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La Legge opera a tutti i livelli

Rispetto ad altre parti della natura, l’essere umano è una creatura che si eleva al di sopra del suo lato animalesco e diventa un elemento sociale che crea società, stato e famiglia, non solo una famiglia temporanea per la riproduzione, come gli animali, ma una famiglia a lungo termine.

Poi sviluppa l’industria, la scienza, l’arte, etc. Tutto ciò che esiste all’interno di una persona è la base per la sua elevazione al livello spirituale attraverso la connessione delle sue parti interiori.

Come avviene questo? Noi esistiamo nel nostro mondo per spingere la persona a ritornare allo stato spirituale in cui si trovava inizialmente. In primo luogo, creiamo vari sistemi di comunicazione tra di noi, come il commercio, i sistemi finanziari, ecc. Ci impegniamo in guerre e alleanze solo per capire come noi possiamo progredire.

Dopo aver subito molteplici scissioni e delusioni nella capacità di unirci adeguatamente, ci rivolgiamo alla Kabbalah. Il primo a ricorrervi fu Adamo, 5.780 anni fa. È stato il primo a rivelare questo sistema.

Il piano del sistema è fornire all’umanità i mezzi per connettersi correttamente. Questa connessione, nota come garanzia reciproca o Arvut, può essere raggiunta in modo simile al modo in cui i livelli inanimato, vegetativo e animato raggiungono la connessione all’interno dei sistemi esistenti nel nostro mondo. Se studiamo questi sistemi, vedremo che funzionano secondo la garanzia reciproca. Ad esempio, ogni parte del corpo umano è responsabile dell’intero organismo. Sentendosi responsabile, agisce automaticamente come necessario per mantenere la vita fisiologica di tutte le altre parti. È così che esiste il corpo.

Tuttavia, quando la connessione tra le parti dell’organismo viene a mancare, una persona si ammala immediatamente. E se l’interconnessione tra cellule e sistemi interni viene a mancare ulteriormente, la persona muore. Lo stesso vale per la società. Questa legge opera a tutti i livelli.
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Dalla Lezione di Kabbalah del 17/02/20, “Preparazione al Convegno”

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Cosa fare quando i fratelli si odiano?

Da uno spettatore:

Perché i fratelli possono odiarsi così tanto? Vedo che la stessa cosa accade con le nazioni fraterne. È lo stesso con Israele e gli arabi. Siete fratelli, avete lo stesso padre: Abramo. E vi odiate l’un l’altro così tanto! Ho due figli, sono già adulti e non sono riuscito a riconciliarli. So che si uccideranno a vicenda quando si incontreranno. Perché Dio fa questo?

Risposta: Questa è una conseguenza della nostra natura, la natura egoistica del nostro mondo e di noi stessi. In ogni atomo, in ogni molecola, in ogni insieme di particelle viventi, tutto è costruito sull’idea di sopprimere gli altri e di essere al di sopra di loro. Questa è la natura: egoismo assoluto.

Domanda: Il nostro mondo è così?

Risposta: Sì.

Domanda: Bene, certo, questo è il mio atteggiamento verso gli altri, siano essi vicini o lontani. Ma perché con i fratelli?

Risposta: I fratelli sono anche peggio perché dentro di loro l’odio reciproco è costantemente in fermento poiché ciascuno crede inconsciamente che l’altro gli abbia portato via i genitori e viva a loro spese. Questa sensazione li fa combattere costantemente.

Domanda: Ma sono comunque fratelli, con gli stessi genitori. Come questa cosa può essere cambiata? Esistono metodi, percorsi o pratiche?

Risposta: No, non ce ne sono perché questo risale alla profondità del tempo, alla nascita del nostro mondo. E così continuerà fino a che noi decideremo di cambiare questo mondo dentro di noi!

Domanda: Ora ti stai avvicinando alla domanda che è stata posta alla fine: “Perché Dio ha fatto questo?”

Risposta: In modo che noi potessimo cambiare noi stessi.

Domanda: Vuol dire che finché ciascuno di questi fratelli non lavora su se stesso, tutto è destinato a fallire?

Risposta: Sì.

Commento: Tu lo dici spesso e Baal HaSulam, il grande Kabbalista, scrisse che il futuro dell’umanità è di diventare un’unica famiglia. Noi parliamo di fratellanza. Ma intendiamo una cosa diversa, intendiamo vicinanza.

La mia risposta: Quando il Bore lo desidera, noi lo faremo. Ma quando dobbiamo agire, allora vediamo quanto la natura sia contro di noi.

Domanda: Allora, non possiamo farlo con le nostre mani?

