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Congresso di Unità – 20.09.2012

Congresso di Unità,  Lezione 1
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Congresso di Unità, Lezione 2
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Congresso di Unità, Lezione 3
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Congresso di Unità,  Workshop 1
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Congresso di Unità, Yeshivat Haverim 1
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Congresso di Unità, Yeshivat Haverim 3
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Il connettore tra l’uomo e la donna

Domanda: Nel nostro gruppo esiste un comitato spirituale. Durante la settimana vengono eletti tre uomini per innalzare l’importanza dello scopo. Tu dici che la presenza delle donne è sempre un aiuto addizionale. E’ possibile avere tre donne che partecipino per la parte femminile a questa commissione?

Risposta: No, non è possibile. Quando gli uomini parlano dei loro problemi spirituali, devono chiarificarsi spiritualmente. Tu dovrai trovare un altro posto per risolvere alcuni problemi insieme, ma non durante il tempo designato al fine del raduno strettamente maschile. Non puoi farlo! Questo non funzionerebbe!

Noi, parlando di umanità, siamo separati di proposito in due parti nettamente definite: donne e uomini. Questa distinzione e separazione viene dall’alto verso il basso, come il Creatore e la creazione. Questi sono due mondi. E’ impossibile connettere e paragonarli in alcun modo.

L’unione tra l’uomo e la donna avviene solo attraverso il Creatore, altrimenti, questa unione non esisterebbe. Di conseguenza, noi vediamo dove questo ci sta portando nel nostro mondo. Con tutto ciò che ci accade attorno noi possiamo bilanciarlo solo attraverso il Creatore. In egual maniera, noi possiamo bilanciare le nostre famiglie, ma solo se accettiamo la condizione necessaria che detiene il Creatore tra noi, come tra me e i miei amici, e anche tra me e il mio coniuge. Se Lui non è là, allora non ci sarà nessuna connessione tra noi. Alla fine, questo è quanto ci accingiamo a raggiungere.

Comunque, devono tenersi riunioni con uomini e donne insieme e anche riunioni con uomini e donne separatamente. E le donne hanno bisogno di pensare a come devono cercare di unirsi tra loro e come aiutare gli uomini.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” del 18.08.2012, Lezione 4)

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L’uomo nella persona

Domanda: Come cresce il “punto nel cuore”? Di che cosa è composto? Di che cosa è composto l’uomo in una persona?

Risposta: Il “punto nel cuore” è il punto di lancio da dove inizia la nascita dell’Essere Umano, come da una goccia di seme. Tutto il resto, che lui prende dall’ambiente, dagli amici, si unisce a questo punto nel cuore.

Domanda: Che cosa prendiamo dall’ambiente?

Risposta: Uno ha bisogno solamente di prendere gli attributi positivi. Poiché L’Arvut (La garanzia mutua) è stata creata per poter prendere dall’ambiente tutto ciò di positivo che c’è lì dentro.

Domanda: Come può una persona misurare il proprio punto e vedere che c’è già un microscopico uomo dentro di se che sta già crescendo?

Risposta: È in base a quanto lui si connette con il gruppo e quanto lavora con loro per la connessione e l’unione. Alla fine, tutto ciò che accade nella connessione raggiunge il suo punto nel cuore.

Domanda: Lei ha detto che il Creatore da forze, che Lui prende forze, e l’uomo si sente come uno straccio che ondeggia al vento.

Risposta: La Luce da’ e prende forze in base alle azioni dell’uomo. Se l’uomo si sente come uno straccio, allora va già bene. Vuol dire che da quel momento in poi, sarà capace di essere qualcosa di diverso di uno straccio.

All’inizio c’è il riconoscimento del male, cioè l’ego che lo dirige. Più tardi un altro grado del riconoscimento del male accade quando lui comprende che se lui è un egoista, allora è mosso dall’Alto e sbattuto fino a che tutto lo sporco dello straccio viene liberato. E più tardi lui inizia a comprendere cosa appartiene a cosa, e poi acquisisce la libera scelta e cerca di risolvere questo problema insieme alla società.
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(Tratto dalla lezione nr.7 del Congresso di Kharkov, 19.08.2012)

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Da cosa inizia la preghiera?

