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Il Freedom Convoy è una lotta di potere

Il Freedom Convoy è stato creato inizialmente per protestare contro le normative dell’obbligo vaccinale per poter superare il confine statunitense, ma in seguito si è trasformato in una contestazione delle restrizioni per il Covid-19 in generale. Mentre molti camionisti e attivisti che partecipano alla manifestazione sono in buona fede, le forze dietro di loro non hanno nulla a che fare con la libertà o la salute, e tutto a che fare con il potere e la ricchezza. 

È molto triste che una questione così importante come la nostra salute sia stata allontanata dal grande pubblico, oltre che dai professionisti sanitari, che sono coloro che dovremmo ascoltare. Invece, ogni parte, a favore e contro la vaccinazione obbligatoria e le normative riguardanti le mascherine, si muove a modo suo non a causa di preoccupazioni per la salute, per la maggior parte del tempo, ma perché le entità politiche e industriali stanno pagando fior di dollari affinché le persone sostengano il programma che le avvantaggia finanziariamente o politicamente.  Per quanto riguarda la salute pubblica, è irrilevante. Dato che non c’è profitto nel prendersi cura del pubblico, non c’è alcun motivo per promuoverlo. 

Per come la vedo io, l’unico beneficio delle lotte che si scatenano sui vaccini  e le mascherine è che ci porteranno a renderci conto della nostra vera natura. Alla fine, ogni parte è così concentrata sul vincere che è impossibile sapere chi ha ragione, chi ha torto, e addirittura se esiste la ragione e il torto in questo scontro. 

La risposta alle domande su chi ha ragione e su cosa è giusto fare arriverà solo quando cambieremo la società umana dalla base. Il virus sta dissolvendo il tessuto della società proprio per costringerci a ricostruirlo, e a ricostruirlo bene.

La ricostruzione della società deve iniziare nella parte più debole della società: dal nostro atteggiamento verso gli altri. Solo quando inizieremo a trattare gli altri prima di tutto con attenzione, e infine con premura, anche gli altri aspetti della società inizieranno a migliorare. Finché non inizieremo questa trasformazione, le cose continueranno a deteriorarsi. Se non invertiamo la rotta in tempo, la società crollerà.

La guerra, qualsiasi guerra, non porta mai alla pace. Una guerra finisce quando una o più parti perdono, o quando le parti esauriscono il potere, i fondi, i soldati, o qualsiasi combinazione di questi elementi. Non finisce perché le parti vogliono la pace.

L’unico modo per trasformare i nemici in amici è la possibilità di fornire spiegazioni. Quando la gente sarà troppo stanca per combattere, non avrà altra scelta che ascoltare. Allora sarà possibile parlare loro della dipendenza reciproca, dei benefici della cooperazione, dei vantaggi delle relazioni pacifiche, e di altre idee che l’orgoglio e la vanità evitano quando siamo forti.

È interessante notare che la parola ebraica per pace è shalom, che deriva dalla parola shlemut (completezza/complementazione). Significa che siamo in pace solo quando ci completiamo a vicenda e insieme formiamo un tutto. Per fare questo, dobbiamo guardare ogni problema da ogni angolo e abbracciare tutte le prospettive.

I nostri saggi hanno espresso questa nozione in vari modi, alcuni dei quali sono piuttosto poetici. Il libro Likutey Halachot (Regole assortite), per esempio, scrive: “La vitalità è principalmente attraverso l’unione, includendo tutte le differenze nella fonte dell’ unione. Per questo motivo, ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’ è la grande regola … per includere nell’unità e nella pace. La vitalità, il sostentamento e la correzione di tutta la creazione derivano principalmente dal fatto che persone con punti di vista diversi vengano incluse insieme nell’amore, nell’unità e nella pace”.

Allo stesso modo, Raaiah Kook scrisse: “Qualsiasi divisione tra … una collettività e un’altra … costruisce mondi”. Poiché tutto è miglioramento e costruzione, non c’è motivo di parlare con acredine, ma di annunciare la magnificenza che entrambe le parti stanno attuando e che, insieme, stanno perfezionando la struttura eterna e stanno correggendo il mondo. Allora, … l’amore crescerà in accordo con l’intensità dell’odio, e la connessione crescerà in accordo con la grandezza della separazione”.

