Pubblicato nella '' Categoria

La Saggezza della Kabbalah non è una religione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sta ricevendo un sacco di critiche sulla sua posizione per cui la Kabbalah non è una religione e non ha alcun collegamento al giudaismo. La prego di spiegarci perché i grandi Kabbalisti che sono vissuti nei nostri tempi come Baal HaSulam e Rabash che erano ebrei ortodossi, non abbiano mai detto che Dio è solo natura e non una personalità.

Risposta: Baal HaSulam lo ha spiegato nel modo migliore nel suo articolo L’Essenza della religione ed il suo scopo“. Ne sappiamo ancora di più da Ramchal (Moshe Chaim Luzzatto) riguardo alla Saggezza della Kabbalah per le persone che non sono ebree. Tutta la Saggezza della Kabbalah parla dello sviluppo dell’amore per gli altri, e la religione parla della realizzazione delle Mitzvot (Precetti) materiali.

La definizione di Saggezza della Kabbalah è: il sistema per rivelare il Creatore agli esseri creati in questo mondo. La religione non aspira a raggiungere lo stesso obiettivo della Kabbalah (la rivelazione del Creatore attraverso l’amore degli altri). Quindi non è la stessa cosa.

Pertanto, la sua proposta che Dio è semplicemente una personalità mi fa domandare se forse non siate solo un adoratore di idoli.
[164633]

Materiale correlato:

Qual è la differenza tra Kabbalah e religione?
La differenza tra l’approccio secolare e quello religioso
La vera origine delle Religioni

Un contrasto drammatico

Dr. Michael LaitmanLa Parshat Shalach dice che quando le spie raggiunsero la Terra di Israele, videro quanto fosse meravigliosa. Tuttavia, allo stesso tempo, compresero che fosse impossibile entrarvi a causa dei terribili giganti che ci vivevano e, quando il popolo ne fu informato, cominciò a provare risentimento.

Di solito, quando comincio ad essere risentito? Quando mi dicono: “Devi fare questo”.

Ovvero, se sto andando verso il livello successivo da raggiungere, non posso sfuggirlo perché le circostanze mi spingono. Tuttavia, sento di non avere più alcuna forza. Questo drammatico contrasto per cui devo fare qualcosa ma non ne ho le forze, genera in me del risentimento.

Anche se la Terra di Israele è così attraente e vi scorre latte e miele, io non riesco ancora ad entrarci. Tutto quello che mi resta è solo essere invidioso da lontano e rinunciare. Com’è detto che l’uomo non desidera la figlia del re perché, anche solo sognarla, porta sofferenza.

Quindi, io non soffro. So che lei non è per me, è un sogno che non diverrà realtà. In questo modo, la rimuovo automaticamente dai miei desideri e vivo in pace, godendo di ciò che posso raggiungere.

A questo punto, il problema è che mi viene chiesto di conquistare la figlia del re: “Tu devi”, e io non vedo alcuna possibilità di farcela. Ma le circostanze mi forzano: “Non ha importanza, resisti, sali. Scalerai questa montagna e farai tutto”.

Ma lì ci sono giganti enormi e io devo combattere contro di loro? Devo superare ostacoli come fiumi con forti correnti e alte montagne? Non sono pronto! Così, sono risentito e borbotto.

Il risentimento appare a seconda di quanto posso comprendere, al momento, le possibilità che ho di fronte, e gli ostacoli che mi vengono posti davanti. Anche se in seguito posso aspettarmi una ricompensa, fiumi di latte e miele, questo non è per me. Lasciatemi vivere in pace. Ho vissuto per quarant’anni nel deserto e potrei viverci per altri quarant’anni, non è poi così male. In sostanza, l’essere umano è costruito in questo modo.

Il problema è che tengo conto delle mie caratteristiche e possibilità attuali. Tuttavia, il Creatore dice: “Io ti metterò in circostanze tali che non avrai scelta e ti rivolgerai a Me. Allora io ti aiuterò, ti sosterrò e tu salirai fino a questo livello”.

Però, nel frattempo, la gente è risentita: “Sceglieremo altri capi che ci riporteranno in Egitto”. Questo perché è impossibile rimanere in mezzo al deserto, bisogna andare avanti o indietro. Così, è preferibile tornare indietro, cosa c’era lì di male?

All’uomo nella situazione attuale, sembra sempre questo: “Come odio lo stato in cui mi trovo adesso, me ne vado”. Quello da cui fugge gli sembra positivo, così torna indietro.

Tutto questo è del tutto naturale, eccetto per una cosa: chiedere, domandare la forza per padroneggiare il livello successivo. Solo allora la persona ottiene le forze. Fino a quel momento si dimentica sempre che è possibile ricevere dal Creatore le forze che gli mancano, con l’aiuto delle domande e delle richieste.