C’è una preghiera e c’è una supplica. Una preghiera è quando l’uomo si rivolge al Creatore tramite la sua intenzione, già preparata in precedenza. Una supplica è quando per prima cosa l’uomo chiede al Creatore di formare la propria preghiera.

Circa duemilacinquecento anni fa, il Re Davide ha scritto nei suoi Salmi “Le Maan Achai Vereai” che significa “per il bene dei miei amici, ti prego e per il bene di tutta la Tua creazione” (è detto “la casa del Creatore” perché Lui la riempie successivamente). Per il bene della Tua casa, Ti chiedo di raccogliere tutto quanto assieme, perché la Tua casa deve essere la dimora di tutte le nazioni del mondo, come è detto “Poiché la mia casa sarà chiamata la casa della preghiera di tutte le nazioni”.

Abbiamo ricercato le parole con cui rivolgerci al Creatore. Comunque, in realtà, dobbiamo ricevere queste parole dall’Alto. La Luce deve insegnarci il suo linguaggio, che è detto “il linguaggio sacro” che è costruito sulla qualità della dazione e dell’amore, contrario alle nostre percezioni ed espressioni di oggi. Così, veramente, il nostro appello inizia con la supplica per la correzione, con una richiesta di cambiare.

Nel nostro movimento verso il Creatore, è molto importante trovare e sentire reciprocità. Non c’è Creatore senza la creazione, e non c’è creazione senza il Creatore. Il Creatore è quanto viene a formarsi dentro di noi, la qualità della dazione, che si manifesta dentro di noi. E’ un campo che è percepito tramite una certa sostanza, e questa sostanza siamo noi. Ecco perché solo avendo preparato la “base” corretta, un certo posto, iniziamo a manifestare, rivelare e percepire quello che chiameremo il “Creatore”. Stiamo solo parlando della percezione che abbiamo di Lui dentro di noi. Ecco perché il Creatore è chiamato “Boreh” in Ebraico, dalle parole “Bo” e “Reh”, che significano “Vieni” e “Vedi”.

L’uomo deve controllare la sua aspirazione verso il Creatore. Se è corretta allora l’uomo sente l’aspirazione del Creatore verso di lui. La reciprocità è sempre lì, se quell’intenzione è corretta, la luce inizia a manifestarsi al suo interno immediatamente. Altre volte avviene il contrario, quando il Creatore ci corregge, mostrandoci che non stiamo aspirando verso di lui correttamente, che è necessario farlo da un punto più profondo del cuore. Ma dobbiamo sempre aspirare per sentire la reciprocità.

Qualunque supplica, qualunque approccio corretto, se desideriamo che sia nella qualità della dazione, deve necessariamente iniziare con la gratitudine. Altrimenti è semplicemente una richiesta egoistica. Anche se stiamo pensando di ricevere la nostra preghiera da Lui, o anche se ci piace rivolgerci a lui per il bene dei nostri amici, indipendentemente dalla correttezza di questa richiesta, dobbiamo iniziare con la gratitudine.

Solo allora, sulle altezze di questa gratitudine è possibile chiedere e, da lì, questa richiesta sarà diretta per un ulteriore allargamento della dazione. Spesso mi chiedono “Cosa posso fare se non trovo nulla dentro me stesso per cui essere grato?” Visto che è legge che l’uomo nello stato attuale, nel quale vuole chiedere, si sente male e pesante.

Devi paragonare te stesso agli altri, e vedere che tu sei speciale; tu sei stato scelto dal Creatore. Vedi che cosa sta succedendo al resto delle persone alle quali lui non ha dato quella piccola percezione di se stesso, detta il punto nel cuore.

E’ semplicemente un punto per via del fatto che non sentiamo ancora nulla al suo interno se non che è qualcosa che appartiene al più elevato. Ecco perché ci direziona avanti da qualche parte. Se si allargherà, allora si formerà dentro di noi una percezione, una realizzazione ed una rivelazione. Per ora è solo un punto, ma ci spinge in avanti. Mentre per tutti quelli che non lo hanno, sfortunatamente è molto peggio.

