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Un esame non passato

Domanda: Hai detto che è necessario tentare di vedere il Creatore dietro ad ogni cosa, compresi i miei pensieri e le mie emozioni. Ma quando succede qualcosa di brutto, è molto difficile restare attaccati a Lui, per non parlare di tirarsi fuori da questi stati. Perché il Creatore ci mette in situazioni sopra le quali non siamo capaci di innalzarci?

Intellettualmente, capisco la necessità di superare tutto questo, ma è impossibile.

Risposta: Non ci sono situazioni o stati al di sopra dei quali non siamo capaci di innalzarci. Ogni stato coincide perfettamente con il nostro livello attuale, il che ci mette nella possibilità di superarlo. Se ci sforziamo e non ce la facciamo, questo ci dice che non abbiamo preparato a sufficienza una base.

Supponete di dover fare un test, e desiderate molto di farcela per bene. Ma non vi siete preparati abbastanza e perciò, non importa quanto “suderete”, non importa quanto proverete a rispondere alle domande, non servirà. Quindi, che senso ha che vi lamentiate di aver investito tutte le vostre energie se poi non ce l’avete fatta?

Quindi, l’umanità ed ogni individuo si evolvono in base ad un programma, e se ci prepariamo e prepariamo il nostro ambiente in modo corretto, non potrà essere che non ce la faremo a superare tutti gli stati che incontreremo sulla strada. Per cui, questi stati arrivano sotto forma di fasi in base ad un programma preciso, e noi riceviamo tutto il necessario che ci rende pronti ad affrontarli.
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(Dal Congresso del New Jersey del 10.05.2013 Lezione 1)

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Congresso in New Jersey – 10-12.05.13

Congresso in New Jersey, Lezione 1
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Congresso in New Jersey, Lezione 2
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Congresso in New Jersey, Lezione 3
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Congresso in New Jersey, Lezione 4
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Congresso in New Jersey, Lezione 5
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Congresso in New Jersey, Lezione 6
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Congresso in New Jersey, Workshop 1
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Congresso in New Jersey, Workshop 1 – Solo Domande
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Congresso in New Jersey, Workshop 2
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Congresso in New Jersey, Workshop 2 – Solo Domande
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Congresso in New Jersey, Workshop 3
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Congresso in New Jersey, Workshop 3 – Solo Domande
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Congresso in New Jersey, Workshop 4
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Congresso in New Jersey, Workshop 4 – Solo Domande
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Congresso in New Jersey, Yeshivat Haverim
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Congresso in New Jersey, Evento Musicale
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.05.2013

Conversazione riguardo l’ importanza della riunione
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 9.05.2013

Conversazione di preparazione al Congresso in New Jersey
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo” – 25/26/27.04.2013

Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Preparazione alla Lezione
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Lezione 1
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Lezione 2
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Lezione 3
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Lezione 4
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Workshop 1
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Workshop 1 – Solo Domande
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Workshop 2
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Workshop – Solo Domande
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Workshop 3
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Workshop 3 – Solo Domande
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Workshop 4
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Workshop 4 – Solo Domande
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Congresso di Connessione “Il Passo Successivo”, Yeshivat Haverim 2
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Chiudere il cerchio

Cosa abbiamo raggiunto durante il Congresso europeo? Prima di tutto, abbiamo creato tra noi una certa comprensione reciproca.

Ci siamo assemblati insieme come un unico gruppo europeo. Non è importante che le lingue e in parte anche la mentalità ci separino. È Babilonia come lo era 3800 anni fa, quando essa fu divisa in parti separate. Oggi siamo la stessa Babilonia e veniamo di nuovo insieme, ma non per continuare la sofferenza babilonese. Piuttosto, per unirci secondo il metodo rivelato allora al mondo.

È come se stessimo chiudendo il cerchio, come se stessimo tornando allo stesso stato. Non è importante che, invece di tre milioni di Babilonesi oggi ne abbiamo sette miliardi. È semplicemente un’ulteriore divisione dell’anima generale, in modo che, per ciascuno di noi sarà più facile correggere la sua piccola particella. Ma in sostanza, noi rappresentiamo la parte di Babilonia che è pronta per questa correzione.Tutto il nostro Kli mondiale (vaso o desiderio) è specificamente la “crema” che sale verso l’alto e ha bisogno di essere radunata e unita, e quindi avrà luogo la correzione del mondo intero.

Penso che qui abbiamo raggiunto tale comprensione reciproca, e ora abbiamo un lavoro serio da fare: compiere la nostra missione.

Vedrete come ognuno di voi arriverà ad una grande richiesta, come ognuno di voi potrà diventare un insegnante, un educatore. Le persone si aggrapperanno a voi come agli specchi perché non capiscono la situazione in cui si trovano e, in particolare, al metodo di correzione che scoprono improvvisamente: “Come possiamo unirci? Come ci sediamo in cerchio? Di che cosa dovremmo parlare? Come interagiamo tra noi? Come si fa a scoprire il contatto tra noi?”

