Qual è il messaggio principale del Libro di Giobbe?
La storia di Giobbe, la figura biblica che subì un colpo dopo l’altro, solleva interrogativi profondi. Perché ci capitano le difficoltà? È tutto casuale? Quali sono le reazioni più utili? Il Libro di Giobbe affronta il tema del bene e del male e di come possiamo prendere in mano le redini della nostra vita.
Innanzitutto, è importante sottolineare che in natura il caso non esiste. Esiste una forza generale che opera e sviluppa la vita. Vi sono forze e leggi particolari che si combinano in modi diversi e che, insieme, producono un processo evolutivo. Se qualcosa accade in qualsiasi punto del vasto sistema della natura, a livello macro o micro, nella società o nella vita individuale, certamente non è casuale.
A differenza dei livelli inanimato, vegetativo e animale della natura, che operano interamente secondo la forza che governa la natura e pertanto non commettono errori, gli esseri umani sembrano avere la libertà di fare ciò che desiderano. È questa l’apertura attraverso la quale entra nel nostro mondo tutto il disordine, sia a livello globale sia nelle relazioni umane.
La natura, nel suo insieme, è unita. Solo l’umanità si discosta da questa unità e diventa quindi fonte del male. L’odio e la divisione tra le persone, la tendenza a costruire il proprio successo sulla rovina degli altri e i giochi egoistici che minacciano di distruggere il mondo creano tutti uno squilibrio tra noi e tra l’umanità e il resto della natura.
Nel mondo naturale osserviamo una costante tendenza verso l’equilibrio. La vediamo nell’equilibrio tra caldo e freddo, nella regolazione delle pressioni all’interno del corpo umano e in innumerevoli altri esempi. Vediamo anche che la vita si sviluppa attraverso l’integrazione degli opposti, attraverso la complementarità di forze contrastanti. La traiettoria complessiva dell’evoluzione crea un sistema integrale e, di conseguenza, il nostro mondo diventa sempre più interconnesso.
Eppure le nostre relazioni reciproche, dai pensieri e dalle intenzioni fino alle azioni e ai comportamenti, si muovono nella direzione opposta. Il crescente divario tra il nostro egoismo sempre più intenso e la crescente interconnessione del sistema che ci circonda ci porta a sperimentare la sofferenza.
Invece di svilupparci verso una maggiore connessione e responsabilità reciproca, invece di diventare la parte più avanzata del sistema, cioè quella che comprende e percepisce ciò che sta accadendo e organizza consapevolmente tutte le parti della creazione in armonia, agiamo piuttosto secondo impulsi egoistici distruttivi e creiamo collisioni potenti. La deviazione dalla direzione armoniosa dello sviluppo si accumula finché il sistema compie una correzione di rotta. Questa correzione si manifesta sotto forma di disastri naturali, guerre, epidemie e difficoltà personali. Se non impariamo da queste esperienze e continuiamo a commettere gli stessi errori, lo squilibrio si accumulerà nuovamente, fino a manifestarsi attraverso ulteriori disastri.
Ogni difficoltà, indipendentemente dal livello al quale si manifesta o da chi ne viene colpito, indica una mancanza di allineamento con la direzione evolutiva generale che conduce alla connessione integrale tra tutte le persone, all’equilibrio e all’armonia, come avviene nel funzionamento di un corpo umano sano.
Finché la nostra risposta sarà: «È il destino: non possiamo farci nulla», è probabile che arriveranno altri colpi. Alla fine dovremo modificare il nostro atteggiamento verso la vita, affinché si allinei con la direzione verso la quale ci spingono le forze evolutive.
Anche dire: «Tutto è nelle mani del Cielo» non è sufficiente, perché elimina la responsabilità dell’individuo. Rabbi Menachem Mendel di Kotzk disse: «L’uomo è stato creato per innalzare i cieli.» Il significato è che siamo destinati a svilupparci fino a raggiungere il livello della forza superiore, a diventare simili a essa e ad adottare le sue qualità di amore e di dazione. Questo richiede di trasformare la nostra natura egoistica originaria in una nuova natura, quella dell’amore e della dazione. «Ama il tuo prossimo come te stesso» è la formula per una connessione completa ed è ciò che porterà equilibrio al sistema.
«L’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla giovinezza» esprime il fatto che nasciamo egoisti, cioè con desideri orientati a godere esclusivamente a proprio vantaggio. Abbiamo dentro di noi la potenzialità di provare una particolare soddisfazione nel calpestare gli altri, umiliarli o danneggiarli, così da sentirci meglio con noi stessi e più soddisfatti della nostra posizione. Gli animali non sperimentano questo tipo di rapporto reciproco. L’egoismo è una qualità propria degli esseri umani. Tuttavia, dobbiamo iniziare a progredire verso la realizzazione del principio: «Non fare al tuo prossimo ciò che detesti.»
In termini pratici, finché non sentiamo di essere responsabili della correzione del mondo, cioè di portare il mondo a uno stato di connessione ottimale, armoniosa e pacifica, non stiamo realizzando ciò che il sistema definisce come funzionamento corretto. Naturalmente, questo è un processo di sviluppo graduale e, al suo culmine, tutti gli esseri umani saranno connessi «come un solo uomo con un solo cuore». L’umanità sarà connessa integralmente non solo al proprio interno, ma anche con i livelli inanimato, vegetativo e animale della natura. Tutta la natura funzionerà come un unico insieme, nella perfezione.
Nella nostra condizione attuale, è impossibile osservare la vita personale di qualcuno e determinare in che modo una particolare azione da lui compiuta abbia provocato una specifica difficoltà, perché non vediamo la rete complessiva delle connessioni né il sistema nel suo insieme. Ciò che possiamo sapere con certezza è che dovremmo concentrarci sulla correzione delle relazioni umane all’interno della società.
Che cosa significa? Nella misura in cui ci avviciniamo a relazioni caratterizzate da considerazione e cura, connessione e complementarità, responsabilità reciproca, amore e dazione, la causa alla radice di ogni sofferenza scomparirà dalle nostre vite e entreremo in una realtà colma di bontà.
Auguro a tutti noi grande successo in questo percorso.
Basato su “Nuova Vita 188 – Giobbe, La Storia della Sofferenza Umana” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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