Quali sono le competenze fondamentali per i leader nel mondo interconnesso di oggi?

Sul mercato troviamo molti consigli su come essere un manager di successo: trattare i dipendenti con rispetto, garantire loro stimoli intellettuali, ispirarli, dare il buon esempio e così via. La verità è che in un mondo interconnesso, questi consigli da soli non basteranno a un manager, a meno che non adotti un approccio integrato alla gestione e alla leadership.

L’approccio integrale si basa sull’analisi del trend di sviluppo complessivo. Insegna che, di generazione in generazione, la società umana diventa sempre più interconnessa e assume una forma circolare. Ognuno dipende da tutti gli altri, influenza tutti gli altri e questo ci impone di imparare a funzionare come un unico sistema integrato: sul posto di lavoro, a casa, nella società e nel mondo in generale, ovunque esistano relazioni umane.

Senza una connessione integrale, una complementarietà reciproca e la considerazione per gli altri come per se stessi, non avremo alcuna possibilità di sopravvivere in una realtà che ci mette tutti sulla stessa barca. Le organizzazioni che riconoscono in anticipo questa tendenza e iniziano a investire fin da ora nello sviluppo di un approccio integrale tra i propri dipendenti otterranno un vantaggio significativo e faranno un balzo in avanti. Le organizzazioni che non lo faranno avranno grandi difficoltà a funzionare.

Manager-Leader

Qual è il profilo di un manager o di un leader secondo l’approccio integrale? Cosa lo rende unico? Qual è il suo ruolo?

Innanzitutto, un manager-leader integrale è colui che mira a trasformare la propria organizzazione in una società integrale. Per farlo, deve a sua volta intraprendere un percorso di formazione specifico, studiare a fondo e sperimentare una gamma completa di emozioni, fino a diventare una persona dotata di consapevolezza integrale. Una persona di questo tipo sa come includere tutti in sé, e i dipendenti la percepiscono come parte integrante del gruppo.

Un manager-leader integrale comprende ogni dipendente, lo aiuta, partecipa con lui e, in tal modo, lo connette a se stesso. Un manager di questo tipo non deve possedere solo doti di comando, ma anche essere un educatore, perché il suo ruolo è quello di costruire un nuovo tipo di società all’interno dell’organizzazione.

Un compito immenso e di fondamentale importanza li attende. Le precedenti relazioni lavorative devono essere elevate a un livello completamente diverso. Al termine di un processo di sviluppo integrato all’interno dell’organizzazione, ogni dipendente si sentirà parte integrante di un sistema in cui tutti sono reciprocamente connessi.

Un manager senza “pose”

Un manager integrato dovrebbe distinguersi ed essere dominante?

Una persona che ricopre un ruolo del genere diventa dominante perché è apprezzata, stimata, riconosciuta e considerata un punto di riferimento. In questo modo, diventa un leader sociale. Si distingue, quindi, non per la sua posizione formale, ma per il rispetto che si guadagna tra la gente grazie alla sua influenza positiva.

I dipendenti iniziano ad apprezzare l’orientamento positivo che questi offrono nella vita e l’investimento che fanno su di loro. Li vedono innanzitutto come leader sociali e, di conseguenza, li considerano a tutti gli effetti dei manager-leader.

Un manager di questo tipo permette a tutti di sentirsi uguali, come in una famiglia in cui ogni membro si sente amato e in grado di contribuire al successo comune. Questo tipo di atmosfera fa miracoli, non solo migliorando la produttività, ma anche la vita personale di ogni individuo.

Se in passato il carisma da solo bastava a guidare i dipendenti, e le persone ammiravano i manager che apparivano importanti anche se erano solo figure gonfiate, oggi questo metodo non funziona più. Le persone non si lasciano più ingannare dalle apparenze. Un manager deve dimostrare ai propri collaboratori di star costruendo un ambiente di lavoro coeso, positivo, accogliente e sicuro, e di proteggerli come un genitore. I dipendenti devono sentirsi sotto la sua tutela e sapere che, se necessario, il manager si batterà per ognuno di loro.

Carisma integrale

Un buon dirigente integrale deve conoscere due cose fondamentali: come lavorare correttamente all’interno di una gerarchia (come una linea) e come operare in modo corretto all’interno di un rapporto di reciprocità (come un cerchio), oltre alla competenza, alla professionalità e alle capacità organizzative richieste.

Il carisma di un manager integrale non si esprime attraverso il desiderio di emergere, di controllare o di dimostrare il proprio valore, bensì attraverso un giusto equilibrio tra intelletto ed emozione, tra un approccio lineare e uno circolare. La capacità di integrare correttamente linea e cerchio costruisce una società integrale tra le persone che sono sotto la sua guida.

Questo è il carisma secondo il nuovo approccio. Aiuta il manager a ispirare, promuovere, motivare e organizzare le persone. Da un lato, dimostra forza e capacità di comando. Dall’altro, irradia calore, amicizia e sincera premura quando necessario. Soprattutto, sa come combinare questi due aspetti.

Non esiste una formula fissa che possa definire come un manager debba comportarsi in diverse situazioni. È fondamentale sviluppare sensibilità emotiva, capacità di empatia verso i dipendenti e un sincero interesse per loro, elementi senza i quali è impossibile gestire in modo completo.

Pertanto, solo se un dirigente si impegna a migliorare se stesso come persona e si integra autenticamente con i propri collaboratori, comprenderà come gestirli correttamente. Solo dopo aver subito una trasformazione interiore nel proprio atteggiamento verso gli altri, sentirà naturalmente come trattare i dipendenti nelle diverse situazioni, proprio come una madre tratta i propri figli.

Inserimento dei nuovi dipendenti

In un’organizzazione integrata, si crea una particolare atmosfera di connessione tra i dipendenti e si sviluppa un sistema di relazioni reciproche positive. Pertanto, un’organizzazione di questo tipo dovrebbe assumere un nuovo dipendente solo dopo che questi abbia completato un corso di preparazione integrale.

Conoscenze professionali, titoli di studio ed esperienza comprovata non bastano. I manager devono assicurarsi che la nuova risorsa non sconvolga il sistema e che la sua integrazione avvenga in modo fluido e graduale.

Nel corso di preparazione, i candidati partecipano a lezioni, seminari, giochi ed esercizi che sviluppano la loro capacità di relazionarsi armoniosamente con l’ambiente circostante. Durante tutto il corso, i candidati vengono monitorati per valutare la loro capacità di adattarsi alla cultura relazionale dell’organizzazione.

La loro capacità di ascoltare, accettare opinioni diverse, provare empatia in modo autentico, esprimere le proprie idee con rispetto, difenderle quando necessario e trovare soluzioni condivise ai problemi viene valutata attraverso discussioni e laboratori che simulano situazioni tratte dal lavoro, dalla famiglia e dalla vita personale.

In definitiva, un nuovo dipendente in un’organizzazione strutturata deve comprendere che sta entrando in un ambiente in cui dovrà essere in grado di relazionarsi con tutti. Tutte le sue qualità, anche quelle più astute, possono essere utili, a patto che siano finalizzate a coltivare rapporti positivi all’interno dell’organizzazione.

Basato su “New Life 123 – Management and Leadership, Part 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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