Questo significa che la gratitudine si rende possibile. Non una egoistica dovuta al fatto che il Creatore mi ha reso speciale, ma per il fatto che attraverso questi mezzi, Egli mi affida il compito di pensare agli altri. Lui, Lui Stesso, si trova nella Sua qualità della dazione e non può avvicinarsi alle creature perché altrimenti queste semplicemente aderirebbero a Lui, si legherebbero alla Luce, al piacere e non sarebbero poi capaci di passare alla qualità della dazione. Ecco perché, attraverso persone come noi, Egli da la possibilità di avvicinarsi agli altri e gradualmente spiegar loro come mettersi in contatto con la forza superiore.

Comunque, indipendentemente da quanto potrebbe accadere, è molto difficile avanzare per noi, anche se sappiamo che tutto viene dal Creatore e che tutto è corretto dal Creatore, la Luce. Nonostante tutto questo, il nostro approccio verso di Lui deve venire da noi stessi, ma al tempo stesso è anche influenzato dalle nostre richieste verso di Lui. Queste sono dette preghiere, o preparazione alla preghiera: “Dacci la possibilità di rivolgerci a te e chiedere nel modo corretto. Dacci la possibilità di chiedere non per noi stessi, per quanto possibile, e di sentire gli altri per poter chiedere anche per loro conto”.
[86598]

(Dal Congresso di Kharkov “Unirsi per Ascendere” 19.08.2012, Lezione 6)

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La cosa più importante é un’aspirazione interiore

Domanda: Tu hai detto che dobbiamo giocare attivamente l’uno di fronte all’altro del fatto che siamo al livello successivo, di modo che gli altri siano invidiosi e ci seguano. Come può essere espresso questo? Dovremmo essere semplicemente buoni, gentili, generosi, sorridenti e questo emozionerà e attirerà gli amici? O dovremmo essere fermi in relazione allo scopo? Come dovrei mostrare questo al fine di causare la massima invidia?

Risposta: Noi siamo nel mondo dell’Infinito, la piena connessione tra noi. L’unico problema è che non lo percepiamo. Siamo come gattini ciechi. Noi dobbiamo cominciare a sentire dove siamo nella realtà attraverso le nostre proprietà.

Per questa ragione i 125 gradini spirituali sono chiamati i pioli della rivelazione, la rivelazione di quello in cui esisti. Ma tu sei sottosviluppato e non lo senti. Qui ora, come se fosse nello stesso spazio (benché non nello stesso spazio ma in altre dimensioni), ci sono una grande varietà di fenomeni, oggetti, relazioni e azioni. Non ne sentiamo nemmeno una di questa; è fuori dai nostri sensi.

Qualche persona, inclusi i fisici, la sentono un pochino. Infatti è così. I beduini che vivono in Israele sentono quello che sta accadendo a 100 miglia da loro in accordo a svariate manifestazioni della natura. Ma tutto questo è al livello del nostro mondo. Fisici come Wolf Messing sentono un pochino in più ovviamente, fuori dal tempo, perché il prossimo gradino va al di sopra del tempo, eccetera…

Cioè, noi giochiamo nel nostro livello successivo, così vogliamo attrarre le forze della natura verso di noi di modo che ci portino attraverso di esso. Noi facciamo la stessa cosa nelle nostre vite; le persone giocano: io voglio essere come qualcun’altro, per esempio, come uno scienziato o un musicista, faccio esercizi e così mi avvicino a loro.

Perché gli esercizi mi portano attraverso questo? Perché sto attraendo la stessa Luce Superiore, solo al nostro livello egoistico. Questa è una legge fisica; se io aspiro a qualcosa, queste forze di aspirazione realizzano qualsiasi cosa. Di conseguenza, dobbiamo diventare ispirati per giocare.

Ma più importante, noi dobbiamo desiderare questo dentro noi stessi perché inizialmente noi siamo connessi l’uno all’altro, e se io voglio qualcosa, i nostri desideri concentrati insieme e diretti allo stesso stato ci porteranno a questo.

Questo è perché ci sono persone che stanno danzando di fronte a te con un’armonica e ispirano gli altri e ci sono quelli che stanno in maniera umile in parte e non riescono ad aggiungersi al cerchio o cantare insieme a qualcun altro; ci sono persone differenti, non importa. Esternamente, noi dobbiamo anche mostrarlo ai nostri amici al fine di ispirarli insieme. Ma la cosa più importante è un’aspirazione interiore.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” del 17.08.2012, Lezione 2)

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Nello specchio del mio stesso Ego

Domanda: Gli amici nel gruppo mi hanno detto il perché ho bisogno del mio ego. Perché ho bisogno dell’ego che sento fuori nelle strade?

