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Il vero amore è l’appagamento del desiderio di un’altra persona

La domanda che ho ricevuto: Come può l’amore tra gli uomini essere una legge, se l’amore riguarda i sentimenti di una persona?

La mia risposta: Il desiderio è la materia della creazione. Il desiderio è una forza- una forza di attrazione e una forza di repulsione. Ci sono delle leggi nel mondo che sono ovvie e a cui noi obbediamo involontariamente. Altre leggi ci vengono tenute nascoste e quindi non ci sottomettiamo ad esse. Ma se queste leggi cominciano a rivelarsi, è meglio per noi conoscerle velocemente e iniziare a seguirle.

Che cos’è “l’amore” nel nostro mondo? Quando qualcosa risveglia in me un sentimento dal quale posso ottenere del piacere. Allora aspiro a questa cosa, a questa scintilla di luce. Voglio avvicinarmi a questa luce e connettermi ad essa, così che mi appagherà. Il piacere può derivare dal cibo, dal sesso, dalla famiglia, dal denaro, dal potere o dalla conoscenza. Ma a che cosa mi connetto veramente? Mi connetto alla scintilla di piacere che entra nel mio desiderio per il piacere. Questo è ciò che definiamo “amore” nel nostro mondo.

Nella Kabbalah, “l’amore per il prossimo” non significa apprezzare l’aspetto fisico di qualcuno, la sua personalità o il suo status, sebbene questo sia esattamente il modo in cui gli uomini interpretano l’amore per il prossimo nel nostro mondo. Questo non è amore per il prossimo, ma solo un sentimento di attrazione verso qualcosa che ci appaga.

Il vero amore è quando soddisfi i desideri di un altro uomo come se fossero i tuoi. Questo significa che ami il tuo prossimo come te stesso. Si “Ama”, quando si lavora per appagare il desiderio di un altro uomo. È questo l’amore per il prossimo.

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La domanda che ho ricevuto: Ci sono delle persone, dei gruppi, e delle organizzazioni che si considerano come una cosa sola con la natura alla quale si sentono vicini. Essi dicono di amarsi gli uni gli altri, di amare le piante e gli animali. Questo è “amare il proprio prossimo?”

La mia risposta: “Ama il tuo prossimo” è una legge della Natura, una condizione nel mondo che è intorno a noi. Questa condizione ci sta venendo rivelata ora perché siamo cresciuti in essa, come un bambino che cresce per diventare adulto e improvvisamente si deve attenere alle leggi della società.

Immaginate che tutti i mezzi di informazione annunciassero improvvisamente che tutti devono seguire la legge di “ama il tuo prossimo” entro la fine dell’anno, e che coloro che non saranno in grado di farlo saranno condannati a morte. Una cosa del genere non è per niente divertente- questa è la condizione che la Natura ha fissato per noi. Tuttavia, noi non siamo in grado di vederla.

Quindi, che cosa abbiamo intenzione di fare? Dobbiamo imparare come raggiungere “ama il tuo prossimo”. Dobbiamo scoprire cosa significa questa legge, cosa vuole la Natura da noi. Non possiamo evitare questa legge- dobbiamo apprenderla. Ma come?

Attraverso lo studio. Questo è il solo mezzo che renderà capaci gli uomini di comprendere che non c’è posto in cui scappare e che la sola soluzione è di farci correggere da una speciale forza della Natura. Questa forza speciale influenza l’uomo che desidera essere corretto, per raggiungere il livello di “ama il tuo prossimo.”

E’ come un’onda sonora tra miliardi di frequenze, e tu la puoi percepire solo se lo desideri. La Natura ti richiede di sintonizzarti sulla frequenza dove sentirai che la sola cosa che vuoi è di amare il tuo prossimo! Allora questa forza della Natura arriverà per correggerti.

Tutti gli altri tentativi ci porteranno a delle crisi, per farci scoprire questo percorso verso l’obbiettivo. Le altre direzioni stanno gradualmente scomparendo intorno a noi. Queste sono chiamate le “piaghe d’Egitto” e alla fine ci faranno vedere che non c’è altra scelta. Quando ci troviamo nell’oscurità assoluta, saremo disposti e ansiosi di scappare via e di raggiungere una sola cosa – “Ama il tuo prossimo”. Dove si diressero gli uomini che scapparono dall’Egitto? Solo verso l’amore, come evidenziato dall’unione che in seguito si realizzò sul Monte Sinai.

