Perché il sistema educativo moderno non è riuscito a trasformarci in esseri umani migliori?
Molti insegnanti che conosco oggi affermano che questa generazione di bambini nutre un certo rancore nei confronti degli adulti. Lo capisco. È naturale che i bambini si lamentino degli adulti. Vengono al mondo con la sensazione che gli altri siano in debito con loro, in un certo senso hanno ragione. I bambini si aspettano naturalmente attenzioni, cure e una guida speciali. Credono di meritarsele e, in effetti, è così.
Ma cosa diamo loro in realtà?
In apparenza, forniamo istruzione. Li mandiamo a scuola. La scuola, tuttavia, non educa esseri umani. Forma professionisti in una miriade di campi, ad esempio fisici, matematici e ingegneri. Ma non forma l’essere umano. Non diamo loro una vera educazione. Non plasmiamo il loro mondo interiore, i loro valori o la loro umanità.
E allora cosa succede? Vanno a scuola giorno dopo giorno, anno dopo anno, e ne escono come animali. Sembra duro, ma è la verità. Non instilliamo in loro il significato di essere umani in relazione agli altri e alla vita stessa. Quindi, se ti chiedi chi è il colpevole, la risposta è che siamo noi.
I genitori sono costantemente occupati, presi dal lavoro, distratti e sopraffatti. Così sono i coetanei, i loro schermi e smartphone a crescere i bambini. Assorbono tutto ciò che vedono e sentono senza filtri o comprensione. Il risultato è una generazione distaccata dai valori, dai veri rapporti umani e da una sana visione del futuro.
Fino a quando l’umanità non si sveglierà e non prenderà sul serio la questione, ossia non prenderà il controllo consapevole e rigoroso della qualità delle informazioni ed emozioni, che i nostri figli consumano, unito a un’educazione basata sui valori e sul rafforzamento delle relazioni, la situazione potrà solo peggiorare. Dobbiamo offrire ai bambini un’educazione che insegni loro a vivere, non solo a fare calcoli o imparare a memoria delle nozioni.
Abbiamo cresciuto una generazione che si comporta in modo distruttivo, ed è colpa nostra. Quindi, se oggi dovessi parlare ai bambini come insegnante, non li rimprovererei con i fatti. Mi siederei con loro e direi: “Scopriamolo insieme. Cerchiamo di capire chi siamo, cosa vogliamo dalla vita, come possiamo relazionarci gli uni con gli altri e in che tipo di mondo vogliamo vivere”.
“Noi adulti non esisteremo per sempre. Ma voi, la prossima generazione, ci sarete. E darete forma al mondo che verrà. Quindi, che tipo di persone dovete diventare per garantire che quel mondo sia gentile, buono e sicuro?”. Questa è il dialogo che dobbiamo tenere vivo, sempre.
Inoltre, non dovremmo provare pietà per le giovani generazioni. Devono, tuttavia, iniziare a percepire dove questo mondo sta andando se lasciato così com’è: diventerà più freddo, più crudele e artificiale, inadatto agli esseri umani.
Riescono a capirlo? Confido di sì. Possono cambiare? Assolutamente sì. Tuttavia, è un processo e non si risolverà in una sola conversazione. Potrebbero volerci diversi anni, il che va bene. Ciò che conta è persistere, andare avanti senza sosta.
Perché, alla fine, il nostro compito più grande non è crescere professionisti di successo, ma formare una generazione di esseri umani felici e sicuri di sé.
Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 21 maggio 2025.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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