Risposta: Questa è parte della tua anima! Malchut, l’anima, o l’umanità chiamala come vuoi, tutte sono realmente te stesso. Quindi, chi sono tutti gli altri? Loro sono parti di te, riguardano solo te.

Questo significa che questa è una struttura multi-strato di sette miliardi dove tutte le anime individuali si connettono, e invece di un piano, il risultato è una sfera. Conseguentemente, un cinico, con attitudine irrispettosa verso chiunque in questo mondo, si oppone seriamente al tuo avanzamento spirituale.

Infatti, tu devi raggiungere uno stato dove percepisci tutte le persone nel mondo, quelle totalmente negative e quelle positive, le più vicine, come parti inseparabili di te stesso. Loro in realtà non sono nessuno. Per quanto ti riguarda, loro sono marionette, e operano solo al fine di provvedere al migliore scenario per farti arrivare più vicino al Creatore.

Domanda: Io non sopporto il mio ego. Non ho scelta; è una parte insita in me, ma non posso scappare dall’ego altrui o condurre gli altri altrove?

Risposta: Dove vedi l’ego altrui? Se lo puoi sentire all’interno del tuo ego, come ti senti realmente? E’ il tuo stesso ego. Sembra che il mondo sia diviso in una moltitudine di persone ma, ancora adesso, tu stai parlando con te stesso.
[85949]

(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” 17.08.2012, Lezione 2)

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Bruciare con il Lavoro Spirituale

Domanda: Tu hai raccontato di molti ostacoli che una persona incontra quando comincia a lavorare nel gruppo. Uno di questi è il fatto che possano apparire come opportunità per una persona; loro possono apparire molto invitanti e attraenti, capaci di migliorare la vita senza interferire con la sua occupazione nel lavoro spirituale.

Risposta: Tutti loro interferiscono con il lavoro spirituale. Altrimenti, loro non sarebbero ostacoli. Sembra solo a te che se qualcosa si rompe, se qualcosa succede, devi risolverla, e poi puoi tornare al lavoro spirituale, ma in realtà è un ostacolo che è specificamente contro il tuo lavoro spirituale. Ogni tipo!

Domanda: Se una persona vuole avere a che fare con qualcuno dei suoi normali desideri corporali affinché non lo distraggano, allora non potrebbe essere anche questo un ostacolo?

Risposta: Com’è stato scritto, “Se non c’è farina, non c’é la Torà.” Noi dobbiamo creare tutte le condizioni necessarie all’esistenza, necessarie e sufficienti, come in matematica. Questo significa condurre una vita normale. Ad oggi, inoltre, questo potrebbe non essere del tutto semplice. Tutto dipende da che cosa io considero sia sufficiente per me stesso.

Una volta ho chiesto al Rabash riguardo questo, e mi ha dato una risposta veramente interessante, “Il livello essenziale di autosufficienza è come un grado in cui potresti essere felice senza il bisogno di avere a che fare con questo.” Questo significa che tu saresti felice se non avessi bisogno di mangiare, bere, dormire, acquistare una Chevrolet, o andare in vacanza ai Caraibi. Il livello essenziale è la cosa con cui sei forzato ad avere a che fare – forzato – e non sei per niente felice riguardo a questo fino a che non riesci a mantenere la vita di questo corpo al fine di raggiungere il prossimo livello. Di che cosa hai bisogno per questo?

Se la mente di una persona è nel posto giusto, lui semplicemente non presterà attenzione a che cosa è essenziale per lui. Prendete ad esempio un qualunque musicista o scrittore che “vive” nei suoi lavori. Per ogni persona creativa, la creatività è tutto. Non ha bisogno di nient’altro!

Non gli importa come si mostra o cosa mangia. Lui “brucia” per il suo lavoro. Così, quando brucerai per il tuo lavoro, allora non ci saranno questi tipi di domande.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” del 17.08.2012, Lezione 2)

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Cosa c’è oltre i confini tra i Mondi?

