Molte persone hanno la sensazione di non vivere veramente, ma di limitarsi a esistere?
La vita non è altro che un momento. Tendiamo a pensare alla vita come a un lungo viaggio che si estende attraverso anni e decenni, ma in realtà tutto ciò che possediamo davvero è il momento presente. La domanda non è quanti momenti ci siano stati concessi, ma se stiamo realmente vivendo quello che abbiamo davanti a noi adesso.
Vivere correttamente un momento non significa semplicemente attraversarlo. Significa piuttosto raggiungerlo pienamente, cercare di comprendere che cosa sia questo momento, chi lo governi, perché ci sia stato dato e che cosa richieda da noi. Dovremmo desiderare di assorbire completamente la vita, di trarre da ogni istante ogni sensazione, intuizione e opportunità che contiene, per sperimentarlo fino in fondo.
Farlo richiede un costante lavoro interiore. In ogni istante possiamo chiederci: «Perché mi è stato dato questo momento? Che cosa dovrei comprendere da esso? Che cosa sono chiamato a fare in questo momento? Ho realizzato il suo scopo oppure mi è sfuggito qualcosa di essenziale?». Domande come queste trasformano la vita da una semplice successione di eventi passeggeri in un processo consapevole di scoperta.
La maggior parte delle persone non vive in questo modo. Passiamo da un giorno all’altro con il pilota automatico inserito, occupati dalle preoccupazioni pratiche e dalle routine quotidiane. Eppure la capacità di vivere diversamente esiste già dentro di noi. Fa parte della natura umana. Nel profondo, ognuno di noi porta con sé il desiderio di comprendere il significato della vita, anche se questo desiderio può restare dormiente per anni.
Secondo la Kabbalah, il Creatore, che è la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, nasconde deliberatamente la piena profondità delle domande sulla vita. Se percepissimo costantemente l’enormità di interrogativi come «Perché esisto?» o «Chi governa la realtà?», ne saremmo sopraffatti. Per questo ci viene permesso di svilupparci gradualmente, risvegliandoci a tali domande passo dopo passo.
Lo scopo della vita non è semplicemente ricevere risposte che qualcun altro ha già trovato. Non basta leggere la verità in un libro o ascoltarla da un’altra persona. Ogni individuo deve scoprirla da sé. Dobbiamo scavare nella vita, nel nostro mondo interiore e nella nostra relazione con il Creatore. La ricerca stessa fa parte dello scopo.
Questa ricerca è ciò che può essere definito veramente vita. Senza di essa potremmo esistere, ma non vivere pienamente. Quando iniziamo a cercare il mistero nascosto nella realtà, ogni esperienza assume un nuovo significato. Ogni incontro, sfida, successo e delusione diventa parte di un più ampio processo di rivelazione.
Nessuno può sapere esattamente dove questo cammino condurrà un’altra persona. Ogni individuo possiede un ruolo e una radice unici all’interno della creazione. Ogni anima porta con sé un compito distinto che appartiene soltanto a lei.
Siamo costantemente guidati verso questo scopo, in modo consapevole o inconsapevole. Tuttavia, il risultato non è qualcosa che possa essere previsto. Il viaggio rimane aperto, colmo di possibilità. Solo il Creatore governa il processo, lasciando però a ogni persona la libertà di parteciparvi.
Per questo la preghiera e la voce interiore occupano un posto speciale nello sviluppo spirituale. Una persona può rivolgersi al Creatore e chiedere guida, non domandando ricchezza, successo o conforto, ma la capacità di vivere correttamente, di comprendere lo scopo della vita e di avanzare verso di esso con la propria piena partecipazione.
Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 18 marzo 2026.
Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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