degli altri e non essere mai di intralcio della loro realizzazione, essere assolutamente neutrale. Ci riferiamo a una correzione enorme, nel corso della quale ho creato schermi degli zero gradi, in primo luogo, e secondo il mio desiderio in più.
Poi, mi alzo al grado successivo. Dirigo i miei desideri, le mie capacità, le mie qualità, e il potenziale di tutta la mia forza ed energia, tutto, verso il beneficio dei miei vicini. Ora, il mio egoismo non è solo neutralizzato, non sono solo liberamente in esecuzione su un asse, ma io sono collegato al mio stesso motore che lavora a loro favore. Questo è il grado di amore. Ti do tutto per il suo bene.
Questo percorso si estende dal nostro mondo al mondo dell’infinito (∞) attraverso 125 gradi. Parte di essi li realizzo al grado di Hafetz Hessed, essendo neutrale, e l’altra parte la realizzo attivamente mettendo i miei sforzi in vantaggio dei miei vicini.
Durante la prima fase, posso correggere 248 desideri e durante la seconda fase, posso correggerne 365. Nel complesso, la correzione di 613 desideri è chiamata “osservare i comandamenti”. In questo modo, il desiderio comune è suddiviso secondo la mia struttura interna.
Tutto questo per raggiungere una completa e assoluta mutua garanzia, uno stato dove potremo interagire con tutti in armonia, proprio come qualsiasi altra persona.
Quindi, è chiaro il tipo di correzione al quale l’umanità deve arrivare: tutti percepiscono e comprendono al loro interno tutta la realtà fino al punto di una piena identificazione con essa. Questo è il motivo per cui la Kabbalah si sta rivelando ora, perché se non sappiamo come realizzare questo, allora il nostro cammino sarà molto difficile e doloroso, anzi, sarebbe davvero la “via della sofferenza.”
Tuttavia, se cerchiamo di agire in gruppo, il nostro cammino non sarà facile, ma sarà buono (la freccia rossa sul grafico). Ci riuniamo insieme, percependoci tra di noi, evocando la Luce, e funziona su di noi, ci influenza, e ci desta. Attraverso il sentirsi reciprocamente l’un l’altro, consentiamo alla luce di fare il suo lavoro.
Questa è l’essenza del metodo. Non sai e non capisci niente, non sei capace di nulla, ma desideri “ingoiare” tutto il piacere, e hai solo bisogno di imparare a evocare la Luce. Se si impara, si raggiunge il successo così facilmente ed in modo bello, insieme a tutti nella gioia.
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La grandezza della Kabbalah è che ci da il metodo che ci permette di evocare l’energia spirituale, che corregge la nostra natura e ci unisce miracolosamente. Non dobbiamo preoccuparci di niente; dobbiamo gradualmente stabilire una connessione con il gruppo e mantenere una frazione di unità e garanzia reciproca in azioni reciproche. Questo è sufficiente per evocare la Luce che Riforma.
Da una parte, c’è un viaggio enorme davanti a noi, cambiamenti severi e difficili che richiedono un enorme sforzo umano. Dall’altra parte, non ci sono azioni che dobbiamo svolgere per conto nostro, la sola cosa che dobbiamo fare è evocare la Luce, che farà il lavoro.
Molte persone cercano di correggere se stesse per conto proprio, e credono che questo sia possibile. Tuttavia, questo non accadrà mai; saranno deluse, smetteranno di studiare e lasceranno il gruppo. È cosi perché i loro sforzi non sono diretti verso la Luce, vogliono fare tutto da se invece di chiedere come i bambini che fanno domande mentre si siedono in grembo alle madri.
Io ho bisogno di sentire che sono nelle braccia del Creatore, sentire che dipendo da Lui. E dopo, una volta che ho capito che qualsiasi azione inizia con una richiesta rivolta a Lui, io starò vicino a Lui, prendendo la Sua mano, come un bambino che non lascia andare ancora l’adulto. Io Lo tirerò verso di me per far correggere i miei sbagli. Una volta scoperti pensieri e desideri incorretti, io coscientemente e deliberatamente dirigerò Lui verso i miei sbagli che richiedono correzione.
