Perché l’educazione è importante per gli ebrei?
Perché l’educazione ha occupato un posto così centrale nella cultura ebraica? Che cosa manca all’educazione di oggi rispetto alla sua forma ebraica originaria?
Innanzitutto, è importante essere precisi. Non è che l’educazione fosse importante per noi in quanto nazione: è stata l’educazione a trasformarci in una nazione.
Che cosa significa? Circa 3.800 anni fa, nell’antica Babilonia, l’umanità si trovò in una sorta di guerra mondiale, come viene descritto nella storia della Torre di Babele. Le persone smisero di comprendersi e iniziarono a combattersi tra loro, finché “metà del mondo cadde sotto la spada” (Pirkei de Rabbi Eliezer, capitolo 24).
Un uomo saggio decise di indagare sul perché di ciò che stava accadendo e su come fosse possibile risolverlo. Era Abramo il Babilonese. Egli scoprì che in tutta la natura opera un’unica forza e che la traiettoria generale dell’evoluzione della natura, nei livelli inanimato, vegetativo, animale e umano, tende verso l’unità di tutto e di tutti. Di conseguenza, egli insegnò la gentilezza e l’amore per gli altri.
“Facciamo l’uomo” è il modo in cui questo processo educativo viene descritto nel linguaggio della Bibbia. Il suo scopo è elevare la persona al di sopra della propria natura egoistica e renderla simile alla forza generale che opera nella creazione. La qualità di questa forza è amore e dazione, questa era la direzione verso la quale Abramo guidava chiunque fosse disposto ad ascoltarlo.
“Centinaia e migliaia” si radunarono attorno alla sua idea spirituale, come scrive Maimonide nella Mishneh Torah, e da loro emerse la nazione. Non si trattava di una nazione naturale, come le nazioni del mondo, ma di un raggruppamento artificiale fondato attorno a un’educazione capace di creare un legame unico tra le persone, rendendole unite “come un solo uomo con un solo cuore”.
Senza questa base educativa, il popolo d’Israele non esisterebbe in alcun senso qualitativo. Per questo, nel corso della storia, l’educazione ha ricevuto tra noi un’importanza enorme.
Non c’era bambino che non imparasse a leggere e a scrivere. Tutti dedicavano la propria vita allo studio delle fonti che spiegavano quale fosse il corretto rapporto con il livello inanimato, vegetativo, animale, con gli altri esseri umani e con la società nel suo insieme.
La visione del mondo fondata da Abramo fu in seguito sviluppata nella Torah di Mosè, e i leader della nazione erano educatori per la loro stessa essenza. I nostri testi educativi furono trasmessi di generazione in generazione per migliaia di anni. Solo negli ultimi secoli abbiamo cominciato a essere influenzati dai sistemi educativi delle altre nazioni.
A differenza di altre forme di educazione, che vengono naturalmente accettate come una forma di conoscenza utile per la vita, l’originaria educazione ebraico-israeliana si oppone alla natura egoistica sia dell’individuo sia della società.
Interiorizzarla richiede uno sforzo continuo, dal momento della nascita fino all’ultimo giorno della vita. Inoltre, è innaturale vivere secondo principi come: “Non fare al tuo prossimo ciò che tu stesso odi” oppure “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
È innaturale essere “tutto Israele è amico”, essere “responsabili gli uni degli altri” o pensare agli altri come pensiamo a noi stessi.
L’egoismo umano si oppone costantemente a queste tendenze attraverso desideri e pensieri rivolti al proprio beneficio a spese degli altri e questa stessa natura egoistica diventa continuamente più forte. Perciò dobbiamo educarci continuamente in accordo con questa crescita, rinnovandoci e avanzando.
Dopo la distruzione del Tempio, avvenuta a causa dell’odio infondato, entrammo in un lungo esilio tra le nazioni del mondo. Ovunque vivessimo, ci impegnavamo a preservare almeno una parte di questo percorso educativo. Senza di esso, saremmo semplicemente scomparsi.
L’educazione ci ha sostenuti, rafforzati, organizzati e ha reso possibile appartenere alla stessa nazione anche senza uno Stato, un territorio comune o qualsiasi organizzazione formale.
I genitori venivano giudicati in base allo sforzo che dedicavano all’educazione ed era loro richiesto di essere essi stessi degli educatori. Il successo educativo di una famiglia determinava la sua posizione nella società.
Oggi, poiché il mondo è diventato interconnesso e interdipendente come un piccolo villaggio, ci troviamo in una situazione instabile simile a quella dell’antica Babilonia.
O scoppierà una guerra mondiale, oppure la precederemo con una rivoluzione educativa e culturale capace di portare connessione e riconciliazione tra le persone.
Inoltre, poiché la nostra nazione è stata fondata un tempo proprio su questi principi, abbiamo la possibilità di costruire sulla base educativa di Abramo anche nell’attuale clima globale e moderno.
È vero che per generazioni siamo rimasti disconnessi da questa base e, pertanto, Israele non rappresenta un esempio di vita fondata sull’amore. È doloroso vedere le divisioni crescenti e l’odio sempre più intenso.
Tuttavia, abbiamo la capacità di riconnetterci alla saggezza originaria di Israele e portare luce nell’oscurità, dando insieme vita a un nuovo essere umano e a una nuova umanità.
Mettiamo da parte le discussioni tra ebrei religiosi e laici e ritorniamo alle nostre radici originarie.
La parola “ebreo” (Yehudi) deriva da yichud, che significa unità, e in particolare unità al di sopra delle differenze.
Inoltre, “Israele” è un’espressione che indica una direzione e deriva da due parole, “Yashar El” (“diretto verso Dio”), ovvero, in altre parole, direttamente verso la forza dell’amore e dell’elargizione che si trova alla base della creazione.
L’essere umano completo dedica ogni momento della propria esistenza a esaminare come possa realizzarsi attraverso l’amore per gli altri: verso il livello inanimato, vegetativo, animale, verso i propri simili, verso l’umanità nel suo insieme e verso la forza generale della natura.
L’amore per tutti, o amore universale, è lo scopo dell’educazione originaria della nazione.
Il punto più importante di tutti è che l’educazione viene trasmessa attraverso l’esempio; in altre parole, l’educazione consiste nella creazione di un’atmosfera.
Dal momento in cui nasce, un bambino dovrebbe sentire che l’aria intorno a lui è permeata da un desiderio e da un’intenzione orientati ad amare gli altri. Dovrebbe percepire che tutte le persone intorno a lui agiscono preoccupandosi degli altri.
Attraverso ogni sguardo e ogni movimento, impara e assorbe lo spirito e l’intenzione che lo circondano.
Sebbene la forza egoistica cresca naturalmente dentro di lui, l’ambiente educativo e culturale gli mostrerà come utilizzarla a beneficio della società.
È così che, insieme, eleveremo noi stessi al livello della forza superiore presente nella natura, che è una forza d’amore.
La parola ebraica “Adam” (essere umano), che deriva dall’espressione “Sarò simile all’Altissimo” (Adameh La’Elyon), indica precisamente questa aspirazione.
Auguro a tutti noi successo in questo percorso.
Basato su “New Life 191 – I fondamenti dell’educazione nella cultura ebraica, parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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