Solo se affrontiamo il nostro conflitto con questo atteggiamento positivo e propositivo,  avremo l’opportunità di trasformare le profonde divisioni nella società in un’unione ancora più grande. Se ci ostiniamo a combattere fino alla fine, la nostra società finirà prima che la battaglia finisca.

Didascalia della foto:
I manifestanti mostrano i cartelli durante la protesta contro l’obbligo vaccinale. I dimostranti si sono riuniti a Queen’s Park, Toronto, per il secondo fine settimana consecutivo in solidarietà con il Freedom Convoy dei camionisti, che protestano contro l’obbligo vaccinale. (Foto di Shawn Goldberg / SOPA Images/Sipa USA)

Responsabilità Reciproca: il fondamento della Società

La società di oggi adora l’ego. Tutti quelli che sono “qualcuno” si mostrano nel modo più egocentrico. Questo è vero per le icone dei social media come è vero per le star dello sport, le pop star, i politici e anche i magnati del denaro.

Tuttavia, una società che venera l’egoismo mina il significato stesso del termine “società”. Perché una società esista, deve concentrarsi sul sociale piuttosto che sull’individuo. Se si concentra su quest’ultimo, si disintegra, che è quello che stiamo vedendo oggi nel mondo.

Le relazioni sociali possono esistere solo quando tutte le parti riconoscono di avere un beneficio reciproco che non possono ottenere da sole. Il beneficio deve essere abbastanza grande da indurli a rinunciare a parte della loro indipendenza in cambio di ricompense maggiori, come migliori possibilità di sopravvivenza, di educazione dei figli o prosperità economica consolidata.

Per questo motivo, una società i cui idoli sono coloro che contribuiscono alla coesione della collettività, rafforza se stessa e il benessere dei suoi membri. Al contrario, una società che idolatra le persone che si concentrano su se stesse e che spesso agiscono contro gli interessi della collettività, si sfila il tappeto da sotto i piedi. 

Una volta che un gruppo di persone ha stabilito un livello base di responsabilità reciproca, può iniziare a costruire strutture più complesse come clan, città e nazioni. Più alto è il livello di responsabilità reciproca nella società, più essa può crescere ed espandersi.

Tuttavia, è una sfida mantenere la responsabilità reciproca perché l’egoismo umano non è statico, ma è in continua evoluzione. Pertanto, coltivare la responsabilità reciproca deve essere un compito costante per la società. Altrimenti, crollerà. Dato che abbiamo trascurato questo per molti decenni, stiamo assistendo ad un crescente grado di disintegrazione e dissoluzione nella società.

L’umanità ha raggiunto un bivio: può continuare ad evitare di coltivare la responsabilità reciproca per elevarsi al di sopra dell’ego crescente, o può tornare a coltivarla fino a diventare più forte dell’attuale livello di egoismo.  Se sceglie la seconda, raggiungerà un tale livello di coesione che le persone smetteranno di sentirsi separate le une dalle altre. Otterranno un nuovo livello di vicinanza, come se fossero inseparabili nei loro cuori, nelle loro anime.

Una volta raggiunto questo livello, le lotte tra le persone che vediamo oggi diventeranno lotte interiori, in cui le persone si confronteranno con il proprio egoismo, che le separa dalla società. Le persone conseguiranno un livello di percezione completamente diverso; sperimenteranno un’unità a livelli che non avevano mai pensato potesse esistere.

È qui che conduce l’attuale lotta tra l’egoismo e la responsabilità reciproca, e finirà in uno dei due modi: unità o guerra.

Una vita senza uno scopo non è una vita

«Chi ha un perché per vivere può sopportare quasi ogni come», disse Friedrich Nietzsche.

 

Uno dei miei studenti ha visto il film Sopraffatti dalla vita, che racconta la storia di bambini rifugiati in Svezia che si isolano in una malattia simile al coma chiamata “sindrome da rassegnazione”, a causa delle incertezze del loro stato legale. Lo studente si è chiesto come mai i bambini sembrano “scegliere” la morte piuttosto che la vita, sebbene la paura della morte sia presumibilmente il sentimento più profondo e primordiale.

