Come si può sostenere emotivamente un medico?

In primo luogo, dobbiamo comprendere l’immensa responsabilità che i medici hanno nel nostro mondo. Le persone affidano ai medici quanto di più prezioso hanno, la loro stessa vita. Poiché la maggior parte delle persone non vive una vita spirituale, cioè in connessione con la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, i loro corpi fisici delimitano la loro esistenza. Quando questi corpi smettono di obbedire, esse ripongono la loro speranza nei medici, credendo che questi abbiano il potere di ripristinare la loro salute. In questo senso, i medici diventano una sorta di esseri superiori ai loro occhi.
I medici, a loro volta, sentono questa grande responsabilità. Non possono semplicemente ignorarla. Il loro carico di lavoro è enorme, con decine e talvolta centinaia di pazienti, e ne arrivano sempre di nuovi mentre quelli vecchi rimangono. Giorno dopo giorno, questo peso si accumula. Eppure nessuno insegna ai medici come affrontare l’aspettativa di dover essere simili a delle divinità. Non esiste un vero e proprio supporto psicologico per loro, né un codice medico ben definito che delinei chiaramente il modo in cui un medico dovrebbe interagire con un paziente che lo considera un guaritore nel senso più elevato del termine.
Nell’antichità, le persone avevano una comprensione più naturale della vita e della morte. Riconoscevano che un medico poteva aiutare solo in parte. Ma oggi la percezione è cambiata. La società moderna pone i medici su un piedistallo esageratamente alto, facendo credere che l’intera vita di una persona sia nelle loro mani. È un peso incredibile. È estremamente difficile per chiunque resistere a tali aspettative.
Eppure, un medico non può semplicemente andarsene. La medicina non è solo una professione, ma una vocazione. Per diventare medico occorrono da dieci a quindici anni di studi rigorosi. Inoltre, comporta un’enorme responsabilità del medico nei confronti della società, dei pazienti e delle loro stesse famiglie. Inoltre, comporta rispetto, onore e uno status pubblico. I medici si trovano quindi intrappolati in questo ruolo. Si stanno compiendo alcuni sforzi per migliorare la situazione, ma la strada per un cambiamento positivo e duraturo è difficile.
Dopo aver preso coscienza del peso che i medici portano con sé, è possibile aiutarli emotivamente affiancando loro delle persone che abbiano il compito di sostenere il carico psicologico che i pazienti pongono sui medici. Immaginate un medico che somministra un’iniezione mentre una persona di supporto spirituale o psicologico tiene la mano del paziente, confortandolo. In questo modo una persona può ricevere cure sia fisiche che emotive, che soddisfino i bisogni sia del corpo che dell’anima.
Non possiamo evitare questa necessità perché i desideri umani sono in continua evoluzione. Diventano più delicati, più complicati, rivelando strati sempre più profondi di complessità. Anche la persona più semplice di oggi ha un mondo interiore più raffinato rispetto alle persone del passato. Se prendete uno scrittore, un poeta o un artista di duecento anni fa e lo confrontate con una persona comune di oggi, scoprirete che anche un vagabondo di strada ha uno stato psicologico più raffinato e una sensibilità maggiore di un intellettuale di quell’epoca.
Ecco perché oggi dobbiamo prenderci cura seriamente delle persone, con un adeguato sostegno emotivo per i medici come parte dell’atmosfera di interessamento reciproco che deve sorgere. I crescenti problemi della vita moderna lo richiedono e, se non riconosciamo questa necessità, continueremo ad assistere a un aumento delle crisi in medicina e in tutta la società umana.
Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, in onda il 14 febbraio 2020.
Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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