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Apriamo i rubinetti dell’amore per gli altri

Ho ricevuto una domanda: lei dice che se una persona ha un inclinazione naturale per aiutare i bisognosi, non è la stessa cosa che amare gli altri. Mi potrebbe spiegare allora cosa significa “amare gli altri”?

La mia risposta: “amare gli altri” è un attributo speciale che si concede ad una persona durante lo studio corretto della Kabbalah. Questo attributo permette ad una persona di sentire l’interdipendenza tra tutti e la necessità di colmare gli altri attraverso se stesso. È simile ad una persona innamorata che desidera colmare l’oggetto del suo desiderio.

“L’amore per gli altri” inizia dal suo opposto, la rivelazione dell’odio, il rifiuto e la separazione dagli altri. È così che si sente l’uomo quando rivela la sua dipendenza totale dagli altri. È come se il tubo che gli somministra l’ossigeno che respira, fosse sotto il controllo di un’ altra persona. Scopre che dipende totalmente e assolutamente dal mondo intero e che ognuno dipende dal comportamento corretto che ha verso gli altri.

Scopre che lui è il solo che determina il suo stato, nell’avere buone o cattive relazioni con il mondo. Ogni giorno questa sensazione di dipendenza cresce e lui diventa sempre più dipendente dagli altri per ricevere la sue necessità fondamentali come acqua, pane, lavoro e sicurezza. In questo modo, ci si rivela il sistema integrale e globale e cominciamo a dimostrare l’Effetto Farfalla in azione. Allo stesso tempo, riveliamo l’odio che esiste tra noi, e che è il nostro egoismo che produce quest’odio in tutte le persone del mondo.

Questa immagine di totale interdipendenza da tutte le persone che si rivela ad un individuo, provoca in lui il desiderio di “ aprire il rubinetto per tutti”. E questo è “amore per gli altri”.

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Amare il tuo prossimo

ravdito2Domanda di Tami : Se è vero che il prossimo ed io siamo un tutt’uno, come faccio ad affrontare i vari ostacoli causati da esso e a reagire di fronte alle situazioni persino distruttive che possono presentarsi?

La mia risposta: Questo è un vero problema. Noi ogni giorno ci troviamo ad affrontare questa situazione nelle relazioni con i nostri simili ma, come dicono le scritture, “il valoroso dei valorosi” è colui che si fa amico del suo nemico!.

Oren Levi: Intende dire che “il valoroso dei valorosi” è colui che riesce a trasformare un nemico in amico?

La mia risposta: Sì, realmente dobbiamo provare a fare questo, in tutti gli ambienti: nella nostra casa, nella nostra società, nel paese e in tutto il mondo. Dobbiamo capire che l’ego ci allontana gli uni dagli altri e ci differenzia, al punto che ci rende nemici di tutti. Io penso che dovremmo arrivare a spiegare a noi stessi e agli altri che ci conviene amarci, come occasione della vita, per raggiungere la meta: rivelare l’anima e vivere in essa, da ora. Procedendo in questo modo avremo la percezione della vita eterna. Bisogna provare!

Oren Levi: Sì, ma cosa deve fare Tami? Lei ci dice che bisogna riconoscere il prossimo e sentirsi un tutt’uno con esso, ma in una situazione nella quale si subiscono torti, anche gravi, cosa si può fare concretamente?

La mia risposta: Allontanarsi da questa cattiva relazione, allontanarsi per non lasciare che il male cresca, e provare a creare nuove relazioni. Questo è ciò che si deve fare, tanto a livello personale quanto nelle questioni internazionali, tra Paesi. Dopo si potrà cominciare a creare qualcosa di nuovo.

Oren Levi: Ma se io le faccio del male e lei non si allontana, perché vuole essere un tutt’uno col prossimo, come reagisce di fronte al fatto che le ho fatto del male?

La mia risposta: Mi comporto come se non fosse successo niente, ottenendo così qualcosa di nuovo. La saggezza della Kabbalah ci insegna, in riferimento allo sviluppo spirituale, che esiste lo “tzimtzum”(contrazione), uno stato nel quale annullo la mia attitudine egoistica e oppostiva, che ci differenzia, anteponendo una barriera di fronte alla situazione negativa accaduta, al fine di costruire una situazione nuova e positiva, senza allontanarmi.

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