 

Penso che il mio studente non abbia compreso bene questo: la paura più profonda non è la paura della morte, ma, piuttosto, lo è la paura della vita o, più correttamente, la paura di una vita senza uno scopo!

 

Quando viviamo senza una ragione che sia superiore alla vita stessa, scendiamo in uno stato che è al di sotto della vita. Gli animali non si pongono queste domande; semplicemente esistono perché seguono i loro istinti. Quindi, per loro, l’esistenza è vita.

 

Gli esseri umani, d’altro canto, hanno bisogno di sapere perché fanno quello che fanno. Altrimenti, non hanno motivazione per agire e si verificano tutti i tipi di fenomeni regressivi, dall’abuso di droghe alla depressione, alla sindrome da rassegnazione e al suicidio. Il motivo per cui il suicidio e altri comportamenti autolesionistici sono così comuni tra gli uomini e così rari tra gli animali è che gli uomini hanno bisogno di un obiettivo, uno scopo nella vita, mentre gli animali no. Una vita senza scopo è peggio della morte, quindi le persone preferiscono la morte alla mancanza di scopo.

 

Tuttavia, la sensazione di non avere uno scopo nella vita è un motore potente. Ci fa mettere in discussione tutto. Le più grandi scoperte dell’umanità sono state fatte quando le persone cercavano risposte alla vita.

 

Oggi le persone sembrano avere tutto ciò di cui hanno bisogno per condurre una vita fantastica, ma non hanno un motivo per vivere. Pertanto, si chiedono a cosa serva la vita.

 

Questa domanda è la domanda più essenziale che si possa porre, poiché la risposta non è dentro di noi, ma tra di noi. La ragione della nostra esistenza è il nostro valore nella rete che comprende tutta l’umanità. Ognuno di noi è una parte unica di questa rete, nessuno può riempire il vuoto che si crea quando uno di noi manca. Maggiore è il nostro contributo alla forza della rete, maggiore è il nostro valore come individui.

 

Per questo oggi sociologi e psicologi stanno scoprendo che la chiave della felicità è la qualità dei nostri legami sociali. Solo quando abbiamo legami sociali positivi, quando ognuno di noi realizza il proprio potenziale a beneficio dell’intero ecosistema umano, solo allora siamo veramente felici e allo stesso tempo apportiamo un contributo alle nostre comunità, ai nostri paesi e al mondo.

 

Possiamo costruire una società equilibrata, i cui membri sono contenti e felici, senza sfruttare le altre persone o l’ambiente, solo quando ognuno di noi si prende cura degli altri e trova la propria felicità nella connessione con loro, in questo senso tutti noi possiamo realizzare il nostro potenziale personale a beneficio della collettività e del mondo intero.

 

Didascalia della foto:
John Haptas e Kristine Samuelson, nominati all’Oscar per il miglior soggetto documentario per “Life Overtakes Me”, uscito in Italia col titolo: “Sopraffatti dalla vita”, posano durante un ricevimento all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences a Beverly Hills, California, Stati Uniti, 4 febbraio 2020. REUTERS/Mario Anzuoni

Che cosa cambia la scala dei valori?

Commento: Il mio scopo, come persona, è rivelare un livello di esistenza totalmente diverso, non ciò che attualmente vedo. Devo esistere nel mio corpo animale e servirlo, ma farlo come mezzo per ottenere qualcosa di più elevato.

Un’educazione tale, in principio, cambia l’intero approccio alla vita. Ovvero, la mia vita diventa solo un mezzo per ottenere un obiettivo superiore.

La mia risposta: Questo approccio cambia l’intera scala dei valori. Se ho un obiettivo superiore e posso realizzarlo, oggi, ora, immediatamente, allora certamente il mio atteggiamento verso la vita cambia, vedo tutto come un mezzo per realizzare questo obiettivo.

Ora misuro ciò che esiste intorno a me solo secondo questo obiettivo: dovrei occuparmene o no, ne ho bisogno o no? Se trattassimo la nostra vita in questo modo, prenderemmo solo il minimo necessario da essa.

Prendo le cose necessarie per me e indirizzo ogni altra mia risorsa, la mia forza, e le aspirazioni, solo all’ottenimento della meta, poiché posso ottenere l’eternità e la perfezione, oggi.