Noi cresciamo portando fuori le cose che non sono corrette tra di noi e che sono state costituite dalla frammentazione e chiediamo al Creatore o alla Luce di correggerle. Inizialmente, prima di sapere come parlare con Lui, semplicemente segnaliamo il problema: “Correggi!” Poi spiegheremo a Lui come fanno i genitori quando chiedono ai figli di spiegare la loro “sventura”, come se non comprendessimo quello di cui hanno bisogno. Qui c’è bisogno di comunicazione, reazione, spiegazione, partecipazione del ragazzo, sempre di più. Lui realizza parte dell’azione, e l’adulto realizza l’altra parte.
In questo modo studiamo la “professione” del Creatore, ci mettiamo al posto Suo, finché correggiamo l’intero sistema e acquisiamo il Suo status.
Quindi, prendete nota nei vostri cuori: Noi non eseguiamo delle azioni. Incuranti di sentirci bene o male, di vedere degli sbagli, di voler correggere qualcosa, prima di tutto, dobbiamo illuminare il danno il più possibile e poi comprendere che solamente la Luce lo correggerà. Tutte le azioni e connessioni nel gruppo, i fraintendimenti, i litigi e altre cose sono evocate dal Creatore in modo di poter invitarLo a rivelare Se stesso tra di noi. È scritto: “Chi stabilisce la pace nelle Sue altezze, stabilirà la pace tra di noi”. La sola cosa che dobbiamo fare è innalzare MAN, una preghiera, una richiesta di correzione. Io “prego”, che significa che io giudico me stesso, divento giudice di me stesso e poi invoco la correzione. Questo è il modo di agire, rafforzando la connessione tra di noi. I gruppi devono seguire questo principio ed essere come organi di uno stesso corpo e prendersi cura uno dell’altro. Alcune volte gli eventi nei gruppi non sono causati dal rafforzamento dell’egoismo durante un’ascesa al seguente livello, ma dalla discesa di un altro gruppo.Dopo tutto, quando una parte del corpo è malata, la malattia si trasferisce alle altre parti.
All’inizio c’è bisogno che sia stabilito il giusto tipo di stato nei gruppi, e poi tra i gruppi. Dobbiamo avere cura uno dell’altro, dobbiamo unirci e interessarci della nostra comune salute spirituale, e allora in pochi mesi riveleremo il mondo spirituale e in pochi anni completeremo la correzione.
Ancora non abbiamo iniziato questo lavoro, ancora non agiamo consapevolmente e correttamente sia nei gruppi sia nella loro interconnessione. Queste cose vengono fuori gradualmente, dobbiamo essere coscienti di loro, comprenderle, e per questo abbiamo bisogno di una richiesta interiore. Niente verrà da se non si fa una richiesta.
Perciò, dobbiamo chiarire questa legge della garanzia mutua attraverso l’unità reciproca. E noi solo ci uniamo attraverso una preghiera comune, quando tutti comprendiamo che solamente la Luce stabilirà la pace tra di noi.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso One di New Jersey, 12.05.2012)
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Domanda: Il nostro compito è quello di trasformare i desideri quotidiani della gente comune in una supplica al Creatore. Come possiamo farlo?
Risposta: Una madre capisce chiaramente perché il suo bambino sta piangendo, anche se il bambino non si rende conto perché piange. Lo stesso principio si applica qui: Dobbiamo trasformare i desideri della gente, altrimenti non corrisponderanno alla Luce. Le persone piangono per i loro problemi nella vita materiale, ma la Luce non risponde alle loro lamentele dal momento che è stato Lui che gliela mandati.
È scritto: “Venite dal Faraone visto che io ho indurito il suo cuore”. È il Creatore che combina i nostri problemi e non possiamo chiedergli di eliminarli, per quale ragione allora Egli li avrebbe mandati? Dobbiamo rivolgerci a Lui con una diversa richiesta – un appello ad innalzarci al di sopra dei nostri problemi e scegliere di passare attraverso le angosce, perché solo facendo così noi Lo percepiamo. Questo è come arriviamo alla dazione attraverso la ricezione.
Ma noi siamo incapaci di raggiungere questo stato! Noi siamo letteralmente immersi nell’egoismo; noi soffriamo, ci sforziamo almeno di liberarci dal dolore poichè siamo incapaci di sentire gioia.
