Chi unirà il Medio Oriente e perché?
Il Medio Oriente è come una polveriera, colma di conflitti tra nazioni e all’interno dei singoli Paesi, oltre che di risorse naturali e culture antichissime. Che cosa dovrebbe accadere affinché questa regione diventi un paradiso sulla terra?
Per essere realistici, dobbiamo innanzitutto comprendere a fondo la traiettoria generale dell’evoluzione. Che ci piaccia o no, la specie umana fa parte del sistema della natura, che opera secondo leggi precise.
Lo studio della natura e dell’evoluzione umana mostra che gli esseri umani si stanno riunendo in una sorta di sistema integrale, diventando sempre più interconnessi e interdipendenti. Comunicazione, commercio, progresso tecnologico e sviluppo sociale sono tutti processi che hanno portato a questa connessione globale. Tuttavia, a livello di consapevolezza, non sappiamo ancora come gestirla. L’ego di ciascuno cresce, l’orgoglio si intensifica e continuiamo a litigare come bambini in un parco giochi. Con le armi di cui disponiamo oggi, è spaventoso immaginare cosa potrebbe accadere.
Il Medio Oriente è un punto d’incontro di religioni, culture, sistemi politici e visioni del mondo differenti. È un nodo centrale della civiltà umana che ora deve affrontare un problema esistenziale più ampio. Possiamo continuare ad agire seguendo interessi egoistici, ma sarebbe più saggio comprendere che i nostri conflitti non sono soltanto tra di noi. Essi sono piuttosto tra tutti noi e la richiesta evolutiva di realizzare la nostra crescente interconnessione e interdipendenza in modo complementare, armonioso e pacifico.
Questa regione possiede tutto. In passato è stata davvero la culla della civiltà umana. Ancora oggi, il Medio Oriente potrebbe diventare il luogo più ricco e avanzato della Terra, capace di fornire energia, agricoltura, cibo, cultura, istruzione, tecnologia, scienza, saggezza, svago e turismo. Invece, si trasforma in un luogo di distruzione, una fonte centrale da cui il conflitto si diffonde nel mondo. Enormi quantità di denaro, risorse e intelligenza vengono investite nello sviluppo di armamenti e nel rafforzamento militare. Viviamo in uno stato di difesa costante, tensione continua e con uno standard di vita molto inferiore a quello che potremmo raggiungere.
Sciiti, sunniti, cristiani, ebrei, drusi, beduini, religiosi, laici, conservatori e progressisti: qui esistono innumerevoli gruppi. In qualche modo dobbiamo trovare un terreno comune, qualcosa che possa unirci. Un tale fattore unificante può essere soltanto la legge dello sviluppo della natura, che si colloca al di sopra di tutti noi. Se cerchiamo di seguire il principio di un singolo gruppo, è evidente che non avremo successo.
La realtà ha già dimostrato che nella regione non esiste stabilità e che nessuno può sentirsi davvero al sicuro. Anche regimi che un tempo sembravano molto potenti sono crollati improvvisamente. In ogni Paese si possono identificare forze opposte che lottano tra loro. Anche se oggi una parte detiene il potere, domani potrebbe essere rovesciata. Alla fine, dovremo trovare un punto di equilibrio, un metodo per riconciliare gli opposti, prima all’interno di ciascun Paese e poi tra le nazioni. Quanto prima riusciremo a farlo, tanto più sofferenze ci risparmieremo.
Alla loro radice, tutte le visioni religiose del mondo si basano sul principio della connessione e dell’amore tra le persone. Tutto ciò che è venuto dopo è una distorsione creata dall’ego. Tutte le religioni parlano di due forze in costante lotta: il bene e il male. Che vengano chiamate Dio e il serpente o in altri modi, il principio resta lo stesso. L’essere umano si trova tra queste due forze e deve trovare l’equilibrio, la via di mezzo.
In tutte le culture che hanno vissuto in questa regione, la saggezza è sempre stata valorizzata e le persone imparavano dai saggi le leggi della natura che dovrebbero guidare la vita. Anche oggi dovremmo seguire questa strada e istituire un organismo centrale di comunicazione e formazione per il Medio Oriente. Sarebbe saggio riunire persone competenti che comprendano la direzione dell’evoluzione umana secondo le leggi della natura e affidare loro il compito di definire un quadro educativo e culturale generale.
Insieme, svilupperebbero contenuti da diffondere attraverso istituzioni educative, contesti culturali, mezzi di comunicazione e reti sociali, cioè attraverso ogni piattaforma possibile. Naturalmente, ogni Paese e ogni settore li adatterebbero alle proprie esigenze, ma tutti seguirebbero la stessa direzione: un’educazione orientata a una connessione armoniosa e pacifica.
L’obiettivo generale sarebbe sviluppare un nuovo tipo di essere umano: una persona integrale, equilibrata e in armonia con il sistema generale della natura, capace di contenere due forze opposte, come il positivo e il negativo, e di combinarle per crescere e svilupparsi senza limiti. Da questo equilibrio interiore, il nuovo essere umano saprà connettersi armoniosamente con gli altri, costruendo relazioni positive al di sopra di tutte le differenze e divisioni. Come è scritto: «L’amore copre tutte le colpe».
Se investiremo davvero il nostro cuore in questo progetto, gradualmente inizieremo a vedere persone inclini alla connessione reciproca, persone capaci di relazionarsi anche con chi pensa in modo diverso. Questo si rifletterà nelle relazioni personali, come le coppie e le famiglie, nei rapporti sociali tra diversi gruppi e, infine, nelle relazioni internazionali.
Man mano che questo processo si svilupperà, entreremo in equilibrio con la natura nel suo insieme e, di conseguenza, sperimenteremo la sua armonia, perfezione e completezza.
Basato su “Nuova Vita 135 – Il futuro del Medio Oriente secondo la visione integrale” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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