Risposta: No, non possiamo.

Domanda: Quindi cosa dobbiamo fare affinché il Bore faccia questo?

Risposta: SupplicaLo di cambiare la nostra natura.

Domanda: Devo sentirmi male a causa dell’ odio che provo per mio fratello?

Risposta: Sì.

Domanda: Ma ci sentiamo male quando odiamo nostro fratello, giusto? O no?

Risposta: No.

Domanda: È Lui che fa sì che io mi senta male per questo odio?

Risposta: Sì.

Domanda: Stai affidando ogni cosa a Lui? Lasci che sia Lui a occuparsene?

Risposta: Chi altrimenti?

Commento: Se tutto dipende da Lui, ci sentiamo scoraggiati. Non possiamo fare nulla. Lasciamo che sia Lui a occuparsi di tutto e basta.

La mia risposta: Tu puoi chiedere.

Domanda: In linea di principio abbiamo un solo lavoro, quello di chiedere?

Risposta: Chiedere al Bore.

 

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Da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” di KabTV 4/1/24

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Studiare e insegnare

Domanda: Secondo le fonti della kabbalah, sono previsti 6.000 anni per la correzione completa del mondo. E secondo il calendario ebraico siamo nell’anno 5785. Quindi la fase di correzione dovrebbe terminare nel 2240.
È una data certa o la correzione potrebbe finire prima o impiegare altre decine di migliaia di anni?

Risposta: No, non c’è una data esatta. Ma secondo tutte le indicazioni noi siamo, come si suol dire, alla fine dei giorni.

Domanda: Cosa dobbiamo fare per arrivare almeno al primo livello di sviluppo spirituale: la consapevolezza del male?

Risposta: Studiare e insegnare

Domanda: In altre parole, portare avanti il processo di educazione?

Risposta: Certamente! Non hai bisogno di nient’altro! Non appena saremo convinti che il nostro compito più importante è accettare le leggi di un corretto rapporto reciproco, inizieremo immediatamente ad aderire al nuovo sistema di relazioni e così accelereremo il nostro sviluppo.

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Da KabTV “L’era dell’ultima generazione” 9/5/24

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Scopri il Potere della Conoscenza: Partecipa al Prossimo Webinar il 26 Giugno!

Carissimi,

siamo entusiasti di annunciare il lancio della nuova rubrica di webinar: “Kabbalah Rivelata”. Questa serie sarà dedicata a esplorare il significato profondo della Kabbalah e il suo impatto pratico nelle nostre vite. Con una serie di incontri regolari sarà possibile ricevere risposte illuminanti alle domande fondamentali della vita come “Chi siamo” “Il nostro ruolo nell’universo” e “Trovare la felicità”.

Webinar Inaugurale: “Il nostro ruolo nell’universo”

Il primo webinar della serie si terrà il 26 giugno 2024, alle ore 18:30 (GMT+1). Questo evento speciale sarà trasmesso in diretta gratuita sui nostri canali YouTube e Facebook.

Dettagli per l’Accesso:

Consigliamo di collegarsi almeno 10 minuti prima dell’orario previsto per essere sicuri che tutto funzioni correttamente ed evitare problemi tecnici.

Introduzione alla Kabbalah

Come preparazione al webinar, visitare la nostra playlist di brevi video che gradualmente introducono al significato profondo della Kabbalah: Playlist su YouTube

I Nostri Insegnanti

Saranno con noi studiosi di Kabbalah con una vasta esperienza in campo didattico:

  • Moshe Admoni: Insegnante di Kabbalah da 18 anni, esperto in psicologia, life coaching e gestione.
  • Giuseppe Negro: Insegnante di Kabbalah con una carriera medica e un background in agopuntura.

Non perdete l’opportunità di esplorare le profondità della Kabbalah e di scoprire come questa antica saggezza possa arricchire l’esistenza. Preparatevi a una sessione informativa, ispiratrice e di grande valore, con l’opportunità di porre domande ai nostri esperti.

Seguire i nostri webinar vuol dire lasciarsi ispirare dalla saggezza millenaria della Kabbalah, e, nello stesso tempo, scoprire cosa significa ricerca spirituale.

Per ulteriori informazioni e per registrarsi, visitare il sito:  https://www.kabbalah.it/kabbalah-rivelata-rubrica/

Trovare la realtà che sembra fantasia

Domanda: Prima di rendermi conto chiaramente che tutto ciò che vedo fuori di me è in me, posso sentire qualcosa come parte di me stesso?

