Perdoneresti qualcuno che ha commesso un genocidio su larga scala ma desidera davvero cambiare?

In Ruanda, nel 1994, quasi 800.000 persone sono state brutalmente uccise, soprattutto dalla minoranza tutsi, nel giro di soli cento giorni. Oggi, le stesse persone che hanno commesso questi atti orribili vivono tra le loro vittime. Il giornalista Philip Gourevitch ha descritto come il Ruanda abbia scelto un percorso straordinario verso la riconciliazione: Il governo ha attuato un processo a livello nazionale, facendo rivivere un sistema tradizionale chiamato gacaca, tribunali comunitari senza avvocati, in cui intere città ascoltavano pubblicamente i casi, incoraggiavano la confessione e decidevano collettivamente la punizione. Perdonare in Ruanda significava lasciar perdere la vendetta: non dimenticare, non cancellare il dolore, ma scegliere di coesistere. Molti individui lottano ancora con le loro ferite personali, ma nel complesso la società ruandese è andata avanti.

In effetti, questa è una scalata verso un nuovo livello di esistenza. Anche se le persone non lo capiscono consapevolmente, attraverso questo processo hanno incluso nella loro vita la forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che risiede nella natura. Che se ne rendano conto o meno, hanno accettato il governo della forza della natura che ha creato, guidato e infine portato a termine questi eventi attraverso le mani dell’uomo. Questa accettazione, anche se parziale e inconsapevole, è un atto spirituale incredibilmente elevato. Li aiuterà e li rafforzerà.

Immaginate di perdere i vostri cari nel modo più orribile, potreste davvero perdonare i loro assassini? Siamo in grado di farlo sia consapevolmente, attirando nella nostra vita la forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione, sia inconsapevolmente, semplicemente perché non c’è altra strada da percorrere.

Anche per la dura legge di natura, il perdono diventa necessario. A volte, la comprensione deriva dalla consapevolezza che non ci sono alternative. Ma al livello più profondo, una forza buona agisce su di noi in ogni momento, anche nelle peggiori atrocità. Dobbiamo riconoscere che questi eventi non sono creati solo da noi. Siamo guidati. Una forza superiore, buona, onnipotente e perfetta, opera dietro le quinte.

Ciò solleva un’altra domanda: Se la forza superiore è completamente buona e benevola, come ha potuto permettere che accadessero tali orrori e sofferenze? A questo punto inizia un lavoro interiore molto intenso, una ricerca dell’anima così profonda che sembra di districare un groviglio infinito. Ma questo sforzo porta a un livello superiore di coscienza e comprensione.

Alcuni dicono che dobbiamo costantemente aprire vecchie ferite, esporre tutto il dolore e affrontare ogni ingiustizia, mentre altri dicono il contrario: non riaprire il passato. Anch’io dico di non riaprire il passato. Non possiamo risolvere da soli nulla di ciò che è avvenuto nel passato. Gli esseri umani, con tutto il loro intelletto e le loro emozioni, non possono trovare una soluzione a questi dilemmi angoscianti.

Dovremmo incoraggiarci a vicenda a non soffermarci all’infinito sui mali del passato, ma a superarli, a ricercare la forza positiva nascosta nella realtà e ad allinearci ad essa. Potremo quindi avviare un processo di guarigione per gli individui, la società e l’umanità nel suo insieme.

Tratto dal programma dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 10 giugno 2021.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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