Domanda: Com’è possibile spiegare questa colossale dimenticanza, il costante alternarsi in noi della sensazione del Creatore e della discesa, di nuovo la sensazione e la discesa, e che è così fino a quando il Creatore viene cancellato completamente dai nostri ricordi e pensieri?

Risposta: Il fatto è che l’uomo è sempre nuovo, in lui non viene immagazzinata la memoria. Tutto scompare come se non ne avesse mai fatto esperienza e non avesse vissuto simili circostanze. Dopo tutto, quello che si trovava nello stadio precedente viene perso, come in un razzo. Lo stadio precedente si stacca e tutto viene cancellato completamente. Non viene lasciato nulla perché, per il nuovo livello, tutte le dieci Sefirot sono nuove.
[165631]

Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 06.05.2015

Materiale correlato:

Dal deserto alla Terra d’Israele
Ai confini della Terra Promessa

Lezione quotidiana di Kabbalah – 02.10.2015

Preparazione alla lezione
Audio 
Video

Scritti di Rabash, “I gradini della scala“, articolo “la propria grandezza dipende dalla misura della Fede di uno nel Futuro” (1987)
Audio 
Video

Zohar per Tutti, brani selezionati, capitolo “Sukkot
Audio 
Video

Scritti di Baal HaSulam, articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza“, titolo “Ordine di trasmettere la saggezza”
Audio 
Video 

I quaranta anni di preparazione prima di entrare nella Terra d’Israele

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:26-31): “Il Signore parlò a Mosè e Aronne dicendo: ‘Per quanto tempo esisterà ancora questa malvagia assemblea che mormora contro di me? Io ho udito le lamentele dei figli di Israele contro di me. Dì loro: ‘Come io sono vivo’ dice il Signore ‘Così come voi avete parlato nelle mie orecchie, così Io farò a voi. I vostri cadaveri cadranno in questo deserto; tutti i recensiti, dall’età di vent’anni in su, che sono stati contati, che hanno mormorato contro di Me.

Voi non entrerete nella Terra in cui ho giurato di farvi abitare, eccetto Caleb, figlio di Iefunne, e Giosuè, figlio di Nun. Per quanto riguarda i vostri bambini, dei quali avete detto che saranno danneggiati, Io li farò entrare e conosceranno la Terra che voi avete disprezzato’”.

La Torah ci parla dei livelli attuali che l’uomo sale internamente ma non comprende che è tutto fatto dalla Luce e non da solo, e continua a dimenticarselo, e quindi non può essere aiutato a non sbagliare.

Quando cercheremo di andare indietro faremo molti errori. Non c’è un’altra via! Dobbiamo riconoscere pienamente il nostro ego e vedere quanto è grande. Non possiamo fare nulla con questo ciclope gigante.

Ci siamo educati gradualmente su ogni livello, ad ogni passo durante i quaranta anni di peregrinazioni nel deserto, in modo che quando staremo per entrare nella Terra di Israele, saremo assolutamente sicuri di essere totalmente impotenti e di non poter fare nulla da soli.

Non possono aiutarci in alcun modo né la nostra mente, né il nostro cuore. Ci troviamo di fronte ad un ciclope gigante, un esercito forte, alle nazioni che ci odiano pronte a fare qualsiasi cosa per non farci attraversare i loro confini. La nuova generazione riconosce anche questo, e le cose stanno diventando ancora più chiare.

Tuttavia, allo stesso tempo, durante i quaranta anni, abbiamo sviluppato gradualmente la caratteristica dell’amore e della dazione tra noi, e abbiamo iniziato a scoprirvi il Creatore come fonte di questa caratteristica. Ne deriva che possiamo entrare nella Terra d’Israele solo con la fede al di sopra della ragione, il che significa con la caratteristica di dazione, la quale è esterna a noi.

Qual è allora il problema? Abbiamo dovuto sbagliare per scoprire e spiegare a noi stessi e alla nazione che cosa sta succedendo nella Terra di Israele, quali grandi forze ci sono, perché non possiamo superarli e perché siamo così distanti uno dall’altro e dal Creatore.

Pertanto, il peccato delle spie è necessario per capire fino a quanto non siamo parte di questo. L’uomo non può saltare da un livello a quello successivo senza la preparazione dei quaranta anni, prima di entrare nel modo corretto nella Terra di Israele. Tutti i problemi sono stati chiariti dalle spie e la rivelazione dell’atteggiamento negativo della nazione è naturale e non può essere altrimenti.

Lungo il cammino spirituale non ci sono errori. Il calcolo è realistico: quale Masach (Schermo) avete contro il vostro ego e se l’uno copre l’altro.

[165694]

Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 06/05/2015

Materiale correlato:

Da un livello verso il successivo
I desideri che vanno nella fede al di sopra della ragione
Dal deserto alla terra d’Israele

Il primo grammo nella Correzione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa deve succedere per creare nell’uomo un Kli (Vaso) nuovo al di sopra dei suoi desideri attuali?