Domanda: Come possiamo immaginare il nostro primo grado spirituale condiviso?

Risposta: Questo succede quando siete completamente uniti gli uni agli altri e quando la caratteristica della dazione si manifesta completamente tra di voi. Questo è tutto! Vi siete uniti con tutti e sentite che siete al prossimo grado, il mondo superiore.

Vedete l’intera storia dell’umanità, il suo inizio, la causa radice ed i suoi stati futuri più elevati nei quali ascenderemo assieme. Esistiamo là in tutti i 125 gradini, e voi semplicemente li rivelate. Quando entrate nel mondo spirituale rivelate un centoventicinquesimo dello stato perfetto.

La forza superiore è rivelata al suo interno e voi iniziate a sentire, sino ad un certo punto, le sue proprietà, le leggi di scambio tra le anime, leggi sul comportamento, qual è lo scopo di tutto e tutta la meccanica. Questo è un grandissimo conseguimento della saggezza superiore. E’ detto la scienza della Kabbalah. Questo è quanto ci riempie, la così detta “luce della saggezza” (Ohr Hochma) che ci conferisce la massima realizzazione.

E’ naturale che tu ti senta esistere già nel corpo visto che il corpo esiste vicino a te per poter permettere che tu ti corregga attraverso di esso. Ma la tua intera esistenza è già associata con quel livello di informazione, il conseguimento che avete appena rivelato. Voi siete in esso. Questo è il vostro “io”.
[85895]

(Dal Congresso di Kharkov “Unirsi per Ascendere” 17.08.2012, Lezione 1)

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Il metodo che porta alla Luce

Il primo uomo che lo ha rivelato, che ha ottenuto la saggezza della Kabbalah, 5773 anni fa, si chiamava Adamo. Presto potremo celebrare il suo compleanno. Dopo tutto il nuovo anno della bibbia è il compleanno di Adamo come Kabbalista, il giorno in cui ha rivelato il mondo superiore, la forza superiore. Egli scrisse un libro riguardo a questo “L’angelo segreto”. Noi contiamo da questa prima rivelazione del mondo superiore.

Infatti l’umanità ha a disposizione 6.000 anni per capire se stessa ed il suo livello più elevato (lo stato identico alla luce). Dai giorni di Adamo, lo scopritore del mondo superiore, sono trascorsi  5.773 anni. Quindi rimangono 227 anni prima che il processo finisca.

Ma questo processo può essere completato prima. Per quale motivo? Per via del fatto che sino ad ora ci siamo evoluti per via dell’influenza della forza superiore, quasi senza usare la nostra conoscenza per innalzarci al livello della luce superiore, per rivelarla ed ascendere al prossimo livello alla prossima dimensione.

Così oggi la crisi globale che si sta svolgendo e che è stata prevista molto tempo dai Kabbalisti, serve a darci un impulso verso uno sviluppo combinato, comune e globale. E così ora possiamo adottare la saggezza della Kabbalah che ci insegna come attrarre la Luce superiore. L’intero metodo è questo non c’è nulla di più.

Siamo nel desiderio egoistico che deve essere soddisfatto per rivelare noi stessi. Di conseguenza il nostro desiderio deve essere riempito con la luce superiore. La Kabbalah è una guida che spiega come ogni stato può massimizzare l’attrazione della luce superiore dentro se stesso e così svilupparsi.

Noi abbiamo studiato questa metodologia già da un po’ di tempo. Prima ci fu un lungo “periodo latente” durante il quale abbiamo imparato, creato ogni sorta di aiuti per l’insegnamento, libri e tutto il resto. Ed ora la crisi globale sta iniziando ad infiammarsi. Questo avviene nel momento in cui il nostro egoismo globale mostra la sua fine, la sua incapacità di continuare ad esistere nel passato paradigma. Dovrà iniziare a cambiare perché nel suo stato attuale ci porterà alla morte in condizioni orribili. E stiamo già assistendo a questa cosa.

Nella maggior parte delle persone c’è un bisogno di fare qualcosa con se stessi. Così qui in qualità di portatori del metodo per attrarre la Luce, non dobbiamo pensare solo a noi stessi, ma anche a tutta l’umanità. Per questo ci viene data “l’ispirazione”, questo desiderio di essere attratti da lui di scoprire il significato della vita.