Risposta: Forse in un film. In Matrix e in altri film, forse si è cercato di rappresentare in qualche modo questo aspetto. Io non guardo questi film, sono molto primitivi.

Ma per suggerire in qualche modo alle persone quale sia la percezione della realtà, dobbiamo inventarci qualcosa. La corretta percezione della realtà è spiegata nell’Introduzione al Libro dello Zohar e da molti kabbalisti in generale. Hanno scritto di questo molto prima di Einstein e di altri scienziati, perché hanno scoperto per esperienza personale che tutto ciò che vediamo all’esterno è in realtà dentro di noi, e non esiste un mondo esterno.

Non c’è nulla di esterno, tutto è dentro! Non esiste un “fuori di me”. Io sono tutto! E voi? E voi siete in me!

Commento: Ma spesso si dice che tutto questo è una fantasia.

Risposta: Certo, è una fantasia! Finché non l’abbiamo rivelato chiaramente, è una fantasia.
Vi parlo di questa fantasia ora perché possiate iniziare a percepirla un po’, anche se non avete ancora alcuna proprietà a riguardo. Ma con la mente potete spingervi verso di essa. Quando avrete anche solo dei piccoli germogli di nuove proprietà, potrete svilupparle con la mente, accelerando così il vostro sviluppo.

Se non avessimo una mente e avessimo solo sensazioni, non direi niente a nessuno, perché sarebbe impossibile affrettare il cammino dello sviluppo: arriverà a suo tempo. Ma poiché abbiamo una mente attraverso la quale possiamo sforzarci di comprendere questa immagine, avvicinarci a sentirla, possiamo dirigere i nostri sensori per sentirla in qualche modo e confrontare i vari frammenti; ecco perché ne parlo.
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Da “I Got a Call” di KabTV. Il mondo come non lo conosciamo” 12/01/12

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Vivere in un unico Organismo, nel Bore.

Domanda: Cos’è questo salto? Amore?

Risposta: L’amore è uno stato in cui tratti gli altri con il desiderio di dazione completa e ti sforzi di diventare come il Bore nelle azioni.

Commento: Non riesco ancora a cogliere la differenza. Supponiamo che una persona lavori come un organo nel corpo. Riceve le cose più necessarie per sé stesso e dà tutto il resto per il bene dell’intero organismo. Grazie a questo, l’organismo vive.

La mia risposta: Sì, questo è se parliamo del sistema interno dell’organismo.

Domanda: Quindi, possiamo dire che i nostri organi sono altruisti? Ma non diciamo comunque che si amano. Cos’è quindi l’amore?

Risposta: L’amore, come dice Baal HaSulam, è uno stato in cui ogni organo sente tutti gli altri organi e li aiuta a funzionare correttamente.

Domanda: E a livello umano?

Risposta: Non esiste uno stato del genere tra le persone. Esiste solo a livello del sistema interno dell’organismo.

Domanda: Cosa intendevano i nostri saggi quando scrissero “Ama il tuo prossimo come te stesso”? Qual è questa fase quando le persone raggiungono uno stato del genere?

Risposta: Si tratta di una fase del nostro sviluppo interno in cui ci rendiamo conto che dobbiamo connetterci attraverso buone connessioni. Cioè, è uno stato emotivo in cui una persona vive direttamente la vita della società. Allora ci sentiamo l’un l’altro come se vivessimo in un solo organismo.

Domanda: E questo organismo è il Bore o una forza superiore?

Risposta: È il Bore. Esattamente!

 

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From KabTV’s “Era of the Last Generation” 5/9/24

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Il veleno è nella tua testa

Domanda: In un’antica parabola cinese una donna sposata che non sopportava i rimproveri della suocera decise di liberarsi di quest’ultima. Si recò da un mercante di erbe che era un conoscente di suo padre. Gli spiegò tutto e disse: “Voglio che tu mi venda del veleno”.

L’erborista rispose: “Va bene, ti aiuterò. Ma prima di tutto, non puoi avvelenare subito tua suocera perché la gente intuirebbe cosa è successo. Pertanto, ti darò delle erbe che la uccideranno gradualmente.

In secondo luogo, per evitare qualsiasi sospetto, devi domare la tua rabbia, imparare a rispettarla, amarla, ascoltarla ed avere pazienza. Così nessuno sospetterà di te quando morirà”.

La ragazza accettò, prese le erbe e cominciò ad aggiungerle al cibo della suocera. Imparò anche a controllarsi, ad ascoltare la suocera e a rispettarla. E così, sei mesi dopo erano già vicine

come madre e figlia. Poi la ragazza corse dall’erborista e implorò: “Per l’amor di Dio, salva mia suocera dal veleno che le ho dato! Io la amo!”. L’erborista rispose: “Non preoccuparti, ti ho dato solo delle spezie. Il veleno era solo nella tua testa e te ne sei liberata da sola”.