Noi dobbiamo chiedere a Lui: “Dammi la forza di innalzarmi al di sopra del mio dolore.” Noi abbiamo particolarmente bisogno di diventare consapevoli del nostro rifiuto nel provare dolore e del nostro desiderio di inalzarci al di sopra: Lascia che il mio corpo soffra, ma che io possa essere un gradino sopra al mio corpo, la sofferenza mi aiutera’ a scappare dai miei desideri egoistici. Se la sofferenza svanisce, io tornero’ dal Faraone; tuttavia, se la sofferenza continua, io faro’ qualcunque cosa in mio potere per evitarla.
Cosi, la sofferenza è un requisito necessario per farmi scappare dal Faraone, dal mio egoismo. Ma scappare verso dove? Allora prego il Creatore di liberarmi: “dammi una possibilità di fuggire e di salire al di sopra del Faraone”. Anche se mi occupo solo di una piccola parte del male comune, questo è il tipo di lavoro che devo fare consapevolmente. Il mio lavoro non è quello di rimanere come un animale miserabile, ma di elevarmi al livello di un essere umano. Io devo capire che l’uomo è superiore al livello animato e noi dobbiamo tracciare una linea rigida ed evidente della separazione tra questi due stati.
Ma dove posso trovare l’energia per realizzare tutto questo? Io sono così debole che scappo via al minimo dolore. Più avanzo spiritualmente, più divento sensibile e le cose che erano abbastanza facili in precedenza finiscono per rivelarsi insopportabili. Non posso tollerare nulla, neanche i problemi fisici.
Su questo noi dobbiamo lavorare con diligenza: Ci sforziamo di innalzarci al di sopra dei nostri desideri attraverso i quali soffriamo sempre di più. Troviamo le tenebre Egiziane nel luogo dove in precedenza c’era la luce, ma in realtà non è cambiato nulla, tranne il nostro giudizio sugli eventi.
Questo è come il Faraone da “buono” diventa “cattivo”, una luminosa giornata di sole si trasforma in buio profondo.
Un tale stato ci sembra estremamente triste e cupo, dobbiamo superare il dolore crescente e considerare la sofferenza come aiuto.
Si dice che “il Faraone porta i figli d’Israele verso la Libertà”, ma a condizione che realmente si sforzino di elevarsi sopra al loro egoismo.
Loro comprendono che la sofferenza li aiuta ad innalzarci al di sopra dei loro problemi e a separare se stesi dall’egoismo, visto che nessuno è in grado di affrontare volontariamente la sofferenza; istintivamente, la gente scappa dai guai il più lontano possibile.
Così il Faraone mi aiuta allontanandomi, mentre il Creatore mi aiuta con l’indurimento del cuore del Faraone. Il mio compito è quello di chiedere al Creatore di concedermi la forza di rimanere al di sopra e di considerare la dazione più importante della ricezione.
Altrimenti, io mi limiterei a piangere per il dolore come una persona che non si concentra sulla crescita ma che singhiozza sui molteplici problemi della sua vita. Questo è quello che vediamo oggi, mentre l’umanità sta andando verso una crisi. Le persone non hanno un posto dove andare; sono impotenti, e quindi, non vogliono sapere nulla, “Dacci un anti-depressivo, alcool, antidolorifici, sedativi, farmaci” – qualsiasi cosa li aiuti a staccasi dal loro dolore.
Noi chiediamo al Creatore di tenerci sopra al nostro dolore in modo che esso non ci possa assordare, ma piuttosto di assumenre un’altra forma. Il nostro lavoro è implorare: “Dammi una possibilità di dare e di godere di cio. “Non dobbiamo dare per ricevere; dobbiamo imparare come gioire nella dazione. Se lo facciamo, andiamo oltre la conoscenza, e raggiungiamo la dazione per il bene della dazione, acquisendo così la soddisfazione attraverso un grande senso di appartenenza piuttosto che attraverso l’appagamento del nostro egoismo. Non importa se stiamo soffrendo dentro i nostri desideri egoistici; noi godiamo la nostra sensazione di appartenere a Lui. Questi sono due diversi tipi di vasi. Allo stesso modo, le persone in questo mondo sono orgogliose e godono nel servire coloro che essi considerano degni e grandi.