Qui ci riferiamo a piccoli dettagli che sentiamo dall’interno perché noi li viviamo, mentre spiegarlo a qualcuno in modo scientifico e sistematico è difficile e molto complesso. Tutti capiscono che se una persona sente qualcosa dentro, è una cosa, ma quando comincia a passarlo a qualcun altro e l’altra persona, che non capisce o sente il materiale, lo ripete solo in modo meccanico, allora questa è completamente un’altra cosa.

Così, ognuno di voi sarà molto richiesto. Cominciate ad essere coinvolti nell’educazione integrale e virtuale e vedrete come la gente sarà attratta da voi. Il peso di ognuno di voi sarà misurato in oro.

Il Creatore si rivolgerà a noi solo quando abbiamo un passaggio verso il mondo esterno, e non altrimenti. Questo è scritto su in ogni libro di Kabbalah. La natura è stata creata in questo modo: attraverso un sistema di divulgazione aperto, completo. E se attraverso di noi si aprisse un canale verso il mondo esterno, allora la Luce superiore passerebbe e risplenderebbe sul mondo attraverso di esso. Non si fermerà in nessun luogo, circolerà e si rivelerà. Se non la ostacoliamo, ma permettiamo un canale aperto, la Luce fluirà attraverso di noi.
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(Dal Congresso Europeo della Germania del 24.03.2013, Lezione 6)

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Le contrazioni che precedono la nascita di un nuovo mondo

Domanda: Abbiamo raggiunto il punto più basso dal Creatore?

Risposta: Siamo alla porta di casa per sentire il Creatore. Noi possiamo dire dall’osservazione cosa sta succedendo nel mondo e in noi stessi. Ci siamo esercitati abbastanza, abbiamo tenuto un gran numero di congressi, inclusi quelli nel deserto. Noi speriamo che il congresso attuale, la prossima settimana di Pasqua in Israele, così come i nostri sforzi, che sono diretti all’unità e alla connessione mutua, diventeranno l’ultimo tentativo e noi raggiungeremo la rivelazione.

Noi non sappiamo quando accadrà. Accade sempre inaspettatamente. E’ descritto nelle fonti originali. Parlando in generale, siamo di fronte alla porta di casa della rivelazione spirituale. Come regola, questo emerge sempre dall’oscurità. La transizione al prossimo passo avviene sempre in maniera simile all’Esodo dall’Egitto nel mezzo della notte o nella natività di un bambino che viene al mondo dal niente, dall’oscurità.

Speriamo di ricevere la rivelazione qui ed ora. Dobbiamo stare allerta, aspettare, e sperare che questo ci avvenga in ogni minuto delle nostre vite. Anche se non avviene in maniera immediata, le mie comprensioni ed esperienze continuano a dirmi che ciò avverrà sicuramente.

In nessun modo posso firmare per esso o impegnarmi che accada, giacché tutto ciò che succede a noi dipende da tutto il mondo. Ecco perché né io né il più grande Kabbalista del mondo sono in grado di prevedere come e quando accadrà. Siamo pionieri. I precedenti Kabbalisti erano individualisti; hanno rivelato la spiritualità tra di loro, in piccoli gruppi, come i discepoli di Rabbi Shimon, studenti dell’ARI, Ramchal e Baal HaSulam.

Ora, è il nostro turno di passaggio al livello successivo. Non posso prevedere con precisione la data esatta o eventuali condizioni specifiche che ci porteranno alla rivelazione. Tuttavia, siamo alle porte, alla vigilia di entrare in un regno spirituale. Nove mesi di sviluppo intrauterino sono finiti e il lavoro è già iniziato.

Questo è lo stato, ci troviamo in questo momento. Può durare per un po’, in modo simile a come un bambino si muove leggermente avanti e indietro, e la madre sente questi movimenti come contrazioni del parto. Siamo già in questa fase.

Domanda: E’ il punto più basso dal Creatore rispetto all’umanità?

Risposta: E’ il punto più lontano e allo stesso tempo è il più vicino. Dopo tutto, ci deve essere una differenza di potenziale.

Da un lato, “le contrazioni del parto”, enorme tensione ed enormi sforzi, sono inevitabili. Ci si può chiedere, che cosa sta accadendo? Comunque sappiamo dalla vita di tutti i giorni che questo è il modo in cui i bambini sono nati. Tutto andrà bene.

Domanda: Come possiamo percepire la vita di questo punto: individualmente all’interno di ognuno di noi o in gruppo?