Allo stesso tempo, non devo morire fisicamente. Devo solo sviluppare un organo sensoriale dentro di me, per portarmi alla rivelazione del mondo superiore, che la Kabbalah fornisce.

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Da KabTV “Close-up. Generation” 24/08/09

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Ci sono solo due innamorati

Gli innamorati sono due. Il mondo intero intorno è lo scenario (Antoine de Saint-Exupéry).

Risposta: Questo è naturale perché non vedi nient’altro, se ami, ami solo una cosa o una persona e nient’altro. L’amore non può essere a 360 gradi. Può essere solo strettamente focalizzato. Non abbiamo altra scelta, nessun’ altra opzione. Prendi anche una madre che ama così tanto i suoi figli. Tuttavia, se abbiamo compreso appieno la sua condizione, allora probabilmente, tratta il più piccolo con più grande amore.

Domanda: Ma tutto il resto, per così dire, aiuta questo amore ed esiste solo per esso?

Risposta: Solo così, sì.

Domanda: E’ questo è il modo di amare?

Risposta: Amore spirituale implica un tale stato di una persona quando vede tutta l’umanità come un tutto unico, come una persona unita, e lo ama.

Perché scopre che con un tale atteggiamento a questa immagine comune, e unificata veda il Creatore in lui. Costruisce con Lui un tale sistema di comunicazione che inizia a sentire in questo tutta la natura, tutta l’umanità, tutto il presente e il futuro. Altre idee su il Creatore sono insostenibili.
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Da Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 18/11/2021

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Uno schiaffo utile a calmarci

Le ultime notizie stanno davvero ribaltando tutto ciò che sapevamo su come gestire la pandemia. Il virus è super contagioso, mediamente mite e nessun vaccino sembra proteggerci. In breve, ci sono voluti due anni di sforzi senza precedenti e investimenti senza pari per essere presi in giro. È lo schiaffo di cui avevamo bisogno per svegliarci dai nostri sforzi deliranti e continuare con il nostro modo di vivere di sempre. Invece di combattere una guerra persa, dovremmo unire le nostre menti e progettare un modo più sicuro e calmo di vivere.

Non considero il virus una malattia; lo considero una cura. Il processo di guarigione deve iniziare con un ripensamento delle nostre vite: cosa vogliamo ottenere, cosa ci può rendere felici, cosa è davvero significativo nelle nostre vite e come costruire una società in cui le persone non minano i sogni degli altri ma li supportano, in modo che tutti possano realizzare i propri sogni invece che solo pochi eletti, a spese di tutti gli altri.

Il fatto che il virus stia sconvolgendo il nostro precedente modo di vivere è un dono della natura all’umanità. Stavamo affogando nell’arroganza e ora ci vengono mostrati i nostri limiti. Niente è più salutare che conoscere la verità. Se conosci la verità, da lì puoi iniziare a ricostruire per il meglio. Ma se non sai chi sei e dove vivi, tutto ciò che fai ne uscirà errato e crollerà.

In effetti, stiamo assistendo al crollo del nostro vecchio modo di vivere. Il fatto che la natura lo stia distruggendo è la prova che era insostenibile. Se siamo intelligenti, prenderemo questo indizio e non cercheremo più di andare dove la natura non vuole.

I governi hanno già speso trilioni di dollari in pacchetti di salvataggio e altri programmi di aiuto. Possono continuare a farlo basandosi sul fatto che milioni di persone lasciano il lavoro ogni mese per lanciare programmi a livello nazionale, e persino mondiale, che rivisitino la società umana. A ogni livello, personale, comunitario, nazionale e internazionale, dovremmo ripensare la struttura della nostra società e le nostre relazioni con gli altri.

La scienza non sconfiggerà il virus. Muta più velocemente di quanto gli scienziati possano sviluppare vaccini o medicinali. Anche se gli scienziati sono stati in grado di sviluppare nuovi vaccini ogni pochi mesi, che tipo di vita è se devi ottenere un richiamo contro una nuova variante tre volte l’anno?