Risposta: Prima di tutto, per questo c’è bisogno di un supporto che può essere ottenuto grazie al gruppo, all’insegnante e alla divulgazione.

La sottomissione è l’atto primario e fondamentale verso il Creatore, sul quale in seguito viene costruito tutto il resto. Dopo tutto, il nostro desiderio è egoistico, per cui la prima azione deve essere la sottomissione dell’ego. Quelli che sono pronti a questo, provano a realizzare ciò di cui ha bisogno il gruppo e ciò che richiede l’insegnante, per essere stimolati con l’apprendimento e per impegnarsi nella divulgazione.

Il lavoro principale qui è il chiarimento attraverso l’emozione e l’intelletto. Dopo tutto, potrebbe accadere che l’uomo esegua molte azioni fisiche ma che non esegua alcun ragionamento a riguardo, o al contrario, che continui a rimuginare senza far nulla. Questi ragionamenti non servono a nulla. Questa è solo filosofia.

Tutto inizia dalla sottomissione perché senza la sottomissione dell’ego e della mente che lo serve, non si può iniziare a lavorare al di sopra di esso. Devo tirar fuori il mio desiderio di ricevere, studiarlo e soggiogarlo. La sottomissione è la prima attività sulla via verso l’adesione. Dopo tutto, con il desiderio che c’è dentro di me adesso, non sarò in grado di avvicinarmi in alcun modo al Creatore.

E allora lo piego, lo critico e cerco di chiarire con quale parte posso lavorare e con quale parte non è possibile. Io non ho nulla tranne il desiderio di ricevere, e quindi inizio ad imparare come sia possibile cambiarlo, verso quali direzioni. Per esempio, mi avvicino agli amici anche se non sento nulla ma capisco che devo farlo.

Grazie a questo, attraverso l’attuazione di cambiamenti nel mio stato precedente e portandomi e avanzando un po’, correggo il mio comportamento. Sacrifico me stesso. Ho aiutato gli amici. Ho seguito il consiglio dell’insegnante. Sono passato dallo stato F1 allo stato F2. Anche se questi due stati si trovano dentro il mio ego, sono diversi, una differenza dovuta al mio cambiamento. Posso imparare dall’esempio del cambiamento che ho fatto ed i risultati che sono stati ricevuti sono il primo mattone nella costruzione dell’annullamento dell’ego.

Ho già qualcosa nelle mie mani. Lo stato che ho ottenuto è migliore di quello precedente, e così lo chiamo “una sposa bella e gentile” (Talmud Babyli, Ketubot 16b). Ho ricevuto un Kli superiore e bello e così Beit Hillel (la scuola di Hillel) non mi costringe a mentire. Mi mostra solamente che ottenere questo stato dipende da me.

Beit Shammai ci parla della situazione presente mentre Beit Hillel parla dello stato desiderato, ma di uno che avverrà alla fine. Quando lo ottengo, lo raggiungo, allora lo stato F2 diventa per me lo stato principale. Questo stato deve essere ulteriormente lavorato in modo che F2 di Beit Hillel diventi realistico. È il punto di vista di Beit Shammai dal quale chiarisco lo stato desiderato F3 di Beit Hillel. Ecco come continuo ad avanzare.

Comunque, uso prima la differenza tra gli stati F1 ed F2 come unità di misura: un millimetro, un centimetro, un grammo di correzione. Lo uso come un modello, come uno standard, una scala di misura e con quest’arma posso avanzare.

Domanda: Che cosa deve essere fatto per avanzare dallo stato F1 allo stato F2?

Risposta: È necessario vedere i due stati dal punto di vista di Beit Shammai e dal punto di vista di Beit Hillel “Una bella sposa così com’è” e allo stesso tempo “una sposa bella e gentile”. Comunque, l’uomo per conto suo non ha la possibilità di vedere lo stato F2; a questo scopo gli vengono dati l’insegnante ed i libri che deve ascoltare. Egli deve accettare che quello che dice il maestro è vero e il maestro dice “Non esiste nulla tranne Lui”, “Il Buono e Benefattore”.

Se egli vede la sposa solo brutta così com’è, allora è necessario continuare a lavorare nel gruppo, studiare e divulgare. Rispettare l’insegnante significa realizzare i sui consigli riguardanti il tuo avanzamento. Questo significa fare delle attività e stare all’erta per una risposta della Luce, come una sposa che si deve preparare, e solo allora lo sposo arriverà. Le azioni giuste causeranno necessariamente una risposta dalla Luce Superiore.
[130221]

Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 12.03.2014

Materiale correlato:

Stando con un piede sul prossimo livello
Aggrapparsi al Creatore