Questo rispecchia il modo in cui noi prepariamo noi stessi; gli altri ci seguiranno. In effetti, un enorme desiderio che vuole essere riempito si nasconde dietro la “facciata” della nostra civilizzazione. Il nostro obiettivo è quello di correggere questo desiderio, altrimenti, le persone continueranno a soffrire inutilmente.
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Oggi l’umanità sta iniziando a guardare i metodi che gli possano premettere di controllare la vita e di sapere qualcosa sul futuro. È oggi che la saggezza della Kabbalah è rivelata, e proprio com’è stata rivelata all’umanità ai tempi dell’antica Babilonia per permettere loro di correggersi, anche adesso sta per portare la correzione perché siamo al secondo culmine del sorgere dall’ego.
La prima eruzione dell’ego ebbe luogo a Babele, e adesso siamo arrivati al picco della sua crescita, ma a un nuovo livello che è assolutamente selvaggio.
Il nostro ego cresce costantemente, non gradualmente (in maniera lineare ed esponenziale) ma a balzi. Questi balzi acuti portano delle guerre, rivoluzioni e tempi difficili. Anche se una rivoluzione può essere di natura industriale o culturale, o come nel rinascimento o la rivoluzione industriale.
In base alla saggezza della Kabbalah, noi sappiamo ciò che ci sta accadendo. Il punto è che ci troviamo in uno stato di frammentazione che dobbiamo correggere. Ci sono solamente tre stati. Nel primo stato, siamo tutti insieme come un tutto, e questo stato è chiamato Ein Sof (Infinito).
Da questo stato di unione, noi scendiamo su “questo mondo” e da questo dobbiamo alzarci per tornare di nuovo a Ein Sof. La differenza tra questi tre stati è che il mondo di Ein Sof è corretto, il nostro stato presente è corrotto, affondato in un ego enorme, e nel terzo dobbiamo raggiungere di nuovo la correzione.
È come se tornassimo di nuovo al primo stato dove ci trovavamo prima, il mondo di Ein Sof, ma nel primo stato eravamo incoscienti. Non capivamo niente, come una goccia di seme in un grembo che ancora non si è sviluppato in un embrione, il che significa che ancora non si è sviluppato ancora nel livello “umano” nonostante ci siano già le condizioni necessarie e tutto il potenziale di che in quella goccia.
Il terzo stato corretto che dobbiamo raggiungere ora è speciale poiché in esso noi comprendiamo, sentiamo e raggiungiamo tutto ciò che accade nel mondo di Ein Sof – Chi ci ha creato, la Sua intenzione, il piano di questa forza superiore, tutto sulla creazione. Noi comprendiamo tutto questo, lo sentiamo e lo controlliamo.
Di fatto, questo è il traguardo dell’intero grande cerchio che facciamo. È un processo unico: Durante la discesa dall’alto, sotto c’è la frammentazione e corruzione, e dopo la frammentazione c’è la correzione. Adesso nel nostro mondo, siamo nel peggiore stato possibile, nello stato più frammentato, sotto il controllo di un grandissimo ego, che dobbiamo correggere. Si corregge attraverso la connessione tra di noi.
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(Tratto dalla lezione n.1 del Congresso di Brasile, 04.05.2012)
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Domanda: Lo scopo del nostro lavoro durante il workshop è chiaro: noi apriamo il cuore l’uno all’altro, ci avviciniamo, ci connettiamo.
Risposta: Stiamo imparando a capire cosa significhi il gruppo. Prima che tu stia ad ascoltare cosa sia. Ma qui, spero, comincerai a sentire che quelle proprietà speciali sono incastrate nel gruppo, che non sarai capace di scrutinarle da solo. Ascoltando in maniera attenta il tuo amico – e non importa che cosa stia dicendo potrebbe anche non saper nulla (potrebbe essere nel gruppo da 1-2 mesi), tu ascolterai nelle sue parole cosa hai bisogno di sentire.
Domanda: C’è inoltre un’altra forma di gruppo, quando il testo è semplicemente letto e non é commentato. Qual è la differenza? Quando applichiamo questo tipo di lavoro?