Peggio ancora, questi virus sono di nostra produzione. In pratica siamo sacchi di microbi che camminano e parlano, ce ne sono così tanti che non li conosciamo   finché non diventano patogeni. Se prendiamo in considerazione i molteplici casi di navi da crociera in cui sono scopppiati  ripetutamente  focolai tra equipaggi e ospiti, tutti vaccinati, ed il caso (assolutamente bizzarro) della stazione di ricerca polare il cui equipaggio, completamente vaccinato, controllato frequentemente, messo in quarantena e situato al Polo Nord, a centinaia di miglia da altri esseri umani, e nonostante ciò due terzi di esso sono stati improvvisamente colpiti dal Covid, ci rendiamo conto che il virus è dentro di noi, non fuori di noi, è qui che dobbiamo trovare la cura.

L’elemento dentro di noi che è nocivo e che, in realtà, genera ogni elemento nocivo, è il nostro atteggiamento. Il nostro approccio che maltratta e sfrutta tutto e tutti intorno a noi, rende tutti malati. Distorce ogni livello della realtà e la trasforma da benigna a maligna.

Se guardi ogni altra parte della creazione,  scoprirai che nessuna di esse è malvagia, malintenzionata o malevola. Tutte le parti della natura funzionano proprio come la natura le ha create. Siamo l’unico elemento che aspira consapevolmente a prendere più del necessario, a negare agli altri ciò di cui hanno bisogno, non per sostenere noi stessi, ma per la gioia di far soffrire gli altri e per sentirci superiori.

Poiché vogliamo mostrare a tutti che noi siamo i capi, la natura ci mostra chi è il vero capo. Per questo, fino a quando non chineremo la testa e ci metteremo in linea con tutti gli altri elementi della creazione, la natura continuerà a “spiegarci” con forza e dolorosamente la verità.

Quando smetteremo di essere abusivi, non saremo più abusati. Quando smetteremo di desiderare il male degli altri, non subiremo più il danno della natura. Se cercheremo di vivere in modo calmo e piacevole con tutto ciò che ci circonda, allora questa sarà esattamente la vita che avremo. Questa è la lezione della natura per l’umanità.

Quando la violenza non è un crimine

C’è un fenomeno in continuo aumento tra i colpevoli di reati sessuali: si filmano mentre commettono il crimine e lo postano sui social. Nel 2017, i criminologi Sveinung Sandberg e Thomas Ugelvik hanno pubblicato un documento attraverso la Oxford University Press nel quale hanno scritto: “A prima vista, un criminale che registra i propri crimini sembra una cosa illogica e controproducente da fare. Dopo tutto, quando i criminali usano le loro macchine fotografiche, possono inavvertitamente contribuire alla loro stessa cattura e condanna. … Eppure, le sentenze dei tribunali superiori, di pubblica consultazione, suggeriscono che, nonostante l’apparente mancanza di logica, sta diventando sempre più comune”.

Da allora, il fenomeno è peggiorato. Cercando di capirne le cause, Sandberg e Ugelvik scrivono: “Quando i delinquenti prendono la macchina fotografica, è una scelta socialmente e culturalmente radicata. In breve … questi reati devono essere compresi nel contesto di (1) una sessualizzazione e pornografia della società, (2) una nuova cultura dell’umiliazione online e (3) un contesto culturale fermo allo scatto istantaneo di foto, alimentato [sic] dalle nuove tecnologie”.

Queste ragioni possono incentivare i criminali a documentare i crimini sessuali, ma c’è una ragione più profonda e perniciosa per farlo: I criminali non considerano questi atti come crimini. Non vedono nulla di sbagliato in quello che fanno.

Peggio ancora, credo che anche la vecchia generazione non consideri i crimini sessuali in modo così spaventoso come vorrebbe far credere. Per lo più l’atteggiamento è: “Succede, sono ragazzi: cosa si può fare?” Certo, nessuno lo dice, ma questa è la tendenza di fondo.

Per questo motivo, credo che il problema non sia degli aggressori, ma nostro. Quando il sistema educativo si concentra interamente sulla conservazione delle informazioni e non dedica alcun tempo alla costruzione di sane relazioni sociali, la situazione attuale è l’unico risultato possibile.

Dobbiamo ripensare il modo in cui guardiamo all’educazione. Dobbiamo mettere le relazioni umane, la capacità di essere costruttivi e positivi nella società, in cima alla scala. Non abbiamo ancora visto il peggio. Se non diamo importanza al problema, peggiorerà fino al punto in cui non oseremo più mettere piede fuori casa.  