Risposta: Non è più un punto. Saremo nati quando ci collegheremo. Il collegamento tra noi sarà una costruzione costituita da dieci parti, le dieci Sefirot – la prima immagine di un bambino che nascerà. Questa costruzione di dieci parti deve avere una certa struttura: una tensione interna ed un potere enorme che collega insieme tutti i desideri antagonisti ed egoisti. Un’unità degli opposti completi crea una “tensione”, dove la Luce superiore diventa rivelata.

E’ una legge della fisica, una tensione molecolare superficiale, nient’altro che questo! Osserviamo le stesse cose in ogni cosa attorno a noi: in natura, nelle tecnologie. Ogni fenomeno naturale è costruito da opposti.
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(Dal Congresso Europeo del 22.03.13, Lezione 1)

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A Noi è proibito sbagliare

Domanda: Il momento attuale è molto difficile. Sentiamo la pressione messa su di noi; il Creatore è molto severo con noi. In che modo qui, in Europa, ci possiamo elevare al di sopra di tutte le nostre paure per rispondere adeguatamente a ciò che il Creatore vuole da noi?

Risposta: Il nostro obbiettivo principale è la correzione, l’unità. Anche se non divulghiamo il metodo dell’educazione integrale, la nostra connessione influenzerà comunque il mondo. Apparentemente è come se si diffondesse sotto la terra arrivando ad influenzare tutti.

Tutti inizieranno a parlare di questo. Tutti inizieranno a riflettere e a comprendere poiché il mondo intero è comunque interconnesso. E’ un fatto conosciuto attraverso la ricerca scientifica, e gli uomini già lo percepiscono: Qualcosa a cui penso in un paese del mondo all’improvviso incomincia ad essere scoperto in pensieri ed azioni in un altro paese, e così avanti.

Quindi, per prima cosa in assoluto, abbiamo bisogno dell’unione. Soprattutto, se incominciamo a connetterci al di là dei confini dell’Europa! E nel momento in cui incominceremo a farlo, sentiremo che i rapporti tra le nazioni, inizieranno ad essere completamente diversi. I mezzi di informazione stanno incominciando a presentare le informazioni in un modo sottilmente diverso: in una forma più morbida, reciproca, con la consapevolezza che non c’è altra scelta, e che dobbiamo quindi promuovere dei buoni rapporti tra di noi. Perciò, ci dobbiamo dirigere in questa direzione.

E allora, con la nostra connessione, già divulghiamo il metodo stesso dell’educazione integrale. Non si tratta di una cosa affatto complicata. Non si può immaginare quanto velocemente questo si realizzerà; abbiamo semplicemente bisogno di assumere la giusta forma ed agire; questa è la cosa principale nella saggezza della Kabbalah. Per cui, potete investire delle immense quantità di energia, anni di duro lavoro, spremere da soli tutto quello che è possibile, se questo non si sviluppa nella giusta direzione, deviando un pochino a lato, allora niente ne verrà fuori!

Baal Ha Sulam scrive nel suo libro Shamati, che Israele è chi si sta dirigendo diritto verso il Creatore; la Torà è il sistema che connette gli uomini perché agisce per mettere in pratica la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso“. Vale a dire, se indirizzate voi stessi verso l’amore, verso la connessione tra di voi, direttamente verso il Creatore, allora raggiungerete il Creatore. Ma se distorcete leggermente questo sistema, allora cambierete direzione. L’angolo di variazione può essere molto piccolo ma, avanzando, l’ampiezza, quindi la distanza, cresce.

Perciò, a noi è proibito sbagliare, abbiamo bisogno di correggerci sempre: un pochino e un pochino, come ogni sistema che si segue.

Dobbiamo fare attenzione a questo, e allora non sarà affatto complicato e difficile. Molto velocemente, proprio immediatamente, sentirete la giusta reazione del mondo. Gli uomini incominceranno a trovarvi, a rivolgersi a voi e a chiedere: “Dove state andando adesso?”
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(Dal Congresso Europeo della Germania del 23.03.2013, Lezione 4)

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Voglio elevarmi a te…

Domanda: Se il gruppo ha qualcuno con una dipendenza e lui è caduto dal processo generale, quali sforzi deve fare in modo da essere in accordo con il Creatore e per superare il nostro nemico, l’ego?

Risposta: Il Creatore non risponde alle richieste individuali di una persona. Egli in realtà risponde ma non realmente a favore della persona, in quanto la persona non Gli dà la possibilità di essere rivelato.

Supponiamo che io gridi ora che mi aspetto che il Creatore mi sia rivelato. Ho i libri e tutto ciò di cui ho bisogno! Mi chiudo in una stanza e comincio a pensare, a gridare, e soffrire.

Si rivelerà a me il Creatore? No. Perché no? Dov’è la resistenza che costruiamo tra noi? Dov’è il nemico? Lui se n’è andato. Dove è il posto in cui Lui dovrebbe essere rivelato?