Risposta: E’ una domanda molto seria.
In generale, come discuti qualcosa tra di voi quando stai in un grande cerchio e dici qualcosa? Tu parli anche di te stesso, dal tuo punto di vista, riguardo alla grandezza del gruppo, la grandezza del percorso, della riunione, o riguardo il perché sei venuto al congresso.
La cosa più importante non è parlare di che cosa c’è nel tuo cuore in un dato momento. Non dare sfogo a quello che senti in quel momento. Come nel tuo mondo, non vuoi dire a nessuno dei tuoi sentimenti più profondi, segreti personali, e lo stesso è qui. Questo è, io non parlo della mia relazione con il Creatore se riguarda solo me stesso. Tutto il resto – non fa differenza.
Domanda: Quando lavoriamo indipendenti nel gruppo, chi ci aiuterà a fermarci un momento e parlare dal cuore e non dalla mente?
Risposta: Non ti preoccupare di errare. Non è importante. E’ completamente irrilevante!
Coloro che studiano per un mese o due possono unirsi al gruppo e provare a discutere di qualcosa tra di loro, bofonchiando come i bambini – non é importante. Loro tuttavia cresceranno, se faranno ciò che é necessario. Non é necessaria nessuna conoscenza preliminare della persona, niente. La cosa più importante è agire semplicemente, a cuore aperto, e ingenuamente, e tutto poi funzionerà!
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(Dal congresso di Vilnius del 25.03.2012, Workshop 4)
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Domanda: Come si mantiene lo stato permanente del congresso da ora in avanti?
Risposta: Un congresso è un balzo attraverso l’unione. Se abbiamo questo tipo di esercizi solamente una volta alla settimana in workshop intensivi chiamati “riunione degli amici”, potremmo non avere bisogno di grandi congressi per poter avanzare. Ci solleveremo da una settimana all’altra preparandoci da un meeting all’altro.
Tutto dipende dalla preparazione, che determina il livello di unione che saremmo capaci di ottenere nel workshop. Abbiamo bisogno di un grande desiderio, il riconoscimento dell’importanza del traguardo e l’unicità di tale meeting come un’azione speciale, come l’unico metodo per mezzo del quale possiamo creare un posto per la rivelazione del Creatore.
Da una settimana all’altra vivremo con il sentimento della riunione degli amici che si avvicina e il desiderio della lezione giorno dopo giorno. Prima della lezione possiamo sentirci come ci sentiamo prima di un workshop. La lezione può essere ugualmente intensa, perché durante la lezione parliamo dello stesso lavoro interiore ma con parole diverse. Nel complesso, stiamo parlando dello stesso tema – la rivelazione del Creatore agli esseri creati, dove ha luogo e sotto quali condizioni.
Tutte le nostre azioni collettive dovrebbero essere viste in questa prospettiva, non importa cosa facciamo. Tutto dipende da quanto una persona apprezzi ogni opportunità che gli viene offerta. Quindi, non dovremmo aspettare i congressi se non ci prepariamo da una lezione all’altra, da una riunione degli amici all’altra e da un congresso all’altro.
Altrimenti, un grande congresso in sé non sarà di molto aiuto – farà venir fuori un risveglio temporaneo, ma non un’ascesa. Se la persona non arriva con l’impressione previa, non avrà garantita l’ascesa, l’avanzamento e una maggiore connessione. È così perché non ha preparato sé stesso per questo, non ha desiderato questo ardentemente e non ha la mancanza di questo. Sarà impressionato semplicemente da altre cose, ma non otterrà un riempimento specifico.
Ne risulta che ci sentiamo estasiati da un congresso all’altro ma poi cadiamo ancora. Questa esaltazione dovrebbe essere prima del congresso, e durante il congresso ci dovrebbe essere un livello superiore. In questo congresso ci siamo riusciti fino a un certo punto. Dopo essere saliti al livello seguente e aver sentito di essere in uno stato di discesa, di disappunto e di confusione, avremmo dovuto iniziare a prepararci per il prossimo meeting, o per un grande congresso.
Tutto è determinato dalla preparazione. Non ci dovrebbe essere del “tempo morto” nel quale semplicemente ci sediamo ad aspettare. Io devo incrementare la deficienza dentro di me o riempirla attraverso la connessione.