La natura umana sta distruggendo ogni briciolo di bene che è rimasto su questo pianeta, e noi ci preoccupiamo di tutto e di più, tranne che della nostra stessa natura. Anche se ci fosse qualche beneficio nell’affrontare le questioni ambientali, il nostro ego non ci permetterebbe di attuare alcuna soluzione, se questa richiedesse il più piccolo cambiamento spiacevole nel nostro comportamento narcisistico. Questo, infatti, è esattamente ciò che sta succedendo oggi.

Non è l’inquinamento atmosferico che ci avvelena, non sono gli oppioidi che ci uccidono, non è la SARS-COV-2 che ci fa ammalare e non è la fame che ci affama. È ciò che sta dietro a tutti loro, ciò che genera tutte queste avversità. Il nostro unico nemico è la nostra natura maligna,  l’unico modo per correggerla è imparare la responsabilità reciproca, la cura reciproca per ogni singola persona del pianeta.

Abbiamo affrontato ogni problema uno alla volta,  nessuno di essi è stato risolto, nemmeno uno.  Alcuni problemi si sono attenuati, ma per poi tornare, o torneranno a breve, con più violenza.

È ora di affrontare la causa principale di tutti questi problemi, il nostro ego, e risolverli una volta per tutte. Finché non ammetteremo a noi stessi che siamo i nostri peggiori nemici, che siamo noi la causa di tutti i problemi che poi cerchiamo di combattere, non saremo guariti. Se capiremo dove si trova il problema e accetteremo di lavorare insieme, avremo una possibilità di lottare per il successo.

Il mondo può svilupparsi in maniera positiva?

Senza dubbio, ogni cosa che succede nel mondo è per portarci ad avanzare verso la meta.  Indubbiamente, tutte queste pandemie e virus arrivano nel nostro mondo per spingerci a realizzare questa meta.

E indubbiamente, potremmo avanzare verso questa meta in maniera buona, se scegliessimo il movimento, la meta, e l’accelerazione.  Quando ci muoviamo più velocemente del bastone che ci rincorre da dietro, cercando di colpirci, allora avanziamo velocemente.

Per poterlo fare, abbiamo bisogno di connetterci più velocemente e perfezionare lo stato spirituale tra di noi, più velocemente, rivelando quindi il Creatore.  L’umanità ha attraversato diversi stati di sviluppo fino a quando non è arrivata alla società moderna, interconnessa, rivelando la dipendenza totale tra gli uni e gli altri.

Ai nostri tempi, questa dipendenza reciproca si manifesterà molto chiaramente e rigidamente:  vedremo che non possiamo esistere l’uno senza l’altro. Non c’è abbastanza petrolio o gas in un posto, non c’è abbastanza pane in un altro, elettricità in un terzo posto, ecc.  Tutto si rivelerà in modo che nessuna persona potrà vivere senza gli altri.

Baal HaSulam scrive che in effetti ci serve il mondo intero.  Quindi ci aspettano grandi scoperte. Dobbiamo spiegare al mondo come siamo interconnessi in modo da avanzare più velocemente, in maniera migliore e senza dolori.

 

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Da Congresso Internationale “Rising Above Ourselves” 8/1/22, “Deriving the Greatness of the Goal from the Friends,” Lesson 4

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Pensa all’anima

Commento: Una persona cerca la sua individualità e prova ad esprimerla tramite oggetti di questo mondo e attraverso il suo corpo. Per esempio, molte religioni sono contrarie al trapianto di organi. Dicono che se gli organi di una persona vengono sostituiti, perderà la sua individualità.

La mia risposta: Questa, ovviamente, è una sciocchezza. Se crediamo che la persona in noi sia il nostro corpo animale, allora è così. Se, per esempio, avessi bisogno di una parte di un organo e posso prenderla da un animale o da qualche altro oggetto, e allora? Avrò le sue qualità? Queste sono le stesse idee barbare di “Devi bere il sangue del nemico e diventerai più forte.”

Domanda:  Quindi i cabalisti non vedono nulla di straordinario nel trapianto di organi?

Risposta: Il nostro corpo è un animale assoluto. Che differenza fa cosa farne: Mi taglieranno un metro di intestino se necessario o mi cuciranno la gamba di qualcuno? Se ci cammino normalmente, allora perché no?