Voglio chiederti: ci uccidiamo a vicenda con le parole, continuamente. E chi è più furbo uccide gradualmente, non subito. Per non diventare il nemico, agisce attraverso gli altri, mette in giro voci sugli altri e così via. È nella nostra natura voler abbattere l’altro.

Perché non mi ferisce il fatto di umiliare tranquillamente un altro, di toglierlo di mezzo, di uccidere?

Risposta: Credo che l’altro non mi lasci vivere, che sia un mio nemico che mi vede ostacolare il suo cammino, e deve distruggermi.

Domanda: Perché ci è stata data questa natura, per vivere così?

Risposta: Tutto questo è per la stessa ragione: per correggere il nostro egoismo. Per convincerci che “ama il prossimo tuo come te stesso” è la legge principale del mondo.

Commento: In questo caso, a un certo punto deve farmi sentire in colpa il fatto di essere così.

Risposta: Sì, certo.

Domanda: Ora vedo tutte queste guerre, tutti questi omicidi direttamente, non direttamente, e così via. A che punto arriva la sensazione di: “Cosa sto facendo? È tutto dentro di me. Come posso uscirne?”.

Risposta: Nel momento dell’illuminazione.

Domanda: Quando avviene questo? Si può accelerare o fare qualcosa? Capisco che questo è il momento principale della vita, davvero. Che tutto è in me, che tutto è a causa mia, che io sono l’assassino. Può questo arrivare a una persona del tutto?

Risposta: Quando un uomo si convince di essere pieno di male, allora la sua vera natura si rivela in lui, non può più tollerarla e si rivolge al Creatore.

Domanda: Questo accade inaspettatamente per un uomo? O in un certo senso egli lo vuole già?

Risposta: No, questa illuminazione di solito arriva con una spinta molto seria.

Domanda: Quindi c’è qualcosa che precede, c’è una specie di spinta, dopo tutto?

Risposta: Sì.

Domanda: Quando questo viene rivelato a un uomo, la preghiera al Creatore diventa naturale? Ossia, la comprensione che tutto dipende solo da Lui?

Risposta: Sì, allora l’uomo si rivolge al Creatore, giudica se stesso, e, correggendosi, corregge il mondo che lo circonda.

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Da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” di KabTV del 15/4/24

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La futilità della vita

Se un uomo non dedica la sua vita a perseguire un percorso, o si spreca in molte ricerche diverse e finisce la sua vita con un nulla di fatto, o vive come un animale senza cercare uno scopo. Tutto questo non è determinato da lui, ma dal suo desiderio.

Non mi immagino di perseguire la ricchezza, il potere o la fama. Dopo tutto, queste cose finiscono insieme alla mia vita. Perché farlo? Ho già più di settant’anni. Diciamo che mi restano altri dieci anni. E poi cosa c’è? Poi niente e basta, è finita. Allora cosa dovrei fare in questi dieci anni?

Commento: Lavorare in un giardino, coltivare fiori, guardare la TV.

La mia risposta: Sì, sì, anche figli, nipoti… Non sono contrario. La Kabbalah obbliga l’uomo a partecipare alla vita quotidiana, ma lo scopo della vita deve comunque guidarci in avanti.

Commento: C’è una nozione classica: avrò i miei figli che mi daranno un bicchiere d’acqua nella mia vecchiaia.

La mia risposta: Che differenza fa questo nel modo in cui muoio? Cosa cambia se i miei figli mi porteranno o meno l’acqua in vecchiaia? Qui finisce tutto. Diciamo che ho una casa di cura speciale a cinque stelle. Infermieri e assistenti mi staranno intorno, coccolandomi come un bambino piccolo. Mi puliranno e mi daranno il biberon finché non mi addormenterò felicemente tra le loro braccia, rasserenato da un eterno sonno ristoratore. È così? Perché ho vissuto la mia vita?

Oggi un uomo pensa solo alla sua vita e alla sua fine, sperando di vivere i suoi ultimi anni in modo più confortevole. Non c’è nulla di cui parlare qui.

Ma il fatto è che le persone che si avvicinano allo studio della Kabbalah capiscono che se non trovano lo scopo della vita, allora questa vita non serve a nulla; sarebbe meglio se non esistesse.