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Domanda: Come dovrei sentire il mio gruppo come risultato del workshop?
Risposta: Il gruppo è “uno” perché solo un’anima è stata creata. E maggiormente rivelo la struttura della singola anima, maggiormente rivelo il gruppo.
Un gruppo non è un concetto materiale, non sono dieci corpi seduti in un cerchio. Il gruppo è quello che abbiamo costruito sopra il nostro egoismo attraverso la connessione tra di noi, sottraendo all’ego e aumentando l’importanza della connessione, il Creatore, la Luce. Più avanti, separatamente, noi prenderemo questi due punti opposti, elevando l’importanza della dazione, dell’amore, e della connessione, così cominceremo a sentire di essere uno.
Ognuno sente non sé stesso ma solo quest’uno collettivo, fuori dal corpo, i suoi pensieri e desideri. Noi tutti sentiamo questo desiderio e un pensiero “come un uomo con un solo cuore”. Questo viene chiamato gruppo.
Se ognuno agisce come durante il workshop, noi costruiremo un denominatore comune nel nostro gruppo, che comincerà a prendere tutte le altre “unità” nella sala, formata da ogni cerchio o approcciando quest’ultimo. E allora io comincerò a sentire attraverso questo sensore tutte le anime dell’esistenza legittima nel mondo spirituale. Questo diventa il mio vaso con il quale io lavoro nel mondo spirituale.
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Domanda: Un desiderio fisico, ad esempio, il desiderio sessuale, può stare sulla mia strada nel percorso spirituale?
Risposta: I desideri fisici per il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere e la conoscenza non possono stare nell’avanzamento spirituale di una persona. Non dobbiamo avere a che fare con ciò che appartiene al corpo separatamente.
Dovremmo essere preoccupati dell’odio che proviamo verso gli amici e poi del mondo intero.
Se vuoi mangiare cinque porzioni al posto di una, è dannoso per il corpo, ma non interferisce con il percorso spirituale. Lo stesso vale per il sesso.
Quindi, pensa solo alla connessione con il Creatore attraverso gli amici, e puoi smettere di preoccuparti di tutto il resto.
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(Dal Congresso di Brasile 6.05.2012, Lezione 5)
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Domanda: Quali sforzi dovrebbe fare il gruppo al fine di conseguire la correzione nello stesso lasso di tempo in cui i suoi membri scoprono la saggezza della Kabbalah?
Risposta: Gli sforzi dovrebbero essere di non giudicare qualsiasi membro del gruppo secondo lo stato in cui ognuno si trova. Siamo tutti “stracci”, come usava dire Rabash; siamo tutti non corretti. Tutti i peccati e gli attributi negativi sono in ciascuno di noi.
La persona che raggiunge i livelli elevati spirituali scopre il disgusto e i desideri di repulsione che egli ha ed è sconvolto dal fatto che egli può avere tali desideri. Gli è anche impossibile immaginarli! Come risultato della frantumazione, ognuno ha tutti i tipi di desideri dentro di lui. Pertanto, non dobbiamo vedere nessun altro come corrotto.
“Dobbiamo prenderli uno per uno e conoscerli.” Se vedo un difetto in qualcuno, è solo perché io sono corrotto. Se io fossi corretto, avrei potuto vedere l’altro secondo il mio livello di correzione, come totalmente corretto, perché tutti questi gradi esistono già. Quello che vedo ora è il riflesso del mio ego. È il mio ego che raffigura questa immagine per me.
Quindi il lavoro principale del gruppo è di accettare ogni membro come il suo bambino amato. Non importa quello che fa: se egli non vi dà tregua, e fa un pasticcio, se vi rompe tutto, voi dovete sapere che è il vostro bambino. Questo è il modo in cui si dovrebbe trattare l’amico. Questo è un segno di amore.
Io parlo qui di un amico e questo significa che una persona può trattare gli altri in questo modo, e non di qualcuno che è appena entrato per unirsi al gruppo. L’aiuto reciproco significa considerare gli stati personali di ciascun individuo.
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(Dalla lezione 2 del Congresso di New Jersey, 12.05.2012)
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