Una persona dovrebbe pensare all’anima, e il corpo fisico ha solo bisogno di essere mantenuto, curato come un animale, in modo che ti dia l’opportunità di svilupparti a livello umano.

 

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From KabTV’s “Close-Up. Individualist” 1/15/10

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Come sarà il mondo nel 2022?

Le previsioni per il 2022 dipendono unicamente dalle relazioni che avremo tra di noi.  L’uomo è in alto alla scala di ogni parte della realtà: inanimato, vegetale, animale, e umano.  Quindi il nostro comportamento verso la natura e tra di noi determina ogni altro livello inferiore.

Anche se ci  sembra che i nostri pensieri, desideri e relazioni non abbiano effetti sui livelli inferiori  della natura: l’inanimato, vegetale e animale, il fatto è che noi determiniamo anche il nostro atteggiamento verso il resto della natura attraverso le nostre relazioni egoistiche e vediamo le relative conseguenze nella natura stessa e nel danno che le stiamo causando.

Non esiste un elemento più dannoso dell’uomo nel mondo, egli danneggia l’intera natura. E’ per questo che dobbiamo pensare a modi per cambiare il nostro atteggiamento verso l’ambiente, l’utilizzo delle risorse naturali, e i cambiamenti climatici.  Tutto questo può bilanciarsi se aggiustiamo le relazioni tra le persone.

Lo possiamo fare.  E’ tutto nelle nostre mani.  Si tratta di un modo molto flessibile perché non dobbiamo chiudere le fabbriche o gli impianti.  Dobbiamo soltanto relazionarci tra di noi in maniera più gentile e obbligare tutti a farlo, affinché tutti capiscano che il nostro mondo ha bisogno urgentemente di cambiamento e guarigione.

Se non lo facciamo, il mondo, anno dopo anno, comincerà a morire. Stiamo esaurendo le risorse naturali della Terra, usando l’ultima goccia di petrolio, gas e carbone, inquinando gli oceani e le fonti di acqua potabile, e avvelenando l’aria.  Non possiamo continuare così. Non appartengo a nessuna associazione per la protezione dell’ambiente. Dico solo che l’ecologia, e ogni altro problema sulla terra, dipendono dalle relazioni tra le persone. Cambiamo le relazioni e tutto cambierà di conseguenza.

Ci troviamo già in una crisi economica, e possiamo avere altre crisi oltre a questa: finanziaria, industriale, famigliare, crisi di diplomazia internazionale. Ci sono molti conflitti nel mondo che potrebbero dare inizio ad una guerra mondiale. Ciononostante, le relazioni tra le persone comprendono un atteggiamento verso ogni altra cosa.  Dobbiamo correggere l’uomo! Spero che nel 2022 potremo iniziare a capire questo.

Se l’umanità potesse vedersi allo specchio e vedere le relazioni interne, saremmo semplicemente inorriditi.  Tutti sembrerebbero dei lupi o coccodrilli incattiviti, proprio come nei film dell’orrore.

La gente non crede che  le nostre relazioni possano migliorare; non crede che sia possibile correggere l’uomo.  Ma qui abbiamo il metodo della Kabbalah.  Se davvero sentiamo quanto siamo dipendenti gli uni dagli altri, quanto siamo schiavi del nostro egoismo, che ci controlla in ogni momento a nostro danno, e iniziamo a pensare a un modo per fuggire da questa schiavitù, riusciremo in qualche modo ad innalzarci al di sopra di noi stessi. E le nostre vite cambieranno totalmente.

Il problema è che la gente non crede che questo cambiamento sia possibile perché non arriva dalla natura.  Si rivela soltanto a un numero limitato di persone, che è possibile innalzarsi al di sopra dell’egoismo umano.

Inoltre, questo metodo è speciale, poiché non può essere implementato da una sola persona, ma richiede il supporto di tante persone intorno a lui.

Solo con il supporto reciproco e aiutandoci possiamo innalzarci al di sopra del nostro egoismo con il quale siamo nati e cresciuti.  In questo modo è possibile superare l’ego e vedere come il mondo cambia se lo si guarda con la qualità della dazione, anziché con la qualità della recezione.

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From KabTV’s “World” 12/21/21

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