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Da “Ho ricevuto una chiamata, credere a un cabalista” di KabTV 1/28/10

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Il libro magico dello Zohar

Da uno spettatore:

Recentemente ho iniziato a studiare la Kabbalah perché ero gravemente malato. Stavo cercando qualsiasi mezzo per uscirne. Oggi, durante la lezione, hai detto che si può leggere il Libro dello Zohar per guarire. Sono molto malato. I medici si sono arresi con me molto tempo fa. Dobbiamo leggere il Libro dello Zohar? Cosa pensi riguardo a questo? Riguardo la tua guarigione?

Risposta: Certamente. Leggilo e migliora.

Domanda: Hai detto che Il Libro dello Zohar è come una Segula (Rimedio)?

Risposta: Sì, è magico.

Domanda: Cosa succede quando lo leggi e vuoi guarire?

Risposta: Attiri a te la luce superiore; essa scende dall’alto verso il basso, attraversa tutte le Sefirot e ti raggiunge. Con questo tu guarisci.

Domanda: Perchè Il Libro dello Zohar, e perché chiedi a lui? Ci sono molti libri.

Risposta: Questo è il rimedio più potente per la nostra anima. I grandi cabalisti lo hanno scritto ai più alti livelli di connessione con il Bore. Pertanto, questo libro porta con sé una potente carica di forza spirituale.

Domanda: È importante in quale lingua lo si legge? È in aramaico e in ebraico.

Risposta: È in aramaico. Non c’è niente da fare. Ma dopo l’aramaico, naturalmente, l’ebraico, perché sono lingue praticamente parallele. E chi conosce l’aramaico capisce l’ebraico. Chiunque capisca l’ebraico, in linea di principio, capisce l’aramaico.

Domanda: E se si legge in russo? Abbiamo anche traduzioni in russo.

Risposta: Che si legga in russo.

Domanda: Quindi in pratica nella propria lingua, nella lingua che il lettore capisce?

Risposta: Sì.
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Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 1/4/24

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La lotta per le connessioni positive: affrontare ogni momento come una nuova battaglia

Un uomo passeggia per il mercato e un commerciante di galli da combattimento gli grida: ” Compra il mio gallo! Combatte fino alla morte!”.

“Che bisogno c’è di un gallo che combatte fino alla morte? Me ne serve uno che combatta per vincere”, replica l’uomo.

Tutta la nostra vita è piena di scontri e, sia che si combatta fino alla morte o che si combatta per vincere, è più importante capire perché si combatte: qual è lo scopo della nostra vita e di tutti i conflitti che subiamo?

Dovremmo immaginare i loro scenari vincenti e perdenti, come sarebbe vincere o perdere la miriade di conflitti. Gli scontri peggiorano quanto più ci evolviamo. Nel processo, distruggeremo molti dei nostri nemici, ma anche molti dei nostri, su scala globale, lasceremo dietro di noi molti paesi devastati, persone uccise e molte in difficoltà per esiti diversi  di queste situazioni. Molte delle nostre vittorie nella vita si rivelano quindi spesso anche delle sconfitte.

Una vera vittoria si ha quando ci rendiamo conto della necessità di connetterci positivamente gli uni con gli altri e di organizzarci attraverso una connessione umana positiva, senza catturare o minacciare nessuno nel corso del processo. Ognuno di noi diventa allora vittorioso su se stesso. In altri termini, le nostre inclinazioni egoistiche e divisive, che ci spingono a combattere gli uni contro gli altri, vengono sconfitte dalla connessione umana positiva che costruiamo al di sopra di esse.

Ogni momento della nostra vita è una lotta e dovremmo trattare ogni momento come se fosse l’ultimo. Dobbiamo essere consapevoli di quanto tempo ci resta da vivere, se vivremo o meno fino alla fine del giorno, e poi pensare a cosa succederà se moriremo, con quale bilancio lasceremo questo mondo.

Di solito non ci poniamo queste domande, ma dovremmo farlo. Come c’è un inizio e una fine per ogni giorno, così c’è un inizio e una fine per la nostra vita.

Possiamo e dobbiamo pensare a ciò che faremo nella nostra vita, perché alla fine non sappiamo cosa ci accadrà. Per farlo, dobbiamo allenarci a guardare l’ esistenza come se ogni momento fosse l’ultimo ed essere così molto produttivi e utili durante il suo svolgimento. In poche parole, dovremmo desiderare di lasciare una buona impressione di noi stessi nel mondo, di fare quanto più bene possibile nel mondo.

Se ci calibriamo e agiamo di conseguenza nella nostra vita, il nostro contributo alla costruzione di legami umani positivi porterà molti benefici al mondo e questi legami rimarranno dopo ognuno di noi.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.