La spiritualità è l’ultima speranza per salvare l’umanità?

Il principio «Ama il prossimo tuo come te stesso» non è semplicemente una bella idea o un insegnamento morale. È l’unica porta attraverso la quale l’umanità può entrare nel suo stato corretto, cioè in uno stato in cui possiamo godere di una vita armoniosa, pacifica, eterna e completa, al di sopra delle nostre pulsioni egoistiche e divisive, in una meravigliosa connessione gli uni con gli altri.

Tuttavia, non vediamo subito questa porta. Cerchiamo ovunque altrove, percorrendo innumerevoli strade, ricorrendo a surrogati e soluzioni di ogni tipo, convinti che la realizzazione possa essere trovata nel successo personale, nel potere, nella conoscenza, nella ricchezza o anche semplicemente nei piccoli piaceri della vita. Alla fine, però, dopo molte delusioni, scopriamo che nessuna di queste fonti di piacere transitorio è in grado di offrire soluzioni durature.

La porta è sempre stata lì, ma non riuscivamo a vederla perché non avevamo ancora esaurito tutte le alternative. Ciò che ci manca è la delusione, non una delusione parziale, ma la delusione nei confronti di ogni tentativo egoistico di trovare appagamento. Solo quando ci rendiamo conto che tutte le altre strade conducono al vuoto diventiamo capaci di vedere l’unico vero ingresso.

Ecco perché le nostre peregrinazioni sono necessarie. Dobbiamo raggiungere uno stato in cui rimanga una sola possibilità: la connessione. Una connessione di questo tipo è la vera adesione e l’autentica fratellanza.

Fratellanza significa che tutte le persone esistono all’interno di un unico desiderio e di un’unica intenzione. È uno stato di completa fusione interiore, nel quale ciascuno è connesso a tutti gli altri. L’umanità ritorna al sistema originario chiamato «Adam HaRishon», diventando come «un solo uomo con un solo cuore», cioè un unico corpo completamente connesso. Questo è lo stato futuro verso il quale la natura ci sta conducendo.

Questa visione deve essere davanti a noi come qualcosa di evidente, raggiungibile e necessario. Tutte le delusioni, le crisi e i vicoli ciechi che sperimentiamo non sono punizioni. Sono preparativi. Ci rivelano gradualmente che non c’è altro luogo verso cui fuggire e nulla più da conseguire, se non una connessione autentica gli uni con gli altri e, attraverso questa connessione, l’adesione alla forza sorgente della nostra vita, la forza superiore dell’amore e della dazione che chiamiamo «il Creatore».

È proprio per questo che tutte le nostre peregrinazioni sono necessarie: per condurci a questo stato.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 15 aprile 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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