Ed il significato della luce è crescere al livello della Luce, il livello dell’eternità, infinito, il livello della perfezione ed armonia. Dobbiamo raggiungere questo livello nella pratica su noi stessi ed anche insegnarlo al mondo intero.

Siamo interconnessi. Solo nelle nostre sensazioni il desiderio creato dalla Luce è stato diviso in miliardi di pezzi. Ognuno di noi è un poco di quel desiderio e la sua relazione all’altro è una repulsione egoistica. Attirare la luce è possibile solo nella misura in cui cerchiamo di unirci oggi.

Questa condizione è chiamata la legge dell’uguaglianza, la legge dell’uguaglianza del desiderio e della Luce. Sino a quando il desiderio al posto del suo egoismo, cercherà di fare uno sforzo verso l’unione allora si innalzerà nella Luce, diventando sempre più simile ad essa.

Non è possibile diventare simili alla Luce solo cercando di unirsi perché questa unione è falsa e superficiale. Comunque gli sforzi ed i tentativi che compiamo per unirci attirano su di noi il risveglio alla Luce superiore, ci influenza ed il suo effetto inizia a correggere il nostro desiderio egoistico dal “bene per se stessi” (dalla forza egoistica) al “bene per la dazione” (all’unione con gli altri).

Quella luce realizzerà la connessione tra di noi e la nostra unione ci porterà alla similitudine con la luce e creerà una rete di relazioni fondate sulla dazione sino a relazioni di amore, che è l’inclusione mutua di ciascuno in tutti gli altri.

Quando sento i desideri degli altri come se fossero i miei, desidero poterli soddisfare io stesso e vivere per far questo, allora esco dal mio egoismo ed esisto nella soddisfazione degli altri. Questa esistenza è chiamata il superiore sopra il nostro egoismo. E così troviamo la connessione tra di noi in questo enorme sistema.

Questo sistema è rivelato gradualmente. Tutto quanto impariamo con voi nella Kabbalah: le Sefirot, Partzufim, i mondi, e tutti i tipi di relazione tra di loro sono le relazioni tra di noi e questo sistema. Tutto accade tra di noi sino alla misura per cui il sistema delle nostre relazioni diventa il mondo dell’infinito, che è, un sistema di interconnessione assoluta, integrata analogicamente ed interdipendente. E poi in esso, secondo quanto detto, la Luce superiore del Creatore è rivelata al suo interno senza alcuna interferenza, nella sua forma assoluta.
[85867]

(Dal Congresso di  Kharkov “Unirsi per ascendere” 17.08.2012, Lezione 1)

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Tutto inizia con la gratitudine

È saputo dalla scienza della Kabbalah che ci troviamo in uno stato costante. Cambia unicamente la nostra sensazione, la nostra percezione di questo stato.

Come possiamo migliorare questa sensazione? Se io aggiungessi la sensazione dei miei amici alla sensazione che ho sentito oggi – cioè, al punto nel cuore, se io collego il mio cuore al loro cuore – questo basterà affinché io inizi a sentire il vero stato nel quale mi trovo.

Come colleghiamo i nostri cuori? I nostri tentativi non portano da nessuna parte. Noi indirizziamo questa richiesta al Creatore, alla Luce. Io cerco ripetutamente, ma funziona poco.

Perché? Perché la nostra attitudine verso questo è egoistica. Vogliamo ricevere tutto il tempo, per incrementare la nostra sensazione nel mondo in cui siamo, ma ne possiamo vedere solo un piccolo e debole frammento.

Dovremmo venire con un’attitudine diversa. Con la corretta attitudine verso la connessione tra di noi, alla sensazione del mondo superiore, basato sulla proprietà della gratitudine.

Gratitudine! Ogni azione umana, non importa quale, dovrebbe iniziare con questo. È detto che, anche se una spada tagliente si sollevasse sopra la vostra testa, anche così dovete ringraziare e sperare fermamente che sia solo per il meglio, perciò la Luce lavora in voi in modo che precisamente le condizioni critiche vi mettano nella giusta posizione verso il governo superiore.
[86608]

(Tratto dal workshop 7 del Congresso di Kharkov, 19.08.2012)

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