Il Creatore dovrebbe essere rivelato nella resistenza, nell’ego, nel fatto che non riesco a connettere con gli amici e chiedo il suo aiuto. Solo allora si rivelerà!

Ma se penso a me stesso e borbotto solamente: “Beh, rivelaTi a me”, allora non si arriverà a nulla. Perché dovrebbe rivelare Se stesso?

“Voglio salire verso di te…” cosa significa salire verso di Lui? Significa diventare uguale a Lui, essere vicino a Lui nei miei attributi. Che cosa significa essere vicino a Lui nei miei attributi? Una cosa unica e speciale. Ciò significa che più ci connettiamo, più vicini siamo verso di Lui, e così Egli si rivela a noi.

Ci sono sette miliardi di persone nel mondo. Quando cominciamo a salire, poi nel livello successivo ci sentiamo come un miliardo e poi come un milione, e poi come un centinaio di persone, e, infine, come una sola. Questa è la scala su cui si sale al Creatore.

Ma se io grido: “Elevami, rivelaTi a me”! Allora, come può rivelare Se stesso? Non c’è niente in te, tu sei, ma solo un punto. Solo il nostro mondo può essere sentito in un punto.

Oggi, la sua condizione è che si può avere successo solo se s’inizia a connettersi e, allo stesso tempo, preoccuparsi di tutto il mondo. Vedere ciò che la crisi ha messo al mondo. Questo è ciò che Baal HaSulam scriveva. Solo pensando a tutto il mondo, possiamo gradualmente iniziare a salire.

Ogni livello dell’umanità si sentirà divenire sempre più piccolo, più compatto, ed i suoi membri si sentiranno più vicini l’uno all’altro come in un gruppo, finché diventeremo tutti uno. Solo quando diventeremo uno, saremo uguali al Creatore.

Quindi, non abbiamo altra scelta che avviare la connessione al fine di rivelarLo e di vedere che non siamo in grado di farlo da soli.

Quante volte abbiamo letto il brano dallo Zohar sugli studenti di Rabbi Shimon che erano grandi saggi ed erano al livello di Arich Anpin di Atzilut, il più alto livello di realizzazione, che è la rivelazione del Creatore, la sensazione del Mondo Superiore. Guardate come si odiavano l’un l’altro così intensamente, tanto che erano pronti a uccidersi a vicenda, quando hanno iniziato a scrivere Il Libro dello Zohar.

Dobbiamo raggiungere tali stati in cui chiediamo che il Creatore sia presente in modo che Egli si connetterà a noi. Ma i rapporti tra noi sono freddi: non mi sento realmente così; io sono di cattivo umore… non abbiamo ancora raggiunto il sentimento di odio.
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(Dal Congresso Europeo in Germania 23.03.2013, Lezione 3)

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Oltre il tempo

Domanda: Chi ha creato il Creatore?

Risposta: Noi esistiamo in un mondo che ha un inizio, una fine, tempo, limiti, e espansione, vale a dire, cambiamenti. E il mondo spirituale, anche il livello più basso, è la completezza. L’interezza non può essere cambiata, ma non può essere che qualcosa del tutto abbia un inizio e una fine. Pertanto, la questione su ciò che accade nel mondo spirituale, per non parlare del Creatore, è illogica. Perché, vedete, lì non cambia nulla.

Solo nel nostro mondo tutto cambia, ed è modificato solo dal primo punto all’ultimo punto, dallo stato infinito in cui siamo come un embrione, a quello stato nel mondo infinito in cui siamo completamente corretti. In tutta la trasformazione spirituale solo il frammento più piccolo in questo modo – il nostro mondo – subisce cambiamenti. E non ci sono cambiamenti in tutto il resto; lì regna l’eternità e la completezza, il tempo è assente.

I fisici e gli psicologi hanno già parlato riguardo a questo. Pertanto, non vi è alcun motivo di discutere di chi ha creato il Creatore,se c’era qualcosa prima di Lui o no.

Mi auguro che in un prossimo futuro faremo lo sforzo necessario e sentirai cosa c’è “oltre il tempo” che impariamo a conoscere nel Libro dello Zohar nell “Introduzione al Libro dello Zohar“. Questo è stato descritto più di duemila anni fa. Già allora, i Kabbalisti hanno scritto apertamente che il tempo non esiste, che il mondo spirituale si trova al di là del tempo, e che l’attuale comprensione della nostra realtà è falsa. In sostanza, il mondo si trova in un “matrix”, in una dimensione completamente diversa, dove non c’è tempo, spazio e movimento.

Quello che mi sembra al di fuori di me essenzialmente si trova dentro di me. Cresceremo e vedremo tutto questo.
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(Dal pasto prima del Congresso Europeo in Germania, 23.03.2013)

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